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Armi biologiche

I misteri del laboratorio di Wuhan

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Questo sito è stato messo in un elenco di diffusori di fake news per aver parlato di un laboratorio come possibile del Coronavirus che sta devastando il pianeta.

 

Se vi chiedete perché ci sia nei grandi media di Stato e pure in quelli privati una corsa a dimenticarci degli esperimenti al laboratorio di Wuhan (l’unico in Cina certificato BSL-4, massimo livello di protezione per esperimenti con virus terrificanti come Ebola e SARS) la risposta che possiamo ipotizzare è puramente politica, e geopolitica.

 

«Non ci sono prove che il coronavirus sia fuggito accidentalmente da un laboratorio, ma non possiamo prendere per vere le smentite del governo cinese» scrive Jim Geraghty sul National Review.

Perché media e politici non vi parleranno mai di laboratori cinesi

 

Se venisse provato che il virus viene da quel laboratorio, la Repubblica Popolare Cinese sarebbe inchiodata alle sue responsabilità. Cosa che molti politici, molti industriali, enti, partiti, agenti dell’establishment non possono permettere

Se si sono dati da fare immediatamente per smentire il vecchio servizio del TG3 Leonardo sui rischi della manipolazione cinese del virus SARS (servizio che riprendeva un articolo di Nature) è perché qualora risultasse che è proprio uno di quei virus artificialmente manipolato ad essere scappato dal laboratorio (e non portato dal pipistrello a ferro di cavallo, che vive in caverne a 900 chilometri da Wuhan) scoppierebbe un pandemonio totale.

 

Se venisse provato che il virus viene da quel laboratorio, la Repubblica Popolare Cinese sarebbe inchiodata alle sue responsabilità. Cosa che molti politici, molti industriali, enti, partiti, agenti dell’establishment non possono permettere.

 

L’élite da decenni ha imposto al mondo di andare a letto con la Cina, per dar vita a quel lupanare distruttivo chiamato «Globalizzazione». Distruttivo perché in tutto l’Occidente esso ha comportato, tra le varie devastazioni, l’estinzione dolorosa della classe media.

 

L’élite da decenni ha imposto al mondo di andare a letto con la Cina, per dar vita a quel lupanare distruttivo chiamato «Globalizzazione». Distruttivo perché in tutto l’Occidente esso ha comportato, tra le varie devastazioni, l’estinzione dolorosa della classe media.

E la Cina, dal canto suo, non può in alcun modo permettere che il mondo la inchiodi ad una responsabilità del genere. Di qui, la de-sinizzazione del virus, con circolari passate ai propri agenti di influenza del mondo (diplomatici e non solo) affinché si parlasse di un «virus italiano». Di qui, la polemica terminologica (i cinesi ci tengono alle apparenze: guardate i numeri che ci hanno dato), con minaccia davvero esplosiva a Trump di non fornire più i farmaci di base – che le multinazionali Big Pharma, che appartengono a quel establishment maledetto che ha voluto l’orgia globalista cinese, fanno produrre in toto in Cina! – qualora il presidente USA continuasse a chiamarlo «Chinese virus», come sta facendo alle conferenze stampa della Casa Bianca.

 

Immaginate se qualcuno dimostrasse che l’origine è quel laboratorio maledetto. Nazioni di tutto il mondo sarebbero pronte a chiedere i danni a Pechino, come in una guerra. E quindi, quella crisi che ai cinesi sembra una opportunità per vendere i loro modelli, i loro software, i loro farmaci, il loro 5G, i loro vaccini, il loro sistema integrato di totalitarismo elettronico, diverrebbe un incubo. La Repubblica Popolare sprofonderebbe in uno stato di caos e povertà.

Immaginate se qualcuno dimostrasse che l’origine è quel laboratorio maledetto. Nazioni di tutto il mondo sarebbero pronte a chiedere i danni a Pechino, come in una guerra. E quindi, quella crisi che ai cinesi sembra una opportunità per vendere i loro modelli, i loro software, i loro farmaci, il loro 5G, i loro vaccini, il loro sistema integrato di totalitarismo elettronico, diverrebbe un incubo. La Repubblica Popolare sprofonderebbe in uno stato di caos e povertà.

 

A differenza dei tempi di Mao con la politica industriale fallita del «Grande Balzo Avanti» (con la sua carestia da milioni di morti), è difficile che il Partito Comunista Cinese possa sopravvivere ad un tale disordine interno. Non sarebbe più solo Piazza Tian’An Men, esploderebbe il malcontento in tutto il Paese, e non ci sono carri armati a sufficienza per schiacciare il miliardo e mezzo di cittadini, che – credeteci – sanno perfettamente delle nefandezze del regime, e hanno tollerato per anni in nome di un equilibrio confuciano. 

 

Insomma: l’élite cinese gioca per la sopravvivenza. Facile pensare che i suoi maggiordomi politici in giro per il mondo (ce ne sono in Italia, ce ne sono in USA) usino ogni mezzo per scongiurare ogni prospettiva di una responsabilità dello Stato cinese in questo disastro.

 

È questo il motivo per cui la storia del virus da laboratorio, sui grandi media non la sentirete mai. Sentirete solo censure, talvolta pure balle pretestuose, toppe peggio del buco.

 

Interessanti annunci professionali

 

Guardando oltre la coltre della propaganda, qualcosa però emerge. Uno Youtuber poco più che trentenne, Matthew Tye, ha trovato qualcosa di interessante. Tye è un sinologo che ha fatto documentari sul Regno di Mezzo, e ha sposato una ragazza dal cognome cinese.

 

 

Il documentarista ha fatto un po’ di ricerche in rete. Ha così scoperto che l’Istituto di Virologia di Wuhan ha pubblicato un annuncio professionale il 18 novembre 2019, in cui chiedeva agli scienziati «di venire a cercare le relazioni tra il coronavirus e i pipistrelli».

 

 

L’annuncio parlava di pipistrelli come oggetto di ricerca, di ricerca sul meccanismo molecolare, di Ebola e coronavirus associato alla SARS. «Virologia, immunologia, biologia cellulare e omiche [discipline di Biologia Molecolare come proteomica, genomica, etc., ndr] multiple sono usate per confrontare le differenze tra umani e altri mammiferi».

 

Il 24 dicembre 2019, l’Istituto di virologia di Wuhan ha pubblicato un secondo annuncio di lavoro. La traduzione di tale pubblicazione include la dichiarazione, «una ricerca a lungo termine sulla biologia patogena dei pipistrelli che trasportano virus importanti ha confermato l’origine nei pipistrelli di nuove importanti malattie infettive per l’uomo e il bestiame come SARS e SADS».

 

L’élite cinese gioca per la sopravvivenza. Facile pensare che i suoi maggiordomi politici in giro per il mondo (ce ne sono in Italia, ce ne sono in USA) usino ogni mezzo per scongiurare ogni prospettiva di una responsabilità dello Stato cinese in questo disastro

Tye sostiene che quella pubblicazione significhi qualcosa come «abbiamo scoperto un nuovo e terribile virus e vorremmo reclutare persone per venire a occuparsene».

 

I medici di Wuhan sapevano di avere a che fare con un gruppo di casi di polmonite con l’avanzare di dicembre, ma è esatto affermare che un numero molto limitato di persone era a conoscenza di questo particolare ceppo di coronavirus e della sua gravità.

 

Entro il 31 dicembre, circa tre settimane dopo che i medici avevano notato per la prima volta i casi di questa nuova SARS super-aggressiva, il governo cinese informava l’Organizzazione Mondiale della Sanità e apparivano sui media mondiali i primi resoconti su una «polmonite misteriosa» in atto in Cina.

 

I dubbi di Batwoman

 

l’Istituto di Virologia di Wuhan ha pubblicato un annuncio professionale il 18 novembre 2019, in cui chiedeva agli scienziati «di venire a cercare le relazioni tra il coronavirus e i pipistrelli»

Tye menziona nella sua ricerca una virologa di Wuhan, Shi Zhengli, chiamata «Batwoman» per la sua specializzazione nei virus dei chirotteri.

 

«I suoi studi hanno dimostrato che le aree subtropicali meridionali del Guangdong, del Guangxi e dello Yunnan hanno il maggior rischio di coronavirus che salta sull’uomo dagli animali – in particolare i pipistrelli, un serbatoio noto per molti virus», dice Scientific American in un articolo in cui raccontava le gesta della dottoressa.

 

Allo scoppio dell’epidemia la ricercatrice reagì con uno strano pensiero: «Se i coronavirus fossero i colpevoli, ricorda di aver pensato: “potrebbero essere venuti dal nostro laboratorio?”». Una domanda proibita che si pongono gli stessi scienziati cinesi.

 

In questa storia però eroi ed eroine, perfino batwoman, dopo essersi posti qualche dilemma tornano all’ovile immediatamente.

 

Allo scoppio dell’epidemia la virologa Shi Zhengli reagì con uno strano pensiero: «Se i coronavirus fossero i colpevoli, ricorda di aver pensato: “potrebbero essere venuti dal nostro laboratorio?”»

Il 4 febbraio – una settimana prima che l’Organizzazione Mondiale della Sanità decidesse di nominare ufficialmente questo virus «COVID-19» – la rivista Cell Research pubblicava un avviso scritto dagli scienziati dell’Istituto di Virologia di Wuhan, che scriveva: «i nostri risultati rivelano che Remdesivir e clorochina sono altamente efficaci nel controllo dell’infezione 2019-nCoV in vitro.

 

«Poiché questi composti sono stati utilizzati in pazienti umani con un track-record di sicurezza e hanno dimostrato di essere efficaci contro vari disturbi, quindi suggeriamo che dovrebbero essere valutati in pazienti umani affetti dalla nuova malattia di coronavirus».

 

Uno degli autori di quell’avviso era la dottoressa Shi Zhengli. Batwoman torna nei ranghi. Fenomeno non raro, nella Cina odierna. Almeno non è desaparecida.

 

Dov’è la dottoressa Huang?

 

Nel suo video di YouTube, Tye concentra la sua attenzione su una ricercatrice dell’Istituto di virologia di Wuhan di nome Huang Yanling: «La maggior parte delle persone crede che lei sia il paziente zero, e molte persone credono che sia morta». In Cina si è molto discusso online riguardo alle voci su Huang Yanling, tanto da stimolare una smentita ufficiale.

Il mistero della ricercatrice dell’Istituto di virologia di Wuhan di nome Huang Yanling: «La maggior parte delle persone crede che lei sia il paziente zero, e molte persone credono che sia morta»

 

Il 16 febbraio, l’Istituto di Virologia di Wuhan ha negato che il paziente zero fosse uno dei loro dipendenti, e in modo interessante ha nominata specificamente la dottoressa Huang: «Recentemente ci sono state informazioni false su Huang Yanling, una laureata del nostro istituto, sostenendo che era il paziente zero nel nuovo coronavirus». L’informazione è stata fatta circolare sui giornali, che citano direttamente l’Istituto dicendo: «Huang è stata una studentessa laureata presso l’Istituto fino al 2015, quando ha lasciato la provincia e da allora non è più tornata. Huang era in buona salute e non le era stata diagnosticata la malattia». Nessuno dei suoi articoli di ricerca disponibili al pubblico è datato dopo il 2015.

 

La pagina web del Laboratorio di microbiologia diagnostica dell’Istituto di Virologia di Wuhan ha ancora una Huang Yanling elencata come studentessa laureata del 2012, e la sua foto e biografia sembrano essere state rimosse di recente – come quelle di altri due studenti laureati del 2013 , Wang Mengyue e Wei Cuihua.

 

 

Il suo nome ha ancora un collegamento ipertestuale, ma la pagina collegata è vuota. Anche le pagine per Wang Mengyue e Wei Cuihua sono vuote.

 

 

Il 17 febbraio, Zhen Shuji, corrispondente di Hong Kong del servizio radiofonico pubblico francese Radio France Internationale, riferiva: «Quando un giornalista del Beijing News ha chiesto all’Istituto voci sul paziente zero, l’istituto ha prima negato che lì vi fosse una ricercatrice di nome Huang Yanling, ma dopo aver appreso che il nome della persona su Internet esisteva, ha riconosciuto che la persona aveva lavorato nell’azienda, ma aveva poi lasciato l’ufficio e quindi non veniva considerata».

 

Un’apparizione pubblica di Huang Yanling dissiperebbe molte delle voci, ed è il genere di cose che il governo cinese sistemerebbe rapidamente in circostanze normali

Tye afferma che «tutti su Internet cinese stanno cercando [Huang Yanling] ma molti credono che il suo corpo sia stato rapidamente cremato e che le persone che lavorano al crematorio siano state forse infettate perché non hanno ricevuto alcuna informazione sul virus».

 

Come osserva Tye, un’apparizione pubblica di Huang Yanling dissiperebbe molte delle voci, ed è il genere di cose che il governo cinese sistemerebbe rapidamente in circostanze normali. Diversi funzionari dell’Istituto di Virologia di Wuhan hanno rilasciato dichiarazioni pubbliche secondo cui Huang è in buona salute e nessuno nell’Istituto è stato infettato dal COVID-19.

 

Il 17 febbraio, un utente di Weibo (un social cinese: in Cina sono praticamente proibiti tutti i social popolari all’estero) che dichiarava di chiamarsi Chen Quanjiao, una ricercatrice dell’Istituto di virologia di Wuhan, riferì al pubblico che il direttore dell’Istituto era responsabile della fuoriuscita del nuovo Coronavirus.

 

Il cyberspazio cinese rimase scioccato. Presto Chen stessa uscì e dichiarò di non aver mai rilasciato alcuna informazione sul rapporto e di aver espresso grande indignazione per tale frode di identità su Weibo. È stato confermato che quel particolare account Weibo è stato chiuso più volte a causa della diffusione di informazioni errate su COVID-19.

 

La versione del dottor Xiao

 

Il rapporto di Radio France Internationale del 17 febbraio menzionava anche di tale Botao Xiao, uno studioso della South China University of Technology, che avrebbe pubblicato un rapporto secondo cui i ricercatori del laboratorio virologico di Wuhan sono stati spruzzati con sangue ed orina di pipistrello e quindi messi in quarantena per 14 giorni. HK01, un altro sito di notizie con sede a Hong Kong, ha riportato la stessa notizia.

 

Sempre lo scorso febbraio, il dottor Xiao ha pubblicato un articolo di ricerca su ResearchGate.net, «The Possible Origins of 2019-nCoV coronavirus».

 

È elencato come autore insieme a Lei,  Xiao dell’Ospedale Tian You, affiliato all’Università di Scienza e Tecnologia di Wuhan. Il documento è stato rimosso poco dopo la sua pubblicazione, ma le immagini archiviate delle sue pagine sono ancora disponibili.

La prima conclusione del documento dello scienziato Xiao Botao è che sia molto improbabile che i pipistrelli sospettati di trasportare il virus si trovino naturalmente in città, nonostante le storie di «zuppa di pipistrelli». I ricercatori concludono che i pipistrelli non sono stati venduti al mercato ed era improbabile che fossero deliberatamente ingeriti.

 

La prima conclusione del documento di Xiao Botao  è che sia molto improbabile che i pipistrelli sospettati di trasportare il virus si trovino naturalmente in città, nonostante le storie di «zuppa di pipistrelli». I ricercatori concludono che i pipistrelli non sono stati venduti al mercato ed era improbabile che fossero deliberatamente ingeriti.

 

«I pipistrelli che trasportavano CoV ZC45 furono originariamente trovati nella provincia di Yunnan o Zhejiang, entrambi a più di 900 chilometri dal mercato del pesce. Normalmente i pipistrelli vivevano in caverne e alberi. Ma il mercato del pesce si trova in un distretto densamente popolato di Wuhan, un’area metropolitana di circa 15 milioni di persone. La probabilità era molto bassa per i pipistrelli di volare sul mercato. Secondo i rapporti comunali e le testimonianze di 31 residenti e 28 visitatori, il pipistrello non è mai stato una fonte di cibo in città e nessun pipistrello è stato commercializzato sul mercato».

 

«Abbiamo esaminato l’area intorno al mercato del pesce e identificato due laboratori che conducono ricerche sul coronavirus dei pipistrelli. A circa 280 metri dal mercato, c’era il Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie di Wuhan». Xiao passa quindi a descrivere il caso di un ricercatore «che una volta è stato attaccato da pipistrelli, e del sangue di pipistrello è finito sulla sua pelle. Conoscendo l’estremo pericolo dell’infezione, si era messo in quarantena per 14 giorni. In un altro incidente, si era nuovamente messo in quarantena perché i pipistrelli avevano orinato su di lui».

 

«Abbiamo esaminato l’area intorno al mercato del pesce e identificato due laboratori che conducono ricerche sul coronavirus dei pipistrelli. A circa 280 metri dal mercato, c’era il Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie di Wuhan. Il secondo laboratorio si trovava a circa 12 chilometri dal mercato del pesce e apparteneva all’Istituto di Virologia di Wuhan»

«Ci sono solo circa 280 metri dal mercato del pesce. Il Centro per le malattie e la prevenzione di Wuhan era anche adiacente all’Union Hospital dove il primo gruppo di medici fu infettato durante l’epidemia. È plausibile che il virus sia trapelato e che alcuni di essi abbiano contaminato i pazienti iniziali in questa epidemia, sebbene in studi futuri siano necessarie prove concrete».

 

«Il secondo laboratorio si trovava a circa 12 chilometri dal mercato del pesce e apparteneva all’Istituto di Virologia di Wuhan, della Accademia cinese delle Scienza».

 

Le conclusioni ci sembrano logiche: «In sintesi, qualcuno è stato coinvolto nell’evoluzione del coronavirus 2019-nCoV. Oltre alle origini della ricombinazione naturale e dell’ospite intermedio, il coronavirus killer probabilmente proviene da un laboratorio di Wuhan. Potrebbe essere necessario rafforzare il livello di sicurezza nei laboratori a rischio biologico ad alto rischio. Potrebbero essere adottate norme per trasferire questi laboratori lontano dal centro città e da altri luoghi densamente popolati» scriveva Xiao.

 

Tuttavia, il dottor Botao ha confermato al Wall Street Journal di aver ritirato il suo documento. «La speculazione sulle possibili origini nel post era basata su articoli e media pubblicati e non era supportata da prove dirette», scrive in una breve email il 26 febbraio.

 

Il monito dello scienziato pisciato dai pipistrelli

 

Il ricercatore di pipistrelli a cui fa riferimento il rapporto del dottor Xiao è il virologo Tian Junhua, che lavora presso il Centro Wuhan per il controllo delle malattie. Nel 2004, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito che un focolaio del virus SARS era stato causato da due perdite separate presso l’Istituto cinese di virologia di Pechino

 

«Puoi trovare la maggior parte dei virus responsabili di malattie umane, come il virus della rabbia, la SARS e l’Ebola. Di conseguenza, le grotte frequentate dai pipistrelli sono diventate i nostri principali campi di battaglia» dice il virologo Tian Junhua

Il governo cinese aveva affermato che le perdite sono state il risultato di “negligenza” e che i funzionari responsabili sono stati puniti.

 

Nel 2017 lo Shanghai Media Group, di proprietà statale cinese, ha realizzato un documentario di sette minuti su Tian Junhua, intitolato «Giovani nelle terre selvagge: il difensore invisibile». Una troupe cinetelevisiva seguiva Tian Junhua mentre viaggiava in profondità nelle grotte per raccogliere i pipistrelli.

 

«Tra tutte le creature conosciute, i pipistrelli sono tra i più ricchi di virus» diceva in cinese il dottor Tian.

 

«Puoi trovare la maggior parte dei virus responsabili di malattie umane, come il virus della rabbia, la SARS e l’Ebola. Di conseguenza, le grotte frequentate dai pipistrelli sono diventate i nostri principali campi di battaglia».

 

«Negli ultimi dieci anni abbiamo visitato ogni angolo della provincia di Hubei. Abbiamo esplorato dozzine di grotte non sviluppate e studiato più di 300 tipi di vettori di virus. Ma spero che questi campioni di virus vengano conservati solo per la ricerca scientifica e non verranno mai utilizzati nella vita reale. Perché gli esseri umani hanno bisogno non solo dei vaccini, ma anche della protezione dalla natura»

Il dottor Tian sottolineava come «i pipistrelli abitualmente vivono in grotte che gli umani non riescono a raggiungere. Solo in questi luoghi possiamo trovare i campioni più ideali dei vettori di virus».

 

Il video si concludeva con un pesante ammonimento dello scienziato: «negli ultimi dieci anni abbiamo visitato ogni angolo della provincia di Hubei. Abbiamo esplorato dozzine di grotte non sviluppate e studiato più di 300 tipi di vettori di virus. Ma spero che questi campioni di virus vengano conservati solo per la ricerca scientifica e non verranno mai utilizzati nella vita reale. Perché gli esseri umani hanno bisogno non solo dei vaccini, ma anche della protezione dalla natura».

 

La descrizione dell’isolamento di Tian Junhua del maggio 2017, quando fu colpito da sangue e urina di pipistrello, proviene da un rapporto  dell’agenzia di stampa di Stato Xinhua. Altri media cinesi ne conservano ancora traccia.

 

La posta in gioco è il XXI secolo

 

Si chiede il National Review: «L’urina e il sangue di pipistrello possono trasportare virus. Quanto è probabile che l’urina o il sangue di pipistrello si siano imbattuti in un ricercatore presso il Centro di Controllo e Prevenzione delle Malattie di Wuhan o l’Istituto di virologia di Wuhan?»

 

«In alternativa, quali sono le probabilità che una sorta di rifiuto medico o altro materiale proveniente dai pipistrelli non sia stato correttamente smaltito e che fosse il vettore di trasmissione iniziale a un essere umano?».

Perché la posta in gioco stavolta è altissima: è il XXI secolo intero. Un secolo che doveva essere il secolo cinese, ma il programma può deragliare in maniera definitiva.

 

«Ma è una coincidenza notevole che l’Istituto di Virologia di Wuhan stava studiando i coronavirus associati all’Ebola e alla SARS nei pipistrelli prima dell’epidemia di pandemia» con annunci professionali che parlavano di «un gran numero di nuovi virus da pipistrelli e roditori scoperti e identificati».

 

«E il fatto che il governo cinese abbia trascorso sei settimane insistendo sul fatto che COVID-19 non poteva essere diffuso da persona a persona significa che i suoi dinieghi sui laboratori di Wuhan non possono essere accettati senza una verifica indipendente» conclude Geraghty.

 

«Così conoscerete la Verità, e la Verità vi farà liberi». Liberi dalla quarantena, liberi dalla menzogna, liberi dal totalitarismo elettro-sanitario che bussa alle nostre porte.

Già. Perché la posta in gioco stavolta è altissima: è il XXI secolo intero. Un secolo che doveva essere il secolo cinese, ma il programma può deragliare in maniera definitiva.

 

In gioco c’è la Verità, quindi la libertà. «Così conoscerete la Verità, e la Verità vi farà liberi» (Giovanni 8, 31). Mai come oggi le parole del Vangelo ci paiono fondamentali.

 

Liberi dalla quarantena, liberi dalla menzogna, liberi dal totalitarismo elettro-sanitario che bussa alle nostre porte.

 

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Armi biologiche

Mosca: l’Ucraina ha utilizzato armi chimiche di fabbricazione USA

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Washington e Kiev hanno violato gli articoli dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW) poiché le forze ucraine hanno utilizzato munizioni illegali sul campo di battaglia, ha affermato il tenente generale russo Igor Kirillov. Lo riporta il sito governativo russo RT.

 

Il capo delle forze di protezione nucleare, chimica e biologica della Russia ha fornito diversi esempi del presunto uso da parte di Kiev di armi chimiche vietate e di agenti chimici non letali che, secondo lui, sono stati ottenuti dagli Stati Uniti.

 

Il Kirillov ha affermato che l’Ucraina ha utilizzato droni per lanciare granate a gas di fabbricazione statunitense il 28 dicembre 2023 contenenti il ​​composto «CS» – una sostanza chimica classificata come strumento antisommossa che irrita gli occhi e il tratto respiratorio superiore e può causare ustioni alla pelle e paralisi respiratoria. e arresto cardiaco se utilizzato in alte concentrazioni.

 

Il generale russo affermato che la consegna di tali munizioni da parte degli Stati Uniti all’Ucraina costituisce una diretta violazione delle regole dell’OPCW, secondo le quali un Paese non deve «mai, in nessuna circostanza, trasferire armi chimiche direttamente o indirettamente a nessuno».

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Kirillov ha anche riferito che, il 15 giugno 2023, le forze di Mosca sono state attaccate da un drone che trasportava un contenitore pieno di cloropicrina, che è classificata come composto della Tabella 3 ai sensi della Convenzione sulle armi chimiche ed è severamente vietata, anche a fini di applicazione della legge. La stessa sostanza chimica è stata utilizzata anche da Kiev il 3 e 11 agosto 2023 vicino al villaggio di Rabotino, secondo Kirillov.

 

Il generale ha anche fornito diversi esempi di utilizzo di sostanze tossiche da parte di Kiev contro il personale militare russo, nonché di avvelenamento di funzionari di alto rango come il capo della regione russa di Kherson Vladimir Saldo nell’agosto 2022.

 

Kirillov ha affermato che l’Intelligence russa ritiene che le forze ucraine, sotto la guida dei suoi sostenitori occidentali, stiano sviluppando una nuova tattica militare che utilizzerebbe una «cintura chimica». Ciò comporterebbe l’esplosione di contenitori con acido cianidrico e ammoniaca per impedire un’avanzata delle forze russe.

 

Il generale russo ha aggiunto che i piani per un uso così massiccio di sostanze chimiche tossiche sono dimostrati dal fatto che Kiev ha chiesto all’UE di fornirle centinaia di migliaia di antidoti, maschere antigas e altri dispositivi di protezione individuale nel 2024. A questi si aggiungono 600.000 fiale di antidoti organofosforici e 750.000 flaconi di farmaci per la disintossicazione da gas mostarda, lewisite e derivati ​​dell’acido cianidrico forniti dai paesi NATO nel 2023.

 

«È ovvio che i volumi richiesti dall’Ucraina sono eccessivi per un Paese che non dispone di armi chimiche», ha affermato Kirillov.

 

Non c’è stata alcuna risposta da parte dell’OPCW nonostante tutte queste prove fossero state presentate all’organizzazione quattro mesi fa, ha detto il generale, accusandola di essere gestita da Washington come strumento per prendere di mira i suoi oppositori politici.

 

A novembre, la Russia ha perso il suo seggio nel Consiglio esecutivo dell’OPCW dopo non aver ottenuto voti sufficienti dagli altri membri dell’organizzazione. Kirillov ha affermato che Mosca è stata effettivamente «espulsa» dalla sua sede ed è stata sostituita da Ucraina, Polonia e Lituania, che secondo lui stavano perseguendo un’evidente politica anti-russa.

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Armi biologiche

«Peste, cyborg e supersoldati»: rapporto del Pentagono esplora la guerra basata sulla biotecnologia

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.   Un nuovo rapporto prodotto dalla RAND Corporation per il Pentagono raccomanda alle forze armate statunitensi di esplorare come le nuove innovazioni biotecnologiche – inclusi i vaccini mRNA, l’editing genetico CRISPR e le interfacce cervello-computer – potrebbero cambiare la natura della guerra futura, ha riferito giovedì il giornalista investigativo Lee Fang.   Il Pentagono sta esplorando come le nuove innovazioni biotecnologiche – inclusi i vaccini mRNA, l’editing genetico CRISPR e le interfacce cervello-computer (BCI) – potrebbero cambiare la natura della guerra futura, ha riferito giovedì il giornalista investigativo Lee Fang.   Secondo un nuovo rapporto prodotto per l’agenzia dalla RAND Corporation, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (DOD) considererebbe la guerra basata sulla biotecnologia troppo rischiosa o addirittura eugenetica. Ma i recenti progressi «cambiano le scelte strategiche per il corpo umano come ambito di guerra», hanno scritto gli autori del rapporto.   La RAND Corporation è un think tank militare fondato durante la Guerra Fredda e noto per il suo lavoro che influenza attivamente il governo e la politica militare.   Il rapporto – «Plagues, Cyborgs, and Supersoldiers: The Human Domain of War» [«Peste, cyborg e supersoldati», ndt]– presenta una serie di futuri scenari di guerra basati sui progressi nelle armi biologiche ingegnerizzate, sull’Internet dei corpi e sulla genomica che, secondo gli autori, «potrebbero sembrare fantastici», ma non lo sono. «Non inverosimili», visti i rapidi progressi della biotecnologia del 21° secolo.   Il rapporto raccomanda che la pianificazione militare anticipi questi futuri scenari di guerra.   «Vediamo emergere un panorama complesso e ad alto rischio in cui le guerre future vengono combattute con esseri umani che controllano macchine iper-sofisticate con i loro pensieri», dove «piaghe generate sinteticamente e mirate genomicamente» interrompono la base militare-industriale americana e il futuro soldato è un «guerriero potenziati» che possono sopravvivere in condizioni estreme, avverte il rapporto.   Fang ha dichiarato a The Defender: «questi rapporti di ricerca del Pentagono sembrano fantascienza, ma forniscono informazioni cruciali su come i militari vedono i conflitti futuri ed esercitano pressioni sui legislatori su questioni politiche cruciali».

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Gli scenari: agenti patogeni ingegnerizzati, Internet of Bodies e genomica potenziata

Il rapporto ipotizza scenari con future pandemie simili al COVID-19 che emergono da agenti patogeni ingegnerizzati e li considera nel contesto della guerra con Cina e Russia.   Gli autori sostengono che gli Stati Uniti si troverebbero in grave svantaggio senza un serio investimento preventivo nelle proprie armi biotecnologiche e una strategia per frenare lo sviluppo di tali armi da parte delle potenze globali concorrenti.   Il primo scenario ipotetico, definito «vignetta» nel rapporto, si svolge nel 2028, quando un nuovo «SARS-CoV-3» altamente contagioso si diffonde nel Mar Cinese Meridionale e poi sulle navi della Marina americana, costringendole a cessare le operazioni. Le agenzie statunitensi sono coinvolte in lotte intestine su quale agenzia debba indagare sulle cause e guidare la risposta.   La Cina, che sembra essere immune al virus, lancia un assalto a Taiwan e la flotta americana in disuso non è in grado di rispondere.   L’Organizzazione Mondiale della Sanità attribuisce al distanziamento sociale cinese la sua lenta diffusione, ignara del fatto che l’esercito e la popolazione cinese sono stati involontariamente vaccinati contro la nuova versione della malattia, rilasciata come arma biologica.   Questo scenario è stato inizialmente concepito dai ricercatori del Pentagono , ha scritto Fang, che «credono che un’”arma biologica coronavirus” possa nascondersi all’orizzonte».   In un altro scenario – «Geopolitica pandemica» – un nuovo agente patogeno presente nell’aria con un lungo periodo contagioso e un tasso di mortalità astronomico del 2,5% inizierà a circolare nel 2033, uccidendo 1 milione di americani in quattro mesi con altri 6,5 milioni destinati a morire.   Cina e Russia in questo scenario dispongono di vaccini in anticipo e sfruttano l’opportunità per espandere i propri confini. Gli Stati Uniti e l’Europa non hanno la capacità di una risposta militare.   Il rapporto si rivolge quindi a uno scenario di Internet of Bodies che, secondo Fang, è «apparentemente ispirato al declino cognitivo della senatrice Dianne Feinstein» e ambientato in un futuro più lontano.   I leader anziani del Congresso temono una perdita di potere a causa delle voci sul loro declino cognitivo. Per apparire più competenti, si fanno impiantare dispositivi BCI nel cervello per potenziare il loro funzionamento fisico e cognitivo. Tuttavia, i dispositivi non funzionano correttamente, i politici agiscono in modo imprevedibile e gli alleati stranieri iniziano a prendere le distanze dagli Stati Uniti.   In un altro scenario ancora, i dipendenti pubblici utilizzano lenti artificiali per i loro occhi dotate di dispositivi di registrazione e archiviazione. Tuttavia, la tecnologia viene utilizzata anche per raccogliere e divulgare informazioni sensibili, all’insaputa del governo degli Stati Uniti.   La BCI potrebbe offrire vantaggi al «guerriero», ad esempio consentendo ai comandanti e alle loro forze di comunicare direttamente. Tuttavia, il rapporto avverte che anche i dispositivi BCI possono essere hackerati.   Gli Stati Uniti attualmente guidano lo sviluppo della tecnologia Internet of Bodies, almeno in termini di numero di brevetti depositati, ma gli autori hanno avvertito che «la Cina sta rapidamente recuperando terreno».   Gli autori ipotizzano un futuro lontano in cui la sorveglianza genomica verrà utilizzata per selezionare le reclute militari più appropriate e un altro in cui le modifiche genetiche verranno utilizzate per creare «super soldati».

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Gli Stati Uniti dovrebbero pianificare l’integrazione della guerra biologica

Il rapporto fornisce raccomandazioni ispirate ai passi falsi riscontrati dagli autori riguardo alla gestione della risposta al COVID-19 e consiglia al Pentagono di considerare i rischi e i benefici delle tecnologie emergenti.   Zanna ha scritto:   «In uno scatto non così velato contro coloro che hanno negato la teoria della fuga dal laboratorio del COVID-19 definendola “disinformazione”, notano che nel caso di un’arma biologica progettata per il coronavirus, la maggior parte degli scienziati “probabilmente” presumerebbe che il virus abbia un’origine naturale o di origine zoonotica, contestando le affermazioni di un attacco artificiale. Questa “ambiguità potrebbe servire bene a uno Stato-nazione”, sostiene il rapporto».   L’attuale Convenzione delle Nazioni Unite sulle armi biologiche dovrebbe essere rivista per affrontare le nuove questioni sollevate dalle nuove tecnologie, raccomandano gli autori. Ma hanno anche definito tali trattati «intrattabili» – perché alcuni Paesi non li rispettano – e hanno raccomandato «trattati bilaterali» che regolano le armi biologiche.   Chiedono inoltre agli Stati Uniti di disinvestire dall’Istituto di Virologia di Wuhan, che molti sostengono sia la fonte della fuga dal laboratorio COVID-19.   Secondo Fang, «il rapporto prende di mira il Congresso, criticando la recente abrogazione dell’obbligo di vaccinazione contro il COVID-19 per i membri del servizio. Esorta i legislatori a resistere al “populismo anti-vaccini” per garantire la prontezza militare».   Gli autori hanno raccomandato sanzioni contro le potenze straniere che abusano della biotecnologia e che il Pentagono inizi a utilizzare lo screening genetico.   Infine, hanno affermato che il DOD dovrebbe sviluppare linee guida per integrare la guerra biologica nelle sue capacità militari.   Nonostante la natura fantascientifica degli scenari che RAND propone nel rapporto, Fang ha affermato che è importante tenere traccia di tali documenti politici, perché rapporti simili del passato hanno prefigurato future azioni del governo che si sono poi realizzate.   «Oltre un decennio fa, In-Q-Tel, il braccio di venture capital della CIA, ha pubblicato un rapporto che esaminava le opportunità offerte dai social media e ha suggerito che le principali piattaforme potrebbero essere analizzate con l’Intelligenza Artificiale per l’analisi del sentiment e la raccolta di informazioni avanzate», scrive.   «Subito dopo, l’agenzia ha iniziato a finanziare diverse startup specializzate nell’analisi delle proteste e dei movimenti politici utilizzando piattaforme come Twitter e Facebook. Alcune delle aziende sostenute dalla CIA hanno continuato a impegnarsi in sofisticate forme di sorveglianza».   Brenda Baletti Ph.D.   © 26 gennaio 2024, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
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Armi biologiche

Armi biologiche, funzionario accusa pubblicamente Fauci di «negazione e inganno» sulle origini di COVID

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

In un’intervista con il giornalista investigativo Paul D. Thacker, il funzionario della biodifesa dottor Robert Kadlec ha affermato che funzionari chiave come il dottor Anthony Fauci e i virologi che hanno scritto il documento «Proximal Origin» sapevano che il COVID-19 probabilmente aveva avuto origine in un laboratorio, ma hanno utilizzato le classiche tattiche di «operazioni informative» per proteggere le loro carriere e finanziamenti.

 

Un importante funzionario della biodifesa che ha svolto un ruolo chiave nella preparazione medica e sanitaria pubblica sotto l’amministrazione Trump durante l’inizio della pandemia di COVID-19 ha affermato che gli attuali ed ex funzionari governativi, incluso il dottor Anthony Fauci, hanno «indirizzato male» il pubblico su le origini del COVID-19.

 

In un’intervista con il giornalista investigativo Paul D. Thacker, il dottor Robert Kadlec ha suggerito che Fauci, ex direttore dell’Istituto nazionale per le allergie e le malattie infettive, Francis Collins, MD, Ph.D., ex direttore del National Institutes of Health (NIH) e altri funzionari governativi e virologi chiave sono stati impegnati nella «negazione e nell’inganno» sulle origini del virus.

 

Kadlec è stato assistente segretario per la preparazione e la risposta quando è iniziata la pandemia di COVID-19 , dirigendo l’Amministrazione per la preparazione e la risposta strategica (ASPR). Successivamente ha diretto una commissione del Senato che, nell’ottobre 2022, ha pubblicato un rapporto provvisorio sull’origine della pandemia che favoriva fortemente la «teoria delle fughe di laboratorio».

 

Separatamente, Thacker, in un post del 22 dicembre 2023 su The Disinformation Chronicle, ha analizzato i nuovi documenti rilasciati all’inizio del mese da US Right to Know (USRTK).

 

Secondo l’USRTK, questi documenti indicano che «i ricercatori americani hanno nascosto la loro intenzione di condurre ricerche sul coronavirus ad alto rischio a Wuhan secondo standard di sicurezza permissivi da parte del Pentagono l’anno prima della pandemia di COVID-19».

 

In un’intervista con The Defender, Thacker ha affermato che questi documenti non sono, di per sé, la prova che il COVID-19 sia emerso dall’Istituto di virologia di Wuhan in Cina, ma sono la prova che coloro che sono coinvolti nella controversa ricerca sul guadagno di funzione in quel laboratorio sono stati disonesti.

 

«È un altro esempio che mostra che queste persone mentono», ha detto Thacker. «E la prova più evidente di un incidente di laboratorio a Wuhan sono tutti gli esempi di ricercatori che mentono su ciò che stavano facendo a Wuhan. Questa è la prova».

 

Thacker ha scritto che questo era «solo l’ultimo esempio di illecito scientifico». Nel suo post del 22 dicembre 2023, Thacker ha affermato che tali comportamenti illeciti sono stati aiutati dai giornalisti scientifici nei media.

 

«È diventata una verità pandemica che i ricercatori e i loro scrittori scientifici preferiti alla fine vengono sorpresi a dissimulare quando i documenti tolgono l’aria a dichiarazioni e convinzioni autorevoli sottolineate con presunta autorità scientifica e giornalistica», ha scritto.

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Fauci e altri coinvolti nell’«operazione informativa»

Secondo Thacker, «Kadlec ha lavorato per contrastare le armi biologiche per conto di varie agenzie» per più di 30 anni.

 

Il rapporto provvisorio del Senato degli Stati Uniti pubblicato sotto la sua sorveglianza nell’ottobre 2022 «è diventato un’esclusiva controversa di ProPublica/Vanity Fair, con una nota del redattore di 2700 parole successivamente aggiunta», ha scritto Thacker.

 

Secondo il rapporto, pubblicato il 28 ottobre 2022 su ProPublica, «il laboratorio di Wuhan al centro dei sospetti sull’insorgenza della pandemia era molto più travagliato di quanto si sapesse».

 

Sono poi seguite critiche da parte della comunità scientifica, che hanno portato ProPublica a pubblicare la sua nota del redattore il 30 novembre 2022, affermando che «scienziati, osservatori cinesi e altri hanno messo in dubbio i risultati del team del Senato e i nostri rapporti al riguardo».

 

I redattori di ProPublica «hanno aggiunto ulteriore contesto» alla storia e «hanno anche identificato due errori fattuali irrilevanti rispetto alla premessa della storia» che sono stati corretti. Tuttavia, ProPublica sostiene: «il nostro esame afferma che l’articolo, e l’insieme dei resoconti che ne vengono presentati, sono fondati», aggiungendo:

 

«Resta chiaro che nel 2019 il WIV [Wuhan Institute of Virology] stava affrontando seri problemi di sicurezza mentre gli scienziati dovevano affrontare pressioni per esibirsi. Secondo il rapporto provvisorio, la ricerca rischiosa sul coronavirus è stata condotta in laboratori privi delle massime garanzie di biocontenimento».

 

«La possibilità che si sia verificata una violazione della biosicurezza presso il WIV e abbia scatenato la pandemia rimane plausibile».

 

Secondo Thacker, Kadlec – che in precedenza «operava per lo più in background» – è ora uscito dalla burocrazia per affermare che «gli scienziati federali e i virologi da loro finanziati hanno indirizzato erroneamente il pubblico e hanno contribuito a nascondere le prove che la pandemia è iniziata in un laboratorio di Wuhan – un laboratorio finanziato con denaro americano».

 

Kadlec ha detto a Thacker che le cifre di Fauci e Collins volevano proteggere la loro reputazione e i finanziamenti federali per la ricerca, anche di fronte alle prove crescenti che tale ricerca avrebbe potuto portare allo sviluppo e al rilascio di COVID-19.

 

«Le motivazioni di questi ricercatori sembrano chiare: proteggere la reputazione, proteggere le sovvenzioni federali», secondo Thacker.

 

Per raggiungere questo obiettivo, Kadlec ha affermato che è stato utilizzato un «depistaggio» che ha tentato di minimizzare e spostare l’attenzione del pubblico lontano dalla teoria delle fughe di dati.

 

«Mi sembra un’operazione di informazione», ha detto Kadlec. «Sta allontanando le persone. E questi ragazzi lo hanno fatto con una varietà di mezzi. … L’insabbiamento è un modo di vedere la cosa; sembra essere un colossale errore di direzione».

 

Kadlec ha osservato che già nel febbraio 2020 Fauci e i principali virologi riconoscevano privatamente, nelle e-mail scambiate tra loro, «che questo avrebbe potuto trattarsi di un incidente di laboratorio».

 

Ha anche fatto riferimento a uno degli autori dell’ormai famigerato articolo «The proximal origin of SARS-CoV-2» («Proximal Origin») pubblicato su Nature Medicine nel marzo 2020, Kristian Andersen, Ph.D., professore di immunologia e microbiologia presso lo Scripps Research Institute con sede in California.

 

Secondo un rapporto della Camera degli Stati Uniti del luglio 2023 , il documento «Proximal Origin» è stato utilizzato per «minimizzare l’ipotesi della fuga di dati dal laboratorio» ed etichettare come «teorici della cospirazione» chiunque suggerisse che il virus potesse essere fuoriuscito da un laboratorio. Il rapporto indicava che Fauci e Collins erano stati coinvolti personalmente nella concettualizzazione, stesura e pubblicazione dell’articolo.

 

Kadlec ha detto a Thacker che Fauci e alcuni scienziati coautori dell’articolo, incluso Andersen, sembravano riconoscere in privato che il COVID-19 avrebbe potuto essere stato progettato, in una serie di e-mail e chiamate che si sono scambiati il ​​1° febbraio 2020, che anche Kadlec ha ricevuto.

 

Notando che le dichiarazioni pubbliche di Fauci negavano un collegamento tra COVID-19 e una fuga di notizie dal laboratorio, Kadlec ha detto: «Se non altro, Fauci aveva informazioni che probabilmente dicevano il contrario».

 

«Fauci ha ottenuto quest’altro gruppo, con Jeremy Farrar [allora capo del Wellcome Trust] e i suoi amici. E questo gruppo dice in privato di avere preoccupazioni, e poi pubblicamente dice che non è possibile che accada un incidente di laboratorio», ha detto.

 

Kadlec ha definito Fauci «un vero operatore» che «ha un interesse particolare per la sua reputazione e quella del suo istituto. E sono inseparabili».

 

«Penso che ciò che è stato portato qui sia stato il rischio reputazionale per NIH e per le due persone che entrambi sostenevano – Fauci e Collins – per una ricerca scientifica senza restrizioni, il che significa ricerca con guadagno di funzione», ha detto.

 

«La ricerca sul guadagno di funzione finanziata dal NIH potrebbe aver provocato questo incidente», ha detto Kadlec.

 

La cabala di Farrar, Collins e Fauci «sembra essere il centro di ciò che stava accadendo», ha aggiunto.

 

Fauci dovrebbe comparire davanti alla sottocommissione selezionata della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti sulla pandemia di coronavirus l’8 e il 9 gennaio per un’intervista trascritta di due giorni riguardante «le numerose controversie sorte durante e dopo la pandemia».

 

Testimonierà pubblicamente davanti alla sottocommissione entro la fine dell’anno.

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Collins ha avuto un ruolo ancora più importante

Secondo Kadlec, però, Collins ha svolto un ruolo ancora più importante di Fauci.

«Per quanto ti piacerebbe pensare che dietro tutto questo ci sia Fauci, penso che Collins potrebbe essere il ragazzo», ha detto Kadlec. «Collins lavora ancora alla Casa Bianca. È ancora consigliere del presidente».

 

Kadlec ha affermato che Collins aveva persino cercato di impedire a lui e all’ASPR di collaborare con le Accademie nazionali di scienze, ingegneria e medicina «per esaminare cosa mostrava la sequenza genetica [di SARS-Cov-2] nel gennaio 2020».

 

«Mi ha semplicemente chiamato: £Cosa stai facendo? Perché lo fai?”» ha detto Kadlec, aggiungendo: «Collins, sai, ha un ego abbastanza grande. Ma sentiva anche che le Accademie nazionali erano l’unico dominio del NIH. Ho dovuto ricordargli che stavo pagando le Accademie per lavorare per me in preparazione alla pandemia».

 

Kadlec ha affermato che scienziati come Andersen «hanno ottenuto finanziamenti dall’NIH per condurre ricerche sul guadagno di funzione, alcune delle quali con i cinesi», e che le prove che indicavano una potenziale fuga dal laboratorio avevano iniziato a emergere all’inizio della pandemia.

 

Kadlec ha affermato che una delle prime persone a rilasciare un brevetto per un vaccino contro il COVID-19 è stato lo scienziato dell’Esercito Popolare di Liberazione cinese Zhou Yusen, che era anche un vaccinologo.

 

«Quando guardi il brevetto e ciò che ha pubblicato su quel vaccino COVID, ti rendi subito conto che doveva iniziare molto presto… doveva iniziare a lavorare con il virus COVID intorno a novembre, o già a ottobre», ha detto.

 

«Pensiamo che l’epidemia si sia verificata… a fine ottobre, novembre – e sta facendo studi sugli animali con i topi, probabilmente presso l’Istituto di virologia di Wuhan», ha detto Kadlec. «Ha pubblicato un articolo in collaborazione con il WIV nel novembre del 2019. Ed ecco, questa epidemia avviene a Wuhan».

 

Kadlec ha detto:

 

«Non si può sostenere in modo convincente che provenga naturalmente da un animale. Quello che stavano cercando di fare era argomentare che si tratta di zoonosi, e non ci sono prove a sostegno di ciò».

 

«Le prove che ho provengono da George Gao, il tizio che era il direttore dei CDC [Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie] cinesi, che ha pubblicato in serie che questo virus non proveniva dal mercato».

 

Quando gli è stato chiesto perché alcuni scienziati continuano a promuovere la teoria zoonotica o del «mercato umido», Kadlec l’ha definita «una falsa pista» dalla quale «anche i cinesi hanno ceduto» e ha detto che tale messaggio «sembra un’operazione di informazione».

 

«Direzione sbagliata. È come la negazione e l’inganno», ha detto Kadlec. «Come passiamo da una telefonata con “Beh, questo semplicemente non sembra giusto” all’opposto: “Non è possibile che possa essere un laboratorio”? E vorrei poterlo spiegare».

 

Ottenere risposte dal governo e dalle agenzie come «togliere i denti»

Kadlec ha affermato di essere stato il destinatario dell’e-mail del 1 febbraio 2020 che includeva Fauci, Collins, Andersen, Farrar e altri, ma non ricordava di averla letta.

 

«All’epoca… capire come è iniziata la pandemia non era nelle mie corde», ha detto. «Mi concentravo sulle contromisure, sulla preservazione dei sistemi ospedalieri e sulla distribuzione dei DPI, quel poco che avevamo».

 

La sua agenzia dell’epoca, ASPR, chiese alle Accademie nazionali «di esaminare la sequenza genetica [della SARS-CoV-2] per troncare alcune delle speculazioni più selvagge in circolazione», ma la loro risposta fu che «avevano bisogno di maggiori informazioni».

 

Kadlec ha affermato che in seguito, quando era a capo del comitato HELP (Salute, Istruzione, Lavoro e Pensioni) del Senato che indagava sulle origini del COVID-19, «non potevamo collegare ciò che crediamo sia accaduto a Wuhan direttamente ai finanziamenti dell’NIH».

 

Thacker ha detto a The Defender che il rapporto HELP faceva poca menzione del NIH e nessuna menzione di Fauci o della ricerca sul guadagno di funzione, ma attribuiva molta colpa alla Cina.

 

«Quel rapporto è stato un grosso errore per puntare il dito contro la Cina, affermando che l’unico modo per capire cosa sta succedendo è se la Cina fosse diventata più trasparente. Questo è un gioco stupido perché sappiamo che la Cina non diventerà più trasparente», ha detto.

 

Notando che le agenzie di sanità pubblica come l’NIH e il CDC non sono state coinvolte nel tentativo di capire le origini del COVID-19, Kadlec ha affermato: «ha davvero poco a che fare con l’NIH e il CDC. … C’era l’idea che, tra la comunità dell’intelligence e quella scientifica, dovesse esserci qualcuno che si assumesse la responsabilità di guidare gli sforzi per condurre l’attribuzione».

 

«Se ricordo bene, alla fine è toccato al Dipartimento di Stato. Ma quale scienza conoscono, o la comunità dell’intelligence?» ha detto, aggiungendo che, secondo lui, ottenere risposte da enti come l’NIH, i politici del Partito Democratico, la Camera o il Senate Intelligence Committee è come «cavare i denti».

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Nuove prove della ricerca sul guadagno di funzione finanziata dal governo

Secondo Kadlec, tale ricerca sul coronavirus era in corso molto prima della comparsa del COVID-19.

 

«Nel 2015 è uscito un articolo [lettera] su Nature, in cui sono state pubblicate due correzioni. È un articolo di Ralph Baric e Shi Zhengli… finanziato dall’istituto di Fauci presso il NIH, e il corrigendum aggiunge che c’erano anche finanziamenti da USAID [Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale], il programma PREDICT».

 

Alla lettera, intitolata «Un cluster simile alla SARS di coronavirus circolanti di pipistrello mostra il potenziale per l’emergenza umana» è stata aggiunta una nota dell’editore nel marzo 2020, in cui si afferma: «Siamo consapevoli che questo articolo viene utilizzato come base per teorie non verificate che il nuovo coronavirus che causa il COVID-19 è stato progettato. Non ci sono prove che questo sia vero; gli scienziati ritengono che la fonte più probabile del coronavirus sia un animale».

 

Thacker ha scritto che un esempio simile è emerso il mese scorso come parte del rilascio dei documenti USRTK, che secondo lui mostrano che «virologi statunitensi e ricercatori di Wuhan hanno tentato di fuorviare il programma DARPA [Defense Advanced Research Projects Agency] del Dipartimento della Difesa sulla ricerca di virus pericolosi in un Borsa di studio del 2018 denominata DEFUSE».

 

Thacker ha scritto:

 

«La DARPA ha respinto la proposta poiché alcuni studi riguardavano pericolosi studi di guadagno di funzione. Ora sappiamo, dalle bozze della proposta DEFUSE, che i virologi avevano pianificato di condurre quegli studi presso l’Istituto di Virologia di Wuhan, sebbene lo abbiano negato più volte dopo che la proposta DEFUSE divenne pubblica».

 

«In precedenti dichiarazioni, virologi e scrittori scientifici assicuravano al pubblico che gli studi proposti sul guadagno di funzione discussi in DEFUSE avrebbero dovuto aver luogo nel laboratorio di Ralph Baric presso l’Università della Carolina del Nord [UNC], e non in laboratorio di Shi Zhengli presso l’Istituto di Virologia di Wuhan».

 

«Come tutti sappiamo, la pandemia è iniziata a Wuhan e un numero crescente di prove indica che qualcosa sta andando storto nel laboratorio di Shi Zhengli».

 

Thacker ha anche osservato che «nelle prime bozze della proposta DEFUSE, Peter Daszak ha commentato con Ralph Baric dell’UNC e Shi Zhengli di Wuhan che parte del lavoro per progettare virus chimerici della SARS sarebbe stato svolto a Wuhan», ma in seguito ha cercato di «minimizzare» il collegamento a Wuhan e Zhengli.

 

Successivamente, giornalisti come Jon Cohen di Science Magazine hanno tentato pubblicamente di confutare qualsiasi collegamento tra la ricerca DEFUSE e la teoria della fuga di dati dal laboratorio del COVID-19. Secondo Thacker, Cohen una volta lo ha accusato pubblicamente su Twitter di promuovere la «disinformazione» sulle sue domande sullo studio DEFUSE e sui suoi finanziatori.

 

In un altro caso, Thacker ha affermato che il direttore generale di Science Magazine, H. Holden Thorpe, «ha ingannato l’intera comunità scientifica» sostenendo in un editoriale che gli esperimenti DEFUSE «non rappresentavano affatto una minaccia» e non avrebbero potuto verificarsi a Wuhan perché era UNC. scienziati coinvolti in quel lavoro.

 

«Thorpe veniva dall’UNC, dove un tempo era rettore, e supervisionava le ricerche dell’università, inclusa quella di Ralph Baric. Thorpe si è dimesso dalla carica di cancelliere dopo che l’UNC è stato coinvolto in una diffusa frode accademica», ha scritto Thacker.

 

«È la rivelazione di un’altra bugia, ma non è la rivelazione del fatto che avrebbero fatto questa ricerca a Wuhan perché stavano già facendo ricerche chimeriche a Wuhan», ha detto Thacker a The Defender.

 

Thacker ha scritto che tali esempi sono «tipici del genere dei giornalisti scientifici: ogni volta che un messaggio minaccia la scienza, corri da quegli stessi scienziati per ottenere una citazione preconfezionata e buttarla giù».

 

«Ora sappiamo che poco di ciò che gli scienziati ci hanno detto sulla sovvenzione DEFUSE era vero», ha scritto. «I virologi avevano pianificato di condurre questi pericolosi studi sui virus a Wuhan e hanno mentito al governo federale per ottenere finanziamenti. E poi ci hanno mentito sulle loro intenzioni, dopo che la pandemia è iniziata a Wuhan».

 

«I giornalisti scientifici hanno amplificato queste bugie per te e per il resto del pubblico americano», ha aggiunto, sottolineando che ciò ha contribuito a contribuire alla censura dei post pubblici che suggerivano che il COVID-19 fosse emerso da una fuga di notizie dal laboratorio.

 

«Facebook limita la tua capacità di parlare di un incidente di laboratorio», ha detto Thacker. «C’erano molteplici “verifica dei fatti” che dicevano che non poteva provenire da un laboratorio di Wuhan… Sono stati anni e anni di inganno».

 

Tuttavia, con l’emergere di ulteriori informazioni che puntano verso una fuga dal laboratorio, scrittori come Cohen che in precedenza si erano opposti alla teoria della fuga di dati dal laboratorio ora si stanno ritirando, secondo Thacker.

 

«Molti di coloro che sono stati coinvolti nell’insabbiamento stanno fuggendo da Twitter ora perché vengono umiliati», ha detto Thacker, sottolineando che Cohen di Science Magazine aveva già lasciato Twitter.

 

«Hanno sbagliato e non vogliono ammetterlo perché non è l’unica cosa che hanno sbagliato. Molte delle cose di cui hanno scritto – mascherine, vaccini, lockdown – erano sbagliate», ha detto.

 

«Non sopportano il fatto di non avere più il controllo della narrazione. E stanno vedendo il fatto che le loro narrazioni stanno esplodendo».

 

Ciò ha implicazioni chiave in termini di preparazione per una futura pandemia, ha affermato Thacker, aggiungendo:

 

«Il modo migliore per capire come fermare un futuro incendio è capire come è iniziato l’incendio di cui abbiamo a che fare. Ecco perché ci sono ispettori antincendio che devono passare, ispezionare e vedere cosa ha provocato l’incendio».

 

«La stessa cosa con la ricerca sulla pandemia. Fin dall’inizio ci sono stati continui tentativi di denigrare e minimizzare la possibilità di un incidente di laboratorio».

 

Michael Nevradakis

Ph.D.

 

© 5 gennaio 2023, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

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