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Coronavirus e lockdown. I modelli, i test e ora le conseguenze

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Renovatio 21 traduce questo articolo di William F. Engdahl con il consenso dell’autore

 

Renovatio 21 offre la traduzione di questo articolo per dare una informazione a 360º.  Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

 

Dalla fine di gennaio il mondo ha subito cambiamenti sconvolgenti che in molti casi possono essere irreversibili.

 

Abbiamo ceduto il potere decisionale su ogni aspetto della nostra vita al giudizio dei test e alle proiezioni dei modelli computerizzati per il coronavirus scoppiato a Wuhan in Cina, ora soprannominato SARS-CoV-2.

 

Abbiamo ceduto il potere decisionale su ogni aspetto della nostra vita al giudizio dei test e alle proiezioni dei modelli computerizzati per il coronavirus scoppiato a Wuhan in Cina

Con una sorprendente mancanza di trasparenza e controllo, un governo dopo l’altro ha imposto blocchi per le popolazioni sul modello cinese. Sembra che siamo diventati pecore dirette al macello in nome di una scienza corrotta.

 

 

I dubbi modelli COVID

Sono due i modelli principali che vengono utilizzati in Occidente dall’inizio della presunta diffusione del coronavirus in Europa e negli Stati Uniti per “prevedere” e contrastare la diffusione del COVID-19.

 

Uno è stato sviluppato all’Imperial College di Londra. Il secondo è stato sviluppato, con particolare attenzione agli effetti statunitensi, dall’Institute for Health Metrics and Evaluation (IHME) dell’Università di Washington a Seattle, vicino alla casa del fondatore di Microsoft Bill Gates.

 

Con una sorprendente mancanza di trasparenza e controllo, un governo dopo l’altro ha imposto blocchi per le popolazioni sul modello cinese. Sembra che siamo diventati pecore dirette al macello in nome di una scienza corrotta

Ciò che pochi sanno è che entrambi i gruppi devono la loro esistenza ai generosi finanziamenti da parte di una fondazione esentasse che sta per guadagnare miliardi su presunti vaccini e altri farmaci per curare il coronavirus: la Fondazione Bill e Melinda Gates.

 

All’inizio di marzo, il Prof. Neil Ferguson, capo del Centro MRC per l’Analisi Globale sulle Malattie Infettive all’Imperial College di Londra, ha pubblicato un modello ampiamente discusso che prevede che i decessi COVID-19 nel Regno Unito potrebbero raggiungere quota 500.000.

 

Ferguson lavora a stretto contatto con l’OMS. Tale rapporto è stato ritenuto responsabile di una drammatica inversione di rotta da parte del governo del Regno Unito allontanandolo dalla tradizionale politica di salute pubblica volta all’isolamento dei pazienti a rischio, consentendo al contempo alla società e all’economia di funzionare normalmente.

 

Entrambi i gruppi che hanno sviluppato i modelli di diffusione del virus devono la loro esistenza ai generosi finanziamenti da parte di una fondazione esentasse che sta per guadagnare miliardi su presunti vaccini e altri farmaci per curare il coronavirus: la Fondazione Bill e Melinda Gates

Alcuni giorni dopo il blocco del Regno Unito, l’istituto di Ferguson ha, non senza imbarazzo, modificato al ribasso le stime sulla mortalità, diverse volte e in modo significativo. I suoi terribili avvertimenti non si sono avverati e l’economia del Regno Unito, come quella di molti altri paesi del mondo, è entrata in una profonda crisi basata su previsioni gonfiate.

 

Ferguson e i suoi colleghi dell’Imperial College hanno una comprovata esperienza nel prevedere le terribili conseguenze delle malattie.

 

Nel 2002 Ferguson aveva predetto che fino a 50.000 persone nel Regno Unito sarebbero morte per la variante della malattia di Creutzfeldt-Jakob, o «morbo della mucca pazza», probabilmente fino a 150.000 se l’epidemia si fosse estesa alle pecore. Un totale di 178 persone sono state ufficialmente registrate morte per la variante della malattia di Creutzfeldt-Jakob (vCJD).

 

Nel 2005, Ferguson affermò che fino a 200 milioni (!) di persone in tutto il mondo sarebbero state uccise dall’influenza aviaria o H5N1. All’inizio del 2006, l’OMS aveva collegato solo 78 decessi al virus.

Neil Ferguson e il suo team all’Imperial College, oltre ad essere sostenuti dall’OMS, ricevono milioni dalla Fondazione Bill & Melinda Gates. Ferguson dirige il Vaccine Impact Modelling Consortium presso l’Imperial College che vede nell’elenco dei finanziatori la Fondazione Bill & Melinda Gates e la GAVI Alliance, società di vaccini sostenuta da Gates

 

Nel 2009, ancora, il gruppo di Ferguson dell’Imperial College ha informato il governo che l’influenza suina o H1N1 avrebbe probabilmente ucciso 65.000 persone solo nel Regno Unito.

 

Alla fine, l’influenza suina ha causato la morte di 457 persone. Ferguson e i suoi all’Imperial College hanno notoriamente una brutta reputazione nel prevedere le conseguenze di una malattia. Eppure lo stesso gruppo di Ferguson, con l’appoggio dell’OMS, ha fornito i numeri che hanno scatenato il panico e il conseguente blocco deciso dal governo britannico.

 

Ferguson è anche la fonte della «previsione» secondo cui 2,2 milioni di americani sarebbero probabilmente morti se non fosse stato imposto un blocco immediato dell’economia statunitense. Basandosi sul modello di Ferguson, il dott. Anthony Fauci del NIAID ha affrontato il presidente Trump costringendolo a dichiarare l’emergenza sanitaria nazionale.

 

Proprio come nel Regno Unito, una volta iniziato il danno all’economia, il modello di Ferguson in seguito ha ridotto drasticamente le stime di mortalità negli Stati Uniti tra 100.000 e 200.000 morti. In entrambi i casi, negli Stati Uniti e nel Regno Unito, Neil Ferguson ha fatto affidamento su dati del governo cinese, dati che si sono rivelati inattendibili.

 

Ferguson ha fatto affidamento su dati del governo cinese, dati che si sono rivelati inattendibili

Neil Ferguson e il suo team all’Imperial College, oltre ad essere sostenuti dall’OMS, ricevono milioni dalla Fondazione Bill & Melinda Gates. Ferguson dirige il Vaccine Impact Modelling Consortium presso l’Imperial College che vede nell’elenco dei finanziatori la Fondazione Bill & Melinda Gates e la GAVI Alliance, società di vaccini sostenuta da Gates.

 

Dal 2006 al 2018 la Gates Foundation ha investito ben $ 184.872.226,99 per le operazioni di modelling dell’Imperial College di Ferguson.

 

In particolare, la Fondazione Gates ha iniziato a riversare milioni nei prospetti di Ferguson nonostante fosse ben nota la sua catastrofica mancanza di accuratezza, portando alcuni a suggerire che Ferguson sia un’altra operazione di “«scienza su commissione».

 

Università di Washington — Anche Gates…

Più di recente, i modelli di previsione utilizzati per giustificare il blocco senza precedenti negli Stati Uniti sono stati sviluppati presso l’Institute for Health Metrics and Evaluation (IHME) dell’Università di Washington a Seattle.

 

La Fondazione Gates ha iniziato a riversare milioni nei prospetti di Ferguson nonostante fosse ben nota la sua catastrofica mancanza di accuratezza, portando alcuni a suggerire che Ferguson sia un’altra operazione di “«scienza su commissione»

Il suo modello per il COVID-19 prevede decessi e l’uso di risorse ospedaliere come letti di ospedale, posti di terapia intensiva e ventilatori. Alla fine di marzo, il modello dell’IHME ha anche «previsto» fino a 2,2 milioni di americani morti per coronavirus a meno che non venissero imposte drastiche misure di blocco.

 

Il 7 aprile, i modelli IHME hanno ridotto il numero di decessi a 200.000. La loro ultima revisione al ribasso prevede poco più di 60.000 morti. Le revisioni al ribasso, affermano, sono dovute ai dati più recenti.

 

Eppure le proiezioni vistosamente imprecise sono state quelle usate per imporre drammatiche restrizioni sociali ed economiche negli Stati Uniti.

 

Alex Berenson, ex reporter del New York Times, ha messo in dubbio il modello IMHE: «A parte New York, a livello nazionale non c’è stata alcuna crisi del sistema sanitario. In effetti, per dirla tutta, c’è stata una crisi del sistema sanitario, cioè che gli ospedali sono vuoti», ha detto.

Institute for Health Metrics and Evaluation (IHME) ha «previsto» fino a 2,2 milioni di americani morti per coronavirus a meno che non venissero imposte drastiche misure di blocco

 

«Questo è vero in Florida, dove il blocco è arrivato in ritardo, questo è vero nel sud della California, dove il blocco era in anticipo, è vero in Oklahoma, dove non esiste un blocco totale. Non sembra esserci alcuna correlazione tra il blocco e la diffusione più o meno rapida ed estesa dell’epidemia.

 

L’IHME afferma che le sue revisioni sono il risultato dell’entrata in vigore del blocco, anche se occorrerebbero settimane per essere visibili.

 

Come Neil Ferguson all’Imperial College di Londra, l’IHME dell’Università di Washington è un altro progetto della Fondazione Gates. È stato creato nel 2007 con un’importante sovvenzione della Fondazione Bill & Melinda Gates.

 

L’IHME dell’Università di Washington è un altro progetto della Fondazione Gates. È stato creato nel 2007 con un’importante sovvenzione della Fondazione Bill & Melinda Gates

Nel maggio 2015 l’IHME e l’Organizzazione Mondiale della Sanità hanno firmato un importante accordo per condividere i dati utilizzati per prevedere le tendenze della salute mondiale. Quindi, nel 2017 l’IHME ha ottenuto 279 milioni di dollari aggiuntivi dalla Fondazione Gates per espandere il suo lavoro nel prossimo decennio.

 

Tutto ciò oltre a un altro regalo di 210 milioni di dollari nel 2016 da parte della Fondazione Bill & Melinda Gates per finanziare la costruzione di un nuovo edificio per ospitare diverse unità dell’Università di Washington che lavorano sulla salute della popolazione, tra cui l’IHME.

 

In altre parole, l’IHME è stato un elemento cruciale della strategia sanitaria globale di Gates da oltre 13 anni.

 

Ha prodotto modelli altamente gonfiati sulle richieste di ricoveri stato per stato. Queste proiezioni esagerate, da New York alla California e oltre, hanno provocato il caos sull’intero sistema sanitario.

 

I test non sono così affidabili

Quando un modello IHME ha previsto la necessità di 430.000 letti di terapia intensiva negli Stati Uniti a marzo, gli stati sono entrati nel panico, da New York alla California, alla Pennsylvania e oltre.

 

Alla terza settimana di aprile, la realtà era che i letti degli ospedali erano vuoti e un numero imprecisato di altre operazioni era stato cancellato per fare spazio a pazienti COVID 19 che non si sono mai manifestati.

 

 

Test difettosi

La grande varietà di test che dovrebbero confermare la positività al virus SARS-CoV-2 hanno aggiunto un elemento cruciale alla tempesta distopica perfetta che imperversa a livello globale. In poche parole, i test non sono così affidabili.

 

I nostri politici stanno chiudendo con leggerezza intere economie, causando un inconcepibile danno sociale basato su false proiezioni del modello e sulle linee guida fallaci per i test dell’OMS

Un importante laboratorio tedesco ha riferito all’inizio di aprile che, secondo le raccomandazioni dell’OMS, i test del virus COVID-19 sono da considerare positivi, anche se la sequenza target specifica del virus COVID-19 è negativa e solo la sequenza target del coronavirus più generale è positiva.

 

Questo può portare ad altre varianti del coronavirus, come i virus del raffreddore, innescando un falso risultato positivo del test. Ciò significa che si può avere un semplice raffreddore ed essere considerati positivi al Coronavirus. Non c’è da stupirsi che il conteggio degli «infetti» stia esplodendo nelle ultime settimane. Ma cosa significa veramente quel numero?

 

Semplicemente non lo sappiamo. Eppure i nostri politici stanno chiudendo con leggerezza intere economie, causando un inconcepibile danno sociale basato su false proiezioni del modello e sulle linee guida fallaci per i test dell’OMS.

 

In Germania il Robert Koch Institute (RKI), l’agenzia governativa che gestisce le misure per contrastare il COVID-19, ha deliberatamente rifiutato di elencare il numero effettivo giornaliero di persone sottoposte a test nonostante le richieste.

In Germania il Robert Koch Institute (RKI), l’agenzia governativa che gestisce le misure per contrastare il COVID-19, ha deliberatamente rifiutato di elencare il numero effettivo giornaliero di persone sottoposte a test nonostante le richieste

 

Il prof. Christopher Kuhbander, autore di uno studio dettagliato, afferma: «I dati riportati sulle nuove infezioni sopravvalutano in modo drammatico la vera diffusione del Coronavirus. Il rapido aumento di nuove infezioni che si osserva è quasi esclusivamente dovuto al fatto che il numero di test è aumentato rapidamente nel tempo.

 

Quindi, almeno secondo le cifre riportate, in realtà non c’è mai stata una diffusione esponenziale del coronavirus. I dati riportati sulle nuove infezioni nascondono il fatto che il numero di nuove infezioni è diminuito da circa inizio o metà marzo».

 

Tuttavia, la presentazione acritica da parte dei media di infinite statistiche fornite dal capo della RKI ha contribuito a diffondere ansia e paura senza precedenti tra la popolazione tedesca.

 

Il dott. Dan Erickson, medico californiano, ha spiegato le sue osservazioni sul COVID-19 in una conferenza stampa. Ha dichiarato che finora gli ospedali e le unità di terapia intensiva in California e in altri stati sono rimasti in gran parte vuoti.

 

Il dott. Erickson riferisce che i medici di diversi stati USA sono stati “sottoposti a pressioni” per emettere certificati di morte che menzionano il COVID-19, anche se loro stessi non erano d’accordo. In Pennsylvania lo Stato è stato costretto a rimuovere circa 200 decessi per «coronavirus» dopo che l’autopsia del medico ha rivelato la morte per cause preesistenti come malattie cardiache o polmonari.

 

Più emergono fatti reali attorno a questa pandemia e alle sue conseguenze, più diventa chiaro che ci viene ordinato un suicidio economico e sociale sulla base di metodi e informazioni sbagliate

Più emergono fatti reali attorno a questa pandemia e alle sue conseguenze, più diventa chiaro che ci viene ordinato un suicidio economico e sociale sulla base di metodi e informazioni sbagliate.

 

 

William F. Engdahl

 

Traduzione di Alessandra Boni

 

F. William Engdahl è consulente e docente di rischio strategico, ha conseguito una laurea in politica presso la Princeton University ed è un autore di best seller sulle tematiche del petrolio e della geopolitica. È autore, fra gli altri titoli, di Seeds of Destruction: The Hidden Agenda of Genetic Manipulation («Semi della distruzione, l’agenda nascosta della manipolazione genetica»), consultabile anche sul sito globalresearch.ca.

 

Questo articolo, tradotto e pubblicato da Renovatio 21 con il consenso dell’autore, è stato pubblicato in esclusiva per la rivista online New Eastern Outlook e ripubblicato secondo le specifiche richieste.

 

Renovatio 21 offre la traduzione di questo articolo per dare una informazione a 360º.  Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

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Facebook, Twitter, Google: Trump annuncia una class action contro Big Tech sulla censura

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Il presidente Trump ha annunciato di aver intentato una class action contro Google, Facebook e Twitter e i loro amministratori delegati.

 

«In America, riconosciamo la libertà di dire ed esprimere la verità… non ci è concessa dal governo, ci è data da Dio e nessuno dovrebbe avere il potere di togliercela», ha detto Trump alla folla a Bedminster, nel New Jersey.

 

«In America, riconosciamo la libertà di dire ed esprimere la verità… non ci è concessa dal governo, ci è data da Dio e nessuno dovrebbe avere il potere di togliercela»

«Sto presentando un’importante azione legale collettiva contro i colossi della Big Tech tra cui Facebook, Google e Twitter, nonché i loro amministratori delegati quali Mark Zuckerberg, Sundar Pichai e Jack Dorsey».

 

«Chiediamo la fine dello shadow banning, lo stop al silenzio e lo stop al blacklisting, ai ban e alle cancellazioni che tutti conoscete bene».

 

Lo shadow banning è la riduzione nella distribuzione di un contenuto imposta segretamente su un utente dei social: la polemica, prima del COVID, riguardava questa censura algoritmica applicata alle visioni più conservatrici. Con la pandemia e la lotta per le controverse elezioni presidenziali USA 2020, non solo lo shadow banning e il blacklisting (esisterebbero vere e proprie liste di proscrizione di account da cesurare) ma la censura vera e propria sono diventata il pane quotidiano di centinaia di milioni di persone del pianeta: basta non essere allineati con il pensiero unico progressista globale, il bacio della pantofola senile di Biden e soprattutto il confiteor indiscutibile sulla bontà di vaccini e lockdown.

 

Come noto, Trump stesso – un miliardario che è stato eletto pure presidente del più potente Paese della Terra – è ora bandito per sempre dai social. La qualcosa, in tempi normali, avrebbe dell’incredibile.

 

«Sto presentando un’importante azione legale collettiva contro i colossi della Big Tech tra cui Facebook, Google e Twitter, nonché i loro amministratori delegati quali Mark Zuckerberg, Sundar Pichai e Jack Dorsey»

«Stiamo chiedendo alla corte distrettuale degli Stati Uniti, per il distretto meridionale della Florida, di ordinare un arresto immediato alla vergognosa censura illegale del popolo americano da parte delle società di social media» ha rilanciato con determinazione l’ex presidente, aggiungendo che ha chiesto alla corte di imporre danni punitivi.

 

«Sarà una battaglia fondamentale per la difesa del Primo Emendamento. E alla fine, sono fiducioso che otterremo una vittoria storica per la libertà americana e, allo stesso tempo, per la libertà di parola», ha continuato Trump, aggiungendo che sarà «un punto di svolta molto importante per il nostro Paese».

 

Dobbiamo ricordare che Twitter, Facebook e YouTube hanno bandito permanentemente Trump dalle rispettive piattaforme dopo la protesta del Campidoglio del 6 gennaio, sostenendo che il presidente avrebbe «incitato alla violenza», anche se poi i fatti sembrano andare in una direzione diversa da quella della vulgata corrente – compreso un intollerabile oscuramento del dibattito scientifico.

 

Il presidente Trump non è nuovo a queste esternazioni esplicite contro i social media in particolare contro il fondatore di Facebook, come riportato da Renovatio 21.

Oramai i social non sono solo enti di parte, ma veri e propri agenti di una separazione ideologica e biologica nella popolazione, che hanno bene in mente che un segmento della loro utenza potrebbe andare sacrificato per far regnare l’armonia bovina di un Nuovo Ordine Mondiale fatto di popoli mansueti e narcotizzati – e di un oligarcato quindi privo di ogni freno nel controllo del pianeta

 

L’uomo di Nuova York aveva altresì invitato le nazioni della Terra a vietare Facebook e Twitter: «Tutte le voci dovrebbero essere ascoltate». Il giudice della Corte Suprema Clarence Thomas, già noto per i suoi trascorsi non amichevoli con Joe Biden trenta anni fa, ha poi dichiarato che Facebook e Twitter potrebbero essere regolamentati come enti pubblici.

 

Come abbiamo scritto, oramai i social non sono solo enti di parte, ma veri e propri agenti di una separazione ideologica e biologica nella popolazione, che hanno bene in mente che un segmento della loro utenza potrebbe andare sacrificato per far regnare nei loro siti e nei sistemi dei loro padroni – come riportato da Renovatio 21, Facebook ha origini militari… – l’armonia bovina di un Nuovo Ordine Mondiale fatto di popoli mansueti e narcotizzati – e di un oligarcato quindi privo di ogni freno nel controllo del pianeta.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Ci risiamo: Facebook ha bloccato Renovatio 21 un’altra volta. Ecco la guerra contro il Logos

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Ieri notte, abbiamo avuto notizia del fatto che Facebook ha bloccato per l’ennesima volta Renovatio 21.

 

La pagina in questo momento non può essere aggiornata, e ci è stato comunicato pure che già presentava «una distribuzione ridotta» nonché, a causa delle «continue violazioni degli standard della community» le erano state inflitte «altre restrizioni».

 

Ieri notte, abbiamo avuto notizia del fatto che Facebook ha bloccato per l’ennesima volta Renovatio 21.

 

Che ci fosse uno shadow ban (che qui chiamano con eufemismo orwelliano «distribuzione ridotta») ce ne eravamo accorti da un pezzo: il traffico sul sito da Facebook negli ultimi mesi è crollato del 90%

 

Che ci fosse uno shadow ban (che qui chiamano con eufemismo orwelliano «distribuzione ridotta») ce ne eravamo accorti da un pezzo: il traffico sul sito da Facebook negli ultimi mesi è crollato del 90%, e vi basta vedere quanti like e condivisioni abbiamo agli articoli che rinviano a renovatio21.com.

 

Troviamo davvero spassosa la dicitura «altre restrizioni»: in pratica, ci è comminata una condanna che neppure ci viene ben specificata.

 

Siamo ben oltre il kafkiano: non solo non sappiamo bene di cosa siamo stati accusati, non solo non possiamo difenderci: ora pure non sappiamo nemmeno esattamente quale sia la nostra condanna.

 

Siamo ben oltre il kafkiano: non solo non sappiamo bene di cosa siamo stati accusati, non solo non possiamo difenderci: ora pure non sappiamo nemmeno esattamente quale sia la nostra condanna.

In questo, dobbiamo dire, Facebook rappresenta già l’esperimento dei tribunali del futuro, dove la violazione del Pensiero Unico sarà punibile per direttissima, senza giusto processo (uno stupido retaggio di millenni di civiltà giuridica occidentale) con estrema umiliazione del reo – il tutto gestito quasi interamente dalle macchine.

 

Infatti, iersera Facebook ci ha tenuto a ricordare che i sistemi di controllo a cui sono sottoposti i post sono solo in parte umani, e che le nostre proteste (in pratica, schiacci un tasto e che dice «non sono d’accordo») potrebbero non essere visionate, causa COVID-19 dal loro team di Intelligenze Artificiali e di umani.

 

Ad ogni modo, ci è stato comunque accennato, in uno dei messaggi in cui era comunicata la messa al bando, l’ultima violazione (le altre, stranamente, no) era citata: si tratta dell’articolo in cui davamo notizia del fatto che Robert Redfield, l’ex direttore del Centro per il controllo epidemiologico americano (il mitico, onnipotente CDC) accreditava l’idea per cui il virus sarebbe fuggito dal famoso Istituto di virologia di Wuhan.

 

L’ultima violazione citata: l’articolo in cui davamo notizia del fatto che Robert Redfield, l’ex direttore del CDC accreditava l’idea per cui il virus sarebbe fuggito dal famoso Istituto di virologia di Wuhan

Di fatto noi non abbiamo fatto altro che riportare la notizia della CNN

 

Avrete visto l’articolo: abbiamo messo a corredo del pezzo la foto di Redfield che pare ricevere un’occhiataccia da Fauci – abbiamo trovato perfetta questa immagine, anche se datata.

 

Il fatto che si tratti di una notizia riportata da molte altre testate di tutto il pianeta non importa nulla. Di fatto noi non abbiamo fatto altro che riportare la notizia della CNN, il canale che per il mondialismo rappresenta la verità incarnata: «Former CDC director believes virus came from lab in China». «L’ex direttore del CDC ritiene che il virus provenga da un laboratorio in Cina».

 

C’è il video, pure.

 

 

Su certi argomenti, il silenzio deve essere totale. Per esempio, sulle responsabilità della Cina

L’ex capo di una delle più grandi istituzioni virologiche mondiali accredita una teoria considerata di frangia (e Renovatio 21 già è stata punita per averne parlato più di un anno fa). Si tratta quindi di una notizia nel vero senso della parola: come si insegna, la notizia non è mai «cane morde uomo», ma «uomo morde cane».

 

Invece, neppure riportare la CNN è ora consentito. Su certi argomenti, il silenzio deve essere totale. Per esempio, sulle responsabilità della Cina: e capiamo, lo Zuckerberg si è sposato una cinese, per poi imparare il mandarino (sospettiamo che non serva molto in famiglia: i sino-americani parlano per lo più il cantonese) per sfoggiarlo ad eventi nella Cina Comunista e farsi trovare la biografia del presidente cinese Xi Jinping sulla scrivania quando la delegazione diplomatica di Pechino andò a farsi il giretto nella sede californiana di Facebook.

 

Lo Zuckerberg si è sposato una cinese, per poi imparare il mandarino da sfoggiare ad eventi nella Cina Comunista e infine farsi trovare la biografia di Xi Jinping sulla scrivania dalla delegazione diplomatica di Pechino

Ah, se non lo sapete, Facebook in Cina è proibito, anche se esistono in zona Shenzhen uffici-showroom nei quali le industrie cinesi possono interagire con la piattaforma per comprare pubblicità per i profilatissimi mercati occidentali e mondiali in mano al social media.

 

E allora: via la notizia, censura totale non solo sul pezzo in sé, ma su tutto il resto che hai detto e potrai dire: tutta la pagina è bloccata, oscurata. Vedete, anche qui siamo in un sistema giudiziario non-europeo, il sistema giudiziario del futuro: non viene colpito il crimine, ma la persona. L’ideale è la riforma del pensiero, quello che, esattamente, succedeva nella Cina di Mao.

 

Chi dirige Renovatio 21 ha il tesserino dell’Ordine dei Giornalisti da 16 anni secchi. Si tratta, voi capite, anche di un’offesa professionale non di poco conto.

 

Uno già dovrebbe sbigottito e offeso da tutto questo. Poi però si scopre (scusate, ci si ricorda: non è la prima volta) che mica finisce lì: ecco che Facebook comunica che l’utente stesso per tre giorni non può commentare né postare né mettere like (!) in nessun contenuto di Facebook. Né nelle bacheche dei suoi amici, né nelle foto dei suoi nipotini, né alle comunicazioni (nel caso vi fossero) dei suoi rappresentati, né a commenti di persone che poniamo li stiano diffamando, e neppure cancellare commenti di altri con il rischio che questo comporta.

Siamo in un sistema giudiziario non-europeo, il sistema giudiziario del futuro: non viene colpito il crimine, ma la persona. L’ideale è la riforma del pensiero, quello che, esattamente, succedeva nella Cina di Mao

 

Facebook rappresenta già l’esperimento dei tribunali del futuro, dove la violazione del Pensiero Unico sarà punibile per direttissima, senza giusto processo (uno stupido retaggio di millenni di civiltà giuridica occidentale) con estrema umiliazione del reo – il tutto gestito quasi interamente dalle macchine

 

Se l’utente colpito gestisse un eCommerce, o avesse un’attività di social media management (cioè, tiene per lavoro pagine di aziende), immaginate a quale danno andiamo incontro.

 

Si tratta di una condanna al silenzio che definiamo pericolosa non solo idealmente, ma soprattutto materialmente.

 

Si tratta di un’ingiustizia indegna del consorzio umano in generale. Anche se sono in «casa tua» (come sostengono i «debunker» più o meno pidioti che fanno il tifo per la censura elettronica), non mi puoi mettere il bavaglio, o chiudermi in una stanza per non farmi parlare con gli altri invitati. E, attenzione, la metafora della casa e degli invitati è profondamente sbagliata: noi tutti paghiamo per stare su Facebook, paghiamo con il petrolio del XXI secolo, i nostri dati. Accettando di entrare in Facebook, noi di fatto paghiamo con le informazioni sulla nostra esistenza, che vengono impacchettate e vendute come pubblicità a qualcuno – ricordate sempre il dogma del consumatore nella nuova economia, «se è gratis il prodotto sei tu».

 

Gli ebeti che dicono «ma Facebook è privato, siete liberi di scegliere un altro social network» ricordiamo la storia di Parler, il social conservatore che, una volta capito che minacciava davvero Twitter e pure Facebook attraendo l’esodo degli utenti esasperati dai soprusi dei grandi social,  è stato depiattaformato dal cartello di Big Tech: tolto dall’Apple Store e dall’Android Store (che significa: eliminato da tutti i telefonini della terra) e poi addirittura cancellato dai server dove il sito girava – server che erano di un altro monopolista mondiale del settore, Amazon.

 

Ci riserviamo di reagire in qualche modo, perché, ribadiamo, la cosa danneggia noi e tutti: bloccare la circolazione delle notizie non solo lede i diritti costituzionali, ma pure libertà ancora più fondamentali di cui dovrebbe godere la società. Abbiamo pubblicato già diversi articoli di Children Health Defense, di cui siamo autorizzati a distribuire le traduzioni, dando conto della querela a Facebook che sta portando avanti Robert Kennedy jr., al quale hanno chiuso pure la pagina di Instagram (per chi non lo sapesse: come Whatsapp, un’altra proprietà di Facebook) senza preavviso pochi giorni fa.

 

Nel frattempo, vi chiediamo di seguirci sul nostro canale Telegram.

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A breve sarà approntata anche la newsletter di Renovatio 21, e il sito subirà un restyling: ci stiamo mettendo tanto non solo per il costo, ma anche perché in un altro segno eccezionale dei nostri tempi, ben due webmaster hanno negato la loro collaborazione (retribuita, ovviamente) per «incompatibilità con i valori aziendali» delle loro partite IVA con i contenuti nel sito. Abbiamo pensato che se si fosse trattato di un sito con video pornografici, probabilmente non avremo avuto problemi.

Questa censura, come tutte le altre (vogliamo ricordare che anche il presidente Trump è bandito dai social ad vitam?) sono già indice di una strategia terrificante. In queste azioni non esiste, infatti, nemmeno l’ombra di un’idea di compromesso

 

Per cui, stiamo facendo tutto da soli. Dateci tempo, non riceviamo danaro da questo sforzo immenso che è diventato Renovatio 21, una testata che pubblica articoli (che riteniamo fondamentali) ogni giorno che manda in terra e che ha in archivio qualcosa come 2.000 pezzi, per lo più scritti in questo ultimo anno di follia, dove i media tradizionali, e il loro corollario di partiti falsamente anti-sistema con i loro onorevoli influencer su social e TV, hanno perso ogni credibilità residua.

 

Abbiate pazienza, restate con noi, magari evitando il social di Zuckerberg: fate la fatica di controllare i nuovi contenuti sul nostro sito ogni giorno, perché avete capito che Facebook quei contenuti non ve li distribuirà più, o se lo farà ve li filtrerà, di modo che vediate solo quella parte del mondo che interessa a loro – cioè, al sistema unico che si sta impadronendo della mente del mondo.

 

Non crediate che saranno tempi facili: questa censura, come tutte le altre (vogliamo ricordare che anche il presidente Trump è bandito dai social ad vitam?) sono già indice di una strategia terrificante. In queste azioni non esiste, infatti, nemmeno l’ombra di un’idea di compromesso.

 

Un tempo si facevano prodotti mass-market: doveva andare bene a tutti, si sceglieva una via di mezzo nelle cose, le aziende (e i partiti…) non ci tenevano a insultare o molestare chi non comprava il loro prodotto, anzi, questi andavano blanditi, sedotti, strappati alla concorrenza… convertiti, è la parola giusta, oramai desueta anche per la religione della conversione per eccellenza, il Cattolicesimo romano, con i suoi millenni perduti di missionari e martiri.

Qui si va in cerca dell’annientamento dell’altro: perché fanno il calcolo, e hanno tutti i dati per farlo  e capiscono che possono andare avanti anche senza la minoranza di facinorosi che mettono in dubbio la narrazione principale

 

No, qui si va in cerca dell’annientamento dell’altro. Il perché è semplice: fanno il calcolo, e hanno tutti i dati per farlo (hanno, grazie ai Big Data e agli algoritmi, la profilazione psico-sociale ed economica perfetta di ognuno di voi) e capiscono che possono andare avanti anche senza la minoranza di facinorosi che mettono in dubbio la narrazione principale.

 

Il pericolo esistenziale di persone che pongono questioni val bene la loro segregazione e la perdita dei loro danari – accettano che non diventino clienti, possono tranquillamente, grazie al calcolo, rinunciare ai loro soldi. Perché possono continuare, e bene, con tutti gli altri utenti soddisfatti: quelli che si bevono le storie della TV, dei giornaloni e degli algoritmi, quelli che fanno la fila per vaccinarsi, quelli che non mettono in discussione le mascherine anche in casa, quelli a cui magari la pandemia ha slatentizzato la cattiveria. Sono gli stessi, spesso, la cui narcotica tranquillità è stata aiutata dal fatto che in questo anno mostruoso loro, a differenza di molti comuni mortali, lo stipendio lo hanno portato a casa. Con i loro soldi, e con il loro consenso, i social, i media, le aziende, i partiti, i governi, possono andare avanti indefinitamente.

 

L’altra fetta della popolazione – la nostra – è divenuta sacrificabile

Ragionateci: l’altra fetta della popolazione, quindi, è divenuta sacrificabile.

 

Questa, signori, è la ricetta per una guerra civile, legale, economica, cognitiva. Che, di fatto, è già in atto.

 

Da cristiani, lo sapevamo già: se sopprimi il Logos, cosa pensi di ottenere?

Da cristiani, lo sapevamo già: se sopprimi il Logos, cosa pensi di ottenere? Se strozzi la parola, la razionalità umana, come puoi pensare che non ne uscirà un’irrazionalità bestiale?

 

Se strozzi la parola, la razionalità umana, come puoi pensare che non ne uscirà un’irrazionalità bestiale?

 

Che sia quello che in realtà vogliono veramente?

 

 

 

 

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5G

5G, tatuaggi a distanza. Quando i vaccini?

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Come parte di una trovata di marketing per le telecomunicazioni T-Mobile Netherlands, la bella conduttrice televisiva olandese Stijn Fransen si è fatta tatuare in modo speciale:  il tatuatore operava a distanza attraverso l’uso di un robot abilitato dal 5G.

 

Il tatuatore Wes Thomas ha tatuato la Fransen da remoto attraverso l’uso di un braccio robotico che ha utilizzava il machine learning per apprendere la posizione del braccio della Fransen e mappare la posizione sul suo corpo.

 

Il tatuatore Wes Thomas ha tatuato la Fransen da remoto attraverso l’uso di un braccio robotico che ha utilizzava il machine learning

Il robot è stato costruito e programmato dal tecnologo londinese Noel Drew per diverse settimane.

 

«Ogni parte della costruzione è stata presa in considerazione e appositamente acquistata o progettata, sviluppata e fabbricata internamente da zero», ha detto Drew alla rivista PCMag.

 

«Molte zucche sono state danneggiate nel ciclo di prova prima che fossero raffinate e pronte per la realtà», ha detto Drew, sottintendendo di aver testato l’hardware su verdure prima di provarlo sulla signora neerlandese.

 

Non possiamo non pensare alla commistione «5G+aghi» sottointesa dall’ora ministro Colao in una video-intervista

«Era così incredibilmente calma su tutta la faccenda», ha detto l’ingegnere a proposito della Fransen. Fortunatamente, secondo il tecnologo, c’erano sistemi di sicurezza «in tutto il progetto». Un potenziometro ha monitorato la superficie del braccio di Fransen, ad esempio, per assicurarsi che l’ago non entrasse troppo in profondità.

 

Nessuno si è fatto male durante l’esperienza, tuttavia non possiamo non pensare alla commistione «5G+aghi» sottointesa dall’ora ministro Colao in una video-intervista all’Università, in cui asseriva chiaramente il ruolo del 5G per la distribuzione di medicine a distanza.

 

L’ex CEO di Vodafone ora in forze al governo Draghi parlava di ««sistemi medici [per] avere in tempo reale le condizioni di una persona e iniettare o magari rilasciare una sostanza medica che è necessaria per le condizioni della salute… cioè si potrà fare tutto in remoto quasi istantaneamente»

 

 

Con un sistema robotico simile, abilitato dalla banda e dalla velocità del 5G, potrebbe, per esempio, non esserci più bisogni di personale vaccinatore: un chiosco con braccio robotico e via

Con un sistema robotico simile, abilitato dalla banda e dalla velocità del 5G, potrebbe, per esempio, non esserci più bisogni di personale vaccinatore: un chiosco con braccio robotico e via.

 

Oppure ancora più a fondo: in qualsiasi abitazione, anche sul cucuzzolo di una montagna non raggiunto dai cavi in fibra, ecco che ognuno potrà disporre di un dispositivo domestico pronto a dispensare farmaci – come quelli visti in The Giver-Il mondo di Jonas – o, perché no, richiami vaccinali.

 

L’idea alla base di Theranos, la startup poi rivelatasi la truffa più cocente della storia della Silicon Valley, era di fatto la medesima: un apparecchio domestico in grado di fornire assistenza medica domestica continua attraverso la lettura delle analisi del sangue.

 

 

 

 

 

 

Immagine screenshot da Youtube

 

 

 

 

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