Immigrazione
Migrante africano arrestato a Belfast dopo un presunto tentativo di decapitazione
Un migrante africano è stato arrestato dopo che un uomo di 40 anni è stato aggredito e mutilato in una strada di Belfast.
La notizia sarebbe confermata da un video raccapricciante diventato virale su X, secondo cui un uomo descritto inizialmente come «somalo» di circa trent’anni ha tentato di decapitare un uomo la scorsa notte a Belfast. La polizia nordirlandese ha poi precisato che il sospettato è originario del Sudan.
Secondo quanto riportato da Belfast Live, la vittima presenta «gravi lesioni al viso, al collo e alla schiena».
🚨WATCH: GRAPHIC FOOTAGE shows An African migrant attempting to BEHEAD somebody in North Belfast 🇮🇪
The attack was carried out with a Stanley blade and happened at around 10:30pm last night (Monday 8th June) on Kinnaird Avenue.
Every single one must leave, ALL OF THEM 🚫…
— BRITAIN IS BROKEN 🇬🇧 (@BROKENBRITAIN0) June 9, 2026
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Il leader del partito britannico Restore, Rupert Lowe, ha risposto su X promettendo sia la «rimpatriazione» dei residenti che odiano lo «stile di vita» britannico, sia la pena di morte.. Il primo ministro britannico Keir Starmer ha definito l’«orribile attacco» «ripugnante» in un post pubblicato martedì mattina su X.
«Non tollero assolutamente scene di violenza così aberranti nelle nostre strade. Il mio pensiero va innanzitutto alla vittima e ringrazio i soccorritori, compresi i cittadini intervenuti», ha scritto lo Starmer.
Anche il leader di Reform UK, Nigel Farage, è intervenuto, chiedendo che «[l]e autorità rivelino immediatamente l’identità e lo status dell’attentatore. Il pubblico ha diritto alla verità».
La notizia arriva dopo le recenti polemiche suscitate dalla gestione inadeguata da parte della polizia dell’omicidio di Henry Nowak, un adolescente inglese di origini parzialmente polacche, per mano di un giovane sikh a Southampton, in Inghilterra.
L’indignazione nazionale si è concentrata sulla formazione «antirazzista», ritenuta responsabile della presunta discriminazione razziale nei confronti dei bianchi da parte delle forze dell’ordine nel Paese. Ciò ha anche riacceso il dibattito sulle eccezioni alle restrittive leggi britanniche sul possesso di coltelli per motivi religiosi o legati all’abbigliamento tradizionale, con Starmer che al momento non sembra intenzionato a togliere il privilegio del porto d’arma bianca per i sikh.
Secondo l’Ufficio nazionale di statistica, nel Paese, tra giugno 2024 e giugno 2025, si sono verificati 51.527 reati penali commessi con coltelli o altri strumenti affilati.
Come riportato da Renovatio 21, scontri si erano consumati nella protesta contro l’assassinio del 18enne Nowak.
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Immagine da Twitter
Immigrazione
Remigrazione, l’UE respinge il «Save Europe Act» nonostante 600.000 firme raccolte
The European Commission rejected the registration of the @SaveEuropeAct.
They claim it’s “racist” and goes against “European values” to want to keep Europe, European. We’re not accepting the madness anymore. Europe belongs to us. See you in court. pic.twitter.com/OoqE5W5xBw — Eva Vlaardingerbroek (@EvaVlaar) July 22, 2026
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Immigrazione
Islamabad ascrive i crimini del pedofilo pakistano all’educazione britannica
Shabir Ahmed, cittadino di origine pakistana a capo di una banda di stupratori, recentemente rilasciato in Gran Bretagna dopo aver scontato una pena detentiva per decine di reati sessuali contro minori, ha commesso i suoi crimini a causa della sua educazione in Inghilterra, ha dichiarato giovedì il portavoce del Ministero degli Esteri pakistano, Tahir Andrabi.
Il settantatreenne, entrato per la prima volta nel Regno britannico da adolescente, era una figura di spicco della banda di Rochdale, che negli anni 2000 abusava sessualmente e trafficava ragazze britanniche anche di soli 12 anni nel distretto di Greater Manchester.
Ahmed è stato rilasciato dal carcere sotto sorveglianza all’inizio di giugno, dopo aver scontato 14 anni di pena. Le autorità britanniche non sono state in grado di espellerlo a causa di una disposizione che tutela alcuni cittadini del Commonwealth residenti in Gran Bretagna prima del 1973, nonostante la sua cittadinanza britannica fosse stata revocata in seguito alle condanne del 2012.
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«La questione in oggetto è una questione interamente interna al Regno Unito», ha dichiarato Andrabi durante una conferenza stampa. «A prescindere dal luogo di nascita di Ahmed, la responsabilità ricade sul luogo in cui è cresciuto, educato, formato e, purtroppo, viziato… I suoi crimini efferati richiedono una seria introspezione, piuttosto che una ricerca di cause esterne».
Il portavoce ha sottolineato che Islamabad condanna fermamente gli abusi sessuali sui minori, che dovrebbero essere «puniti con la massima severità prevista dalla legge, indipendentemente da razza, etnia o religione», ma ha insistito sul fatto che il Pakistan «non ha alcun legame con questa vicenda» e «non può essere associato» ad alcuna decisione in merito.
Lunedì, il ministro degli Interni britannico Shabana Mahmood ha annunciato l’intenzione di modificare la legge sull’immigrazione per rimuovere l’ostacolo legale che impedisce l’espulsione di Ahmed.
La banda di stupratori di Rochdale era una delle tante bande di adescatori (grooming gang), composte prevalentemente da uomini di origine pakistana, che per decenni hanno sistematicamente stuprato e sfruttato sessualmente giovani ragazze britanniche vulnerabili in tutto il Regno.
Lo scandalo delle bande di sfruttatori sessuali è tornato alla ribalta della politica britannica lo scorso anno, costringendo il governo laburista ad annunciare un’inchiesta nazionale, che ha portato alla luce «cecità, ignoranza, pregiudizi, atteggiamenti difensivi» e fallimenti sistematici da parte della polizia e degli enti pubblici nel proteggere le vittime e nell’intervenire in seguito alle segnalazioni di abusi.
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Elon Musk ha chiesto una Norimberga per le grooming gang pakistane. Secondo un rapporto pubblicato dal leader del partito Restore Britain Ropert Lowe, almeno 250.000 ragazze sono state violentate da queste bande.
Renovatio 21 ha pubblicato una sintesi di quanto contenuto nel rapporto pubblicato dal deputato Rupert Lowe, dove gli orrori perpetrati dalle ghenghe pakistane alle ragazzine britanniche sono sconvolgenti, indicibili.
Di fatto, si tratta di uno stupro sistemico con evidenti qualità politiche: il segno di un’invasione oramai consumata, e la sottomissione fisica e morale della popolazione autoctona invasa e sconfitta.
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Immigrazione
Il 53% dei sospettati di stupro di gruppo in Germania sono stranieri
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