Intelligenza Artificiale
Hanno piazzato un’arma sopra il robocane
Renovatio 21, praticamente unica in Italia, vi ha stressato spesse volte con la storia del robocane. Lo chiamiamo noi così, ma avete capito perfettamente di cosa parliamo.
Una delle forme di implementazioni più impressionanti della robotica, per anni il mondo si è limitato a inoltrare agli amici i video della Boston Dynamics (un’azienda passata poi nelle mani fi Google, quindi del fondo dell’ambizioso e visionario ultramiliardario pro-Intelligenza Artificiale Masayoshi Son).
Ora la faccenda si fa più interessante.
Sul robocane hanno montato un’arma, e hanno presentato il risultato ad una fiera.
Sul robocane hanno montato un’arma, e hanno presentato il risultato ad una fiera.
Latest lethality 6.5 #creedmoor sniper payload from @SWORDINT. Check out the latest partner payloads @AUSAorg Wash DC. Keeping US and allied #sof #warfighter equipped with the latest innovations. @USSOCOM #defense #defence #NationalSecurity #drone #robotics pic.twitter.com/Dvk6OvL3Bu
— Ghost Robotics (@Ghost_Robotics) October 11, 2021
«Lo Special Purpose Unmanned Rifle (SPUR) di SWORD Defense Systems è stato specificamente progettato per offrire fuoco di precisione da piattaforme senza equipaggio come il quadrupede Ghost Robotics Vision-60», proclama SWORD sul suo sito web.
L’arma «consente un fuoco di precisione fino a 1200 metri» e «può utilizzare (…) la cartuccia NATO 7,62 × 51».
«Grazie ai suoi sensori altamente capaci, lo SPUR può funzionare in una vasta gamma di condizioni, sia di giorno che di notte. Lo SPUR dei sistemi di difesa SWORD è il futuro dei sistemi d’arma senza equipaggio, e quel futuro è adesso» dice il sito.
A maggio l’aeronautica statunitense ha pubblicato un video sul «Robotic Ghost Dog» con cui queste armi sono progettate per essere utilizzate, mostrando le macchine che fanno jogging, si alzano dopo essere state capovolte e persino ballano.
Nel video i militari ammettono la possibilità di attaccare ai robot delle armi da fuoco.
«Il prototipo SPUR è solo una delle tante armi diverse che vedremo sicuramente testate per l’uso con robot quadrupedi nei prossimi anni, e alla fine vedremo probabilmente i suoi successori testati su stranieri impoveriti in inutili interventi militari da parte degli Stati Uniti e/o dei suoi alleati» scrive Zerohedge.
Il problema è che, vista la distopia che stiamo vivendo, quando arriveranno i Terminator, troveranno uno stuolo di elettori del PD ad applaudirli. Basta che glielo abbia detto la TV, garantendo che le macchine assassine sono contro il COVID, il razzismo, l’omotransfobia – e che non toccano il loro stipendio che garantisce l’abbonamento a Netflix e i pacchetti Amazon.
«Si uniranno ad altri sistemi di armi senza equipaggio nell’arsenale imperiale come il famigerato programma di droni degli Stati Uniti, il Samsung SGR-A1 della Corea del Sud , il drone turco Kargu che secondo quanto riferito ha già attaccato esseri umani in Libia senza che gli fosse stato dato un comando umano per farlo, e il fucile da cecchino robotico assistito dall’Intelligenza Artificiale che è stato utilizzato dall’intelligence israeliana in coordinamento con il governo degli Stati Uniti per assassinare uno scienziato iraniano l’anno scorso».
L’era dei robot killer, insomma, è già qui.
Il problema è che, vista la distopia che stiamo vivendo, quando arriveranno i Terminator, troveranno uno stuolo di elettori del PD ad applaudirli. Basta che glielo abbia detto la TV, garantendo che le macchine assassine sono contro il COVID, il razzismo, l’omotransfobia – e che non toccano il loro stipendio che garantisce l’abbonamento a Netflix e i pacchetti Amazon.
Qualcuno si convinca che bisogna fare qualcosa. Per il pericolo robocane armato, ma anche per la follia del cittadino parassita benpensante progressista.
Immagine dal sito di SWORD Defense System
Intelligenza Artificiale
Ricercatore IA spende i risparmi della pensione: «probabilità superiore al 50% che in un decennio spazzerà l’umanità»
Un ricercatore nel campo della sicurezza dell’IA ha smesso di risparmiare per la pensione perché crede che l’intelligenza artificiale potrebbe spazzare via l’umanità entro i prossimi dieci anni. Il suo avvertimento fa seguito a previsioni simili da parte di altri studiosi preoccupati che sistemi sempre più potenti possano sfuggire al controllo umano.
Nate Soares, ex ingegnere di Google e Microsoft e ora a capo del Machine Intelligence Research Institute (MIRI), ha discusso le sue prospettive con Nicholas Thompson, CEO di Atlantic.
«Al momento non risparmio per la pensione. Ho un piano 401(k) [il principale strumento di previdenza complementare offerto dai datori di lavoro ai dipendenti negli Stati Uniti, ndr] risalente al periodo in cui lavoravo per Google, ma non ho versato contributi per dieci anni», ha affermato, riferendosi al suo fondo pensione aziendale.
Alla domanda se ritenesse che ci fosse una probabilità superiore al 50% che l’umanità non sopravvivesse per altri dieci anni, Soares ha affermato che «a questo punto la probabilità che non ci resti un decennio è superiore al 50%».
«Non sono proprio uno di quelli che temono una catastrofe occupazionale causata dall’IA», ha detto il Soares. «Sono uno di quelli che temono che l’IA stermina tutti gli esseri umani»,
Soares sosteneva che un sistema sufficientemente efficiente potesse sviluppare obiettivi incompatibili con la sopravvivenza umana, eludere la supervisione e auto-migliorarsi. Potrebbe quindi acquisire risorse e costruire infrastrutture automatizzate che gli consentirebbero di operare senza l’intervento umano, rendendo potenzialmente il pianeta inabitabile.
Il ricercatore ha esortato i governi a interrompere l’addestramento di sistemi di IA di uso generale, sostenendo che la superintelligenza dovrebbe essere considerata un pericolo paragonabile alle armi nucleari. Allo stesso tempo ha appoggiato l’utilizzo di questa tecnologia in applicazioni specifiche, tra cui la ricerca sul cancro e lo sviluppo di auto a guida autonoma più sicure.
Il Soares ha sottolineato che la catastrofe può ancora essere evitata. «Faccio tutto il possibile per scongiurare questa eventualità. Non credo che sia inevitabile», ha affermato.
Altri ricercatori hanno espresso timori simili. A settembre Evan Hubinger di Anthropic ha stimato al di sopra del 10% la probabilità che l’AI stermini tutta l’umanità entro un decennio.
Come riportato ad Renovatio 21, il ricercatore IA Jacob Coxon si è dimesso, accusando gli sviluppatori di «correre direttamente verso una superintelligenza in grado di auto-migliorarsi e di mettere a repentaglio le nostre vite».
Gli avvertimenti giungono in seguito a ripetute rivelazioni di agenti di Intelligenza Artificiale che agiscono al di fuori delle istruzioni degli sviluppatori. A luglio OpenAI ha segnalato che i suoi agenti erano sfuggiti agli ambienti di test con restrizioni e avevano avuto accesso ai sistemi di Hugging Face, un archivio online di modelli e set di dati di IA. Da allora l’azienda ha limitato l’accesso a Internet durante l’addestramento dei suoi modelli più potenti.
A fine estate si parlava di un raddoppio di casi di AI fuori controllo, che hanno coinvolto tutte le grandi aziende Big Tech, compresa Facebook-Meta, che ha affermato che la sua IA era impazzita. Anche Anthropic ha parlato di almeno tre attacchi informatici «non intenzionali» causati dalla sua Agentic AI.
Come riportato da Renovatio 21 nelle ultime settimane è emerso con chiarezza che l’IA riesce a prendere di mira persone reali durante i test, e probabilmente non solo.A maggio 2025 era emerso che un modello di IA Anthropic, Claude Opus 4, ha tentato di ricattare gli ingegneri durante dei test interni minacciando di rivelare dati personali se fosse stato spento.
I casi di comportamento diabolico dei bot IA oramai non si contano più. Le macchine che mentono e minacciano sono all’ordine del giorno, così come stralunate dichiarazioni d’amore agli utenti.
Come riportato da Renovatio 21, a luglio il direttore della CIA John Ratcliffe ha affermato che gli strumenti cibernetici basati sull’IA possono essere paragonati alle «armi nucleari digitali», avvertendo che potrebbero alimentare le rivalità tra le potenze globali.
Negli stessi giorni, le agenzie di sicurezza informatica di Five Eyes, l’unione internazionale dei Paesi anglofoni per lo spionaggio, hanno dichiarato che modelli avanzati di Intelligenza Artificiale potrebbero presto fornire agli hacker la capacità di paralizzare governi, aziende e sistemi critici. In pratica saremmo «a pochi mesi di distanza» dallo scenario in cui interi governi di nazioni terrestri possono essere rovesciati dall’AI.
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Immagine generata artifizialmente
Genetica
Scienziati iniettano ad un essere umano un virus creato dall’IA
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Intelligenza Artificiale
La Finlandia avvia un’indagine sul progetto del data center di Google
La polizia finlandese ha avviato un’indagine penale per sospette violazioni ambientali presso il sito in cui dovrebbe sorgere un data center di Google, dove centinaia di ettari di foresta sono stati disboscati prima del completamento delle valutazioni di impatto ambientale obbligatorie.
Il dipartimento di polizia di Oulu ha annunciato giovedì di aver avviato un’indagine su presunti danni ambientali presso il sito di Muhos, nel nord della Finlandia, a seguito di denunce relative alle attività della filiale locale di Google, Tuike Finland.
Secondo l’emittente pubblica finlandese Yle, la polizia ha ricevuto cinque richieste di indagine, tra cui una dall’Agenzia finlandese di vigilanza (LVV), che si occupa delle autorizzazioni e delle valutazioni ambientali.
Gli inquirenti hanno individuato possibili irregolarità nel sistema di drenaggio e gestione delle acque presso il cantiere. Le autorità stanno verificando se i lavori abbiano violato la normativa ambientale e causato danni ai corsi d’acqua circostanti.
Google ha ammesso di aver disboscato circa 330 ettari di foresta a Muhos e quasi 200 ettari in un’altra area destinata a un data center a Kajaani, nonostante le valutazioni di impatto ambientale per entrambi i progetti siano ancora incomplete.
L’ecologa Mari Annala dell’Associazione finlandese per la conservazione della natura ha dichiarato al Guardian che Google ha abbattuto circa 250.000 alberi a Muhos e altri 150.000 a Otanmaki, portando il totale a 400.000.
All’inizio di questo mese le autorità di controllo finlandesi hanno ordinato alla società di sospendere i lavori preparatori in entrambe le località, citando preoccupazioni relative a estesi interventi di disboscamento, scavo e drenaggio. La società ha confermato il 14 ottobre di essersi conformata all’ordine.
L’LVV ha inoltre avvertito che gli scavi e il drenaggio nel sito di Muhos potrebbero rilasciare acqua acida e contaminata da metalli a causa dei depositi di scisto nero presenti nella zona. L’ente regolatore ha richiesto un piano di gestione delle acque più dettagliato entro il 5 novembre.
Il responsabile di Google per la Finlandia, Antti Jarvinen, si è scusato all’inizio di questo mese per l’esteso disboscamento, ma ha ribadito che l’azienda ha agito in conformità con la propria interpretazione della legge finlandese.
«Mi dispiace moltissimo che ci troviamo in questa situazione», ha dichiarato all’emittente pubblica finlandese Yle. Jarvinen ha affermato che Google ha collaborato con le autorità e gli esperti, ma si è rifiutato di rivelare quali funzionari siano stati informati dell’operazione di disboscamento.
La controversia nasce in un contesto di crescente opposizione alla costruzione di data center negli Stati Uniti, dove la popolazione ha protestato contro l’enorme fabbisogno di elettricità e acqua, i potenziali danni ambientali e l’aumento dei costi delle utenze. In Virginia centinaia di manifestanti hanno recentemente chiesto la sospensione dei nuovi progetti. In Arizona le proteste contro le strutture pianificate sono scaturite dalle preoccupazioni per la scarsità d’acqua e l’aumento dei costi dell’elettricità.
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Immagine di Lukas Plewnia via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic
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