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Economia

Apocalisse e decrescita: a lavoro solo con il Green Pass. Confindustria discute la distruzione dell’articolo 1 della Costituzione Italiana?

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Secondo lo scoop del quotidiano romano Il Tempo, una lettera circolante nelle alte sfere di Confindustria – la maggiore organizzazione che rappresenterebbe le grandi aziende italiani – starebbe discutendo il green pass come condizione necessaria per accedere alle aziende in cui si lavora. Se il dipendente non volesse sottomettersi, si dovrebbe pensarlo o a relegarlo ad altre mansioni o – come già nel caso dei sanitari – lasciarlo a casa senza stipendio.

 

«Nonostante la campagna vaccinale abbia registrato finora un buon andamento, numerose imprese associate hanno segnalato la presenza di percentuali consistenti di lavoratori che scelgono liberamente di non sottoporsi alla vaccinazione, esponendo di fatto ad un maggior rischio di contrarre il virus se stessi e la pluralità di soggetti a cui direttamente o indirettamente entrano in contatto condividendo in maniera continuativa gli ambienti di lavoro».

 

La contorsione è encomiabile: pare addirittura che ai lavoratori non vaccinati si voglia levare il lavoro (e i mezzi di sussistenza: a loro e alle centinaia di migliaia di famiglie che sostengono) per il loro bene. Del resto, i geni confindustriali stanno alla larga dalla logica per cui ad essere in pericolo non può essere la «pluralità di soggetti» vaccinati che entra in contatto con l’operaio no-vax

La contorsione è encomiabile: pare addirittura che ai lavoratori non vaccinati si voglia levare il lavoro (e i mezzi di sussistenza: a loro e alle centinaia di migliaia di famiglie che sostengono) per il loro bene. Del resto, i geni confindustriali stanno alla larga dalla logica per cui ad essere in pericolo non può essere la «pluralità di soggetti» vaccinati che entra in contatto con l’operaio no-vax. Perché, se i vaccinati sono a rischio, cosa si sono vaccinati a fare?

 

Sorvoliamo pure sull’idea, oramai corroborata anche in dichiarazione TV di vari «esperti» ultravaccinisti, per cui a creare le varianti non sarebbero i non-vaccinati, ma proprio i vaccinati: non possiamo chiedere alla compagine dei sedicenti padroni del vapore, per tanti anni ossequiosi di agenti della Necrocultura come alcuni membri della famiglia Agnelli, troppi sforzi di intelligenza.

 

La lettera prosegue:

 

«Al fine di tutelare tutti i lavoratori e lo svolgimento dei processi produttivi, nel pieno rispetto delle libertà individuali, Confindustria ha proposto l’estensione dell’utilizzo delle certificazioni verdi (green pass) per accedere ai contesti aziendali, avviando interlocuzioni con il governo ai fini di una soluzione normativa in tal senso».

 

Capito? Per tutelare i lavoratori (che interessano i padroni delle mega-aziende sempre moltissimo) e i «processi produttivi» (che interessano ancora di più), è la stessa associazione industriale a muovere sul governo per poterli lasciare a casa. Viene da pensare al malizioso: non è che sia quello il fine recondito? Avere la giustificazione, in un quadro di economia in contrazione spaventosa, di licenziare masse intere di lavoratori nel silenzio di politica e sindacati? Sono pensieri maliziosi da cui ci dissociamo: sono gli stessi che fanno quei complottisti che credono che ciò che sta accadendo serva ad un piano di riduzione della popolazione terrestre, di eliminazione nemmeno più graduale delle masse umane parassite del pianeta, come era suggerito in un video emanato dal fondatore di un partito al governo.

 

Dall’espansione si passa al decremento – la decrescita di cui si riempiono la bocca le varie sfumature di ecofascismo ora al potere in Italia e in tutti gli ambiti transnazionali. Le grandi aziende, che dovrebbero avere come imperativo per sé e per i propri stakeholder (e i propri lavoratori…) la crescita economica, si stanno solo adeguando

Dall’espansione si passa al decremento – la decrescita di cui si riempiono la bocca le varie sfumature di ecofascismo ora al potere in Italia e in tutti gli ambiti transnazionali. Le grandi aziende, che dovrebbero avere come imperativo per sé e per i propri stakeholder (e i propri lavoratori…) la crescita economica, si stanno solo adeguando. Della mutazione in corso Renovatio 21 ha pubblicato alcuni articoli del professore della New York University Michael Rectenwald: il capitalismo sta mutando profondamente, al punto che (molto controintuitivamente) pare non sia più nemmeno il profitto a muovere le scelte economiche delle grandi aziende.

 

Il compianto Gianni Collu lo aveva capito più di 40 anni fa. Studioso marxista, si era resto conto che mentre le lotte operaie sognavano ancora una rivoluzione di fabbriche che fabbricano e proletari e fanno prole, i padroni del vapore – ad esempio il Club di Roma, dove i grandi industriali come gli Agnelli e i Rockefeller si accompagnavano a reali e potenti di ogni parte del globo – non volevano fabbricare più nulla, anzi: volevano deindustrializzare l’economia, e, più importante, de-umanizzare il pianeta. Concetti di fallacia assoluta come quello di «Bomba demografica» (inventato dall’entomologo Paul Ehrlich, le cui previsioni sono state sbugiardate tutte; era dimenticato, lo ha ripescato il Vaticano di Francesco invitandolo ai suoi lavori di econazismo anticristico) o di «Limiti della crescita» (titolo dello MIT che Peccei finanziò al MIT di Boston) nacquero lì, e da lì il loro traino su giornali, riviste, TV, film, università… sino a Casaleggio (che elogia il Club di Roma nei suoi libri) e Greta Thunberg.

 

Il titolo del libro, ora introvabile (e, ad occhio, de-amazonizzato), era Apocalisse e rivoluzione. Dall’idea della rivoluzione, diceva il marxista Collu, siamo passati all’idea di apocalisse. Dall’espansione alla contrazione: il cambio di paradigma è totale, e il suo costo è misurabile in vite umane perdute, impedite, spente, sacrificate al niente.

 

Ma restiamo terra-terra.

Dall’espansione alla contrazione: il cambio di paradigma è totale, e il suo costo è misurabile in vite umane perdute, impedite, spente, sacrificate al niente

 

«La posizione assunta da Confindustria – continuano stralici della lettera captata da Il Tempo  citati anche da La Verità – è che l’esibizione di un certificato verde valido dovrebbe rientrare tra gli obblighi di diligenza, correttezza e buona fede su cui poggia il rapporto di lavoro. In diretta conseguenza di ciò, il datore ove possibile potrebbe attribuire al lavoratore mansioni diverse da quelle normalmente esercitate, erogando la relativa retribuzione; qualora ciò non fosse possibile, il datore dovrebbe poter non ammettere il soggetto al lavoro, con sospensione della retribuzione in caso di allontanamento dall’azienda».

 

Fermi tutti: i maliziosi che pensano che una simile situazione potrebbe permettere licenziamenti facili si sbagliano di grosso. Ci immaginiamo la fila di aziende che, in un impeto filantropico travolgente, cercano forsennatamente nuove mansioni a cui affidare «il soggetto», e notate bene l’uso di questa parola, che non suona né come «lavoratore» né come «persona». Insomma, tante aziende, invece che lasciare a casa i «soggetti» non-vaccinati con sgravio rilevante sul loro bilancio in tempo di crisi, non vedranno l’ora di pagarli per fare qualcosa per cui non sono nemmeno stati assunti.

 

Non una grinza.

In realtà, per sistemare i «soggetti» in azienda potrebbero non servire leggi e circolari governative, sindacali, confindustriali: basterà, ne siamo certi, l’emarginazione quando non la vera e propria persecuzioni da parte dei colleghi  siringati a cui la classe lavoratrice bio-dissidente sarà esposta

 

In realtà, per sistemare i «soggetti» in azienda potrebbero non servire leggi e circolari governative, sindacali, confindustriali: basterà, ne siamo certi, l’emarginazione quando non la vera e propria persecuzioni da parte dei colleghi  siringati a cui la classe lavoratrice bio-dissidente sarà esposta.

 

Renovatio 21 ha raccolto nelle ultime ore diverse testimonianze raccapriccianti che ricoprono tutto l’arco delle professioni umane, perché i redpillati, coloro che si sono svegliati davanti a questo disegno di morte, sono in tutti i lavori, in tutte le etnie, in tutte le classi sociali, in tutti i background culturali.

 

Un impiegato che teme gli sarà interdetto di entrare nel suo ufficio.

 

Un’indossatrice a cui, in barba a diritti, decreti, Privacy, GDPR, etc. viene chiesto un certificato anche solo per indossare degli abiti in un grande stanzone.

 

È impossibile non osservare chiaramente all’opera nemmeno quell’idea di discriminazione per la quale la Nazionale di calcio ha stupidamente prestato il ginocchio. Di più: è impossibile non pensare che questo, che parte con microagressioni e ordini da kapò, non si possa trasformare in veri e propri pogrom contro i renitenti alla puntura di mRNA sintetico

Un lavoratore nel campo della metalmeccanica, attaccato durante la pausa pranzo da un collega che lo ha accusato, in quanto non vaccinato, di essere la causa di tutta questa situazione, e soprattutto delle varianti.

 

È impossibile non osservare chiaramente all’opera nemmeno quell’idea di discriminazione per la quale la Nazionale di calcio ha stupidamente prestato il ginocchio. Di più: è impossibile non pensare che questo, che parte con microagressioni e ordini da kapò, non si possa trasformare in veri e propri pogrom contro i renitenti alla puntura di mRNA sintetico.

 

E poi ancora: hanno scritto e telefonato in molti a Renovatio 21 perché, fuor di COVID, piovono lettere ai genitori degli alunni che devono andare alle elementari: la legge non prevede che il bambino non vaccinato non sia ammesso allo studio, tuttavia lettere in cui si invita rigidamente a presentare la documentazione fioccano ovunque, talvolta anche sotto forma di raccomandata.

 

Ma torniamo ai lavoratori – non ci siamo dimenticati , soprattutto qui a Renovatio 21 – che questo monstrum civile è già la dura realtà dei sanitari (nell’attesa che lo diventi anche per gli insegnanti), con l’orrendo DL 44, votato dalla compagina di governo più ampia della storia della Repubblica.

Ora ci chiediamo, davvero, cosa vogliamo fare della Costituzione Italiana (la più bella del mondo, diceva la sinistra ebete nelle sue marcette qualche anno fa) quando si arriva a negare direttamente il primo articolo?

 

Ora ci chiediamo, davvero, cosa vogliamo fare della Costituzione Italiana (la più bella del mondo, diceva la sinistra ebete nelle sue marcette qualche anno fa) quando si arriva a negare direttamente il primo articolo?

 

Qui non pensiamo che la Costituzione Italiana sia la più bella del mondo – anzi. Ci riconosciamo in una battuta attribuita a Silvio Berlusconi: la Costituzione Italiana ha un sapore sovietico. A cosa si riferiva il Cavaliere? All’articolo 1: L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

 

Il «lavoro» inserito nella prima riga del documento di fondazione del nuovo Stato era un segnale chiaro, diciamo un’insegna al neon, della vittoriosa presenza del PCI di Togliatti – e quindi di Stalin e dell’Unione Sovietica.

Senza Costituzione, quale Stato di diritto è possibile? Senza Stato di diritto, quale Stato è possibile? Senza Costituzione, quale Stato di diritto è possibile? Senza Stato di diritto, quale Stato è possibile?

 

Si mormora, del resto, che De Gasperi mandò avanti i giovani democristiani scalpitanti come La Pira & co. perché, con la lungimiranza nulla che qualcuno poi gli riconoscerà, preferiva dedicarsi alle cose serie. I democristiani che scrissero la Costituzione con i comunisti fan assoluti del concetto di «lavoro» accettarono ogni compromesso, anzi indietreggiarono ancora di più – dissero OK nonostante l’assenza della parola «Dio» dalla Costituzione, che all’epoca a qualcuno sembrava ancora una cosa strana.

 

E così ci trovammo la Costituzione della Repubblica fondata sul lavoro sin dal suo primo verso. Ora, dopo quanto stiamo vedendo accadere sotto i nostri occhi, non abbiamo idea di come sia possibile credere agli altri 138 articoli e 18 disposizioni transitorie.

 

Senza Costituzione, cosa succede? Lo Stato che dovrebbe basarvisi, quale legittimità può avere, se non quella della forza bruta contro i propri cittadini?

Noi sappiamo tuttavia una cosa, e la stiamo vedendo accadere con i nostri stessi occhi: una sorta di guerra civile, basata su una discriminazione biologico-molecolare, potrebbe manifestarsi.

 

Senza Costituzione, quale Stato di diritto è possibile? Senza Stato di diritto, quale Stato è possibile?

 

Non ci aspettiamo che qualche solone della giurisprudenza, politico, boiardo governativo, personaggio TV a caso, magari strapagato con il sangue delle nostre tasse, ci risponda.

 

Noi sappiamo tuttavia una cosa, e la stiamo vedendo accadere con i nostri stessi occhi: una sorta di guerra civile, basata su una discriminazione biologico-molecolare, potrebbe manifestarsi.

 

Ripetiamolo: la guerra biotica si sta avvicinando. Qualcuno ci aiuti a fermare questa follia

Ripetiamolo: la guerra biotica si sta avvicinando.

 

Qualcuno ci aiuti a fermare questa follia.

 

 

Roberto Dal Bosco

 

 

 

Dalla guerra civile alla «guerra biotica»

Elisabetta Frezza: Gioventù terminali, generazioni telecomandate, artificializzate, geneticamente modificate. Formare il ritorno degli uomini liberi

 

 

 

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Economia

USA e UE volevano escludere la Russia dal sistema interbancario SWIFT?

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Secondo il quotidiano economico tedesco Handelsblatt,  i governi occidentali avevano discusso di escludere la Russia dall’uso del sistema di pagamenti internazionali SWIFT come una delle sanzioni «mai viste prima» con cui minacciare la Russia nel caso questa «invadesse» l’Ucraina. Tuttavia, l’idea ora non sarebbe più sul tavolo.

 

La notizia data dall’Handelsblatt ha portata enorme, e ha richiamato l’attenzione di agenzie e testate internazionali, da Reuters a RT.

 

Sull’idea di escludere Mosca dallo SWIFT – una vera «opzione nucleare» di guerra economica che metterebbe in difficoltà russi e partner di tutto il mondo – sarebbe stata fatta una marcia indietro. Forse.

 

Sull’idea di escludere Mosca dallo SWIFT – una vera «opzione nucleare» di guerra economica che metterebbe in difficoltà russi e partner di tutto il mondo – sarebbe stata fatta una marcia indietro. Forse

«Escludere la Russia dal sistema Swift su tutta la linea è troppo delicato per i negoziatori. Il passo potrebbe portare a una destabilizzazione dei mercati finanziari nel breve termine e promuovere lo sviluppo di un’infrastruttura di pagamento alternativa che non sia più dominata dall’Occidente nel medio termine» scrive la testata tedesca.

 

Gli Stati Uniti e la Germania starebbero quindi discutendo l’applicazione di sanzioni «mirate» contro le grandi banche russe. La questione delle sanzioni, annuncia Handelsblatt, dovrebbe essere discussa quando il Segretario di Stato USA Blinken incontrerà il neocancelliere Olaf Scholz il 25 gennaio a Berlino.

 

Con ogni evidenza, un colpo così tremendo all’economia russa si riverserebbe anche in Germania, che dipende dalla Russia per forniture energetiche, tema fondamentale in ispecie in questo momento.

 

Come riportato da Renovatio 21, la Germania ha poc’anzi sfiorato un blackout del gas. Germania e Russia hanno inoltre in comune un fondamentale gasdotto appena inaugurato, il Nord Stream 2, che gli USA non vedono di buon occhio. Nel consorzio del Nord Stream 1 lavora invece, come presidente della commissione degli azionisti, l’ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder.

 

Con ogni evidenza, un colpo così tremendo all’economia russa si riverserebbe anche in Germania, che dipende dalla Russia per forniture energetiche, tema fondamentale in ispecie in questo momento

Come riporta EIR, un portavoce senza nome del Consiglio di sicurezza nazionale degli Stati Uniti ha negato ieri la storia di Handelsblatt, dicendo ai giornalisti che «nessuna opzione è fuori discussione. Continuiamo a consultarci a stretto contatto con le controparti europee sulle gravi conseguenze per la Russia se dovesse invadere ulteriormente l’Ucraina».

 

Una «fonte del governo tedesco vicina alla questione» ha detto all’agenzia Reuters di non poter confermare l’articolo di Handelsblatt, dicendo che «non è ancora deciso».

 

Nel gennaio 2013 in Vaticano furono fermate carte e bancomat, sospendendo di fatto tutti i servizi di pagamento, allora gestiti tramite un sistema POS di Deutsche Bank Italia che non aveva l’autorizzazione del ministero delle Finanze italiano.

 

Secondo una storia molto circolata in rete, si trattava della minaccia di espulsione dello Stato Pontificio dal sistema SWIFT, o della sua effettiva realizzazione. La Chiesa sarebbe quindi tagliata fuori dal sistema bancario internazionale.

 

Secondo una storia molto circolata in rete, nel 2013 vi sarebbe stata una minaccia di espulsione dello Stato Pontificio dal sistema SWIFT, o la sua effettiva realizzazione. Poche settimane dopo, il 1 febbraio 2013, Benedetto XVI si dimise, un gesto ancora oggi misterioso, mai spiegato in modo convincente

Poche settimane dopo, il 1 febbraio 2013, Benedetto XVI si dimise, un gesto ancora oggi misterioso, mai spiegato in modo convincente.

 

Nel 2017 Monsignor Luigi Negri, già arcivescovo di Ferrara, fece ad un giornale di Rimini dichiarazioni sorprendenti: «sono certo  che un giorno emergeranno gravi responsabilità dentro e fuori il Vaticano. Benedetto XVI ha subito pressioni enormi».

 

«Non è un caso che in America, anche sulla base di ciò che è stato pubblicato da Wikileaks, alcuni gruppi di cattolici abbiano chiesto al presidente Trump di aprire una commissione d’inchiesta per indagare se l’amministrazione Obama abbia esercitato pressioni su Benedetto. Resta per ora un mistero gravissimo, ma sono certo che le responsabilità verranno fuori. Si avvicina la mia personale fine del mondo e la prima domanda che rivolgerò a San Pietro sarà proprio su questa vicenda».

 

Mons. Negri è scomparso da pochi giorni. È altamente probabile che abbia tenuto fede al suo impegno. Riguardo alla risposta, toccherà aspettare anche a noi.

 

 

 

 

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Bizzarria

Donna finlandese in giro con la renna: prezzo della benzina troppo alto

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Una donna in Lapponia – la regione più settentrionale della Finlandia, notoriamente piuttosto fredda – ha pubblicato un video della sua slitta trainata da renne, diventato immediatamente virale.

 

Janita Kenttälä ha detto su Tik Tok che stava andando al supermercato alla vecchia maniera, perché è più ecologico e perché i prezzi della benzina sono diventati particolarmente costosi.

 

«Quando il prezzo della benzina è di €2/litro e tu vivi in Lapponia con lunghe distanze ovunque», è il sottotitolo del video, che ha più di 600.000 Mi piace e 4.700 commenti.

 

Nel filmato si vede la Kenttälä che indossa un tradizionale Luuhka, un tipico mantello per il freddo indossato dagli indigeni Sami della Finlandia. È visibile la sua renna di 3 anni chiamata Solina che traina la slitta lungo un bellissimo paesaggio innevato.

 

@janita_inlaplandJust on my way to supermarket ❤️ #ecofriendly #reindeer #fourwheeler #fastandfurious

♬ I just came to say AY YO by Boxout – Boxout


 

«Quante carote per miglio fa quel modello?» ha scherzato un commentatore.

 

La benzina finlandese all’inizio di gennaio 2022 è arrivata a €1,76 al litro. Se, come dice Kenttälä, molti residenti devono percorrere lunghe distanze anche per raggiungere un negozio di alimentari, è facile capire perché un mezzo alternativo ed ecologico come una slitta trainata da renne sia più economico. 

 

Kenttälä, presidente e COO della compagnia turistica lappone Eanan, afferma sul suo sito che è sempre alla ricerca di modi per rendere la sua attività più efficiente ed ecologica perché per lei «la natura è tutto». Il suo team utilizza renne e cani da slitta husky per i loro tour.

 

Il popolo Sami è sopravvissuto agli inverni rigidi e ostili più a lungo di quanto sia esistita qualsiasi azienda automobilistica, quindi riteniamo che siano esperti di trasporti efficaci ed ecologici.

 

Come riportato da Renovatio 21, bisogna essere grati alle popolazioni indigene della Scandinavia come i Sami: hanno contribuito a fermare il progetto di Bill Gates di oscurare il sole con particelle chimiche sparate dagli aerei. Il folle progetto, portato avanti da scienziati di prestigiose università americane, è stato presentato come soluzione per il cambiamento climatico.

 

Tuttavia, il progetto va avanti, anche grazie all’interessamento dell’ONU, sempre più mostruosamente lanciata nella religione – neopagana e sacrificale – del cambiamento climatico.

 

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Economia

Blackout, ne parla il Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica

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Il Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica – l’organo del Parlamento della Repubblica Italiana che esercita il controllo parlamentare sull’operato dei servizi segreti italiani – il 13 gennaio ha trasmesso alle presidenze una Relazione sulla sicurezza energetica nell’attuale fase di transizione ecologica».

 

Il documento fa apertamente riferimento alla possibilità di blackout sul territorio nazionale.

 

«L’Italia potrebbe, comunque, subire indirettamente gli effetti di razionamenti energetici condotti a livello europeo ovvero di fenomeni di blackout in uno dei Paesi dell’Unione che inciderebbero sugli scambi commerciali intra UE e quindi sulla tenuta del sistema produttivo nazionale».

 

Poi sono elencati fenomeni ed episodi preoccupanti in tutto il mondo (per lo più tutti riportati in questi mesi da Renovatio 21).

 

«L’impennata dei prezzi dell’energia elettrica e del gas naturale espone l’Europa al rischio di blackout energetici. Il timore è che in un sistema di approvvigionamento energetico estremamente interconnesso come quello europeo, lo spegnimento di una singola centrale – ad esempio per mancanza di carburante – possa generare una reazione a catena in vari Stati membri. Il timore di un possibile blackout si starebbe diffondendo in tutta Europa. A partire dall’Austria dove la ministra della Difesa Klaudia Tanner ha paventato il rischio di un possibile “grande blackout”, sino alla Spagna dove i consumatori iberici, nonostante le rassicurazioni delle Istituzioni nazionali, hanno dato il via ad acquisti compulsivi di bombole di butano, fornelli da campeggio, torce e batterie, esaurendo le scorte disponibili. In tale contesto, poi, la nota chiusura di 2 reattori di EDF (il parco elettronucleare francese è costituito da 56 reattori a fissione nucleare di uranio, tutti gestiti dalla società citata) ha provocato un aumento record dei prezzi europei dell’energia elettrica in considerazione del previsto calo delle temperature e, soprattutto, del fatto che i reattori in questione costituiscono il 10% della capacità nucleare francese, che esporta la propria elettricità in tutti i Paesi limitrofi (Italia compresa)».

 

«L’Italia potrebbe, comunque, subire indirettamente gli effetti di razionamenti energetici condotti a livello europeo ovvero di fenomeni di blackout in uno dei Paesi dell’Unione che inciderebbero sugli scambi commerciali intra UE e quindi sulla tenuta del sistema produttivo nazionale».

È tuttavia specificato che «il rischio sembrerebbe più basso per lo specifico mercato italiano, che possiede un livello di scorte più solido rispetto a Germania e Paesi del nord Europa».

 

«Il documento ha anche l’occasione di attaccare Mosca: dell’energia può essere fatto un suo utilizzo come arma di contrattazione e di ricatto e al possibile utilizzo del commercio del gas come arma di potenza (nell’inverno 2021-22 da parte della Russia in particolare)»

 

Viene accennata alla possibilità di cercare quindi gas in casa: «A tal proposito è anche opportuno osservare come già la Croazia abbia autorizzato nuove esplorazioni nel Mare Adriatico, in aree in cui sono presenti giacimenti il cui sfruttamento è condiviso con il nostro Paese. Quanto all’ipotesi di concedere nuove trivellazioni sul territorio nazionale, la decisione resta subordinata a valutazioni di carattere politico».

 

Tali «valutazioni di carattere politico» in un Parlamento dove al momento regnano i M5S nemici delle trivelle (almeno, fino a ieri…) e il PD sono facili da immaginare.

 

È rilevante considerare le prime parole del documento, contenute nella premessa  «La lotta al cambiamento climatico che, declinata in vario modo, è ormai riconosciuta come un’emergenza a tutti gli effetti, pone il mondo di fronte ad una sfida cruciale che, in forte connessione con la transizione energetica, rappresenta uno degli obiettivi del XXI secolo».

 

Di fatto una presa di posizione eco-centrica, come da tendenza transnazionale (dall’ONU in giù) che issa sopra ogni cosa il dogma del Climate Change e la relativa religione e progettualità annessa – tanto per tenere alla mente quella che sarà la prossima emergenza  che si abbatterà sulla popolazione.

 

Poi un rilievo pandemico sempre interessante, che è, come in il classico schema hegeliano tesi-antitesi-sintesi:

 

«Su questo binomio si innesta con ambivalenza la crisi pandemica: da una parte si impone un’auspicata e necessaria ripresa economica globale, dall’altra le misure per la ripresa post-pandemica rappresentano un’occasione imperdibile di percorrere la via delle riforme e di promuovere interventi volti al contenimento del riscaldamento globale. Si tratterà di una trasformazione profonda ma inevitabile che sarà sostenuta da innovazione tecnologica, energie rinnovabili, investimenti verdi, infrastrutture sostenibili e tecnologie pulite con il fine di conciliare crescita economica, tutela dell’ambiente e lotta al riscaldamento globale».

 

In pratica, trovato il problema (il cambiamento climatico, indiscutibile) si dà la soluzione (la transizione energetica «ecologica», indiscutibile), grazie alla leva della pandemia e della «ripresa post-pandemica», cioè del Reset che giocoforza seguirà il COVID.

 

Come riportato da Renovatio 21, il problema dei blackout in arrivo è stato esplicitamente espresso, e veicolato sulla popolazione con campagne di comunicazione, da Paesi come Germania, Austria, Romania, Cina, Indonesia.

 

Notizia che ha riportato praticamente solo questo sito, la Germania ha recenntemente scampato un blackout del gas.

 

In Italia è stato il ministro dello Sviluppo Economico Giorgetti a parlare pubblicamente di possibili blackout.

 

Come riportato da Renovatio 21, la Francia ha chiuso due centrali nucleari per «danni inaspettati»; il corso dell’energia ha fatto chiudere l’ultima fabbrica di zinco del Paese.

 

I costi dell’elettricità sono tali che anche in Italia molte aziende stanno fermando la produzione, perché finanziariamente non più sostenibile.

 

 

 

 

 

Immagine di Fratello.Gracco via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0); immagine modificata con filtro negativo

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