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Orso nero massacra quattro persone a Fukushima

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Martedì, nella città di Fukushima, nella parte nordorientale del Giappone, quattro persone sono rimaste ferite in seguito all’attacco di un orso nero.

 

Il malvagio plantigrado ha inizialmente aggredito due dipendenti dell’azienda siderurgica di Fukushima, cittadina che aveva giù avuto i suoi problemi con la centrale atomica colpita dallo tsunami nel 2011. La polizia e i vigili del fuoco locali sono intervenuti sul posto dopo aver ricevuto una chiamata dall’azienda che segnalava che «alcuni dipendenti erano stati morsi».

 

La scellerata creatura ha poi attaccato un altro uomo sulla sessantina che lavorava in un’altra azienda e ha aggredito anche una donna di ottant’anni residente nello stesso quartiere.

 


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Solo una delle vittime ha riportato ferite gravi, mentre le altre hanno subito lesioni lievi. L’orso non è stato ancora catturato e si ritiene che si trovi ancora all’interno della seconda azienda, dove è stato avvistato l’ultima volta. Gli agenti di polizia, armati di lunghi bastoni, hanno circondato la zona dell’azienda.

 

Gli attacchi degli orsi destano crescente allarme tra le autorità giapponesi, e, come sa il lettore di Renovatio 21, costituisce un problema risalente. Il ministero dell’Ambiente giapponese ha dichiarato che lo scorso anno nel Paese si è registrato un numero record di 13 persone uccise dagli orsi.

 

Come riportato da Renovatio 21, l’anno scorso, il governatore della prefettura di Akita – sede dell’ultima, apocalittica apparizione mariana approvata dalla Chiesa di Roma – ha addirittura richiesto un supporto militare formale per proteggere i residenti dagli attacchi. Due anni fa si parlò dell’uso dell’Intelligenza Artificiale contro la prepotenza ursina contro le cittadine del Paese.

 

Nel 2023, complice anche un autunno insolitamente caldo, si era avuto un aumento degli attacchi da parte degli orsi nipponici con almeno una diecina di vittime, e un numero consistente di feriti. Oltre ai temibili plantigradi – detti «orsi bruni Ussuri», «orsi bruni Ezo» o «Grizzly russi» – alla sciagura animale piombata sull’arcipelago si sono aggiunti anche i cervi, i quali hanno causato danni ad agricoltura e infrastrutture calcolati attorno ai 4.800.000.000 yen (circa 30.364.800 euro).

 

Esiste in Giappone la cosiddetta Borantia kujotai, (ボランティア駆除隊), ossia la «Squadra degli Sfoltitori Volontari», un gruppo nato spontaneamente per contrastare i danni arrecati dagli animali selvatici all’agricoltura, i cui membri seguendo i cacciatori più esperti imparano a riconoscere le tracce degli animali e a mettere le trappole.

 

Riguardo a Fukushima, luogo di un supposto disastro atomico che non sembrerebbe tuttavia aver prodotto conseguenze così catastrofiche, era stata notata la comparsa di ungulati «relativamente» radioattivi, poi cacciati per consentire ai residenti di tornare a casa – si parlò, all’epoca, di ibridi cinghiale-maiale che scorrazzavano impuniti per la provincia.

 

Non sappiamo quanto radioattivi siano gli orsi neri, ma la loro violenza è semplicemente intollerabile.

 

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Animali

Israele sta pianificando di utilizzare coccodrilli per i detenuti palestinesi

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Secondo alcune fonti, Israele avrebbe riclassificato i coccodrilli del Nilo come animali «da accudire», aprendo potenzialmente la strada al loro utilizzo come parte del sistema di sicurezza carceraria.   La controversa proposta di circondare le prigioni con fossati pieni di coccodrilli sarebbe stata avanzata alla fine dello scorso anno dal ministro della Sicurezza Nazionale di estrema destra Itamar Ben-Gvir, il quale sosteneva che i rettili avrebbero rafforzato la sicurezza e scoraggiato i tentativi di evasione. Il piano è stato inizialmente ritenuto legalmente irrealizzabile dall’Autorità israeliana per la natura e i parchi, poiché i coccodrilli del Nilo sono classificati come animali selvatici che possono essere tenuti solo in zoo e riserve naturali.   Secondo quanto riportato venerdì dai media israeliani, tale ostacolo legale sarebbe stato rimosso questa settimana, quando il ministro della Protezione Ambientale Idit Silman ha riclassificato il coccodrillo del Nilo come «animale selvatico da tenere in cattività». La nuova classificazione consente di detenere questi rettili in una gamma più ampia di strutture, potenzialmente anche nelle carceri.

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La nuova designazione sarebbe arrivata nonostante gli avvertimenti del consulente legale del ministero, il quale aveva comunicato a Silman che non aveva l’autorità di decidere unilateralmente sullo status dei coccodrilli e di gettare le basi per il loro trasferimento nelle carceri. Alcune settimane fa, Ben-Gvir e Silman avrebbero incontrato il consulente legale e la direttrice dell’Autorità per la Natura e i Parchi, Raya Soraki, facendo pressioni su di loro affinché accettassero il discutibile piano.   Secondo quanto riportato dai media israeliani, Ben-Gvir vorrebbe introdurre i rettili inizialmente nel carcere di Ketziot, un penitenziario nel sud di Israele che ospita principalmente detenuti palestinesi. Dopo la sua proposta, il Servizio Penitenziario Israeliano (IPS) l’ha esaminata e all’inizio di gennaio ha inviato degli agenti all’allevamento di coccodrilli di Hamat Gader per familiarizzare con i rettili.   Secondo quanto riferito, l’IPS ha accolto favorevolmente la proposta del ministro, considerando di optare per esemplari più piccoli, il cui costo si aggirerebbe intorno agli 8.000 dollari a capo, anziché per rettili più anziani che costerebbero circa 20.000 dollari.   «Si tratta di una somma relativamente modesta rispetto all’investimento in sicurezza necessario per un carcere, e i risultati sarebbero persino migliori», ha dichiarato all’epoca una fonte dell’IPS al quotidiano Maariv, aggiungendo che i piccoli rettili, «peraltro pericolosi», finirebbero per crescere all’interno del complesso carcerario.

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Il Crocodylus niloticus (coccodrillo del Nilo, o nilotico) non è il più grande loricato al mondo, primato che spetta al coccodrillo marino australiano(Crocodylus porosus), che può superare i 6 metri e i 1000 kg. Tuttavia, il niloticus è il più grande e temibile predatore d’acqua dolce dell’Africa, raggiungendo facilmente i 5-6 metri di lunghezza e un peso fino a 750 kg.   È tra i coccodrilli che mietono più vittime umane al mondo, con centinaia di morti all’anno in Africa. Esso possiede un morso devastante stimato intorno ai 16.460 newton.   L’idea di utilizzare i coccodrilli a guardia delle carceri sembra attingere dalle fantasie infantili di castelli circondati da fossati irti di loricati (e l’immancabile ponte levatoio) così come dall’idea, tutta trumpiana, di creare un’«Alligator Alcatraz», ossia un carcere per criminali immigrati nelle palludi floridiane, nota per la presenza dei grandi rettili assassini.   L’Alcatrazza alligatoresca era stata inaugurata nei primi giorni di luglio del 2025, ma ha tuttavia chiuso definitivamente i battenti nel giugno del 2026, quando le autorità federali e statali ne hanno disposto lo sgombero e il trasferimento dei detenuti  

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Immagine di Kramthenik27 via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
 
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Orso ruba mazze da golf: non pensavamo gli piacesse questo sport orrendo

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Un orso ladro è stato recentemente colto in flagrante su un campo da golf nella Columbia Britannica, mentre si portava via una sacca piena di mazze.

 

Un video pubblicato domenica sul subreddit r/golf mostra un orso nero che raccoglie la sacca e si allontana con nonchalance, mentre il golfista esclama «Quelle sono le mie mazze, amico!» e un testimone intima «Rimettile a posto!».

 

L’incidente è avvenuto al Golden Eagle Golf Club di Pitt Meadows. L’orso trascina le mazze verso alcuni cespugli e alberi appena fuori dal campo, presumibilmente per cercarvi qualcosa da mangiare, dove un secondo orso lo attende impazientemente. Non è chiaro se i golfisti abbiano recuperato le loro mazze o se gli orsi si siano dedicati a un nuovo hobby.

 

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Non avevamo un’idea sempre rosa del mondo degli orsi –  viste le aggressioni anche mortali compiute anche dalle nostri parti dove sono stati, al pari degli immigrati afroislamici, introdotti di peso dallo Stato autogenocida – tuttavia vedere un loro interesse per lo sport del golf ce le fa scadere quasi al livello delle orche assassine.

 

Renovatio 21 crede che il golf sia infatti uno sport che va disprezzato quasi quanto il curling. «Il golf è il sistema migliore per rovinare una bella passeggiata nei prati». Questa celebre affermazione, storicamente attribuita a Mark Twain ma nata nel panorama anglosassone nel secolo scorso, riassume l’essenza delle critiche culturali e ambientali rivolte a questo sport.

 

I danni fisici del golf sono molteplici. Un campo da golf standard richiede un quantitativo enorme di acqua giornaliero, aggravando il deficit idrico locale in tempi di siccità. A livello globale si destina più terra ai campi da golf rispetto a quella utilizzata per gli impianti di energia rinnovabile (eolica e solare). L’abbattimento della flora locale originaria e il trattamento chimico massiccio impoveriscono il suolo biologico nel lungo periodo. L’uso intensivo di pesticidi e diserbanti chimici per mantenere il prato perfetto può contaminare le falde acquifere sotterranee.

 

Sono tante le voci del passato che, fuor di questioni ambientalistiche, hanno denunziato la stupidità del golfo.

 

Lo scrittore britannico George Bernard Shaw ebbe a dire che «per giocare a golf non è necessario essere imbecilli. Però aiuta molto».

 

Per il celebre statista Winstone Churchill «il golf è un gioco il cui scopo è colpire una pallina molto piccola in una buca ancora più piccola, con armi singolarmente mal progettate per lo scopo».

 

Il golf è odioso sostanzialmente anche perché primigenio sport dell’oligarcato, con i suoi club costosissimi (che hanno fatto la fortuna rampicante di Donaldo Trump) e le orde di figli di papà di tutte le età che si trasmettono geneticamente, oltre che l’inutilità esistenziale e il parassistismo sociale di rentiers, anche le partecipazioni ai clubini con i loro campetti malefici.

 

Lo aveva detto, con più leggerezza rispetto a noi, Groucho Marx: «non mi sento bene: ho immediatamente bisogno di un dottore. Telefona al più vicino campo di golf».

 

Il lettore conosce cosa pensiamo dei medici su questa testata.

 

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Bufalo imbufalito scaglia in cielo un povero turista

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Un turista è rimasto gravemente ferito dopo essere stato scaraventato in aria da un bisonte a circa due metri e mezzo di altezza nel Parco Nazionale di Yellowstone. L’attacco è stato ripreso in video dal fotografo Mike Macleod.   Le scioccanti immagini stanno facendo il giro della rete.   Vi si vede, in chiarezza, come il crimine sia premeditato: l’ungulato, che poco prima sembrava annoiarsi in disparte, si mette alla caccia del povero bipede bartbuto, facendolo volare per aria.    

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Si tratta, con ogni evidenza, di un caso di bufalo imbufalito.   I bufali (specialmente il bufalo nero africano) sono animali territoriali molto aggressivi se minacciati, feriti o durante la stagione degli accoppiamenti. Causano circa 200 morti all’anno. Gli attacchi avvengono spesso durante battute di caccia o quando i turisti si avvicinano troppo alle mandrie.   Casi di violenza bufalina si sono registrati in ispecie in Sudafrica. Ad esempio, il caso del 2025 dove un cacciatore texano di 52 anni è stato incornato e ucciso da un enorme bufalo di 1.300 kg durante una battuta di caccia nel Limpopo. L’animale ha caricato dopo essere stato inseguito.   Si registrano spesso casi nei villaggi vicini alle riserve naturali. Ad esempio, a Nongoma (KwaZulu-Natal), un bufalo solitario ha terrorizzato la comunità locale attaccando e uccidendo una persona e ferendone altre.   Questi animali possono superare i 900 kg di peso e correre fino a 56 km/h. Grazie alla loro corporatura massiccia e alle corna affilate, sono considerati tra gli erbivori più pericolosi al mondo   Come noto al lettore di Renovatio 21, il titolo di belva vegetariana più violenta è da giocarsi con un’altra fiera assassina, l’ippopotamo, prima causa di morte per animale in Africa.  

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