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Monsignor Viganò: «il vero Grande Reset è il ritorno a Dio»

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Renovatio 21 riprende da Duc in Altum questo scritto dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò.

 

 

 

 

Venite, faciamus nobis civitatem et turrim,

cujus culmen pertingat ad caelum.

Gen 11, 4

«Verrà un tempo in cui gli uomini impazziranno,

ed al vedere uno che non sia pazzo, gli si avventeranno contro dicendo:

tu sei pazzo! a motivo della sua dissomiglianza da loro».

Sant’Antonio Abate

 

 

Sono molto grato al dottor Patrick Coffin per l’opportunità che mi è stata offerta di prender parte al world summit Truth Over Fear: The Vaccine and the Great Reset (7-9 maggio 2021) (1). Mentre mi appresto a prendere la parola, desidero salutare ognuno dei partecipanti e benedire il loro impegno al servizio della verità, soprattutto in queste ore di grande confusione, di oscuramento delle menti e delle coscienze. Avete sicuramente preso conoscenza delle mie dichiarazioni del 25 marzo scorso (2), con le quali ho voluto in qualche modo lanciare questo evento e anticipare i temi, trattandone alcuni in modo più articolato. La presente esposizione tocca altri aspetti e intende completare il mio precedente intervento.

 

 

 

I media, i politici, i manager delle grandi aziende e addirittura i sacerdoti e i Vescovi ci parlano ossessivamente di un mondo connesso, in cui le facoltà del corpo umano sono amplificate da una serie di appendici tecnologiche che ci permettono di parlare all’automobile, di accendere la luce del salotto parlando con un cilindro di plastica, di ricevere da Alexa informazioni sul traffico, di ordinare il sushi dal cellulare, di sapere se il latte che abbiamo in frigo è prossimo alla scadenza. Secondo loro, questo mondo rappresenta una conquista ed un progresso per l’umanità. Molte delle meraviglie che ci aspettano sono già disponibili, altre sono imminenti, già brevettate e pronte ad essere immesse sul mercato.

 

Immaginiamo per un istante che uno di noi, per un caso fortuito, all’inizio dello scorso anno si sia trovato a vivere isolato da tutto questo.

 

Immaginiamo che abbia deciso di ritirarsi in uno chalet di montagna per scrivere un libro, o di chiudersi in un monastero per un periodo di meditazione e preghiera. Niente televisione, niente giornali, niente social, niente notizie dell’ultim’ora sul cellulare. Solo i ritmi della natura, il canto degli uccelli, il soffio del vento, lo scroscio del torrente, il rintocco di una campana. Fino al momento in cui, dopo più di un anno, questo fortunato amico conclude il suo periodo di isolamento e torna nel mondo, credendo di trovarlo come lo ha lasciato.

 

Dinanzi a cosa si trova, questa persona rimasta lontana mentre noi eravamo rinchiusi in casa per i lockdown imposti da quasi tutti i Governi del mondo?

 

Ebbene, il nostro amico scoprirà che mentre si dedicava al suo romanzo o alla meditazione dei Padri della Chiesa il mondo è letteralmente impazzito.

 

Una sindrome influenzale, che dai dati ufficiali causa lo stesso numero di decessi tra gli anziani e le persone debilitate di una normale influenza stagionale, è stata usata come pretesto per seminare terrore tra la popolazione, grazie alla complicità dei politici, dei media, dei medici, delle forze dell’ordine.

Una sindrome influenzale, che dai dati ufficiali causa lo stesso numero di decessi tra gli anziani e le persone debilitate di una normale influenza stagionale, è stata usata come pretesto per seminare terrore tra la popolazione, grazie alla complicità dei politici, dei media, dei medici, delle forze dell’ordine.

 

Si vedrà circondato da persone che indossano una mascherina anche all’aperto, perché qualcuno ha detto che serve per impedire il contagio. Quando, rientrato a casa, vorrà andare a fare la spesa verrà scacciato dal negozio di alimentari perché non porta quella ridicola museruola, e non potrà pranzare al ristorante senza essersi sottoposto ad un tampone che, fino all’anno scorso, era indicato come inefficace per scopi diagnostici.

 

Si sentirà dire che questa «pandemia» ha causato milioni di morti, anche se nel 2020 in tutti gli Stati del mondo i decessi sono stati praticamente gli stessi di quelli degli anni precedenti. E che, per un virus influenzale notoriamente mutante come qualsiasi virus Corona, le autorità mondiali hanno acquistato dalle case farmaceutiche miliardi di dosi di vaccini dichiaratamente inutili, visto che non garantiscono immunità ed anzi hanno gravi effetti collaterali, che però nessuno vuole riconoscere.

 

Il nostro amico rimarrà sconcertato nell’apprendere che, al primo insorgere dei contagi in una remota località della Cina, anziché bloccare i voli e le comunicazioni con l’estero, c’era chi gridava al razzismo e si preoccupava di testimoniare solidarietà andando a mangiare involtini primavera al ristorante cinese, con uno stuolo di reporter e fotografi al seguito.

 

Potete immaginare quanto l’assurdità di tutto questo, per una persona che non è stata bombardata quotidianamente dalle notizie terroristiche dei media, suoni incomprensibile

Apprenderà dai giornali che molti Stati, da più di un decennio, avevano depotenziato la sanità pubblica, chiuso ospedali, lasciato il piano pandemico non aggiornato. E non si capaciterà del fatto che siano state vietate le cure efficaci e l’assistenza domiciliare, aspettando che i contagiati peggiorassero per essere ricoverati nei reparti di terapia intensiva e fatti morire con i ventilatori per la respirazione profonda. Rimarrà scandalizzato quando gli diranno che i morti sono stati privati dell’autopsia e sottoposti a cremazione senza funerali religiosi, come se chi li ha lasciati morire non volesse lasciare tracce dei propri misfatti.

 

Potete immaginare quanto l’assurdità di tutto questo, per una persona che non è stata bombardata quotidianamente dalle notizie terroristiche dei media, suoni incomprensibile. E come sia incomprensibile la passività e la rassegnata obbedienza delle masse ai diktat delle autorità civili e religiose.

 

Perché il nostro amico scoprirà che anche in chiesa le cose sono cambiate: non c’è più la pila dell’acqua benedetta, gli inginocchiatoi sono scomparsi per far posto a sedie distanziate con cartelli che indicano dove ci si può sedere, quante persone possono entrare, e che la Comunione dev’essere ricevuta nella mano per ragioni igieniche.

 

Apprenderà che non solo i parroci e i Vescovi si sono adeguati alla follia collettiva, ma vi hanno dato un contributo personale, giungendo in certi casi a imporre tamponi e vaccini per chi vuole assistere alle funzioni.

 

Gli mostreranno il famoso video di Bergoglio da solo in piazza San Pietro, o l’intervista in cui sponsorizza i vaccini come un «dovere morale», anche se sono prodotti con materiale fetale proveniente da aborti. E gli diranno che la Congregazione per la Dottrina della Fede si è premurata di dichiarare moralmente leciti quei vaccini.

 

Quando parlerà con gli amici che non sente da più di un anno, il nostro amico verrà a sapere che è stato loro vietato di uscire, di incontrarsi per le feste, di celebrare la Pasqua e il Natale, di andare a Messa, di confessarsi, di ricevere i Sacramenti; che lo Stato ha imposto lockdown e coprifuoco, chiudendo negozi e ristoranti, musei e palestre, scuole e biblioteche.

Tutto chiuso, per il terrore di un virus influenzale che poteva esser curato – che può essere curato – con terapie che l’OMS e gli altri «esperti» hanno proibito, ordinando la «vigile attesa»

 

Tutto chiuso, per il terrore di un virus influenzale che poteva esser curato – che può essere curato – con terapie che l’OMS e gli altri «esperti» hanno proibito, ordinando la «vigile attesa».

 

E se chiederà perché nessuno abbia protestato, si sentirà dire che le manifestazioni di dissenso sono state parimenti vietate e represse dalla polizia a colpi di manganello. Gli diranno che in alcuni Stati sono stati costruiti centri di detenzione per chi non vuole sottoporsi alla vaccinazione, mentre si è cercato di rendere obbligatoria una app che consente il tracciamento dei movimenti dei cittadini e oggi si teorizza l’uso di un microchip sottocutaneo che rileverebbe la positività al virus o di un passaporto vaccinale, grazie al quale sarebbe possibile viaggiare in aereo o andare al ristorante.

 

E tutto questo è stato possibile grazie al silenzio dei magistrati, mentre anonimi comitati scientifici spadroneggiavano con protocolli assurdi e inefficaci.

E tutto questo è stato possibile grazie al silenzio dei magistrati, mentre anonimi comitati scientifici spadroneggiavano con protocolli assurdi e inefficaci.

 

Milioni di persone confinate agli arresti domiciliari avrebbero dovuto ridurre il numero dei contagi, mentre in realtà i Paesi in cui il lockdown non è stato imposto hanno avuto meno morti.

 

Milioni di persone costrette a non lavorare, ridotte in miseria da decisioni illegittime e incostituzionali, hanno obbedito aspettando ridicole elemosine promesse mille volte e mai arrivate.

 

Milioni, miliardi di persone hanno subito le decisioni di pochi «filantropi», che sono riusciti ad imporre i vaccini prodotti da case farmaceutiche di cui essi sono i principali azionisti, con l’approvazione di organi di controllo che essi finanziano per la maggior parte. Nessun conflitto di interessi, nessun crimine contro l’umanità, nessuna violazione delle libertà naturali e dei diritti fondamentali dei cittadini. Tutto è filato liscio, come in un film distopico.

Milioni di persone confinate agli arresti domiciliari avrebbero dovuto ridurre il numero dei contagi, mentre in realtà i Paesi in cui il lockdown non è stato imposto hanno avuto meno morti.

 

Ebbene, quello che il nostro amico si trova dinanzi è il fantastico mondo voluto dal Great Reset, dai fautori del Nuovo Ordine Mondiale, dagli adepti della setta globalista. Un mondo transumano, in cui gli algoritmi partoriti da menti malate, diaboliche, decidono se si può uscire di casa, quali cure devono essere somministrate, quali attività possono aprire, quali persone hanno il diritto di lavorare.

 

E mentre eravamo imprigionati senza sbarre nelle nostre case, credendo ai farneticanti annunci della televisione e dei social, col favore delle tenebre c’era chi installava ovunque i ripetitori del 5G, per rendere possibile quella svolta tecnologica che dovrebbe connettere tutti e tutto, dal frullatore all’iPad, dall’auto elettrica alle lezioni a distanza. Con l’obbligo perpetuo di mantenere il «distanziamento sociale» e di esser vaccinati ogni sei mesi, ben che vada, in nome di una pandemia di cui non si vedono i danni se non nella narrazione mediatica e nella sciagurata gestione da parte dei politici e dei medici di regime.

 

Milioni di persone costrette a non lavorare, ridotte in miseria da decisioni illegittime e incostituzionali, hanno obbedito aspettando ridicole elemosine promesse mille volte e mai arrivate.

Il nostro amico non è un medico, ma siccome non ha vissuto questo anno e mezzo di delirio sanitario subendo l’assordante bombardamento mainstream della televisione e dei social, riesce a cogliere la follia di quanto è accaduto a tutti noi, assieme al piano criminale che è stato perpetrato dall’élite.

 

Né gli sfuggirà – come non sfugge a noi – il ruolo che ha avuto la Gerarchia cattolica nell’imporre la narrazione ufficiale, usando l’autorità della Chiesa per ratificare un crimine mostruoso, una frode colossale contro Dio e contro l’uomo.

 

Se facciamo un confronto tra come vivevamo a Gennaio 2020 e come ci siamo ridotti a vivere oggi, non possiamo non riconoscere il successo di questo piano infernale, accettato dalla maggior parte delle persone come ineluttabile.

 

Milioni, miliardi di persone hanno subito le decisioni di pochi «filantropi», che sono riusciti ad imporre i vaccini prodotti da case farmaceutiche di cui essi sono i principali azionisti, con l’approvazione di organi di controllo che essi finanziano per la maggior parte

Vi è chi, non potendo accettare l’intrinseca irrazionalità dei provvedimenti adottati dai governanti, sospende il giudizio e si consegna ai propri carnefici. Altri, cercando un senso soprannaturale alla follia collettiva, invoca da Dio la fine di una pestilenza inesistente o si adegua alle nuove liturgie pagane COVID.

 

Altri ancora, più combattivi, non riescono a rassegnarsi alla mostruosità di quanto avviene e sperano in un intervento divino.

 

Se solo avessimo il buonsenso di pensare autonomamente, di usare la razionalità di cui ci ha dotati il Padreterno, comprenderemmo immediatamente che questo orrore non è altro che il «mondo alla rovescia» voluto dall’eterno Nemico del genere umano, l’inferno in terra vagheggiato dai servi di Satana, il Nuovo Ordine Infernale che prelude all’avvento dell’Anticristo e alla fine dei tempi. Solo così potremmo capire l’apostasia dei vertici della Chiesa, tutti presi a dar prova di obbedienza all’ideologia globalista al punto da rinnegare Cristo in croce e preferire, al soave giogo di Cristo, le pesanti catene di Lucifero.

 

Se facciamo un confronto tra come vivevamo a Gennaio 2020 e come ci siamo ridotti a vivere oggi, non possiamo non riconoscere il successo di questo piano infernale, accettato dalla maggior parte delle persone come ineluttabile

Se vi è un «Grande Ripristino» di cui l’umanità ha davvero bisogno, questo può solo avvenire nel ritorno a Dio, in una vera e propria conversione degli individui e delle società a Cristo Re, che da troppo tempo abbiamo lasciato spodestare in nome di una perversa libertà che tutto concede e tutto legittima fuorché il Bene.

 

Quel «Great Reset» si è compiuto sul Golgota, nel momento in cui Satana ha creduto di mettere a morte il Figlio di Dio e di impedire la Redenzione, mentre in realtà egli siglava la propria definitiva sconfitta.

 

Quello a cui assistiamo oggi è solo un doloroso strascico della battaglia tra Cristo e Satana, tra la stirpe della Donna rivestita di luce di cui parla l’Apocalisse e la stirpe maledetta dell’antico Serpente.

 

Così, nell’avvicinarci alla persecuzione degli Ultimi Tempi, noi abbiamo la certezza soprannaturale che anche questa grottesca pandemia, miserabile pretesto per l’instaurazione di una sinarchia antiumana e anticristica, è destinata alla sconfitta, perché Cristo ha già vinto l’eterno Sconfitto, con una vittoria schiacciante e inesorabile.

Questo orrore non è altro che il «mondo alla rovescia» voluto dall’eterno Nemico del genere umano, l’inferno in terra vagheggiato dai servi di Satana, il Nuovo Ordine Infernale che prelude all’avvento dell’Anticristo e alla fine dei tempi

 

Forti di questa vittoria epocale, di cui vedremo il trionfo forse molto presto, noi dobbiamo combattere sotto le insegne di Cristo Re e sotto la protezione della Regina delle Vittorie, alla Quale il Signore ha dato il potere di schiacciare il capo del Maligno.

 

Se torneremo a Cristo, iniziando da noi stessi e dalla nostra famiglia, riusciremo non solo ad aprire gli occhi per comprendere l’assurdità di quanto avviene intorno a noi, ma sapremo anche combattere efficacemente con le armi invincibili della Fede. «Omne, quod est ex Deo, vincit mundum: et haec est victoria, quae vincit mundum, fides nostra. Poiché tutto quello che è nato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede» (1Gv 5, 4). Allora la nuova torre di Babele, il castello di carte del COVID, la farsa dei vaccini, la frode del Great Reset crolleranno inesorabilmente, manifestando nella sua natura diabolica il piano omicida dell’Avversario e dei suoi servi.

 

Guardiamo alla Nuova Gerusalemme che discende dal cielo, la Santa Chiesa, che nella visione di San Giovanni appare «come una sposa adorna per il suo sposo» (Ap 21, 2). Ascoltiamo la gran voce che annunzia: «E Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi, e non ci sarà più la morte, né cordoglio né grido né fatica, perché le cose di prima sono passate» (Ap 21, 4). Il nostro «Great Reset» si compie in Nostro Signore: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose» (Ap 21, 5), «Io sono l’Alfa e l’Omega, il principio e la fine» (Ap 21, 6).

Quello a cui assistiamo oggi è solo un doloroso strascico della battaglia tra Cristo e Satana, tra la stirpe della Donna rivestita di luce di cui parla l’Apocalisse e la stirpe maledetta dell’antico Serpente

 

Possa l’intera Corte celeste assisterci e proteggerci in questa battaglia epocale, nella quale ci gloriamo di militare sotto le insegne di Cristo Re e di Maria Regina.

 

 

+ Carlo Maria Viganò, arcivescovo

già nunzio apostolico negli Stati Uniti d’America

 

 

NOTE

1) La piattaforma che ospitava l’evento, in programma dal 30 aprile al 1° maggio 2021, è stata colpita dalla censura di Regime e messa fuori uso. L’evento è stato rilanciato una settimana più tardi. https://www.restoretheculture.com/library

2) https://www.marcotosatti.com/2021/03/25/vigano-the-pandemic-the-suspect-of-a-disturbing-criminal-conspiracy/

 

 

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Armi biologiche

C’è stato un Golpe. Ma a chi importa ormai?

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Negli ultimi tempi si è parlato molto di un alto papavero dell’esercito americano, il generale Mark A. Mulley. Egli ricopre tutt’ora il ruolo di Capo dello stato maggiore congiunto, l’ufficiale di rango più elevato delle forze armate statunitense.

 

Milley è conosciuto per aver espresso di recente commenti sulla «white rage»: ritiene che un problema fondamentale del Paese sia la rabbia dei bianchi. Dice che sta studiando la materia. L’esercito intanto adotta come letture per i soldati manuali di Critical Race Theory, l’idea per cui ogni singola cosa accada in America sia frutto di un «razzismo sistemico» che dura da almeno 400 anni.

 

Poche settimane fa, all’indomani dell’uccisione di 13 militari americani all’Aeroporto di Kabul, fece una conferenza stampa per dire che gli USA avevano reagito: grazie a una «solida intelligence», un drone aveva disintegrato un furgoncino carico di terroristi dell’ISIS-K che stavano per entrare in azione. L’azione sembrò subito sospetta. Il New York Times ora conferma che a morire è stata un’intera famiglia, tra cui vari bambini.

 

Ora di Milley si parla con ancora più insistenza. Bob Woodward, il decano dei giornalisti (l’uomo che con la sua fonte Gola profonda innescò lo scandalo Watergate e la conseguente caduta di Nixon) ha mandato in stampa un paio di racconti incredibili.

 

Secondo il libro Peril, sul finire della presidenza Trump, Milley disse ai suoi sottoposti di essere consultato personalmente su qualsiasi ordine di azione militare da parte del presidente, compreso l’uso di armi nucleari – un fatto che costituisce la rottura della catena di comando in violazione del principio del controllo civile sui militari.

 

Per qualche giorno, gli USA sono stati tecnicamente oggetto di un Colpo di Stato. Un Golpe militare di cui erano a conoscenza i vertici del Partito Democratico e delle varie agenzie di sicurezza: tutti tranne che il popolo. Un golpe segreto, nondimeno, realizzato

L’8 gennaio, Milley ha assicurato la presidente della Camera, la democratica californiana Nancy Pelosi,  che «gli inneschi nucleari sono sicuri e non lo faremo – non permetteremo nulla di pazzo, illegale, immorale o non etico che accada».

 

Secondo quanto riferito, la Pelosi avrebbe poi detto a Milley: «È pazzo. Sai che è pazzo. È pazzo da molto tempo. Quindi non dire che non sai quale sia il suo stato d’animo… È pazzo e quello che ha fatto ieri è un’ulteriore prova della sua follia», ha aggiunto la Pelosi, riferendosi a Trump e all’assedio del Campidoglio.

 

«Signora Presidente, sono d’accordo con lei su tutto» avrebbe risposto Milley.

 

Il libro riporta inoltre che il 30 ottobre 2020, quattro giorni prima del giorno delle elezioni presidenziali statunitensi, Milley chiamò il suo omologo in Cina, il generale Li Zuocheng:

 

«Voglio assicurarvi che il governo americano è stabile e che tutto è andrà tutto bene… Non attaccheremo o condurremo nessuna operazione cinetica contro di voi». «Operazione cinetica» significa attacco militare con armi fisiche.

 

«Se vogliamo attaccare, vi chiamerò prima, non sarà una sorpresa». Gli autori scrivono che il generale Milley ha chiamato di nuovo il generale cinese nel gennaio 2021, due giorni dopo l’attacco al Campidoglio degli Stati Uniti del 2021.

 

Si tratta di rivelazioni a dir poco sbalorditive.

 

Il generale Milley, sostiene qualche membro dell’ opposizione repubblicana (non tutti…) si è quindi reso responsabile di alto tradimento.

Quello di Milley, nel passato nel presente e nel futuro, è un tradimento con implicazioni immani

 

Il generaly Milley, quindi, andrebbe mandato dinanzi ad una Corte Marziale dell’esercito USA. La quale, all’articolo 94 dell’Uniform Code of Military Justice, prevede che l’ammutinamento e la sedizione siano puniti con la morte.

 

Avete letto bene: pena di morte per i militari traditori. Nientemeno. Il caso di Milley ci sembra esattamente questo. Per qualche giorno, gli USA sono stati tecnicamente oggetto di un Colpo di Stato. Un Golpe militare di cui erano a conoscenza i vertici del Partito Democratico e delle varie agenzie di sicurezza: tutti tranne che il popolo. Un golpe segreto, nondimeno, realizzato.

 

Non si tratta di un tradimento qualsiasi – ma di un tradimento «nucleare».  Cioè, di un piano preciso di privare il presidente ancora in carica (anche se per poco) dell’arma di deterrenza assoluta di cui dispone il suo Paese – e il tutto, tramando con una potenza avversaria che parimenti dispone del fuoco termonucleare e che, come riportato da Renovatio 21, potrebbe di recente aver costruito nuovi siti di lancio di missili intercontinentali – la Cina.

 

La Cina, lo strano compagno di viaggio, o meglio, il padrone di tanta della sinistra progressista occidentale. La Cina a cui, con un tradimento non ancora raccontato o spiegato, le nostre élite hanno passato tutta la nostra capacità manifatturiera. La Cina a cui abbiamo svenduto aziende, la Cina per cui abbiamo svuotato interi comparti industriali, con la conseguente distruzione della classe media.

 

Tutto è l’opposto di ciò che credono i vostri occhi, e la vostra logica

Quella Cina che potrebbe in questi giorni innescare una guerra per Taiwan: lo temono in molti, le manovre dell’anglosfera sembrano puntare lì (a meno che sotto, non ci sia un accordo ancora più profondo di ritirata occidentale), dai sottomarini atomici che ora si vuole fornire all’Australia in giù. Gli stessi media australiani, in questi giorni, si stanno chiedendo seriamente quanto Canberra sia vicina alla guerra con Pechino – che, su un organo ufficiale del Partito Comunista Cinese, ha definito l’Australia una gomma da masticare attaccata alla suola dello stivale cinese.

 

Quello di Milley, nel passato nel presente e nel futuro, è un tradimento con implicazioni immani.

 

Il problema qui, tuttavia, è un altro. Di tutto questo, a nessuno importa. Milley è salutato dai media americani tutti (con l’eccezione di Fox News e dei canali trumpiani OAN e Newsmax) come un salvatore della patria. Si sprecano i commentatori che dicono quanto abbia fatto bene, perché, come la Pelosi, definiscono Trump «pazzo» (nonostante vi sia un emendamento, il 25°, per rimuovere un presidente pazzo, ma i democratici non sono riusciti ad attivarlo).

 

A lui dobbiamo la salvezza planetaria. Milley non è un traditore: è un eroe.

 

Vi renderete conto che siamo dinanzi ad un mondo capovolto. Deve essere la «Umwertung aller Werte», quella «trasmutazione di tutti i valori» di cui parlava il sifilitico Nietzsche quando sognava il suo mondo dionisiaco ed invertito.

 

Tutto è l’opposto di ciò che credono i vostri occhi, e la vostra logica.

 

Giocare con la fine del mondo, e senza alcuna supervisione politica. Anzi: farlo partendo proprio dalla sottrazione del potere da funzionari eletti dal popolo

Il rivale geopolitico non va considerato come avversario, anzi va protetto. Gli immigrati hanno più diritti dei cittadini, possono infrangere la legge sull’immigrazione e pure la regolamentazione anti-COVID: possono entrare nel Paese senza test e senza vaccini, a differenza di voi che se ne siete sprovvisti non potete nemmeno entrare al bar per fare la pipì.

 

E poi, l’inversione suprema, quella della «libertà». La vera libertà, ripetono anche i leader di partiti italiani, la ottiene se ti inserisci in un sistema di sorveglianza bio-informatica. «Libertà» è essere obbligati ad una terapia genica, pena la perdita non solo dei propri diritti ma anche del proprio lavoro, cioè del cibo per la propria famiglia. Il «bispensiero» teorizzato nel romanzo di Orwell è roba da educande.

 

Quindi, sì, vero: il generale Milley è un eroe del nostro tempo. E non è l’unico.

 

Il suo caso ricorda da vicino quello di un altro generale coinvolto in affari cinesi e, potenzialmente, in armi pericolosissime: quello del dottor Anthony Fauci.

 

L’eterno, onnipotente zar dell’ente pubblico per le malattie infettive, già detestato dagli scienziati odiato dai gay ai tempi dell’AIDS (dove fece un paio di manovre interessanti), ora è considerato da alcuni – come il senatore Rand Paul che glielo ha detto in faccia in commissione – il possibile «responsabile dell’intera pandemia».

 

Egli infatti, come sembra sempre più certo, ha passato milioni di euro del contribuente americano a ONG che lavoravano sull’ingegneria genetica dei coronavirus all’Istituto di virologia di Wuhan – un progetto che la stessa DARPA, l’ente scientifico di ricerca del Pentagono, aveva scartato come troppo rischioso.

 

Avevate bisogno di altre prove della fine pragmatica della democrazia?

Eppure, anche di Fauci – oramai considerato perfino colpevole di aver mentito davanti al Congresso, pena che dovrebbe costargli 5 anni di gabbio – nessuno si cura. Anzi. Fauci è un eroe.

 

Abbiamo avuto testimonianze, nei mesi della pandemia, di cose grottesche: il giardino delle case private degli elettori democrat esponevano cartelli con su scritto «Grazie Fauci per difenderci dalla pandemia». Era quando Fauci, smentendo se stesso e pure quello che diceva in email private ora emerse, raccomandava mascherine e lockdown draconiani. C’era ancora Trump, quindi, come gli ubriachi con i lampioni, l’onesto cittadino progressista si aggrappava all’unico uomo che gli teneva testa, il virologo che tutti gli anni dava notizie sull’andamento stagionale dell’influenza (lo chiamavano, allora, «doctor flu»).

 

Si trattava, invero, di un altro effetto collaterale della TDS, ovvero la «Trump Derangement Syndrome», sindrome da disturbo-Trump. Non possiamo dire di non conoscerla, qui in Italia – l’abbiamo avuta per due decenni, solo che invece che il costruttore TV della Trump Tower abbiamo avuto il costruttore TV di Milano 2. La dinamica di odio cieco, e controproducente fino al masochismo, la conosciamo bene: alimentata dai media degli avversari finanziari e personali di Berlusconi, possiamo dire  che essa ha creato l’assetto parlamentare dell’ora presente. Il fenomeno dei 5S, senza le decadi di delegittimazione mediatico-popolare di Berlusconi (certo, unito all’incapacità totale del PD di costruire un’alternativa credibile), non sarebbe esistito.

 

Quindi: Fauci e Milley sono eroi.

 

Non è un caso che, arrivato un premier «tecnico» (cioè, ancora meno eletto di quello precedente) la responsabilità della campagna vaccinale italiana sia subito passata ai soldati

Entrambi hanno trafficato con sicumera con le cose più delicate e devastanti al mondo, le armi atomiche e quelle biologiche. Queste ultime, come abbiamo visto, ancora più pericolose delle prime. E se diciamo proprio «armi biologiche» è perché siamo convinti che a quei livelli di biosicurezza le innocenti ricerche non esistono: ogni ricerca su un patogeno distruttivo è dual use, puoi farci un vaccino ma anche un’arma (guardate il film Virus Letale: è spiegato bene, è il centro di tutta la storia). E sappiamo per certo che l’esercito cinese lavorasse anche lì…

 

Giocare con la fine del mondo, e senza alcuna supervisione politica. Anzi: farlo partendo proprio dalla sottrazione del potere da funzionari eletti dal popolo.

 

Avevate bisogno di altre prove della fine pragmatica della democrazia?

 

Avete notato come improvvisamente quando si parla di militari al potere ora non venga più in mente Pinochet, ma anzi, i giornali dell’Oligarcato arrivano ad invocare un mezzo golpe dei colonnelli?

 

Non è un caso che, arrivato un premier «tecnico» (cioè, ancora meno eletto di quello precedente) la responsabilità della campagna vaccinale italiana sia subito passata ai soldati.

Tenete bene a mente: nel mondo invertito, voi non valete niente.

 

Il generale a capo della siringa nazionale si lascia scappare una gaffe, parla di inoculo di «decine di milioni di dosi senza saperne esattamente l’esito»: dice cioè, la verità – certo, forse senza rendersi bene conto. Invece che ricordare il Codice di Norimberga, giornali e popolo progressista applaudono. Anche qui, un generale eroe. Celo anche noi.

 

Ma anche questo: che importanza ha?

 

Tenete bene a mente: nel mondo invertito, voi non valete niente.

 

La vostra Costituzione, non vale niente.

 

La nuova forma di cittadinanza politica nel mondo degli eroi invertiti è una sola: la sottomissione

I vostri diritti umani, non esistono.

 

La vostra opinione, è nulla.

 

Il vostro voto, non ha valore.

 

Le vostre parole, vengono cancellate.

 

La vostra religione, non conta nulla.

 

I vostri figli, non sono vostri.

 

Il vostro corpo, non è vostro.

 

C’è stato un Golpe. L’obbiettivo non erano i palazzi dei governi. Erano i vostri corpi e le vostre menti.

La nuova forma di cittadinanza politica nel mondo degli eroi invertiti è una sola: la sottomissione.

 

Lo ripetiamo, nel caso qualcuno di voi non abbia capito a cosa serve il COVID. Allineatevi. Sottomettetevi.

 

Tra menzogne, bombe atomiche e armi biologiche, si sta aprendo una nuova era di schiavitù. E non pensate di poter scappare.

 

C’è stato un Golpe. L’obbiettivo non erano i palazzi dei governi, ma i vostri corpi e le vostre menti.

 

Ma a chi importa, oramai?

 

 

Roberto Dal Bosco

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Pensiero

Green pass, cioè che ci aspetta se non resisteremo

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Come Renovatio 21, sin dagli albori del nostro gruppo, abbiamo sempre cercato di offrire un’informazione che andasse oltre alla superficialità delle cose apparenti e poco approfondite. Siamo convinti che di quelle sia già pieno il web e più nello specifico anche una buona parte di quell’informazione che vorrebbe ricoprire il ruolo della cosiddetta «contro-informazione». 

 

In questo preciso momento storico, è più che mai indispensabile guardare oltre, persino oltre i vaccini, argomento per il quale fondamentalmente Renovatio 21 è nata e attraverso il quale, già in tempi non sospetti (nel 2017, ad esempio), parlavamo di «panino vaccinale» quale immagine figurata di un procesos pubblico dove prima si prende la fetta degli anziani; poi quella dei bambini lasciando in mezzo uno spazio  da riempire.  Quello spazio in mezzo — abbiamo sempre sostenuto — saremmo stati inevitabilmente noi: la popolazione adulta. 

 

Le tappe che ci hanno portato fino a questi giorni surreali,  come abbiamo già avuto modo di approfondire in un recente articolo, vengono da molto lontano.

 

Tuttavia, ciò che qui vorrei brevemente riassumere,  riguarda l’ultimo anno e mezzo, così da meglio capire ciò che realmente potrebbe attenderci se non avremo chiara la situazione e se non reagiremo di conseguenza. 

 

La pseudo-pandemia ad altro non è servita se non, come ben chiaro a tutti, a diffondere la paura: dopo un lunghissimo periodo storico del più rivoltante liberismo mondiale, qualcuno ha deciso che era ora di richiamare il gregge all’ovile

La pseudo-pandemia ad altro non è servita se non, come ben chiaro a tutti, a diffondere la paura: dopo un lunghissimo periodo storico del più rivoltante liberismo mondiale, qualcuno ha deciso che era ora di richiamare il gregge all’ovile.

 

Le gozzoviglie malsane di intere generazioni, con la mondanità come modello di vita, sono servite per svirilizzare sempre di più l’essere umano rendendolo fragile, ebbro, psico-farmacizzato, senza valori e senza radici ideali — meno che mai religiose. 

 

Ecco, allora, che la paura è stato il semplice richiamo con cui far inginocchiare il moderno uomo debole ad un sistema padrone che lo chiama all’ordine.

 

Il COVID-19 è stato uno strumento necessario per rimodellare una nuova società, fatta di uomini e donne che vivano in un nuovo, medicalizzato, modello di «libertà su misura».

 

Il COVID-19 è stato uno strumento necessario per rimodellare una nuova società, fatta di uomini e donne che vivano in un nuovo, medicalizzato, modello di «libertà su misura»

Come non menzionare l’ormai citatissimo The Giver, romanzo distopico tradotto poi in film in cui in una società del futuro tutti gli esseri umani vivono «liberi» con la loro iniezione obbligatoria quotidiana e senza la possibilità di provare emozioni né di partorire ricordi di come era il mondo prima di quella società biologicamente riformata. 

 

È grazie alla cosiddetta emergenza sanitaria che si è potuta creare una vera «emergenza sociale»: la nostra Nazione è sempre stata piena di emergenze, ma mai prima del 2020, la portata mediatica della narrazione era arrivata a simili livelli.

 

L’obiettivo, appunto, era quello di preparare un modello di «emergenza» che potesse via via essere inoculato nelle menti, così da fare posto ad una concezione in cui tutto può essere lecito in virtù dell’urgenza della situazione in atto. Questo per qualsiasi settore dell’attività umana, ma , ovviamente, la miglior presa la si trova in quello delle «emergenze» continue: la salute. 

 

Il COVID-19 ha creato l’emergenza. L’emergenza ha creato la necessità di sperimentare tutti i modi possibili per farvi fronte

Il COVID-19 ha creato l’emergenza. L’emergenza ha creato la necessità di sperimentare tutti i modi possibili per farvi fronte. Dopo la limitazione delle libertà personali e della distruzione della attività economico-produttiva ecco, allora, la comparsa in scena del divin Vaccino, il protagonista di questa pièce. 

 

Grazie al divin Vaccino si possono scongiurare nuovi lockdown — ci dicono. Perché, di fatto, il lockdown è servito ad incattivire le persone, che ora odiano chi non si fa il vaccino perché è il presunto colpevole della rievocazione dei lockdown. Sono gli «evasori vaccinali», come li ha definiti recentemente il giornalista Mattia Feltri, sono i parassiti egoici e disfunzionali che ci porteranno al rischio di nuove devastanti chiusure. 

 

Ciò che è necessario capire veramente, però — e sicuramente in molti lo hanno capito — è che il vaccino è anch’esso uno strumento. Uno strumento importante, certo, un tassello fondamentale per la costruzione del piano, ma non rimane il punto finale. L’obiettivo successivo ora porta il nome di «green pass». Si tratta probabilmente di un nome temporaneo, ma la sostanza è molto ben delineata concettualmente e pragmaticamente.

 

Fa sorridere leggere e ascoltare persone, brave persone e certamente in buona fede, che sperano, come l’arrivo di Babbo Natale, i termini del 31 dicembre prossimo

Fa sorridere leggere e ascoltare persone, brave persone e certamente in buona fede, che sperano, come l’arrivo di Babbo Natale, i termini del 31 dicembre prossimo, citando a loro sostegno la «legge», quella legge che impedirebbe, sempre a lor dire, un prolungamento dello «stato di emergenza». Viene citata la «legge» come fosse un caposaldo in un momento storico in cui il diritto, lo stato di diritto, è totalmente calpestato, liquefatto, ucciso a colpi prima di DPCM, e ora di decreti legge. 

 

Mi ha fatto sorridere incontrare tante brave persone che mi chiedevano, nelle piazze, se Renovatio 21 era al corrente del fatto che il «1º ottobre prossimo i vaccini scadranno perché verranno finalmente riconosciute e diffuse le cure esatte per trattare l’infezione da SARS-Cov-2». Anche qui stupisce il non rendersi conto che il vaccino per i poteri costituiti è e rimarrà lo strumento per eccellenza, del quale, cure o non cure (delle cure non interessa a nessuno, si sa) non si potrà più fare a meno. 

 

Tante persone ora sono giustamente spaventate dal vaccino, poiché tocca a loro. Triste tuttavia pensare che tante di queste persone non batterono ciglio quando fu il momento di siringare i propri figli, i propri nipoti, «perché sennò non sarebbero potuti andare all’asilo!».

 

Ad ogni modo, non ci sarà nessuna cessazione dell’ «emergenza» fino a quando non decideranno loro, come peraltro stanno già decidendo, con l’ipotesi di un ulteriore prolungamento fino a marzo 2022.

 

Non ci sarà, parimenti, nessuna scadenza dei vaccini fino a quando non lo decideranno loro. Anzi, Pfizer — che già a giugno aveva annunciato vaccini per i bambini entro settembre — ora ha ufficialmente aperto le danze: sieri mRNA ai bimbi dai 5 anni in su

 

Come dicevamo, ora il potere ora non si concentra solo sul vaccino, ma sul green-pass – cioè sullo scheletro di un sistema di marchiatura molto più potente, versatile, duraturo.

 

Con l’introduzione del «certificato verde» è stato introdotto qualcosa di molto più pervasivo rispetto ad un prevedibile obbligo vaccinale, poiché il green-pass potrà trovare ragion d’essere in qualsiasi circostanza o situazione che verrà decisa dall’alto. 

 

E allora lasciatemi dire che chi lotta contro il vaccino ma accetta il tampone alimenta il green-pass, ovvero alimenta in egual modo il sistema di tortura della nostra libertà

E allora lasciatemi dire che chi lotta contro il vaccino ma accetta il tampone alimenta il green-pass, ovvero alimenta in egual modo il sistema di tortura della nostra libertà

 

Pur non volendo giudicare le scelte di nessuno e comprendendo il grande momento di difficoltà, dobbiamo tuttavia aver chiaro questo: per combattere un sistema dobbiamo combattere tutti gli elementi che fanno parte di esso, nessuno escluso. 

 

Chi cerca escamotage per scaricare il green-pass a seguito di una guarigione da SARS-Cov-2 nutre il green-pass condannando a morte la nostra società.  

 

Il Male, per sua natura, offre sempre le alternative per mantenerci nel Male. Noi dobbiamo rifiutarlo in toto

 

Il Male, per sua natura, offre sempre le alternative per mantenerci nel Male. Noi dobbiamo rifiutarlo in toto

Tutto è servito ad arrivare a questo, ad una sorta di patente a punti — e nulla ci vieta di pensare che, sul modello cinese ormai tanto caro a certi nostri politici filopechinesi, è proprio qui che si vuole giungere — in cui tutto sarà giudicato in base al grado di valutazione che ci verrà dato per poter stare o meno nella società, e solo nel caso in cui ci saremo piegati ad ogni sorta di diktat.

 

Dovremo essere imprigionati per essere «liberi». Dovremo essere piegati per poter stare diritti, e il tema della salute non sarà che un primo passaggio. 

 

Potrei sbagliarmi? Forse. Lo spero. Ne dubito. 

 

Quello che so invece per certo, però, è che ora è il momento di combattere, di essere intransigenti laddove non esserlo vorrebbe dire ledere verità e giustizia, come diceva un tale Guido De Giorgio. 

Dovremo essere imprigionati per essere «liberi». Dovremo essere piegati per poter stare diritti, e il tema della salute non sarà che un primo passaggio

 

Se non lotteremo per la Verità e per la giustizia, se non ci opporremo integralmente a questo folle e suicida sistema, saremo in qualche modo complici del marchio d’infamia con cui stanno cercando di stritolarci. 

 

Possiamo scegliere di essere William Wallace o di fare la parte di Joseph Bruce Ismay abbandonando la nave mentre tanti sono ancora lì a combattere per difendere la propria vita e quella dei propri cari contro gli iceberg dell’ora presente. 

 

A noi, come sempre, la scelta. 

 

Se non lotteremo per la Verità e per la giustizia, se non ci opporremo integralmente a questo folle e suicida sistema, saremo in qualche modo complici del marchio d’infamia con cui stanno cercando di stritolarci. 

Renovatio 21 la sua l’ha fatta già dall’inizio, descrivendola limpidamente nella descrizione di questo stesso sito internet, nella sezione Chi siamo:

 

La Necrocultura perverte il puro, uccide l’innocente, stermina l’uomo e i suoi figli. Ciò sta accadendo in questo stesso momento.

 

Ci siamo dati la missione, stupida quanto inevitabile, di divenirne l’argine – e un giorno, gettate le basi, rovesciare per sempre lo stato delle cose.

 

L’invito ad unirvi a noi in questa missione è oggi più che mai indispensabile. E, quello sì, davvero urgente. 

 

 

Cristiano Lugli 

 

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Pensiero

«Qual è il vero fine di tutto questo?»: Cristiano Lugli di Renovatio 21 interviene in TV

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Cristiano Lugli, portavoce e co-fondatore di Renovatio 21, è intervenuto nella trasmissione Lineasera di Canale Italia lo scorso giovedì 16 settembre.

 

Cristiano ha risposto a domande sulla manipolazione dell’informazione, e ha ricordato come Renovatio 21 facesse la battaglia per la sovranità biologica da ben prima della pandemia, quando cominciava ad intravedersi il «panino vaccinale»: prima la fetta superiore degli anziani, poi la fetta inferiore dei bambini, infine quello che ci va in mezzo, ossia tutti noi.

 

Cristiano ha poi ricordato che in nessun modo ora vada fatta una battaglia per i tamponi, ma contro l’intero sistema biosecuritario in atto. La battaglia, va rammentato, va fatta quindi anche ai tamponi: perché possono essere utili ad evitare (temporaneamente) il siero genico, ma crediamo sempre con maggior convinzione che non sia il vaccino in fine di tutto questo, «è solo un tassello» di un progetto di cui il vaccino è uno strumento: la riformulazione della società umana, modificata non solo a livello sociale, politico, professionale, ma perfino a livello biomolecolare.

 

«Il fine di tutto questo è far perdere la speranza agli esseri umani»

«Il fine di tutto questo è far perdere la speranza agli esseri umani» ha detto Lugli. «La disperazione uccide l’anima. Quello a cui vogliono arrivare è proprio questo… spaventarci, farci perdere la fede… la morte dell’anima, l’uccisione dell’anima».

 

Il cofondatore di Renovatio 21 ha poi cercato di far capire che la data del 31 dicembre 2021 come termine della follia pandemica italiana è solo una pia illusione, di cui bisognerebbe liberarsi il prima possibile.

 

Di seguito i singoli interventi di Cristiano (cliccando la riproduzione ciascun video ripartirà esattamente al punto).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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