Ambiente
La frode del Grande Reset
Come tutti, mi piacerebbe vivere in un mondo senza inquinamento.
Mi piacerebbe vedere la civiltà umana raggiungere un equilibrio con la natura e, a rischio di sembrare un idealista ingenuo, credo sinceramente che questo sia in definitiva il nostro destino come specie.
Il sistema (e dell’influenza culturale) dell’oligarchia che è riuscito ad affondare ostinatamente gli artigli in modo parassitario sul suo ospite per qualche generazione di troppo – per corrompere e pervertire tutto ciò sopra cui stende il suo dominio
La mia esperienza personale mi ha portato alla conclusione che non siamo riusciti a raggiungere questo paradigma come specie solo a causa del sistema (e dell’influenza culturale) dell’oligarchia che è riuscito ad affondare ostinatamente gli artigli in modo parassitario sul suo ospite per qualche generazione di troppo – per corrompere e pervertire tutto ciò sopra cui stende il suo dominio.
A causa della pervasività dell’oligarchia, lo sfruttamento di massa, le guerre e l’inquinamento hanno devastato gli ecosistemi e innumerevoli vite umane allo stesso modo – e, mentre l’ordine neoliberista continua a sbandare verso l’inevitabile crollo di una bolla di derivati da 2 quadrilioni di dollari che il nostro impenitente decenni di decadenza ha causato, bisognerà fare scelte molto serie.
Falsi rimedi al crollo imminente
Molte false soluzioni verranno presentate quando la società si risveglierà davanti all’edificio in fiamme in cui è intrappolata e, a meno che le nostre menti non siano diventate consapevoli di quelle false soluzioni, (per non parlare di quegli incendiari che gestiscono questo fuoco dall’alto), allora molte anime ben intenzionate di tutti i ceti sociali possono firmare le proprie sentenze di morte e accidentalmente inaugurare una soluzione molto peggiore della malattia che hanno cercato di porre rimedio.
Molte anime ben intenzionate di tutti i ceti sociali possono firmare le proprie sentenze di morte e accidentalmente inaugurare una soluzione molto peggiore della malattia che hanno cercato di porre rimedio
Prima che tu, caro lettore, mi accusi di essere eccessivamente drammatico nelle mie affermazioni, lascia che porti la tua attenzione su un evento del 3 giugno 2020 sponsorizzato dal World Economic Forum (WEF) intitolato The Great Reset con appelli appassionati da parte dei leader del FMI, del mondo Banca, Regno Unito, Stati Uniti, settore aziendale e bancario per sfruttare il COVID-19 per chiudere e «ripristinare» l’economia mondiale con un nuovo sistema operativo chiamato Green New Deal.
Il fondatore e presidente esecutivo del WEF Klaus Schwab ha affermato che «il mondo deve agire insieme e rapidamente per rinnovare tutti gli aspetti delle nostre società ed economie, dall’istruzione ai contratti sociali e alle condizioni di lavoro… Ogni paese, dagli Stati Uniti alla Cina, deve partecipare, e ogni l’industria, dal petrolio e dal gas alla tecnologia, deve essere trasformata. In breve, abbiamo bisogno di un “Grande Reset”del capitalismo».
Il messaggio di Schwab è stato amplificato dal principe Carlo d’Inghilterra che ha colto questa opportunità d’oro di modificare radicalmente il comportamento umano in modi che decenni di ambientalismo non sono riusciti a realizzare quando ha detto: «Abbiamo un’opportunità d’oro per cogliere qualcosa di buono da questa crisi [del COVID-19]. Le sue onde d’urto senza precedenti potrebbero rendere le persone più ricettive alle grandi visioni del cambiamento».
Un evento del 3 giugno 2020 sponsorizzato dal World Economic Forum (WEF) intitolato The Great Reset ha contato appelli appassionati da parte dei leader del FMI, del mondo Banca, Regno Unito, Stati Uniti, settore aziendale e bancario per sfruttare il COVID-19 per chiudere e «ripristinare» l’economia mondiale con un nuovo sistema operativo chiamato Green New Deal
Mentre il World Economic Forum è solitamente noto come un forum di élite aziendali globali, questa organizzazione si è ramificata negli ultimi anni per diventare leader nel coordinamento della pandemia globale come co-sponsor del raccapricciante Evento 201 dell’ottobre 2019 e ha abbracciato leader di solito «gruppi di resistenza anticapitalisti» come Greenpeace che ora parlano regolarmente ai loro eventi.
Jennifer Morgan (attuale capo di Greenpeace) ha dichiarato all’evento «Abbiamo creato un nuovo ordine mondiale dopo la seconda guerra mondiale… Siamo ora in un mondo diverso da quello di allora. Dobbiamo chiederci, cosa possiamo fare di diverso? Anche il World Economic Forum ha una grande responsabilità in questo: premere il pulsante del reset e cercare di creare benessere per le persone e per la Terra».
Quindi questa definizione di benessere internazionale è davvero ciò che appare? O qualcosa di più nefasto si nasconde sotto la superficie? Come possiamo saperlo?
Coloro che sono ignari della loro storia crederanno facilmente alla storia di copertura che vengono alimentati dai giocatori che gestiscono il World Economic Forum. La storia di copertina è la seguente: durante una conferenza di due settimane a Bretton Woods, nel New Hampshire, nel 1944, sotto la guida di Franklin Roosevelt, è stato creato un nuovo sistema progettato per esportare il programma del New Deal che ha ricostruito l’America dopo la Grande Depressione nel resto del il mondo. Poiché la nostra crisi attuale richiede un nuovo sistema in modo simile a come il mondo aveva bisogno di un reset nel 1932 e di nuovo nel 1945, anche noi dobbiamo farlo di nuovo.
«Il mondo deve agire insieme e rapidamente per rinnovare tutti gli aspetti delle nostre società ed economie, dall’istruzione ai contratti sociali e alle condizioni di lavoro… Ogni paese, dagli Stati Uniti alla Cina, deve partecipare, e ogni l’industria, dal petrolio e dal gas alla tecnologia, deve essere trasformata. In breve, abbiamo bisogno di un “Grande Reset” del capitalismo» Klaus Schwab
In superficie questo è tutto vero. Ma ecco il guaio…
Il New Deal di FDR si basava su:
1) Fermare una dittatura dei banchieri nel 1933 quando da solo silurò la Conferenza di Londra della Bank of England/Lega delle nazioni,
2) imporre una regolamentazione di massa agli speculatori di Wall Street secondo le leggi Glass-Steagall e l’ampio Bank Act che ha distrutto le megabanche, creato la SEC, protetto risparmi legittimi e processato centinaia di banchieri d’élite sotto la Commissione Pecora
3) lanciare vasti progetti infrastrutturali sotto la Tennessee Valley Authority, progetti di elettrificazione rurale, la diga Grand Coulee, la diga Hoover etc. aumentando le forze produttive nazionali del lavoro e trasformando l’America in un’economia agroindustriale a pieno spettro capace di una crescita costante, e
«Abbiamo un’opportunità d’oro per cogliere qualcosa di buono da questa crisi [del COVID-19]. Le sue onde d’urto senza precedenti potrebbero rendere le persone più ricettive alle grandi visioni del cambiamento» Carlo d’Inghilterra
4) combattuto valorosamente per garantire quelle stesse capacità a tutte le nazioni del mondo in totale opposizione all’Impero Britannico.
I Green New Dealer di oggi usano la forma e il nome dei precedenti storici di FDR, ma sono totalmente impegnati negli obiettivi opposti.
Secondo i meccanismi di risposta globale proposti dagli oligarchi che gestiscono la strategia Great Reset del World Economic Forum, le reti energetiche verdi progettate per abbassare la temperatura mondiale di due gradi entro 30 anni« decarbonizzando» la società avranno l’effetto di ridurre le forze produttive del lavoro di tutte le nazioni piuttosto che aumentare quei poteri come aveva fatto il New Deal originale.
Nel frattempo, i meccanismi di determinazione dei prezzi Cap and Trade/Carbon progettati dalla Bank of England e dalla Task Force Carney/Bloomberg sulle informazioni finanziarie relative al clima promettono di creare incentivi finanziari per ridurre il potenziale della popolazione mondiale decostruendo l’ordine economico industriale necessario per sostenere i quasi 8 miliardi anime sulla superficie della terra attualmente.
«Abbiamo creato un nuovo ordine mondiale dopo la seconda guerra mondiale… Siamo ora in un mondo diverso da quello di allora. Dobbiamo chiederci, cosa possiamo fare di diverso? Anche il World Economic Forum ha una grande responsabilità in questo: premere il pulsante del reset e cercare di creare benessere per le persone e per la Terra» Jennifer Morgan, capo di Greenpeace
In un recente discorso alla City di Londra, l’ex capo della Bank of England, che ora guida il team di Climate Finance di Boris Johnson, ha dichiarato:
«Raggiungere zero emissioni nette richiederà un’intera transizione economica: ogni azienda, ogni banca, ogni assicuratore e investitore dovrà adeguare i propri modelli di business. Questo potrebbe trasformare un rischio esistenziale nella più grande opportunità commerciale del nostro tempo».
Carney, che è anche l’architetto del Central Bankers Climate Compact, ha precedentemente minacciato la distruzione di tutte le aziende che si rifiutano di conformarsi ai nuovi standard verdi che lui e i suoi controllori desiderano imporre al mondo dicendo: «le aziende che anticipano questi sviluppi saranno ricompensati profumatamente. Quelli che non cesseranno di esistere».
Mentre il nuovo sistema verde di Reset promette di includere più regolamenti sulla finanza, tali regolamenti saranno controllati da Stati nazionali sovrani nell’interesse del benessere generale della loro gente o da banche centrali private nell’interesse di un’élite oligarchica ossessionata dal controllo, dall’equilibrio e mantenere le nazioni credule, confuse, divise, spopolate e impoverite?
Penso che possiate capirlo da soli.
Mentre il nuovo sistema verde di Reset promette di includere più regolamenti sulla finanza, tali regolamenti saranno controllati da Stati nazionali sovrani nell’interesse del benessere generale della loro gente o da banche centrali private nell’interesse di un’élite oligarchica ossessionata dal controllo, dall’equilibrio e mantenere le nazioni credule, confuse, divise, spopolate e impoverite?
(…)
Matthew Ehret
Articolo pubblicato su gentile concessione dell’autore.
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Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.
Immagine © Renovatio 21
Sul Grande Reset, Renovatio 21 ha pubblicato, tra i tanti articoli:
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Ambiente
Documento sui «cambiamenti climatici»: «l’Eucarestia come scuola ecologica»
Un ampio documento diffuso dalla Commissione Teologica Internazionale, dal titolo «Prendersi cura della nostra Casa comune – Una risposta responsabile e fraterna al Dio trinitario», definisce il Santo Sacrificio della Messa una «scuola ecologica».
All’interno del testo, datato 2 settembre e incentrato sulle tematiche ambientali, sulla «conversione ecologica» e sul cosiddetto «cambiamenti climatici», la Commissione Teologica riserva un intero paragrafo — il numero 108 del Capitolo 2 — alla descrizione della Messa e della Santa Eucaristia come «scuola ecologica». Pur riconoscendo, in questo passaggio, che il fine ultimo della Messa resta la glorificazione di Dio, il documento sembra ridimensionarne il significato, presentando la Messa e il Santissimo Sacramento soprattutto come strumenti per «prendersi cura del creato».
Il documento scrive: «Dall’Eucaristia si sprigiona una spiritualità capace di sostenere e incoraggiare la conversione ecologica che abbiamo così urgentemente bisogno di intraprendere come famiglia umana (cf. LS 236). In essa riconosciamo nella natura i doni di Dio. L’intelligenza si apre alla diafanità di Dio nella creazione. La natura rivela la sua intrinseca dimensione epifanica».
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Il testo prosegue: «L’Eucaristia è banchetto di comunione, tavola comune da condividere. Per questo edifica la comunità. Non è possibile celebrare l’Eucaristia e non preoccuparsi dei poveri».
Al punto 99 del documento vi è un attacco preciso all’antropocentrismo, definito predatorio: «Senz’altro l’antropocentrismo predatorio, che considera l’umanità come padrona assoluta di tutto il creato, con ius utendi et abutendi, deve essere chiaramente rifiutato dai cristiani». Non è chiarissimo a cosa si stia riferendo il testo vaticano, che prova a spiegare: «seguendo la logica immanente che lo anima, l’antropocentrismo predatorio porta con sé una dinamica di violenza e sfruttamento, poiché non è regolato dal rispetto per l’altro (la natura) né per gli altri (il prossimo) né per l’Altro (Dio Creatore), finendo per sfigurare l’immagine di Dio impressa nell’essere umano ed espressa nelle relazioni in cui vive, imprigionandolo nella tristezza di una coscienza isolata (EG 2). Si saccheggiano e si sacrificano vite, e con esse il futuro di molte altre vite, a partire dalla soddisfazione indiscriminata del proprio egoismo autocentrato».
Viene proposta tuttavia una soluzione di sapore intellettualoide. Contro l’antropocentrismo predatorio, «Papa Francesco ha proposto la formula dell’«antropocentrismo situato» per descrivere il modo in cui l’umanità si relaziona con il resto del creato secondo il disegno di Dio (LD 67); aspetto ripreso da Papa Leone XIV».
Fin dai primi mesi del proprio pontificato, Papa Leone XIV ha più volte ribadito l’importanza delle questioni ambientali, arrivando ad autorizzare, a pochi mesi dall’elezione, la celebrazione della «Messa per la cura del creato». In occasione della prima Messa dedicata a questo tema, Leone XIV dichiarò che «il mondo sta bruciando», sottolineando quella che a suo giudizio rappresenta la necessità di una «conversione» per quanti non avvertono ancora «l’urgenza di prendersi cura della nostra casa comune».
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Non era poi mancato il momento ultra-cringe dove, dinanzi a funzionari transnazionali, Arnoldo Schwarzenegger e hawaiani cantanti a caso, il romano pontefice aveva benedetto un blocco di ghiaccio della Groenlandia, che immaginiamo sia arrivato in Italia, in bicicletta, o su un tappeto volante offerto dal dialogo interreligioso.
Il papato precedente si era distinto per l’ecologismo parossistico diffuso senza requie al pari dell’immigrazionismo più vile. Renovatio 21 aveva definito l’agenda bergogliana «eco-maoismo», con sessioni di indottrinamento ecofascista su bimbi piccoli da tutto il mondo condotte dallo stesso pontefice gesuita in Aula Paolo VI.
Si arrivò alla bizzarria di veder citata nella Laudate Deum pensatrice ecofemminista (e ciber-genderista) Donna Haraway, che parlava del futuro come dello Cthulhucene, un’era di morte devastata da veri mostri, dove dissolvere la famiglia e coltivare i rapporti con gli animali.
L’ecomania vaticana, con evidenza, non è morta col l’argentino. In questi giorni Leone ha inaugurato il secondo «Tempo del Creato» del proprio pontificato, celebrando una nuova Messa dedicata alla «Cura del Creato».
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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Morti di caldo, morti di inciviltà
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Ambiente
Navi da guerra naziste affondate riemergono nel Danubio per l’ondata di caldo
Diverse navi da guerra tedesche affondate durante la Seconda Guerra Mondiale, sono riemerse nel Danubio a causa di una forte ondata di calore e di una prolungata siccità. Le imbarcazioni sono diventate visibili quando il livello dell’acqua del secondo fiume più lungo d’Europa ha raggiunto minimi storici.
Foto e video pubblicati sui social media mostravano enormi relitti di navi adagiati nell’acqua e su un banco di sabbia in mezzo al canale vicino al villaggio di Prahovo, in Serbia.
In un altro luogo, il relitto di una nave mercantile ungherese affondata nel 1937 è riemerso nei pressi del villaggio croato di Opatovac.
Secondo la Banca europea per gli investimenti, circa 200 imbarcazioni potrebbero giacere sul fondo del Danubio. Il trasporto fluviale è quasi completamente bloccato a causa del basso livello dell’acqua, secondo il Ministero dei Trasporti ungherese.
🇷🇸🇭🇷 A sunken German flotilla has surfaced in Serbia due to the shallowing of the Danube, Reuters reports.
The rusting hulks of the German flotilla, sunk in 1944 during the retreat before the Red Army, are reportedly posing a threat to shipping. pic.twitter.com/WwacLDGlgC
— Маrina Wolf (@volkova_ma57183) August 1, 2026
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Come riportato da Renovatio 21, anche il primo ministro ungherese Peter Magyar ha affermato che la centrale nucleare di Paks, che copre quasi la metà del fabbisogno elettrico dell’Ungheria, potrebbe rimanere chiusa per settimane a causa dell’insufficiente livello dell’acqua.
A Budapest, la scorsa settimana, è stato ritrovato un proiettile di artiglieria tedesco della Seconda Guerra Mondiale vicino al Ponte Margherita, una delle principali arterie stradali della città. Il ritrovamento ha comportato brevi chiusure di sicurezza per consentire l’intervento di una squadra di artificieri. L’autorità meteorologica nazionale ungherese ha inoltre segnalato un livello minimo record di 23 cm nel Danubio che attraversa la città. Il precedente minimo storico, registrato nel 2018, era di 33 cm.
Nella Bulgaria settentrionale, il prosciugamento di un fiume ha portato alla luce quelli che si ritiene essere i resti di un mammut. Le ossa sono state ritrovate da un abitante del villaggio di Ryahovo. Nikolay Nenov, direttore di un museo di storia regionale nella vicina città di Ruse, ha definito la scoperta «di grande importanza per la scienza».
Secondo l’agenzia Associated Press, nei prossimi giorni il livello del Danubio dovrebbe scendere ulteriormente, senza previsioni di piogge significative e con temperature che dovrebbero superare i 38 gradi Celsius nella regione.
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Immagine screenshot da Twitter
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