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Sacrificati ai Draghi. L’obbligo vaccinale è in arrivo

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Qualche giorno fa ci eravamo chiesti su questo sito cosa sarebbe successo il 1 di ottobre. Di fatto, tante questioni, dai tamponi in farmacia alle dichiarazioni del Figliuolo, indicano tutte, per bizzarra coincidenza, la data di scadenza del 30 settembre.

 

Ci domandavamo: «Quale altra fase di questo inferno di schiavitù biotica ci aspetta dal 1 ottobre?»

 

Ammettiamolo, la domanda era retorica, e stupidina. Perché sappiamo bene cosa ci aspetta. Sapevamo già che il programma era di continuare l’inferno vaccinale e renderlo ancora più bruciante, e ora abbiamo certezza sulla fornitura del fuoco necessario a carbonizzare gli ultimi residui della nostra sovranità biologica: le fiamme ce le metteranno i Draghi.

 

Nonostante ancora un po’ ci interroghiamo su certi lampi di ingenuità del personaggio, la conferenza stampa di ieri, come altre sue precedenti, è stata concisa e chiarissima. Si va verso l’obbligo vaccinale. Punto.

Vi proibiranno i treni? Lo hanno già fatto? Piscine? Fatto. Lavoro? Fatto. Ristoranti? Fatto. Andranno più in fondo ancora, vi toglieranno l’assistenza medica, vi toccheranno i figli? Non lo sappiamo

 

Lasciamo perdere l’estensione del Green Pass e la terza dose (un domani sarà la quarta, la quinta, etc.). L’unica vera notizia è questa: il marchio deve essere esteso alla popolazione intera. Finalmente lo dicono. Non importa se non danno ancora i dettagli, con il premier che si permette di rispondere seccamente «sì» alla domanda in merito, senza aggiungere nulla.

 

Non importa se Speranza, seduto a fianco del Draghi, ha detto che in fondo è una cosa equa, perché una parte della popolazione, i sanitari, già vive l’obbligo: è verissimo.

 

Non importa se non avete idea di come verrà implementato: non ce l’abbiamo neanche noi. Vi proibiranno i treni? Lo hanno già fatto? Piscine? Fatto. Lavoro? Fatto. Ristoranti? Fatto. Andranno più in fondo ancora, vi toglieranno l’assistenza medica, vi toccheranno i figli? Non lo sappiamo.

 

Sappiamo solo che saremo immolati ai Draghi. Volenti o nolenti. Capitelo, si tratta davvero di un sacrificio, e ve lo abbiamo descritto tante volte: quel segmento non-conforme della popolazione da lungo tempo è già stato calcolato come spendibile. Se leggete queste righe, è molto facile che voi ne facciate parte.

 

(Pensate solo a questo dato: l’articolo di Renovatio 21 più letto questo mese si intitola «Le dieci fasi del genocidio. A che punto siamo?»)

 

Ora, chi mastica di bioetica può pensare che si tratti della famosa slippery slope, quel «pendio scivoloso»: un primo passo relativamente piccolo porta a una catena di eventi correlati che culminano con un effetto totale. Inizia a parlare di «biotestamento», finisci a legalizzare il suicidio assistito, o meglio, l’assassinio del consenziente. Il lettore conosce la Finestra di Overton, che è il sistema con cui la trasformazione sociale, partendo da una piccola frangia radicale, viene legalizzata per le masse.

Non c’è gradualità in quanto sta accadendo. Si tratta di un piano, varato in Italia prima che altrove, che ha molti decenni – forse ha un paio di secoli

 

Ebbene, non si tratta di nulla di tutto questo. Non c’è Overton, non c’è gradualità in quanto sta accadendo. Si tratta di un piano, varato in Italia prima che altrove, che ha molti decenni – forse ha un paio di secoli.

 

Il progressismo massonico ottocentesco aveva in mente una cosa che chiamava «vaccinazione universale». Come ripetuto varie volte anche in questo ultimo lustro, per i grembiuli si tratta di un vero «battesimo» che deve sostituire quello cristiano. L’uso di feti abortiti per la sua industria non costituisce, pensiamo da mo’, un dettaglio secondario.

 

L’obbligo vaccinale totale non è una cosa nuova: in vari Paesi lo si è visto negli ultimi due secoli. Il movimento antivaccinista, per quanto cerchino di dirvi che è un effetto dell’ignoranza del web, è vecchio tanto quanto il siero malefico. E, cosa più rilevante, nella guerra contro il potere ha vinto numerose partite.

 

Ci piace ricordare la «revolta da vacina», quando il governo Brasiliano tentò nel 1904 di vaccinare chiunque mandando soldati e infermieri casa per casa. I moti che ne seguirono, unitisi anche i cadetti di un’accademia militare, potevano sfociare addirittura in un rovesciamento del potere, per cui i governanti ritirarono tutto, e la protesta si sgonfiò.

 

Non fidatevi di chi vi dice che non possono farlo perché sarebbe contro la Costituzione: in ogni Paese del mondo oggi le carte costituzionali (quelle nazionali, quella dell’ONU, i trattati vari, etc.) sono carta straccia. Sono tutti stati violati migliaia di volte – e solo ricordate che il centro di tutto, il vaccino genetico che dovete iniettarvi, è in palese violazione di uno dei document con i quali il mondo si tirava fuori dalla guerra e dal totalitarismo più spaventoso dicendo «mai più», il Codice di Norimberga.

 

A chi importa, oramai, della legge? A nessuno. Vige un diritto positivo assoluto, un diritto penale totale soggetto al puro arbitrio del potere

A chi importa, oramai, della legge? A nessuno. Vige un diritto positivo assoluto, un diritto penale totale soggetto al puro arbitrio del potere. Abbiamo segnalazioni di casi in cui nemmeno le esenzioni previste dalle leggi pandemiche come il dl 44/21 sono osservate. Esiste sono l’imposizione integrale del potere pandemico, di cui il vaccino è il marchio più carnale e visibile.

 

Ancora molte cose possono succedere da qui ad ottobre: magari qualche giudice si pronuncia contro, magari addirittura in sede europea, magari si sveglia qualcuno all’ONU, magari i Paesi limitrofi… Noi non ci facciamo affidamento, in nessun modo. Qualsiasi giudizio, qualsiasi esempio, qualsiasi condanna, si può ignorare in questo momento: pensateci, ignorano, e in milioni, la logica stessa (io non mi vaccino, perché tu vaccinato hai paura di me? Perché puoi andartene in giro se contagi quanto me? etc.) nella sua forma più elementare, comprensibile perfino ai bambini.

 

Non conta nulla, conta solo il piano. Sappiamo dal 2014, da quando alla Casa Bianca qualcuno firmò il protocollo di obbligo vaccinale per i bambini italiani, che il nostro Paese è, per qualche ragione, una cavia apripista. È più o meno da allora che abbiamo iniziato a lottare, osservando come tante cose cominciavano a mettersi in fila. Prima dissero che bisognava vaccinare i bambini, poi fecero grandi campagne per vaccinare gli anziani (che fino a qualche anno fa, secondo la medicina, non andavano vaccinati…).

 

In innumeri conferenze su è giù per l’Italia abbiamo provato ad esporre la nostra teoria: è un panino, hanno  piazzato la fetta sotto (i bimbi), la fetta sopra (i vecchi), ma quello che interessa loro è quello che è in mezzo: loro vogliono tutta la popolazione adulta, perché senza di loro, la maggioranza, non ottengono il fine del loro piano, la vaccinazione universale.

 

Ora la hanno ottenuta.

 

Ci hanno riso dietro, ci hanno insultato, minacciato, segnalato, censurato. Sghignazzi e delazioni contro Renovatio 21. Non importa. Non è una consolazione aver avuto ragione.

 

Il COVID è un processo di allineamento, ma possiamo usare anche un’altra parola per il fenomeno: sottomissione

Vi diciamo solo: fidatevi di noi. Fidatevi quando vi diciamo che, comunque, non è finita. Obbligo o meno, non si fermeranno. Perché, come vi abbiamo ripetuto, questo è un piano preciso. È il piano a cui dovete consegnare la vostra libertà, la vostra sovranità biomolecolare, la vostra vita, e soprattutto la vostra anima.

 

Perché il COVID non è un’epidemia, è un allineamento.

 

Una volta i media mainstream dicevano cose assai diverse da quelle che si poteva leggere sui social: ora dicono tutti la stessa cosa.

 

Una volta gli Stati avevano modi differenti di affrontare le emergenze: ora fanno tutti le medesime cose, con i medesimi sistemi (lockdown, PCR, etc.) perfino con i medesimi farmaci (quattro in tutto, in occidente).

 

Una volta i partiti, pure, avevano idee differenti: ora, ad ogni latitudine, i partiti tendono tutti da un’unica parte. La medicina aveva più voci: ora quella che dissente (magari non contestando tutto l’impianto della scienza medica moderna, ma permettendosi appena di suggerire un altro farmaco) viene disintegrata, letteralmente.

 

Una volta era lecito discutere con familiari e amici delle proprie scelte personali, sanitarie, politiche: ora, lo sa perfettamente ognuno di voi, non più.

 

Tutti perfettamente allineati – e marchiati, biologicamente ed elettronicamente. Chi non si allinea è fuori – va cancellato, sacrificato. Il COVID è un processo di allineamento, ma possiamo usare anche un’altra parola per il fenomeno: sottomissione.

 

E quindi, davanti al drago, sottomettetevi, tremate, offrite le vostre vergini, immolate voi stessi. Placate la sua ira. Obbeditegli.

 

Tuttavia, avevamo detto mesi fa, non siamo del tutto sicuri che il mitologico sputafuoco sappia quello che sta facendo:

 

«Draghi non ha esperienza, la sua politica non ha carisma, sa che è sostenuto dal nulla dei partiti, per cui – anche se sentisse il sostegno della sovrastruttura mondialista occulta e non – giocoforza deve temere l’unico fattore reale, imprevedibile, adirato, di tutta questa equazione: il popolo».

 

Scrivevamo così. Non c’erano ancora le manifestazioni in piazza, i giornali che gridano alla violenza, la repressione strisciante – dinanzi alle quali i potenti paiono voler comunque tirare dritto. Il concetto tuttavia crediamo rimanga valido.

 

Il sacrificio programmatico di una cosa ampia fetta della popolazione, nessuno sa bene a cosa può portare.

 

I racconti che ci tramandiamo da millenni in effetti sono pieni di draghi sconfitti.

 

 

Roberto Dal Bosco

 

 

 

Immagine di DesignSpartan via DeviantArt pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 3.0 Unported (CC BY-NC-ND 3.0)

 

 

Armi biologiche

C’è stato un Golpe. Ma a chi importa ormai?

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Negli ultimi tempi si è parlato molto di un alto papavero dell’esercito americano, il generale Mark A. Mulley. Egli ricopre tutt’ora il ruolo di Capo dello stato maggiore congiunto, l’ufficiale di rango più elevato delle forze armate statunitense.

 

Milley è conosciuto per aver espresso di recente commenti sulla «white rage»: ritiene che un problema fondamentale del Paese sia la rabbia dei bianchi. Dice che sta studiando la materia. L’esercito intanto adotta come letture per i soldati manuali di Critical Race Theory, l’idea per cui ogni singola cosa accada in America sia frutto di un «razzismo sistemico» che dura da almeno 400 anni.

 

Poche settimane fa, all’indomani dell’uccisione di 13 militari americani all’Aeroporto di Kabul, fece una conferenza stampa per dire che gli USA avevano reagito: grazie a una «solida intelligence», un drone aveva disintegrato un furgoncino carico di terroristi dell’ISIS-K che stavano per entrare in azione. L’azione sembrò subito sospetta. Il New York Times ora conferma che a morire è stata un’intera famiglia, tra cui vari bambini.

 

Ora di Milley si parla con ancora più insistenza. Bob Woodward, il decano dei giornalisti (l’uomo che con la sua fonte Gola profonda innescò lo scandalo Watergate e la conseguente caduta di Nixon) ha mandato in stampa un paio di racconti incredibili.

 

Secondo il libro Peril, sul finire della presidenza Trump, Milley disse ai suoi sottoposti di essere consultato personalmente su qualsiasi ordine di azione militare da parte del presidente, compreso l’uso di armi nucleari – un fatto che costituisce la rottura della catena di comando in violazione del principio del controllo civile sui militari.

 

Per qualche giorno, gli USA sono stati tecnicamente oggetto di un Colpo di Stato. Un Golpe militare di cui erano a conoscenza i vertici del Partito Democratico e delle varie agenzie di sicurezza: tutti tranne che il popolo. Un golpe segreto, nondimeno, realizzato

L’8 gennaio, Milley ha assicurato la presidente della Camera, la democratica californiana Nancy Pelosi,  che «gli inneschi nucleari sono sicuri e non lo faremo – non permetteremo nulla di pazzo, illegale, immorale o non etico che accada».

 

Secondo quanto riferito, la Pelosi avrebbe poi detto a Milley: «È pazzo. Sai che è pazzo. È pazzo da molto tempo. Quindi non dire che non sai quale sia il suo stato d’animo… È pazzo e quello che ha fatto ieri è un’ulteriore prova della sua follia», ha aggiunto la Pelosi, riferendosi a Trump e all’assedio del Campidoglio.

 

«Signora Presidente, sono d’accordo con lei su tutto» avrebbe risposto Milley.

 

Il libro riporta inoltre che il 30 ottobre 2020, quattro giorni prima del giorno delle elezioni presidenziali statunitensi, Milley chiamò il suo omologo in Cina, il generale Li Zuocheng:

 

«Voglio assicurarvi che il governo americano è stabile e che tutto è andrà tutto bene… Non attaccheremo o condurremo nessuna operazione cinetica contro di voi». «Operazione cinetica» significa attacco militare con armi fisiche.

 

«Se vogliamo attaccare, vi chiamerò prima, non sarà una sorpresa». Gli autori scrivono che il generale Milley ha chiamato di nuovo il generale cinese nel gennaio 2021, due giorni dopo l’attacco al Campidoglio degli Stati Uniti del 2021.

 

Si tratta di rivelazioni a dir poco sbalorditive.

 

Il generale Milley, sostiene qualche membro dell’ opposizione repubblicana (non tutti…) si è quindi reso responsabile di alto tradimento.

Quello di Milley, nel passato nel presente e nel futuro, è un tradimento con implicazioni immani

 

Il generaly Milley, quindi, andrebbe mandato dinanzi ad una Corte Marziale dell’esercito USA. La quale, all’articolo 94 dell’Uniform Code of Military Justice, prevede che l’ammutinamento e la sedizione siano puniti con la morte.

 

Avete letto bene: pena di morte per i militari traditori. Nientemeno. Il caso di Milley ci sembra esattamente questo. Per qualche giorno, gli USA sono stati tecnicamente oggetto di un Colpo di Stato. Un Golpe militare di cui erano a conoscenza i vertici del Partito Democratico e delle varie agenzie di sicurezza: tutti tranne che il popolo. Un golpe segreto, nondimeno, realizzato.

 

Non si tratta di un tradimento qualsiasi – ma di un tradimento «nucleare».  Cioè, di un piano preciso di privare il presidente ancora in carica (anche se per poco) dell’arma di deterrenza assoluta di cui dispone il suo Paese – e il tutto, tramando con una potenza avversaria che parimenti dispone del fuoco termonucleare e che, come riportato da Renovatio 21, potrebbe di recente aver costruito nuovi siti di lancio di missili intercontinentali – la Cina.

 

La Cina, lo strano compagno di viaggio, o meglio, il padrone di tanta della sinistra progressista occidentale. La Cina a cui, con un tradimento non ancora raccontato o spiegato, le nostre élite hanno passato tutta la nostra capacità manifatturiera. La Cina a cui abbiamo svenduto aziende, la Cina per cui abbiamo svuotato interi comparti industriali, con la conseguente distruzione della classe media.

 

Tutto è l’opposto di ciò che credono i vostri occhi, e la vostra logica

Quella Cina che potrebbe in questi giorni innescare una guerra per Taiwan: lo temono in molti, le manovre dell’anglosfera sembrano puntare lì (a meno che sotto, non ci sia un accordo ancora più profondo di ritirata occidentale), dai sottomarini atomici che ora si vuole fornire all’Australia in giù. Gli stessi media australiani, in questi giorni, si stanno chiedendo seriamente quanto Canberra sia vicina alla guerra con Pechino – che, su un organo ufficiale del Partito Comunista Cinese, ha definito l’Australia una gomma da masticare attaccata alla suola dello stivale cinese.

 

Quello di Milley, nel passato nel presente e nel futuro, è un tradimento con implicazioni immani.

 

Il problema qui, tuttavia, è un altro. Di tutto questo, a nessuno importa. Milley è salutato dai media americani tutti (con l’eccezione di Fox News e dei canali trumpiani OAN e Newsmax) come un salvatore della patria. Si sprecano i commentatori che dicono quanto abbia fatto bene, perché, come la Pelosi, definiscono Trump «pazzo» (nonostante vi sia un emendamento, il 25°, per rimuovere un presidente pazzo, ma i democratici non sono riusciti ad attivarlo).

 

A lui dobbiamo la salvezza planetaria. Milley non è un traditore: è un eroe.

 

Vi renderete conto che siamo dinanzi ad un mondo capovolto. Deve essere la «Umwertung aller Werte», quella «trasmutazione di tutti i valori» di cui parlava il sifilitico Nietzsche quando sognava il suo mondo dionisiaco ed invertito.

 

Tutto è l’opposto di ciò che credono i vostri occhi, e la vostra logica.

 

Giocare con la fine del mondo, e senza alcuna supervisione politica. Anzi: farlo partendo proprio dalla sottrazione del potere da funzionari eletti dal popolo

Il rivale geopolitico non va considerato come avversario, anzi va protetto. Gli immigrati hanno più diritti dei cittadini, possono infrangere la legge sull’immigrazione e pure la regolamentazione anti-COVID: possono entrare nel Paese senza test e senza vaccini, a differenza di voi che se ne siete sprovvisti non potete nemmeno entrare al bar per fare la pipì.

 

E poi, l’inversione suprema, quella della «libertà». La vera libertà, ripetono anche i leader di partiti italiani, la ottiene se ti inserisci in un sistema di sorveglianza bio-informatica. «Libertà» è essere obbligati ad una terapia genica, pena la perdita non solo dei propri diritti ma anche del proprio lavoro, cioè del cibo per la propria famiglia. Il «bispensiero» teorizzato nel romanzo di Orwell è roba da educande.

 

Quindi, sì, vero: il generale Milley è un eroe del nostro tempo. E non è l’unico.

 

Il suo caso ricorda da vicino quello di un altro generale coinvolto in affari cinesi e, potenzialmente, in armi pericolosissime: quello del dottor Anthony Fauci.

 

L’eterno, onnipotente zar dell’ente pubblico per le malattie infettive, già detestato dagli scienziati odiato dai gay ai tempi dell’AIDS (dove fece un paio di manovre interessanti), ora è considerato da alcuni – come il senatore Rand Paul che glielo ha detto in faccia in commissione – il possibile «responsabile dell’intera pandemia».

 

Egli infatti, come sembra sempre più certo, ha passato milioni di euro del contribuente americano a ONG che lavoravano sull’ingegneria genetica dei coronavirus all’Istituto di virologia di Wuhan – un progetto che la stessa DARPA, l’ente scientifico di ricerca del Pentagono, aveva scartato come troppo rischioso.

 

Avevate bisogno di altre prove della fine pragmatica della democrazia?

Eppure, anche di Fauci – oramai considerato perfino colpevole di aver mentito davanti al Congresso, pena che dovrebbe costargli 5 anni di gabbio – nessuno si cura. Anzi. Fauci è un eroe.

 

Abbiamo avuto testimonianze, nei mesi della pandemia, di cose grottesche: il giardino delle case private degli elettori democrat esponevano cartelli con su scritto «Grazie Fauci per difenderci dalla pandemia». Era quando Fauci, smentendo se stesso e pure quello che diceva in email private ora emerse, raccomandava mascherine e lockdown draconiani. C’era ancora Trump, quindi, come gli ubriachi con i lampioni, l’onesto cittadino progressista si aggrappava all’unico uomo che gli teneva testa, il virologo che tutti gli anni dava notizie sull’andamento stagionale dell’influenza (lo chiamavano, allora, «doctor flu»).

 

Si trattava, invero, di un altro effetto collaterale della TDS, ovvero la «Trump Derangement Syndrome», sindrome da disturbo-Trump. Non possiamo dire di non conoscerla, qui in Italia – l’abbiamo avuta per due decenni, solo che invece che il costruttore TV della Trump Tower abbiamo avuto il costruttore TV di Milano 2. La dinamica di odio cieco, e controproducente fino al masochismo, la conosciamo bene: alimentata dai media degli avversari finanziari e personali di Berlusconi, possiamo dire  che essa ha creato l’assetto parlamentare dell’ora presente. Il fenomeno dei 5S, senza le decadi di delegittimazione mediatico-popolare di Berlusconi (certo, unito all’incapacità totale del PD di costruire un’alternativa credibile), non sarebbe esistito.

 

Quindi: Fauci e Milley sono eroi.

 

Non è un caso che, arrivato un premier «tecnico» (cioè, ancora meno eletto di quello precedente) la responsabilità della campagna vaccinale italiana sia subito passata ai soldati

Entrambi hanno trafficato con sicumera con le cose più delicate e devastanti al mondo, le armi atomiche e quelle biologiche. Queste ultime, come abbiamo visto, ancora più pericolose delle prime. E se diciamo proprio «armi biologiche» è perché siamo convinti che a quei livelli di biosicurezza le innocenti ricerche non esistono: ogni ricerca su un patogeno distruttivo è dual use, puoi farci un vaccino ma anche un’arma (guardate il film Virus Letale: è spiegato bene, è il centro di tutta la storia). E sappiamo per certo che l’esercito cinese lavorasse anche lì…

 

Giocare con la fine del mondo, e senza alcuna supervisione politica. Anzi: farlo partendo proprio dalla sottrazione del potere da funzionari eletti dal popolo.

 

Avevate bisogno di altre prove della fine pragmatica della democrazia?

 

Avete notato come improvvisamente quando si parla di militari al potere ora non venga più in mente Pinochet, ma anzi, i giornali dell’Oligarcato arrivano ad invocare un mezzo golpe dei colonnelli?

 

Non è un caso che, arrivato un premier «tecnico» (cioè, ancora meno eletto di quello precedente) la responsabilità della campagna vaccinale italiana sia subito passata ai soldati.

Tenete bene a mente: nel mondo invertito, voi non valete niente.

 

Il generale a capo della siringa nazionale si lascia scappare una gaffe, parla di inoculo di «decine di milioni di dosi senza saperne esattamente l’esito»: dice cioè, la verità – certo, forse senza rendersi bene conto. Invece che ricordare il Codice di Norimberga, giornali e popolo progressista applaudono. Anche qui, un generale eroe. Celo anche noi.

 

Ma anche questo: che importanza ha?

 

Tenete bene a mente: nel mondo invertito, voi non valete niente.

 

La vostra Costituzione, non vale niente.

 

La nuova forma di cittadinanza politica nel mondo degli eroi invertiti è una sola: la sottomissione

I vostri diritti umani, non esistono.

 

La vostra opinione, è nulla.

 

Il vostro voto, non ha valore.

 

Le vostre parole, vengono cancellate.

 

La vostra religione, non conta nulla.

 

I vostri figli, non sono vostri.

 

Il vostro corpo, non è vostro.

 

C’è stato un Golpe. L’obbiettivo non erano i palazzi dei governi. Erano i vostri corpi e le vostre menti.

La nuova forma di cittadinanza politica nel mondo degli eroi invertiti è una sola: la sottomissione.

 

Lo ripetiamo, nel caso qualcuno di voi non abbia capito a cosa serve il COVID. Allineatevi. Sottomettetevi.

 

Tra menzogne, bombe atomiche e armi biologiche, si sta aprendo una nuova era di schiavitù. E non pensate di poter scappare.

 

C’è stato un Golpe. L’obbiettivo non erano i palazzi dei governi, ma i vostri corpi e le vostre menti.

 

Ma a chi importa, oramai?

 

 

Roberto Dal Bosco

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Pensiero

Green pass, cioè che ci aspetta se non resisteremo

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Come Renovatio 21, sin dagli albori del nostro gruppo, abbiamo sempre cercato di offrire un’informazione che andasse oltre alla superficialità delle cose apparenti e poco approfondite. Siamo convinti che di quelle sia già pieno il web e più nello specifico anche una buona parte di quell’informazione che vorrebbe ricoprire il ruolo della cosiddetta «contro-informazione». 

 

In questo preciso momento storico, è più che mai indispensabile guardare oltre, persino oltre i vaccini, argomento per il quale fondamentalmente Renovatio 21 è nata e attraverso il quale, già in tempi non sospetti (nel 2017, ad esempio), parlavamo di «panino vaccinale» quale immagine figurata di un procesos pubblico dove prima si prende la fetta degli anziani; poi quella dei bambini lasciando in mezzo uno spazio  da riempire.  Quello spazio in mezzo — abbiamo sempre sostenuto — saremmo stati inevitabilmente noi: la popolazione adulta. 

 

Le tappe che ci hanno portato fino a questi giorni surreali,  come abbiamo già avuto modo di approfondire in un recente articolo, vengono da molto lontano.

 

Tuttavia, ciò che qui vorrei brevemente riassumere,  riguarda l’ultimo anno e mezzo, così da meglio capire ciò che realmente potrebbe attenderci se non avremo chiara la situazione e se non reagiremo di conseguenza. 

 

La pseudo-pandemia ad altro non è servita se non, come ben chiaro a tutti, a diffondere la paura: dopo un lunghissimo periodo storico del più rivoltante liberismo mondiale, qualcuno ha deciso che era ora di richiamare il gregge all’ovile

La pseudo-pandemia ad altro non è servita se non, come ben chiaro a tutti, a diffondere la paura: dopo un lunghissimo periodo storico del più rivoltante liberismo mondiale, qualcuno ha deciso che era ora di richiamare il gregge all’ovile.

 

Le gozzoviglie malsane di intere generazioni, con la mondanità come modello di vita, sono servite per svirilizzare sempre di più l’essere umano rendendolo fragile, ebbro, psico-farmacizzato, senza valori e senza radici ideali — meno che mai religiose. 

 

Ecco, allora, che la paura è stato il semplice richiamo con cui far inginocchiare il moderno uomo debole ad un sistema padrone che lo chiama all’ordine.

 

Il COVID-19 è stato uno strumento necessario per rimodellare una nuova società, fatta di uomini e donne che vivano in un nuovo, medicalizzato, modello di «libertà su misura».

 

Il COVID-19 è stato uno strumento necessario per rimodellare una nuova società, fatta di uomini e donne che vivano in un nuovo, medicalizzato, modello di «libertà su misura»

Come non menzionare l’ormai citatissimo The Giver, romanzo distopico tradotto poi in film in cui in una società del futuro tutti gli esseri umani vivono «liberi» con la loro iniezione obbligatoria quotidiana e senza la possibilità di provare emozioni né di partorire ricordi di come era il mondo prima di quella società biologicamente riformata. 

 

È grazie alla cosiddetta emergenza sanitaria che si è potuta creare una vera «emergenza sociale»: la nostra Nazione è sempre stata piena di emergenze, ma mai prima del 2020, la portata mediatica della narrazione era arrivata a simili livelli.

 

L’obiettivo, appunto, era quello di preparare un modello di «emergenza» che potesse via via essere inoculato nelle menti, così da fare posto ad una concezione in cui tutto può essere lecito in virtù dell’urgenza della situazione in atto. Questo per qualsiasi settore dell’attività umana, ma , ovviamente, la miglior presa la si trova in quello delle «emergenze» continue: la salute. 

 

Il COVID-19 ha creato l’emergenza. L’emergenza ha creato la necessità di sperimentare tutti i modi possibili per farvi fronte

Il COVID-19 ha creato l’emergenza. L’emergenza ha creato la necessità di sperimentare tutti i modi possibili per farvi fronte. Dopo la limitazione delle libertà personali e della distruzione della attività economico-produttiva ecco, allora, la comparsa in scena del divin Vaccino, il protagonista di questa pièce. 

 

Grazie al divin Vaccino si possono scongiurare nuovi lockdown — ci dicono. Perché, di fatto, il lockdown è servito ad incattivire le persone, che ora odiano chi non si fa il vaccino perché è il presunto colpevole della rievocazione dei lockdown. Sono gli «evasori vaccinali», come li ha definiti recentemente il giornalista Mattia Feltri, sono i parassiti egoici e disfunzionali che ci porteranno al rischio di nuove devastanti chiusure. 

 

Ciò che è necessario capire veramente, però — e sicuramente in molti lo hanno capito — è che il vaccino è anch’esso uno strumento. Uno strumento importante, certo, un tassello fondamentale per la costruzione del piano, ma non rimane il punto finale. L’obiettivo successivo ora porta il nome di «green pass». Si tratta probabilmente di un nome temporaneo, ma la sostanza è molto ben delineata concettualmente e pragmaticamente.

 

Fa sorridere leggere e ascoltare persone, brave persone e certamente in buona fede, che sperano, come l’arrivo di Babbo Natale, i termini del 31 dicembre prossimo

Fa sorridere leggere e ascoltare persone, brave persone e certamente in buona fede, che sperano, come l’arrivo di Babbo Natale, i termini del 31 dicembre prossimo, citando a loro sostegno la «legge», quella legge che impedirebbe, sempre a lor dire, un prolungamento dello «stato di emergenza». Viene citata la «legge» come fosse un caposaldo in un momento storico in cui il diritto, lo stato di diritto, è totalmente calpestato, liquefatto, ucciso a colpi prima di DPCM, e ora di decreti legge. 

 

Mi ha fatto sorridere incontrare tante brave persone che mi chiedevano, nelle piazze, se Renovatio 21 era al corrente del fatto che il «1º ottobre prossimo i vaccini scadranno perché verranno finalmente riconosciute e diffuse le cure esatte per trattare l’infezione da SARS-Cov-2». Anche qui stupisce il non rendersi conto che il vaccino per i poteri costituiti è e rimarrà lo strumento per eccellenza, del quale, cure o non cure (delle cure non interessa a nessuno, si sa) non si potrà più fare a meno. 

 

Tante persone ora sono giustamente spaventate dal vaccino, poiché tocca a loro. Triste tuttavia pensare che tante di queste persone non batterono ciglio quando fu il momento di siringare i propri figli, i propri nipoti, «perché sennò non sarebbero potuti andare all’asilo!».

 

Ad ogni modo, non ci sarà nessuna cessazione dell’ «emergenza» fino a quando non decideranno loro, come peraltro stanno già decidendo, con l’ipotesi di un ulteriore prolungamento fino a marzo 2022.

 

Non ci sarà, parimenti, nessuna scadenza dei vaccini fino a quando non lo decideranno loro. Anzi, Pfizer — che già a giugno aveva annunciato vaccini per i bambini entro settembre — ora ha ufficialmente aperto le danze: sieri mRNA ai bimbi dai 5 anni in su

 

Come dicevamo, ora il potere ora non si concentra solo sul vaccino, ma sul green-pass – cioè sullo scheletro di un sistema di marchiatura molto più potente, versatile, duraturo.

 

Con l’introduzione del «certificato verde» è stato introdotto qualcosa di molto più pervasivo rispetto ad un prevedibile obbligo vaccinale, poiché il green-pass potrà trovare ragion d’essere in qualsiasi circostanza o situazione che verrà decisa dall’alto. 

 

E allora lasciatemi dire che chi lotta contro il vaccino ma accetta il tampone alimenta il green-pass, ovvero alimenta in egual modo il sistema di tortura della nostra libertà

E allora lasciatemi dire che chi lotta contro il vaccino ma accetta il tampone alimenta il green-pass, ovvero alimenta in egual modo il sistema di tortura della nostra libertà

 

Pur non volendo giudicare le scelte di nessuno e comprendendo il grande momento di difficoltà, dobbiamo tuttavia aver chiaro questo: per combattere un sistema dobbiamo combattere tutti gli elementi che fanno parte di esso, nessuno escluso. 

 

Chi cerca escamotage per scaricare il green-pass a seguito di una guarigione da SARS-Cov-2 nutre il green-pass condannando a morte la nostra società.  

 

Il Male, per sua natura, offre sempre le alternative per mantenerci nel Male. Noi dobbiamo rifiutarlo in toto

 

Il Male, per sua natura, offre sempre le alternative per mantenerci nel Male. Noi dobbiamo rifiutarlo in toto

Tutto è servito ad arrivare a questo, ad una sorta di patente a punti — e nulla ci vieta di pensare che, sul modello cinese ormai tanto caro a certi nostri politici filopechinesi, è proprio qui che si vuole giungere — in cui tutto sarà giudicato in base al grado di valutazione che ci verrà dato per poter stare o meno nella società, e solo nel caso in cui ci saremo piegati ad ogni sorta di diktat.

 

Dovremo essere imprigionati per essere «liberi». Dovremo essere piegati per poter stare diritti, e il tema della salute non sarà che un primo passaggio. 

 

Potrei sbagliarmi? Forse. Lo spero. Ne dubito. 

 

Quello che so invece per certo, però, è che ora è il momento di combattere, di essere intransigenti laddove non esserlo vorrebbe dire ledere verità e giustizia, come diceva un tale Guido De Giorgio. 

Dovremo essere imprigionati per essere «liberi». Dovremo essere piegati per poter stare diritti, e il tema della salute non sarà che un primo passaggio

 

Se non lotteremo per la Verità e per la giustizia, se non ci opporremo integralmente a questo folle e suicida sistema, saremo in qualche modo complici del marchio d’infamia con cui stanno cercando di stritolarci. 

 

Possiamo scegliere di essere William Wallace o di fare la parte di Joseph Bruce Ismay abbandonando la nave mentre tanti sono ancora lì a combattere per difendere la propria vita e quella dei propri cari contro gli iceberg dell’ora presente. 

 

A noi, come sempre, la scelta. 

 

Se non lotteremo per la Verità e per la giustizia, se non ci opporremo integralmente a questo folle e suicida sistema, saremo in qualche modo complici del marchio d’infamia con cui stanno cercando di stritolarci. 

Renovatio 21 la sua l’ha fatta già dall’inizio, descrivendola limpidamente nella descrizione di questo stesso sito internet, nella sezione Chi siamo:

 

La Necrocultura perverte il puro, uccide l’innocente, stermina l’uomo e i suoi figli. Ciò sta accadendo in questo stesso momento.

 

Ci siamo dati la missione, stupida quanto inevitabile, di divenirne l’argine – e un giorno, gettate le basi, rovesciare per sempre lo stato delle cose.

 

L’invito ad unirvi a noi in questa missione è oggi più che mai indispensabile. E, quello sì, davvero urgente. 

 

 

Cristiano Lugli 

 

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Pensiero

«Qual è il vero fine di tutto questo?»: Cristiano Lugli di Renovatio 21 interviene in TV

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Cristiano Lugli, portavoce e co-fondatore di Renovatio 21, è intervenuto nella trasmissione Lineasera di Canale Italia lo scorso giovedì 16 settembre.

 

Cristiano ha risposto a domande sulla manipolazione dell’informazione, e ha ricordato come Renovatio 21 facesse la battaglia per la sovranità biologica da ben prima della pandemia, quando cominciava ad intravedersi il «panino vaccinale»: prima la fetta superiore degli anziani, poi la fetta inferiore dei bambini, infine quello che ci va in mezzo, ossia tutti noi.

 

Cristiano ha poi ricordato che in nessun modo ora vada fatta una battaglia per i tamponi, ma contro l’intero sistema biosecuritario in atto. La battaglia, va rammentato, va fatta quindi anche ai tamponi: perché possono essere utili ad evitare (temporaneamente) il siero genico, ma crediamo sempre con maggior convinzione che non sia il vaccino in fine di tutto questo, «è solo un tassello» di un progetto di cui il vaccino è uno strumento: la riformulazione della società umana, modificata non solo a livello sociale, politico, professionale, ma perfino a livello biomolecolare.

 

«Il fine di tutto questo è far perdere la speranza agli esseri umani»

«Il fine di tutto questo è far perdere la speranza agli esseri umani» ha detto Lugli. «La disperazione uccide l’anima. Quello a cui vogliono arrivare è proprio questo… spaventarci, farci perdere la fede… la morte dell’anima, l’uccisione dell’anima».

 

Il cofondatore di Renovatio 21 ha poi cercato di far capire che la data del 31 dicembre 2021 come termine della follia pandemica italiana è solo una pia illusione, di cui bisognerebbe liberarsi il prima possibile.

 

Di seguito i singoli interventi di Cristiano (cliccando la riproduzione ciascun video ripartirà esattamente al punto).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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