Sotto il segno delle gemelle cinesi

 

 

 

La genetica naturale (tocca chiamarla così, oggi, come la famiglia che è divenuta «famiglia naturale») ci ha regalato in passato – l’eventualità nel presente si previene con un bell’aborto «terapeutico» – tonitruanti casi di gemelline siamesi; l’era della genetica artificiale si apre sotto il segno delle  «gemelle» cinesi, prodotti di laboratorio pensati e realizzati per resistere al virus dell’HIV.

 

O almeno, questa è la notizia schizzata qualche settimana fa su tutti i media e, a prescindere dalla sua dose di corrispondenza al vero, costituisce di per se stessa un passo fondamentale nel catechismo transumanista del vangelo secondo Overton.

 

Siamo affacciati sul precipizio della rivoluzione genetica

«Gemelle» va messo di necessità tra virgolette perché di certo non si tratta di creature omozigote, e non è da escludere che neanche siano eterozigote: grazie alle meraviglie della tecnica nel campo della fecondazione artificiale, potrebbero derivare dall’assemblaggio di patrimoni genetici completamente diversi, avere madri e padri differenti, o persino tre genitori con tre distinti DNA (cioè possedere i mitocondri di un donatore terzo) al caritatevole, cristianissimo grido umanitario di «mai più Charlie!», «mai più Alfie!».

«Fare il bambino con il CRISPR sarà come vaccinarlo» afferma George Church, co-scopritore del CRISPR

 

Perché – ricordiamolo ancora – i due sacrifici umani trasmessi uno dietro l’altro in mondovisione, a questo dovevano servire, a far digerire il disegno riprogenetico secondo cui «artificiale è meglio!»: consente infatti di programmare i dettagli, eliminare i difetti, scegliere i connotati del nascituro. 

 

Nella perfida Albione il triplo DNA è già autorizzato dalla legge, la stessa legge che impone di strappare un bambino malato dalle braccia dei suoi genitori e di ammazzarlo in ospedale nel suo migliore interesse.

Anche l’Arcangelo Gabriele si inchina dinanzi a Cristo Concepito, embrione di Dio

 

Manomissione dell’Albero della Vita

Sta di fatto che c’è grande apprensione per le «gemelle» CRISPR, tutti a strillare, genetisti frankenstein inclusi (invidia?). Non parliamo poi della demenza «cattolica» generalizzata: il bravo «cattolico» si straccia le vesti per l’incerto «benessere» delle fanciulle (saranno felici? godranno di una soddisfacente qualità della vita?), ma non spende una parola – una – per la bestialità della procedura messa in atto, né per le diecine (centinaia?) di embrioni manipolati, usati, scartati, disintegrati, distrutti in cambio delle bambine sintetiche. Come da proverbio cinese, se gli indichi la luna, l’idiota guarda il dito.

 

Con la FIVET (fecondazione in vitro) tradizionale, ovvero con i classici alambicchi permessi e promossi in Italia dalla legge «cattolica» 40/2004, si stimano 20 embrioni sacrificati a fronte di un bimbo in braccio

Facciamo due conti? Con la FIVET (fecondazione in vitro) tradizionale, ovvero con i classici alambicchi permessi e promossi in Italia dalla legge «cattolica» 40/2004, si stimano 20 embrioni sacrificati a fronte di un bimbo in braccio. Ma, visto che qui la tecnica è quella, non ancora rodatissima, del CRISPR-Cas9, il numero di morti è sicuramente superiore alla quarantina canonica.

 

Il CRISP-Cas9 – da tempo ne parliamo – è il procedimento con cui si taglia il DNA, si sostituiscono dei geni (i geni bersaglio) della catena genetica e poi la si ricuce: un’esercitazione di taglio e cucito molecolare per il sollazzo degli stregoni biotecnologici, ma dalle conseguenze tanto imprevedibili quanto devastanti. Siamo di fronte, materialmente, alla manomissione dell’albero della vita e all’oltraggio alla legge della creazione.

 

Dio stesso si è fatto embrione nel grembo della Vergine Maria – Et incarnatus est – ed è esattamente quello del Suo concepimento il momento in cui, recitando il Credo, i fedeli si sono sempre inginocchiati in gesto di somma adorazione, prima che la parodia della messa nuova abolisse, et pour cause, la consuetudine millenaria di preghiera all’embrione di Dio.

He Jiankui al Summit sull’editing del genoma umano

 

Applausi ai fabbricanti di superuomini

He Jiankui, ricercatore nella Southern University of Science and Technology di Shenzen, Cina, ha dunque annunciato, attraverso il suo canale YouTube, la nascita delle due bambine geneticamente modificate. Fisico di formazione, He ha studiato in America, a Stanford, in quella Silicon Valley da cui passa l’innovazione del XXI secolo, quindi esattamente nell’Università che ha dato i natali a Google e che custodisce il brevetto sul DNA ricombinante.

 

Qualche mese fa lo scienziato cinese era a al convegno Human Genome Editing Summit insieme a Jennifer Doudna, la scienziata francese che (studiando, pensate un po’, i batteri dello yogurt) ufficialmente avrebbe scoperto la tecnica CRISPR. Sul podio, trattò di un caso in fieri: con ogni probabilità, contro ogni percezione dei presenti che pensavano stesse parlando di pura teoria, il biofisico cinese si stava riferendo proprio alle gemelline sperimentali.

Una sortita propagandistica serve per sfondare un altro tabù, per far slittare a poco a poco l’impensabile verso il radicale e incanalare una nuova distopia sulla via della comune accettazione

 

Rimane comunque il fatto che potrebbe trattarsi di una storia creata ad arte per abbattere un’altra paratia nel pensiero collettivo mediaticamente plasmato. Non sarebbe la prima volta: ricordiamo ad esempio la sparata del ginecologo-star Severino Antinori, nel 2001, quando annunciò che stava provando a clonare una bambina su commissione della setta ufologica dei Raeliani.

 

Ogni tanto una sortita propagandistica serve per sfondare un altro tabù, per far slittare a poco a poco l’impensabile verso il radicale e incanalare una nuova distopia sulla via della comune accettazione: intanto se ne parla, inconsciamente pian piano la gente la metabolizza, in previsione di digerirla definitivamente.

 

A furia di sentirne blaterare dagli «scienziati», nuovi oracoli della terra senza cielo, nessuno proverà più scandalo per la fornitura su ordinazione di figli à la carte, anzi: applausi ai fabbricanti di esseri umani superiori, di vite finalmente degne per definizione di essere vissute anziché frutto imprevidente del caso cinico e baro. Egoisti quelli che, potendo controllarla, sfidano ancora la sorte non più cieca del terzo millennio. La fabbrica degli umani deve funzionare a pieno regime e sbaragliare la concorrenza della natura.

 

Supercestisti e supersoldati dell’eugenetica cinese

Di certo, la Cina è il paese privilegiato per fare da apripista e tedoforo della rivoluzione riprogenetica. L’eugenetica, da quelle parti, è una parola che suona bene: yousheng, lemma formato dal carattere 优 (yōu) che significa «eccellente, superiore» e da 生 (shēng) che significa «nascere, far nascere, vivere».  volendo, traduciamo pure come «nascita superiore» o «vita superiore». «Supernascita».

 

In mandarino può dirsi «eugenetico» tenere un regime di vita sano a beneficio del nascituro. Non fumare in gravidanza, per esempio, può dirsi yousheng. Siamo geograficamente distanti dagli echi sinistri del Lebensborn germanico, che in Occidente, pur edulcorati, ancora vagamente risuonano.

Perché un paese autocratico come la Cina, affamato di primati e rampante in campo militare, investitore bulimico nell’industria bellica non dovrebbe pensare a rifornire l’Esercito di liberazione del popolo di soldati geneticamente modificati?

 

Decenni di politica del figlio unico – e quindi di pianificazione familiare totale – hanno favorito l’esplodere della riproduzione artificiale e del congelamento di ovuli ed embrioni. Un paese privo di una tradizione cristiana alle spalle (colpa, con probabilità, di quei gesuiti che ora, secoli dopo, tubano con il Partito Comunista Cinese) non ha alcuna remora morale che disturbi le sperimentazioni sulla vita umana.

 

Quindi, ci permettiamo una considerazione di geopolitica militare: un paese autocratico, affamato di primati e rampante in campo militare, investitore bulimico nell’industria bellica – missili, aerei, intelligenza artificiale – non dovrebbe pensare a rifornire l’Esercito di liberazione del popolo di soldati geneticamente modificati?

 

Crediamo davvero che la Cina (come del resto gli USA, le cui forze armate da anni incentivano la conservazione di seme e ovuli nelle famiglie dei militari, e pagano loro la FIVET) non stia pensando, alla yousheng militare, cioè ai suoi «supersoldati»?

Yao Ming e Arnold Schwarzenegger

 

Un’applicazione pionieristica del concetto fa parte della storia sportiva cinese: l’ex cestista NBA Yao Ming, grande campione che parte dalla non vantaggiosissima altezza di 2 metri e 29, è un designer baby di Stato ante litteram, un CRISPR analogico confezionato alla vecchia maniera facendo accoppiare il figlio dell’uomo più alto di Shanghai con una stangona giocatrice di pallacanestro, su caloroso incoraggiamento del Politburo pechinese a caccia, dopo i decenni di nullità sportiva sotto Mao, di blasoni agonistici. I sino-lebensborn del Basket sono conosciuti dal mondo intero. Da qui a fare le bambine resistenti al virus dell’AIDS, la differenza mica è tanta.

 

Con l’AIDS verso l’uomo scimmia

Una parola andrebbe anche spesa sulla supposta «miglioria» di questi bambini artificiali, programmati per essere immuni all’HIV. È interessante rilevare come già altri genetisti – per esempio nella prestigiosa organizzazione inter-universitaria dei corsi online Coursera – abbiano sottolineato come questo tipo di immunità appartenga per natura agli scimpanzé e quanto sarebbe bello trasmetterla agli esseri umani. Sì le scimmie, ancora una volta. Il lettore può capire dove si vuole andare a parare.

 

Il bambino con DNA scimmiesco non contrarrà l’AIDS, il bambino con DNA felino salterà con flessuosa agilità, quello con DNA canino sarà obbediente e fedele. Al bambino con DNA rettile potranno ricrescere gli arti. Fantascienza? Mica tanto

Se lo scimpanzé per sua prerogativa congenita non prende l’AIDS, non è che mettendo un po’ di DNA scimmiesco nel mio bambino lo creo avvantaggiato? Non è che anche questo tabù del figlio OGM deve sparire? Non è che la prole transgenica – prodotta magari su domanda della categoria più esposta all’AIDS, che è quella degli omosessuali, fruitori obbligati della provetta per limiti morfologici – è una succulenta prospettiva da considerare?

 

Ma, se il bambino con DNA scimmiesco non contrarrà l’AIDS, il bambino con DNA felino salterà con flessuosa agilità, quello con DNA canino sarà obbediente e fedele. Al bambino con DNA rettile potranno ricrescere gli arti.

 

Fantascienza? Mica tanto.

 

Ci sono già professoroni che, corredati da interminabili pedigreevanno in giro a promettere la possibilità di produrre esseri umani dalle ossa come quelle di Wolverine, l’eroe indistruttibile dei fumetti: ebbene sì, è stato individuato un gene che rende lo scheletro durissimo, perfino – sul serio – intrapanabile. E perché non desiderare un figlio a prova di frattura? Con quale sollievo lo si manderà a fare discesa libera o a giocare a rugby?

 

In America, la selezione dei bambini con gli occhi azzurri (cioè: si scartano e ammazzano gli altri che alla diagnosi pre-impainto risultano con probabile occhio marrone) è già oggi realtà commerciale.

In America, la selezione dei bambini con gli occhi azzurri (cioè: si scartano e ammazzano gli altri che alla diagnosi pre-impainto risultano con probabile occhio marrone) è già oggi – come apprendiamo da un recente articolo del NYT – realtà commerciale.

 

«Fare il bambino con il CRISPR sarà come vaccinarlo» afferma George Church, co-scopritore del CRISPR, lo scienziato pazzo del MIT di Boston che sostiene, tra un progetto di ricreare il Mammuth e l’altro, di voler creare gli «umani-specchio», cioè esseri sintetici con una biochimica rovesciata rispetto a quella naturale, di modo che nessun virus li possa aggredire.

 

Nel frattempo, la provetta diviene de facto il nuovo vaccino, perfino il più ambito: confezionati in provetta in modo da essere ab origine immuni all’AIDS, al morbillo, alla meningite, al raffreddore, alla gastrite? Cosa volete di più?

 

Screenshot del sito del Fertility Day 2016: procreare con i preservativi? Con la provetta, si può.

Ebetudine genetica cattolica

Credete che la questa campagna mondiale per la vaccinazione, di cui l’Italia è capofila grazie al fu-ministro Lorenzin (che guardacaso partorì due gemelli eterozigoti esattamente 9 mesi dopo aver firmato l’impegno ultravaccinale alla Casa Bianca), non sia propedeutica a questa prospettiva di umanità sintetica? Ricordate la trovata della Lorenzin – per la quale l’intero arco costituzionale pro-life andò in sollucchero – del Fertility Day, che altro non era se non il festival della provetta?

 

La cultura della prevenzione – la stessa, a pensarci, degli «aborti terapeutici» e della contraccezione – mostra il suo vero volto e rivela il suo vero obiettivo: la desessualizzazione della procreazione e la disumanizzazione del creato.

Le pratiche di produzione artificiale di esseri umani uccidono più embrioni dell’aborto, nascondendo la strage dietro la maschera della vita perché ammazzano invisibilmente diecine di fratellini del neonato

 

Ma il repertorio faustiano che abbiamo qui sorvolato – CRISPR, designer-babies, ingegneria genetica militare e borghese (il «diritto!» ad avere un figlio) – e che prolifera al riparo della ebetudine del mondo cattolico, è solo, e tutto, la necessaria conseguenza della FIVET. Le pratiche di produzione artificiale di esseri umani – che uccidono più embrioni dell’abortonascondendo la strage dietro la maschera della vita perché, se ammazzano invisibilmente diecine di fratellini, alla fine magari ti mettono in braccio un neonato – non possono avere altro sbocco se non l’eugenetica totale. Molto, molto oltre quelli che erano i sogni di Himmler.

 

Carlo Casini e Giorgio Napolitano

Orizzonte diabolico cattolico

Il lettore deve capire come questa tutto questo sia arrivato in Italia: con il trenino «cattolico». Ci è arrivato a bordo della legge 40, definita la «Cappella Sistina» del bi-onorevole sultano del MpV Carlo Casini. Quel Carlo Casini che parla della fabbrica di embrioni in alambicco come «minimo etico dello Stato Moderno».

 

Sì, sono i «cattolici» gli autori materiali della legge eugenetica italiana.

 

Rendere palatabile l’umanità sintetica al mondo cattolico è stata la missione delle menti più lucide e diaboliche della DC, quelle che non per niente – forti del rapporto con spezzoni perversi della neochiesa – sono sopravvissute a Tangentopoli e a qualsiasi attacco del laicismo radicale. Hanno lavorato per i Pannella e le Bonino, poi divenuti amici prediletti di Bergoglio. Il continuum democristiano che vuole sdoganare l’uomo artificiale è perfino infiltrato ora nel governo «sovranista»: si veda il famoso question time di Pillon sull’utero in affitto.

L’utero in affitto, appunto: ovvero quello stucchevole babau apparecchiato apposta per sottintendere che, se fatti invece con utero di proprietà, i bambini in provetta vanno benissimo

 

L’utero in affitto, appunto: ovvero quello stucchevole babau apparecchiato apposta per sottintendere che, se fatti invece con utero di proprietà, i bambini in provetta vanno benissimo, e quindi va bene anche selezionarli, scartarli, congelarli. E infatti – fateci caso – si parla sempre, fino alla nausea, di donne sfruttate e mai di embrioni distrutti, manipolati, smembrati.

 

È questo l’orizzonte diabolico della cattolicissima legge 40, pezza d’appoggio normativa per la distrazione della massa devota. Mentre l’altra faccia della lobotomia collettiva voluta dalle alte sfere sono le sceneggiate pubbliche, panem et circenses, come il Family Day, il Fertility Day, e le varie festicciole e sagre affini. 

Le gemelline AIDS-free sono il timido start – affidato a un popolo, come quello cinese, privo di alcun anticorpo morale – del futuro che è già in buona parte presente

 

Non è un caso che dietro a Family Day vi sia lo stesso conglomerato di potere politico-ecclesiastico che mise al governo la signora del Fertility Day Beatrice Lorenzin. Ci sia in prima fila la chiesa, infiltrata nel cuore stesso dei colossi farmaceutici, che incita ai vaccini di massa pur ammettendo che vi sono contenuti pezzi di aborto.

 

Ammetterete che c’è qualcosa che non torna.

 

Davanti a tutto questo, appare abbastanza chiaro cosa significhino le gemelline AIDS-free. Sono il timido start – affidato a un popolo, come quello cinese, privo di alcun anticorpo morale – del futuro che è già in buona parte presente, anche se nessuno se ne accorge: siamo affacciati sul precipizio della rivoluzione genetica.

gli alieni sono già tra di noi.

 

Roberto Dal Bosco

Elisabetta Frezza

 

 

Articolo previamente apparso su Riscossa Cristiana