Il Nobel Montagnier sul vaccino mRNA: «stiamo giocando agli apprendisti stregoni»

 

 

 

 

 

Il premio Nobel Luc Montagnier parla del vaccino e delle terapie per il virus alla testata transalpina France Soir.

 

Gli viene chiesto, subito, del vaccino anti-COVID a base mRNA. La risposta è decisa:

 

«Si rischia di avere degli effetti assolutamente non prevedibili… Per esempio dei tumori… degli organi che si mettono a proliferare… stiamo giocando all’apprendista stregone, in maniera totali»

«Allora, io modererei l’entusiasmo per questo progetto di vaccino. È un progetto a lungo termine, e chiedono di farlo uscire subito e se lo accettano è un errore, perché si rischia di avere degli effetti assolutamente non prevedibili… Per esempio dei tumori… degli organi che si mettono a proliferare… stiamo giocando all’apprendista stregone, in maniera totali»

 

Spaventano la mancanza totale di studi a lungo termine, e il pericolo che corrono gli esseri umani che vi si sottopongono:

 

«È troppo presto. Hanno fatto degli studi sugli animai, penso, ma non in maniera sufficiente per prevedere se bisogna passare all’uomo E per prevedere cosa succederà. Non bisogna che l’uomo divenga cavia, non bisogna che i bambini divengano cavie».

 

«Non bisogna che l’uomo divenga cavia, non bisogna che i bambini divengano cavie»

«È assolutamente non-etico… non bisogna che ci siano morti a causa del vaccino».

 

Montagnier difende poi il professor Raoult e l’uso dell’idrossiclorochina, farmaco che la Francia ha bizzarramente autorizzato dopo tutti gli altri Paesi.

 

«Bill Gates è molto ricco e vuol dare del bene e gli hanno messo in testa che bisogna fare dei vaccini per proteggere il mondo… allora, se lo seguiamo facciamo un’idiozia e se si avesse un vaccino efficace bisognerebbe vaccinare tutta la popolazione umana»

Il Nobel avverte poi una certa pressione per trovare, più che un farmaco, un vaccino:

 

«Non dimentichiamo che il vaccino è una buona cosa per la prevenzione, ma che per la terapeutica bisogna trovare altro. Bisogna che la ricerca si sviluppi allo stesso modo per la terapeutica (…) Bisogna che la ricerca si sviluppi allo stesso modo per la terapeutica».

 

Non manca una parola, moderata ma rivelatrice, su uno dei grandi protagonisti della Pandemia, Bill Gates.

 

«Bill Gates è molto ricco e vuol dare del bene e gli hanno messo in testa che bisogna fare dei vaccini per proteggere il mondo… allora, se lo seguiamo facciamo un’idiozia e se si avesse un vaccino efficace bisognerebbe vaccinare tutta la popolazione umana».

 

Il conduttore fa notare che a dire una cosa del genere in TV si viene etichettati  subito come «complottisti».

 

La soluzione alla Gates consisterebbe nel «mettere ognuno al passo ed impedire che prendano decisioni su ciò che si è scelto per loro»

La soluzione alla Gates, dice il grande virologo, consisterebbe nel «mettere ognuno al passo ed impedire che prendano decisioni su ciò che si è scelto per loro»

 

Rimane forte «’linteresse di conoscere l’origine del virus è quello di sapere con chi abbiamo a che fare… attualmente è ancora difficile dire, non abbiamo ancora conoscenza precisa che sia arrivato nel laboratorio di Wuhan e in certi laboratori americani nei mesi precedenti l’epidemia». Montagnier aveva destato scandalo per un’altra intervista ad inizio anno, pesantemente censurata dai social e dalle orde di fact-checker, in cui apriva alla possibilità che il COVID avesse origine artificiale.

 

Per Montagnier, con il vaccino, si entra in un rischio immane, transgenerazionale, perché nulla sappiamo degli effetti a lungo termine del vaccino mRNA: «non possiamo accettarec he i bambini e tutte le generazioni, compresi i vecchi come me spariscano a causa del vaccino»

 

«Non possiamo accettarec he i bambini e tutte le generazioni, compresi i vecchi come me spariscano a causa del vaccino»

Il vaccino «è una soluzione, ma non è la sola, ci sono dei trattamenti terapeutici attivi che non costano caro… l ‘azitromicina, l’idrossiclorochina e ancora altri… ugualmente, delle medicine alle erbe che hanno effetti per la malaria,
forse possono aver effetti anche per questa infezione»

 

Infine, a bruciapelo, la domanda delle domande: «Lei si farà vaccinare?» chiede il conduttore

 

«Lei si farà vaccinare?» «No. Certo che no. Sono stato vaccinato da bambino»

«No. Certo che no. Sono stato vaccinato da bambino… e ho un piccolo sintomo influenzale, prendo dell’azitromicina, e talvolta del Plaquenil…»