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Epidemie

L’Istituto Superiore di Sanità e i giochi statistici

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Dai dati forniti dall’Istituto Superiore di Sanità emerge come i contagi tra vaccinati siano dello stesso ordine di grandezza rispetto a quelli dei non vaccinati. Un ordine di grandezza che non permette di prospettare l’eliminazione dei contagi, nemmeno simulando la vaccinazione della totalità dei cittadini di ogni età.

 

L’immunità di gregge rimane un leggenda metropolitana. E la vaccinazione obbligatoria per eliminare i contagi è priva di senso scientifico, prima ancora di introdurre considerazioni giuridiche e morali.

La vaccinazione obbligatoria per eliminare i contagi è priva di senso scientifico, prima ancora di introdurre considerazioni giuridiche e morali

 

Nei metodi di raccolta e di esposizione dei dati, l’ISS ha commesso inoltre dei grossolani metodi di misura, che potrebbero nascondere uno scenario ancora più incoerente.

 

 

L’Istituto Superiore di Sanità e i contagi  tra vaccinati

Da quando il 22 luglio Mario Draghi in conferenza stampa ha affermato che «chi non si vaccina, contagia gli altri», i giornali hanno nascosto in fretta e furia il tema dei contagi tra vaccinati.

 

Nelle ultime settimane si fa un gran parlare del  presunto analfabetismo scientifico che riguarderebbe le persone contrarie all’obbligo vaccinale. Costoro  –  dicono i giornali scivolando esplicitamente nell’insulto  –  sarebbero dei cittadini con ridotte capacità di ragionamento.

 

Tralasciando in questa occasione argomenti di carattere giuridico e di Filosofia del Diritto, vogliamo qui mostrare quanto sono bravi all’ISS a trattare i dati. Vediamo come l’Istituto Superiore di Sanità compili le statistiche, statistiche che poi servono alla classe politica italiana per argomentare la presunta utilità dell’obbligo vaccinale sull’intera popolazione, senza distinzione di età.

 

 La stampa nazionale, che da mesi non ha il coraggio di pubblicare tabelle come questa qui sotto. Se queste tabelle provassero che i vaccinati non contagiano, perché non pubblicarle in prima pagina per rinforzare gli insulti rivolti ai connazionali?

 

La domande fondamentali sulle quali viene spacciata  dal Governo sanitario Draghi-Speranza la presunta base scientifica  del green pass sono due:

 

1) Essere vaccinato impedisce di contagiarsi e di contagiare? In che misura?

 

2) Si potrebbe raggiungere l’immunità di gregge ipotizzando che tutta la popolazione si vaccinasse?

 

Il Governo italiano e la stampa allineata sostengono a vanvera di sì, ma non riportano mai studi o numeri precisi. 

 

È  la nuova frontiera della Scienza: l’uso degli avverbi . «Di meno», «più raramente», “in misura minore”, etc.

 

I dati resi  disponibili anche da un Ente italiano come l’Istituto Superiore di Sanità dimostrano che essere vaccinati non incide sulla possibilità di eliminare i contagi. L’eliminazione del contagio è impossibile

Tuttavia i dati resi  disponibili anche da un Ente italiano come l’Istituto Superiore di Sanità dimostrano il contrario. Cioè essere vaccinati non incide sulla possibilità di eliminare i contagi. L’eliminazione del contagio è impossibile.

Prendiamo la tabella n.7 pubblicata dall’Istituto Superiore di Sanità in data 21 luglio 2021, che opera sotto la vigilanza del Ministero della Salute.

 

 

Per comodità analizzeremo i dati raccolti relativi alle fasce under 40, ma le considerazioni logiche che svolgeremo si applicano a tutte le altre fasce anagrafiche.

 

Ebbene, da come vengono esposti i contagi sulla riga B, un lettore poco esperto è portato a interpretare che i vaccinati con doppia dose under 40 abbiano un tasso di contagio del 5% mentre i vaccinati con singola dose under 40 avrebbero un tasso di contagio del 15%.  Il che è volgarmente falso.

 

Infatti  in questo modo non viene estratta l’unica informazione utile da questa raccolta di dati: quale sarebbe il guadagno effettivo in termini di contagi tra vaccinati e non vaccinati under 40?

 

Per rispondere a questa domanda  si devono usare le proporzioni  tra i valori della riga A e quelli della riga B – programma di seconda media, scuola dell’obbligo:

 

A) Su 13.017.353 non vaccinati sono stati conteggiati 19.080 positivi; il rapporto è di 1 su 682.

 

B) su 2.651.558 vaccinati con dose singola sono stati conteggiati  3.313positivi; il rapporto è di 1 su 800.

 

C) Su 1.766.644  vaccinati con doppia dose sono stati conteggiati 1.167 positivi; il rapporto è di 1 su 1513.

Come si vede, il guadagno in termini di mancati contagi per i vaccinati  con singola dose (quelli del green pass)  è soltanto del 15% (1 su 682 contro 1 su 800).
Mentre il guadagno in termini dei contagi per vaccinati con doppia dose è del 55% (1 su 682 contro 1 su 1513).

 

Ora, a parte il fatto che il green pass richieda solo la dose singola, conta osservare che anche con la doppia dose il guadagno sarebbe nell’ordine del 50%.

 

 

Sono percentuali che in alcun modo possono incidere su qualsiasi ipotetica immunità di gregge. Nemmeno sforzandosi con la fantasia è possibile ipotizzare che una vaccinazione di tutta la popolazione con due dosi possa fermare la circolazione del COVID. Sono i dati del ISS a dirlo.

 

Dunque, argomentare a favore dell’obbligo vaccinale degli under 40 nell’ottica di eliminare la circolazione del COVID  è catalogabile come una vera e propria insensatezza.

 


I dati raccolti dal ISS sono soggetti a bias (difetti di metodo)

Abbiamo appena visto che dai dati dell’Istituto Superiore di Sanità il guadagno contro il contagio dei vaccinati under 40 è del 15% (singola dose) e del 55% (doppia dose).

 

Adesso osserviamo che gli esiti insufficienti appena visti emergono senza nemmeno voler aggiungere  alcuni difetti di metodo nella collezione dei dati, che possono essere solo peggiorativi  per  il guadagno dei vaccinati.  

 

Infatti questo studio del ISS  – ma lo stesso vale per molti  studi stranieri – non prende minimamente in considerazione l’esistenza evidente di cosiddetti bias.



Che cosa sono i Bias? Nella ricerca satitistica e quantitativa i bias sono errori logici nella raccolta dei dati che alterano la descrizione  conclusiva dei fatti misurati. E se i difetti logici sono troppo evidenti in certi contesti subentra la manipolazione. Chi lavora nel campo pubblicitario ne sa qualcosa.

 

Facciamo un esempio di un bias, prima di entrare nel merito coi dati sui contagi.

 

Ipotizziamo che una ricerca statistica voglia sapere quanti cittadini girino armati senza permesso. Per organizzare questa ricerca si hanno tante possibilità: tra cui installare un metal detector nascosto all’ingresso del bar interno di un aeroporto o installare un metal detector nascosto all’interno di un qualsiasi bar in città. La scelta del metodo non è affatto indifferente.

 

In base a come scelgono di raccogliere i dati (usando il bar dell’aeroporto o quello in città), si avranno risultati molto diversi. Ma i ricercatori ingenui (o stupidi) potrebbero non accorgersene e arrivare a conclusioni che non coincidono con la realtà oggettiva delle cose.

 

Ad esempio, se questi ricercatori avessero scelto di condurre la ricerca installando un metal detector nascosto nel bar di un aeroporto, potrebbero concludere che nessuna persona circoli armata tranne le forze dell’ordine. E sarebbero convinti di questo perché il metal detector – che dopotutto è nascosto – non ha mai rilevato la presenza di armi tranne quando passavano le forze di polizia.

 

Ma i ricercatori  potrebbero sbagliarsi di grosso: è infatti logico supporre che i criminali – sapendo che per entrare in aeroporto ci sono metaldetector in vista – non si portino l’arma appresso. Ed è ovvio che l’arma non venga  di conseguenza rilevata nemmeno quando entrano nel bar dell’aeroporto, sebbene abbia i metaldetector nascosti.   Dunque, se questa ricerca sulle armi concludesse che «nessun cittadino porta armi illegalmente» o «pochi cittadini portano armi appresso»”, allora difficilmente potrebbe approssimarsi alla realtà dei fatti.

 

Un bias è proprio un errore di giudizio nelle premesse che inficia una ricerca statistica, tralasciando certi fattori o ingigantendone altri nella misurazione di un certo fenomeno.

 

Il lettore starà pensando che i ragazzi dell’Istituto Superiore di Sanità siano più svegli e che non farebbero mai errori così grossolani. Dopotutto si studia 20 anni per non farne.

 

Ma le cose, purtroppo, non stanno così. Torniamo alla tabella sopra.

 

E domandiamo all’ISS: il  numero di contagi della riga B è stato trovato facendo lo stesso numero di tamponi a ciascun gruppo (non vaccinati, vaccinati 1 dose, vaccinati 2 dosi) o indistintamente?

 

Il numero di tamponi per ciascuna categoria (non vaccinati, 1 dose, 2 dosi) è pesato?

 

E poi, su quanti tamponi complessivi escono quei numeri positivi? 300.000 tamponi o 3 milioni?

 

Ci avviciniamo al bias che sta dietro a quella tabella.  Il lettore può facilmente intuire che un conto è prendere 500.000 non vaccinati, 500.000 vaccinati con 1 dose e 500.000 vaccinati con 2 dosi e rilevare quei numeri.

 

Un altra cosa invece  è ottenere quei numeri avendo tamponato 500.000 non vaccinati, 4.000 vaccinati con 1 dose, 1200 vaccinati con 2 dosi.

 

Nel secondo caso, avremmo che il contagio tra vaccinati sarebbe di circa il 100%.

 

Pertanto, senza specificare questo dato, quella tabella dell’ISS può dire soltanto la più ottimistica delle cose: la tabella lascia cioè intendere che i tamponi sui tre gruppi (non vaccinati, vaccinati 1 dose e vaccinati 2 dosi) siano stati effettuati in modo casuale (random) o uniforme; e assume che questo sia verosimile.
Ma, domandiamo ancora all’ISS: può davvero essere verosimile questo metodo di misurazione?

 

Dopotutto i ragazzi del ISS stanno cercando dei positivi asintomatici tra i vaccinati, non stanno cercando cittadini under 40 che girano travestiti da Batman per strada.

 

E, allora, siccome l’ISS sta cercando i positivi asintomatici, la risposta è negativa e si tratta di un errore grossolano tanto quanto il metal detector nel bar dell’aeroporto dell’esempio iniziale.

 

Esiste un bias potenzialmente molto grave: infatti è logico che in proporzione i tamponi vengano effettuati prevalentemente sui non-vaccinati. E, oltretutto, questo bias aumenterà  a dismisura quando entrerà in vigore il Green Pass.

 

Vediamo perchè:


1) dal DPCM del 21 aprile 2021 esistono numerosi obblighi di tampone per i non vaccinati. Ad esempio chi deve andare a trovare parenti in ospedale o chi deve andare a un matrimonio. Quindi è chiaro che un cittadino vaccinato positivo asintomatico  sarà soggetto a meno tamponi. Tutti i vaccinati che devono andare a trovare i parenti in ospedale o andare a un matrimonio non hanno l’obbligo di farsi un tampone.

 

2) Assumendo che sia vero quanto riportano altri dati dell’ISS, i vaccini dopotutto riducono o azzerano i sintomi che sono già di per sè esigui negli under 40. Dunque,  se un vaccinato è positivo tenderà ad  essere asintomatico. Perché dunque dovrebbe sottoporsi spontaneamente  a tampone senza avere sintomi e sapendo di essere vaccinato?

 

3) Sapendo di essersi vaccinato, un cittadino tenderà inoltre  a non collegare un raffreddore col COVID, quindi addirittura percentualmente una parte di vaccinati con pochi sintomi non si sottoporranno spontaneamente a tampone.

 



Sia che si tratti di tamponi spontanei sia che si tratti di alcuni tamponi obbligatori (ed esempio quelli per i matrimoni), il numero delle persone vaccinate che si sono sottoposte a tampone sarà percentualmente più basso rispetto a quello dei non vaccinatiSia che si tratti di tamponi spontanei sia che si tratti di alcuni tamponi obbligatori (ed esempio quelli per i matrimoni), il numero delle persone vaccinate che si sono sottoposte a tampone sarà percentualmente più basso rispetto a quello dei non vaccinati. Di quanto più basso?

 

Non lo sappiamo, ma questo fattore è sicuramente peggiorativo per misurare il guadagno dei vaccinati rispetto ai contagi.

 

Non avere considerato questo elemento peggiorativo nella ricerca è, appunto, un difetto di metodo enorme. 

 

Volendo fare un’analogia, diciamo che l’Istituto Superiore di Sanità per capire quanto i vaccini incidano sui contagi sta facendo giocare una partita di calcio alla squadra dei non vaccinati contro la squadra dei vaccinati, ma la porta della squadra dei vaccinati è sensibilmente più piccola, cioè ci sono meno probabilità di prendere un goal. Gli piace vincere facile.

 

Così la telecronaca della partita sui giornali può essere ancora più creativa. Nel mondo reale si direbbe che una partita del genere è truccata.

 

 

Il metodo corretto per calcolare i contagi su ciascun gruppo. È così difficile?

Per condurre una ricerca che permetta di capire l’effettiva incidenza dei contagi sui vaccinati basterebbe fare una rilevazione basilare, che non ci risulta abbia condotto nessun Paese al mondo. Il che la dice lunga su quanto la logica scientifica elementare possa essere offuscata da interessi non scientifici.

 

Ebbene, per sapere esattamente che efficacia abbia il vaccino rispetto al contagio su una data fascia di età, bisognerebbe:

 

1) Procurarsi le liste di un numero  X soggetti per ciascun gruppo (non vaccinati, vaccinati-I dose, vaccinati-II dosi)

 

2) Fare X tamponi per ciascun gruppo e contare quanti positivi si trovano su ciascun gruppo. Sia il risultato n/X.

 

3) Solo a quel punto sarebbe possibile fare la proporzione tra le percentuali n/X trovate e le percentuali vaccinali della rispettiva categoria che abbiamo svolto noi all’inizio.

Volendo fare un’analogia, diciamo che l’Istituto Superiore di Sanità per capire quanto i vaccini incidano sui contagi sta facendo giocare una partita di calcio alla squadra dei non vaccinati contro la squadra dei vaccinati, ma la porta della squadra dei vaccinati è sensibilmente più piccola, cioè ci sono meno probabilità di prendere un goal

Soltanto in questo modo sarebbe possibile avere un quadro oggettivo del fenomeno dei contagi all’interno dei 3 gruppi. Abbiamo tuttavia rilevato come questo studio senza bias potrebbe logicamente essere solo peggiorativo per coloro che sostengono l’utilità del vaccino nel contenimento dei contagi.

 

E già coi numeri che emergono usando il bias vantaggioso, non si è in grado di ipotizzare nessuna immunità di gregge.

 

Ecco perché sui giornali non troveremo quella tabella. Ed ecco perché nessuno si sogna di condurre una misurazione che non potrebbe che essere pure peggiorativa.
In conclusione,  dato che la squadra dei vaccinati non vince la partita dei contagi nemmeno avendo la porta più piccola, nessuno si azzarda nemmeno ad uniformare la dimensione delle porte.

 

 

L’Istituto Superiore di Sanità e i giochi statistici

I ragazzi del ISS compilano tabelle fuorvianti e si lasciano ingenuamente scappare bias grossolani, ma si dilettano anche col gioco di prestigio.

 

Prendiamo la tabella dei contagi aggiornata al 28 luglio 2021 (B) e confrontiamola con quella del 21 luglio (A), già vista sopra.

 

Qui, le menti dell’ISS, non contente di far giocare la squadra dei vaccinati con una porta più piccola, accorciano anche la metà campo della squadra dei non vaccinati.

 

 

Come riporta la dicitura della tabella, «i numeri dei contagi si riferiscono agli ultimi 30 giorni», dunque nei 30.626 contagiati tra i non vaccinati della tabella B  del 28 luglio sono conteggiati necessarimante anche parte dei  19.080 contagiati della tabella A  del 21 luglio (BLU).

 

Una parte  di contagiati al 28 luglio – essendo trascorsa una settimana dal 21 luglio – dovrebbe essere  fuoriuscita ed un’altra subentrata (i contagiati dopo il 21 luglio).

 

Così come nella tabella B una parte  dei non vaccinati è fuoriuscita dal gruppo dei  non vaccinati per passare al gruppo dei vaccinati (ROSSO). La differenza dei vaccinati si calcola sulla settimana tra il 3 e il 10 luglio.

 

È chiaro che in tal modo si scaricano le perdite precedenti il 10 luglio sui non vaccinati rimasti dopo il 10 luglio, e contemporaneamente si vanno ad annacquare i contagi sui vaccinati a singola dose, freschi dei rinforzi del 10 luglio

Ora, domandiamo subito a chi ha concepito questa tabella: come è possibile attribuire al gruppo dei non vaccinati per intero la differenza  dei contagi mensili tra la tabella A e la tabella B,  sottraendo al gruppo dei non vaccinati  coloro che hanno ricevuto il vaccino nella settimana dal 3 al 10 luglio?

 

Per quale ragione si sottraggono dal gruppo dei non vaccinati tutti i soggetti che hanno ricevuto la prima dose vaccinale nella settimana dal 3 al 10 luglio e a quelli rimasti si fanno pesare i contagi rilevati prima del 10 luglio?

 

Con un minimo di insiemistica – che lasciamo al diletto enigmistico del lettore estivo – si vede che questa operazione è del tutto illogica.

 

Sottrarre i neo-vaccinati tra il 3 e il 10 luglio al bacino di potenziali contagi degli ultimi 30 giorni a ritroso dal 28 luglio, configura una fallacia evidente. Questa fallacia aumenta indebitamente la contabilizzazione dei contagi per i non vaccinati: i neo vaccinati hanno contribuito a creare i contagi fino al 10 luglio, ma non vengono considerati come non-vaccinati negli ultimi 30 giorni a partire dal 28 luglio.

 

È chiaro che in tal modo si scaricano le perdite precedenti il 10 luglio sui non vaccinati rimasti dopo il 10 luglio, e contemporaneamente si vanno ad annacquare i contagi sui vaccinati a singola dose, freschi dei rinforzi del 10 luglio.

 

Che il metodo usato dall’ISS sia scorretto lo si vede del resto ricalcolando i rapporti come abbiamo fatto all’inizio dell’articolo: nella tabella B (28 luglio) il rapporto non vaccinati/contagi è di 1/391, il rapporto tra vaccinati-1-dose e contagi diventa 1/500 mentre il rapporto vaccinati-2-dosi è 1/868.

 

In pratica, raccogliendo i dati in questo modo , il guadagno contro i contagi dei vaccinati a singola dose figura passare dal 15% al  21%, mente il guadagno dei vaccinati a doppia dose rimane invariato al 55%.

 

Cioè, giocando coi dati in questo modo, il guadagno dei vaccinati a singola dose aumenta magicamente del 50% rispetto al 21 luglio.

 

Ripetiamo: che la tabella potrebbe essere fuorivante è già comprensibile indicando l’arbitrarietà della correlazione tra il delta dei vaccinati e il delta dei contagi, ma l’errore di metodo è confermato immediatamente dal fatto che nella tabella del 28 luglio (B) i contagi dei vaccinati a singola dose sembrano guadagnare un 50% di efficacia rispetto a quelli del 21 luglio (A), passando dal 15% al 21%.

 

Mentre, nella stessa tabella, il guadagno dei vaccinati a doppia dose rimane invariato, cioè rimane al 55% come quella del 21 luglio.

 

Quindi o il virus dopo il 21 luglio  per contagiare i vaccinati a singola dose guarda le tabelle dell’ISS, oppure il metodo di rilevamento dell’ISS  usato il 28 luglio contiene un altro bias. Quello che, appunto, abbiamo indicato sopra legato all’insiemistica.

 

Anche questo bias ça va sans dire – porta acqua al mulino alla narrativa dell’obbligo vaccinale.

 

Non è certo ancora abbastanza a nasconderne l’insufficienza, ma lucrando un 50% a settimana magari, di questo passo, entro ottobre avremo risultati strabilianti; magari direttamente miracoli.

 

La cosa di rilievo che lasciamo al lettore è data dal fatto che, intuitavamente, senza introdurre questo bias (un vero e proprio gioco di prestigio insiemistico) il gruppo dei non vaccinati avrebbe guadagnato terreno rispetto ai vaccinati a singola dose.

 

 

Gian Battista Airaghi



 

 

Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21

 

 

 

Immagine di Carlo Dani via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0)

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Epidemie

Ebola, il numero di morti si avvicina a quota 3.000

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Secondo i dati governativi pubblicati lunedì, più di 6.000 persone sono state contagiate dal virus Ebola nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) dall’inizio dell’ultima epidemia, e quasi la metà dei pazienti confermati è deceduta a causa della malattia.

 

L’epidemia si è diffusa in 60 zone sanitarie distribuite in sei province: Ituri, Nord Kivu, Sud Kivu, Haut-Uele, Bas-Uele e Tshopo. L’Ituri rimane la regione più colpita, con 28 delle sue 36 zone sanitarie che segnalano casi, seguita dal Nord Kivu con 15. Il Paese ha registrato 6.041 casi confermati e 2.911 decessi, con un tasso di mortalità del 48,2%.

 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha avvertito venerdì che l’epidemia continua a peggiorare. «Sebbene la sorveglianza sia stata ampliata, il numero di casi e di decessi continua ad aumentare a causa della trasmissione sostenuta e dell’espansione geografica», ha affermato l’agenzia in un post su X.

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Secondo l’Istituto Nazionale di Sanità Pubblica, un totale di 1.366 pazienti sono guariti, mentre 619 rimangono in isolamento o ricoverati in ospedale. Il ministero ha affermato che le squadre di intervento restano attive in tutte le province colpite, con particolare attenzione alle regioni di Ituri, Nord Kivu e Haut-Uele.

 

L’epidemia, dichiarata a maggio, è causata dal ceppo Bundibugyo del virus Ebola ed è diventata la più grande mai registrata nella storia della Repubblica Democratica del Congo, superando l’epidemia del 2018-2020. Attualmente non esistono vaccini approvati o trattamenti specifici per il ceppo Bundibugyo.

 

Anche le organizzazioni internazionali hanno intensificato il loro supporto nella risposta all’epidemia. Lunedì, a Kisangani, capoluogo della provincia di Tshopo, sono stati consegnati veicoli alle autorità sanitarie e alle squadre della Croce Rossa per contribuire al contenimento dell’epidemia. «L’attenzione e le risorse costanti per la risposta all’Ebola nella RDC rimangono essenziali», ha dichiarato Ariel Kestens, capo della delegazione della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (IFRC), il giorno X.

 

La scorsa settimana, il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha definito l’epidemia di Ebola una «tragedia umana che colpisce famiglie e comunità su una scala straordinaria».

 

Anche l’OMS e i Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie (Africa CDC) avevano precedentemente richiesto un maggiore sostegno internazionale per contenere l’epidemia.

 

Secondo un Rapporto OMS, entro settembre vi sarebbe il rischio di oltre 8.000 casi di Ebola in Congo.

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Come riportato da Renovatio 21, pochi giorni fa la Francia ha confermato il suo primo caso di Ebola in un medico rientrato di recente da una missione umanitaria nella Repubblica Democratica del Congo. L’India, dove si vociferava vi fossere dei casi, non ha confermato alcun caso di contagio.

 

Nelle scorse settimane manifestanti avevano dato fuoco a un centro di cura per l’Ebola dopo che era stato loro impedito di portare via il corpo di una presunta vittima per la sepoltura.

 

Come riportato da Renovatio 21, il produttore di sieri genici mRNA Moderna la scorsa settimana si è aggiudicata un contratto da 50 milioni di dollari per il vaccino Ebola.

 

Gli USA due mesi fa hanno vietato ai propri cittadini residenti nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) di imbarcarsi su voli commerciali per tornare in patria finché non avranno trascorso almeno 21 giorni in un altro Paese

 

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Immagine di UNMEER via Flickr pubblicata su licenza CC BY-ND 2.0

 

 

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Epidemie

Due ricercatori NIH incriminati per aver introdotto campioni di DNA del vaiolo delle scimmie negli USA

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.   Vincent Munster e Claude Kwe Yinda sono stati incriminati con un atto d’accusa depositato il 20 agosto presso il Tribunale distrettuale degli Stati Uniti per il distretto orientale del Michigan. Entrambi sono accusati di cospirazione per aver contrabbandato materiale biologico, inclusi campioni inattivati ​​del virus mpoplo, dall’Africa agli Stati Uniti. Sono inoltre accusati di aver rilasciato false dichiarazioni agli agenti della dogana e della protezione delle frontiere statunitensi.   Secondo quanto emerge dai documenti del tribunale, due ricercatori dei National Institutes of Health (NIH), accusati di aver trasportato negli Stati Uniti 113 campioni biologici, tra cui DNA di virus MPOS, dalla Repubblica del Congo, sono stati incriminati a livello federale.   Vincent Munster, dottore di ricerca, cittadino olandese e capo della sezione di ecologia virale presso i Rocky Mountain Laboratories del NIH a Hamilton, nel Montana, e Claude Kwe Yinda, dottore di ricerca, ricercatore camerunense, sono accusati di cospirazione per contrabbando di merci negli Stati Uniti in violazione di legge.

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Secondo l’atto d’accusa del 20 agosto, sono anche accusati di aver rilasciato false dichiarazioni agli agenti della dogana e della protezione delle frontiere degli Stati Uniti (CBP).   L’atto d’accusa, depositato presso la Corte distrettuale degli Stati Uniti per il distretto orientale del Michigan, afferma che i ricercatori si sono incontrati il ​​17 dicembre 2025 e hanno discusso del recupero di «100 campioni contenenti DNA di mpop (precedentemente vaiolo delle scimmie) e che avrebbero riportato i campioni negli Stati Uniti per i test di sequenziamento del DNA».   Si sono poi recati a Brazzaville a gennaio per prestare assistenza durante l’ epidemia di mpox prima di tornare negli Stati Uniti il ​​25 gennaio, atterrando al Terminal McNamara dell’aeroporto metropolitano di Detroit. Secondo l’accusa, trasportavano una grande valigetta di plastica nera contenente 113 provette da microcentrifuga con campioni biologici, tra cui gli isolati di DNA del virus mpox.   Quando gli agenti della CBP hanno chiesto informazioni sulla valigetta, Munster ha affermato che conteneva «kit di test», «analisi» e «reagenti per reazioni diagnostiche», secondo l’atto d’accusa. Kwe ha detto agli agenti che conteneva «materiale diagnostico».   Secondo i pubblici ministeri, tali dichiarazioni erano false. L’atto d’accusa afferma che gli uomini sapevano che i campioni richiedevano un’autorizzazione e una documentazione specifiche per essere trasportati su un volo commerciale e che dovevano essere dichiarati al loro ingresso negli Stati Uniti.   Secondo l’accusa, Munster avrebbe anche fornito agli agenti una descrizione scritta del contenuto, elencando i materiali di analisi anziché identificare i campioni biologici. Avrebbe inoltre dichiarato agli agenti che i numeri contrassegnati sui 113 tubi erano a scopo di «inventario».   Il caso ha avuto inizio con una denuncia penale presentata il 17 marzo. Diverse denunce e mandati di arresto sono stati depositati sotto sigillo prima che il governo decidesse di desecretare il caso a giugno.

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La disonestà è «diffusa in virologia» Secondo i critici, il caso mette in luce le frodi endemiche nel campo scientifico.   Richard Ebright, Ph.D., biologo molecolare presso la Rutgers University di New Brunswick, nel New Jersey, ha affermato che il caso illustra uno schema di inganno protrattosi nel tempo.   «Munster e Kwe sono l’esempio perfetto della disonestà, del disprezzo per la biosicurezza, del disdegno per la legge e del disprezzo per l’interesse pubblico che, dopo quattro decenni in cui Anthony Fauci ha trattato la virologia come un suo feudo personale e una base di potere, sono diventati pervasivi in ​​questo campo», ha affermato.   Altri esperti hanno affermato che quest’ultimo sviluppo dimostra la premeditazione dei ricercatori, anziché essere un atto casuale.   «È difficile credere che Munster si sia comportato in questo modo», ha affermato il giornalista Paul D. Thacker di The Disinformation Chronicle. «Ora sappiamo che questo contrabbando illegale di virus è stato premeditato, non una cattiva decisione dell’ultimo minuto».   Contattato in merito, l’Ufficio dell’Ispettore Generale del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti ha rimandato The Defender a un precedente comunicato stampa che faceva riferimento a un’indagine in corso.   «A quanto pare, questi esperti del NIH hanno violato le nostre leggi contrabbandando agenti patogeni virali su un aereo di linea affollato, provenienti da un focolaio nella Repubblica del Congo», ha dichiarato il procuratore statunitense Jerome F. Gorgon Jr. in quel comunicato. «Pensateci bene».

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Munster ha una storia di legami con Fauci e con la ricerca sul guadagno di funzione

Munster è da tempo impegnata nella ricerca sull’acquisizione di nuove funzioni, inclusa la ricerca che potrebbe aver contribuito alla creazione in laboratorio del SARS-CoV-2.   Nel 2018, Munster è stato indicato come partner in una proposta per il Progetto DEFUSE. La proposta, presentata alla Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA) del governo federale, prevedeva la modifica dei virus dei pipistrelli mediante l’inserimento di una proteina spike con un sito di clivaggio per la furina, che avrebbe permesso al virus di infettare i polmoni umani.   Secondo Thacker, «la DARPA ha negato i finanziamenti per DEFUSE, ma l’anno successivo un nuovo virus dei pipistrelli con un sito di clivaggio della furina ha iniziato a infettare gli esseri umani a Wuhan. Nessun altro virus strettamente imparentato con il virus COVID possiede questo sito di clivaggio della furina».   Ralph Baric, Ph.D., è stato l’autore principale della proposta DEFUSE e in seguito ha svolto un «ruolo centrale» con Fauci e altri funzionari e ricercatori della sanità pubblica nel promuovere la teoria “zoonotica” sull’origine del COVID-19.   Secondo Justin Goodman, vicepresidente senior per la difesa dei diritti e le politiche pubbliche presso White Coat Waste, un gruppo di controllo che ha indagato su Munster, «le impronte digitali di Munster sono sicuramente presenti nel famigerato piano con EcoHealth e il laboratorio di sperimentazione animale di Wuhan per creare un coronavirus simile a quello che ha causato il COVID».   Baric e Fauci hanno inoltre collaborato strettamente con Peter Daszak, Ph.D., ex presidente di EcoHealth Alliance, che aveva legami finanziari con l’Istituto di Virologia di Wuhan e che ha svolto un ruolo chiave nella promozione della teoria zoonotica.   Nel corso degli anni, Munster ha mantenuto i contatti con Daszak e EcoHealth Alliance, collaborando anche a una ricerca del 2022 sulla rilevazione del virus Nipah nei rifugi dei pipistrelli. Gli scienziati di Munster e di EcoHealth sono stati entrambi citati in un articolo di Science del 2017 sulla «caccia» al virus Ebola tra le colonie di pipistrelli africani.   Un’indagine condotta da White Coat Waste ha suggerito che Munster abbia svolto un ruolo significativo nell’aiutare EcoHealth Alliance ad ottenere finanziamenti dal National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID) per il cosiddetto laboratorio sui pipistrelli «Wuhan West» presso la Colorado State University.   Secondo quanto rivelato da White Coat Waste, Munster è stato coautore della proposta del 2016 per il progetto «Wuhan West». Nel 2020, Munster ha richiesto finanziamenti al NIAID per il progetto. All’epoca, il NIAID era guidato da Fauci.

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Quale sarà il futuro di Munster e Kwe?

Entrambi gli uomini sono stati rilasciati su cauzione non garantita di 10.000 dollari.   L’udienza preliminare era prevista per il 26 agosto, ma la giuria ha emesso l’atto d’accusa il 20 agosto.   Dai documenti del tribunale risulta che l’udienza preliminare di Munster è fissata per il 2 settembre davanti a un giudice istruttore. Gli avvocati di Munster non hanno risposto alle richieste di commento.   Kwe comparirà in tribunale il 26 agosto. «A nome del signor Kwe, in questa fase lo si presume innocente e attenderemo gli sviluppi futuri del procedimento prima di rilasciare ulteriori commenti», ha dichiarato il suo avvocato Benton Martin al quotidiano The Defender.   L’atto d’accusa contiene anche disposizioni relative alla confisca dei beni, il che significa che il governo potrebbe rivalersi sui beni coinvolti nei presunti reati o sui proventi derivanti da essi, qualora gli imputati venissero condannati.   Il NIH non ha commentato le accuse, ma l’agenzia ha affermato che fornirà assistenza alle autorità giudiziarie nel caso.   «La questione è attualmente oggetto di indagine e il NIH sta collaborando pienamente con le forze dell’ordine e le autorità competenti», ha dichiarato l’agenzia in un comunicato.   In caso di condanna, entrambi i ricercatori rischiano fino a cinque anni di carcere.   Henrick Karoliszyn, DSW   © 25 agosto 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.   Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.    

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  Immagine di NIAID via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
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Epidemie

Collaboratore di alto livello di Fauci si dichiara colpevole di accuse federali. Tradirà il suo capo?

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

Il dottor David Morens si è dichiarato colpevole martedì di un’accusa di cospirazione per frodare gli Stati Uniti. Secondo il Washington Post, Morens, 78 anni, ha dichiarato a un giudice federale di aver tentato di eludere le leggi federali sulla conservazione dei documenti utilizzando il suo account di posta elettronica privato per discutere informazioni relative alle origini del COVID-19. Il biologo molecolare della Rutgers University, Richard Ebright, Ph.D., ha affermato che Morens «probabilmente» ha agito «su ordine del suo capo, Fauci».

 

Un ex consigliere chiave del dottor Anthony Fauci si è dichiarato colpevole di occultamento di documenti pubblici relativi alle origini del COVID-19, nell’ambito di un patteggiamento raggiunto con i procuratori federali: uno sviluppo che, secondo alcuni esponenti politici e analisti, potrebbe coinvolgere Fauci.

 

Il dottor David Morens si è dichiarato colpevole martedì di un’accusa di cospirazione per frodare gli Stati Uniti. Secondo il Washington Post, Morens, 78 anni, ha dichiarato a un giudice federale di aver tentato di eludere le leggi federali sulla conservazione dei documenti utilizzando il suo account di posta elettronica privato per discutere di ricerche – e di una sovvenzione federale revocata – relative alle origini del COVID-19.

 

Morens, inizialmente incriminato ad aprile con cinque capi d’accusa federali, ha dichiarato al giudice di aver intenzionalmente reindirizzato le comunicazioni al suo account di posta elettronica personale per proteggere Fauci e perché le email avrebbero potuto essere fraintese in futuro, qualora fossero state rese pubbliche.

 

Dai documenti depositati in tribunale emerge che alcune delle email sono state inoltrate informalmente a un alto funzionario del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID). Secondo la CBS News, il funzionario in questione è probabilmente Fauci, che ha diretto il NIAID fino a dicembre 2022. Morens ha ricoperto il ruolo di consulente senior nell’ufficio di Fauci al NIAID tra il 2006 e il 2022.

 

Morens ha dirottato i messaggi sulla sua email personale mentre si moltiplicavano le speculazioni sul fatto che il COVID-19 fosse emerso in natura, come affermavano pubblicamente all’epoca Fauci e altri funzionari dell’amministrazione Biden e virologi chiave, oppure fosse stato sviluppato presso l’Istituto di Virologia di Wuhan, in Cina, e si fosse poi diffuso da lì.

 

In base all’accordo raggiunto con la procura, Morens rischia fino a cinque anni di carcere e una multa massima di 250.000 dollari, sebbene la sua pena potrebbe essere inferiore. Secondo il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DOJ), «le condanne effettive per i reati federali sono in genere inferiori alle pene massime previste». La sentenza è prevista per il 12 novembre, come riportato da Politico.

 

«Dichiarandosi colpevole oggi, il dottor Morens si è assunto la responsabilità delle sue azioni e continuerà a farlo», ha affermato Tim Belevetz, avvocato di Morens, in una dichiarazione riportata dal Post.

 

James Billot, direttore di UnHerd, ha dichiarato a News24 Digital, testata australiana, che la dichiarazione di colpevolezza di Morens rappresenta la «prima grande vittoria» nell’indagine sulle origini del COVID-19. «Vedremo presto emergere molti altri dettagli su questo argomento».

 

Secondo Politico, Fauci non è stato «accusato né incriminato per illeciti nel caso contro Morens e il suo nome non viene menzionato negli atti processuali».

 

Ma in un post su X, il senatore Rand Paul (repubblicano del Kentucky), che sta guidando l’indagine del Congresso sulle origini del COVID-19, ha suggerito che Fauci potrebbe essere implicato: «Un alleato di lunga data di Fauci si dichiara colpevole. La sua dichiarazione di colpevolezza potrebbe implicare il coinvolgimento di Anthony Fauci?», ha scritto Paul.

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Morens si vantava di essere in grado di «far sparire le email»

Nel corso della sua testimonianza davanti alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti nel 2024, Fauci negò di avere avuto uno stretto rapporto di lavoro con Morens, suggerendo che Morens non gli forniva consulenza su «politiche dell’istituto o altre questioni sostanziali».

 

Tuttavia, l’accordo di patteggiamento di Morens include una dichiarazione in cui ammette di essersi spesso consultato con un ricercatore esterno, Peter Daszak, Ph.D., all’epoca presidente dell’EcoHealth Alliance, per preparare briefing per Fauci che suggerivano che il COVID-19 avesse origini naturali.

 

In un’email del 2021 resa pubblica dalla Camera e citata da The Hill, Morens scrisse a Daszak: «Posso inviare materiale a Tony [Fauci] tramite la sua Gmail privata, oppure consegnarglielo di persona al lavoro o a casa. È troppo intelligente per lasciare che i colleghi gli mandino cose che potrebbero causargli problemi».

 

In un’altra email del 2021, Morens affermò di sapere come «far sparire le email dopo una richiesta FOIA», riferendosi alle richieste di accesso agli atti federali previste dal Freedom of Information Act.

 

John Leake, vicepresidente della McCullough Foundation e autore di Mind Viruses: America’s Irrational Obsessions, ha scritto su Substack che la dichiarazione di colpevolezza di Morens per un singolo capo d’accusa di cospirazione è «simile alla condanna di Al Capone per evasione fiscale». Leake ha suggerito che la dichiarazione di colpevolezza avrà un impatto minimo sull’indagine sulle origini del COVID-19.

 

«Sebbene Morens probabilmente sconterà una pena detentiva, la sua dichiarazione di colpevolezza e la sua condanna per questo particolare atto di frode mi sembrano un diversivo rispetto al problema principale», ha scritto Leake, riferendosi alla «creazione illegale e al successivo occultamento illegale di un’arma biologica in un laboratorio di biosicurezza cinese».

 

Ma per altri analisti e commentatori, l’attenzione sta tornando a concentrarsi su Fauci in seguito alla dichiarazione di colpevolezza di Morens.

 

Jeffrey Tucker, presidente e fondatore del Brownstone Institute, ha ipotizzato che Morens abbia probabilmente accettato di testimoniare contro altre persone in cambio del patteggiamento e, forse, di una pena più mite.

 

«Ora è disposto a parlare in cambio di una pena più lieve. Sicuramente parlerà e sarà affascinante sapere tutto quello che sa», ha detto Tucker.

 

Il biologo molecolare della Rutgers University, Richard Ebright, Ph.D., si è detto d’accordo. Ebright è stato un acceso critico della ricerca sul guadagno di funzione, che secondo i sostenitori della teoria della fuga dal laboratorio avrebbe probabilmente portato alla creazione in laboratorio del SARS-CoV-2 e alla sua successiva fuoriuscita dal laboratorio di Wuhan.

 

Ha affermato che Morens «probabilmente» ha agito «su ordine del suo capo, Fauci».

 

«La dichiarazione di colpevolezza di Morens è un primo passo importante per assicurare alla giustizia i funzionari statunitensi che hanno finanziato la sconsiderata ricerca sul guadagno di funzione a Wuhan, che ha causato il COVID-19» ha detto Ebright.

 

«Sembra possibile, persino probabile, che Morens sia stato ‘ingannato’ dai procuratori e che la sua dichiarazione di colpevolezza sia il risultato di un patteggiamento in cui Morens ha accettato di testimoniare contro Fauci, Daszak… e altri».

 

L’accordo di patteggiamento di Morens prevedeva un fascicolo sigillato, il che, secondo Ebright, indica che Morens ha accettato di testimoniare contro altri: un’opinione condivisa dal ricercatore e autore James Lyons-Weiler, Ph.D., che ha scritto su Substack:

 

«Infine, poiché l’accordo di patteggiamento include un supplemento sigillato e una separata dichiarazione di fatto, la documentazione attualmente pubblica è incompleta. Tale lacuna è particolarmente rilevante per le speculazioni secondo cui Morens starebbe collaborando contro altri. Tale collaborazione è possibile in teoria, ma non può essere ragionevolmente dedotta dalla sola esistenza del documento sigillato».

 

«… Avevamo previsto che a [Morens] sarebbe stato offerto un patteggiamento e che le accuse specifiche sarebbero state ritirate in cambio della sua testimonianza contro Fauci e altri.»

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Morens ha ricevuto regali per «marachelle dietro le quinte»

L’atto d’accusa contro Morens faceva ampio riferimento a due complici, indicati come «Co-cospiratore 1» e «Co-cospiratore 2».

 

Secondo il Post, i documenti resi pubblici nell’ambito dell’indagine del Congresso indicano che le due persone in questione sono Daszak e il dottor Gerald Keusch, ex direttore del Fogarty International Center del NIH, che finanziava scienziati stranieri.

 

Secondo quanto riportato dal Post, Morens, Daszak e Keusch «hanno discusso ripetutamente della possibilità di limitare le loro conversazioni alle email private».

 

Sotto la guida di Daszak, l’EcoHealth Alliance ha ricevuto una sovvenzione dai National Institutes of Health (NIH), l’agenzia madre del NIAID, per uno studio intitolato «Comprendere il rischio di emergenza del coronavirus nei pipistrelli». Il laboratorio di Wuhan ha successivamente ricevuto un sub-finanziamento dall’EcoHealth Alliance, a sua volta finanziato dalla sovvenzione.

 

Nell’ambito del patteggiamento, Morens ha ammesso di aver ricevuto «gratificazioni illegali» da Daszak, tra cui pasti in ristoranti stellati Michelin e bottiglie di vino, come ringraziamento per i suoi «consigli, il suo supporto e i suoi intrighi dietro le quinte» nell’aiutare Daszak a «ripristinare la sospensione del finanziamento per la ricerca sul coronavirus dei pipistrelli e a contrastare la narrazione secondo cui il COVID-19 sarebbe fuoriuscito da un laboratorio».

 

Secondo il Dipartimento di Giustizia, «Morens avrebbe poi individuato un atto ufficiale che avrebbe potuto compiere per ‘meritarsi’ il regalo, ovvero scrivere un commento scientifico su un’importante rivista medica in cui sosteneva che il COVID-19 avesse origini naturali».

 

Ad aprile, il New York Post ha riportato che il commento è probabilmente un articolo di cui Morens è coautore, pubblicato nel luglio 2020 sull’American Journal of Tropical Medicine and Hygiene.

 

Tucker ha affermato che Morens era «un intellettuale promettente» che «si è convertito al lato oscuro» agendo su «ordine di Fauci», tra cui la pubblicazione di articoli su riviste scientifiche a sostegno della narrativa ufficiale sul COVID-19.

 

Tucker ha citato un articolo del settembre 2020, scritto da Morens in collaborazione con Fauci e pubblicato sulla rivista Cell, in cui si auspicava la «ricostruzione delle infrastrutture dell’esistenza umana».

 

«Era distopico all’estremo e lui lo sapeva», ha detto Tucker. «Rifletteva il suo stato d’animo: l’assurdità al servizio del potere».

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Altri collaboratori di Fauci faranno a gara per «denunciarsi a vicenda» in cambio di patteggiamenti?

La dichiarazione di colpevolezza di Morens rappresenta l’ultimo sviluppo nell’indagine congressuale in corso sulle origini del COVID-19. Nel 2024, quando testimoniò davanti al Congresso nell’ambito dell’indagine  Morens negò di aver tentato di eludere la legge federale instradando le comunicazioni attraverso il suo account di posta elettronica personale.

 

All’inizio di questo mese, Paul ha segnalato Fauci al Dipartimento di Giustizia per oltraggio al Congresso, per essersi rifiutato di rispondere alle domande durante l’udienza del mese scorso. Secondo il Washington Post, il Dipartimento di Giustizia sta esaminando la richiesta. È la terza volta che Paul segnala Fauci al Dipartimento di Giustizia per possibili accuse penali.

 

La settimana scorsa, Fauci ha rifiutato la richiesta di comparire volontariamente davanti a un’altra commissione del Senato.

 

Negli ultimi istanti del suo mandato, lo scorso anno, l’allora presidente Joe Biden concesse preventivamente la grazia a Fauci per tutti i suoi atti ufficiali risalenti al 2014, anno in cui il NIH approvò un finanziamento per la ricerca di Daszak sul coronavirus nei pipistrelli.

 

Esperti legali avevano precedentemente dichiarato a The Defender che, sebbene la grazia protegga Fauci da procedimenti penali federali per i suoi atti ufficiali, non impedisce agli Stati di sporgere denuncia contro di lui. Inoltre, non lo protegge dalle accuse di oltraggio al Congresso o di falsa testimonianza in successive deposizioni.

 

Nel 2024, il dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti ha sospeso tutti i finanziamenti a EcoHealth Alliance dopo aver constatato che l’organizzazione non aveva monitorato adeguatamente gli esperimenti sul coronavirus.

 

Ad aprile, il NIH avrebbe revocato tutti i finanziamenti concessi al virologo Ralph Baric, Ph.D., che aveva collaborato con Fauci e i ricercatori del laboratorio di Wuhan prima e durante la pandemia di COVID-19.

 

A giugno, l’FBI ha incriminato due ricercatori del NIH, tra cui Vincent Munster, Ph.D., legato a Fauci, con l’accusa di aver introdotto clandestinamente negli Stati Uniti, all’inizio di quest’anno, il virus del mosaico del mais (mpox) e altri agenti patogeni pericolosi.

 

Documenti resi pubblici il mese scorso suggeriscono che nel 2021 l’FBI abbia fatto pressioni sugli agenti della dogana e della protezione delle frontiere statunitensi affinché non interrogassero Daszak al suo rientro negli Stati Uniti dalla Cina, dove si era recato nell’ambito di un’indagine dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sulle origini del COVID-19.

 

L’anno scorso, Daszak è diventato presidente di Nature.Health.Global, un’organizzazione no-profit che svolge ricerche sulla salute pubblica e sulla prevenzione delle pandemie. Morens lavora per questa organizzazione.

 

Ebright ha suggerito che «ora è iniziata la corsa ai topi» per gli ex stretti collaboratori e alleati di Fauci, che si «denunciano a vicenda».

 

«Morens, Daszak, Keusch e gli altri probabilmente stanno già facendo a gara per essere i primi a collaborare e quindi ad accaparrarsi i migliori accordi di patteggiamento».

 

Michael Nevradakis

Ph.D.

 

© 19 agosto 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

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