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Armi biologiche

«Il Coronavirus è una bioarma»

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In un lungo articolo apparso su Lifesitenews, il biologo e sinologo Steven W. Mosher si è interrogato su un argomento che per qualche ragione sembra non interessare a politici e giornalisti, nonostante la sua capitale importanza: le origini del coronavirus.

 

«Gli scienziati comunisti cinesi ei loro alleati presso l’Organizzazione mondiale della sanità hanno insistito sul fatto che il virus è emerso da un mammifero esotico – un pipistrello, forse, o un pangolino – che per qualche motivo veniva venduto in un mercato del pesce a Wuhan. Quando i principali virologi americani, il dottor Anthony Fauci e altri, sostenevano l’idea che le infezioni da COVID provenissero da un animale mangiato per il cibo, era “caso chiuso”. Da allora i media americani hanno venduto quella storia. Nel gennaio 2020, la National Public Radio stava già segnalando: “Un mercato umido a Wuhan sta prendendo la colpa come probabile fonte dell’attuale epidemia di coronavirus che sta investendo il mondo”. Anche il National Geographic è intervenuto, dicendo: “I mercati umidi hanno lanciato il coronavirus”».

 

La versione dei «mercati umidi», mai provata,  è finita per favorire la narrativa dell’origine che più spinge la Cina ora: il COVID è arrivato dall’estero – ovviamente – con il cibo surgelato, forse con il pesce o perfino con il gelato (!)

Renovatio 21 ricorda come questa versione dei «mercati umidi», mai provata (nonostante il fatto sospetto dell’immediata costruzione e distruzione mercato del pesce vicino ad uno dei laboratori virologici di Wuhan) sia finita per favorire la narrativa dell’origine che più spinge la Cina ora: il COVID è arrivato dall’estero –ovviamente –con il cibo surgelato, forse con il pesce o perfino con il gelato (!).

 

Nessuno poteva fare un’ipotesi del genere, in realtà: il Partito Comunista Cinese non faceva entrare nessuno a Wuhan – anzi, il suo lungo silenzio, che alcuni ritengono colpevole e programmato («la Cina usa il virus come arma politica», disse un diplomatico britannico), indica che Pechino tutto voleva tranne che chiarezza sulle origini dell’epidemia – semmai, qualcuno ha ipotizzato, voleva il contrario.

 

Il primo a lanciare l’allarme nelle primissime settimane, quando ancora l’ondata non aveva colpito il mondo, fu il dottor Francis Boyle, un esperto di politica delle bioarmi, principale contributore delle leggi contro il bioterrorismo per il governo americano. Boyle suggeriva che il coronavirus con cui abbiamo a che fare qui è «un’arma di guerra biologica».

 

Boyle, parlando dell’Istituto di virologia di Wuhan, un possibile l’epicentro dell’epidemia, ricordava che ci sono state «precedenti segnalazioni di problemi con quel laboratorio e cose fuoriuscite da esso». Tuttto vero: era ciò che diceva l’inquieto servizio di TG3 Leonardo di più di un lustro fa, che altro non faceva che riprendere un articolo uscito all’epoca su Nature: come ricorderete, il video, divenuto virale, fu bollato da tutti – compreso lo stesso telegiornale – come fake news, come manipolazione dei fatti. A Roma, all’epoca, sedeva un governo indicato come molto, molto filocinese, al punto da essere accusato di infilare nei decreti punti che favorivano la Cina per gli appalti alla infrastruttura tecnologica ritenuta fondamentale per il futuro del Paese – il 5G.

Francis Boyle, un esperto di politica delle bioarmi autore delle leggi USA sul bioterrorismo, è stato il primo a suggerire il coronavirus con cui abbiamo a che fare qui è «un’arma di guerra biologica»

 

La dottoressa Yan Li-Meng, fuggita dalla Cina lo scorso aprile, definisce senza remore il virus come «un’arma biologica senza restrizioni», dicendo che si trattava di un coronavirus di pipistrello isolato dall’Esercito Popolare di Liberazione (EPL)  che è stato riprogettato utilizzando la ricerca di ingegneria genetica di gain of function («guadagno di funzione») per renderlo più contagioso e mortale.

 

«Non è un segreto che il regime comunista cinese, nonostante sia un firmatario della Convenzione sulle armi biologiche, considera lo sviluppo delle armi biologiche una parte fondamentale per raggiungere il dominio militare. Dal 2007, i ricercatori del governo cinese hanno scritto pubblicamente sullo sviluppo di armi biologiche utilizzando la controversa ricerca sul “guadagno di funzione” per rendere i virus più letali. Il vicepresidente dell’Accademia cinese delle scienze mediche militari, He Fuchu, ha affermato nel 2015 che i biomateriali erano le nuove “vette strategiche di comando” della guerra» scrive Mosher.

 

La dottoressa Yan Li-Meng, fuggita dalla Cina lo scorso aprile, definisce senza remore il virus come «un’arma biologica senza restrizioni»

Non solo: nel 2017, il principale commentatore della televisione di stato cinese ha rivelato che la guerra biologica, utilizzando virus, era una nuova priorità nell’ambito della politica di sicurezza nazionale di Xi Jinping.

 

Il generale dell’EPL Zhang Shibo è andato ancora oltre quello stesso anno nel suo libro, La nuova posizione di superiorità della guerra , sostenendo che «lo sviluppo della biotecnologia moderna sta gradualmente mostrando forti segni caratteristici di una capacità offensiva», incluso il potenziale di «specifici attacchi genetici etnici».

 

«Non è un segreto che il regime comunista cinese, nonostante sia un firmatario della Convenzione sulle armi biologiche, considera lo sviluppo delle armi biologiche una parte fondamentale per raggiungere il dominio militare»

«Per essere perfettamente chiari, ciò di cui parla il generale Zhang sono armi biologiche che uccidono altre razze, ma per le quali le persone che gli somigliano hanno un’immunità naturale o acquisita. Un’arma del genere colpirebbe selettivamente africani o caucasici o giapponesi o coreani, ma lascerebbe indenne la tua stessa popolazione» scrive Mosher.

 

Come riportava Renovatio 21 anni prima della pandemia, le cosiddette «bombe etniche», armi biologiche di attaccare solo gli individui di una determinata razza o gruppo etnico, non sono una prerogativa della sola Cina, in molti – dagli USA a Israele, etc. – ci stanno lavorando da decenni. La Cina, anche qui, avrebbe fatto quello che fa con ogni prodotto: ha copiato realizzano però un prodotto non sicuro, pericoloso – per quanti prodotti comuni è esattamente così?

 

Tornando al coronavirus, quindi, «non c’è dubbio che il Partito Comunista Cinese sia intenzionato a sviluppare armi di guerra biologica offensiva da alcuni anni. Ma possono? Cosa sappiamo delle capacità della Cina?» si chiede Mosher.

 

«Sappiamo che la Cina ha imparato la genetica inversa – le tecniche di splicing genetico necessarie per creare una super arma biologica – perché abbiamo insegnato ai loro migliori scienziati come farlo. In realtà è anche peggio di così: potremmo aver effettivamente pagato gli scienziati cinesi che hanno creato il virus cinese che ora sta devastando il mondo».

Il generale cinese  Zhang Shibo: «lo sviluppo della biotecnologia moderna sta gradualmente mostrando forti segni caratteristici di una capacità offensiva», incluso il potenziale di «specifici attacchi genetici etnici»

 

Il discorso qui cade su un personaggio molto discusso nelle ultime settimane: il dottor Peter Daszak. Poco prima dell’epidemia di Wuhan, Daszak, capo di un’organizzazione chiamata EcoHealth Alliance, ha rilasciato un’intervista sul suo lavoro con l’Istituto di virologiaWuhan Institute of Virology, che definiva un «laboratorio di livello mondiale degli standard più elevati».

 

Daszak, spiegava di aver finanziato la ricerca presso l’Istituto di virologia di Wuhan da 15 anni. Il lavoro ha coinvolto la raccolta di coronavirus dalla natura e l’utilizzo di tecniche chiamate «guadagno di funzione» (gain of function) per renderli più infettivi e mortali.

 

I coronavirus erano perfetti per questo lavoro, diceva entusiasta Daszak: «Puoi manipolarli in laboratorio abbastanza facilmente. È una proteina spike. La proteina Spike guida molto di ciò che accade con il coronavirus, il rischio zoonotico. Quindi puoi ottenere la sequenza, costruire la proteina. E abbiamo lavorato con Ralph Baric presso l’Università del North Carolina per farlo. Inseriamo la sequenza nella spina dorsale di un altro virus e poi lavoriamo in laboratorio».

 

Daszak affermava che la ricerca che stava conducendo in collaborazione con il laboratorio di Wuhan era necessaria per creare un vaccino per prevenire la prossima pandemia globale. Alla luce di quanto accaduto da allora, però, la sua intervista del 9 dicembre 2019 sembra quasi una confessione. Chiaramente l’uomo non aveva idea che il Partito Comunista Cinese potesse avere in mente altri usi per i coronavirus pericolosi oltre alla ricerca sui vaccini.

«La conclusione è che la Cina, grazie in parte alla formazione e ai finanziamenti ricevuti dagli Stati Uniti, aveva tutto il necessario per creare un’arma biologica mortale: la struttura, la tecnologia e il biomateriale grezzo»

 

«La conclusione è che la Cina, grazie in parte alla formazione e ai finanziamenti ricevuti dagli Stati Uniti, aveva tutto il necessario per creare un’arma biologica mortale: la struttura, la tecnologia e il biomateriale grezzo» ammette il sinologo americano.

 

Per quanto riguarda lo stesso Daszak, una volta iniziata la pandemia, l’ultima cosa di cui voleva parlare era il suo lavoro con il laboratorio di Wuhan. Ha subito appoggiato l’affermazione della Cina secondo cui proveniva da un mercato umido e ha attaccato chiunque dicesse il contrario come un teorico della cospirazione senza regole In un’intervista ad aprile con DemocracyNow ha insistito: «L’idea che questo virus sia scappato da un laboratorio è solo pura sciocchezza. Semplicemente non è vero. Lavoro con quel laboratorio da 15 anni. Sono alcuni dei migliori scienziati del mondo».

 

Come riportato da Renovatio 21, Daszak è stato, in quello che è definibile come il più allucinante, gravissimo conflitto di interessi del secolo, uno degli inviati dell’OMS a Wuhan lo scorso febbraio: in pratica, guidava il team che doveva stabilire l’origine del virus: un po’ come l’oste che dice che il vino è buono, o la volpe a guardia del pollaio, vedete un po’ voi la metafora che vi piace di più.

 

Gli inviati OMS guidati da Daszak fecero una visita al laboratorio per, pensate, ben 3 ore, ovviamente sotto lo stretto controllo delle autorità cinesi che hanno supervisionato tutto il loro viaggio di indagine. I cinesi, per mesi avevano rifiutato di far entrare l’OMS, poi trattarono su una lista di possibili scienziati, fra cui c’era, guarda te la vita, pure Daszak. La task force OMS di Daszak assolse il laboratorio di Wuhan e cementificò l’idea del virus nato dal pipistrello a ferro di cavallo (il quale, come il lettore saprà, vive circa 1000 chilometri più a Sud).

 

«Se le prime infezioni da coronavirus fossero un semplice risultato di trasmissione accidentale da animale a uomo, come affermato, ciò potrebbe essere accaduto ovunque in Cina. È curioso che l’epicentro dell’epidemia si trovi a solo un paio di miglia di distanza da dove si trova l’unico laboratorio di livello 4 della Cina. Un caso?»

Non sorprende che il rapporto di 120 pagine che è risultato dalla missione OMS abbia dedicato solo un paio di pagine al laboratorio di Wuhan e ha concluso che era «estremamente improbabile» che il virus provenisse da lì. Una situazione ridicola: Jamie Metzl, un altro biologo-sinologo che ha servito come funzionario della sicurezza nazionale nell’amministrazione Obama, ha dichiarato all’emittente TV CBS  che non per lui non è possibile chiamare lo sforzo dell’OMS «indagine».

 

«È essenzialmente un tour di studio altamente sorvegliato e curato – ha detto Metzl, che non ha certamente il pedigree del complottista né dell’anticinese – questo gruppo di esperti ha visto solo ciò che il governo cinese voleva che vedessero… È stato concordato innanzitutto che la Cina avrebbe avuto il potere di veto su chi doveva partecipare alla mission … L’OMS ha accettato… Immaginate se avessimo chiesto all’Unione Sovietica di condurre una inchiesta su Chernobyl. Non ha davvero senso».

 

La Cina ha una lunga storia di incidenti di laboratorio, alcuni dei quali abbiamo dettagliato su Renovatio 21. Nel 2004, ad esempio, il virus della SARS è trapelato due volte (!) da un laboratorio di Pechino e ha causato un focolaio della malattia. L’impianto di Wuhan può anche essere stato all’avanguardia, ma gli standard di sicurezza cinesi in generale sono notevolmente permissivi.

 

«Poi c’è questo: se le prime infezioni da coronavirus fossero un semplice risultato di trasmissione accidentale da animale a uomo, come affermato, ciò potrebbe essere accaduto ovunque in Cina. È curioso che l’epicentro dell’epidemia si trovi a solo un paio di miglia di distanza da dove si trova l’unico laboratorio di livello 4 della Cina. Un caso? Penso di no». Quello che pensa Mosher lo abbiamo pensato tutti – a meno che voto o portafogli tendano verso la Cina.

 

Anche l’ex direttore dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC), Robert Redfield, ora crede che il coronavirus probabilmente provenisse dal laboratorio di Wuhan. Per aver riportato la notizia data dalla CNN Renovatio 21 è stata bloccata da Facebook.

 

«L’Istituto di virologia di Wuhan non è l’Istituto Nazionale di Sanità», afferma David Asher. «Stava operando un programma segreto e classificato. Dal mio punto di vista, e io sono solo una persona, la mia opinione è che fosse un programma di armi biologiche»

Fin dall’inizio, tuttavia, i media mainstream (in testa i colossi dell’oligarcato che ha programmato la presa di potere di Biden come Washington Post e New York Times) hanno cercato di convincerci che il coronavirus è un prodotto della natura piuttosto che un Frankenstein virale scappato dal laboratorio.

 

Una potente ricerca sulla questione è stata fatta da David Asher, l’ex leader della task force del Dipartimento di Stato che indaga sulle origini di COVID-19. Asher non solo crede che il virus sia fuggito dall’Istituto di virologia di Wuhan, ma anche che sia stato il risultato della ricerca sulle armi biologiche.

 

«L’Istituto di virologia di Wuhan non è l’Istituto Nazionale di Sanità», afferma David Asher. «Stava operando un programma segreto e classificato. Dal mio punto di vista, e io sono solo una persona, la mia opinione è che fosse un programma di armi biologiche».

 

Circolano voci  sull’Internet cinese secondo cui gli Stati Uniti hanno deliberatamente scatenato un’arma biologica americana sulla popolazione cinese: si tratta del famoso caso dello Olimpiadi militari dell’ottobre 2019 tenutesi proprio a Wuhan, dove c’è ragione di sospettare che già vi fosse contagio: la medaglia d’oro olimpica nella sciabola Tagliarol dichiarò di essere tornato dalle gare di Wuhan molto ammalato, anche se non capiva bene cosa fosse l’influenza che si era portato dietro. I suoi superiori militari hanno negato la sua ricostruzione.

 

«È molto caratteristico per i leader del Partito Comunista incolpare il loro principale rivale geopolitico per i crimini che essi stessi commettono»

A differenza che da noi, dove non è possibile neanche lontanamente incolpare la Cina senza incappare nella censura dei social e non solo di quelli, queste voci in Cina non vengono censurate dalle autorità, che al contrario fa sparire tutti rapporti accurati sull’epidemia. Ciò può produrre uno sviluppo di strategia geopolitica non da poco: dopo aver ritardato, sovvertito e sviato l’«indagine» di cartapesta dell’OMS sul laboratorio di Wuhan, la Cina ora chiede all’OMS di indagare sul centro anti-guerra biologica statunitense a Fort Detrick, nel Maryland.

 

«È molto caratteristico per i leader del Partito Comunista incolpare il loro principale rivale geopolitico per i crimini che essi stessi commettono» scrive Mosher.

 

«Con le sue bugie e le sue evasioni, il Partito sta semplicemente cercando di coprire la sua incompetenza nel controllare l’epidemia? Oppure i suoi leader cercano anche di nascondere qualcosa di molto più grave: la loro complicità criminale alle origini dell’epidemia? Anche tenendo conto della propensione del Partito alla segretezza, i molteplici livelli di inganno perpetrati dai funzionari comunisti negli ultimi due mesi, compresi quelli ai massimi livelli, sono stati straordinari».

«Potremmo non sapere mai con certezza se il nuovo coronavirus fosse destinato a essere utilizzato come arma biologica. Ma sappiamo che la stampa, la trasmissione televisiva e i social media occidentali stanno facendo del loro meglio per liquidare la possibilità stessa come una fantasia paranoica»

 

Non resta che constatare la nostra impotenza davanti al mistero dell’origine del virus, e alla probabile minaccia assoluta che esso potrebbe rappresentare – una Chernobyl biologica che dovrebbe metterci tutti in guardia rispetto all’uso della bioingegneria e delle armi biologiche. Sull’energia atomica si è discusso e manifestato ad nauseam, su virus e ingegneria genetica non è stata detta una parola. Le armi atomiche sono ben presenti nel discorso pubblico, la cui pressione ha condotto a trattati etc. Per le bioarmi, praticamente niente: un paio di film, qualche tratto vecchio di decenni che tutti sanno essere disatteso da ogni firmatario.

 

Questa oscena spirale del silenzio è dovuta al Partito Comunista Cinese ma anche e soprattutto alla complicità che esso ha in Occidente tra politici, industriali, giornalisti.

 

«Potremmo non sapere mai con certezza se il nuovo coronavirus fosse destinato a essere utilizzato come arma biologica. Ma sappiamo che la stampa, la trasmissione televisiva e i social media occidentali stanno facendo del loro meglio per liquidare la possibilità stessa come una fantasia paranoica» scrive sconsolato Mosher.

 

Eppure, le prove ci sono «Sappiamo, perché i generali del EPL ci hanno detto così, che i loro ricercatori stanno correndo per sviluppare armi biologiche letali alla velocità consentita dal loro furto di tecnologia occidentale e campioni di virus rubati. Ed è una supposizione più ragionevole presumere che, a causa di questa spinta a sviluppare un’arma biologica mortale, gli standard di sicurezza siano stati trascurati presso l’Istituto di virologia di Wuhan e il coronavirus mortale sia riuscito a fuggire dal laboratorio».

«In altre parole, qualcuno pensa che le autorità comuniste – una volta perfezionata un’arma biologica alla quale essi stessi avevano un’immunità naturale o indotta – esiterebbero a scatenare una pandemia mortale sull’Occidente per realizzare il loro “sogno cinese” di dominio sul mondo?»

 

Pragmaticamente, dobbiamo ammettere che oramai avere certezza dell’origine militare del virus non cambia molto: «se il nuovo coronavirus fosse già stato militarizzato prima di raggiungere le strade di Wuhan è (quasi) di secondaria importanza. Perché i leader comunisti sono chiaramente impegnati in uno sforzo per sviluppare un’arma del genere come parte integrante della loro strategia per la Repubblica Popolare Cinese per sostituire gli Stati Uniti come potenza dominante sul pianeta».

 

Se portiamo questo ragionamento alle estreme conseguenze, il sangue ci si raggela:

 

«In altre parole, qualcuno pensa che le autorità comuniste – una volta perfezionata un’arma biologica alla quale essi stessi avevano un’immunità naturale o indotta – esiterebbero a scatenare una pandemia mortale sull’Occidente per realizzare il loro “sogno cinese” di dominio sul mondo?».

 

La Cina che può progettare di conquistare il mondo, tramite una pandemia bioingegnerizzata e un possibile sterminio massivo, magari regolato su bioarmi «etniche». Quali barriere impedirebbero allo Stato dei milioni di aborti forzati, degli organi espiantati a prigionieri vivi, dei campi di concentramento da milione di persone, di non intraprendere questa via? La morale?

 

La Cina che può progettare di conquistare il mondo, tramite una pandemia bioingegnerizzata e un possibile sterminio massivo, magari regolato su bioarmi «etniche». Quali barriere impedirebbero allo Stato dei milioni di aborti forzati, degli organi espiantati a prigionieri vivi, dei campi di concentramento da milione di persone, di non intraprendere questa via? La morale?

Qualcuno, fra politici, attivisti, religiosi italiani, vuole farsi carico di un pericolo del genere?

 

Qualcuno vuole combattere questa prospettiva?

 

Qualche persona di buona volontà vuole ascoltare questo grido che da questo sito stiamo lanciando non da uno, ma da diversi anni?

 

Lo scenario, se non lo avete capito, riguarda davvero il bene e il male, e la possibile mutazione, o distruzione, della Civiltà. Qualcuno dei nostri lettori, almeno, lo ha capito?

 

 

 

 

 

 

 

 

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«Gli immigrati come bombe virali»: allarme sul confine tra Messico e USA

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Lara Logan, giornalista inviata di guerra famosa per i suoi reportage dall’Afghanistan e dal Nord Africa, ha raccontato a Fox News di una storia che starebbe circolando negli ambienti dell’Intelligence americana.

 

Gli immigrati in arrivo in Texas – in questo momento per lo più haitiani provenienti da altri Paesi sudamericani perfino lontani come il Cile – costituirebbero per gli USA una minaccia biologica.

 

«Bene, questo è quello che mi è stato detto: c’è un gruppo di persone e veterani dell’Intelligence e delle armi biologiche che hanno indagato e monitorato, facendo del loro meglio può perché gran parte di esso è nascosto, i movimenti di migranti nel cuore della notte in tutto questo Paese» dice la Logan riferendosi agli attraversamenti del confine tra Messico e Stati Uniti.

 

«Allo stesso tempo stavano monitorando e monitorando l’aumento dei casi di COVID e quello che hanno scoperto quando hanno sovrapposto quei modelli di computer è che ovunque ci fosse un grande movimento di massa di immigrati clandestini, c’era anche un aumento minimo del 200% del COVID».

 

«Quindi ho parlato con altri, professionisti che hanno molta familiarità con questo, specialisti di armi biologiche, e hanno appena detto che è quello che chiamerebbero una “bomba virale”. È così che disperderesti un virus usando gli esseri umani come una bomba»

«Quindi ho parlato con altri, professionisti che hanno molta familiarità con questo, specialisti di armi biologiche, e hanno appena detto che è quello che chiamerebbero una “bomba virale”. È così che disperderesti un virus usando gli esseri umani come una bomba».

 

Quindi la Logan sta forse suggerendo che potrebbe esserci un’intelligenza strategica che manda gli immigrati sapendo di creare focolai epidemici?

 

«Questo è qualcosa che sta succedendo. Stanno ancora osservando. Stanno ancora indagando. Non sono usciti pubblicamente con le loro scoperte. Ma è stato ben documentato dal CDC nel corso degli anni che ovunque tu abbia avuto questo tipo di movimenti il risultato è che ci sono stati casi precedenti».

 

La Logan sottolinea che non ci sia da sorprendersi, in quanto «non stanno testando nessuno».

 

Secondo la Logan, il disastro immigratorio in corso in Texas fa parte di un programma specifico – di un’operazione di guerra psicologica condotta sullo stesso popolo americano, verrebbe da dire.

 

«Sai cosa stanno facendo, vogliono che tu rinunci alle tue leggi, e rinunci a farle rispettare, perché allora è facile per loro fare quello che vogliono. Si tratta di spezzare la tua volontà di combattere, e puoi vederlo ovunque perché quando guardi il confine, sai, non c’è più un confine, giusto? È andato… E per di più, l’amministrazione Biden ha persino rimosso la parola “illegale” dalla conversazione. Non ti è più permesso parlare di clandestini. Devi dire migranti».

 

Come aveva già notato per l’Afghanistan, la Logan non crede che queste catastrofi avvengano per caso.

 

«Ogni singola cosa che fanno non è un fallimento. Non è solo caos. Non è un errore. Perché non cercano di correggerlo. È un piano E quando lo guardi, qual è il loro piano? Beh, parlano della, sai, migrazione sicura, regolare e ordinata, giusto? Ora abbiamo onde migratorie, onde regolari e onde irregolari. Non abbiamo l’immigrazione clandestina, non abbiamo crisi. Non abbiamo problemi».

 

«Quel linguaggio è parola per parola, quello che puoi leggere nel Global Compact on Migration delle Nazioni Unite del 2018, che ha reso la migrazione un diritto umano, quindi nel loro libro sostituisce tutti gli altri diritti, diritti sovrani, diritti costituzionali, diritti dati da Dio e così via».

«Quel linguaggio è parola per parola, quello che puoi leggere nel Global Compact on Migration delle Nazioni Unite del 2018, che ha reso la migrazione un diritto umano, quindi nel loro libro sostituisce tutti gli altri diritti, diritti sovrani, diritti costituzionali, diritti dati da Dio e così via».

 

«E poi è davvero interessante per quelli di voi che non hanno dimenticato l’estate dell’amore con gli Antifa… Se guardate le piattaforme anarchiche, li vedrete gioire proprio ora perché stanno prendendo quelle narrazioni, quelle false narrative…»

 

La sinistra radicale, che ora praticamente guida gli USA, gioisce dicendo: «questa è la nostra occasione ora per sbarazzarci del confine, proprio come vogliono fare con la polizia, liberarsi del Dipartimento di Giustizia, liberarsi dell’FBI, liberarsi di tutto, giusto?»

 

L’intervista finisce su di una nota combattiva.

 

«E se ti arrendi, se ti arrendi, allora hanno vinto».

 

La situazione in USA pare improvvisamente essere diventata una copia simmetrica di quanto avviene nel canale di Sicilia: frotte senza fine di immigrati, alcuni da Paesi lontani e improbabili, che qualcuno pare spingere verso l’Italia e l’Europa.

 

Come notato da Renovatio 21 a suo tempo, sulla questione dei problemi epidemici portati dagli immigrati (per esempio l’HIV, che in certi Paesi del Continente Nero è decine se non centinaia volte più diffuso che in Italia) nessuno si era mai scomodato prima; oggi, con il COVID, men che meno.

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C’è stato un Golpe. Ma a chi importa ormai?

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Negli ultimi tempi si è parlato molto di un alto papavero dell’esercito americano, il generale Mark A. Mulley. Egli ricopre tutt’ora il ruolo di Capo dello stato maggiore congiunto, l’ufficiale di rango più elevato delle forze armate statunitense.

 

Milley è conosciuto per aver espresso di recente commenti sulla «white rage»: ritiene che un problema fondamentale del Paese sia la rabbia dei bianchi. Dice che sta studiando la materia. L’esercito intanto adotta come letture per i soldati manuali di Critical Race Theory, l’idea per cui ogni singola cosa accada in America sia frutto di un «razzismo sistemico» che dura da almeno 400 anni.

 

Poche settimane fa, all’indomani dell’uccisione di 13 militari americani all’Aeroporto di Kabul, fece una conferenza stampa per dire che gli USA avevano reagito: grazie a una «solida intelligence», un drone aveva disintegrato un furgoncino carico di terroristi dell’ISIS-K che stavano per entrare in azione. L’azione sembrò subito sospetta. Il New York Times ora conferma che a morire è stata un’intera famiglia, tra cui vari bambini.

 

Ora di Milley si parla con ancora più insistenza. Bob Woodward, il decano dei giornalisti (l’uomo che con la sua fonte Gola profonda innescò lo scandalo Watergate e la conseguente caduta di Nixon) ha mandato in stampa un paio di racconti incredibili.

 

Secondo il libro Peril, sul finire della presidenza Trump, Milley disse ai suoi sottoposti di essere consultato personalmente su qualsiasi ordine di azione militare da parte del presidente, compreso l’uso di armi nucleari – un fatto che costituisce la rottura della catena di comando in violazione del principio del controllo civile sui militari.

 

Per qualche giorno, gli USA sono stati tecnicamente oggetto di un Colpo di Stato. Un Golpe militare di cui erano a conoscenza i vertici del Partito Democratico e delle varie agenzie di sicurezza: tutti tranne che il popolo. Un golpe segreto, nondimeno, realizzato

L’8 gennaio, Milley ha assicurato la presidente della Camera, la democratica californiana Nancy Pelosi,  che «gli inneschi nucleari sono sicuri e non lo faremo – non permetteremo nulla di pazzo, illegale, immorale o non etico che accada».

 

Secondo quanto riferito, la Pelosi avrebbe poi detto a Milley: «È pazzo. Sai che è pazzo. È pazzo da molto tempo. Quindi non dire che non sai quale sia il suo stato d’animo… È pazzo e quello che ha fatto ieri è un’ulteriore prova della sua follia», ha aggiunto la Pelosi, riferendosi a Trump e all’assedio del Campidoglio.

 

«Signora Presidente, sono d’accordo con lei su tutto» avrebbe risposto Milley.

 

Il libro riporta inoltre che il 30 ottobre 2020, quattro giorni prima del giorno delle elezioni presidenziali statunitensi, Milley chiamò il suo omologo in Cina, il generale Li Zuocheng:

 

«Voglio assicurarvi che il governo americano è stabile e che tutto è andrà tutto bene… Non attaccheremo o condurremo nessuna operazione cinetica contro di voi». «Operazione cinetica» significa attacco militare con armi fisiche.

 

«Se vogliamo attaccare, vi chiamerò prima, non sarà una sorpresa». Gli autori scrivono che il generale Milley ha chiamato di nuovo il generale cinese nel gennaio 2021, due giorni dopo l’attacco al Campidoglio degli Stati Uniti del 2021.

 

Si tratta di rivelazioni a dir poco sbalorditive.

 

Il generale Milley, sostiene qualche membro dell’ opposizione repubblicana (non tutti…) si è quindi reso responsabile di alto tradimento.

Quello di Milley, nel passato nel presente e nel futuro, è un tradimento con implicazioni immani

 

Il generaly Milley, quindi, andrebbe mandato dinanzi ad una Corte Marziale dell’esercito USA. La quale, all’articolo 94 dell’Uniform Code of Military Justice, prevede che l’ammutinamento e la sedizione siano puniti con la morte.

 

Avete letto bene: pena di morte per i militari traditori. Nientemeno. Il caso di Milley ci sembra esattamente questo. Per qualche giorno, gli USA sono stati tecnicamente oggetto di un Colpo di Stato. Un Golpe militare di cui erano a conoscenza i vertici del Partito Democratico e delle varie agenzie di sicurezza: tutti tranne che il popolo. Un golpe segreto, nondimeno, realizzato.

 

Non si tratta di un tradimento qualsiasi – ma di un tradimento «nucleare».  Cioè, di un piano preciso di privare il presidente ancora in carica (anche se per poco) dell’arma di deterrenza assoluta di cui dispone il suo Paese – e il tutto, tramando con una potenza avversaria che parimenti dispone del fuoco termonucleare e che, come riportato da Renovatio 21, potrebbe di recente aver costruito nuovi siti di lancio di missili intercontinentali – la Cina.

 

La Cina, lo strano compagno di viaggio, o meglio, il padrone di tanta della sinistra progressista occidentale. La Cina a cui, con un tradimento non ancora raccontato o spiegato, le nostre élite hanno passato tutta la nostra capacità manifatturiera. La Cina a cui abbiamo svenduto aziende, la Cina per cui abbiamo svuotato interi comparti industriali, con la conseguente distruzione della classe media.

 

Tutto è l’opposto di ciò che credono i vostri occhi, e la vostra logica

Quella Cina che potrebbe in questi giorni innescare una guerra per Taiwan: lo temono in molti, le manovre dell’anglosfera sembrano puntare lì (a meno che sotto, non ci sia un accordo ancora più profondo di ritirata occidentale), dai sottomarini atomici che ora si vuole fornire all’Australia in giù. Gli stessi media australiani, in questi giorni, si stanno chiedendo seriamente quanto Canberra sia vicina alla guerra con Pechino – che, su un organo ufficiale del Partito Comunista Cinese, ha definito l’Australia una gomma da masticare attaccata alla suola dello stivale cinese.

 

Quello di Milley, nel passato nel presente e nel futuro, è un tradimento con implicazioni immani.

 

Il problema qui, tuttavia, è un altro. Di tutto questo, a nessuno importa. Milley è salutato dai media americani tutti (con l’eccezione di Fox News e dei canali trumpiani OAN e Newsmax) come un salvatore della patria. Si sprecano i commentatori che dicono quanto abbia fatto bene, perché, come la Pelosi, definiscono Trump «pazzo» (nonostante vi sia un emendamento, il 25°, per rimuovere un presidente pazzo, ma i democratici non sono riusciti ad attivarlo).

 

A lui dobbiamo la salvezza planetaria. Milley non è un traditore: è un eroe.

 

Vi renderete conto che siamo dinanzi ad un mondo capovolto. Deve essere la «Umwertung aller Werte», quella «trasmutazione di tutti i valori» di cui parlava il sifilitico Nietzsche quando sognava il suo mondo dionisiaco ed invertito.

 

Tutto è l’opposto di ciò che credono i vostri occhi, e la vostra logica.

 

Giocare con la fine del mondo, e senza alcuna supervisione politica. Anzi: farlo partendo proprio dalla sottrazione del potere da funzionari eletti dal popolo

Il rivale geopolitico non va considerato come avversario, anzi va protetto. Gli immigrati hanno più diritti dei cittadini, possono infrangere la legge sull’immigrazione e pure la regolamentazione anti-COVID: possono entrare nel Paese senza test e senza vaccini, a differenza di voi che se ne siete sprovvisti non potete nemmeno entrare al bar per fare la pipì.

 

E poi, l’inversione suprema, quella della «libertà». La vera libertà, ripetono anche i leader di partiti italiani, la ottiene se ti inserisci in un sistema di sorveglianza bio-informatica. «Libertà» è essere obbligati ad una terapia genica, pena la perdita non solo dei propri diritti ma anche del proprio lavoro, cioè del cibo per la propria famiglia. Il «bispensiero» teorizzato nel romanzo di Orwell è roba da educande.

 

Quindi, sì, vero: il generale Milley è un eroe del nostro tempo. E non è l’unico.

 

Il suo caso ricorda da vicino quello di un altro generale coinvolto in affari cinesi e, potenzialmente, in armi pericolosissime: quello del dottor Anthony Fauci.

 

L’eterno, onnipotente zar dell’ente pubblico per le malattie infettive, già detestato dagli scienziati odiato dai gay ai tempi dell’AIDS (dove fece un paio di manovre interessanti), ora è considerato da alcuni – come il senatore Rand Paul che glielo ha detto in faccia in commissione – il possibile «responsabile dell’intera pandemia».

 

Egli infatti, come sembra sempre più certo, ha passato milioni di euro del contribuente americano a ONG che lavoravano sull’ingegneria genetica dei coronavirus all’Istituto di virologia di Wuhan – un progetto che la stessa DARPA, l’ente scientifico di ricerca del Pentagono, aveva scartato come troppo rischioso.

 

Avevate bisogno di altre prove della fine pragmatica della democrazia?

Eppure, anche di Fauci – oramai considerato perfino colpevole di aver mentito davanti al Congresso, pena che dovrebbe costargli 5 anni di gabbio – nessuno si cura. Anzi. Fauci è un eroe.

 

Abbiamo avuto testimonianze, nei mesi della pandemia, di cose grottesche: il giardino delle case private degli elettori democrat esponevano cartelli con su scritto «Grazie Fauci per difenderci dalla pandemia». Era quando Fauci, smentendo se stesso e pure quello che diceva in email private ora emerse, raccomandava mascherine e lockdown draconiani. C’era ancora Trump, quindi, come gli ubriachi con i lampioni, l’onesto cittadino progressista si aggrappava all’unico uomo che gli teneva testa, il virologo che tutti gli anni dava notizie sull’andamento stagionale dell’influenza (lo chiamavano, allora, «doctor flu»).

 

Si trattava, invero, di un altro effetto collaterale della TDS, ovvero la «Trump Derangement Syndrome», sindrome da disturbo-Trump. Non possiamo dire di non conoscerla, qui in Italia – l’abbiamo avuta per due decenni, solo che invece che il costruttore TV della Trump Tower abbiamo avuto il costruttore TV di Milano 2. La dinamica di odio cieco, e controproducente fino al masochismo, la conosciamo bene: alimentata dai media degli avversari finanziari e personali di Berlusconi, possiamo dire  che essa ha creato l’assetto parlamentare dell’ora presente. Il fenomeno dei 5S, senza le decadi di delegittimazione mediatico-popolare di Berlusconi (certo, unito all’incapacità totale del PD di costruire un’alternativa credibile), non sarebbe esistito.

 

Quindi: Fauci e Milley sono eroi.

 

Non è un caso che, arrivato un premier «tecnico» (cioè, ancora meno eletto di quello precedente) la responsabilità della campagna vaccinale italiana sia subito passata ai soldati

Entrambi hanno trafficato con sicumera con le cose più delicate e devastanti al mondo, le armi atomiche e quelle biologiche. Queste ultime, come abbiamo visto, ancora più pericolose delle prime. E se diciamo proprio «armi biologiche» è perché siamo convinti che a quei livelli di biosicurezza le innocenti ricerche non esistono: ogni ricerca su un patogeno distruttivo è dual use, puoi farci un vaccino ma anche un’arma (guardate il film Virus Letale: è spiegato bene, è il centro di tutta la storia). E sappiamo per certo che l’esercito cinese lavorasse anche lì…

 

Giocare con la fine del mondo, e senza alcuna supervisione politica. Anzi: farlo partendo proprio dalla sottrazione del potere da funzionari eletti dal popolo.

 

Avevate bisogno di altre prove della fine pragmatica della democrazia?

 

Avete notato come improvvisamente quando si parla di militari al potere ora non venga più in mente Pinochet, ma anzi, i giornali dell’Oligarcato arrivano ad invocare un mezzo golpe dei colonnelli?

 

Non è un caso che, arrivato un premier «tecnico» (cioè, ancora meno eletto di quello precedente) la responsabilità della campagna vaccinale italiana sia subito passata ai soldati.

Tenete bene a mente: nel mondo invertito, voi non valete niente.

 

Il generale a capo della siringa nazionale si lascia scappare una gaffe, parla di inoculo di «decine di milioni di dosi senza saperne esattamente l’esito»: dice cioè, la verità – certo, forse senza rendersi bene conto. Invece che ricordare il Codice di Norimberga, giornali e popolo progressista applaudono. Anche qui, un generale eroe. Celo anche noi.

 

Ma anche questo: che importanza ha?

 

Tenete bene a mente: nel mondo invertito, voi non valete niente.

 

La vostra Costituzione, non vale niente.

 

La nuova forma di cittadinanza politica nel mondo degli eroi invertiti è una sola: la sottomissione

I vostri diritti umani, non esistono.

 

La vostra opinione, è nulla.

 

Il vostro voto, non ha valore.

 

Le vostre parole, vengono cancellate.

 

La vostra religione, non conta nulla.

 

I vostri figli, non sono vostri.

 

Il vostro corpo, non è vostro.

 

C’è stato un Golpe. L’obbiettivo non erano i palazzi dei governi. Erano i vostri corpi e le vostre menti.

La nuova forma di cittadinanza politica nel mondo degli eroi invertiti è una sola: la sottomissione.

 

Lo ripetiamo, nel caso qualcuno di voi non abbia capito a cosa serve il COVID. Allineatevi. Sottomettetevi.

 

Tra menzogne, bombe atomiche e armi biologiche, si sta aprendo una nuova era di schiavitù. E non pensate di poter scappare.

 

C’è stato un Golpe. L’obbiettivo non erano i palazzi dei governi, ma i vostri corpi e le vostre menti.

 

Ma a chi importa, oramai?

 

 

Roberto Dal Bosco

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Armi biologiche

Inserire nei pipistrelli «proteine spike chimeriche COVID» con «nanoparticelle ipodermiche»: il laboratorio di Wuhan chiedeva milioni all’esercito USA

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Secondo il quotidiano londinese Telegraph gli scienziati dell’Istituto di virologia di Wuhan e i loro partner affiliati hanno tentato di ottenere 14 milioni di dollari in finanziamenti dalla DARPA, ossia il braccio scientifico ricerca & Sviluppo del Pentagono.

 

Lo scopo della ricerca per cui si chiedeva il finanziamento era l’alterazione geneticadei virus, inclusi i coronavirus provenienti dai pipistrelli, in modo da renderli più infettivi per l’uomo.

 

La richiesta finanziaria per la ricerca cinese sarebbe avvenuta appena 18 mesi prima dello scoppio della pandemia COVID-19.

 

Il Telegraph cita documenti rivelati dal gruppo investigativo Drastic, composto da scienziati di tutto il mondo alla ricerca della verità sulle origine del coronavirus che ha sconvolto il mondo.

 

In pratica, gli stessi che avrebbero poi preso denaro del contribuente americano dall’Istituto di Fauci, avevano fatto richiesto anche all’ente scientifico del Pentagono, quella DARPA che ha tanta disponibilità di budget quanti segreti

I documenti ottenuti dal gruppo sono stati poi confermati come autentici da ex funzionari del governo degli Stati Uniti. Essi dimostrano che la DARPA ha rifiutato la richiesta affermando che i piani per ulteriori Gain of Function (guadagno di funzione) erano giudicati come troppo rischiosi.

 

Il Telegraph riporta che i documenti rivelano anche come  gli scienziati di Wuhan avessero presentato «piani per rilasciare nanoparticelle che penetrano nella pelle contenenti “nuove proteine ​​chimeriche” di coronavirus di pipistrello nei pipistrelli delle caverne nello Yunnan».

 

I documenti mostrano altresì che il piano prevedeva l’alterazione genetica dei coronavirus dei pipistrelli per aggiungere «siti di scissione specifici per l’uomo», rendendo essenzialmente più facile per il virus entrare nelle cellule umane.

 

L’idea del virus creato in laboratorio per essere più contagioso per gli esseri umani è stato discussa da subito – anche dal premio Nobel Montagnier – ma è stata censurata da media e social media per mesi.

 

I personaggi citati nei nuovi documenti sono gli stessi il cui nome circola da mesi, come Peter Daszak, lo zoologo britannico della ONG biotecnologica EcoHealth Alliance – l’uomo che si è speso per definire l’ipotesi della fine dal laboratorio una lunatica «teoria della cospirazione» – e l’ormai mitologica dottoressa Shi Zhengli, anche detta «Batwoman» per la sua conoscenza della virologia dei chirotteri.

 

«Allarmante che la proposta di sovvenzione includa piani per migliorare la malattia più mortale della sindrome respiratoria mediorientale (MERS)»

In pratica, gli stessi che avrebbero poi preso denaro del contribuente americano dall’Istituto di Fauci, avevano fatto richiesto anche all’ente scientifico del Pentagono, quella DARPA che ha tanta disponibilità di budget quanti segreti.

 

Il giornale britannico ha sentito anche il professore di oncologia all’Università Saint George di Londra Angus Dalgleish. Il cattedratico inglese sostiene che la pandemia sia stata probabilmente il risultato di un virus geneticamente modificato. Egli ritiene anche la ricerca potrebbe essere andata avanti anche senza i finanziamenti.

 

«Questo è chiaramente una [ricerca ] Gain of Function, ingegnerizzando il sito di scissione e lucidando i nuovi virus per migliorare l’infettibilità delle cellule umane in più di una linea cellulare».

 

Secondo il Telegraph la DARPA avrebbe declinato dicendo che «è chiaro che il progetto proposto guidato da Peter Daszak avrebbe potuto mettere a rischio le comunità locali». La DARPA ha inoltre avvertito che non sembravano considerate adeguatamente le conseguenze del potenziamento dei virus.

 

Il rifiuto della DARPA – l’agenzia dietro a tutte le più letali tecnologie militari americane, dai droni alle armi di distruzione di massa – è molto significativo.

 

Il quotidiano londinese ha inoltre sentito un ricercatore COVID-19 dell’OMS. egli ha dichiarato  come fosse «allarmante che la proposta di sovvenzione includesse piani per migliorare la malattia più mortale della sindrome respiratoria mediorientale (MERS)».

 

«La parte spaventosa è che stavano producendo virus MERS chimerici infettivi», ha avvertito detto la fonte OMS.

 

«Se uno dei loro sostituti del recettore facesse diffondere il MERS in modo simile [al COVID-19], pur mantenendo la sua letalità, questa pandemia sarebbe quasi apocalittica»

I virus MERS hanno tassi di mortalità del 30-50%. «Se uno dei loro sostituti del recettore facesse diffondere il MERS in modo simile [al COVID-19], pur mantenendo la sua letalità, questa pandemia sarebbe quasi apocalittica».

 

Il gruppo Drastic ha rilasciato una dichiarazione sulle ultime scoperte:

 

«Dato che troviamo in questa proposta una discussione sull’introduzione pianificata di siti di clivaggio specifici per l’uomo, è giustificata una revisione da parte della più ampia comunità scientifica della plausibilità dell’inserimento artificiale».

 

Renovatio 21 è stato pesantemente censurata per aver parlato dell’ipotesi di fuga del laboratorio ancora all’inizio del 2020.

 

L’ipotesi che il COVID possa essere stato concepito come bio-arma, in particolare, era considerata da Facebook contraria ai suoi standard, e la sua diffusione veniva di conseguenza punita.

 

Come abbiamo rilevato altre volte, in realtà ogni studio su patogeni aggressivi – e i relativi vaccini – è considerabile come dual-use: vi è un uso civile (la ricerca del vaccino, nel caso di scoppio della malattia) così come un uso militare (l’impiego segreto del patogeno come arma di attacco).

 

Vi sono prove oramai riconosciute che i militari cinesi lavorassero con il laboratorio dell’Istituto di Virologia di Wuhan.

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