«La Cina sta usando il virus come arma» dice il diplomatico britannico

 

 

 

 

 

Il programma di reportage 60 Minutes Australia nelle scorse settimane ha fatto uscire un’intervista dell’ex diplomatico britannico in Cina, Matthew Henderson.

 

Henderson è stato coautore di un rapporto finalizzato ad un’azione legale collettiva contro il Partito Comunista Cinese per il massiccio danno economico causato dal COVID-19.

«Se la Cina avesse reagito tempestivamente, in quella finestra di 3, settimane, in cui si poteva fare qualcosa il 95% dei casi di COVID non sarebbero accaduti, e non saremmo ora nella morsa di una pandemia globale»

 

In un’intervista estesa con la giornalista australiana Tara Brown, Henderson afferma che la parte più spaventosa della copertura è stata quella di annullare le prime preoccupazioni su un nuovo spaventoso virus generato da medici e scienziati cinesi a Wuhan.

 

«Se la Cina avesse reagito tempestivamente, in quella finestra di 3, settimane, in cui si poteva fare qualcosa il 95% dei casi di COVID non sarebbero accaduti, e non saremmo ora nella morsa di una pandemia globale» spiega Henderson.

 

«Potrebbe spiegare più dettagliatamente cosa significa l’uso del COVID come arma?» chiede la giornalista.

«Prima di tutto c’è stato il controllo dei dati – risponde il diplomatico – così che nessun altro potesse dire cose riguardo a ciò che stava accadendo e la porzione di colpa di cui stiamo parlando, perché, semplicemente, le persone non erano sicure riguardo a quello che sapevamo e non sapevamo».

 

«Prima di tutto c’è stato il controllo dei dati – risponde il diplomatico – così che nessun altro potesse dire cose riguardo a ciò che stava accadendo e la porzione di colpa di cui stiamo parlando, perché, semplicemente, le persone non erano sicure riguardo a quello che sapevamo e non sapevamo».

 

Il ritardo assassino con cui si sono mosse le autorità cinesi «non è solo inefficienza burocratica – gente di Wuhan che ha paura di ciò che dirà il boss a Pechino. Questo è un insabbiamento deliberato per mantenere il controllo prima di tutto riguardo a cosa stava succedendo in Cina».

 

«Non dovete sottovalutare l’importanza del governo cinese che tenta di controllare il suo popolo e gestire i propri disastri» avverte il britannico.

 

 

 

«Non dovete sottovalutare l’importanza del governo cinese che tenta di controllare il suo popolo e gestire i propri disastri, soprattutto non sono sicuri di come reagire il popolo cinese»

In particolare, «non dovete sottovalutare l’importanza del governo cinese che tenta di controllare il suo popolo e gestire i propri disastri, soprattutto non sono sicuri di come reagire il popolo cinese»

 

«La più grande preoccupazione all’epoca era: cosa succederà se tutto questo esce nel momento del Capodanno cinese? Certo. Ora sappiamo che quello è stato il più grande errore di calcolo: credere di cavartela permettendo a milioni di persone di viaggiare dentro e fuori dalla Cina e che questo non possa risultare inevitabilmente nello scoppio di un”infezione che diventa un’epidemia e poi una pandemia. Questo è stato un errore di giudizio enorme ma questo errore di giudizio credo sia stato fatto con la consapevolezza delle dimensioni del problema e del rischio connesso ad esso».

 

Henderson discute anche dell’influenza sempre più aggressiva esercitata da Pechino su molti Paesi stranieri.

 

«Quando un ufficiale cinese dice qualcosa lo fa come rappresentante del popolo cinese, e chiunque dissente sta prendendo posizioni anti-Cina»

«Quando un ufficiale cinese dice qualcosa lo fa come rappresentante del popolo cinese, e chiunque dissente sta prendendo posizioni anti-Cina»

 

«La grande menzogna è la fuori, e le persone che ne sono in un modo o nell’altro prigioniere dalla politica, dall’economia cinesi o da altre pressioni devono mantenere la linea, e se non sostengono storia quel tipo di non sono membri del grande club della Cina».

 

Il caso dell’Australia, recentemente definita da un giornale cinese «una gomma da masticare attaccata al nostro stivale» è paradigmatico. L’Australia, che non dista poi molto dalla Cina ed è suo grande partner commerciale, aveva cercato sin da subito di capire meglio cosa fosse successo a Wuhan.

«I cinesi hanno fatto di questa situazione un’arma per incrementare il loro controllo sulle democrazie interferendo nelle elezioni, interferendo nelle varie élite, interferendo nei partiti, interferendo in infrastrutture nazionali chiave interferendo nelle università politicamente, e nei centri di eccellenza e nella ricerca».

 

«Gli sforzi dell’Australia di stabilire la verità, che chiaramente sono stati visti dal Partito Comunista Cinese come attacchi diretti alla sua autorià e alla sua onestà nominale» dice il diplomatico.

 

«Ciò è risultato nel deterioramento delle relazioni e del ricatto economico che è stato esercitato contro L’Australia. Perché il Primo Ministro australiano ha detto: “un’inchiesta dell’OMS non
proverà niente: l’inchiesta deve essere indipendente”. Ciò ha scatenato un’enorme difesa passiva-aggressiva da parte della Cina lo stesso è capitato a molti altri Stai che hanno preso una simile posizione».

 

In pratica assistiamo a quello che in lingua inglese si chiama con il termine weaponization, l’uso come arma. Possiamo dire con certezza che oramai  il coronavirus  è un’arma politica.

 

«I cinesi hanno fatto di questa situazione un’arma per incrementare il loro controllo sulle democrazie interferendo nelle elezioni, interferendo nelle varie élite, interferendo nei partiti, interferendo in infrastrutture nazionali chiave interferendo nelle università politicamente, e nei centri di eccellenza e nella ricerca».

 

«C’è uno sforzo deliberato di sfruttare le debolezze occidentali in un tempo in cui le democrazie, temo, non hanno dato il meglio di sé, mostra anche come l’Occidente abbia fallito nella cooperazione mentre la Cina pare avere raggiunto in molte aeree un approccio più standardizzato dove ci si può muovere molto rapidamente e raggiungere buoni risultati di test e tracciamento, questo è innegabilmente un punto».

L’obbiettivo dei cinesi è quello di usare la catastrofe pandemica per minare il concetto stesso di Stato democratico.

 

«C’è uno sforzo deliberato di sfruttare le debolezze occidentali in un tempo in cui le democrazie, temo, non hanno dato il meglio di sé, mostra anche come l’Occidente abbia fallito nella cooperazione mentre la Cina pare avere raggiunto in molte aeree un approccio più standardizzato dove ci si può muovere molto rapidamente e raggiungere buoni risultati di test e tracciamento, questo è innegabilmente un punto».

 

Si tratta della messa in stato di accusa di tutta l’umanità dell’Ovest. Un’accusa che sfiora lo scherno.

 

«Questa non è una campagna medica che dice “sentite, fate come noi”. È una campagna politica che dice: “siete deboli”».

 

«Le vostre democrazie non servono i giusti obbiettivi, guardate l’America orrore e caos senza fine, guardate il Regno Unito e anche parte d’Europa»

 

«Questa non è una campagna medica che dice “sentite, fate come noi”. È una campagna politica che dice: “siete deboli”».

Ma l’accusa è certamente finalizzata ad un obbiettivo politico (ed economico): l’esportazione in Occidente del modello cinese.

 

«Com’è possibile che diciate che il vostro sistema è meglio del nostro quando è chiaramente incapace di non fare altro che peggiorare le cose?»

 

«Questa è un’arma politica molto potente e viene usata in maniera molto aggressiva» conclude Henderson.

 

«Le vostre democrazie non servono i giusti obbiettivi, guardate l’America orrore e caos senza fine, guardate il Regno Unito e anche parte d’Europa»

Per quanto riguarda l’influenza della Cina in Italia, su Renovatio 21 abbiamo scritto tanto, tanto, tantissimo.