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Il meccanismo psicologico della pandemia: dissociazione traumatica, diniego, ipnosi di massa

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Renovatio 21 propone questo video, sottotitolato in italiano da un lettore, della psicologa francese Ariane Bilheran.

 

Diplomata alla Scuola Normale Superiore di Parigi, Ariane Bilheran ha poi aggiunto agli studi classici una formazione in filosofia e psicologia con un dottorato nel campo della psicopatologia. Esercita l’attività di psicologa e insegna psicologia clinica all’Università della Provenza Aix-Marseille. Dirige anche la società Sémiode che offre servizi di consulenza in semiologia e antropologia culturale.

 

Questo è il suo intervento all’assemblea franco-italiana del 29 Gennaio 2022 organizzata come atto di resistenza di intellettuali francesi e italiani per difendere i diritti umani inalienabili e il diritto dei popoli di disporre di sé stessi.


Riportiamo il testo dell’intervento della dottoressa Bilheran.

Con la dissociazione traumatica la psiche dell’individuo si paralizza, resta bloccata e non ha più la capacità di pensare quello che gli succede

 

La dissociazione traumatica è un meccanismo psicologico potente che si instaura quando l’individuo vive un’esperienza di terrore nel caso di una minaccia supposta o reale alla sua propria integrità o quella altrui. Può essere la conseguenza di un’angoscia di morte terribile, per esempio, per sé o per gli altri.

 

Con la dissociazione traumatica la psiche dell’individuo si paralizza, resta bloccata e non ha più la capacità di pensare quello che gli succede.

 

È come una ferita a cielo aperto su cui la psiche cerca di mettere dei cerotti detti meccanismi di difesa, tra cui spicca il famoso diniego.

 

Il diniego è l’incapacità di rappresentarsi una realtà vissuta come insopportabile, come la rappresentazione secondo la quale certi individui al potere possano volere consapevolmente il nostro male

Il diniego è l’incapacità di rappresentarsi una realtà vissuta come insopportabile.

 

Per esempio, per quel che riguarda il nostro argomento, la rappresentazione secondo la quale certi individui al potere possano volere consapevolmente il nostro male.

 

Questa rappresentazione può generare un tal livello di angoscia che l’individuo non può far altro che sopprimerla dal proprio campo del possibile. Ciò non esiste, ciò non può esistere.

 

Il processo è assolutamente incosciente per gli individui, avviene loro malgrado.

 

Il regime totalitario mette in atto tre angosce traumatiche principali: l ‘angoscia di morire, l’angoscia di perdere tutto, e l’angoscia di frammentazione.

 

Esso propone un’ideologia, una credenza illusoria, nella quale l’individuo può credersi al riparo dal dover attraversare queste situazioni, a patto che sia il buon allievo obbediente.

Siccome il diniego ha permesso la paralisi del pensiero, l’individuo è come privato di sé stesso e funziona come un automa

 

Siccome il diniego ha permesso la paralisi del pensiero, l’individuo è come privato di sé stesso e funziona come un automa.

 

Il sistema totalitario occupa allora il terreno della vita psichica dei cittadini con un’altra narrazione delirante: un discorso di certezze che ha risposte per tutto. Big Brother pensa per voi e si prende cura di voi: « non pensate più e andrà tutto bene ».

 

Ecco l’origine del fenomeno che alcuni chiamano l’ipnosi di massa.

 

Senza la dissociazione traumatica e il diniego che è messa come cerotto di fortuna sulla ferita aperta, l’ipnosi suggestiva dei mass-media che veicolano l’ideologia totalitaria, non potrebbe agire con tanta efficacia.

I discorsi paradossali reiterati che inducono la paralisi conducono all’anestesia affettiva

 

I discorsi paradossali reiterati che inducono la paralisi conducono all’anestesia affettiva. In pratica non capiamo più nulla e dunque non riflettiamo più; si è violentati, dunque non si sente più, si è presi in un’illusione, dunque si è privati del proprio giudizio e ciò fino ad entrare nel contagio delirante collettivo, la ripetizione fanatizzata dei discorsi dell’aggressore e la sua difesa idealizzata: è la famosa sindrome di Stoccolma.

 

La potenza del diniego è anche un indicatore dell’intensità del trauma. Si può supporre che questi vissuti traumatici siano delle bombe a scoppio ritardato.

 

La sofferenza psichica è tale che comporterà un numero considerevole di dipendenze, di idee depressive e di comportamenti a rischio, ma anche di atti violenti su se stessi (autodistruzione, suicidi) o su altri (aggressioni), man mano che il discorso dominante del regime totalitario darà prova dei suoi numerosi paradossi che comportano una crescente confusione mentale.

 

La questione che dovrebbe occupare principalmente gli studi di psicopatologia – e sfortunatamente non  è affatto il caso – consiste in quali siano le condizioni per uscire dal diniego.

Si è violentati, dunque non si sente più, si è presi in un’illusione, dunque si è privati del proprio giudizio e ciò fino ad entrare nel contagio delirante collettivo, la ripetizione fanatizzata dei discorsi dell’aggressore e la sua difesa idealizzata: è la famosa sindrome di Stoccolma

 

Proporrò diverse piste.

 

La prima è di non parlare assolutamente della rappresentazione angosciante con chiè nel diniego. Ogni spiegazione frontaleè  destinata a fallire, giacché rafforzerà il diniego.

 

La seconda pista è di permettere all’individuo di prendere le distanze da questa rappresentazione angosciante e dalla sua origine parlando d’altro, approcciando un altro soggetto fuori dal contesto traumatico e ciò al fine di riattivare le funzioni logiche, ricordando la vita di prima del trauma e soprattutto quei punti di riferimento fondamentali, piacevoli e rassicuranti.

 

La terza pista è di provare, nella misura del possibile, di non rompere il legame. Bisogna capire che quando si cerca di convincere qualcuno che è nel diniego, esprimiamo la nostra propria angoscia nell’attesa che le persone si sveglino di fronte a questa deriva totalitaria. Trasmettiamo un sovrappiù di angoscia a un individuo che è già devastato da un eccesso d’angoscia.

La sofferenza psichica è tale che comporterà un numero considerevole di dipendenze, di idee depressive e di comportamenti a rischio, ma anche di atti violenti su se stessi (autodistruzione, suicidi) o su altri (aggressioni)

 

L’uscita dal diniego può essere progressiva o brutale. In quest’ultimo caso è importante di posizionarsi in accompagnamento benevolo poiché i rischi di un crollo psicologico sono concreti.

 

A volte certi individui non escono dal diniego poiché sono invischiati in fatti manipolatori: in particolare la lingua corrotta del regime totalitario che ha tolto loro gli strumenti concettuali per pensare il reale.

 

Il lavoro di decostruzione del reclutamento settario attraverso parola dev’essere intrapreso con pazienza e pedagogia ricordando l’origine delle parole, il senso delle parole, i diversi paradossi usati dal potere totalitario per paralizzare il pensiero.

Un edificio costruito sulla menzogna e sul segreto perverso è destinato a crollare prima o poi

 

È ugualmente indispensabile articolare una cronologia dei fatti e organizzare il pensiero a partire dall’origine: come tutto è cominciato, su che criterio, quale fondamento, che valore, che legittimità , che verità

 

Un edificio costruito sulla menzogna e sul segreto perverso è destinato a crollare prima o poi.

 

Vi ringrazio della vostra attenzione.

 

 

Ariane Bilheran

 

 

 

 

Immagine di KuleshovEvgeniy via Deviantart pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NoDerivs 3.0 Unported (CC BY-ND 3.0)

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Emergenza demenza in Italia e in Europa

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Impennata dei casi di demenza in tutto il mondo, con particolare intensità in Italia e in Europa.

 

Secondo l’OMS la demenza colpisce più di 55 milioni di persone in tutto il mondo, tuttavia l’ente prevede che questo numero salirà a 78 milioni entro il 2030 ea 139 milioni entro il 2050.

 

La demenza è definita da problemi che affliggono il cervello come l’Alzheimer o i postumi di un ictus. I sintomi classici sono l’assenza di memoria, l’alterazione delle funzioni cognitive, l’incapacità di svolgere indipendentemente le attività quotidiane più semplici.

 

Secondo statistiche riportate recentemente dal sito Statista, il numero mondiale di casi di demenza possono raddoppiare nel giro di 30 anni.

 

Secondo l’OCSE in Italia vi potrebbero essere 43 casi di demenza ogni 1.000 abitanti entro il 2050, un aumento di 20 casi rispetto al dato del 2021.

 

Situazione analoga per la Spagna con circa 41 casi ogni 1.000 abitanti; Germania e Francia dovrebbero invece aumentare fino a circa 35 persone ogni 1.000 cittadini.

 

Si tratta di numeri generosi rispetto ad altre statiche uscite mesi fa.

 

Come riportato da Renovatio 21, a inizio anno uno studio intitolato «Global Burden of Disease», pubblicato dalla rivista scientifica Lancet Public Health,  ha fornito foschissime stime previsionali sulla demenza per 204 Paesi.

 

La ricerca ha previsto che il numero di adulti (di età pari o superiore a 40 anni) che convivono con la demenza in tutto il mondo dovrebbe quasi triplicare, da circa 57 milioni nel 2019 a 153 milioni nel 2050, principalmente a causa della crescita della popolazione e dell’invecchiamento della popolazione.

 

Secondo lo studio, in Europa occidentale  il numero di casi di demenza dovrebbe aumentare del 74%, da quasi 8 milioni nel 2019 a quasi 14 milioni nel 2050, con aumenti dei casi in Grecia (45%), Italia (56% ), Finlandia (58%), Svezia (62%) e Germania (65%) Regno Unito (75%).

 

 

 

 

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Morte cerebrale, la Gran Bretagna, potrebbe rivedere gli standard dopo il caso di Baby A

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Renovatio 21 traduce questo articolo di Bioedge. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

 

 

Mai semplice, la morte cerebrale nei bambini del Regno Unito viene esaminata dopo che un bambino di 3 mesi è stato dichiarato «cerebralmente morto» a causa della «cessazione irreversibile del funzionamento del tronco cerebrale», ma ha iniziato a respirare in modo indipendente.

 

Secondo Clare Dyer nel BMJJoe Brierley, un pediatra del Great Ormond Street Hospital, è stato incaricato di studiare l’incidente sorprendente.

 

Il dottor Brierley ha osservato che nella maggior parte dei casi come questo, i bambini che «si sono ripresi» non sono stati esaminati correttamente.

 

Tuttavia, questo non era il caso di Baby A. Il bambino era stato esaminato a fondo, più volte e secondo le migliori pratiche.

 

Forse sta succedendo qualcosa di diverso, come ha spiegato  Brierley nella sua relazione:

 

«…È meno probabile che il tronco cerebrale rispetto alle parti più complesse del cervello venga danneggiato dalla mancanza di ossigeno e dal flusso sanguigno al cervello. Ha scritto: “nelle lesioni cerebrali più gravi causate dalla mancanza di ossigeno e dal flusso sanguigno al cervello, le strutture esterne sono più gravemente colpite, mentre a volte il tronco cerebrale non è gravemente colpito e continua a funzionare normalmente».

 

«Il meccanismo d’azione mediante il quale i bambini diventano “morti cerebrali” di solito non è dovuto a un danno diretto al tronco encefalico, ma a un grave gonfiore del cervello sopra di esso”. Tuttavia, ha osservato che “nei bambini come A, le ossa del cranio non sono fuse, quindi parte del gonfiore può essere affrontato dalle ossa che si divaricano e il cranio si espande”».

 

«In una spiegazione che ha descritto come solo un’ipotesi, ha aggiunto: “la misura in cui parti del tronco cerebrale sono state danneggiate in modo irreversibile e quali parti temporaneamente danneggiate a causa del gonfiore, che alla fine consente il ripristino della funzione, diventa evidente solo nel tempo. Come per ogni bambino che sopravvive alla fase iniziale di una grave lesione cerebrale, l’intera entità del danno può essere valutata solo dopo che il gonfiore e l’infiammazione iniziali sono passati».

 

Per quanto riguarda il bambino A, sebbene avesse iniziato a respirare autonomamente, le sue condizioni continuavano a peggiorare. Il giudice ha raccomandato di sospendere la ventilazione.

 

L’Academy of Medical Royal Colleges sta studiando il caso e sta lavorando a nuove linee guida per la conferma e la diagnosi della morte dei neonati.

 

 

Michael Cook

 

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

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Rifiuto del vaccino, la Fondazione Rockefeller e altre ONG spendono milioni in ricerche di psicologia del comportamento per indurre ad accettare il siero

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

 

La Rockefeller Foundation, la National Science Foundation e altre organizzazioni no profit stanno investendo milioni di dollari in un’iniziativa di ricerca «per aumentare l’adozione dei vaccini COVID-19 e di altre misure di salute pubblica raccomandate contrastando la cattiva informazione e la disinformazione».

 

 

La Rockefeller Foundation, la National Science Foundation (un’agenzia «indipendente» del governo degli Stati Uniti) e altre organizzazioni no profit stanno investendo milioni di dollari in un’iniziativa di ricerca «per aumentare l’adozione dei vaccini COVID-19 e di altre misure raccomandate di salute pubblica contrastando gli errori e disinformazione».

 

In collaborazione con il Social Science Research Council (SSRC), il mese scorso la Rockefeller Foundation ha annunciato un finanziamento di 7,2 milioni di dollari per il progetto Mercury, lanciato inizialmente nel novembre 2021, con lo slogan «Insieme, possiamo costruire un ambiente informativo più sano».

 

I fondi sosterranno 12 team di ricercatori in 17 paesi che condurranno studi su «scienze sociali e comportamentali ambiziose e applicate per combattere la crescente minaccia globale rappresentata dai bassi tassi di vaccinazione COVID-19 e dalla disinformazione e dalla disinformazione della salute pubblica», la Fondazione Rockefeller disse.

 

La Fondazione Rockefeller e la SSRC affermano che lo scopo del Progetto Mercurio, il cui nome deriva dall’antico dio romano dei messaggi e della comunicazione, è quello di rafforzare la salute e la sicurezza pubblica.

 

Tuttavia, alcuni critici hanno descritto il progetto come un progetto basato sulla «propaganda» volta a «spingere» i non vaccinati a farsi vaccinare.

 

 

Creare un «cambiamento comportamentale» rivolgendosi agli scolari e a specifici gruppi socio-economici

Il cambiamento comportamentale è al centro del Mercury Project , che elaborerà borse di ricerca triennali per stimare «gli impatti causali della disinformazione e della disinformazione sugli esiti online e offline nel contesto della pandemia di COVID-19», compresi gli «impatti differenziali tra i gruppi socio-demografici».

 

La ricerca includerà «interventi che prendono di mira i produttori o i consumatori di disinformazione e disinformazione, o che aumentano la fiducia in informazioni affidabili».

 

Alcuni degli «interventi» offerti dalla Fondazione Rockefeller includono «formazione di alfabetizzazione per studenti delle scuole secondarie» per «aiutare gli studenti a identificare la disinformazione sul vaccino COVID-19», «dotare messaggeri fidati di strategie di comunicazione per aumentare la domanda di vaccinazione COVID-19» e «utilizzare social network per condividere messaggi personalizzati e sviluppati dalla comunità per aumentare la domanda di vaccinazione contro il COVID-19».

 

Queste informazioni, secondo la Rockefeller Foundation, «forniranno prove su ciò che funziona – e non funziona – in luoghi specifici e per gruppi specifici per aumentare l’adozione della vaccinazione COVID-19».

 

Ma secondo ZeroHedge, i gruppi di ricerca finanziati dal Mercury Project «stanno operando con l’intento di adattare le narrazioni di vaccinazione per adattarle a diversi background etnici e politici, cercando la chiave delle porte di ogni regno culturale e convincendoli a prendere il colpo».

 

Il progetto utilizza «linguaggio ambiguo e dichiarazioni di intenti» per nascondere almeno in parte lo scopo principale del progetto di «utilizzare elementi di psicologia comportamentale e psicologia di massa per comprendere la resistenza globale ai recenti sforzi di conformità COVID», ha riferito ZeroHedge.

 

 

«Fabbricare un’efficace propaganda COVID» è un «treno di soldi» per ricercatori comportamentali e psicologi

Nel novembre 2021, il Mercury Project ha ricevuto un finanziamento iniziale di 7,5 milioni di dollari da entità tra cui la Rockefeller Foundation, la Robert Wood Johnson Foundation, la Craig Newmark Philanthropies e la Alfred P. Sloan Foundation per applicare «i principi della scienza su larga scala, basata sul team, al problema della domanda di vaccinazione» in un triennio.

 

Ad agosto 2022, queste entità hanno finanziato il Mercury Project per un importo di 10,25 milioni di dollari.

 

A giugno, il progetto ha ricevuto 20 milioni di dollari dalla National Science Foundation per studiare «interventi per aumentare la domanda di vaccinazione COVID-19 e altri comportamenti positivi per la salute».

 

L’ultimo invito a presentare proposte della SSRC, sotto l’egida del Mercury Project, ha ricevuto quasi 200 richieste.

 

Le proposte accettate provengono da ricercatori di paesi tra cui Stati Uniti, Canada, Costa d’Avorio, Inghilterra, Francia, Ghana, Haiti, Kenya, India, Malawi, Messico, Sierra Leone, Spagna, Ruanda e Tanzania.

 

I ricercatori con sede negli Stati Uniti rappresentano istituzioni tra cui Carnegie Mellon, Columbia, Duke, Harvard, MIT, New York University, Rutgers, St. Augustine University, Stanford, UC Berkeley, University of Southern California, University of Chicago, University of Pennsylvania, Università del Michigan, Vanderbilt e Yale.

 

I titoli di alcuni dei progetti più recentemente finanziati dal Mercury Project includono:

 

  • «Una chiamata difficile: impatti della tecnologia mobile sulle (dis)informazioni di COVID-19 e sul processo decisionale sul comportamento protettivo».

 

  • «Aumentare i booster su larga scala: un megastudio per aumentare la vaccinazione su vasta scala».

 

  • «Costruire un kit di strumenti migliore (per combattere la disinformazione): grande progetto collaborativo per confrontare gli interventi di disinformazione».

 

  • «Sfruttare gli influencer per contrastare la disinformazione: soluzioni scalabili nel sud del mondo».

 

  • «Targeting delle reti di disinformazione sanitaria: interventi di trasformazione della rete per ridurre la diffusione della disinformazione sanitaria online».

 

Discutendo a favore dell’importanza della ricerca del progetto, Anna Harvey, presidente della SSRC, ha dichiarato :

 

«Con il COVID-19 diffuso e in rapida evoluzione ovunque, è urgente identificare gli interventi con il potenziale per aumentare l’adozione della vaccinazione».

 

«I vaccini sono efficaci solo se diventano vaccinazioni; i vaccini sono una meraviglia scientifica, ma il loro potenziale non viene realizzato se vengono lasciati sullo scaffale».

 

Descrivendo i beneficiari del progetto Mercury, il dottor Bruce Gellin, capo della strategia globale per la salute pubblica della Fondazione Rockefeller, ha dichiarato:

 

«Le idee di questa coorte iniziale esemplificano la creatività e la visione dietro il progetto Mercury. Vanno ben oltre le soluzioni rapide, con l’obiettivo di identificare soluzioni solide, convenienti e significative che possono essere ampiamente adottate e ridimensionate».

 

«Ci auguriamo che una conoscenza maggiore, migliore e scientifica su ciò che dobbiamo fare porti a una maggiore diffusione di informazioni affidabili e serva da potente contrasto agli effetti della disinformazione e della disinformazione sulla domanda di vaccini».

 

Heather Lanthorn, direttrice del programma del Mercury Project, ha sottolineato l’importanza di sfruttare la comunicazione per raggiungere gli obiettivi di salute pubblica:

 

«Gli ambienti virali, vaccinali e informativi sono tutti in rapida evoluzione, ma ciò non significa che sia impossibile compiere progressi verso risposte più efficaci ed eque».

 

«Finanziando progetti sul campo in tutto il mondo, questo lavoro ci aiuterà a capire cosa funziona, dove e perché, e a identificare nuovi modi per sfruttare il potere della connessione e della comunicazione per far avanzare gli obiettivi di salute pubblica».

 

ZeroHedge, tuttavia, ha ribattuto che dietro tutta la retorica, il fulcro del Mercury Project, c’è «propaganda, propaganda e propaganda» e «la base stessa dell’esistenza del Mercury Project presuppone che non ci si può fidare degli individui per creare i propri menti circa le informazioni a cui sono esposti».

 

L’aspettativa è che gli individui «devono essere modellati per accettare la narrativa tradizionale», ha affermato ZeroHedge, presupponendo che «le informazioni tradizionali o istituzionali siano sempre affidabili e imparziali».

 

«Creare un’efficace propaganda COVID sta diventando un treno di soldi per i piccoli gruppi di ricercatori comportamentali e psicologi che salgono a bordo», ha aggiunto ZeroHedge.

 

 

GAVI: 200 «unità di spinta» globali sono specializzate nell’applicazione delle scienze comportamentali alla vita di tutti i giorni

Il campo delle scienze comportamentali – e un concetto noto come «nudging» [traducibile come «spinta», ndr] – ha avuto un ruolo di primo piano durante gli anni della pandemia di COVID-19 ed è stato ampiamente utilizzato dai governi e dai funzionari della sanità pubblica di tutto il mondo per giustificare restrizioni e contromisure spesso rigorose.

 

Il nudge è stato definito in un libro bestseller del 2008 dall’economista Richard H. Thaler e dallo studioso di diritto Cass R. Sunstein –  Nudge : Improving Decisions About Health, Wealth, and Happiness  [in italiano edito da Feltrinelli con il titolo La spinta gentile, ndr]– come qualcosa che «altera il comportamento delle persone in modo prevedibile senza vietare opzioni o modificando in modo significativo i loro incentivi economici».

 

Thaler e Sunstein hanno presentato il gomitate come una soluzione tecnocratica per questioni politiche complicate che implicano un bisogno percepito di incoraggiare, in «modo volontario», politiche o misure che altrimenti sarebbero impopolari.

 

Il loro lavoro si basava su un articolo del 1974 di due psicologi israeliani, Daniel Kahneman e Amos Tversky, che, come spiegato in un articolo pubblicato da GAVI-The Vaccine Alliance, «ha aperto la strada allo studio delle scorciatoie mentali su cui gli esseri umani fanno affidamento per prendere decisioni, note come euristica».

 

Come riportato in precedenza da The Defender, la Rockefeller Foundation è anche partner e membro del consiglio e donatore di GAVI, insieme al WEF, alla Bill & Melinda Gates Foundation e alla Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health, che ha ospitato l’ Event 201, che ha simulato il diffusione di un coronavirus appena prima dell’effettiva pandemia di COVID-19.

 

Nel 2010, il governo del Regno Unito ha istituito il Behavioral Insights Team, inizialmente all’interno del Cabinet Office del governo, prima di essere scorporato come società privata nel 2014. Un anno dopo, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha emesso un ordine esecutivo per promuovere l’utilizzo delle scienze comportamentali nella definizione delle politiche federali.

 

Secondo GAVI, «a livello globale, ora ci sono più di 200 team, o unità di nudge, specializzati nell’applicazione delle scienze comportamentali alla vita di tutti i giorni».

 

Il COVID-19, e la risposta ad esso, non ha fatto eccezione. Tony Jiang di HRW Healthcare ha descritto i nudge s come «un insieme di strumenti politici che utilizzano intuizioni psicologiche per tentare di motivare le persone ad adottare determinate azioni/comportamenti desiderati, senza dover applicare leggi severe, divieti o punizioni» e come mezzo per «motivare le persone a prendere decisioni responsabili, preservando la libertà individuale».

 

Secondo Jiang, «all’inizio della pandemia, per incoraggiare comportamenti sicuri per il COVID, le spinte comportamentali erano la politica preferita dai governi di Regno Unito, Stati Uniti e Australia».

 

Secondo Jay Van Bavel, professore associato di psicologia alla New York University, «mentre le infezioni da COVID-19 sono cresciute in modo esponenziale nel 2020, gli scienziati comportamentali hanno voluto aiutare. I nudge ha presentato una possibile via per controllare il virus, in particolare in assenza di vaccini e trattamenti basati sull’evidenza».

 

Van Bavel, insieme a Sunstein e altri 40 ricercatori, nel 2020 ha pubblicato un articolo su Nature in cui presenta i modi in cui le scienze comportamentali e le spinte potrebbero contribuire agli sforzi per combattere il COVID-19, anche promuovendo una maggiore fiducia nel governo e combattendo le «teorie del complotto».

 

Come spiegato da GAVI, “poiché gli scienziati hanno appreso di più su come si è diffuso il coronavirus… i governi sapevano cosa volevano che i loro cittadini facessero, ma hanno comunque dovuto pensare attentamente a come incoraggiare le persone a cambiare il loro comportamento. Ecco dove le spinte potrebbero aiutare.

 

Ciò è stato dimostrato, ad esempio, in un documento del governo britannico del 14 marzo 2020 pubblicato circa due settimane prima che il governo del Regno Unito imponesse un blocco a livello nazionale.

 

Il documento presentava il ruolo che avrebbe svolto lo Scientific Advisory Group for Emergencies nel consigliare la risposta del governo del Regno Unito.

 

Il documento faceva riferimento alla pandemia di influenza suina del 2009-2010 e ai consigli che il gruppo consultivo aveva ricevuto all’epoca da un sottogruppo noto come Scientific Pandemic Influenza Group on Behavior and Communications. Questo gruppo è stato riconvocato il 13 febbraio 2020, con un focus esclusivo sulla psicologia comportamentale.

 

Secondo il documento, al gruppo è stato «chiesto di fornire consigli volti ad anticipare e aiutare le persone ad aderire agli interventi raccomandati da esperti medici o epidemiologici», concludendo che il governo del Regno Unito dovrebbe «fornire ragioni chiare e trasparenti per le diverse strategie che potrebbero essere prese».

 

Il gruppo ha consigliato al governo del Regno Unito che «al fine di aumentare la fiducia e l’adesione, gli interventi dovrebbero fornire ragioni chiare e trasparenti per le strategie che sono state e non sono state selezionate… e condurre una rapida ricerca sul modo migliore per aiutare le persone ad aderire le raccomandazioni» suggerendo «comportamenti che riducono il rischio».

 

Anche altri studi nel periodo 2020-2021 hanno evidenziato il potenziale ruolo che il nudging e la psicologia comportamentale potrebbero svolgere in relazione a COVID-19.

 

Ad esempio, uno studio del 2021 ha mostrato che l’invio di messaggi di testo ai pazienti prima delle visite programmate di assistenza primaria ha aumentato le vaccinazioni antinfluenzali del 5%, mentre un altro studio del 2021 ha rilevato che la stessa strategia ha aumentato gli appuntamenti per la vaccinazione COVID-19 del 6% e le vaccinazioni effettive del 3,6%.

 

Ancora un altro studio del 2021 , pubblicato anche su Nature, ha rilevato che «le spinte comportamentali aumentano le vaccinazioni contro il COVID-19», sostenendo che «il superamento dell’esitazione sui vaccini … richiede strategie di comunicazione efficaci» e scoprendo che «indurre sentimenti di appartenenza ai vaccini» può aiutare a realizzare un aumento della captazione del vaccino.

 

La National Science Foundation ha offerto sovvenzioni di 200.000 dollari per la ricerca in questo campo, mentre la SSRC ha anche emesso un invito a presentare proposte, ricevendo 1.300 domande anche se aveva finanziamenti sufficienti per solo 62.

 

Tuttavia, con il progredire della pandemia e quando i dati sulle vaccinazioni alla fine si stabilizzavano, la strategia del nudging ha iniziato a essere messa in discussione.

 

Dena Gromet, direttore esecutivo della Behaviour Change for Good Initiative presso l’Università della Pennsylvania, ha affermato che il nudging è efficace solo se le persone sono già inclini a eseguire l’azione che viene loro ricordata o incoraggiata a eseguire.

 

Il nudging, di conseguenza, è stato soppiantato gli obblighi vaccinali.

 

In effetti, tali «misure più severe» sono state sostenute da Richard Thaler, uno dei creatori del concetto di nudging. In un editoriale del New York Times dell’agosto 2021, Thaler ha chiesto misure più severe per i non vaccinati, compresi i passaporti per i vaccini e l’isolamento, misure che ha descritto come «spingi e infila» invece di nudge.

 

Due studi condotti dai ricercatori del King’s College di Londra hanno anche messo in dubbio l’efficacia del nudging per cambiare comportamenti e atteggiamenti in relazione al COVID-19.

 

In particolare, la pagina dedicata al COVID-19 sul sito web del Behavioral Insights Team, che aveva svolto un ruolo così importante nel consigliare il governo del Regno Unito sulle sue contromisure relative al COVID-19 all’inizio della pandemia, non ha pubblicato un nuovo post da aprile 28, 2021.

 

Tuttavia, alcuni credono che rimanga ancora un ruolo per spingere mentre il mondo entra in una «nuova fase» della pandemia di COVID-19. Tony Jiang ha affermato che «man mano che i mandati si allentano, è necessaria una maggiore dipendenza dalla conformità individuale se vogliamo prevenire epidemie di massa in futuro».

 

«Questo rende il ruolo dei nudge e della scienza comportamentale sempre più cruciale», afferma, suggerendo che in futuro, i nudge possono essere utilizzati per incoraggiare l’uso di mascherine, vaccinazioni e richiami.

 

Jiang ha offerto suggerimenti come mascherine personalizzate che «possono essere più alla moda» e per le vaccinazioni, il potenziale ruolo di «predefiniti», in cui «le persone vengono automaticamente iscritte per ricevere un richiamo e devono deliberatamente annullare l’appuntamento programmato se non lo desiderano ricevuto».

 

 

Michael Nevradakis

Ph.D.

 

 

© 13 settembre 2022, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

 

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