Militaria
Il Pentagono: personale militare degli Stati Uniti opera in Ucraina per rintracciare le forniture di armi
Soldati americani sarebbero già sul campo in Ucraina, anche se non in veste di combattenti. La scioccante rivelazione viene dal Pentagono stesso.
Personale militare degli Stati Uniti è dispiegato in Ucraina per tenere traccia delle armi e delle munizioni fornite a spese del contribuente americano.
Al fine di alleviare le preoccupazioni secondo cui l’equipaggiamento militare americano finisce sul mercato nero alimentando criminali e terroristi, verranno eseguite ispezioni da «addetti alla difesa» statunitense sotto il comenado del generale Garrick Harmon.
L’operazione militare, condotta insieme all’Ufficio per la cooperazione alla difesa che opera presso l’Ambasciata degli Stati Uniti in Ucraina, cercherà anche di rafforzare la capacità di Kiev (Kiev) di istituire controlli alle frontiere per i trafficanti di armi, intensificare la formazione per gli ispettori ucraini e guardie, oltre a fornire formazione su come smaltire o distruggere correttamente armi e munizioni.
«Ci sono state molte di queste ispezioni» avrebbe dichiarato un anonimo funzionario del Pentagono, scrive Breitbart. Descrivendo le «misure proattive» intraprese per tenere le armi americane fuori dalle mani di contrabbandieri e criminali i – sottolineando che il Dipartimento della Difesa non aveva ancora visto prove di attrezzature «dirottate» – il funzionario anonimo avrebbe affermato di «garantire la responsabilità delle donazioni di armi avanzate è una priorità assoluta».
Tuttavia, mentre fino ad ora non è stato riconosciuto che il personale militare americano ha operato nel Paese, agenti CIA sarebbero stati sul campo per fornire addestramento e supporto logistico agli ucraini, secondo quanto riportato dal New York Times lo scorso luglio. Il documento proseguiva affermando che anche «poche dozzine di commando» di Nazioni NATO, tra cui Gran Bretagna, Canada, Francia e Lituania, stavano ancora operando nel Paese.
Ad aprile, il segretario stampa del Pentagono John F. Kirby ha anche rivelato che le forze armate degli Stati Uniti stavano addestrando attivamente soldati ucraini «in Germania e in altre località europee».
Il presidente Joe Biden inizialmente ha promesso che le truppe americane non si sarebbero impegnate in Ucraina, dicendo a febbraio: «Le nostre forze non sono e non saranno impegnate nel conflitto con la Russia in Ucraina. Le nostre forze non andranno in Europa per combattere in Ucraina, ma per difendere i nostri alleati della NATO e rassicurare gli alleati a Est».
Tuttavia, il 79enne democratico in seguito ha suscitato polemiche quando presumibilmente ha parlato male durante un discorso di marzo ai soldati di stanza nella città polacca di Rzeszow. Suggerendo che sarebbero andati in Ucraina, Biden ha detto : «Vedrete, quando sarete lì, e alcuni di voi ci sono stati, vedrete donne, giovani, in piedi davanti a un maledetto carro armato».
La Casa Bianca è stata successivamente costretta a ritirare la dichiarazione del senile presidente, sostenendo che il Biden intendeva i soldati che interagiscono con gli ucraini in Polonia.
La rivelazione che le truppe americane stanno operando in Ucraina arriva mentre si dice che l’amministrazione Biden stia preparando un altro pacchetto di aiuti da 50 miliardi di dollari per l’Ucraina. Dall’invasione di febbraio, il governo americano ha finora approvato 65 miliardi di dollari di aiuti al regime Zelen’skyj.
Come riporato da Renovatio 21, questa estate era emerso come il canale TV americano CBS News ha curiosamente cancellato un documentario in cui diceva di aver scoperto come solo il «30%» dell’assistenza militare inviata in Ucraina dai Paesi occidentali durante i primi mesi del conflitto con la Russia fosse effettivamente arrivata al fronte
Lo stesso Pentagono mesi fa aveva ammesso di non avere idea di che fine facessero le armi una volta varcato il confine, con la certezza che in parte finiscano al mercato nero. Il ramo arabo della testata russa Sputnik aveva in seguito scoperto che grandi quantità di armi americane regalate a Kiev sono ora sul Dark Web, spedite a chiunque le possa pagare con sofisticati sistemi di container cargo.
Armamenti americani destinati agli ucraini erano spuntati fuori in Siria, nella zona ancora turbolenta, e infestata di terroristi islamisti, di Idlib.
La portavoce degli Esteri del Cremlino Maria Zakharova ha preconizzato come le armi occidentali regalate agli ucraini finiranno nelle mani dei terroristi operanti in Europa.
La stessa Europol ha dichiarato che le armi spedite in Ucraina come «aiuti» saranno da gruppi criminali nel prossimo futuro.
Renovatio 21 mesi addietro ha preconizzato la possibilità della creazione di una «zona di barbarie» estesa a tutta l’Europa con veterani nazisti ucraini armati fino ai denti a farla da padroni. Il flusso infinito di armamenti inviato gli ucraini farà ovviamente la differenza nella penetrazione in un’Europa sonnolenta e disarmata.
Cina
I cinesi svelano il progetto di un carro armato in grado di rimanere immerso per due ore
La Cina sta sviluppando un prototipo di veicolo militare che potrebbe permettere a un carro armato di restare immerso fino a due ore, offrendo potenzialmente alle sue forze armate un nuovo strumento per avvicinarsi alle coste nemiche durante le operazioni anfibie. Lo riporta il giornale di Hong Kong South China Morning Post.
Il sistema in progetto consentirebbe a un mezzo blindato di spostarsi a profondità fino a 50 metri prima di riemergere e proseguire la missione sulla terraferma. L’obiettivo è garantire alle forze militari maggiore flessibilità negli assalti costieri, riducendo al contempo la dipendenza dai tradizionali mezzi da sbarco.
Il South China Morning Post riferisce che il progetto, elaborato dai ricercatori del Primo Gruppo Meccanico della Mongolia Interna e dell’Istituto di Tecnologia di Pechino, rientra in un più ampio sforzo volto a realizzare veicoli militari in grado di adattarsi rapidamente alle diverse condizioni del campo di battaglia.
Invece di progettare mezzi distinti per ogni ambiente, i ricercatori stanno sperimentando moduli intercambiabili che potrebbero consentire a un’unica piattaforma di assolvere più funzioni. I veicoli proposti integrerebbero inoltre droni per aiutare a rimuovere gli ostacoli e potenzialmente accelerare gli sbarchi anfibi.
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Sulla terraferma la piattaforma ibrida dovrebbe avere un’autonomia di circa 600 km e raggiungere velocità superiori a70 km/h. I ricercatori mirano inoltre a un tempo di reazione di nove secondi tra l’individuazione di una minaccia e l’inizio di un attacco.
I test iniziali hanno dato risultati promettenti per i componenti modulari del veicolo, ma le capacità subacquee non sono ancora state dimostrate. I ricercatori non hanno rivelato la velocità che il mezzo potrebbe raggiungere sott’acqua né la distanza che potrebbe percorrere una volta immerso.
Il concetto si inserisce nella pianificazione tecnologica militare a lungo termine della Cina per il periodo 2030-2050, nell’ambito del quale i ricercatori studiano come i veicoli blindati potrebbero operare in diversi scenari di combattimento.
Come riportato, la Cina sta preseguendo nella ricerca di armi laser, armi robotiche, armi spaziali e armi biologiche.
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Immagine generata artificialmente
Militaria
Trump: missili forniti all’Ucraina venduti sul «libero mercato»
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Militaria
Kiev non ha più intercettori Patriot
L’Ucraina avrebbe esaurito le rimanenti scorte di missili intercettori Patriot di produzione statunitense impiegati per respingere gli attacchi russi. Lo riporta la CNN, che cita una fonte a conoscenza dei fatti.
La carenza segnalata si inserisce in un contrasto pubblico tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e Volodymyr Zelens’kyj sull’accordo di Trump con Mosca relativo al diesel e sugli attacchi ucraini alle raffinerie petrolifere russe.
Secondo la CNN, l’aeronautica militare ucraina avrebbe intercettato quattro missili balistici russi, apparentemente utilizzando gli ultimi intercettori Patriot a disposizione. «Quasi tutti i missili balistici dell’ultimo attacco non sono stati intercettati per mancanza di missili (intercettori)», ha dichiarato una fonte all’emittente.
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Lo Zelens’kyj ha detto di sentirsi tradito dopo che Trump ha revocato all’inizio di questo mese le sanzioni sulle esportazioni di diesel russo, nell’intento di ridurre i prezzi dell’energia in vista delle elezioni di medio termine statunitensi di novembre. Trump ha difeso la scelta, sostenendo che fosse vantaggiosa per i consumatori e coerente con la sua agenda «America First».
Interrogato sulle critiche di Zelens’kyj all’accordo sul diesel, Trump ha suggerito che fosse «tempo che l’Ucraina avesse un nuovo presidente». Zelens’kyj, il cui mandato presidenziale quinquennale sarebbe scaduto nel 2024, ha rifiutato di indire nuove elezioni, adducendo la legge marziale e la necessità di un cessate il fuoco di diversi mesi con la Russia. Il Cremlino ha sostenuto che l’Ucraina avrebbe sfruttato una tregua prolungata per ricostituire le proprie forze armate e ha affermato di essere disposto a sospendere gli attacchi solo il giorno delle elezioni.
All’inizio di questa settimana Zelens’kyj ha dichiarato che avrebbe ignorato le richieste di Trump di interrompere gli attacchi contro gli impianti energetici russi, che il presidente statunitense riteneva responsabili degli alti prezzi dell’energia. Zelens’kyj ha affermato che l’Ucraina avrebbe accettato una tregua energetica solo se la Russia avesse fatto altrettanto. Mosca, tuttavia, ha dichiarato di voler raggiungere un accordo di pace globale alle proprie condizioni, piuttosto che un cessate il fuoco incondizionato, che a suo dire l’Ucraina avrebbe sfruttato a proprio vantaggio.
La frattura tra Trump e Zelens’kyj si è ulteriormente accentuata questa settimana dopo che l’Ucraina ha segnalato improvvise interruzioni di Starlink e Starshield, i servizi satellitari forniti da SpaceX che Kiev utilizza per gli attacchi con i droni.
Le autorità ucraine hanno inoltre affermato di non aver ricevuto alcun preavviso dai partner occidentali riguardo agli attacchi missilistici russi su Kiev nelle due notti consecutive di lunedì e martedì.
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Secondo quanto riportato dagli organi di stampa statunitensi, i funzionari americani avrebbero attribuito la mancata rilevazione dei lanci missilistici al maltempo, una spiegazione che le controparti ucraine avrebbero trovato difficile da credere.
Mercoledì lo Zelens’kyj ha rinnovato l’appello per ulteriori intercettori Patriot, esortando gli Stati Uniti e gli altri partner a «non ignorare la realtà» e a «rispondere con fermezza».
Gli Stati Uniti, tuttavia, hanno esaurito gran parte delle proprie scorte di missili intercettori durante la guerra con l’Iran, come ampiamente riferito dai giornali americani e confermato in un rapporto dell’ispettore generale del Pentagono del mese scorso.
Come riportato da Renovatio 21, Trump ha minimizzato le carenze, affermando che le scorte statunitensi erano praticamente illimitate. Il presidente in estate aveva dichiarato di poter riconvertire le case automobilistiche americane in produzioni di missili.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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