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Droga

Video del figlio di Biden che pesa il crack con una bilancia

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Il «laptop dall’Inferno» continua eruttare video e informazioni scioccanti.

 

4chan, un forum image board, noto anche per aver ospitato l’ascesa dei messaggi oracolari di QAnon, starebbe pubblicando contenuti dell’hard disk del computer di Hunter Biden, il figlio del presidente USA.

 

Nel video uscito ieri è visibile Hunter, sigaretta perennemente alla bocca riprendersi in una stanza estremamente disordinata mentre pare discutere con una donna (una prostituta?) relativamente a quanto crack abbia. Biden junior, quindi, inquadra una bilancia con sopra quelli che sembrano cristalli di crack: 20,7 grammi di crack.

 


Qualcuno ha quindi ritirato fuori un video dal Senato USA, anno 1991: Joe Biden annuncia di aver prodotto una legge che infligge agli utilizzatori di crack «5 anni di galera, senza libertà vigilata». «Il giudice non avrà scelta».

 

 

In rete in molti si chiedono come sia possibile che Hunter si sia filmato mentre faceva una cosa del genere. L’atto di riprendersi in questo tipo di cose, è una tesi prevalente, costituisce qualcosa di estremamente weird, bizzarro, rischioso al punto da essere inspiegabile.

 

Ebbene, proviamo noi a dare un paio di risposte.

 

La prima è la teoria che riguarda l’inconscio del First Son: Hunter filma tutti i suoi incontri con prostitute (e forse pure altro…) e pure le sue sessioni drogastiche perché, anche se non ne ha piena contezza, desidera essere scoperto, e punito. Come un Pollicino malefico e sadomasochista, lascia al mondo briciole sempre più grandi della sua perversione, perché desidera essere castigato. Ciò aiuterebbe a capire come abbia fatto ad abbandonare un computer con informazioni così rilevanti in quel negozio di riparazioni in Delaware.

 

La seconda teoria, decisamente la più disturbante, vede al contrario la piena consapevolezza di quel che Hunter stava facendo: nonostante riprendersi in attività illecite sia estremamente pericoloso per se e per la propria famiglia, egli lo fa lo stesso, per il semplice motivo che ha certezza che la farà franca. Sa che qualsiasi cosa succeda, egli rimarrà impunito, protetto dallo scudo formato dai poteri dell’establishment che hanno piazzato lì il padre alla Casa Bianca ben due volte.

 

Bisogna ammettere che, avendo visto come i giornalisti abbiano prima screditato e ora evitato il tema del computer infernale, risulta chiaro che questa seconda teoria è quantomeno fondata, nel senso di basata su un percezione realistica che Hunter Biden ha sviluppato, nonostante la mente offuscata dal vizio.

 

Pochi minuti fa, qualcuno ha interrotto un discorso di Biden alla Casa Bianca per chiedergli di ciò che sta uscendo dal laptop del figlio. Biden ha ignorato e tirato dritto leggendo il teleprompter.

 


 

Tuttavia, come è stato notato, la cosa più sconvolgente delle nuove pubblicazioni dal laptop infernale non sono la droghe e le prostitute, ma prove che Biden senior non solo fosse a conoscenza, ma possa aver partecipato ai business esteri del suo clan, in particolare con la Repubblica Popolare Cinese, che su di lui, dunque, avrebbe una leva di ricatto immensa.

 

 

 

 

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Droga

Caramelle alla cannabis «fatte per attrarre i bambini» vendute sui social media

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Dolciumi che contengono alte dosi di THC – il principio attivo della cannabis – vengono vendute sulle principali piattaforme di social media. Lo riportano i giornalisti britannici di Sky News.

 

Le caramelle cannabinoidi si presentano sotto forma di caramelle gommose o barrette di cioccolato avvolte in confezioni che imitano i dolci venduti nei negozi.

 

I giornalisti di Sky News hanno trovato spacciatori che offrivano farmaci mascherati in vendita sulle principali piattoforme di social media e app di messaggistica.

 

«I dolci vengono regolarmente promossi e venduti insieme a droghe di classe A tra cui eroina, cocaina e LSD, oltre a grandi quantità di marijuana» scrive Sky News. «Molti sembrano essere stati portati nel Regno Unito dalla California, dove le leggi sulla droga sono diverse».

 

«La polizia afferma che la confezione li rende attraenti per i bambini e almeno sei sono stati portati in ospedale dopo aver mangiato dolci alla cannabis. Un bambino aveva solo otto anni».

 

«Ci sono anche preoccupazioni sul fatto che le droghe vengano utilizzate per attirare i bambini nel traffico di droga dalle bande dei confini della contea, che hanno sede nelle grandi città ma usano i giovani per consegnare e vendere droga ai consumatori nelle città e nelle aree rurali».

 

«La polizia nell’Est dell’Inghilterra ha affermato che un terzo delle persone arrestate in relazione a prodotti commestibili a base di cannabis ha meno di 18 anni».

 

Un capo ispettore sentito da Sky News afferma che i prodotti commestibili alla cannabis sono illegali e hanno effetti collaterali, come la perdita di coscienza.

 

«Il modo in cui sono marchiati per sembrare dolci suggerisce che vengono commercializzati ai bambini, ma in modo preoccupante significa anche che potrebbero facilmente cadere nelle mani sbagliate».

 

Le società di social media menzionate in questo articolo hanno tutte dichiarato a Sky News di «avere politiche rigorose che vietano l’acquisto o la vendita di qualsiasi farmaco, compresi i dolci contenenti THC». Dicono di «monitorare attivamente questo problema sulle loro piattaforme utilizzando un mix di tecnologia e umani per rivedere i contenuti». La testata britannica ha notato che «la maggior parte degli account e dei termini di ricerca segnalati durante l’indagine di Sky News sono stati ora banditi».

 

Come riportato da Renovatio 21, dopo la sbornia della legalizzazione di fatto di marijuana e derivati in molti Stati USA, ora si comincia a parlare dei suoi rischi, soprattutto nei consumatori giovani, con l’idea che la sostanza possa danneggiare irreversibilmente un cervello in crescita e l’esistenza di giovani, che a volte finiscono per divenire psicotici o suicidi.

 

Le nefandezze dei social media non sembrano trovare una risposta attiva da parte della politica che dovrebbe regolarli – o addirittura bandirli. Questo perché senza il loro appoggio ogni politico teme di perdere follower, quindi voti.

 

Questo meccanismo di dipendenza tra politica e social, di per sé oscenamente antidemocratico, va fermato al più presto con lucida risoluzione.

 

Un anno fa il presidente Donald Trump aveva invitato le nazioni a vietare Facebook e Twitter.

 

«Chi sono coloro per affermare qual è il bene e il male se loro stessi sono cattivi?» aveva chiesto l’ex presidente, esprimendo poi sentite «congratulazioni al paese della Nigeria, che ha appena vietato Twitter perché ha bannato il suo presidente».

 

 

 

 

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Droga

«L’Olanda è diventata un narco-Stato 2.0». Lo strapotere della mafia marocchina

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Il presidente del sindacato di polizia olandese, Jan Struijs, ha dichiarato che che i Paesi Bassi sono diventati un «narco-Stato», in cui i criminali dello spaccio di droga gestiscono un’economia parallela con effetti deleteri, tra cui l’aumento dei prezzi delle case e la trasformazione di attività legali in facciata per riciclaggio di denaro.

 

«Chiamo i Paesi Bassi un narco-Stato 2.0 perché la droga pompa così tanti soldi nell’economia legale da prendere il sopravvento», ha detto Struijs all’emittente svedese SVT, aggiungendo che ciò «mina la democrazia ma anche l’economia».

 

Inoltre , secondo il servizio svedese, i criminali starebbero minacciando quantità di persone, influenzando tutti: politici locali, imprenditori, funzionari, giornalisti e avvocati.

 

L’inchiesta SVT prende atto del caso del giornalista veterano di cronaca nera Peter R. de Vries, che è stato colpito a colpi di arma da fuoco l’anno scorso per le strade di Amsterdam. De Vries è morto pochi giorni dopo. Il giornalista aveva assistito un testimone nel processo di alto profilo per banda criminale «Marengo», per il quale il capo della banda è stato estradato nei Paesi Bassi nel 2019.

 

È stata anche notata la morte dell’avvocato Derk Wiersum, ucciso a colpi di arma da fuoco nel 2019 mentre rappresentava il testimone principale del processo.

 

In totale, 17 persone della mafia marocchina (detta «Mocro») sono state accusate di sei omicidi e diversi tentati omicidi.

 

Nel 2021, il primo ministro olandese Mark Rutte è stato posto sotto la protezione della polizia in risposta ai timori per un attacco della mafia Mocro, che France24 descrive come un’organizzazione criminale nordafricana legata al traffico di cocaina. Il gruppo opera al di fuori dei Paesi Bassi e del Belgio e controlla un terzo di tutto il traffico di polvere bianca in Europa.

 

Il termine «Mocro» è stato coniato da un romanzo del 2014, Mocro Maffia, di Marijn Schrijver e Wouter Laumans. Il libro ha contribuito a portare la banda criminale all’attenzione del pubblico, raccontando come un gruppo di ladri di gioielli marocchini ad Amsterdam abbia creato una delle organizzazioni criminali più potenti d’Europa. Il suo nome deriva dall’insulto olandese «mocro», usato per le persone di origine marocchina che vivono in Belgio o nei Paesi Bassi. Il motto dell’organizzazione è «Wie praat, die gaat» ossia «Chi parla, muore». L’organizzazione ha iniziato contrabbandando hashish dal Marocco all’Europa prima di diventare uno dei più potenti cartelli del traffico di cocaina nei Paesi Bassi e poi in Belgio negli anni 2010.

 

Dopo il successo nei Paesi Bassi, il libro è stato trasformato in una serie TV.

 

David Weinberger, ricercatore associato presso il Istituto francese per gli affari internazionali e strategici (IRIS) ed esperto di traffico illecito di droga, ha spiegato che la Mocro è stata «in grado di ottenere contatti diretti nelle aree in cui viene prodotto e poi affermarsi come grandi attori del settore, che prima era un monopolio controllato da organizzazioni mafiose italiane come la ‘Ndrangheta».

 

Sviluppando collegamenti diretti con i cartelli colombiani e messicani, la Mocro Mafia traffica cocaina attraverso i porti di Anversa e Rotterdam. I trasporti di droga  nei porti sono diventati sempre più comuni e l’Europol ora considera Belgio e Paesi Bassi il centro nevralgico del traffico di cocaina in Europa.

 

«Di recente ci sono stati sequestri di dozzine di tonnellate di cocaina, il che è enorme. Per darvi un’idea, il consumo annuo di cocaina sul mercato francese nel 2010 (i dati disponibili più recenti) è stimato in 15 tonnellate», ha affermato Weinberger.

 

La cosa più sconvolgente, tuttavia, è il potere di cui gode il gruppo criminale, un potere legato al terrore che incute.

 

«Vale la pena morire per? Voglio che i miei figli crescano senza un padre? Voglio che i miei figli crescano in uno stato di narcotraffico? Questo è il tipo di cose a cui sto pensando», ha dichiarato il giornalista Jens Olde Kalter a SVT in merito al pericolo di essere eliminati dalla potente organizzazione criminale marocchina mentre si fa il proprio lavoro di informazione. Le dichiarazioni del giornalista mostrano quale sia ora il grado di libertà possibile in Olanda.

 

In pratica, il narco-Stato olandese è ad un passo dall’omertà totale, sotto lo schiaffo della violenza di un gruppo di narcotrafficanti.

 

Nel marzo 2016, una banda ha lasciato la testa mozzata di un membro di una ghenga rivale in una strada di Amsterdam.

 

Sappiamo, ad ogni modo, che più che agli spacciatori tagliagole marocchini, alla polizia olandese capita di sparare sui contadini in protesta – ma anche, andando indietro di qualche altro mese, sui manifestanti contro le restrizioni pandemiche a Rotterdam.

 

 

 

 

 

 

 

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Psicosi e tendenze suicide: gli USA scoprono che la marijuana fa male

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Scienziati e giornali americani, ora che la sostanza è sempre più disponibile a chiunque, stanno scoprendo che  marijuana e derivati fanno male. Soprattutto, al cervello dei consumatori sotto i 25 anni.

 

La cannabis ricreativa sia illegale negli Stati Uniti per i minori di 21 anni, ma in vari Stati è stata legalizzata per usi vari.

 

La prima questione rilevante è che, affermano gli esperti, i prodotti a base di cannabis ad alto contenuto di THC di oggi, molto diversi dalle canne fumate decenni fa. Il risultato è l’intossicazione degli adolescenti con conseguente compromissione del loro sviluppo cerebrale.

 

«La marijuana non è pericolosa come una droga come il fentanil, ma può avere effetti potenzialmente dannosi, specialmente per i giovani, il cui cervello è ancora in via di sviluppo» scrive il New York Times in un terrificante articolo di inchiesta sul problema. «Oltre al vomito incontrollabile e alla dipendenza, gli adolescenti che usano frequentemente dosi elevate di cannabis possono anche sperimentare psicosi che potrebbero portare a un disturbo psichiatrico permanente, una maggiore probabilità di sviluppare depressione e ideazione suicidaria, cambiamenti nell’anatomia e nella connettività del cervello e scarsa memoria».

 

In pratica: follia e morte a seguito del consumo di droga leggera. Sembra uno spot moralistico di mezzo secolo fa. Invece pare essere una realtà scientificamente basata.

 

Nel 1995, la concentrazione media di THC nei campioni di cannabis sequestrati dalla DEA (l’ente per il controllo delle droghe USA) era di circa il 4%. Nel 2017 era del 17%.
Oggi i produttori di cannabis stanno estraendo il THC per produrre oli; commestibili; cera; cristalli di zucchero; e prodotti che pubblicizzano alti livelli di THC che in alcuni casi superano il 95%.

Nel frattempo, il livello medio di CBD – il composto non inebriante della pianta di cannabis legato al sollievo da convulsioni, dolore, ansia e infiammazione – è in calo nelle piante di cannabis.

 

I concentrati di THC «sono vicini alla pianta di cannabis come le fragole lo sono alle crostate con le fragola glassate», scrive in un rapporto sui rischi per la salute della cannabis altamente concentrata Beatriz Carlini, ricercatrice presso l’Istituto per le dipendenze, la droga e l’alcol dell’Università di Washington.

 

La cannabis sia legale per uso ricreativo in 19 stati e nella capitale Washington DC. La sostanza è legale per uso medico in 37 stati più la capitale. Tuttavia solo il Vermont e il Connecticut hanno imposto limiti alla concentrazione di THC. Entrambi i divieti si concentrano sopra il 60%, ad eccezione delle cartucce preriempite, e non consentono al materiale vegetale di cannabis di superare il 30%di THC, ma «ci sono poche prove per suggerire che questi livelli specifici siano in qualche modo più sicuri» scrive il NYT.

 

La FDA (l’ente regolatorio di cibo e farmaci in USA) ha inviato avvertimenti su vari prodotti a base di cannabis, compresi quelli edibili, ma finora i regolatori federali non hanno preso provvedimenti per ridurre i livelli di potenza perché la cannabis è illegale a livello federale, ha affermato Gillian Schauer, direttore esecutivo della Cannabis Regulators Association, un organizzazione no-profit apartitica che riunisce funzionari governativi coinvolti nella regolamentazione della cannabis in più di 40 stati e territori.

 

I legislatori della California stanno ora valutando la possibilità di aggiungere un’etichetta di avvertenza sulla salute mentale ai prodotti a base di cannabis, specificando che il farmaco può contribuire a disturbi psicotici.

 

Il consumo di prodotti alla cannabis colpisce la popolazione americana in modo precoce: sondaggi nazionali suggeriscono che l’uso di marijuana tra gli studenti di 8a, 10a e 12a elementare è diminuito nel 2021 , un cambiamento in parte attribuito alla pandemia.

 

Tuttavia, nell’intervallo di due anni dal 2017 al 2019, il numero di bambini che hanno riferito di aver svapato marijuana negli ultimi 30 giorni è aumentato in tuttel le classi, quasi triplicando tra gli studenti delle scuole superiori.

 

Nel 2020, il 35% dei liceali dell’ultimo anno e ben il 44% degli studenti universitari hanno riferito di aver consumato marijuana.

 

Si tratta di numeri che possono far dubitare dell’integrità mentale di un intero Paese. Uno studio pubblicato su Lancet scoperto che il rischio di avere un disturbo psicotico era cinque volte più alto tra i consumatori giornalieri di cannabis ad alta potenza in Europa e Brasile rispetto a quelli che non l’avevano mai usata.

 

Un ulteriore studio, pubblicato nel 2021 su JAMA Psychiatry, ha riportato che, nel 1995, solo il 2% delle diagnosi di schizofrenia in Danimarca erano associate all’uso di marijuana, ma nel 2010 quella cifra era salita dal 6% all’8%, cosa che i ricercatori hanno associato all’aumento del uso e potenza della cannabis.

 

La sindrome da iperemesi cannabinoide , che spesso può essere alleviata da bagni e docce calde , è anche collegata al consumo prolungato di cannabis ad alte dosi. Come per la psicosi, non è chiaro il motivo per cui alcune persone la sviluppano e altre no.

La dott.ssa Sharon Levy, direttrice dell’Adolescent Substance Use and Addiction Program presso il Boston Children’s Hospital, ha detto al quotidiano neoeboraceno che «non c’è dubbio che i prodotti a concentrazione più elevata stanno aumentando il numero di persone che hanno brutte esperienze con la cannabis».

 

«Più giovane sei, più il tuo cervello è vulnerabile allo sviluppo di questi problemi», ha detto la dottoressa Levy.

 

In pratica Dosi più elevate di THC hanno maggiori probabilità di produrre ansia, agitazione, paranoia e psicosi.

 

E poi, la morte. Uno studio recente ha scoperto che le persone che facevano uso di marijuana avevano una maggiore probabilità di ideazione, pianificazione e tentativo di suicidio rispetto a coloro che non usavano affatto la droga.

 

«Può essere difficile stabilire esattamente quanto THC entri nel cervello di qualcuno quando sta usando cannabis. Questo perché non è solo la frequenza d’uso e la concentrazione di THC che influenzano il dosaggio, ma anche la velocità con cui le sostanze chimiche vengono consegnate al cervello. Nei vaporizzatori, la velocità di erogazione può variare a seconda della base in cui viene disciolto il THC, della potenza della batteria del dispositivo e di quanto caldo diventa il prodotto quando viene riscaldato» riporta il NYT..

 

I giovani hanno anche maggiori probabilità di diventare dipendenti quando iniziano a usare marijuana prima dei 18 anni, secondo la Substance Abuse and Mental Health Services Administration .

Vi sono prove crescenti che la cannabis può alterare il cervello durante l’adolescenza, un periodo in cui sta già subendo cambiamenti strutturali.

 

«Fino a quando non si saprà di più, ricercatori e medici raccomandano di posticipare l’uso di cannabis fino a tarda età» scrive il principale quotidiano mondiale.

 

Cambio di rotta dell’establishment globale sulle droghe leggere?

 

E noi che siamo abituati, qui in Italia, alla lagna antiproibizionista di Radicali e affini…

 

Quattro anni fa Renovatio 21 riportava delle raccomandazioni mediche alle donne incinte di evitare la marijuana.

 

Tre anni fa, Renovatio 21, dava conto degli studi sui danni al cervello dei consumatori di cannabis con meno di 25 anni.

 

Noi non abbiamo cambiato idea. Tuttavia, non lo farà nemmeno il potere globalista: la sinistra tedesca la settimana scorsa ha cominciato a parlare di metanfetamina libera.

 

Mentre potentissime droghe psichedeliche da anni stanno venendo somministrate sui veterani, non possiamo tacere del fatto che droghe forse più pericolose, cioè gli SSRI e altri psicofarmaci, siano venduti in farmacia in tutta la Terra con generose prescrizioni della classe medica.

 

A pensarci bene, prima di fare la battaglia proibizionista contro la cannabis, ci sarebbero droghe – e del cartello che le sostiene, Big Pharma – di cui sarebbe più urgente occuparsi.

 

Prima di legalizzare la marijuana, illegalizzare le caramelle psichiatriche.

 

 

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