Genetica
Alterazione del «libro della vita»: il microbiologo Bhakdi definisce le iniezioni di mRNA «un crimine contro l’umanità»
In una lunga presentazione con nove esperti internazionali, il dottor Sucharit Bhakdi ha inquadrato in termini drammatici la questione delle iniezioni mRNA contaminato dal DNA.
«Chiunque diffonda i vaccini a RNA come efficaci e sicuri – chiunque affermi che nulla può accadere al tuo genoma – è incredibilmente ignorante o infinitamente malvagio», ha detto il medico tedesco.
Queste persone, ha affermato il professore di microbiologia in pensione dell’Università di Magonza, stanno voltando le spalle allo «scenario horror che si svolge davanti ai nostri occhi».
Parlando con il dottor Mark Trozzi su una piattaforma organizzata dal World Council for Health (un’organizzazione senza scopo di lucro per le persone che cerca di ampliare la conoscenza della salute pubblica attraverso la scienza), il dottor Bhakdi ha invitato le persone – e i medici – del mondo a decidere da che parte stare.
«Cittadini e medici di tutto il mondo, allontanatevi dalla perpetrazione di questo mostruoso crimine contro l’umanità», ha detto.
«Fate questo per salvare voi stessi e i vostri discendenti, per salvare il nome della vostra famiglia o per passare alla storia come uno dei più grandi criminali di tutti i tempi».
Il segmento di Bhakdi nel video di tre ore e mezza è stato dedicato alla spiegazione del funzionamento delle iniezioni di mRNA, con un focus specifico sul DNA plasmidico recentemente scoperto che contengono.
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Il medico afferma che non solo questo DNA plasmidico è presente, ma che può effettivamente causare una mutazione genetica nell’ospite. Inoltre, dice, queste mutazioni possono essere ereditate. Ciò significa che i figli di coloro che ricevono le iniezioni possono essere sottoposti a modificazioni genetiche senza essere loro stessi iniettati e senza consenso.
Bakhdi usa un’analogia con la panetteria per mostrare come funzionano l’mRNA e il DNA. Il genoma è l’intero insieme di istruzioni del DNA nella cellula, racchiuso nei cromosomi – i «libri della vita» – che sono tenuti al sicuro nel nucleo della cellula. Quando serve una «ricetta» per un prodotto, «diciamo una torta», si apre il «libro» nella pagina giusta e si fa una copia della ricetta. Questa ricetta viene inviata al luogo di produzione – il «panificio» – nella cellula. La torta viene posta per l’ispezione sul davanzale della finestra della cella. Una volta raggiunto il suo scopo, la ricetta copiata, ovvero l’mRNA, viene eliminata. L’mRNA presente in natura è di breve durata.
I «vaccini» a RNA dirigono la produzione di antigeni selezionati, come la proteina spike. Con ogni iniezione vengono somministrate più di un miliardo di copie di questa ricetta proteica.
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La produzione di massa dell’mRNA richiede la disponibilità di massa del modello di DNA. Come fanno le iniezioni a farlo? Le iniezioni contengono miliardi e trilioni di minuscoli cromosomi batterici, chiamati plasmidi. Questa è la base del DNA per la replicazione della proteina spike nelle iniezioni di mRNA.
Questi sono confezionati in nanoparticelle lipidiche – minuscoli globuli di grasso – che proteggono l’RNA iniettato dalla distruzione in modo che possa «viaggiare nel flusso sanguigno per raggiungere tutti gli organi del corpo». Quando vengono consegnate agli organi del corpo, queste nanoparticelle agiscono come «cavalli di Troia»: «vengono assorbiti dalla cellula e dalla ricetta nasce il loro prodotto, che viene poi esposto sul davanzale della finestra. Quello che tutti devono sapere è che fuori dalla cellula le guardie di sicurezza sono di guardia», dice il dottor Bhakdi.
Bhakdi ha sottolineato il pericolo che venga introdotto nel corpo DNA plasmidico estraneo: «tutto va bene quando la ricetta nasce dal proprio libro della vita, dal proprio genoma. Ma guai se la ricetta nasce da un libro alieno», come accade nei vaccini a mRNA.
Se ciò accade, le «guardie di sicurezza» del corpo – il nostro sistema immunitario – attaccheranno quella cellula.
Bhakdi ha sottolineato che la capacità delle risposte immunitarie di riconoscere queste intrusioni, che ha descritto come la distinzione tra materiale genetico che è «sé e non-sé», è «data alla nascita e termina con la morte». Il medico cita l’esempio del rigetto d’organo, dove gli organi «non sé» vengono regolarmente rigettati, anche all’interno della stessa specie
Il microbiologo tedesco continua dicendo che se questa intrusione si ripete, «ne segue una reazione esplosiva – rapida e furiosa». Questo è il principio in funzione, ha affermato, che spiega l’intensificazione e il peggioramento degli effetti avversi a seguito di ripetute iniezioni di mRNA o iniezioni di «richiamo», che oggi chiamiamo anche in Italia «booster».
Il dottore descrive l’enorme volume di materiale di RNA confezionato introdotto in ciascuna iniezione come «gigantesco», che si traduce in «una miriade di eventi di attacco immunitario». Lo scoppio di queste reazioni può «fermarsi solo quando la produzione della proteina aliena giunge al termine».
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Quindi quanto tempo ci vuole? Bhakdi ha affermato che l’affermazione degli «autore del vaccino» e del Comitato del Premio Nobel secondo cui il processo cesserà «tra pochi giorni» è semplicemente falsa.
Bhakdi ha menzionato «una scoperta allarmante» che mostra che «proteine spike e infiammazione multiorgano sono state rilevate nei vaccinati settimane e persino mesi dopo l’iniezione». Inoltre, ha detto, «questo era spesso associato a malattie gravi e persino mortali».
Data l’azione a lungo termine delle proteine RNA basate su DNA estraneo, e il fatto che portano alla malattia e alla morte, Bhakdi ha chiesto perché mai siano state progettate per produrre questi effetti: «quale ragione terrena avrebbe potuto esserci, e potrebbe ancora esistere? essere, per una produzione così disastrosa e duratura di una proteina codificata dall’RNA?»
Bhakdi ha sottolineato che se il DNA plasmidico non fosse stato rimosso prima che i vaccini fossero confezionati per l’uso, sarebbe stato rilasciato nelle cellule dei vaccinati. Il risultato sarebbe quindi che il DNA plasmidico altererebbe il «libro della vita» con la propria «ricetta». In breve, ciò significa la modificazione genetica dei vaccinati a loro insaputa o senza il loro consenso.
«La scoperta della contaminazione del DNA plasmidico nei vaccini da parte di Kevin McKernan e colleghi fornisce immediatamente una spiegazione terrificante», ha affermato. «Il DNA plasmidico non sarebbe stato rimosso dai vaccini».
La spiegazione dettagliata di Bhakdi mostra come questa contaminazione da plasmidi porti a una modificazione genetica involontaria e non informata. Lo scienziato osserva poi che le nanoparticelle lipidiche del vaccino viaggiano nei corpi dei bambini non ancora nati nel grembo materno, e viaggiano anche nei bambini attraverso il latte materno, trasmettendo una ricetta per la produzione di materiale estraneo che si iscrive nel «libro della vita».
«L’assorbimento cellulare del DNA plasmidico altera l’intero insieme di istruzioni del DNA e, per definizione, equivale all’alterazione del genoma», dice Bhakdi.
Ciò porterà alla produzione a lungo termine di materiale «non sé», provocando «infiammazione a lungo termine e danni agli organi in tutto il corpo».
Bhakdi dichiara che è probabile che si verifichino lesioni come danni vascolari, coaguli di sangue, sanguinamento e morte dei tessuti anche nel cuore, nel cervello e danni al sistema autoimmune. Sottolineando che il cuore non può sostituire le cellule morte, si chiede: «chi non ha sentito parlare delle misteriose morti improvvise che si verificano in tutto il mondo?»
«Sono solo la punta di un iceberg», dice.
Come scritto da Renovatio 21, non è sbagliato chiedersi se, con la modifica genetica indotta dalla sierizzazione COVID, un’operazione biomolecolare che intacca la linea germinale, non siamo per caso dinanzi all’emergere di una nuova razza umana.
Ciò ricorda quanto preconizzato da un testo del 1998 scritto da un genetista statunitense, Lee Silver, Il Paradiso clonato (in originale Remaking Eden).
Si tratta di un libro-manifesto che intendeva segnare la via per il futuro della riproduzione umana. Silver era convinto che la tecnologia per bioingegnerizzare e pure portare a gestazione gli esseri umani («i figli») sarebbe diventata talmente diffusa e poco costosa che la «riprogenetica» (l’invenzione del termine è sua) sarebbe finita per essere l’unica via di generazione della vita umana sul pianeta, con l’eccezione di coloro che ancora, per oscuri motivi, avrebbero continuato a preferire la riproduzione sessuale e la gestazione naturale invece di provette e uteri artificiali.
Nel libro Silver quindi comincia a delineare una società su due livelli: da una parte i GenRich, i geneticamente arricchiti, cioè le persone nate artificialmente, con il genoma migliorato; dall’altra i Natural, ancora legati alla riproduzione sessuata, meno prestanti intellettualmente e fisicamente, poiché la loro genetica non è ottimizzata. I Naturals finiranno giocoforza a diventare le persone delle pulizie dei GenRich, che sarà la classe biologica dominante.
Si tratterà quindi, di due specie «umane» distinte, che continueranno e si evolveranno parallelamente. Silver arriva perfino a ipotizzare che il gap genomico tra i due gruppi sarà tale che non potranno, nemmeno volendo, figliare tra loro per accoppiamento: «La classe dei GenRich e la classe dei Natural (…), specie interamente separate che nessuna possibilità di incrocio, e con lo stesso interesse romantico l’una per l’altra che un umano odierno ha per uno scimpanzè» scrive Silver nell’epilogo futuristico.
«Il gap tra GenRich e Naturals non risiede solo nei geni, ma in ogni altro aspetto delle loro vite e delle loro comunità, e, più importante, nelle risorse monetarie». I Naturals saranno poveri. Saranno emarginati. In una parola che forse avete sentito di recente, saranno schiavi.
La divisione andrà molto oltre, perfino oltre i l cielo: «altri tipi di gruppi GenRich traslocheranno su altri pianeti, lune, asteroidi nel sistema solare originale, dove useranno l’ingegneria genetica per migliorare ulteriormente l’abilità dei loro figli di sopravvivere nei mondo prescelti».
Ora, l’idea di una divisione genetica tra la popolazione di chi ha obbedito all’imperativo di «miglioramento» del proprio corpo e chi ha invece difeso la propria natura ora è più evidente che mai. Così come potrebbe divenire inevitabile la creazione di uno iato tra i vaccinati (con la loro porle) e i non vaccinati (con la loro prole).
Come riportato da Renovatio 21, sono già chiari segni di manipolazione nel discorso pubblico sull’alterazione genetica dell’umanità, cosa particolarmente evidente al recente congresso scientifico sull’editing del genoma. Affiliati del World Economic Forum sono arrivati a proporre, in assoluta tranquillità, modificazioni genetiche collettive per rendere gli esseri umani più bassi ed intolleranti alla carne, così da risparmiare anidride carbonica.
Andiamo verso una società della discriminazione eugenetica totalmente slatentizzata. Il sogno di Hitler è reso realtà dal mondo moderno che finge di averlo in odio.
Sappiamo già come questa futura società eugenetica funzionerà: ne abbiamo avuto un assaggio con l’intolleranza patita nel biennio pandemico, dove abbiamo assistito ad una vera instaurazione dell’apartheid biotica,
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Eugenetica
Screening genetico preconcezionale: una nuova forma di eugenetica?
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Lo screening genetico preconcezionale
Il 19 marzo 2026, l’Imagine Institute, in collaborazione con l’Agenzia francese per la biomedicina (ABM) e il CCNE (Comitato consultivo nazionale di etica), ha organizzato un simposio sul tema «Genetica e società». L’obiettivo generale era «anticipare i dibattiti sulla legge in materia di bioetica» al fine di «arrivare al dibattito parlamentare con una prospettiva più matura», secondo quanto affermato da Marine Jeantet, direttrice generale dell’ABM. Spiega di voler «anticipare i dibattiti sulla legge di bioetica» per «arrivare al dibattito parlamentare con una prospettiva più matura». Sottolinea: «Attenzione, il divario con l’opinione pubblica si sta ampliando», avverte. «Dobbiamo coinvolgere l’opinione pubblica… dobbiamo preparare il terreno per il dibattito pubblico», esorta. In altre parole, preparare il terreno e plasmare l’opinione pubblica. È interessante notare come la DGP sembri essere il tema centrale della giornata. Descritta come una «questione fondamentale di movimento» nella prossima revisione della legge sulla bioetica dal professor Stanislas Lyonnet, genetista medico presso l’Istituto Imagine, essa emerge in numerosi interventi, sempre in una luce favorevole e sempre senza riserve, osserva Gènéthique. Il 30 giugno 2026, l’ANM ha adottato a larga maggioranza il testo di una relazione sul DGP (Test diagnostici e prenatali), elaborata da un gruppo di lavoro, sottolineando che essa rappresentava una posizione ufficiale dell’Accademia. Il DGP, si legge nella relazione, «mira a identificare, in entrambi i partner di una coppia che intende avere figli, le anomalie genetiche che potrebbero causare gravi malattie nel bambino». Le anomalie genetiche in questione possono causare malattie come la fibrosi cistica, l’atrofia muscolare spinale o la distrofia muscolare di Duchenne. Nei portatori sani, se entrambi i genitori presentano tale anomalia, la probabilità di avere un figlio affetto è del 25%. Il rapporto rileva che la coppia può: 1) assumersi il rischio; 2) richiedere la diagnosi genetica preimpianto (PGD) – o selezione dell’embrione – durante le tecniche di procreazione assistita; 3) ricorrere alla diagnosi prenatale (PND) con la possibilità di aborto; 4) optare per la donazione di gameti; oppure 5) ricorrere all’adozione. In pratica, le opzioni 2 e 3 sono le più comunemente scelte. Il rapporto dell’ANM sottolinea che questi test sono attualmente illegali, poiché i test genetici per i futuri genitori sono consentiti solo se un membro della famiglia è affetto da una malattia genetica o se il primogenito ne è affetto. Prendendo atto dell’autorizzazione della diagnosi prenatale (PGD) in alcuni Paesi e delle leggi vigenti in materia di riproduzione, il rapporto chiede la legalizzazione di questi test. Cita in particolare l’evoluzione della posizione del CCNE sulla questione, che si mostrava piuttosto riluttante nel parere n. 83 del 2003, ma favorevole nel parere n. 129 del 2018. Ma ciò non sorprende affatto, dato che il CCNE, nonostante il suo titolo altisonante che include la parola «etica», ha una posizione di mera geometria variabile, che dovrebbe riflettere l’evoluzione della società francese.Aiuta Renovatio 21
Elenco delle patologie da sottoporre a screening
Tale screening può essere limitato. «I geni analizzati nel DPG sono quelli responsabili di gravi malattie infantili incurabili», specifica il rapporto. Ma, aggiunge, «il limite degli elenchi ufficiali di geni è la loro natura fissa e la difficoltà di aggiornarli». Questa affermazione era già stata fatta durante il simposio menzionato: «La possibilità di approvare una legge di questo tipo implica la disponibilità di un elenco che possa poi essere modificato nel tempo». Mentre alcuni prevedono una riduzione della lista grazie ai progressi terapeutici, altri si concentrano principalmente sulla sua espansione. È proprio qui che risiede il pericolo. Jacques Testart, il «padre» del primo bambino francese concepito in provetta, ha dichiarato nel 2022, in circostanze analoghe: «se mi sono opposto alla diagnosi genetica preimpianto (PGD) per quasi quarant’anni, è perché non esistono ostacoli che ne limitino l’uso e quindi contrastino l’eugenetica che essa incarna». Una volta aperto il vaso di Pandora – e purtroppo, troppi lo sono già – non si può più tornare indietro, si corre a perdifiato verso il futuro, un processo che può durare anni, persino decenni, ma che alla fine si conclude sempre. Le varie pressioni provenienti dai laboratori, dai test privati disponibili online, dai futuri genitori e dall’ideale del bambino «perfetto» finiscono per prevalere.Iscriviti al canale Telegram ![]()
Un’eugenetica «invisibile e indolore»
È comunque notevole che sia il simposio del 19 marzo sia il rapporto dell’ANM si siano sentiti in dovere di anticipare l’obiezione di natura eugenetica. La professoressa Bana Jabri, a capo dell’Imagine Institute, ha spiegato al simposio: «quando la questione dello screening per i portatori asintomatici verrà discussa in Assemblea Nazionale, sarà necessario spiegare che ‘questo non ha nulla a che vedere con l’eugenetica”». Per quanto riguarda il rapporto dell’ANM, esso dedica un lungo paragrafo all’argomento. Inizia citando il Consiglio di Stato: «(L’eugenetica) può derivare anche da posizioni individuali assunte da genitori o medici da una prospettiva di rifiuto della disabilità, arrivando persino a desiderare “il bambino perfetto”», un’osservazione del tutto giustificata. Ma il resto del testo si limita a fare affidamento sull’autorità del CCNE, che nel suo parere n. 138 afferma: «non si può attribuire alle scelte individuali dei futuri genitori l’intenzione di migliorare la specie», al fine di confutare l’accusa. Una risposta del tutto irrilevante, come il lettore può constatare. Inoltre, non si tratta solo di posizioni individuali. È importante ricordare che è stato lo Stato a legalizzare l’aborto, fondamento di questo sistema. È stato lo Stato a offrire test – rimborsati dalle assicurazioni – per individuare la sindrome di Down nei neonati. È stato lo Stato a rafforzare questo «razzismo» nei confronti delle persone con disabilità, rendendo obbligatorio lo screening prenatale per la sindrome di Down. È stato lui, di recente, a condannare un medico per non aver prescritto gli esami diagnostici per la sindrome di Down, a seguito di un’ecografia che ne aveva suggerito la diagnosi: il medico è stato condannato a risarcire i genitori per l’onere finanziario derivante da tale errore. È dunque lo Stato a creare tutte le condizioni per consentire la «scelta individuale» di interrompere una gravidanza a causa della presenza di un cromosoma in più nel bambino. Nonostante le loro smentite, politici e medici hanno alimentato una mentalità apertamente eugenetica nella popolazione. Jacques Testart ha sottolineato con forza questo punto: «la scienza, come il diritto, ha permesso lo sviluppo di una nuova eugenetica che può essere definita liberale, mite, compassionevole o persino democratica». Un’eugenetica «completamente invisibile e indolore». Tanto che non viene nemmeno più chiamata eugenetica. Alcuni penseranno che le Linee Guida per la Procreazione Familiare (DPG) non aggiungerebbero molto orrore a ciò che già esiste. Probabilmente è vero. Ma se adottate, rafforzerebbero il pensiero eugenetico in tutti i settori. È già profondamente radicato nei decisori, in diversi medici e nei futuri genitori. Alla fine si radicherà in modo irrevocabile in tutto ciò che riguarda il concepimento. E un giorno ci risveglieremo nel «Mondo Nuovo» profetizzato da Aldous Huxley. Articolo previamente apparso su FSSPX.NewsIscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Genetica
23andMe ha ottenuto un risarcimento di 46,8 milioni di dollari per i dati genetici rubati
I profili genealogici e i dati familiari di quasi sette milioni di persone, rubati nel 2023 e dispersi sul dark web, hanno ora un valore di 46,8 milioni di dollari, stabilito da un tribunale. Un amministratore fallimentare del Missouri ha approvato il fondo mercoledì, definendo così le principali pretese nei confronti della società un tempo nota come 23andMe e ora operante con il nome di Chrome Holding Co. Lo riporta Reclaim The Note.
Ciò che gli hacker hanno rubato non può essere ripristinato. Una password viene cambiata dopo una violazione e una carta di credito rubata viene bloccata nel giro di poche ore. La tua ascendenza e il tuo background etnico non cambiano, così come la rete di parenti a cui sei collegato, che espone persone che non si sono mai iscritte a nulla.
Le stime di ascendenza, le relazioni familiari previste, gli anni di nascita e i luoghi autodichiarati che hanno raccolto sono sufficienti per identificare una persona e le persone a lei imparentate, e queste informazioni rimangono valide per tutta la vita.
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Questi sono i dati che 23andMe non è riuscita a proteggere, a partire da aprile 2023 e per circa cinque mesi, prima che l’azienda rivelasse l’intrusione in un post sul blog di ottobre.
Gli hacker hanno riutilizzato le credenziali di accesso ottenute da precedenti violazioni su altri siti, infiltrandosi in una piccola parte di account i cui proprietari avevano riciclato le proprie password. Da lì, il danno si è esteso a DNA Relatives, una funzionalità opzionale creata per consentire agli utenti di trovare parenti genetici. L’hacker ha raggiunto 5,5 milioni di profili DNA Relatives e ha estratto informazioni su altri 1,4 milioni di persone che utilizzavano uno strumento chiamato Family Tree, trasformando una funzionalità pensata per favorire la connessione in una mappa di chi è imparentato con chi.
Le vittime che hanno presentato denuncia si divideranno 32,5 milioni di dollari del fondo, con risarcimenti individuali che vanno dai 50 ai 10.000 dollari per danni straordinari come furto d’identità e cure per problemi di salute mentale.
L’amministratore ha finora risolto oltre 255.860 richieste di risarcimento e migliaia sono ancora in sospeso. I restanti 14,29 milioni di dollari vanno a Kroll, la società che gestisce le richieste, e circa 13 milioni di dollari di questa somma sono stati coperti da polizze di cyberassicurazione di Allied World, Houston Casualty di Tokio Marine, Landmark American di Berkshire Hathaway e assicuratori di Lloyd’s. Le persone i cui dati sono stati esposti si assumono il rischio permanente e le compagnie assicurative si fanno carico della maggior parte del costo.
I ricorrenti avevano chiesto 48 miliardi di dollari. L’amministratore ha optato per una cifra di diversi ordini di grandezza inferiore, citando la sentenza di un tribunale federale secondo cui un precedente accordo da 30 milioni di dollari era «ragionevole alla luce della grave situazione finanziaria della società».
L’amministratore ha definito il risultato un «esito equo» che evita ulteriori contenziosi e rispecchia quanto l’azienda può effettivamente pagare. La cifra finale è inferiore di 3,25 milioni di dollari al limite massimo di 50 milioni di dollari autorizzato dal giudice Brian Walsh lo scorso gennaio.
Il danno non è mai stato distribuito in modo uniforme. Dopo la violazione, raccolte di profili rubati sono emerse e sono state messe in vendita sul dark web. I dati genealogici, suddivisi per etnia e offerti agli acquirenti, rappresentano un tipo di esposizione che nessun risarcimento può annullare.
Come riportato da Renovatio 21, i dati rubati dalla società di test genetici 23andMe sono stati resi disponibili per essere venduti online prenderebbero di mira specificamente gli utenti con origini ebraiche ashkenazite.
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La società che ha raccolto tutti questi dati è in gran parte scomparsa. 23andMe ha presentato istanza di fallimento ai sensi del Chapter 11 nel marzo 2025, ha venduto la maggior parte delle sue attività per oltre 300 milioni di dollari ed è stata riacquistata dalla co-fondatrice Anne Wojcicki, nonostante le obiezioni delle autorità di regolamentazione.
La California ha tentato di bloccare la vendita, sostenendo che il suo Genetic Information Privacy Act richiedeva il consenso esplicito prima che i dati genetici potessero essere trasferiti, ma ha perso la causa. Alla fine di maggio, lo stato ha citato in giudizio Chrome Holding Co. per non aver protetto i dati dei clienti fin dall’inizio. La società di comodo continua a cambiare nome.
Come riportato da Renovatio 21, nel 2018, 23andMe ha annunciato una partnership con GlaxoSmithKline, consentendo al colosso farmaceutico di utilizzare i risultati dei test di cinque milioni di clienti per sviluppare nuovi farmaci in cambio di un investimento di 300 milioni di dollari. L’accordo è stato prorogato fino a luglio 2023 per ulteriori 50 milioni di dollari.
La CEO di 23andMe Anne E. Wojcicki, è l’ex moglie del cofondatore di Google Sergej Brin. Nel 2007, Google ha investito 3,9 milioni di dollari nella società, insieme a Genentech, che è considerata la prima società biotecnologica al mondo grazie allo sfruttamento del DNA ricombinante e la creazione dell’insulina sintetica nel 1978.
Nel febbraio 2021, 23andMe ha annunciato di aver stipulato un accordo definitivo per la fusione con la società di acquisizione speciale di Richard Branson, VG Acquisition Corp, in una transazione da 3,5 miliardi di dollari. La società risultante dalla fusione è stata rinominata 23andMe Holding Co. e ha iniziato ad essere quotata alla borsa NASDAQ il 17 giugno 2021 con il simbolo «ME»
La sorella Susan Wojcicki , ora defunta, è stata fino a poco fa CEO di YouTube, che è di proprietà di Google.
I dati genetici raccolti privatamente sulla popolazione hanno reso in grado le autorità americane di catturare autori di assassini anche di quaranta e passa anni fa. Il caso più noto è quello del Golden State Killer, preso grazie al fatto che, con la cosiddetta genomica di consumo (servizi di analisi genetica al consumatore come 23andMe, che è solo uno degli attori del settore) molti americani hanno uploadato su un server il loro profilo genetico, rendendo rintracciabili anche i loro parenti.
Come riportato da Renovatio 21, la Commisione di Intelligence USA ha dichiarato che i test DNA commerciali potrebbero essere utilizzati nella produzione di bioarmi personalizzate, cioè la creazione di sistemi di offesa in grado di colpire una singola persona o un particolare gruppo famigliare, etnico etc.
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Genetica
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