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Epidemie

Alcune considerazioni sulla «stanza degli abbracci» nelle RSA

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Si è parlato molto, negli ultimi tempi, della così soprannominata «stanza degli abbracci» proposta in particolare all’interno delle case residenza anziani attraverso uno spazio appositamente dedicato e costituito da una sorta di divisoria fatta di cellofan che permetta un «abbraccio», diciamo così, sterile. 

 

L’intenzione è certamente lodevole: chi l’ha pensata non può che aver pensato all’interesse di tanti anziani e tanti familiari che sentono il bisogno di un contatto fisico, oltre che visivo, assente oramai da troppo tempo. 

 

Come può interpretare, un anziano, l’abbraccio di un proprio parente attraverso della plastica che lo separa dal corpo dell’altro?

Non si può far a meno di pensare al dolore dei tanti ospiti di queste strutture che da quasi un anno non hanno un contatto ristretto con i propri cari: questo, se aggiunto allo stress della paura, della pressione mediatica e della riduzione ai minimi termini dei contatti con l’esterno, non può che essere deleterio per loro. 

 

Fatte queste doverose premesse, però, da operatore sanitario non posso fare a meno di pormi qualche spontanea domanda. Come può interpretare, un anziano, l’abbraccio di un proprio parente attraverso della plastica che lo separa dal corpo dell’altro? Come può sentirsi durante quella stretta «plastificata» che lo tiene sì, vicino ad un proprio affetto stretto, ma allo stesso tempo lo divide in maniera artificiale?

 

Dobbiamo anzitutto considerare che l’anziano fragile molto spesso non è in grado di comprendere pienamente la situazione all’interno alla quale ci troviamo, e di conseguenza non comprende le misure che vengono applicate per far fronte ad essa.

 

L’esempio più lampante è quello delle videochiamate, che per taluni ospiti possono diventare motivo di agitazione, più che di gioia alla vista di un proprio caro attraverso uno schermo. Ciò accade perché per un anziano la videochiamata non è qualcosa di esplorato attraverso l’esperienza vissuta, ma è anzi qualcosa di assolutamente non ordinario, di nuovo, ragione per cui l’utilità di questo mezzo può riferirsi essenzialmente ai parenti i quali possono così supplire la mancanza.  

Come può sentirsi durante quella stretta «plastificata» che lo tiene sì, vicino ad un proprio affetto stretto, ma allo stesso tempo lo divide in maniera artificiale?

 

La stanza degli abbracci, quindi, come può essere vissuta realmente da un anziano? Una risposta oggettiva ovviamente non può esserci, perché ognuno, anche a seconda della situazione cognitiva, del carattere e dell’intima e personale emotività, la vivrà a proprio modo. 

 

Tuttavia, ascoltando tutti giorni l’esperienza vissuta di molti anziani residenti in casa protetta, posso permettermi di dire, forse per qualcuno banalmente, che è di normalità che hanno bisogno gli ospiti di queste strutture.

 

Molti di loro, ogni santo giorno, mi ripetono: «Se dobbiamo vivere così, forse è meglio morire». Capisco che ora come ora risulti difficile o semplicistico parlare di normalità, ma ciò non ci impedisce di cominciare a ripensarla.

Ascoltando tutti giorni l’esperienza vissuta di molti anziani residenti in casa protetta, posso dire che è di normalità che hanno bisogno gli ospiti di queste strutture

 

C’è una valutazione etica, che riguarda il singolo, da non tralasciare, poiché la società è fatta di individui e l’interesse per la società non può prescindere da quello dell’individuo, in questo particolare caso ancora più rilevante poiché di soggetto debole e fragile si tratta.

 

Quanto bene avrò fatto ad un anziano a cui, per sua stessa ammissione, rimane poco da perdere, se lo avrò fatto morire senza la possibilità di dare un ultimo abbraccio ad un proprio caro in cambio di una potenziale ed eventuale protezione dal virus? 

 

Se li avremo privati dei propri affetti, delle proprie sicurezze, degli ultimi desideri di un’esistenza vissuta attraverso sacrificio e dignità, in cambio di un eventuale periodo di vita più lungo, avremo davvero fatto il loro Bene? Sono domande, senza alcuna vena retorica ma che ogni giorno quando entro in turno a lavoro mi attanagliano.

Quanto bene avrò fatto ad un anziano a cui, per sua stessa ammissione, rimane poco da perdere, se lo avrò fatto morire senza la possibilità di dare un ultimo abbraccio ad un proprio caro in cambio di una potenziale ed eventuale protezione dal virus? 

 

Concludo con il pensiero di una signora, che un giorno, mentre leggevamo le notizie riguardanti l’emergenza COVID, in maniera totalmente spontanea ha voluto rivolgere queste parole ai suoi compagni di avventura, parole cariche di quel coraggio e di quella speranza di cui abbiamo assolutamente bisogno per tornare a ripensare la normalità così come ce la ricordavamo:

 

«Siate forti. Noi siamo vecchi, abbiamo visto tante cose. Belle, ma anche tante brutte. La fame, la guerra, la povertà. Non possiamo avere paura ora, dopo aver visto tutte queste cose. Noi dobbiamo essere forti!».

 

 

Cristiano Lugli 

 

 

 

 

 

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Epidemie

Nuove epidemie nel Terzo Mondo dalla crisi di cibo e energia

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Il Colera, una rara variante del virus Ebola, il morbillo e la sifilide sono in movimento hanno rialzato la testa in Africa.

 

In Uganda è apparso quello che apparentemente è un raro ceppo di Ebola, con almeno 36 casi e 23 decessi. Per ora viene classificato come «Sudan ebolavirus», per mancanza di una migliore identificazione.

 

Le autorità affermano che l’attuale vaccino contro l’Ebola è inutile contro il «Sudan ebolavirus» e, a quanto pare, anche questo ceppo.

 

In Zimbabwe, il morbillo ha ucciso oltre 700 bambini. Non è dato di sapere se si trattasse di persone vaccinate: è probabile che lo siano, visti i continui programmi di OMS e Bill Gates per la sierizzazione degli africani, con conseguente catastrofe epidemica, come nel caso della polio tornata ad infettare tutta l’Africa a causa del vaccino dei Gates.

 

In Siria, la grave diarrea acquosa acuta (AWD) si sta diffondendo rapidamente, principalmente a causa della mancanza di acqua pulita. Dal 25 agosto al 18 settembre si è registrato un focolaio di oltre 1.500 casi.  L’epicentro è la provincia di Aleppo.

 

L’AWD sta devastando i bambini in Afghanistan, un Paese oramai allo stremo tra fame, freddo, persone che vendono le figlie e gli organi per avere qualcosa con cui scaldarsi e qualcosa da mangiare.

 

Nella settimana dal 12 al 18 settembre, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riferito che «sono stati segnalati un totale di 9.639 nuovi casi di AWD con disidratazione, il che indica un aumento del 7,2% del numero di casi rispetto alla settimana precedente». Quasi il 54% dei casi riguardava bambini sotto i 5 anni. Il maggior numero di casi si è verificato a Kabul.

 

In Siria, la guerra ha distrutto molte infrastrutture idriche, lasciando il 40% in meno di acqua pulita rispetto a prima.

 

I siriani ora devono utilizzare più acqua non trattata, anche per l’irrigazione delle colture. La recente crisi dell’approvvigionamento di elettricità e combustibili compromette ciò che resta delle infrastrutture idriche.

 

 

 

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Epidemie

Biden afferma che «la pandemia è finita», ma gli obblighi vaccinali e l’emergenza sanitaria rimangono in vigore

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La dichiarazione del 18 settembre del presidente Joe Biden secondo cui la pandemia di COVID-19 è «finita» ha sollevato domande sul motivo per cui la sua amministrazione non ha posto fine all’emergenza sanitaria pubblica federale e su come il governo o i datori di lavoro possono continuare a imporre vaccini autorizzati per l’uso di emergenza.

 

In un’intervista andata in onda domenica su 60 Minutes, il presidente Joe Biden ha dichiarato che la pandemia di COVID-19 «è finita». Si tratta della prima dichiarazione di questo tipo di una figura politica di spicco negli Stati Uniti.

 

Biden ha rilasciato il commento dal North American International Auto Show in Detroit, che si è tenuta per la prima volta dal 2019.

 

Nelle sue osservazioni, Biden, usando lo show automobilistico come punto di riferimento, ha dichiarato:

 

«Abbiamo ancora un problema con il COVID. Ci stiamo ancora lavorando molto… ma la pandemia è finita».

 

«Se notate, nessuno indossa mascherine. Tutti sembrano essere abbastanza in forma. E quindi penso che stia cambiando. E penso che questo ne sia un perfetto esempio».

 

Sarah Lovenheim, portavoce del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS) degli Stati Uniti, ha affermato che l’ emergenza sanitaria pubblica federale «rimane in vigore» e che l’agenzia dovrebbe fornire un preavviso di 60 giorni prima che venga revocata.

 

La prima data possibile in cui la dichiarazione di emergenza sarebbe stata revocata è alla fine di novembre, ben oltre l’attuale data di scadenza del 15 ottobre.

 

HHS ha dichiarato per la prima volta l’emergenza sanitaria pubblica il 31 gennaio 2020 e da allora l’ha rinnovata 10 volte, l’ultima il 15 luglio.

 

Affinché i vaccini COVID-19 possano essere autorizzati per l’uso in emergenza, deve rimanere in vigore un’«emergenza sanitaria pubblica».

 

 

Megan Redshaw

 

 

 

© 23  settembre 2022, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

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Bizzarria

«L’unica cosa che manca è l’invasione di zombi»: il premier spagnuolo per una volta tiene ragione

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Il premier spagnuolo Pedro Sanchez parla di invasione zombi, che sostiene sia l’unica cosa che il suo Paese non ha affrontato in questi anni. Si potrebbe trattare della prima e unica volta che dice una cosa giusta.

 

Durante un’intervista a TVE, il Sanchez ha spiegato che da quando è entrato in carica nel 2018, il suo governo ha dovuto affrontare un assalto di questioni come la pandemia di COVID-19, l’eruzione del vulcano La Palma, la tempesta Filomena, il vaiolo delle scimmie, nonché il conflitto in Ucraina e il successivo conseguenze economiche.

 

Alla domanda sui sondaggi inclementi per il suo governo, il primo ministro del Regno borbonico ha affermato di aver compreso la frustrazione e la rabbia della gente e di lavorare per «invertire questi sondaggi».

 

Anche la Spagna è stata colpita dalle conseguenze economiche della congiuntura. Come riportato dall’Istituto nazionale di Statistica spagnolo, l’inflazione al consumo nel Paese è balzata al 10,7% a luglio, mentre i prezzi dell’elettricità sono aumentati del 49%, del carburante e del gas del 23,9% e dei generi alimentari del 13,5% negli ultimi 12 mesi.

 

Come riportato da Renovatio 21, già sei mesi fa in Ispagna erano partiti con il razionamento nei supermercati. Il Regno è tuttavia meno esposto nei confronti del gas russo rispetto a Germania e Italia, acquistando il gas in larga parte dall’Algeria. Come segnalato su questo sito, a causa di frizioni diplomatiche con Madrid che avrebbe fatto (inusualmente) dichiarazioni pro Marocco nello scontro tra Rabat e Algeri (che nessun giornale, ovviamente sta riportando), gli algerini hanno improvvisamente alzato dell’8% il costo degli idrocarburi mandati in Spagna, dando così una bella dimostrazione di affidabilità anche ai nuovi clienti, gli italiani, arrivati con il cappello in mano in Maghreb per sostituire il gas russo.

Tornando al Sanchez, il governo spagnuolo ha precedentemente affermato di non avere alcun protocollo in atto per un’apocalisse di zombi, a differenza di paesi come Stati Uniti e Regno Unito, che hanno ufficialmente confermato di avere piani di emergenza in atto – e  non scherziamo: in il piano del Pentagono contro gli zombi si chiama CONOP 888.

 

Come sa il lettore, Renovatio 21 ritiene che l’immensa quantità di film e serie sugli zombi degli ultimi anni sia servita a preparare la popolazione mondiale ad una situazione dove si possa comodamente sterminare i malati come si fa con gli zombi, mitragliandoli o facendoli a pezzi con la motosega, con conseguente ampia riduzione della popolazione terrestre.

 

Se avete presente l’odio fatto crescere nella società contro i no-vax untori sapete di cosa stiamo parlando, alcuni commenti sui social, da parte di zelanti particelle della massa vaccina, andavano proprio in questa direzione.

 

In pratica, gli zombi siamo noi.

 

Ciò detto, Renovatio 21 non vi lascia senza ricordare una curiosità: come noto la parola zombi deriva dalle pratiche di magia nera vudù di Haiti; meno nota, ma molto insistita su questo sito, è la connessione tra i Clinton e Haiti, divenuta di fatto loro catastrofico feudo.

 

I Clinton vi trascorsero la luna di miele, assistendo ad una cerimonia del «papa» del vudù Max Beauvoir – probabilmente l’uomo al mondo che riguardo agli zombi la sapeva più lunga.

 

Bille Hillary parteciparono ad un rito vudù del «re degli zombi»:

 

«Gli spiriti arrivarono, e possederono una donna e un uomo – ricorda il Bill nella sua autobiografia My Life – L’uomo si strofinò una torcia sul suo corpo e camminò sui carboni ardenti senza essere bruciato. La donna, nella frenesia, urlava ripetutamente, poi prese un pollo vivo e gli staccò la testa a morsi».

 

La strana passione dei Clinton per le cose haitiane fu al centro anche di un video elettorale che circolava anni fa-

 

 

Si dice che alcuni manufatti haitiani furono poi trasferiti alla Casa Bianca, almeno fino a che, dicono voci non confermate, non arrivò Melania Trump, che avrebbe fatto eseguire un «esorcismo» presso la casa del presidente.

 

Si tratta solo di voci.

 

È vera invece la storia, segnalata da Renovatio 21 tre anni fa, di una signora fuori forma che ha sposato un bambolotto zombie.

 

Così come è vera la storia dell’ameba-mangia cervello, che ha ucciso un bambino in Nebraska poche settimane fa. I prioni sarebbero invece alla base anche di un’epidemia del 2019 di cervi-zombie:  ai poveri ungulati, già martoriati dalle zecche portatrici di Lyme che ritengono il loro manto peloso il luogo migliore per accoppiarsi,  viene «mangiato» il cervello da proteine infette, ingenerando così nelle tenere bestie cornute comportamenti di zomberia pura.

 

 

 

 

 

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