Prete morto dopo essersi offerto volontario per i test del vaccino Moderna

 

 

 

 

Padre John M. Fields, sacerdote della Pennsylvania, è morto il 27 novembre scorso a 70 anni per «arresto cardiaco» — secondo quanto riporta padre Michael Hutsko, parroco della chiesa dei Santi Pietro e Paolo di Mt. Carmel, in Pennsylvania.

 

Padre Fields aveva partecipato alla fase finale, cioè alla terza, delle prove del vaccino contro il COVID-19 prodotto dall’azienda farmaceutica Moderna.

Padre Fields aveva partecipato alla fase finale, cioè alla terza, delle prove del vaccino contro il COVID-19 prodotto dall’azienda farmaceutica Moderna.

 

Il vescovo ausiliare Andriy Rabiy avrebbe confermato lunedì che padre Fields non aveva il virus.

 

Un recente articolo di Catholic News Service parlava di una mail che padre Fields aveva ricevuto quest’estate dall’Università della Pennsylvania, in cui gli veniva chiesto se voleva partecipare ai test del vaccino facendoselo somministrare.

Due pesi e due misure: se un soggetto muore dopo essersi offerto volontario per testare un vaccino, la causa della morte, anche se a distanza, non può essere giammai imputata al vaccino; se, invece, un soggetto muore a 85 anni con comorbilità diagnosticate, si fa di tutto per ricondurre la causa della morte al COVID-19

 

Padre Fields aveva subito prestato il suo consenso:

 

«Sarebbe una grande opportunità per combattere questo virus insidioso — dichiarò il sacerdote americano — che è apparso all’improvviso e ha provocato il caos in tutto il mondo, portando la morte e sconvolgendo ogni aspetto della nostra vita».

 

La verità, ovviamente, potrebbe non emergere mai rispetto a questa vicenda. 

 

Ciò che va sottolineato, però, è il solito rapporto due pesi e due misure: se un soggetto muore dopo essersi offerto volontario per testare un vaccino che sappiamo non aver ancora certezze definitive sulla sicurezza come è nel caso di Moderna — e in realtà come qualsiasi altro vaccino —, la causa della morte, anche se a distanza, non può essere giammai imputata al vaccino; se, invece, un soggetto muore a 85 anni con comorbilità diagnosticate, si fa di tutto per ricondurre la causa della morte al COVID-19, nel caso in cui solo in ultimo il soggetto fosse risultato positivo al virus. 

Questi sono i comandamenti della nuova dittatura sanitaria mondiale per sottomettere l’intelligenza e la ragione della popolazione.

 

Questi sono i comandamenti della nuova dittatura sanitaria mondiale per sottomettere l’intelligenza e la ragione della popolazione.

 

 

Cristiano Lugli