Intelligenza Artificiale
Londra ha bisogno di armi letali autonome: parla il sottosegretario alle forze armate
Secondo Al Carns, sottosegretario di Stato parlamentare per le forze armate, Londra deve prepararsi alla possibilità di «eliminare l’elemento umano» attraverso l’impiego di sistemi d’arma altamente automatizzati.
L’attuale politica britannica sulle armi automatiche prevede che «deve esserci un coinvolgimento umano adeguato al contesto nelle armi che identificano, selezionano e attaccano i bersagli». Carns ha tuttavia sostenuto che le regole potrebbero dover essere allentate, affermando che i Paesi ostili alla Gran Bretagna non esiterebbero a utilizzare armi capaci di uccidere senza autorizzazione umana.
«Dico sempre che ci deve essere un essere umano coinvolto nel processo decisionale. Ma bisogna anche avere la possibilità di escluderlo quando necessario, perché ai nostri avversari non importerà nulla della presenza di un essere umano», ha dichiarato il parlamentare ed ex commando al Financial Times la scorsa settimana, a margine di un evento sui droni militari a Riga, in Lettonia.
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FT ha citato Stati Uniti e Ucraina come esempi di Paesi che già impiegano l’IA per l’individuazione di obiettivi sul campo di battaglia, aggiungendo che si ritiene che anche la Russia stia facendo lo stesso. Si ritiene che un’analisi errata dell’AI abbia contribuito all’attacco missilistico contro una scuola elementare iraniana, che ha causato la morte di oltre 150 persone, molte delle quali bambini, nel primo giorno della campagna di bombardamenti israelo-americana all’inizio di quest’anno.
L’esercito ucraino, che utilizza la tecnologia Palantir per l’analisi dell’Intelligence, ha recentemente condotto un attacco deliberato con droni contro un istituto pedagogico a Starobelsk, in Russia, uccidendo 21 persone. Kiev ha negato qualsiasi coinvolgimento nell’attacco e ha sostenuto che Mosca avrebbe fabbricato l’incidente.
A febbraio, il ministero della Difesa britannico ha annunciato una revisione legale delle norme che regolano le armi senza equipaggio e autonome, affermando che il quadro normativo «deve essere aggiornato per essere adeguato all’attuale era delle minacce».
In un sondaggio condotto a febbraio da Public First, circa un terzo degli intervistati in Germania si è dichiarato favorevole all’idea di consentire ai sistemi di intelligenza artificiale di prendere decisioni autonome di vita o di morte sul campo di battaglia. Negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, in Canada e in Francia, il sostegno a tali sistemi non ha superato il 22% nello stesso sondaggio.
Secondo una ricerca condotta da ISPSoS e dalla campagna per fermare i robot assassini Stop The Killer Robots, la grande maggioranza del mondo rimane critica nei confronti dei letali sistemi d’arma autonomi in guerra. Dei 28 paesi intervistati tra il 20 novembre 2020 e l’8 gennaio 2021, tutti tranne uno erano prevalentemente contrari al loro utilizzo.
Svezia (76%), Turchia (73%) e Ungheria (70%) hanno mostrato la più forte opposizione ai veicoli letali nel 2021. Nel frattempo, l’India ha mostrato di gran lunga il maggior sostegno, con il 56% della popolazione intervistata che ha risposto che o in qualche modo o ha fortemente sostenuto l’uso delle armi. Da notare che, come riportato da Renovatio 21, l’India ha al suo confine già dispiegate contro di sé armi robotiche cinesi.
Come riportato da Renovatio 21, la discussione per una moratoria contro le armi autonome va avanti da diversi anni. In particolare, in questi anni se ne è parlato facendo l’esempio degli slaughterbots, minidroni suicidi protagonisti di un filmato divenuto virale anni fa.
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Come sa il nostro lettore, modelli di «slaugterbots» sono in preparazione ufficialmente in Australia come arma per respingere un’eventuale invasione da parte dell’Esercito di Liberazione del Popolo della Repubblica Popolare Cinese.
Varie Nazioni si stanno muovendo verso i robot militari, per lo più incuranti di quanto sta cercando di elaborare l’ONU in fatto di limitazioni all’impiego di questi sistemi.
Impressionanti dimostrazioni di tank robotici di nuova generazione si sono viste anche in Estonia.
Robocani militari armati sono già visibili alle fiere di settore (e non solo, e da anni), e, accoppiati con droni trasportatori, in inquietanti video cinesi.
Come riportato da Renovatio 21, attualmente l’Ucraina – dove sarebbero testati, oltre ai robocani, anche soldati umanoidi – impiega in un mese il numero record di 7.000 missioni robotiche contro i russi. Mesi fa era circolato un video in cui militari russi si arrendevano ad un robot armato ucraino.
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Intelligenza Artificiale
Il capo delle Nazioni Unite lancia un appello per la governance dell’IA e mette in guardia sui robot killer
In linea con le richieste di papa Leone XIV e della Cina, il Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres, intervenendo lunedì al primo Dialogo Globale delle Nazioni Unite sulla Governance dell’IA a Ginevra, ha lanciato un appello per un controllo globale e di vasta portata sull’Intelligenza Artificiale.
Il vertice ONU ha avvertito che i chip di IA sempre più potenti, progettati per uso civile, potrebbero essere impiegati sul campo di battaglia, dove i «robot assassini» sono già la norma, insistendo sul fatto che qualsiasi futuro accordo debba essere «degno di fiducia globale» e dare priorità alla sicurezza, in particolare alla sicurezza dei bambini, per proteggerli dalla manipolazione e dagli abusi generati digitalmente.
«Il Dialogo Globale verte sull’intelligenza artificiale in ambito civile. Ma l’IA non rispetta questo confine. Gli stessi modelli e chip sono approdati sul campo di battaglia. La mia principale preoccupazione riguarda i “sistemi d’arma autonomi letali”. Chiamiamoli con il loro nome: robot assassini» ha dichiarato il Guterres. «Macchine che selezionano e attaccano il loro bersaglio, togliendo una vita, senza controllo né giudizio umano».
«Questo è moralmente ripugnante. È politicamente inaccettabile. E deve essere vietato dal diritto internazionale. Gli Stati sono già al tavolo delle trattative. Ma non aspettiamo che si verifichi un’atrocità per agire. Alcune decisioni devono rimanere per sempre umane, nessuna più di quella di togliere una vita umana» ha dichiarto il Guterresso.
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Facendo eco a questo appello, la presidente dell’Assemblea Generale, la verde tedesca Annalena Baerbock, ha sollecitato un’azione collettiva per contrastare il lato «sinistro» dell’IA, sottolineando che il 99% dei deepfake ha una natura sessuale e il 96% prende di mira donne e ragazze.
Sebbene l’IA «sia al centro del nostro futuro comune», deve essere un futuro in cui «le macchine possano fornire informazioni, ma gli esseri umani debbano decidere e rispondere», ha affermato Guterres.
Come riportato da Renovatio 21, due anni fa, sempre a ginevra il Vaticano aveva espresso la sua posizione riguardo i robot killer, una delle nuove frontiere tecnologiche della guerra moderna. Per il Sacro Palazzo vi è «massima urgenza» per creare «solido strumento giuridicamente vincolante» che metta al bando le cosiddette «armi autonome letali», chiedendo di «stabilire una moratoria immediata sulla loro sviluppo e utilizzo».
Come riportato da Renovatio 21, riflessioni partite da anni indicano le armi autonome come potenzialmente più destabilizzanti della armi nucleari.
La discussione per una moratoria contro le armi autonome va avanti da diversi anni. In particolare, in questi anni se ne è parlato facendo l’esempio degli slaughterbots, minidroni suicidi protagonisti di un filmato divenuto virale anni fa.
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Come sa il nostro lettore, modelli di «slaugterbots» sono in preparazione ufficialmente in Australia come arma per respingere un’eventuale invasione da parte dell’Esercito di Liberazione del Popolo della Repubblica Popolare Cinese.
Varie Nazioni si stanno muovendo verso i robot militari, per lo più incuranti di quanto sta cercando di elaborare l’ONU in fatto di limitazioni all’impiego di questi sistemi.
A fine 2022 i Paesi Bassi hanno schierato le loro prime armi autonome letali, secondo la rivista di questioni militari e di Intelligence Jane’s. Si tratta della prima volta che un esercito della NATO ha avviato prove operative con veicoli armati di terra senza pilota (UGV), cioè i «robot killer».
Una ricerca fatta dall’IPSOS assieme a Campaign to Stop Killer Robots ha raccolto l’opinione della popolazione di vari Paesi riguardo ad una possibile messa al bando dei robot impiegati militarmente.
Svezia (76%), Turchia (73%) e Ungheria (70%) hanno mostrato la più forte opposizione ai veicoli letali nel 2021. Nel frattempo, l’India ha mostrato di gran lunga il maggior sostegno, con il 56% della popolazione intervistata che ha risposto che o in qualche modo o ha fortemente sostenuto l’uso delle armi. Da notare che, come riportato da Renovatio 21, l’India ha al suo confine già dispiegate contro di sé armi robotiche cinesi.
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