Ambiente
Sri Lanka, migliaia di pesci morti a riva, i pescatori denunciano l’industria dei gamberetti
Renovatio 21 pubblica questo articolo su gentile concessione di AsiaNews. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
La popolazione locale sospetta che le aziende della zona rilascino nelle acque sostanze chimiche nocive. Da giorni i pescatori chiedono un intervento delle autorità per capire che cosa abbia portato alla moria di così tanti pesci.
Migliaia di pesci sono morti nelle lagune dello Sri Lanka dove lavorano i pescatori locali. La moria è iniziata sabato scorso, hanno spiegato, ed è peggiorata il giorno successivo. Nonostante le autorità competenti siano state informate riguardo l’accaduto, non ci sono stati interventi, generando una situazione disastrosa per i pescatori, che da tempo sostengono che il loro lavoro è già ostacolato dai cambiamenti climatici.
«Nessun funzionario del ministero della Pesca è ancora venuto a vedere di persona la situazione. Un gran numero di pescatori ne è stato colpito», ha detto ad AsiaNews un pescatore della laguna di Mundalama.
Marthenu Fernando, presidente della St. James Fisheries Society, ha detto che «banchi di pesci galleggiavano sull’acqua e migliaia sono stati portati a riva fino a tre chilometri di distanza dal mare». Una situazione che ha avuto un impatto su almeno 1.000 pescatori che dipendono direttamente dalla laguna per il loro sostentamento.
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Secondo le organizzazioni ambientaliste, i responsabili dei danni sono da ricercare tra le aziende di gamberetti, che rilascerebbero nelle acque circostanti sostanze chimiche nocive. Prasanna Sanjeewa, un giovane pescatore, ritiene che anche il «il funzionamento non corretto degli estuari potrebbe avere un ruolo nella morte dei pesci, perché in questa zona non si fa un’adeguata manutenzione».
L’odore delle carcasse in putrefazione si è diffuso fino alle case, le scuole e gli altri edifici della zona, impedendo lo svolgimento di una serie di attività quotidiane. «Non sappiamo perché le autorità non abbiano prestato attenzione alla nostra laguna», hanno commentato altre fonti locali.
Anche Ajith Gihan, della All Ceylon Public Fishermen’s Federation, parlando con i media, ha lanciato alle autorità locali una serie di interrogativi: «Perché sta succedendo questo a pescatori innocenti? Perché i pesci muoiono? Cosa è successo all’acqua della laguna? Perché le autorità non cercano ragioni scientifiche? Ci sono un ministero della Pesca, un dipartimento e un’agenzia apposita: perché non esaminano questa situazione per proteggere i mezzi di sussistenza della popolazione?»
Alcuni funzionari locali hanno detto di essere a conoscenza dell’accaduto e hanno affermato che avrebbero condotto un’indagine formale con l’Agenzia nazionale per la ricerca e lo sviluppo delle risorse acquatiche.
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Ambiente
Trump minaccia il Canada per gli incendi boschivi in vista della finale dei Mondiali
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Alimentazione
Leader sindacale messicano assassinato: il movimento agricolo chiede un’indagine
Il Fronte Nazionale per la Salvaguardia delle Campagne Messicane (FNRCM), il movimento di agricoltori indipendenti che guida la lotta per proteggere l’agricoltura messicana dai cartelli e dagli speculatori globali, ha chiesto un’indagine completa sull’assassinio di José Ramírez Yáñez, coordinatore delle attività del FNRCM nello stato di Jalisco.
Secondo la Procura locale, il figlio di Ramírez Yáñez ha trovato il padre mercoledì in uno stagno o in un lago, con evidenti segni di violenza sul corpo.
«Esprimiamo la nostra profonda indignazione e il nostro dolore per il vile omicidio del nostro compagno, amico e coordinatore statale di Jalisco», ha scritto il FNRCM in una dichiarazione rilasciata lo stesso giorno. «Non possiamo e non permetteremo che il silenzio sia la risposta alla violenza che ha tolto la vita a un uomo che ha dedicato decenni alla lotta per la dignità della nostra terra e di coloro che la lavorano».
Chiedendo alle autorità di individuare i responsabili e di consegnarli alla giustizia, la FNRCM chiarisce di interpretare il suo omicidio come un messaggio rivolto all’intero movimento contadino. La sua morte «è un attacco diretto alla lotta sociale e alla difesa delle campagne messicane che ha coraggiosamente guidato… Non abbasseremo la guardia. La memoria di José merita non solo rispetto, ma anche verità e giustizia. Se colpiscono uno di noi, colpiscono tutti noi che lavoriamo la terra e lottiamo per la giustizia sociale», hanno scritto.
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Attraverso ripetute proteste a livello nazionale, unite a forum e incontri informativi con funzionari governativi e cittadini comuni, la FNRCM, fondata nel 2024 ha portato all’attenzione dell’agenda nazionale la necessaria politica alternativa: il ritorno a una politica di tutela degli agricoltori e dell’approvvigionamento alimentare nazionale, attraverso misure quali la garanzia di prezzi di parità per i prodotti agricoli basati sui costi di produzione nazionali, la ricostituzione della banca rurale nazionale per l’erogazione di credito e altre ancora.
Diversi membri della dirigenza della FNRCM hanno inoltre riferito su questa importante lotta per lo sviluppo durante gli incontri settimanali della Coalizione Internazionale per la Pace.
Come riportato da Renovatio 21, il 20 ottobre 2025 era stato assassinato Bernardo Bravo Manríquez, presidente del FNRCM. Bravo, alla guida degli Agrumicoltori della Valle di Apatzingán, aveva partecipato allo sciopero nazionale degli agricoltori del 14 ottobre, organizzato con successo dal FNRCM per sollecitare il governo a introdurre politiche a sostegno dell’agricoltura nazionale, minacciata da speculatori finanziari internazionali e dai loro cartelli.
I cartelli della droga messicani, in particolare nello Stato di Michoacán, hanno diversificato le proprie attività infiltrandosi nel business dell’avocado, noto come «oro verde». Questo frutto, essenziale per la dieta delle nuove generazioni statunitensi convinte delle sue capacità nutritizie (ghiotte del cosiddetto «avocado toast»), genera profitti miliardari grazie alla forte domanda mondiale, attirando organizzazioni narcos come il Cartello di Jalisco Nuova Generazione (CJNG).
I narcotrafficanti controllano la filiera attraverso l’estorsione sistematica di produttori, trasportatori e confezionatori, imponendo tasse illegali su ogni ettaro coltivato o chilogrammo esportato. Chi rifiuta di pagare subisce violenze, sequestri o l’esproprio delle terre. Oltre all’estorsione, il settore agricolo viene sfruttato per il riciclaggio di denaro derivante dal narcotraffico, poiché permette di giustificare enormi flussi finanziari legittimi.
Questa infiltrazione ha gravi conseguenze ambientali, poiché i cartelli impongono la deforestazione illegale di boschi protetti per fare spazio alle piantagioni, provocando una crisi idrica e danni irreparabili agli ecosistemi locali.
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Immagine screenshot da YouTube
Ambiente
La Libia chiede un’indagine internazionale sull’attacco alla petroliera russa
Up close footage of a big hole in the hull of a Russian LNG tanker Arctic Metagaz https://t.co/p7SY5Pbi0d pic.twitter.com/1oPnfE2akw
— Special Kherson Cat 🐈🇺🇦 (@bayraktar_1love) March 30, 2026
Authorities in Italy have described the Russian gas carrier Arctic Metagaz, attacked off the coast of Malta, as a “ticking time bomb filled with gas.” The Italian government held a special meeting chaired by Prime Minister Giorgia Meloni, according to CNN. Although the incident… pic.twitter.com/lQUW1zvJb5
— Visegrád 24 (@visegrad24) March 17, 2026
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