Civiltà
Hanno bocciato il referendum che legalizzava l’omicidio. Cheppalle
La Corte costituzionale ha giudicato inammissibile il referendum sull’eutanasia, come lo chiamavano tutti. La realtà, al di là della neolingua orwelliana che oramai imperversa senza limiti, è che non si trattava della semplice «eutanasia», ma più specificatamente della legalizzazione degli omicidi di persone consenzienti.
Diciamo subito che l’amarezza qui è tanta. Cheppalle. L’Italia ha perso una grande occasione per diventare una Nazione all’avanguardia, per dimostrare di essere il grande laboratorio politico che è.
L’Olanda, il Belgio, possono pure fare tutte le eutanasie che vogliono a vecchi e bambini, ma noi avremo avuto la legalizzazione dell’omicidio. Tiè, superati in un solo colpo, con lo stesso slancio con cui, con il green pass che a breve diverrà portafogli di valuta digitale, supereremo la Cina e il suo credito sociale da totalitaristi dilettanti.
Va bene. Il lettore penserà che questa cosa della «legalizzazione dell’omicidio» è un’iperbole di questo sito estremista. Invece, lo ha riconosciuto anche la Consulta presieduta dall’ex premier Giuliano Amato, detto anche «Dottor Sottile».
La Corte ha ritenuto inammissibile il quesito perché «a seguito dell’abrogazione, ancorché parziale, della norma sull’omicidio del consenziente, cui il quesito mira, non sarebbe preservata la tutela minima costituzionalmente necessaria della vita umana, in generale, e con particolare riferimento alle persone deboli e vulnerabili».
La Corte ha ritenuto inammissibile il quesito perché «a seguito dell’abrogazione, ancorché parziale, della norma sull’omicidio del consenziente, cui il quesito mira, non sarebbe preservata la tutela minima costituzionalmente necessaria della vita umana, in generale, e con particolare riferimento alle persone deboli e vulnerabili»
Il fatto che lo abbia riconosciuto perfino l’altissimo organo giudiziario nazionale non è un colpo di fortuna: è che era proprio così.
Il quesito , chiamato «Abrogazione parziale dell’art. 579 del codice penale (omicidio del consenziente)» recitava: «Volete voi che sia abrogato l’art. 579 del codice penale (omicidio del consenziente) approvato con R.D. 19 ottobre 1930, n.1398, comma 1 limitatamente alle seguenti parole “la reclusione da 6 a 15 anni”; comma 2 integralmente; comma 3 limitatamente alle seguenti parole “Si applicano”?».
Traduciamo dal gergo referendario.
Riportiamo l’attuale testo dell’articolo 579 del Codice Penale, con barrate le parole che il referendum avrebbe eliminato:
Chiunque cagiona la morte di un uomo, col consenso di lui, è punito con la reclusione da sei a quindici anni.
Non si applicano le aggravanti indicate nell’articolo 61.
Si applicano le disposizioni relative all’omicidio [575-577] se il fatto è commesso:
- Contro una persona minore degli anni diciotto;
- Contro una persona inferma di mente, o che si trova in condizioni di deficienza psichica, per un’altra infermità o per l’abuso di sostanze alcooliche o stupefacenti;
- Contro una persona il cui consenso sia stato dal colpevole estorto con violenza, minaccia o suggestione, ovvero carpito con inganno [613 2].
In pratica, salvo casi di minorenni, ubriachi, ritardati, ricattati o minacciati, sarebbe diventato legale uccidere qualcuno d’accordo con il proprio assassinio.
In pratica, salvo casi di minorenni, ubriachi, ritardati, ricattati o minacciati, sarebbe diventato legale uccidere qualcuno d’accordo con il proprio assassinio
Sarebbe stato omicidio solo se la persona è mentalmente minorata o forzata ad essere a dare l’assenso alla sua morte. Altrimenti niente reato.
Secondo i promotori, così com’è la norma penale sull’omicidio del consenziente sono un grande ostacolo all’introduzione dell’Eutanasia legale nel Bel Paese. Non hanno mica torto: il reato esiste per proteggere la società dagli omicidi di persone con intenzioni più o meno suicide (sapete, quella tentazione, in tantissime occasioni, passa).
Quindi, a tutti gli effetti, la legalizzazione dell’omicidio, ancorché di una persona che vuole farsi uccidere. Si tratta, in modo incontrovertibile, del possibile primo passo verso la legalizzazione dell’omicidio tout court. L’assassinio pure e semplice, divenuto lecito – anzi divenuto un diritto, come lo sarebbe diventato il suicidio per mano altrui, cioè l’omicidio del consenziente.
Se pensate che stiamo scherzando, non avete capito niente. O meglio, avete letto solo distrattamente Renovatio 21. O Quantomeno non avete mai sentito parlare di pendìo scivoloso, o di Finestra di Overton, rane bollite, etc.
Sarebbe stato omicidio solo se la persona è mentalmente minorata o forzata ad essere a dare l’assenso alla sua morte. Altrimenti niente reato
Il mondo è pieno di persone che vogliono morire, anche nei modi più atroci. Il mondo è altresì stracolmo di persone con la fregola di uccidere – una volta si imboscavano tra i soldati in guerra, ora qualcuno dice che i casi di infermieri «angeli della morte» o di certi poliziotti sadici sono l’equivalente.
Ad ogni modo, chiunque capisce che l’incontro tra le due categorie è inevitabile. È, tecnicamente, un mercato: si toccano la domanda e l’offerta. Anzi, vi do un’idea per quando l’omocidio consenziente sarà legalizzato (perché sarà legalizzato): lanciate una piattaforma web di incontro tra assassini e suicidi. Codici di sconto. Pagamenti online, con carta di credito, paypallo o anche criptovaluta, con una fee del 10% che va alla piattaforma. Codici di sconto, buoni regalo. Promozioni: «invita a morire un amico». Sconti famiglia: il quarto omicidio è gratis.
Scherziamo, ma fino ad un certo punto. Con l’omicidio consenziente liberato, è inevitabile che spunti un mercimonio onnipresente, quanto legale, della morte. Perché, davvero, c’è tanta gente che non ha voglia di vivere – ed è un tratto saliente del nostro tempo, il tempo della Grande Depressione interiore. E c’è, davvero, tanta gente che non vede l’ora di essere libera di uccidere.
Dite che è fantascienza? Maddeché. Facciamo degli esempi concreti.
Il mondo è pieno di persone che vogliono morire, anche nei modi più atroci. Il mondo è altresì stracolmo di persone con la fregola di uccidere. Chiunque capisce che l’incontro tra le due categorie è inevitabile. È, tecnicamente, un mercato: si toccano la domanda e l’offerta
Anni fa la Germania, civile e felice locomotiva d’Europa, annotò ripetuti episodi di «cannibalismo consenziente».
Il plot è: due si incontrano su un forum apposito (l’embrione della piattaforma di morte a pagamento che vi abbiamo suggerito sopra), in genere uno si vuol far mangiare, l’altro invece desidera la scorpacciata.
Si trovano a casa di uno dei due (immaginate la cortesia e l’ordine teutonici: toc toc. «Ja?» «Guten tag, sono io, der Kannibal» «Guten tag! La stavo aspettando, entri pure, bitte») e poi pare tutta la performance culinaria.
La quale performance culinaria, nel caso dell’antropofago ex informatico dell’esercito federale tedesco Armin Meiwes (detto anche «il cannibale di Rotenburg an der Fulda») ha dettagli solitamente agghiaccianti: il mangiato, l’ingegnere elettronico bisessuale Bernd Jürgen Brandes, venne riempito di antidolorifici, e partecipò alle prime fasi del banchetto. Brandes, infatti, chiese a Meiwes di mutilargli il membro, per poi assaggiarlo come pietanza alimentare.
I due, che si erano conosciuti su un sito segreto e visti a casa di Meiwes, procedettero a cucinare il pene saltandolo con sale e olio, offrendone generosamente anche una parte ai cani del Brandes.
Sì, insomma, autofagia consenziente: non ci avete mai pensato ma c’è anche quella.
Anni fa la Germania, civile e felice locomotiva d’Europa, annotò ripetuti episodi di «cannibalismo consenziente»
Tuttavia la cosa che mi ha sempre disturbato di più è la rivelazione della stampa per cui il Meiwes leggeva un libro di Star Trek mentre attendeva che l’altro si dissanguasse in vasca da bagno. Dopo tre ora, Meiwes baciò Brandes e lo sgozzò. Era consenziente.
Quindi, Meiwes squartò il cadavere del consenziente per metterne le carni in frigo, seppellendo gli scarti nel giardino. Del procedimento di macellazione del consenziente, la Polizei trovò documentazione video. Per oltre dieci mesi, mangiò le carni del Brandes a suo piacimento tirandole fuori dal congelatore. Il morto era consenziente anche per quello, probabilmente, visto che aveva pure espresso il desiderio che fosse creato un posacenere a partire dal suo cranio.
Dopo essere stato arrestato nel 2002 – lo scopersero solo per la soffiata di un giovane austriaco che aveva notato che sul sito era tornato a caccia di carne umana – fu processato di omicidio preterintenzionale, perché, appunto, la vittima era consenziente. Gli avvocati chiesero l’infermità mentale, ma non fu concessa. La condanna fu comunque assai mite: 8 anni. Un tribunale tedesco poi ordinò un appello, che comminò l’ergastolo cambiando l’accusa in omicidio volontario a sfondo sessuale. Venne anche affermata la mancanza di consenso da parte di Brandes. Ma era davvero così?
Meiwes, che in carcere è divenuto vegetariano, ha scritto nella sua autobiografia che in Germania vi sarebbero almeno 800 cannibali. È facile pensare che molti di essi soddisfino la loro immonda pulsioni andando alla ricerca di prede consenzienti.
Un decennio dopo si ebbe il caso di Detlev Guenzel, poliziotto tedesco che uccise e sminuzzò il cadavere di Wojciech Stempniewicz, membro della CDU, il partito democristiano tedesco – particolare che fa riflettere: i democristiani finiscono sempre per farsi mangiare, politicamente e, a questo punto, pure stricto sensu.
I due, come sempre, si erano conosciuti su un sito per feticisti del cannibalismo. Il democristiano sarebbe stato imbavagliato, legato e appeso in cantina, quindi accoltellato e passato con la sega elettrica dal poliziotto. Lo stato dei resti dell’uomo hanno impedito agli inquirenti di ricostruire la morte. Nonostante i sospetti degli inquirenti, nessun segno, tuttavia, può provare che avesse mangiato qualche parte del politico CDU.
Al processo, il difensore di Guenzel insistette sul fatto che la vittima aveva espresso chiaramente il desiderio di morire, «donandosi» così all’entusiasta carnefice. Alla corte è stato detto che Stempniewicz voleva essere assassinato e poi mangiato «per soddisfare i suoi desideri sessuali». Insomma, un altro «consenziente».
Di fatto, ecco che anche a lui fu comminata una prima sentenza piuttosto lieve: anche qui, 8 anni. La Corte federale di giustizia aveva ribaltò il primo verdetto che riteneva troppo indulgente per una condanna per omicidio. A seguito di un nuovo processo iniziato all’inizio di novembre 2013, un tribunale regionale della città orientale di Dresda ha concordato con il verdetto iniziale di non infliggere la pena massima di 15 anni perché la vittima aveva un desiderio di morte – cioè, era consenziente. Guenzel fu quindi condannato a 8 anni e setti mesi. Sentenza inoppugnabile. Immaginiamo, quindi, che oggi il poliziotto assassino di consenziente sia fuori.
Voi dite che stiamo pescando esempi lontani, orripilanti e spettacolosi.
Ma no. I casi in Italia sarebbero già migliaia. Alcuni sono già sotto i riflettori.
La scorsa estate si ipotizzò un caso di omicidio di consenziente in Sicilia. Un ragazzo 26enne, forse triste per non essere riuscito ad entrare in Polizia, venne ritrovato sulla spiaggia ucciso da un colpo della sua arma da fuoco, legalmente detenuta per uso sportivo. Un suicidio, pareva a tutti. Poi però gli inquirenti cambiarono rotta: forse a sparare potrebbe essere stato un amico minorenne, finito quindi indagato per il reato di «omicidio del consenziente». È inutile dire che, se fosse passato il referendum, il suo caso sarebbe stato diverso: se il consenziente vuole essere ucciso, e non è incapacitato nella sua decisione, non c’è omicidio, non c’è reato. Punto.
Ora, il lettore può immaginare quanti cannibali di democristiani, quanti amici assassini salterebbero fuori con la legalizzazione
Ora, il lettore può immaginare quanti cannibali di democristiani, quanti amici assassini salterebbero fuori con la legalizzazione.
È per questo che, vi diciamo, ci dispiace molto della bocciatura della Consulta.
Abbiamo tutti capito qual è la direzione di ogni nazione del mondo moderno: l’Inferno, la costruzione di una società retta da leggi infernali, diaboliche, anticristiche.
Quindi, se l’Italia avesse avviato la legalizzazione dell’omicidio, si sarebbe subito proiettata nel futuro. In Belgio c’è l’eutanasia dei bambini, purché (anche lì…) «consenzienti»? Tssse, in Italia uccidiamo gente a tutte le età. In Olanda, dato 2020, una persona su 25 è morta di eutanasia? Tssse, noi italiani in qualche mese frantumiamo il record neerlandese con il mignolo della mano sinistra.
Abbiamo tutti capito qual è la direzione di ogni nazione del mondo moderno: l’Inferno, la costruzione di una società retta da leggi infernali, diaboliche, anticristiche.
L’Italia, grande laboratorio politico, intuiva il filosofo Augusto Del Noce. L’Italia, diciamo noi, come avanguardia della Necrocultura, il sistema operativo installatosi in ogni nazione del mondo: la Cultura della Morte per cui ogni idea che miri a degradare, pervertire, uccidere, diminuire gli esseri umani deve essere sostenuta e realizzata.
È un grande dolore per chi sogna una slatentizzazione definitiva della Necrocultura. Oggi come oggi, gli omicidi in Italia si possono fare solo con gli aborti e gli espianti di organi su cosiddetta «morte cerebrale»: in ambo in casi si tratta di esseri umani con il cuore che batte, per cui, per quanto mi riguarda, sono omicidi, e sono legali, anzi in alcuni casi sono incoraggiati, e garantiti dal danaro del contribuente, statalizzati. Omicidi di Stato. A frotte. In continuazione. In questo stesso momento.
Tuttavia, pensate a quanta iniziativa privata, come quella che vi abbiamo descritto, si sarebbe liberata con la legalizzazione dell’omicidio del consenziente. La possibile privatizzazione dell’omicidio: e sappiamo quanto al potere italiano piacciano le privatizzazioni.
Pensate che scherziamo. Oppure pensate che, alla fine, si tratterebbe soltanto di una mutazione sociale di poco conto, alla quale, alla fine, ci abitueremo. Di fatto, si faranno uccidere solo vecchi e malati, magari qualche depresso, se ci scappa anche qualche cuore infranto. Facciano quello che vogliono. A noi cosa cambia? Chi sono io per giudicare?
Pensate a quanta iniziativa privata si sarebbe liberata con la legalizzazione dell’omicidio del consenziente. La possibile privatizzazione dell’omicidio: e sappiamo quanto al potere italiano piacciano le privatizzazioni
Vogliamo invece farvi un quadretto ipotetico.
Immaginatevi un’altra emergenza, non più epidemica, ma climatica. I giornali non parlano d’altro, i politici nemmeno – vi ricordiamo, en passant, che la settimana scorsa l’ambientalismo è entrato nella nostra Costituzione, con unanimità pressoché totale del Parlamento e nessun dibattito pubblico sul tema.
Immaginate che comincino a dirvi: l’uragano Tizio, è colpa del cambiamento climatico, lo dicono gli scienziati. La siccità è colpa del cambiamento climatico, fidati della scienza. L’eruzione del vulcano filippino, è colpa del cambiamento climatico, c’è consenso scientifico. Il terremoto, è colpa del cambiamento climatico, lo dice l’ONU. Politici e media ripetono la formula fino all’ipnosi o alla psicosi, come avete visto sono capaci di fare.
Immaginatevi un’altra emergenza, non più epidemica, ma climatica. Ecco che propongono l’eutanasia volontaria di cittadini sorteggiati per ridurre il Climate Change. Magari offrendo un milione in euro digitale e un anno di vita al massimo.
Lo sapete già: «cambiamento climatico» è la foglia di fico che mettono per non dire più una parola che ha stufato, sovrappopolazione. Quindi, accetteremo tutti, come abbiamo accettato la siringa mondiale mRNA, che siamo noi esseri umani la causa del problema e qualcosa va fatto.
Sterilizzazioni di massa? Perché no, sappiamo come si fanno, ne hanno fatte nel secolo scorso negli USA, in Canada, in India…
Ma basterà? No. Un po’ come dicono i fautori della geoingegneria solare (cioè, oscurare il cielo, indomito progetto harvardiano finanziato da Bill Gates), per placare il riscaldamento ridurre la produzione e il consumo non basterà: bisogna agire più attivamente oscurando il sole. Anche qui si dirà: impedire alle future generazioni di nascere, non sarà abbastanza. Bisogna sfoltire già ora il numero dei viventi.
Ecco che propongono l’eutanasia volontaria, o l’omicidio del consenziente. Una parte della popolazione, lo dice la scienza, va sacrificata al cambiamento climatico, come del resto facevano gli antichi.
E quindi, ecco gli incentivi giusti per lasciarsi uccidere – per diventare assassinati consenzienti, parti del «genocidio consenziente» di cui la pandemia è la prova generale
Chi dovrà offrirsi in Olocausto per scongiurare catastrofi e lockdown? Magari i meno bravi. I meno belli. I meno abbienti. I meno allineati. Oppure, no. Qualcosa di più equo, estrazioni randomatiche: sei stato scelto per offrirti in sacrificio per il bene collettivo.
C’è un grosso motivo per cui dovresti accettare: i soldi. Nel tuo wallet elettronico (quello creatosi con il green pass), ti versano un milione in euro digitale, e ti danno un anno per spenderlo prima di acconsentire ad essere terminato. Sono tanti buoni motivi per accettare: c’è quello che si spara finalmente il viaggio in Tailandia che ha sempre sognato, il migliore albergo di Phuket, festoni senza limite. C’è chi vuole lasciare i soldi al figlio piccolo (sempre che abbiano consentito la sua esistenza). C’è chi vuole darli in eredità alla madre malata, sperando di salvarla dall’eutanasia per i tumorati. C’è chi lo fa perché non crede in niente, e qualche decennio in più o in meno nella vita non gli cambia nulla, anzi. C’è chi lo fa invece perché crede nella neochiesa, che promuoverà l’eutanasia climatica come atto d’amore cristiano. C’è chi lo fa perché, semplicemente, obbedisce agli ordini – quanti ne stiamo vedendo oggi…
E quindi, ecco gli incentivi giusti per lasciarsi uccidere – per diventare assassinati consenzienti, parti del «genocidio consenziente» di cui la pandemia è la prova generale.
Gratta la Civiltà, e ci trovi sotto la barbarie. Gratta la vita, e ci trovi sotto la Morte massiva. Gratta la legge naturale, e sotto ci trovi l’Inferno.
Ciò che scrivo qui sopra non è più di tanto frutto di invenzione. Sono oramai conosciuti i casi dei giovani olandesi che fanno una mega-festa prima dell’eutanasia organizzata. Nel documentario Moth («falena»), passato dalla TV di Stato olandese, si vede una ragazza, afflitta da una malattia che non dichiarano, decidere di essere eutanatizzata il giorno del suo 26 compleanno. Seguono immagini di brindisi in discoteca con gli amici. «Vorrei lasciare la vita felicemente. Preferisco farlo a 26 anni piuttosto che a 30 dopo anni di sofferenza».
L’idea che della gente vada a festeggiare qualcuno che stia per lasciarsi uccidere personalmente ci mette in cortocircuito il cervello. Pazienza, forse è un problema nostro: in moltissimi, invece, saranno pronti ad abbracciare la pratica, un nuovo sacramento con le sue celebrazioni collaterali, come le cresime e le prime comunioni.
Abbiamo capito. Renovatio 21 lo ripete spesso. Gratta la Civiltà, e ci trovi sotto la barbarie. Gratta la vita, e ci trovi sotto la Morte massiva. Gratta la legge naturale, e sotto ci trovi l’Inferno.
Ogni omicidio è, in fondo, un sacrificio umano. E cioè il contrario del sacrificio divino, quello di Dio per gli uomini, quello che ha iniziato la Civiltà cristiana ora sul punto di essere rovesciata del tutto
Sì, l’Inferno avanza sulla Terra con la cancellazione della legge naturale. Mai come oggi, con il COVID, ne abbiamo dimostrazione.
La Necrocultura è installata negli Stati e nelle menti degli uomini. Tutto è predisposto perché sia volta legalizzato davvero l’omicidio.
Perché?
Perché ogni omicidio è, in fondo, un sacrificio umano. E cioè il contrario del sacrificio divino, quello di Dio per gli uomini, quello che ha iniziato la Civiltà cristiana ora sul punto di essere rovesciata del tutto.
Secondo voi, questi sacrifici, a chi vengono offerti? E quindi, i nostri padroni, chi stanno servendo?
E quello che la Necrocultura sta facendo – dagli aborti per i topi umanizzati alla predazione degli organi, dagli embrioni sintetici ai vaccini mRNA, dai suicidi medicalizzati alle inesauste minacce di guerra termonucleare – altro non è se il progressivo ritorno del sacrificio umano.
Facciamo un’ultima domanda: secondo voi, questi sacrifici, a chi vengono offerti?
E quindi, i nostri padroni, chi stanno servendo?
Roberto Dal Bosco
Immagine di pandapaco via Deviantart pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 3.0 Unported (CC BY-NC-ND 3.0)
Civiltà
Valpurga e oltre: le origini esoteriche del 1° maggio
Gioisca il cittadino della Repubblica fondata sul lavoro: oggi è la sua festa, evviva evviva.
Eccerto: la Carta semisovietica dello Stato italiano prevede il lavoro come idolo supremo, feticcio religioso da mettere sin nel primo articolo. Poi, certo, lo abbiamo visto gettato alle ortiche col green pass, ma questa è un’altra storia.
Colpisce come pochi conoscano che le origini di quella che è la festa più «laica» immaginabile sono incontrovertibilmente pagano-esoteriche, e ciò non è privo di conseguenze.
Innanzitutto: la notte precedente alla festa del Lavoro è la notte di Valpurga. Su Renovatio 21 negli anni scorsi ne abbiamo parlato ad abundantiam, perché, per quella precisa cifra nordico-occultista tornata in voga in Ucraina dopo che si pensava fosse stata sepolta nel ’45 fra le macerie di Berlino, vi erano quei progetti di attacco militare che Kiev (la città del Monte Calvo…) voleva portare contro la Russia.
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Il nome di questa notte deriva da una santa monaca bavarese vissuta 1300 anni fa, Valpurga di Heidenheim (710–777). La ricorrenza, tuttavia, è molto più antica. In questa notte, i popoli dell’Alta Europa hanno per millenni celebrato la primavera con riti propiziatori, e la festa continua ad essere sentita in un’ampia porzione del continente.
Secondo una tradizione germanica che risale al IV secolo, questa è la notte in cui le streghe, nell’ora del loro massimo potere, escono a ballare e cantare alla Luna con i demoni a far loro compagnia nel sabba più grande.
Il popolo, per tener lontano gli spiriti malvagi, accende falò nei campi e prega per l’intercessione di Santa Valpurga, considerata nemica di pesti, malattie e della stregoneria.
Questa è quindi la notte delle streghe, e ancora oggi in Baviera la chiamano infatti Hexennacht, dove hexen è l’arcaico lemma tedesco per lo stregone e la magia nera – l’inglese moderno mantiene la parola hex per indicare una fattura.
Non tutti sanno che la notte delle streghe in tempi moderni è stata spesso teatro di disordini pubblici, scontri con la polizia e atti di vandalismo, specialmente in Germania e in Isvezia, ma anche nell’apparentemente tranquilissima Finlandia.
In diverse città tedesche, in particolare a Berlino (distretto di Kreuzberg) e Amburgo, la Hexennacht precede tradizionalmente le manifestazioni del 1° maggio. Per decenni, questa notte è stata caratterizzata da rivolte urbane, con lanci di pietre, bottiglie e fuochi d’artificio contro le forze dell’ordine; incendi dolosi, con auto e cassonetti della spazzatura dati alle fiamme come forma di protesta o vandalismo gratuito; scontri tra fazioni, con tensioni tra gruppi di estrema sinistra (come i Black Bloc) e la polizia, spesso con numerosi arresti e feriti tra entrambi i fronti.
In Isvezia In Svezia, la festa di Valborg vede raduni di migliaia di giovani in parchi pubblici (come a Uppsala e Lund). Sebbene non sempre di natura politica, la violenza in questi casi è spesso causata dall’abuso di alcolici e – pensiamo noi – dalla disperazione di una società sazia ma senza Dio e ora invasa catastroficamente da immigrati violenti. Per cui, durante Valpurga, ecco che nelle città svedesi si manifestano risse e aggressioni, con frequenti casi di violenza interpersonale durante i grandi assembramenti notturni, più l’immancabile vandalismo diffuso: danni a proprietà pubbliche e private a seguito dei festeggiamenti nei parchi.
In Finlandia, la Notte di Valpurga è conosciuta come Vappu ed è una delle festività più importanti dell’anno, celebrata il 1° maggio e durante la sua vigilia. Sebbene sia considerata oggi una festa gioiosa simile a un carnevale che unisce studenti e lavoratori, la sua storia e le celebrazioni moderne hanno visto episodi di tensione e incidenti. La polizia interviene regolarmente per sedare scontri fisici, specialmente nei parchi dove migliaia di persone si riuniscono per picnic notturni (come il parco Kaivopuisto a Helsinki)
Nel 2008 a Helsinki una manifestazione chiamata «Free Helsinki» è degenerata in scontri violenti con la polizia, con lancio di bottiglie e 27 arresti. A Turku nel 2016 due uomini sono rimasti gravemente feriti in un accoltellamento durante i festeggiamenti in centro città. A Tampere nel 2024 e nel 2025 la polizia è dovuta intervenire per sciogliere scontri tra manifestanti di opposte fazioni durante marce politiche. A Järvenpää nel 2018: un giovane è stato accoltellato (un vero tentato omicidio) durante la serata della vigilia.
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C’è chi indica riferimenti moderni significativi per Valpurga: il 30 aprile 1966 Anton LaVey scelse questa data simbolica per fondare la Chiesa di Satana. E fu proprio la notte del 30 aprile 1945 Adolfo quella che Hitler decise fosse quella del suo suicidio nel bunkerro a Berlino: frange nazi-esoteriche celebrano la notte anche per questo.
La data oscura per qualche ragione è stata scelta anche dalla fazione opposta. I comunisti, quelli del culto pagano del dio-Lavoro, se ne sono appropriati definitivamente, imponendola al mondo dopo Yalta come festa in cui celebrano la loro religione feticista.
Vale la pena, a questo punto, concentrarsi sul simbolo, sempre più desueto ma ancora ben presente, che sta dietro alla religione del lavoro e alle sue feste: la falce e il martello.
Sebbene la falce e il martello siano universalmente noti come simboli politici dell’unione tra contadini e operai, le loro radici affondano in un immaginario simbolico molto più antico, legato al mito, all’alchimia e (ma guarda) alla massoneria.
Prima di diventare il simbolo dei contadini, la falce era l’attributo principale di Saturno (il Crono dei greci), divinità dell’agricoltura ma anche del Tempo che tutto divora. Saturno, figura legata alla malinconia, è il padre il cui potere è tale da poter divorare i propri figli: immagine perfetta del Moloch sovietico, e spiegazione ultima del suo fallimento.
Julius Evola, che in Rivolta contro il mondo moderno vedeva nell’innalzamento dei simboli dei lavoratori della «quarta casta» una riprova del Kali Yuga, l’era della dissoluzione, deprecava la perdita del senso sacro dei simboli ora tenuti a celebrare solo il lavoro materiale. Evola insisteva sull’aspetto «tellurico», cioè legato alle forze infere, della falce, contrario ai valori «solari» della tradizione aristocratica.
In ambito massonico ed ermetico, la falce è spesso associata alla morte (la «Grande Falciatrice») ma anche alla selezione spirituale, intesa come la capacità di separare il «grano dalla pula» per l’elevazione dell’iniziato. Dietro la patina esoterica, vediamo come anche qui sia chiaro come si tratti di un simbolo mortifero.
Il martello ha pure origini sacre legate a divinità come Efesto o, più risaputamente oggidì, al dio nordico Thor, rappresentando il potere creatore che plasma la materia grezza. In Arti del metallo e alchimia Mircea Eliade indica nel martello lo strumento del fabbro, figura mitologica semidivina che “aiuta la natura” a partorire i metalli. Il martello ha un valore magico e cosmogonico (creatore di mondi)
Tuttavia va notato come per la massoneria il martello costituisce uno degli strumenti fondamentali della loggia (il maglietto). Simboleggia la volontà attiva, l’intelligenza che guida la forza e l’autodisciplina necessaria per «sgrossare la pietra grezza», ovvero perfezionare il proprio spirito, dicono gli apologeti della setta verde.
Nel mondo dell’alchimia, il martello rappresenta il lavoro del fabbro interiore, colui che attraverso il «fuoco» delle passioni e il colpo della coscienza trasforma i metalli vili in oro spirituale. Réné Guénon osservava come il martello, che va fatto risalire al fulmine (vajra) della tradizione vedica, sia stato ridotto nell’evo moderno a mero strumento di produzione materiale e industriale.
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Ne Il regno della quantità e i segni dei tempi, il Guénon accenna al fatto che l’uso di questi simboli da parte di movimenti materialisti sia una forma di «contro-tradizione»: si prendono simboli arcaici e potenti, ma li si svuota della loro dimensione verticale (cioè spirituale) per renderli puramente orizzontali (cioè sociali ed economici).
L’incrocio dei due simboli richiama strutture iconografiche antiche dove strumenti contrapposti indicano una totalità fatta di energia oscura, violenta, assassina. Esotericamente, l’unione dei due strumenti può essere letta come la sintesi tra la forza distruttiva e selettiva (falce) e la forza costruttrice e formatrice (martello), necessaria per l’instaurazione di un nuovo ordine cosmico o sociale. In realtà, è chiaro a tutti come entrambi siano strumenti di lavoro che possano essere concepiti come armi, e il rosso della bandiera lo fa capire ancor di più.
Yevgeny Kamzolkin (1885–1957), l’artista che disegnò il simbolo della falce e del martello per i Soviet per la festa del 1° maggio 1918, non era un rivoluzionario di lunga data ma un pittore legato a circoli artistici influenzati dal misticismo e – pure senza essere legato direttamente alla figura del pittore Nikolaj Roerich (1874-1947), dall’occultismo russo. Membro della società artistica Zhar-tsvet (Fiore di fuoco), si dedicava a una pittura intrisa di elementi spirituali con riferimenti all’egittologia.
Non solo l’autore del simbolo era in odore di esoterismo. Anatolij Lunacharskij, celeberrimo commissario del popolo che approvò il simbolo, era vicino a correnti come i «Cercatori di Dio», che cercavano di fondere il marxismo con una sorta di spiritualità laica.
Insomma: Hitler, il suicida di Valpurga, viene accusato di aver infilato un simbolo esoterico (la svastica, simbolo indoeuropeo apotropaico: su-asti, in sanscrito, significa «è bene») ovunque, dai cacciabombardieri ai cioccolatini. I comunisti non hanno fatto diversamente. I democrion stiani, i liberali, etc., glielo hanno lasciato fare.
Ebbene sì: lo Stato moderno, sincero-democratico, ha le radici nel mondo arcano fatto di streghe e dèi cattivi – di demoni. E il lettore si stupisce? Cosa pensiamo che accada quando lo Stato diviene non-cristiano?
Lo dice il Signore stesso, quando ci parla della «casa vuota». «Quando lo spirito immondo è uscito da un uomo, se ne va per luoghi aridi in cerca di riposo, e non trovandolo, dice: – Tornerò nella mia casa, donde sono uscito. – E quando vi giunge, la trova vuota, spazzata e ornata. Allora va a prendere sette altri spiriti peggiori di lui, i quali v’entrano e vi si stabiliscono, al punto che la condizione ultima di quell’uomo diventa peggiore della prima. Così accadrà anche a questa generazione perversa» (Mt 12, 43-45).
Sì: il 1° maggio è la festa del ritorno dei demoni.
Con tutta la sua simbologia occulta, il suo paganesimo civile esibito, con la celebrazione di una data oscura, la festa del Lavoro si dà come la celebrazione esoterica dello Stato moderno, con tutti i suoi diavoli. Gratti la retorica sindacale, e ci trovi il Male.
Cioè, il Lavoro come teatrino per la distruzione dell’uomo, programmato da chi lo odia da sempre, da chi è omicida sin dal principio.
Il culto dei lavoratori vuole in realtà il loro sterminio. Non ci credete? State a guardare come milioni – miliardi – di lavori saranno falciati, forse tra mesi e non anni, dall’Intelligenza Artificiale e dai robot, e intere società saranno martellate dalla povertà e dalla disperazione.
Poteva andare diversamente, per lo Stato moderno, costruito non su Dio, non sulla Vita, ma sul lavoro?
La civiltà che mette lo strumento sopra l’essere umano, genera giocoforza stragi e devastazioni. Essa cessa di essere una civiltà, diviene anzi l’anti-civiltà, l’impero della Necrocultura – il Regno Sociale di Satana.
Roberto Dal Bosco
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Immagine screenshot da Twitter
Civiltà
Trump: l’Europa si sta autodistruggendo
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The United States cares greatly about the people of Europe and the bonds we share as a civilization. But we want strong allies, not seriously weakened ones. Europe must depart from the culture they’ve created over the last ten years. Otherwise, they will destroy themselves. pic.twitter.com/rNQrd1KojK
— Secretary Marco Rubio (@SecRubio) January 21, 2026
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Civiltà
Orban: Trump comprende il «declino della civiltà» europea
Il primo ministro ungherese Vittorio Orban ha dichiarato che il presidente statunitense Donald Trump comprende perfettamente il declino in atto in Europa.
La nuova Strategia per la Sicurezza Nazionale americana (NSS), resa pubblica la settimana scorsa, contiene una dura critica all’indirizzo politico e culturale dell’Unione Europea: accusa Bruxelles di eccessiva burocrazia, di politiche migratorie destabilizzanti, di «cancellazione della civiltà» e di repressione dell’opposizione, esortando esplicitamente i «partiti patriottici europei» a difendere le libertà democratiche e a celebrare «senza imbarazzi» l’identità nazionale.
«L’America ha una diagnosi lucidissima del declino europeo. Vede il crollo di civiltà contro il quale noi ungheresi combattiamo da quindici anni», ha scritto Orbán giovedì su X.
In carica dal 2010, Orban sostiene da tempo che l’UE stia affondando sotto il peso della stagnazione economica e della pressione migratoria. Propone il modello ungherese – forte sovranità nazionale, confini rigorosamente controllati e valori sociali conservatori – come antidoto alla crisi strutturale del continente.
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Il premier magiaro ha inoltre attaccato la gestione europea del conflitto ucraino, definendo un errore madornale l’interruzione di ogni canale con Mosca e sottolineando che oggi gli Stati Uniti riconoscono la necessità di ristabilire rapporti strategici con la Russia. Orban ha invitato l’Occidente a privilegiare la via diplomatica con il Cremlino invece di continuare a «bruciare miliardi» nella guerra, una linea che coincide con la svolta negoziale impressa da Trump.
Mosca ha salutato con favore diversi passaggi dell’NSS, considerandoli in larga parte coincidenti con la propria visione strategica, e ha lasciato intendere che il documento potrebbe aprire nuove prospettive di cooperazione tra Russia e Stati Uniti.
Nell’UE la reazione è stata invece di netta condanna. L’Alto rappresentante Kaja Kallas ha parlato di «provocazione deliberata». Il presidente del Consiglio Europeo António Costa ha messo in guardia Washington contro «ingerenze nella vita politica europea». Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha definito alcune affermazioni «inaccettabili».
I rapporti tra Stati Uniti e Unione Europea sono ai minimi termini da quando Trump è rientrato alla Casa Bianca a gennaio: i contrasti si sono moltiplicati su commercio, spese per la difesa, regolamentazione digitale e strategia verso l’Ucraina.
Come riportato da Renovatio 21, Trump in settimana ha dichiarato che persone «deboli» guidano un’Europa «in decadenza».
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