Droga
Cocaina alla Casa Bianca. Di chi potrà essere?
La Casa Bianca e l’area circostante sono state evacuate la scorsa domenica mentre i servizi segreti indagavano su una sostanza sconosciuta trovata sul terreno che si è rivelata essere cocaina. Lo hanno confermato le stesse autorità del palazzo centrale del potere USA.
Il terreno è stato sgombrato «per precauzione» dopo che gli ufficiali della divisione in uniforme del Secret Service – la potente agenzia incaricata della sicurezza dei presidenti – hanno individuato un «oggetto sconosciuto nel complesso della Casa Bianca» tra la 18th Street e Pennsylvania Avenue, ha detto domenica ai giornalisti un portavoce dei servizi segreti.
La polvere bianca in un luogo politicamente sensibile fa scattare subito l’incubo dell’antrace, come nei giorni successivi all’11 settembre, che furono al centro di una non ancora risolta campagna di lettere all’antrace spedite a politici e personalità dei media.
La squadra dei vigili del fuoco di Washington, DC è stata inviata per valutare il ritrovamento, mentre gli uomini del Secret Service hanno chiuso diverse strade nell’area intorno alla Casa Bianca.
I servizi medici di emergenza DC hanno presto ritenuto la sostanza «non pericolosa» e le strade sono state riaperte.
La sostanza misteriosa come cocaina cloridrato, è stato poi detto dai media. Un dispaccio delle 20:49 di domenica da un membro delle squadre di materiali pericolosi dei vigili del fuoco di Washington DC ha chiamato i risultati di un test preliminare della sostanza, dicendo ai colleghi: «abbiamo una barra gialla che dice cocaina cloridrato». I servizi segreti hanno aperta un’inchiesta su «causa e modalità» della sostanza, secondo il portavoce Anthony Guglielmi.
Il canale ABC nel suo servizio sulla vicenda ha osservato che «la cocaina cloridrato può essere usata come anestetico o per controllare il sanguinamento, ma si ritiene che abbia anche effetti simili al crack, secondo lo studio National Library of Medicine National Center for Biotechnology Information», che suggerisce che il tipo di cocaina trovato fosse di una particolare varietà particolarmente vicina e cara al cuore del figlio del presidente Joe Biden, Hunter Biden.
Gli utenti dei social media hanno colto l’occasione per puntare il dito contro Hunter, la cui lotta contro la tossicodipendenza è ben documentata e riconosciuta sia dal padre che dal figlio, notando che l’uomo avrebbe recentemente partecipato a una cena di Stato alla Casa Bianca.
La passione di Biden junior per il crack, una forma di cocaina da fumare particolarmente tossica, era nota da prima che divenissero pubblici i video immagini prese dal suo laptop dove lo si vede fumarla, pesarla e discuterne con qualche donna.
Come riportato da Renovatio 21, queste immagini sono ora apparse in un sito che organizza l’osceno materiale.
Da notare come fu il senatore Biden a introdurre con una certa superbia, anni fa, una legislazione che puniva draconianamente i consumatori di crack.
Pochi giorni fa il giovane Biden ha raggiunto un patteggiamento con i pubblici ministeri del Dipartimento di Giustizia per evitare il carcere dopo aver mentito su un modulo federale per l’acquisto di un’arma da fuoco: aveva barrato una casella affermando che non faceva uso di sostanze illegali e non ne era dipendente, un fatto che lo avrebbe di fatto squalificato dall’acquisto della pistola. È stato notato che tale documento che contraddirebbe le tempistiche e le affermazioni fatte nel libro di memorie di Hunter Biden, che è stato tradotto in Italia per i tipi di Solferino, casa editrice legata al Corriere della Sera.
Particolare notare che, anche se si fosse trattato di antrace, qualche complottista avrebbe potuto gridare a connessioni con il caso Hunter Biden: si è tornato a discutere di antrace recentemente con la rete di laboratori di bioarmi finanziati dagli americani in Ucraina, un affare dove pare aver avuto un qualche ruolo l’immancabile figlio del presidente.
Rimpiangiamo una volta di più l’esistenza dell’articolo II, sezione 1 della Costituzione degli Stati Uniti d’America, «nessuna persona che non sia un cittadino nato naturale […] sarà eleggibile alla carica di Presidente». Per anni si è pensato che tale articolo della legge fondamentale USA abbia tenuto lontano dalla corsa alla Casa Bianca quello che, prima di Robert Kennedy jr., era de facto il Kennedy (per matrimonio con la «Kennedy» Maria Shriver) che aveva raggiunto il livello di influenza politica più alta, cioè Arnold Schwazenegger, uomo di certificate doti eccezionali epperò nato a Thal, in Austria.
Ebbene, con Arnoldo alla Casa Bianca la polvere bianca sarebbe stata trovata immantinente, come visibile in questa immortale scena del capolavoro Danko (1988).
«Cocainum!»
Non solo il nostro indovina la sostanza, ma lo stesso elemento chimico, notano i commentatori su YouTube: e senza passare per test chimici e servizi segreti!
La prossima volta, chiamassero lui…
Droga
L’antidroga nigeriana smantella un cartello della metanfetamina legato al Messico
Le autorità nigeriane antidroga hanno smantellato un cartello della metanfetamina con legami con il Messico, arrestando un presunto boss della droga, tre cittadini stranieri e sei presunti collaboratori locali in quello che i funzionari hanno descritto come il più grande sequestro di droga mai effettuato nel Paese.
L’Agenzia nazionale per il contrasto alla droga (NDLEA) ha dichiarato mercoledì di aver sequestrato 2.419,48 kg di sostanze chimiche, tra cui metanfetamina liquida e fusa, precursori chimici e solventi industriali. La sua Unità per le operazioni speciali ha condotto «attacchi simultanei e ben coordinati» negli stati di Ogun e Lagos, dopo mesi di raccolta di informazioni.
I raid hanno preso di mira una fattoria isolata nella foresta di Abidagba, nella zona di governo locale di Ijebu East, nello Stato di Ogun, che secondo l’agenzia veniva utilizzata come un «enorme e pericolosissimo laboratorio clandestino di metanfetamine» dall’organizzazione di narcotrafficanti del boss nigeriano della droga Anochili Innocent.
Il capo della NDLEA, Mohamed Buba Marwa, ha stimato il valore di mercato internazionale a 362,9 milioni di dollari. Marwa ha affermato che la rete «non si limitava al traffico di droga», ma «produceva attivamente quantità su scala industriale» di sostanze illecite nel paese dell’Africa occidentale.
Aiuta Renovatio 21
Sette uomini sono stati arrestati nel laboratorio nella foresta, tra cui quattro nigeriani di età compresa tra i 23 e i 42 anni e tre cittadini messicani di età compresa tra i 40 e i 51 anni. Marwa ha descritto gli stranieri come «esperti tecnici» portati nel Paese per «produrre questa sostanza letale». Innocent, il presunto ideatore, è stato arrestato nella sua residenza nella zona di Lakowe, nello Stato di Lagos.
«Con questo arresto, il numero totale dei membri del cartello in custodia sale a dieci», ha dichiarato il capo della NDLEA, avvertendo i cartelli che la Nigeria è «un territorio ostile per i loro affari».
Marwa ha dichiarato che l’ultimo blitz è avvenuto appena due settimane dopo l’annuncio dello smantellamento di un altro laboratorio di narcotraffico guidato da Simon Amadi, in un’operazione multinazionale che ha coinvolto le forze dell’ordine di Stati Uniti, Svizzera, Francia e Grecia.
La Nigeria si trova ad affrontare una crescente preoccupazione per il traffico di droga. Un documento dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine del 2026 affermava che il Paese era «progressivamente passato» dall’essere una via di transito a un centro nevralgico per la produzione, il consumo e la distribuzione internazionale di stupefacenti.
Nel 2016, la NDLEA ha arrestato quattro messicani e quattro nigeriani per un laboratorio di metanfetamine nello Stato del Delta. Lo scorso novembre, l’agenzia ha segnalato il sequestro di un carico di 1.000 kg di cocaina, del valore di circa 235 milioni di dollari, nel porto di Tincan Island a Lagos. All’inizio dello stesso anno, le autorità avevano anche arrestato un uomo d’affari di 59 anni accusato di aver ingerito 81 dosi di cocaina prima di tentare di imbarcarsi su un volo da Lagos a Parigi.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine generata artificialmente
Droga
Zelens’kyj e la cocaina, «segreto di Pulcinella»: parla l’ex portavoce
Sostieni Renovatio 21
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Droga
Il traffico di droga e la copertura della CIA
Alfred McCoy, nel suo The Politics of Heroin racconta come dopo anni di apprendistato tra Cambogia, Laos e Vietnam la mafia corsa avesse guadagnato una certa maestria nel saper trasformare chimicamente la morfina in diacetilmorfina attraverso precisi processi chimici.
Senza la necessaria competenza si sarebbero potute verificare pericolose esplosioni, competenza che mancava completamente a Cosa Nostra. La CIA e Lucky Luciano (1897-1962), dopo la messa al bando della ditta farmaceutica torinese che aveva inizialmente fornito la materia prima, trovarono nei Corsi la controparte perfetta per creare una nuova rete di narcotraffico.
Luciano diede vita a un nuovo capitolo, in seguito chiamato con il nome di «French Connection», mettendosi in contatto con i leader della mafia corsa a Marsiglia, i fratelli Antoine (1902-1967) e Barthelemy (1908-1982) Guerini. Sostenuti con fondi della CIA, in breve presero possesso del porto di Marsiglia attaccando gli scioperanti e i sindacati. In seguito assoldarono dei chimici francesi e diedero vita alle loro prime raffinerie di oppio. La connessione tra la famiglia italoamericana di Luciano, quella siciliana di don Calò, Calogero Vizzini (1877-1954) e quella corsa di Marsiglia era iniziata.
Sostieni Renovatio 21
Luciano attivò contatti con i produttori turchi attraverso il lavoro del più importante broker di eroina del medio oriente, Sami El-Khoury che inizialmente indirizzò la produzione verso le raffinerie di Beirut per infine dirottare il tutto verso Marsiglia. Parallelamente, la CIA lavorò sull’Operation Paper dove venne creata la tratta dalla Birmania e, attraverso il lavoro eccezionale di Edward Geary Lansdale (1908-1987), pioniere delle operazioni coperte, anche la rete di Saigon.
William «Wild Bill» Donovan (18883-1959), dopo aver diretto l’Office of Strategic Services durante il conflitto contro la Germania nazista, si dimise dal suo ruolo nell’esercito. Assieme ad amici molto facoltosi come Nelson Rockfeller (1908-1979), Joseph C. Grew (1880-1965) nipote di J.P. Morgan (1837-1913), Alfred DuPont (1864-1935) e Charles Jocelyn Hambro (1897-1963) diede vita, a Panama, alla World Commerce Corporation. Secondo il giornalista Peter Dale Scott, lo scopo di questa società era quello di operare nel traffico di armi garantendo un aiuto militare al KMT e alla mafia italiana in cambio dell’oppio prodotto.
Come raccontato dai giornalisti Cockburn e St. Clair in Whiteout, la Civil Air Transport, una linea aerea di proprietà della CIA, spostava oppio dai campi del triangolo d’oro verso Bangkok dove venivano scaricati e sostituiti con armi. Il generale Phao Sriyanonda (1910-1960), direttore generale della polizia thailandese, garantiva la logistica a terra utilizzando i suoi agenti.
I beni venivano trasportati verso le navi mercantili della Sea Supply Inc., un’altra società di proprietà dei servizi americani gestita da Paul Helliwell (1915-1976), impiegato nel consolato della fu Birmania a Miami. Donovan a sua volta occupava parallelamente il ruolo di ambasciatore degli Stati Uniti in Tailandia.
Sempre secondo Scott, nel suo libro Drugs, Oil and War lo schema messo in piedi attraverso la WCC, la CAT e la Sea Supply apparteneva a quella subcultura di proprietà di quelle persone che avevano preso parte al mondo dell’OSS durante la guerra in Europa.
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Un gruppo di persone appartenenti alla crema della società americana, tutti usciti dalle migliori università, con carriere importanti in ambito legale o imprenditoriale e che in quel momento non avevano nessun ruolo ufficiale nell’agenzia governativa americana. Questa matrice di persone successivamente darà vita a una rete di banche e società, come per esempio l’American International Group di Cornelius Vander Starr (1892-1968), create per sostenere e occultare il flusso finanziario derivante dal commercio illegale di eroina e armi.
Una volta sostituita la pedina italiana venuta a mancare proprio a cavallo tra i Quaranta e i Cinquanta, rimesso in piedi lo schema in proporzioni logaritmiche rispetto alla base di partenza, si rese necessario mantenere il controllo sulla diffusione di queste informazioni. Quello che venne implementato per mantenere il controllo della propagazione delle notizie cominciò a fare capolino dagli anni Settanta in avanti.
Lo scandalo Watergate, per provare a rendere giustizia alle proporzioni, portò per la prima volta nella storia americana alle dimissioni di un Presidente degli Stati Uniti d’America, Richard Nixon (1913-1994) e del rispettivo direttore della CIA, Richard Helms (1913-2002).
Le conseguenze del Watergate, oltre a donare al mondo anglosassone un nuovo suffisso -gate per tutti futuri scandali (simile al -opoli italiano) furono strabilianti. Tutta la generazione proveniente dalla rivoluzione culturale degli anni ‘60, in quel momento in lotta contro Nixon, il Vietnam e l’imperialismo a stelle a strisce, trovò finalmente il proprio totem da innalzare a centro villaggio, l’axis mundi a cui rivolgersi nei momenti di dubbio.
Oltre alle dimissioni del presidente e del Director of Central Intelligence (DCI), tra le varie scosse di assestamento si possono nominare l’evoluzione del sistema FOIA (Freedom Of Information Act), nato nel 1964 ma finalmente reso più economico ed utilizzabile da parte dei richiedenti. Il FOIA è quella legge che richiede la divulgazione totale o parziale di informazioni e documenti non precedentemente rilasciati o diffusi, controllati dal governo degli Stati Uniti, su richiesta. Questo strumento eccezionale e di cui gli stati uniti divennero precursori assoluti divenne un pilastro storico del tentativo di approssimarsi il più possibile ad un accesso libero alle informazioni statali.
James Rodney Schlesinger (1929-2014) nei suoi pochi mesi come DCI, pressato dall’opinione pubblica che chiedeva di chiarire il coinvolgimento della CIA nello scandalo Watergate, diede ordine di compilare dei rapporti sulle azioni passate e presenti dell’agenzia. I rapporti, passati alla storia come i Family Jewels, «i gioielli di famiglia», vennero compilati e donati al successore di Schlesinger, William Colby (1920-1996) che ebbe a chiamarli i più grandi scheletri nell’armadio dell’agenzia.
Aiuta Renovatio 21
Seymour Hersh pubblicò sulla prima pagina del New York Times del 22 dicembre 1974, un articolo che spiegava come, «i gioielli di famiglia», fecero venire a galla un vastissimo reparto occulto, sottostante le operazioni estere, dedito allo spionaggio interno della popolazione americana. Un organo di controllo parallelo all’FBI e impegnato a spiare senza limiti morali, civici ma soprattutto economici su persone o gruppi di cittadini americani.
Venne istituita la Commissione Church nel 1975 per il congresso, assieme alle parallele Commissione Pike per la Camera e Commissione Rockfeller per la presidenza, con lo scopo di indagare su eventuali abusi della CIA. Oltre ai già citati Family Jewels, vennero esposte il progetto di propaganda Mockingbird, l’operazione di utilizzo di narcotici su esseri umani MKULTRA, il progetto Shamrock, uno dei primi esempi di Intelligence dei segnali (SIGINT).
Carl Bernstein assieme a Bob Woodward, entrambi giornalisti del Washington Post, si guadagnarono il premio Pulitzer per aver esposto lo scandalo Watergate. Mentre Woodward andò incontro a diverse controversie (e sospetti sul suo passato nell’Intelligence della Marina USA), Bernstein invece si discostò dal solco intrapreso dopo la vittoria dell’ambito premio. Bernstein, infatti, lasciò il Post e pubblicò un urticante articolo su Rolling Stones del 22 ottobre 1977 che trattava proprio i rapporti tra il giornalismo e la CIA.
L’articolo faceva nomi e cognomi di più di 400 professionisti: editori, case editrici, editorialisti, corrispondenti di reti televisive, alcune delle firme più celebri del giornalismo americano. La tesi era che la stampa stessa, l’istituzione a cui Bernstein aveva dedicato la vita, quella che aveva appena passato due anni a congratularsi con se stessa per aver detto la verità al potere, era stata, per decenni, a letto con la CIA. L’articolo uscì, causò una breve esplosione di indignazione e venne poi ampiamente dimenticato.
Marco Dolcetta Capuzzo
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
-



Immigrazione2 settimane faIl pattern della strage di Modena: jihad, psicosi, anarco-tirannia
-



Pensiero1 settimana faMons. Viganò contro la chiesa archistar per la nuova Milano sincretista. Chi la costruisce? E cosa dirà Ambrogio?
-



Arte2 settimane faLeone saluta la folla mentre in Piazza San Pietro risuona l’inno omosessualista degli ABBA. E se piace anche a Putin?
-



Gender1 settimana faNegata la cresima a ragazzino contrario all’ideologia LGBT
-



Salute2 settimane faI malori della 20ª settimana 2020
-



Spirito6 giorni faMons. Schneider: l’infiltrazione della massoneria è responsabile della crisi nella Chiesa
-



Intelligenza Artificiale1 settimana faIl volto nascosto della democrazia
-



Storia2 settimane faLa Repubblica italiana, la mafia, la CIA, i partiti: nota sulle fonti della ricerca storica













