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«Geoingegneria solare»: se il New York Times inneggia alle «scie chimiche»

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Renovatio 21 ha spesso riportato le evoluzioni dell’incredibile progetto finanziato da Bill Gates di diminuire la temperatura globale liberando nell’aria particelle di solfato in grado di riflettere i raggi solari.

 

Il progetto, i cui esperimenti erano programmati per quest’anno, ha subito una battuta d’arresto dopo che alcuni enti della Svezia si sono opposti.

 

Epperò l’idea, apprendiamo, è tutt’altro che morta. Se pensavate che esso potesse restare là solo come materiale per i piani del cattivo di un James Bond inedito,  vi sbagliate.

 

«Fingere che il cambiamento climatico possa essere risolto con la sola riduzione delle emissioni è una fantasia pericolosa

È il principale quotidiano del pianeta, il New York Times, a tornare a parlarci del progetto di spruzzare nell’aria sostanze chimiche che oscurino il sole per combattere il cambiamento climatico.

 

Ecco quindi che la settimana passata è apparso un editoriale di David Keith, professore di fisica applicata e di politiche pubbliche ad Harvard, dove ha guidato lo sviluppo del programma di ricerca sull’ingegneria solare dell’università.

 

L’editoriale rappresenta da tanti punti di vista un salto significativo. Ad esempio, è detto apertis verbis che la riduzione delle emissioni non basterà mai. Si tratta, viene detto, di rimediare anche per quelle del passato, in una ridefinizione materiale del clima terrestre tutto. Perché «fingere che il cambiamento climatico possa essere risolto con la sola riduzione delle emissioni è una fantasia pericolosa».

 

Se la religione climatica possiede una sua forma di peccato (l’inquinamento) ha anche una forma di peccato originale – l’impronta climatica di ciascuno di noi, e quella dei nostri antenati. Non basta quindi smettere di peccare: Keith propone di creare impianti tecnologici per affrontare il tema del peccato originale della civiltà.

 

«L’infrastruttura energetica che alimenta la nostra civiltà deve essere ricostruita, sostituendo i combustibili fossili con fonti prive di carbonio come il solare o il nucleare. Ma anche in questo caso, l’azzeramento delle emissioni non raffredderà il pianeta. Questa è una conseguenza diretta del singolo fatto più importante sul cambiamento climatico: il riscaldamento è proporzionale alle emissioni cumulative nell’era industriale».

 

Scontiamo i peccati dei nostri genitori, nonni, bisnonni, trisavoli. Scontiamo il peccato dell’umanità in tutte le generazioni. Scontiamo il peccato climatico di Adamo ed Eva.

 

«Fermare le emissioni smette di peggiorare il clima. Ma riparare il danno, nella misura in cui la riparazione è possibile, richiederà qualcosa di più della semplice riduzione delle emissioni»

Degno di nota è il fatto che il professore dà per scontato l’imposizione delle regole climatiche e l’accettazione da parte della popolazione. Egli è già a guardare più avanti.

 

«L’eliminazione delle emissioni entro il 2050 circa è un obiettivo difficile ma raggiungibile. Supponiamo che sia soddisfatto. Le temperature medie smetteranno di aumentare quando le emissioni cesseranno, ma il raffreddamento richiederà migliaia di anni poiché i gas serra si dissipano lentamente dall’atmosfera».

 

Quindi, si passa alla fase due: la geoingegnerizzazione climatica.

 

«Fermare le emissioni smette di peggiorare il clima. Ma riparare il danno, nella misura in cui la riparazione è possibile, richiederà qualcosa di più della semplice riduzione delle emissioni».

 

«Per raffreddare il pianeta in questo secolo, gli esseri umani devono rimuovere il carbonio dall’aria o utilizzare la geoingegneria solare, una misura temporanea che può ridurre le temperature di picco, le tempeste estreme e altri cambiamenti climatici».

 

Nel sito del Keith Rearch Group vengono dichiarati, alla sezione «Funding», «una serie di doni da parte di Bill Gates attraverso Fund for Innovative Climate and Energy Research». Le FAQ del FICER sono un trionfo dell’excusatio non petita nei riguardi dell’attività e degli interessi del finanziatore Gates.

 

Quindi, la soluzione concreta:

 

«Gli esseri umani potrebbero rendere il pianeta Terra più riflettente aggiungendo minuscole goccioline di acido solforico alla stratosfera dagli aerei, sbiancando le nuvole di basso livello sull’oceano spruzzando sale marino nell’aria o con altri interventi»

«Gli esseri umani potrebbero rendere il pianeta Terra più riflettente aggiungendo minuscole goccioline di acido solforico alla stratosfera dagli aerei, sbiancando le nuvole di basso livello sull’oceano spruzzando sale marino nell’aria o con altri interventi».

 

Assomiglia, in effetti, a quei racconti «complottisti» di quelli che parlano di «scie chimiche». Tanto che queste sono in effetti ben visibili nell’illustrazione che accompagna l’articolo, appena sotto il titolo interrogativo: «Qual’è il modo meno peggio per raffreddare il pianeta?». Ma andiamo oltre.

 

Screenshot dell’articolo sul sito del New York Times, con illustrazione

 

L’alternativa sarebbe quella del processo del Carbon removal, cioè la creazione di impianti industriali che tolgano fisicamente l’anidride carbonica dall’atmosfera. n singolo impianto di cattura del carbonio che occupi un miglio quadrato di terra potrebbe rimuovere un milione di tonnellate di carbonio dall’aria all’anno. Ma costruire e far funzionare queste apparecchiature richiederebbe energia, acciaio e cemento da una catena di approvvigionamento globale» avverte Keith. Il Carbon removal, dice, «avrà bisogno di un’industria enorme». E poi «il problema con queste tecnologie di rimozione del carbonio è che sono intrinsecamente lente perché il carbonio che si è accumulato nell’atmosfera dalla rivoluzione industriale deve essere rimosso tonnellata per tonnellata».

 

Per cui, per il momento, forse è meglio concentrarsi sugli aerei che spargono sostanze chimiche in cielo per oscurare il sole.

 

«Gli ecosistemi dovrebbero essere manipolati usando l’irrigazione, la soppressione degli incendi o piante geneticamente modificate le cui radici sono resistenti alla putrefazione. Questo aiuta ad aumentare l’accumulo di carbonio nei suoli»

«La geoingegneria, d’altra parte, è economica e agisce velocemente, ma non può sgonfiare la bolla di carbonio. È un cerotto, non una cura».

 

Il professor Keith racconta di raccomandare questa cosa dell’acido disperso nell’atmosfera da aerei per oscurare il sole come una tecnica che andrebbe addirittura contro i suoi interessi privati. «Ho fondato Carbon Engineering, una delle aziende più in vista che sviluppa tecnologie per catturare il carbonio direttamente dall’aria e poi pomparlo nel sottosuolo o utilizzarlo per realizzare prodotti che contengono anidride carbonica» confessa l’harvardiano. Gli interessi dell’azienda potrebbero essere danneggiati se la geoingegneria fosse vista come un’opzione accettabile».

 

Vi è quindi un’altra ammissione degna di nota: quella dei limiti della natura.  Bisogna perdere le illusioni nei confronti del tocco salvifico della vegetazione: gli «alberi sono propagandati come una soluzione climatica naturale», tuttavia è inutile raccontarsela: «il raffreddamento così veloce non può essere ottenuto lasciando che la natura scorra liberamente».

 

Con buona pace del cultori del verde, i devoti a Gaia, qui si fa parla – forse nel contesto ambientalista per la prima volta  in maniera esplicita fino all’impudico – di qualcosa che di ecologico non ha niente: la manipolazione degli ecosistemi.

 

«Gli ecosistemi dovrebbero essere manipolati usando l’irrigazione, la soppressione degli incendi o piante geneticamente modificate le cui radici sono resistenti alla putrefazione. Questo aiuta ad aumentare l’accumulo di carbonio nei suoli».

 

«La scala fisica dell’intervento è – per certi versi – piccola. Meno di due milioni di tonnellate di zolfo all’anno iniettate nella stratosfera da una flotta di un centinaio di velivoli ad alta quota rifletterebbero la luce solare e raffredderebbero il pianeta di un grado»

Si tratta di una vera e propria rivoluzione nella materia del pianeta:

 

«Per raffreddare un grado entro la metà del secolo, questa ingegneria ecologica dovrebbe avvenire su una scala paragonabile a quella dell’agricoltura o della silvicoltura globali, causando un profondo sconvolgimento degli ecosistemi naturali e delle persone troppo spesso emarginate che dipendono da loro».

 

Quindi, l’opzione geoingegneria è da tenere in prima fila, perché «potrebbe funzionare». Ed è spiegato in dettaglio come.

 

«La scala fisica dell’intervento è – per certi versi – piccola. Meno di due milioni di tonnellate di zolfo all’anno iniettate nella stratosfera da una flotta di un centinaio di velivoli ad alta quota rifletterebbero la luce solare e raffredderebbero il pianeta di un grado. Lo zolfo cade dalla stratosfera in circa due anni, quindi il raffreddamento è intrinsecamente a breve termine e potrebbe essere regolato in base a decisioni politiche su rischi e benefici».

 

Continua, in un crescendo che lascia a bocca aperta:

 

«Aggiungere due milioni di tonnellate di zolfo all’atmosfera sembra avventato, eppure si tratta solo di circa un ventesimo dell’inquinamento annuale da zolfo causato dai combustibili fossili di oggi».

 

«Le morti per inquinamento atmosferico dovute allo zolfo aggiunto nell’aria sarebbero più che compensate dalla diminuzione del numero di morti per caldo estremo, che sarebbe da 10 a 100 volte maggiore»

Il che significa che l’inquinamento protegge dal sole? Non capiamo Significa che la geoingegneria è, di fatto, inquinamento deliberato?

 

«La geoingegneria potrebbe peggiorare l’inquinamento atmosferico o danneggiare lo strato di ozono globale e sicuramente aggraverà alcuni cambiamenti climatici, rendendo alcune regioni più umide o più secche anche se il mondo si raffredda» ammette il professore, confondendo però sempre più il comune mortale.

 

Tuttavia, teniamo presente che, come sempre nel mondo moderno, c’è un calcolo utilitaristico alle spalle: «sebbene sia limitata, la scienza finora suggerisce che i danni che deriverebbero dall’abbattere di un grado le temperature globali sarebbero piccoli rispetto ai benefici».

 

Capito? Vi saranno stragi, ma sarà un male minore. Sarà il male desiderabile. Il nostro scrive proprio così, nero su bianco.

 

«Le morti per inquinamento atmosferico dovute allo zolfo aggiunto nell’aria sarebbero più che compensate dalla diminuzione del numero di morti per caldo estremo, che sarebbe da 10 a 100 volte maggiore».

 

Geoingegneria e stragi programmate. Riprogrammazione degli ecosistemi e geopolitica, flotte di aerei che iniettano acido nell’atmosfera. Tutto questo scritto sul maggior giornale della Terra

Sì, lo ha scritto sul serio. E non ha finito, perché il nostro sembra conscio del fatto che per un progetto simile ci vuole un accordo geopolitico esteso – qualcosa che assomiglia, pensiamo noi, ad un governo mondiale:

 

«La grande sfida della geoingegneria è geopolitica: quale paese o quali paesi decideranno di iniettare aerosol nell’atmosfera, su quale scala e per quanto tempo? Non esiste un percorso facile verso un processo di governance stabile e legittimo per una tecnologia economica e ad alto rendimento in un mondo instabile».

 

Geoingegneria e stragi programmate. Riprogrammazione degli ecosistemi e geopolitica, flotte di aerei che iniettano acido nell’atmosfera. Tutto questo scritto sul maggior giornale della Terra. Non so voi, ma qui, davanti a cotanta orrorifica sincerità, c’è da spaventarsi.

 

L’elefante nella stanza, mai citato nell’articolo, ha un nome: Bill Gates. Il quale  è, apertamente, il finanziatore degli esperimenti di geoingegneria. È noto come il patron di Microsoft abbia esteso negli ultimi mesi il suo interesse alla questione dell’ambiente e del Climate Change.

 

Gates, sostenitore della riduzione della popolazione e della vaccinazione globale, ha recentemente non solo pubblicato un libro sul clima, ma avuto modo, grazie a Biden, di esporre le sue idee dinanzi a 40 capi di Stato.

 

Ecco che l’idea dell’irrorazione chimica del cielo ha trovato spazio anche all’ONU, che ha cominciato a discuterne apertamente poche settimane fa.

 

Una fantascienza diretta direttamente verso di noi, pagata sulla nostra pelle (sotto la nostra pelle…). Una fantascienza di cui siamo, ancora una volte, cavie. Mentre il mondo tutto diviene il laboratorio di un lager.

Tutto pare andare secondo uno schema predefinito. Anche le battute di arresto, come lo stop venuto dalla Svezia dove dovevano tenersi gli esperimenti, non sembrano fermare questi progetti, per quanto folli possano sembrare.

 

Limitiamoci a ricordare quando, invece che di riscaldamento globale, non troppi anni fa si parlava di «raffreddamento globale».

 

Renovatio 21 ha sottotitolato questo spezzone di un antico programma condotto da Leonard Nimoy, alias il dottor Spock. Quella di Gates e soci, tuttavia, è una fantascienza ben superiore a quella di Star Trek.

 

Una fantascienza diretta direttamente verso di noi, pagata sulla nostra pelle (sotto la nostra pelle…).

 

Una fantascienza di cui siamo, ancora una volte, cavie. Mentre il mondo tutto diviene il laboratorio di un lager.

 

 

 

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Terremoto a Nuova York dopo che un fulmine ha colpito la Statua della libertà

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Un terremoto di magnitudo 4.8 ha rimbombato nel nord-est degli Stati Uniti alle 10:23 di oggi (ora locale), secondo lo United States Geological Survey (USGS), provocando scosse da Filadelfia a Boston e scuotendo gli edifici a Manhattan e in tutti i cinque distretti della Grande Mela. Lo riporta il New York Times.

 

L’USGS. hanno riferito che l’epicentro del terremoto era in Lebanon, N.J., a circa 50 miglia a ovest di New York City, dove piatti di porcellana tintinnavano nei ristoranti e residenti spaventati si precipitavano nelle strade per trovare alberi, automobili e il terreno tremante. Il dipartimento di polizia di Nuova York ha dichiarato di non avere notizie immediate di danni, ma si sono sentite le sirene in tutta la città. Subito dopo diversi aeroporti della costa orientale hanno emesso stop a terra interrompendo il traffico aereo.

 

Il sindaco massone Eric Adams ha dichiarato venerdì mattina in una dichiarazione che la città di Nuova York non ha ricevuto finora alcuna segnalazione di «gravi impatti o lesioni», dichiarando quindi che la città continuerà le ispezioni delle infrastrutture critiche.

 

Più tardi, in una conferenza stampa, l’Adams ha esortato i neoeboraceni a essere consapevoli che potrebbero verificarsi scosse di assestamento, anche se un alto funzionario dell’emergenza per la città ha affermato che la probabilità era «bassa».

 

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«I newyorkesi dovrebbero vivere la loro giornata in modo normale», ha assicurato il venerabile maestro Adams. La Casa Bianca ha affermato che il presidente Biden ha parlato con il governatore Phil Murphy del New Jersey e gli ha detto che la sua amministrazione era in contatto con funzionari statali e locali e che avrebbe fornito assistenza, se necessario.

 

Il capo dei trasporti del Dipartimento di Polizia ha dichiarato su X che non sono stati segnalati danni strutturali all’interno della metropolitana e che non ci sono state interruzioni del servizio a causa del terremoto.

 

Una scossa di assestamento di magnitudo 2.0 – probabilmente troppo debole per essere avvertita da molti – si è verificata vicino a Bedminster, nel Nuovo Jersey, nella tarda mattinata i oggi e potrebbero verificarsi altre piccole scosse.

 

Secondo le previsioni dell’USGS, c’è una probabilità di circa il 3% che una scossa di assestamento più grande. Le scosse di assestamento sono comuni dopo un terremoto e le autorità di New York City hanno avvertito i residenti di prepararsi.

 

 

Mentre la maggior parte dei terremoti nel Nordest degli USA passano inosservati, i neoeboraceni ne hanno avvertiti diversi nel corso degli anni.

 

Un terremoto di magnitudo 2.2 ha scosso parti di Nuova York e del Nuovo Jersey nel maggio dello scorso anno, e un terremoto di magnitudo 3.6 ha scosso la città di Adams Center il mese prima.

 

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Nel 2011, un terremoto di magnitudo 5,8 in Virginia ha portato all’evacuazione del municipio e degli edifici per uffici di Midtown a Manhattan.

 

La città di Nuova York ha aggiunto disposizioni sulla sicurezza antisismica al suo codice edilizio nel 1995, ma la maggior parte del milione di edifici della città sono stati costruiti prima di allora. La città conta più di 100.000 edifici multifamiliari realizzati in mattoni non rinforzati, per lo più costruiti prima degli anni ’30. Secondo la città, questi edifici hanno un rischio maggiore di crollare durante un forte terremoto.

 

Come riportato da Renovatio 21, un grande terremoto ha appena colpito l’isola di Taiwano piegando un gran numero di palazzi. Due anni fa un sisma aveva interessato, con immagini di distruzione annesse, sempre Formosa.

 

Come riportato da Renovatio 21, l’anno passato si è verificato un raro caso di doppio terremoto al confine tra Messico e Stati Uniti. Poco prima, una potente scossa sismica aveva colpito il Giappone centrale, nello specifico prefettura di Ishikawa, uccidendo almeno una persona e ferendone decine. Due mesi prima un terremoto di magnitudine 6.7 ha colpito l’Ecuador e il Perù. Ciò avveniva poche settimane dopo un sisma devastante che aveva portato morte e distruzione in Turchia e Siria. Nel corso del 2022 si erano registrati, in sequenza, oltra ad un terremoto devastatore a Taiwan, uno in Papua Nuova Guinea, uno nella provincia cinese del Sichuan.

 

L’attenzione di molti osservatori americani è tuttavia su di una singolare coincidenza: un serie di fulmini ha colpito il più iconico monumento della grande metropoli americana, la Statua della Libertà, durante una tempesta avutasi il giorno prima del terremoto.

 

Il fotografo Dan Martland ha catturato immagini semplicemente incredibili dell’accaduto.

 

 

Su Twitter abbondano i commenti relativi ad una probabile ira di Dio.

 

In molti inoltre discutono con timore sulla coincidenza dell’eclisse di sole che si avrà nei prossimi giorni in Nordamerica.

 

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Immagine da Twitter di Dan Martland

 

 

 

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Terremoto di magnitudo 7.2 colpisce Taiwan: le immagini

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Poche ore fa un terremoto di magnitudo 7.2 ha colpito la costa orientale di Taiwan, danneggiando edifici e facendo scattare l’allerta tsunami.   Il terremoto ha colpito al largo della costa del Paese di Hualien alle 7:58 ora locale ed è stato avvertito in tutta l’isola, compresa la capitale Taipei, hanno detto i funzionari.   Wu Chien-fu, capo del Centro sismologico dell’Amministrazione meteorologica centrale, ha affermato che si è trattato del terremoto più forte che ha colpito Taiwan dal 1999. Almeno una persona è stata uccisa e più di 50 sono rimaste ferite, ha riferito Reuters, citando i vigili del fuoco di Taiwan. I media locali affermano che alcune persone potrebbero essere ancora intrappolate nelle loro case.   Diversi edifici alti sono parzialmente crollati. In altre regioni il terremoto ha provocato frane. I video pubblicati sui social media mostrano edifici a più piani pericolosamente inclinati su un lato.          

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Il lavoro e le lezioni scolastiche sono stati sospesi a Hualien, così come i servizi ferroviari ad alta velocità in diverse città.   Il terremoto è stato avvertito anche in diverse città della Cina continentale, tra cui Shanghai, secondo il Global Times.   L’allerta tsunami è stata emessa per il Giappone meridionale e le zone settentrionali delle Filippine. L’aeroporto di Naha, a Okinawa, in Giappone, ha sospeso tutti i voli.   L’agenzia di stampa giapponese Kyodo ha riferito che piccoli tsunami hanno raggiunto le isole meridionali di Yonaguni, Ishigaki e Miyako. I servizi meteorologici del paese inizialmente avevano previsto uno tsunami fino a 3 metri, ma successivamente hanno ridotto la proiezione fino a 1 metro.   Come riportato da Renovatio 21, un sisma di magnitudine 6.4 aveva colpito Formosa nel 2022.   Oggi come allora, il Paese è un punto di tensione internazionale, tra le aperte minacce di invasione da parte della Repubblica Popolare Cinese e le manovre della flotta militare americana nell’area.   Taipei aveva vissuto una enigmatica falsa emergenza invasione, propalato dai media, pochi mesi fa.   SOSTIENI RENOVATIO 21
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Il senato di uno Stato americano vieta la geoingegneria delle scie chimiche

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I legislatori dello Stato americano del Tennessee questa settimana hanno approvato un disegno di legge che mira a vietare l’irrorazione di sostanze chimiche nell’atmosfera, una tecnica di manipolazione meteorologica nota generalmente come «geoingegneria», che qualcuno ricollega al tema delle cosiddette «scie chimiche».

 

Lo scorso lunedì, il Senato tennesseano ha approvato la norma SB2 691/HB 2063, che mira a «vietare l’iniezione, il rilascio o la dispersione intenzionale, con qualsiasi mezzo, di sostanze chimiche, composti chimici, sostanze o apparecchi all’interno dei confini di questo Stato nell’atmosfera con il preciso scopo di influenzare la temperatura, il tempo o l’intensità della luce solare».

 

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«L’iniezione, il rilascio o la dispersione intenzionale, con qualsiasi mezzo, di prodotti chimici, composti chimici, sostanze o apparecchi entro i confini di questo Stato nell’atmosfera con lo scopo esplicito di influenzare la temperatura, il tempo o l’intensità della luce solare è vietata» continua il disegno di legge.

 

Secondo il quotidiano locale Nashville Tennessean, la legge SB 2691/HB 2063 «deve ancora avanzare alla Camera».

 

Il governo federale degli Stati Uniti ha anche tacitamente ammesso di impegnarsi nella pratica, denominata Stratospheric Aerosol Injection (SAI), che l’ex direttore della CIA John Brennan descrive come «un metodo per seminare nella stratosfera particelle che possono aiutare a riflettere il calore del sole in più o meno allo stesso modo delle eruzioni vulcaniche».

 

 

«Un programma SAI potrebbe limitare l’aumento della temperatura globale riducendo alcuni rischi associati alle temperature più elevate e fornendo all’economia mondiale più tempo per la transizione dai combustibili fossili. Questo processo è anche relativamente poco costoso», aveva affermato il Brennan durante una conferenza del Council on Foreign Relations.

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Come riportato da Renovatio 21, l’anno scorso scienziati di Oxford avvertirono delle possibili ripercussioni anche ambientali della geoingeneria.

 

Nel 2021 circa 400 scienziati hanno invitato la comunità globale a emanare un «accordo internazionale di non utilizzo» per la geoingegneria solare, ponendo fine all’ulteriore sviluppo della tecnologia «prima che sia troppo tardi». Vi sono stati tuttavia scienziati che hanno spinto pubblicamente per l’implementazione della tecnologia chimico-metereologica in conferenze internazionali, trovando però alcuni colleghi nettamente contrari.

 

Mentre l’ONU può aver aperto al tema parlando di «sofferenze senza fine» a causa del Clima che cambia, è emerso che anche la Casa Bianca di Biden approva l’oscuramento del sole.

 

George Soros in un recente intervento ha parlato concretamente di geoingegneria solare contro il Climate Change da effettuarsi con grandi aerei che spruzzano l’aerosol sui cieli dell’Artico. La proposta di ricongelamento dei poli terrestri tramite sostanze rilasciate in aria è stata espressa anche altrove.

 

Come riportato da Renovatio 21è stato con i danari di Bill Gates che pochi anni fa si preparò un esperimento di oscuramento chimico del sole in Svezia. L’operazione fu alla fine fermata, anche per le proteste delle minoranze lapponi.

 

Tuttavia, il principale scienziato fautore della cosiddetta geoingegneria solare, l’harvardiano David Keith, ha rivendicato la tecnologia di controllo del clima planetario in un lungo editoriale sul New York Times, che esprimeva concetti allucinanti, come l’accettazione della morte di quantità massive di esseri umani a causa delle ricadute delle sostanze chimiche, un male minore rispetto all’apocalisse climatica da egli prospettata.

 

C’è da dire che, contrariamente a quanto si può pensare, tecnologia di controllo del meteo è in realtà vecchia di decenni.

 

Da anni la Cina e gli USA stanno lavorando a tecnologie di controllo del clima che si sospetta abbiano la chiara possibilità di essere utilizzate come armi nei conflitti del futuro.

 

Come riportato da Renovatio 21, anche la UE nelle scorse settimane ha lanciato un avvertimento sull’uso della geoingegneria.

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