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Ambiente

La Germania non ha vento per far funzionare i mulini a vento. Aumenta il carbone. E il nucleare?

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La Bundesverband der Energie- und Wasserwirtschaft (BDEW), organizzazione aziendale tedesca per l’industria dell’energia e dell’acqua, riferisce nella sua revisione per il 2021 che il carbone e il gas – cioè le fonti di energia che i piani verdi del governo avrebbero dovuto eliminare nel mix energetico nazionale – sono invece aumentati quest’anno, dal 35% al ​​40%.

 

Le rinnovabili sono diminuite dal 44% al 41%. Il vento è diminuito del 12%.

 

Di conseguenza, l’uso del carbone (che ha raggiunto cifre record in India e in Cina) è aumentato del 18% per la lignite e del 27% per il carbon fossile.

 

Il nucleare è aumentato del 7%, con sei reattori ancora in servizio, anche se Berlino ne spegnerà tre il 31 dicembre.  I tre reattori  rappresentano il 6% dell’energia nazionale.

 

Come scriveva William F. Engdahl in un articolo pubblicato da Renovatio 21 riguardo il piano ecologico UE chiamato «Fit for 55»,  è assurdo «credere che l’UE, in particolare la Germania, sarà in grado di arrivare a zero carbone entro il 2030, sostituendo nemmeno con il gas naturale, ma piuttosto inaffidabile solare ed eolico, è già chiara.

 

Il nuovo obiettivo climatico dell’UE del 55% per il 2030 implicherebbe un’eliminazione quasi completa del carbone entro il 2030 in tutta l’UE.

 

Scrive Engdahl: «ciò colpirà la Germania, di gran lunga il maggior utilizzatore di energia a carbone dell’UE. Il governo tedesco, già con l’energia elettrica più costosa del mondo a causa della Energiewende, la transizione della Merkel all’inaffidabile solare ed eolico che vedrà l’ultima centrale nucleare chiusa nel 2022, ha recentemente abbandonato il suo piano per eliminare gradualmente il carbone entro il 2038. Eliminerà gradualmente molto prima, ma per ovvie ragioni politiche in un anno elettorale, non ha rivelato la sua nuova data «zero carbone».

 

Da qui, il tema dei blackout energetici europei e mondiali (Cina e, l’inverno scorso, in Texas)– di cui da settimane sta dando conto Renovatio 21 – per i quali le istituzioni tedesche stanno già preparando la popolazione con pubblicità progresso scioccanti.

 

 

«Il cuore dell’industria europea, la Germania, è pre-programmato non solo per la grave disoccupazione industriale nei settori dell’acciaio, del cemento e dell’auto. È anche pre-programmato per blackout elettrici come quello che ha devastato il Texas all’inizio del 2021 quando i mulini a vento si sono congelati» continua Engdahl.

 

Il tema dello spegnimento delle centrali nucleari è assai interessante: per una Germania che annuncia la loro chiusura, c’è una Francia dove le centrali vengono chiuse improvvisamente a seguito di revisioni per «danni inaspettati».

 

Sicuri di capire cosa sta succedendo?

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Ambiente

Tsunami nel Pacifico, le immagini

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L’eruzione del vulcano sottomarino al largo dell’isola del Pacifico meridionale di Tonga è stata così esplosiva che un’onda d’urto si è fatta sentire in tutto il mondo.

 

Le immagini del vulcano Hunga Tonga mostrano una tra le più violente eruzioni vulcaniche mai catturate dal satellite.

 

L’Agenzia meteorologica giapponese ha emesso un avviso di tsunami per le isole sud-occidentali del paese di Amami e Tokara, prevedendo un’ondata di 3 metri.

 

 

 

 

 

Tonga è al momento il luogo più seriamente colpito.

 


 


Danni immensi sulle coste del Perù.

 

 

Lo Tsunami è arrivato nel Cile del Nord

 

 

 

Anche gli USA sono colpiti. A Santa Cruz, una cittadina costiera della California centrale, qualcuno ha twittato un video dell’innalzamento del livello dell’acqua.

 

 

Perfino i surfisti hanno battuto in ritirata

 

 

Colpito anche l’Oregon


Dall’Ecuador, immagini non verificata, dell’onda vista dalle navi

 

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Ambiente

«La terra potrebbe rivoltarsi e uccidere l’umanità» dice lo scienziato.

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L’influente scienziato ambientalista James Lovelock, crede che la Terra si autoregoli come un organismo vivente.

 

La sua teoria di Gaia, che prende il nome dalla divinità greca con lo stesso nome che rappresenta la personificazione della Terra, suggerisce che l’ambiente del nostro pianeta sia un essere vivente, in grado quindi di reagire agli stimoli – e agli abusi.

 

Ecco quindi che in un editoriale per il Guardian Lovelock annunzia che Gaia sta per vendicarsi.

 

Il vecchio Lovelock sostiene che le temperature superficiali del nostro pianeta sono state modulate per miliardi di anni «grazie a Gaia: foreste, oceani e altri elementi nel sistema di regolazione della Terra, che ha mantenuto la temperatura superficiale abbastanza costante e quasi ottimale per la vita».

 

L’umanità, dice il Lovelock, ha sostanzialmente alterato quella formula attentamente bilanciata.

 

«Due atti di genocidio – il soffocamento da parte dei gas serra e l’eliminazione delle foreste pluviali – hanno causato cambiamenti su una scala che non si vedeva da milioni di anni», scrive. «Stiamo entrando in un’era di caldo in cui la temperatura e il livello del mare aumenteranno di decennio in decennio fino a quando il mondo non diventerà irriconoscibile».

 

Per Lovelock, non possiamo semplicemente costruire qualche appezzamento di pannelli solari o installare campi di pale eoliche per porre fine alla nostra dipendenza dalla combustione di combustibili fossili.

 

In effetti, l’ambientalista arriva una conclusione sorprendente: «Dobbiamo costruire più centrali nucleari per superare questo problema, anche se i verdi dovranno prima superare le loro esagerate paure delle radiazioni».

 

Lovelock ha dunque parlato della pandemia globale, che a suo dire dovrebbe essere preso come avvertimento: «il virus COVID-19, potrebbe essere stato un feedback negativo», scrive Lovelock.

 

«Gaia si impegnerà di più la prossima volta con qualcosa di ancora più cattivo».

 

L’ambientalismo è, di fatto, un processo di sostituzione religiosa, di ripaganizzazione del mondo. E con il paganesimo, tornano i sacrifici umani

Il catastrofismo ambientale di Lovelock non è cosa nuova, ma gli va riconosciuto di avere almeno inventato un brand efficace (Gaia, suona benissimo), anche se c’è chi dice che in realtà il suggerimento gli sia venuto dal suo vicino di casa William Golding, lo scrittore premio Nobel autore de Il signore delle mosche.

 

L’ipotesi di Gaia è oramai diffusa assai, degenerando in una vera e propria pseudoreligone, che non è errato definire pagana – lo è letteralmente, visto che Gaia era un titano s della mitologia greca, chiamato anche Gea.

 

La religione di Gaia, l’entità olistica che corrisponde alla Terra, insegna che l’uomo è una bestia fra le altre, anzi è la parte peggiore che risulta cancerogena per l’intero sistema. Per cui è lecito aspettarsi dalla Madre – dalla «natura matrigna», direbbe il gobbo di Recanati – una punizione per i propri peccati.

 

Il culto pagano della Madre il cui fantasma pubblicitario a base di quadretti naturali alla National Geographic è chiaramente un sostituto del culto mariano, dove le immagini di cascate e foreste equatoriali sostituiscono le icone della Beata Vergine.

 

L’ambientalismo è, di fatto, un processo di sostituzione religiosa, di ripaganizzazione del mondo.

 

E con il paganesimo, tornano i sacrifici umani.

 

 

 

 

Immagine di ThemeFinland via Deviantart pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 3.0 Unported (CC BY-NC-SA 3.0)

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Ambiente

Il cambiamento climatico creerà «patogeni zombi» dall’Artico, dice un rappresentante russo. L’«arca di Noè» delle élite attende a poca distanza

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Il rapido scioglimento del permafrost artico è un  «fenomeno pericoloso», ha  dichiarato Nikolay Korchunov, un alto rappresentante russo presso il Consiglio Artico, alla testata russa RT.

 

Il terreno scongelato che è stato profondamente congelato per secoli, se non per millenni, potrebbe ancora contenere  «alcune spore vitali di batteri e virus “zombi”».

 

La Russia, che ha assunto la guida dell’organizzazione a maggio, considera questo pericolo abbastanza significativo da avviare un progetto di biosicurezza che vedrebbe gli Stati membri del Consiglio Artico lavorare insieme per «determinare il numero di virus e il loro potenziale pericolo», ha  affermato Korchunov.

Il terreno scongelato che è stato profondamente congelato per secoli, se non per millenni, potrebbe ancora contenere  «alcune spore vitali di batteri e virus “zombi”»

 

 

Il forum intergovernativo è composto da otto paesi che hanno la sovranità sulla terra all’interno del Circolo Polare Artico. Oltre alla Russia, include anche Stati Uniti, Canada, Danimarca, Norvegia, Islanda, Finlandia e Svezia.

 

I patogeni secolari non sono l’unico pericolo che può derivare dagli effetti del riscaldamento globale nell’Artico.

 

I cambiamenti climatici «influiscono sulla geografia delle rotte migratorie, nonché sulla stagionalità e sui luoghi di riproduzione di uccelli selvatici, insetti pesci e altri animali», ha  affermato il diplomatico russo.

 

Poiché le rotte migratorie e i luoghi di riproduzione degli uccelli selvatici sono cambiati, alcuni virus che trasportano  «possono subire una ricombinazione genetica e trasformarsi in ceppi che colpiscono l’uomo»,  ha avvertito Korchunov, aggiungendo che alcune specie di uccelli migrano ogni anno pur essendo i «principali vettori»  di agenti patogeni come l’influenza A.

 

Tuttavia, come riportato da Renovatio 21, a Nord si cela anche la speranza, per lo meno per l’élite.

 

Da qualche anno si parla di un fantomatico caveau di semi situato a Svalbard, sull’isola di Spitsbergen, a nord del circolo polare artico

Da qualche anno si parla di un fantomatico caveau di semi situato a Svalbard, sull’isola di Spitsbergen, a nord del circolo polare artico.

 

Come scrive William Engdahl, il governo norvegese ha raccolto gran parte del denaro per la costruzione della struttura, i cui sostenitori hanno dichiarato che era in grado di resistere all’esplosione di una bomba nucleare.

 

Il caveau di Svalbard è stato ribattezzato «l’arca di Noè dei semi» che, in caso di «catastrofe globale», consentirebbe un riavvio dell’agricoltura mondiale. Ma chi deciderà come distribuire quei semi in caso di catastrofe non viene indicato.

 

Questa banca dei semi e l’acquisizione delle sementi è gestita da un’entità chiamata Crop Trust, che ha impressionante elenco di sponsor finanziari chiamato Consiglio dei Donatori. Tra questi spiccano Bayer Crop Science (Monsanto); DuPont Pioneer Hi-Bred; Syngenta AG (ChemChina). I maggiori fornitori al mondo di semi brevettati OGM e prodotti agrochimici come il Roundup con glifosato.

 

I donatori di Crop Trust includono la Bill and Melinda Gates Foundation, il principale donatore che ha avviato il Trust nel 2004 insieme alla FAO.

 

La Gates Foundation è affiliata al Crop Trust tramite la Rockefeller Foundation, che per prima ha finanziato la creazione della biotecnologia OGM a partire dagli anni Settanta.

 

Il presidente del Crop Trust  Margaret Catley-Carlson, già presidente presidente Population Council  l’organizzazione per la riduzione della popolazione di J.D. Rockefeller III per promuovere «pianificazione familiare», dispositivi di controllo delle nascite, sterilizzazione e «controllo della popolazione».

 

 

 

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