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Bioetica

Biancaneve, Eluana e la sovranità biologica

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Qualche mese fa, ricorderete, Pepé la moffetta fu accusato di essere uno stupratore.

 

Come tutti saprete, ora è il principe ad essere nei guai.

 

Il bacio a Biancaneve, datole quando si era addormita, lo ha incastrato. Per quel contatto fisico il nobile ragazzo non aveva il consenso. Quindi ora è al livello di un Grillo junior qualunque: accusato di abusi, non si è capito come si vuole difendere, anche perché come nel brutto caso sardo, anche qui c’è il video.

Notate che alla visione della violenza perpetrata sulla povera fanciulla qui sono in molti: i sette nani, del resto sempre stati un po’ sospetti, e in più tutti gli animali del bosco, che infine gioiscono per l’avvenuto stupro labiale

 

Notate che alla visione della violenza perpetrata sulla povera fanciulla qui sono in molti: i sette nani, del resto sempre stati un po’ sospetti, e in più tutti gli animali del bosco, che infine gioiscono per l’avvenuto stupro labiale. In realtà, a differenza che nell’altro caso che tiene banco sui giornali, qui sembra gioire anche la vittima una volta destatasi, ma questo è un altro discorso.

 

Ammettiamo che sin dal liceo giravano certe barzellette tremende sui principi delle fiabe – ne ricordiamo in particolare una su quello di Cenerentola. Tuttavia nessuna barzelletta è assurda come quest’ultima polemica della Cancel Culture, questa sorta di Rivoluzione Culturale cinese permanente imposta dal neonazifemminismo e dal nazi-antirazzismo, dalla wokeness, dall’estremismo del nuovo politicamente corretto.

 

I libri, e i film, si bruciavano pubblicamente durante la Germania nazista. I proponenti della nuova moralizzazione non ne sembrano turbati, forse perché ignorano la cosa, e non sono turbarti nemmeno dall’essere ignoranti.

 

Insomma, al rogo Walt Disney, al rogo le fiabe. Del resto, proprio Disney aveva fatto sulle distorsioni naziste dell’educazione dei bambini tedeschi un cartone stupendo, Education for Death. Mentre la fiabe, beh, non da ora sono sotto attacco. Chi rammenta la Spagna di Zapatero saprà che già lì era stato tentata seriamente la sostituzione delle fiabe con storielle dove il principe non salva la principessa (sessista, maschilista, fashista), i draghi non esistono, e invece che vivere felici e contenti al massimo lei accetta di fare con lui un giro in moto.

 

Ebbene, a sentire parlare così tanto di consenso e di belle addormentate non potevo impedire alla mia mente di tornare da Eluana Englaro.

 

Ebbene, a sentire parlare così tanto di consenso e di belle addormentate non potevo impedire alla mia mente di tornare da Eluana Englaro.

La Bella addormentata è proprio il titolo che l’ateo militante Marco Bellocchio diede al suo film sul caso Englaro, pellicola che ricevette, tra forti polemiche, abbondanti finanziamenti pubblici.

 

Sapete tutti cosa è successo a Eluana: mentre dormiva le hanno tolto il cibo, le hanno tolto l’acqua: la hanno, tecnicamente, portata a quello che con eufemismo orwelliano ora chiamano «fine vita». Non il bacio del principe: il bacio della morte. Con l’avallo di medici, di partiti, di istituzioni – le più alte del Paese.

 

Eluana addormentata poteva dare il consenso per il bacio della morte? Secondo il padre Beppino, sì. Egli per anni portò testimonianze di amiche che dicevano che Eluana in certe chiacchierate aveva detto che era preferibile morire che sopravvivere in stato vegetale. Alla fine l’ha vinta lui: e con lui una larghissima parte della popolazione italiana, che magari durante la battaglia bioetica attorno ad Eluana è pure aumentata di numero.

 

Dilemma filosofico e bioetico: se mi trovo in uno stato di coscienza diverso da quello in cui ho dichiarato di voler essere eutanatizzato, la mia volontà resta valida?

Tuttavia, come ci ricordano i recenti casi in Olanda – dove, se seguite Renovatio 21 sapete cosa sta succedendo: hanno iniziato da un po’ ad eutanatizzare persone contro la loro volontà – non è un dilemma filosofico e bioetico da poco quello che si può porre in questo caso: se mi trovo in uno stato di coscienza diverso da quello in cui ho dichiarato di voler essere eutanatizzato, la mia volontà resta valida?

 

Quello che dico quando sono lucido può essere diverso da quello che dico quando non lo sono? In Olanda è successo così: anziani dementi che hanno chiesto l’eutanasia da lucidi poi l’hanno visibilmente rifiutata .

 

Abbiamo il diritto, quindi, di uccidere qualcuno seguendo le sue volontà, anche se la mente che ha prodotto quelle volontà non c’è più, anzi, ora le rifiuta? Si tratta di domande abissali solo per il «laico» che cerca una logica nel sacrificio umano della morte assistita.

Quello che dico quando sono lucido può essere diverso da quello che dico quando non lo sono?

 

Facciamoci una domanda ulteriore: il medico è tenuto a spegnere il cuore di un essere umano basandosi su sue volontà raccolte anni prima in una condizione completamente diversa?

 

Il caso più eloquente è accaduto in Florida circa 4 anni fa. Un settantenne in stato di incoscienza  finisce in rianimazione. È messo male di suo: diabete, polmoni ostruiti, tasso alcolemico alle stelle. Nessun parente da contattare. Quando i dottori lo spogliano, sul petto salta fuori un tatuaggio dal significato incontrovertibile: DO NOT RESUSCITATE. Cioè, non rianimatemi, con tanto di firma.

 

Il DNR è  un ordine legale di rianimazione, scritto o orale a seconda del Paese.  Indica che una persona non vuole ricevere la rianimazione cardiopolmonare se il cuore di quella persona smette di battere.

Abbiamo il diritto di uccidere qualcuno seguendo le sue volontà, anche se la mente che ha prodotto quelle volontà non c’è più, anzi, ora le rifiuta?

 

Nel caso della Florida, i dottori decisero di salvare comunque il paziente.  Il Comitato etico la pensava diversamente, perché «sarebbe molto ragionevole dedurre che il tatuaggio esprimesse un’autentica preferenza». Il paziente morì senza riprendere conoscenza.

 

Un altro caso in California, 10 anni fa circa. Un altro tatuaggio DNR: ce lo aveva un signore di 59 anni che deve farsi amputare la gamba a causa di ulcere croniche. Parlando con i dottori, disse che in caso di bisogno vuole essere rianimato.  I dottori si stupirono : ma come, e quel tatuaggio?

 

L’uomo spiegò di avere in gioventù perso una scommessa giocando a poker con altri membri dello staff dell’ospedale mentre era ubriaco; il perdente dovette tatuarsi “D.N.R.” sul petto».

Non abbiamo diritto di baciare le persone addormentate, ma di ucciderle? Il mondo moderno risponde in coro: sì.

 

Sentita questa storia, i medici hanno suggerirono all’uomo di fargli rimuovere il tatuaggio per evitare confusione in futuro. Macché: l’uomo «non pensava che nessuno avrebbe preso sul serio il suo tatuaggio e rifiutava di rimuoverlo».

 

Quindi: non abbiamo diritto di baciare le persone addormentate, ma di ucciderle? Il mondo moderno risponde in coro: sì.

 

Il principio della Necrocultura del resto è sempre il medesimo: laddove puoi favorire la Morte, fallo sempre. Aumenta il numero di vite falciate via – specie dal sistema medico, che viene pervertito nella sua funzione di fornitore di salute dei corpi. La Morte diviene la grande forza di gravità che muove tutte le cose sanitarie e non solo.

Il principio della Necrocultura del resto è sempre il medesimo: laddove puoi favorire la Morte, fallo sempre. Aumenta il numero di vite falciate via – specie dal sistema medico, che viene pervertito nella sua funzione di fornitore di salute dei corpi. La Morte diviene la grande forza di gravità che muove tutte le cose sanitarie e non solo.

 

E non apriamo nemmeno il discorso sui feti: anche quelli belli – bellissimi – addormentati, privati del diritto di dire la loro sulla loro uccisione, sul loro squartamento e pure sull’utilizzo dei loro tessuti strappati a cuor battente per farne ricerca scientifica o anche linee cellulari per vaccini. In realtà, non è più di soli feti che stiamo parlando, se vari Stati nel mondo, dagli USA alla Nuova Zelanda alla solita Olanda, si stanno muovendo verso il cosiddetto aborto post-natale: in pratica uccidi (e magari lo fai a pezzi per la scienza) il bambino appena nato. Cioè, l’infanticidio vero e proprio, oramai in via di legalizzazione in Paesi come il Belgio.

 

Ora ci si consenta di tornare ai nazisti. Se guardate Education for Death, il cartone di propaganda antitedesco di Disney che vi abbiamo consigliato sopra, vedrete cosa insegnavano ai bambini: la legge del più forte. La volpe uccide il coniglio, perché è più potente. Il sogno di Hitler era quel paradiso nicciano dove i forti comandano sui deboli, o magari pure li eliminano in massa, perché lebensunwertes leben, «vita indegna di essere vissuta».

 

Quale differenza c’è tra questa antropologia nazista e la sanità moderna? Nessuna. Anche noi, qui, ora, uccidiamo i deboli. Siamo prepotenti con loro. Ci accaniamo, perfino, con quelli che non possono rispondere: comatosi, embrioni, feti, malati di mente – molto presto, vedrete, arriveranno anche i bambini autistici danneggiati da vaccino. Sulla vita deve trionfare l’utilitarismo, unica filosofia politica e sociale rimasta: sacrifica il più piccolo per il maggior godimento del più grande.

 

Quale differenza c’è tra questa antropologia nazista e la sanità moderna? Nessuna. Il mondo moderno è figlio di Hitler, sì: egli ha perso la guerra militare, ma ha vinto quella bio-ideologica

Il mondo moderno è figlio di Hitler, sì: egli ha perso la guerra militare, ma ha vinto quella bio-ideologica: in realtà, non è stato proprio lui a vincerla – sono stati i suoi padroni, quelli che da Wall Street lo avevano strafinanziato durante la sua ascesa, e da cui poi copiò le idee eugenetiche, che preesistevano la svastica, la quale altro non fece che copiare il modello angloamericano dei Rockefeller e dei loro scherani.

 

Nel frattempo, tuttavia, preoccupiamoci per il bacio molesto a Biancaneve. Il suo corpo è stato violato, la sua integrità emotiva pure.

 

Mica come con il vaccino a cui per decreto stanno obbligando i sanitari e domani pure noi tutti: quello non viola il corpo, e nemmeno l’integrità del proprio DNA. Potete decidere di non essere baciati nel sonno da un principe da favola; non potete decidere di rifiutare una terapia genica sperimentale. L’aspetto allucinatorio dell’ora presente, se ci pensate un attimo, si offre con grande sincerità.

 

Preoccupiamoci delle labbra violate di Biancaneve, ma non della sovranità biologica di ciascuno di noi: tra sciocchezze e sacrifici umani, ne abbiamo perso perfino il ricordo

Preoccupiamoci delle labbra violate di Biancaneve, ma non della sovranità biologica di ciascuno di noi: tra sciocchezze e sacrifici umani, ne abbiamo perso perfino il ricordo.

 

 

Roberto Dal Bosco

 

 

 

 

 

 

Immagine di Disney dal film Biancaneve e i Sette Nani (1937)

 

 

 

 

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Bioetica

Aborto negli Stati Uniti: l’Europa vuole salvare il soldato Biden

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Mentre negli Stati Uniti imperversa la messa in discussione di un presunto diritto all’aborto, dopo la storica decisione della Corte Suprema di annullare la sentenza Roe vs. Wade, il Parlamento Europeo ha appena votato una mozione di denuncia delle «minacce» contro la salute riproduttiva delle donne d’oltreoceano.

 

 

La vediamo il più delle volte al seguito dello zio Sam, ma quando si tratta di farsi paladina dei valori progressisti, la vecchia Europa non esita a prendere in mano la bacchetta, pronta a dare lezioni contro i conservatori di ogni tipo.

 

Così, l’8 giugno 2022, il Parlamento europeo ha convocato un dibattito evocativo sul tema : «Minacce contro il diritto all’aborto nel mondo: la possibile messa in discussione del diritto all’aborto negli Stati Uniti da parte della Corte Suprema».

 

Nel mirino della censura di Strasburgo: il progetto esaminato dalla più alta corte d’oltre Atlantico, volto a contestare l’attuale giurisprudenza sull’interruzione volontaria di gravidanza (IVG) nel Paese a stelle e strisce, e che da allora ha preso corpo dopo la pubblicazione della sentenza Dobbs da parte della Corte Suprema degli Stati Uniti.

 

Il quadro per la risoluzione europea è stato redatto dal deputato Predrag Fred Matic – autore del disastroso rapporto omonimo – e da una trentina di parlamentari.

 

Il loro obiettivo: sostenere la politica dell’amministrazione Biden – attualmente in una posizione delicata nell’opinione pubblica americana – invitando l’Unione Europea (UE) e i suoi Stati membri a «iscrivere il diritto all’aborto nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea» (punto 24).

 

Il testo parlamentare non esita a dichiararsi «profondamente preoccupato per le potenziali conseguenze per i diritti delle donne nel mondo, se la Corte Suprema degli Stati Uniti ribaltasse Roe vs. Wade» (paragrafo 16).

 

Non sorprende che la risoluzione sia stata adottata il 9 giugno con 364 voti favorevoli, 154 contrari e 37 astensioni. Gli eurodeputati di Renew (centristi), S&D (sinistra) e The Left (estrema sinistra) hanno votato a favore del testo, mentre il gruppo PPE (destra) è rimasto diviso sulla questione.

 

Gli eurodeputati appartenenti alle formazioni più conservatrici (ECR e ID) hanno votato contro, protestando contro le ingerenze delle istituzioni europee: «Quello che sta succedendo qui è un’enorme irregolarità», ha dichiarato Margarita de la Pisa Carrión, a nome ECR.

 

E per aggiungere contro dei deputati progressisti: «Cosa pretendete di fare? Essere al di sopra della giurisdizione americana? Interferire illegalmente in un sistema legale democratico? È vergognoso e screditante per l’istituzione che rappresentate».

 

Ma non è detto che la risoluzione europea avrà l’effetto migliore: a pochi mesi dalle cruciali elezioni di metà mandato, che Joe Biden al momento non sembra poter vincere, l’ingerenza dei deputati di Strasburgo potrebbe non essere gradita dall’opinione americana, sensibile in materia.

 

 

Articolo previamente apparso su FSSPX.news

 

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Bioetica

Tecnologia di riconoscimento facciale: come viene utilizzata in Ucraina e perché è ancora così controversa

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Renovatio 21 traduce e pubblica questo articolo di The Conversation. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

 

La tecnologia di riconoscimento facciale viene utilizzata per la prima volta in guerra.

 

Potrebbe essere un punto di svolta in Ucraina, dove viene utilizzato per identificare i morti e riunire le famiglie. Ma se non riusciamo a confrontarci con l’etica di questa tecnologia ora, potremmo trovarci riguardo ai diritti umani in un campo minato.

 

Il Ministero della Difesa ucraino utilizza il software di riconoscimento facciale Clearview AI da marzo 2022 per creare un caso per crimini di guerra e identificare i morti, sia russi che ucraini.

 

Il ministero della Trasformazione digitale in Ucraina ha affermato che sta utilizzando la tecnologia Clearview AI per dare ai russi la possibilità di sperimentare il «vero costo della guerra» e per far sapere alle famiglie che se vogliono ritrovare i corpi dei loro cari, sono «benvenuti a venire in Ucraina».

 

L’Ucraina ha libero accesso al software. Viene anche utilizzato ai posti di blocco e potrebbe aiutare a riunire i rifugiati con le loro famiglie.

 

Il contraccolpo sulla privacy

Il mese scorso, tuttavia, l’ Ufficio del Commissario per le informazioni del Regno Unito (ICO) ha multato Clearview AI per oltre 7,5 milioni di sterline per aver raccolto immagini di persone nel Regno Unito e altrove dal Web e dai social media.

 

È stato ordinato di eliminare le immagini e di interrompere l’ottenimento e l’utilizzo dei dati personali dei residenti nel Regno Unito disponibili pubblicamente su Internet. Inizialmente l’ICO aveva dichiarato di voler multare Clearview AI 17 milioni di sterline.

 

Secondo l’ICO, dato l’enorme numero di utenti dei social media nel Regno Unito, è probabile che il database dei volti di Clearview AI contenga una quantità significativa di immagini raccolte senza consenso.

 

Un avvocato di Clearview, AI Lee Wolosky, ha dichiarato: «Sebbene apprezziamo il desiderio dell’ICO di ridurre la propria sanzione pecuniaria su Clearview AI, sosteniamo comunque la nostra posizione secondo cui la decisione di imporre una multa non è corretta in termini di legge. Clearview AI non è soggetta alla giurisdizione dell’ICO e Clearview AI non ha affari nel Regno Unito in questo momento».

 

Clearview AI ha dichiarato di volere 100 miliardi di immagini di volti nel suo database entro l’inizio del 2023, equivalenti a 14 per ogni persona sulla Terra. Più foto della stessa persona migliorano la precisione del sistema.

 

Secondo il sito web di Clearview AI , la sua tecnologia di riconoscimento facciale aiuta le forze dell’ordine a contrastare la criminalità e consente alle aziende di trasporto, alle banche e ad altre società commerciali di rilevare furti, prevenire frodi e verificare le identità.

 

Buzzfeed ha riferito nel febbraio 2020 che diverse forze di polizia britanniche hanno precedentemente utilizzato Clearview AI. Un portavoce di Clearview AI ha affermato che la polizia nel Regno Unito non ha accesso alla sua tecnologia, mentre i portavoce sia della National Crime Agency che della polizia metropolitana non confermerebbero né negherebbero l’uso di strumenti o tecniche specifici.

 

Tuttavia, nel marzo 2022 il College of Policing ha pubblicato una nuova guida per le forze di polizia del Regno Unito sull’uso del riconoscimento facciale in tempo reale.

 

Il governo del Regno Unito prevede di sostituire le principali leggi sui diritti umani con una nuova Carta dei diritti moderna che potrebbe rendere difficile per le persone, se non impossibile, contestare le decisioni basate sulle prove dell’IA in tribunale, compreso il riconoscimento facciale.

 

Il governo del Regno Unito prevede di sostituire le principali leggi sui diritti umani con una nuova Carta dei diritti moderna che potrebbe rendere difficile per le persone, se non impossibile , contestare le decisioni basate sulle prove dell’IA in tribunale, compreso il riconoscimento facciale.

 

Secondo il gruppo di difesa Liberty, è probabile che il disegno di legge abbia un impatto sproporzionato sulle comunità eccessivamente controllate, poiché creerebbe classi diverse di ricorrenti in base al loro comportamento passato.

 

Uno strumento per la guerra

L’amministratore delegato di Clearview AI, Hoan Ton-That, ha affermato che il suo software di riconoscimento facciale ha consentito alle forze dell’ordine e ai funzionari governativi ucraini di archiviare oltre 2 miliardi di immagini da VKontakte, un servizio di social network russo.

 

Hoan ha affermato che il software può aiutare i funzionari ucraini a identificare i soldati morti in modo più efficiente delle impronte digitali e funziona anche se il volto di un soldato è danneggiato.

 

Ma ci sono prove contrastanti sull’efficacia del software di riconoscimento facciale.

 

Secondo il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti , la decomposizione del volto di una persona può ridurre la precisione del software. D’altra parte, recenti ricerche scientifiche hanno dimostrato risultati relativi all’identificazione di persone morte simili o migliori della valutazione umana.

 

La ricerca suggerisce che le impronte digitali, le cartelle cliniche e il DNA sono ancora le tecniche di identificazione più affidabili. Ma sono strumenti per professionisti formati, mentre il riconoscimento facciale può essere utilizzato da non esperti.

 

Un altro problema segnalato dalla ricerca è che il riconoscimento facciale può accoppiare erroneamente due immagini o non abbinare le foto della stessa persona.

 

In Ucraina, le conseguenze di qualsiasi potenziale errore con l’IA potrebbero essere disastrose. Un civile innocente potrebbe essere ucciso se viene erroneamente identificato come un soldato russo.

 

Una storia controversa

Nel 2016 Hoan ha iniziato a reclutare ingegneri informatici per creare l’algoritmo di Clearview AI. Ma è stato solo nel 2019 che la società americana di riconoscimento facciale ha iniziato a fornire discretamente il suo software alla polizia e alle forze dell’ordine statunitensi.

 

Nel gennaio 2020, il New York Times ha pubblicatoun articolo intitolato «La riservata società che può terminare la Privacy così come la conosciamo».

 

Questo articolo ha spinto più di 40 organizzazioni per i diritti civili e la tecnologia a inviare una lettera al Privacy and Civil Liberties Oversight Board e a quattro comitati del Congresso degli Stati Uniti, chiedendo la sospensione del software di riconoscimento facciale di Clearview AI.

 

Nel febbraio 2020, a seguito di una fuga di dati dall’elenco dei clienti di Clearview AI, BuzzFeed ha rivelato che il software di riconoscimento facciale di Clearview AI veniva utilizzato da individui in oltre 2.200 dipartimenti delle forze dell’ordine, agenzie governative e aziende in 27 paesi diversi.

 

Il 9 maggio 2022, Clearview AI ha accettato di interrompere la vendita dell’accesso al suo database dei volti a privati ​​e aziende negli Stati Uniti, dopo che l’American Civil Liberties Union ha avviato una causa accusando Clearview AI di aver violato una legge sulla privacy dell’Illinois.

 

Negli ultimi due anni, le autorità per la protezione dei dati in Canada , Francia , Italia , Austria e Grecia hanno multato, indagato o vietato a Clearview AI di raccogliere immagini di persone.

 

Il futuro di Clearview AI nel Regno Unito è incerto. Lo scenario peggiore per la gente comune e le imprese sarebbe se il governo del Regno Unito non accettasse le preoccupazioni sollevate in risposta alla sua consultazione sulla Carta dei diritti moderna.

 

Liberty ha avvertito di una potenziale «presa di potere» sui diritti umani.

 

Il miglior risultato, secondo me, sarebbe che il governo del Regno Unito abolisse i suoi piani per una moderna Carta dei diritti.

 

Ciò significherebbe anche che i tribunali del Regno Unito dovrebbero continuare a tenere conto dei casi della Corte europea dei diritti dell’uomo come giurisprudenza.

 

A meno che non vengano adottate leggi che regolano l’uso del riconoscimento facciale, l’uso da parte della polizia di questa tecnologia rischia di violare i diritti alla privacy , la protezione dei dati e le leggi sull’uguaglianza.

 

 

Felipe Romero Moreno

Docente senior e tutor di ricerca, scuola di legge dell’Università dell’Hertfordshire

 

Questo articolo è stato ripubblicato da The Conversation con licenza Creative Commons.

 

 

Renovatio 21 offre questo articolo per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

 

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Bioetica

Aborto in USA, il nulla di Salvini e Meloni

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La Corte Suprema USA ha infine davvero democratizzato l’aborto: stabilendo che esso non ha alcuna copertura costituzionale, come invece avevano stabilito i giudici supremi nel 1973 con la sentenza Roe v. Wade, viene rimandata la decisione ai singoli Stati, le cui legislazioni potranno ritenersi libere di fare ciò che vogliono gli elettori: l’aborto non è più un diritto considerato implicito alla Costituzione USA, quindi è una questione di scelta politica, di democrazia.

 

Per quanto Renovatio 21 abbia una prospettiva diversa da coloro che ora lanciano coriandoli e suonano trombette – e lo scriveremo in un prossimo articolo – , il cambiamento è epocale.

 

L’aborto USA, che seguiva le legalizzazioni scandinave e britanniche, diede la stura a tante altre legislazioni, come la Francia (1976) e l’Italia (1978).

 

Evitare anche solo di immaginare – di sognare – che una simile inversione di tendenza possa voler dire anche di un semplice cambiamento nell’opinione pubblica delle varie nazioni è uno sforzo non da poco per i politici della destra italiana ed europea.

 

Tuttavia, siccome sono bravi, ci riescono benissimo.

 

Eccovi Matteo Salvini: «Credo nel valore della vita, dall’inizio alla fine, ma  a proposito di gravidanza l’ultima parola spetta sempre alla donna».

 

Eccezionale: una captatio benevolentiae vetero catto-biotica (e notate che manca la parola «concepimento», come pure la parola «naturale), e poi il vero succo del pensiero (del non-pensiero): l’ultima parola spetta alle donne, chiaramente, non ai bambini uccisi – tra cui vi sono pure, ricordiamo, milioni e milioni di donne.

 

È il vecchio trucco radicale di fine anni Settanta: sposta il focus della cosa sulle donna, cavalca il femminismo (tornato artificialmente a rombare negli ultimi anni), sposta completamente l’attenzione dalla vera vittima di questa aberrazione genocida: il bambino innocente.

 

Ecco: Salvini ci casca in pieno. Avrà i suoi motivi, e sotto magari tentiamo pure di dire quali siano. Intanto, comunque, restiamo in attesa di altre dichiarazioni simili: «Credo nella difesa dalle rapine in casa, ma l’ultima parola spetta sempre al rapinatore». «Credo nell’orrore dell’immigrazione clandestina, ma l’ultima parola spetta sempre a migranti e scafisti».

 

Facciamo un giro oltr’alpe per sentire cosa pensa l’amicona di Matteo, la Marine Le Pen, presidenzialmente eternamente schiantata: la figlia d’arte da sapere di «non volersi immischiare negli affari di altri» Paesi. Del resto, la Le Pen non si è mai gettata a capofitto contro l’aborto.

 

Segue la capo-partito italiota favorita di tutti (dei sondaggi, dei giornalisti, degli americani) Giorgia Meloni: «stamane chiarisce che “vaneggia” chi, pur di attaccarla, pensa che il suo partito lavori all’abolizione della legge» 194, scrive l’ANSA. La capa di FdI non ammette paragoni con gli USA (dove i feti trucidati forse sono differenti, di un’altra specie): «Chi lo fa, probabilmente, è in malafede o ha obiettivi ideologici».

 

Fratelli d’Italia «continuerà semplicemente a chiedere, e a operare, perché venga applicata la prima parte della 194, relativa alla prevenzione, e per dare alle donne che lo volessero una possibilità di scelta diversa da quella, troppo spesso obbligata, dell’aborto».

 

Capito? La legge abortista, che ha causato qualche milione di italiani morti (5, 6, 7 milioni? Facciamo anche 8 con gli embrioni distrutti dalla legge provetta 40 seguita alla 194?) non si tocca. E pazienza se tra quelle milionate c’erano chissà quanti elettori del partito, che peraltro si batte contro l’immigrazione che, mamma che coincidenza, sul suolo patrio ha fatto sbarcare 5,6,7 milioni di individui.

 

Dovete capire che non è che ci scandalizziamo: la storia della «194 buona legge» che «va difesa», perché da «applicare in tutte le sue parti» la abbiamo sentita tante volte in bocca ai cattolici – o meglio, in bocca ai «democristiani», e ai loro discendenti dentro e fuori dal Parlamento.

 

In realtà, la difesa della 194 l’hanno inventata proprio loro: del resto è una loro legge, varata e firmata nel 1978 da un governo democristiano (premier: Andreotti) come compromesso con le pressioni dei partiti della «modernità». Buffo, Moro era stato rapito e trucidato poco prima, la DC scelse la linea no-compromise. Per lo sterminio dei feti, invece, ecco pronto il «male minore».

 

Ora, dovete comprendere che non si tratta solo di una decisione digerita all’epoca da eunuchi arraffatori democristiani. Essi non avevano l’autonomia di pensiero e di palle per una decisione simile. Ad essi la cosa non interessa più di tanto, interessa la poltrona.

 

La decisione di non toccare la 194, con estrema probabilità, è stata presa molto più in alto – è stata presa addentro il Sacro Palazzo.

 

Nel 2008, il cardinale Ruini, allora capo della CEI ebbe a ripeterlo: la 194, quella legge che consente il sacrificio di bimbi innocenti che sono Imago Dei, mica va abolita, va «migliorata». Andò nella trasmissione televisiva di Giuliano Ferrara (all’epoca assurto a ruolo di vate mistico dell’embrione) a dire che «la Chiesa non si muoverà contro la 194».

 

In TV il cardinale modenese andò a fondo, dichiarando di pensare che l’aborto «sopprima un essere umano vivente. Non uso la parola omicidio, ma per essere chiari e non confondere la realtà non si deve nemmeno parlare di interruzione volontaria di gravidanza».

 

Insomma, grigio. Uccidere un bambino nel ventre di sua madre non è omicidio: è soppressione di «un essere umano vivente». Voi davvero credevate che il linguaggio orwelliano lo avessero inventato durante il COVID?

 

(Caro lettore laico, ebbene sì, accetta la realtà che mai nessuno ha osato dirti: l’aborto in questo Paese l’hanno creato e mantenuto i «cattolici», i democristiani e una pretaglia gerarchicamente assortita)

 

Ebbene, ora vi è chiaro da dove arriva il non-pensiero di Salvini e Meloni.

 

Non hanno fatto nemmeno la fatica di farci una pensata, di sentire qualcuno dei loro (scusate, ma non era pieno di cattolici, anche tradizionalisti, fatti deputati e ministri, a fianco di Salvini?) per articolare meglio un pensiero, che quantomeno lasciasse aperta la porta per spiare quello che potrebbe essere, ripetiamo, un cambiamento epocale anche elettorale.

 

Macché. Nulla. Nessun pensiero, perché non c’è nessuna voglia di disturbare il manovratore, né la Chiesa, che in termini di voti non vale più nulla ma non si sa mai.

 

Quindi, la cosa migliore da fare è copincollare i vecchi compitini catto-pannelliani, le donne con «l’ultima parola», e la 194 «da applicare» nella sua interezza. È usato sicuro. Contenuto politico DOC, anzi DOP.

 

Eccovi la reazione della destra italiana (ed europea) davanti ad un possibile cambio di paradigma mondiale, storico – in realtà, cosmico, metastorico – in corso: il nulla.

 

Quindi, chiediamo ai lettori: c’è ancora qualcuno fra voi che è disposto a dar loro il voto?

 

 

Roberto Dal Bosco

 

 

Immagine della Presidenza della Repubblica Italiana via Wikimedia; fonte Quirinale.it; immagine modificata

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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