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Droga

Il figlio drogato di Biden caricava i suoi video su Pornhub?

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Hunter Biden, figlio di Joe presidente USA, sta affrontando un forsennato tour di riabilitazione dell’immagine grazie all’aver dato alle stampe un libro autobiografico che sta ora spingendo in miriadi di interviste televisive sui canali amichevoli (quelli cioè che avevano puntato tutto sulla vittoria del padre ignorando gli scandali che lo riguardavano in prima persona).

 

Il progetto propagandistico alla base dell’immane sforzo mediatico è semplicissimo: invocare pietà per le abitudini del figlio del presidente, il quale alla fine ha solo avuto una qualche passione per il crack e le prostitute.

 

«Hunter sembrava essere ossessionato dal fare e recitare in film porno con prostitute, mostrano i video e foto nel suo programma portatile» scrive la testata londinese. «Il disco rigido contiene centinaia di immagini di donne nude e selfie nudi di Hunter, oltre a dozzine di video»

Non tutti i media però stanno al gioco. Il britannico Daily Mail ora racconta il resto della storia riguardo ai contenuti del suo famoso «laptop from hell» (il computer portatile dall’inferno, come lo chiamava Giuliani), il pc, per mesi ignorato da FBI e censurato dai media (con Twitter che arrivò a bloccare il profilo del New York Post, il quarto giornale del Paese, perché aveva osato parlarne), che ora Hunter, intervistato dalla CBS, dichiara potrebbe essere suo.

 

Dal laptop uscirono non solo quantità di foto allucinanti di nudità e veri e propri sex tapes (recentementi rilasciati in rete dall’ambiguo miliardario cinese in esilio Guo Wengui), ma anche quantità di email compromettanti riguardo ai suoi affari con losche entità straniere (in Ucraina, in Russia, in Cina) in cui può essere stato coinvolto, sostengono alcuni, anche il padre Joe.

 

Il britannico Mail ha ottenuto oltre 100.000 messaggi di testo, 154.000 e-mail e oltre 2.000 foto che sono state verificate dai migliori esperti forensi, che rivelano che Joe «era diventato un sacco da boxe per gli sproloqui alimentati dalla droga di Hunter» e che l’oggi presidente «pagava le spese per i suoi nipoti quando Hunter prosciugava i suoi conti bancari con prostitute e crack».

 

«Hunter sembrava essere ossessionato dal fare e recitare in film porno con prostitute, mostrano i video e foto nel suo programma portatile» scrive la testata londinese. «Il disco rigido contiene centinaia di immagini di donne nude e selfie nudi di Hunter, oltre a dozzine di video».

 

«Hunter ha fotografato e filmato se stesso, spesso con due prostitute alla volta , in video espliciti che ha poi pubblicato sul sito web per adulti Pornhub con il nome utente “RHEast”»

«Hunter ha fotografato e filmato se stesso, spesso con due prostitute alla volta , in video espliciti che ha poi pubblicato sul sito web per adulti Pornhub con il nome utente “RHEast”».

 

«Hunter si è filmato con le donne dalla webcam del suo laptop, a volte scattando da diverse angolazioni usando un iPad e un telefono cellulare».

 

Si rimane scioccati: davvero il figlio del presidente, già un uomo più che maturo e non un ragazzino, caricava filmati sulla piattaforma di video pornagrafici più nota al mondo?

 

«Hunter si è filmato con le donne dalla webcam del suo laptop, a volte scattando da diverse angolazioni usando un iPad e un telefono cellulare»

Le rivelazioni pare non siano finite.

 

«Il laptop di Hunter è una scatola di pandora di rivelazioni scioccanti, foto esplicite e comunicazioni intime. Nei giorni seguenti, DailyMail.com pubblicherà storie più scioccanti dal laptop di Hunter» viene annunciato.

 

Hunter Biden, cooptato nel board del colosso del gas ucraino Burisma senza un motivo preciso se non il fatto di essere figlio di suo padre, pare essere al centro solo di storie controverse se non proprio perverse: egli divenne amante della vedova del fratello, ma non durò a lungo, visto che nel laptop emergono messaggi in cui la donna si lamenta del suo comportamento osceno nei confronti dei nipoti.

 

Su un piano politico, diverse fonti cinesi hanno segnalato la «vicinanza» del Partito Comunista con l’amministrazione Biden per tramite del figlio. Questo è forse il motivo per cui al figliolo è perdonata ogni cosa.

 

Si attaglia bene il nome affibbiatole dal solito Giuliani: the Biden Crime Family

Recentemente è emerso che Hunter avrebbe mentito ai controlli per acquistare una pistola e che i servizi segreti americani sarebbero intervenuti, non si capisce a che titolo, per risolvere un problema ingenerato dalla cognata/amante che gli aveva buttato via una pistola.

 

Al figlio del Presidente, però, pare tutto permesso. Casa Biden peggio di Casa Windsor: e la stampa muta.

 

Si attaglia bene il nome affibbiatole dal solito Giuliani: the Biden Crime Family.

 

 

 

 

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Droga

Narcos messicani, scontri sanguinari nello Stato di Michoacan

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È di questi giorni la notizia che gruppi armati – con uniformi e blindati propri – del Cártel de Jalisco Nueva Generación (CJNG), il cartello più potente e militarizzato del narcotraffico messicano, hanno scatenato un’offensiva armata contro esercito e forze di polizia nello Stato di Michoacán, dagli anni ’90 una delle aree del Messico più colpite da rapimenti, omicidi e violenze ad opera dei trafficanti di droga contro popolazione civile e politici locali.

 

Un breve video messo sulla rete in questi giorni mostra un attacco del CJNG contro un convoglio dell’esercito.

 

I cinque, appartenenti alla medesima famiglia, venivano poi decapitati dai criminali che ne portavano via le teste come trofeo

 

Molti appartenenti al narcotraffico messicano praticano culti para-satanici che prevedono sacrifici umani e l’utilizzo di parti delle vittime durante riti per propiziare il favore delle entità demoniache durante le attività criminali

Già a metà settembre i narcos avevano preso d’assalto la città di Tepalcatepec (sede di una gang rivale «Los Viagras») al confine con lo stato di Jalisco venendo respinti dalla Guardia Nazionale e da civili armati.

 

Dopo il lancio di esplosivi per mezzo di un drone attaccavano poi il villaggio di Estanzuela uccidendo cinque civili che presidiavano un check point creato ai fini di bloccare l’ingresso ai sicarios del CJNG. 

 

I cinque, appartenenti alla medesima famiglia, venivano poi decapitati dai criminali che ne portavano via le teste come trofeo.

«La quantità di metanfetamine e fentanil che sta entrando è senza precedenti»

 

È noto infatti come molti appartenenti al narcotraffico messicano pratichino culti para-satanici che prevedono sacrifici umani e l’utilizzo di parti delle vittime durante riti per propiziare il favore delle entità demoniache durante le attività criminali.

 

Oltre al culto della Santa muerte – che avremo modo di approfondire in futuri articoli – spicca il cosiddetto Palo mayombe un tipo di stregoneria di origine afro-caraibica collegata alla santeria cubana, che sembra essersi diffuso in Messico a partire dagli anni ’80.

 

È inoltre risaputo come sanguinosi sacrifici umani siano stati per secoli al centro della vita politica e sociale delle popolazioni del Messico precolombiano che in alcuni casi scatenavano guerre per catturare nuove vittime da offrire agli idoli.

 

I narcos messicani sono inoltre sempre più implicati nel traffico verso gli Stati Uniti di fentanil e metanfetamine rispetto alle droghe più «classiche», un vero e proprio flagello per la popolazione americana, tema di di cui Renovatio 21 si è già più volte occupata.

 

Una guerra di confine tra gruppi criminali ben addestrati potrebbe avere conseguenze negative per la già compromessa stabilità politica degli Stati Uniti

Proprio in queste ore Kyle Williamson, ex capo neopensionato dellufficio DEA (Drug Enforcement Administration, l’agenzia antidroga USA) della città texana di El Paso al confine col Messico ha dichiarato ad un giornale locale che si tratta «la peggior situazione che ci sia mai stata. Non ci sono buone notizie. E la quantità di metanfetamine e fentanil che sta entrando è senza precedenti».

 

Williamson, grande oppositore della legalizzazione di ogni tipo di droga, teme anche una nuova guerra tra cartelli messicani al confine con gli Stati Uniti come accadde nel 2010-2011, data la presenza del CJNG a Ciudad Juárez, città messicana alla frontiera con gli States, da oltre trent’anni funestata da massacri, rapimenti e cruente sparizioni.

 

Facciamo notare come in questi tempi di fratture sociali, politiche e culturali ormai portate all’estremo sul suolo americano – anche grazie alla molto ben finanziata attività di gruppi come BLM e Antifa – una guerra di confine tra gruppi criminali ben addestrati potrebbe avere conseguenze negative per la già compromessa stabilità politica degli Stati Uniti.

 

 

Nicolò Volpe

 

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Droga

Quando Angela Merkel venne distrutta da Nina Hagen

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Renovatio 21 saluta la fine dell’era Merkel tirando fuori dall’archivio, e sottotitolando in lingua italiana, questo filmato del 1992.

 

Ad una trasmissione TV, una ancora sconosciuta Merkel – strano caso di cittadino ex DDR inseritasi subito bene nel partito democristiano di potere CDU – parla della questione delle droghe, terapia e liberalizzazione.

 

Un’altra invitata alla trasmissione è Nina Hagen, cantante non conosciutissima fuori dalla Germania, ma che all’epoca già era percepita come una veterana del mondo della musica punk e della trasgressione.

 

Vedere rinfacciata alla Merkel la sua mesta ipocrisia è qualcosa di estremamente salutare

 

La Merkel non dice nulla, agisce solo come mesto distributore, con voce bassa e moderazione inscalfibile, di decisioni già prese. Di fatto, la Merkel non discute: elargisce, in modo opaco, quello che è già deciso

Praticamente coetanee, entrambe sono cittadine DDR, anche se di origine diversa: in uno strano chiasmo, la Merkel è nata ad Ovest (Amburgo) per poi emigrare misteriosamente ad Est; la Hagen è nata a Berlino Est ed è emigrata adolescente ad Ovest con l’espatrio del patrigno.

 

Nella clip, vediamo la Merkel prodursi un bla-bla politichese tipico della democristianeria. Non dice nulla, agisce solo come mesto distributore, con voce bassa e moderazione inscalfibile, di decisioni già prese. Di fatto, la Merkel non discute: elargisce, in modo opaco, quello che è già deciso.

 

E quello che aveva  deciso, la democristianità tedesca già ad inizio anni Novanta, era che le droghe leggere potevano essere liberalizzate.

 

L’Europa è territorio conquistato dai tedeschi senza manovre militari. Un continente intero a cui Berlino ha dato la sua moneta, il marco, mettendogli il nome di «euro»

La Hagen, giustamente, la aggredisce, riconoscendone l’ipocrisia e la falsità. Pare, ad un certo punto, chiamarla pure mutti («mammina»), che sarebbe il nome affibbiatole poi dai tedeschi negli interminabili 16 anni del suo dominio.

 

La Hagen pare propendere per la soluzione del metadone, che Renovatio 21 aborre in maniera assoluta. Tuttavia vedere rinfacciata alla Merkel la sua mesta ipocrisia è qualcosa di estremamente salutare.

 

L’era Merkel ha condizionato non solo la Germania, ma l’Unione Europea, che della Germania è l’estroflessione politico-economica. L’Europa è territorio conquistato dai tedeschi senza manovre militari. Un continente intero a cui Berlino ha dato la sua moneta, il marco, mettendogli il nome di «euro».

 

La Germania, sotto la democristianeria subdola della Merkel, si è arricchita, rafforzata. L’Italia è ridotta a macerie. Gratta il nulla della CDU, e ci puoi trovare un piano imperiale di controllo e rapina

Ricordiamo in particolare come non siano poche le voci che sussurrino quale sia stato il vero trofeo dell’Europa germanizzata via Bruxelles: far pagare all’Italia le spese della riunificazione con la DDR. La nostra economia è stata distrutta dall’euro – pensiamo solo alla competizione che con i tedeschi vi era nell’industria di precisione: a parità di moneta, chi viene avvantaggiato?

 

La Germania, sotto la democristianeria subdola della Merkel, si è arricchita, rafforzata. L’Italia è ridotta a macerie. Gratta il nulla della CDU, e ci puoi trovare un piano imperiale di controllo e rapina. Del resto le voci sul fatto che la Merkel fosse un agente della STASI non mancano: si sussurra perfino che spiasse il marito, e che il padre, bizzarro pastore protestante passato dall’Ovest alla Germania Est, fosse pure lui una spia DDR.

Le voci sul fatto che la Merkel fosse un agente della STASI non mancano

 

Tuttavia, la storia non è finita. I fondamenti stessi della società tedesca – come stiamo vedendo in questi mesi – potrebbero essere più barcollanti di quello che i sorrisi delle elezioni politiche di ieri vogliono far sembrare.

 

Renovatio 21 avrà modo di scriverne.

 

 

 

 

 

Immagine di TSCA via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.0 Unported (CC BY-SA 3.0)

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Cina

La Cina verso i trilioni dei minerali afghani

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L’investitore texano Kyle Bass, noto per le sue posizioni anticinesi,  ha messo in guardia rispetto alle mosse di Pechino in Afghanistan. Per Bass la Cina popolare starebbe per «trasferirsi sotto spoglie di sicurezza e diplomatiche» per rubare i trilioni di dollari costituiti dalle risorse minerarie afghane.

 

La Cina, come riportato, aveva sin da subito messo in chiaro che ci teneva ai buoni rapporti con la Kabul degli studenti coranici.

 

«Sulla base del pieno rispetto della sovranità dell’Afghanistan e della volontà di tutte le fazioni del paese, la Cina ha mantenuto contatti e comunicazioni con i talebani afghani e ha svolto un ruolo costruttivo nel promuovere la soluzione politica della questione afghana», aveva affermato la portavoce Hua Chunying in una conferenza stampa.

«La Cina si sposterà sotto spoglie di sicurezza e diplomatiche»

 

E ricorda che i funzionari di Pechino hanno ospitato i leader talebani, quando l’amministrazione Biden ha intrapreso il suo “precipitoso ritiro” dall’Afghanistan che ha portato al suo “precipitoso” crollo.

 

«L’Afghanistan è afflitto dalla maledizione dell’abbondanza. Riteniamo che abbiano minerali per un valore di oltre 3 trilioni di dollari. Il Pentagono degli Stati Uniti crede che una provincia… abbia il più grande deposito di litio del mondo», ha affermato Bass.

 

In pratica, dice il fondatore del fondo Hayman Capital, «la Cina si sposterà sotto spoglie di sicurezza e diplomatiche». 

 

Bass, un appassionato di storia, ha scritto in un breve thread su Twitter – osservando la storia di uno dei «più grandi scontri a fuoco delle forze speciali statunitensi di tutti i tempi» verificatosi nella valle di Shok – il tutto per rimuovere un signore della guerra terrorista che stava costruendo il suo impero attraverso il funzionamento di miniere illegali di terre rare.

 

«Assicuratevi di guardare questa feroce battaglia mentre 15 Berretti Verdi e 65 commando afgani hanno combattuto un’imboscata di oltre 250 terroristi e non un solo americano degli Stati Uniti è morto quel giorno in uno scontro a fuoco di 6 ore che ha sopportato 70 bombardamenti ravvicinati con 1000 libbre JDAMS. Anche se alcuni dei nostri più coraggiosi non avranno le braccia o le gambe che ricrescono, hanno combattuto per la pace, la stabilità e la prosperità economica a lungo termine dell’Afghanistan. Con la Cina che si è trasferita per violentare la campagna e la gente dell’Afghanistan, quel sogno non si realizzerà mai».

 

«Anche se alcuni dei nostri più coraggiosi non avranno le braccia o le gambe che ricrescono, hanno combattuto per la pace, la stabilità e la prosperità economica a lungo termine dell’Afghanistan. Con la Cina che si è trasferita per violentare la campagna e la gente dell’Afghanistan, quel sogno non si realizzerà mai»

Pochissimi sanno che la battaglia di Shok Valley riguardava l’architettura economica a lungo termine dell’Afghanistan e dei metalli delle terre rare.

 

Secondo la portavoce Hua, i talebani hanno «più volte» affermato di «aspettare la partecipazione della Cina alla ricostruzione e allo sviluppo dell’Afghanistan».

 

«Siamo pronti a continuare a sviluppare il buon vicinato e la cooperazione amichevole con l’Afghanistan e a svolgere un ruolo costruttivo nella pace e nella ricostruzione dell’Afghanistan», ha aggiunto Hua.

 

Bass non è stato l’unico a sottolineare il colpo di fortuna della Cina.

 

Come riconosciuto sin 2010, in Afghanistan sono stati identificati almeno 1 trilione di dollari di giacimenti minerari non sfruttati, molto più di qualsiasi riserva precedentemente nota. La cifra è aumentata negli ultimi anni a più di 3 trilioni. come riportato dalla testata USA The Hill.

 

Pochissimi sanno che la battaglia di Shok Valley riguardava l’architettura economica a lungo termine dell’Afghanistan e dei metalli delle terre rar

L’Afghanistan ha elementi di terre rare come lantanio, cerio, neodimio e vene di alluminio, oro, argento, zinco, mercurio e litio. Le terre rare sono utilizzate in tutto, dall’elettronica ai veicoli elettrici, dai satelliti agli aerei.

 

Nel 2017, il presidente afghano appena fuggito Ashraf Ghani era in trattative con la Germania sui giacimenti di litio nella provincia di Helmand, che potrebbero essere estratti dai paesi europei per produrre batterie per smartphone, veicoli elettrici e altre tecnologie.

 

Nel frattempo, funzionari del governo afghano hanno affermato che il Paese ha rescisso i contratti petroliferi e del gas con la Cina e sta cercando di rinegoziare i termini di una massiccia concessione mineraria che è rimasta quasi inattiva da quando è stata firmata dalla Cina più di dieci anni fa.

 

I funzionari afghani hanno affermato di aver sgominato un presunto giro di spionaggio cinese che opera a Kabul per dare la caccia ai musulmani uiguri con l’aiuto della rete Haqqani, un clan terroristico legato ai talebani. 

 

Le autorità afgane hanno collaborato con la Cina in passato alla detenzione e alla deportazione di uiguri sospettati di attività terroristica, ma i funzionari si sono detti scioccati dalla doppiezza della Cina.

L’Afghanistan ha elementi di terre rare come lantanio, cerio, neodimio e vene di alluminio, oro, argento, zinco, mercurio e litio. Le terre rare sono utilizzate in tutto, dall’elettronica ai veicoli elettrici, dai satelliti agli aerei.

 

Gli arresti  hanno spinto Kabul, che sta cercando di mettere ordine nella sua economia di fronte a un futuro incerto con il processo di pace in corso, a usare l’incidente come «leva» contro Pechino, ha detto un funzionario, soprattutto in termini di rinegoziazione di svariati milioni di dollari concessioni minerarie.

 

Quindi, non dovrebbe sorprendere il fatto che la Cina, che domina i mercati delle terre rare a livello globale (producendo 120.000 tonnellate o il 70% del totale di terre rare nel 2018 secondo CNBC), sia più che entusiasta di «fare a modo suo» con il redditizio Afghanistan.

 

Anche le riserve statunitensi impallidiscono rispetto alla Cina. Gli Stati Uniti hanno un totale di 1,4 milioni di tonnellate di riserve, contro 44 milioni di tonnellate di riserve in Cina.

 

La Cina ha usato le terre rare come minaccia durante la sua guerra commerciale con gli Stati Uniti nel 2019, quando Pechino ha minacciato di interrompere le forniture agli Stati Uniti. I minerali delle terre rare sono comunemente usati in dispositivi ad alta tecnologia, automobili, energia pulita e difesa.

 

Secondo l’U.S. Geological Survey, gli Stati Uniti dipendevano fortemente dalla Cina per le terre rare nel 2019, quando il paese asiatico esportava l’80% del fabbisogno degli Stati Uniti. 

 

E non dimentichiamo il lucroso commercio di papaveri in Afghanistan abilitato dalla CIA.

 

Come ha osservato MintPressNews a giugno, «l’anno scorso la coltivazione del papavero da oppio afghano è cresciuta di oltre un terzo mentre le operazioni antidroga sono precipitate. Si dice che il paese sia la fonte di oltre il 90% di tutto l’oppio illegale del mondo, da cui si producono eroina e altri oppioidi. In Afghanistan si coltiva più terra per l’oppio di quanta ne viene utilizzata per la produzione di coca in tutta l’America Latina, con la creazione della droga che si dice darebbe lavoro diretto a circa mezzo milione di persone».

 

Sulla questione dello strano ritiro americano dall’Afghanistan, che pare di fatto aver favorito la Cina (che è Paese confinante) Renovatio 21 ha scritto qualche ipotesi settimane fa.

 

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