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Bioetica

Alfie e l’invasione degli ultracorpi

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Paradigma di sterminio e sostituzione dell’essere umano

La sorte di Alfie Evans da Liverpool non differisce da quella dei tantissimi innocenti condannati a morte dai burocrati becchini affacendati giorno e notte a servire il sistema di potere transnazionale che a grandi passi si sta impadronendo dei consessi umani e, una a una, delle nostre vite.

 

Questo sistema di potere è un’idra vorace che si sforza di apparire in pubblico nella veste rassicurante di sommo tutore del «miglior interesse» delle sue vittime: indossa la maschera beffarda che molti suoi lacchè – chierici e laici – sono accorsi a loro volta ad acquistare al mercato delle idee false e vincenti nel tempo delle «verità» capovolte, onde incassare tutte le prebende del caso.

 

La cupola felicemente unita sotto la ragione sociale di una grande impresa funebre dispone a piacimento dei corpi e dei cervelli della massa turlupinata e offesa, ridotta ad accettare il suo stesso sterminio con le buone o con le cattive. E tutti noi ci scopriamo spettatori impotenti e indifesi di una trama ordita altrove, che sta già catturando anche i figli di un’Italia piegata ai venti che soffiano impetuosi da nord.

Le DAT sono state confezionate apposta per assicurare all’Italia  un luminoso futuro di «accompagnamento» degli improduttivi alla dolce morte massiva

 

Forse non ci siamo ancora resi conto che quell’Alfie per cui ci siamo indignati e prodigati e per cui abbiamo pianto tutte le nostre lacrime non è una triste prerogativa della perfida Albione, perché, mentre l’Italia per bene trepidava per lui, i dipendenti nostrani della cupola di cui sopra ben sapevano che l’humus culturale e la rete normativa erano già stesi anche in casa nostra, pronti per regalarci domani, grazie allo squarcio aperto contra legem a suo tempo dalla povera Eluana, la schiera italica di martiri giustiziati, finalmente anche qui, a norma di legge.

 

Le DAT sono state confezionate apposta in fretta e furia da un parlamento (appunto) in articulo mortis, per assicurare all’Italia – ex culla del diritto e centro della ex cristianità – un luminoso futuro di «accompagnamento» degli improduttivi alla dolce morte massiva, segnando un altro fondamentale passo avanti verso la totale reificazione dell’essere umano.

 

Ma nessuno spiega quale sia e a che punto sia il definitivo cambio di paradigma, teorico e pratico, che punta a travolgere e stravolgere l’ordine della creazione, la concezione stessa dell’uomo e della sua natura spirituale, a beneficio della massa telecomandata già rapinata del suo Dio.

 

Proviamo a farlo noi.

 

Perché non si tratta solo dell’eliminazione dell’essere umano, ma – per quanto incredibile – della sua sostituzione su scala planetaria.

Perché non si tratta solo dell’eliminazione dell’essere umano, ma – per quanto incredibile – della sua sostituzione su scala planetaria.

 

Perché il ricordo di Alfie deve restare vivo

Dunque, al di là dello slancio generoso che ha fatto di Alfie in men che non si dica un cittadino italiano – slancio per cui ci siamo sentiti per una volta tutti orgogliosi della nostra patria – in realtà lo iato tra Liverpool e Roma è solo apparente.

 

L’Italia sconta appena un po’ di ritardo nella applicazione pratica dei protocolli comuni previsti da una agenda comune che, come abbiamo visto, deve essere portata avanti ad ogni costo spazzando via tutto quanto si frapponga a ostacolo della sua rapida realizzazione.

 

È per questo che la storia del piccolo guerriero di Liverpool deve restare viva nella memoria di tutti. Perché, in ragione dei suoi protagonisti e antagonisti, dei modi e dei tempi e dei luoghi del suo dispiegarsi, essa è un paradigma di dolore e di vittoria.

 

Questa cosa il Potere lo ha capito bene, e infatti in tutti i modi ha cercato di cancellare le tracce e la memoria di un sacrificio umano che già ha scosso tante coscienze assopite, ma che è capace di essere, ancora, pericolosamente fecondo.

 

Improvvisamente un bambino malato che non voleva morire, insieme ai suoi genitori che lo volevano difendere dai carnefici, ha fatto emergere dalla palude mefitica dell’indistinto la sagoma del bene e quella del male, e noi le abbiamo potute vedere e quasi toccare, queste sagome, e abbiamo capito chi ci sta dietro, chi le disegna, chi le anima e quale abisso le separa.

Dio si serve dei piccoli per scuotere l’umanità, Maria Sua madre appare ai pastorelli e non ai potenti della terra.

 

Dio si serve dei piccoli per scuotere l’umanità, Maria Sua madre appare ai pastorelli e non ai potenti della terra.

 

Non per caso questo piccolo figlio dell’uomo ha generato tanto dolore nei buoni e, insieme, tanto imbarazzo ai potenti.

 

Parla da solo, anzi grida, il silenzio imposto su una morte troppo scomoda.

 

Tanto scomoda, tanto vergognosa, tanto dissonante con quella natura che si cerca in tutti i modi di reprimere, che quanti sono stati complici del misfatto hanno poi voluto non solo cancellare alla vista il corpo del reato, ma quasi rimuoverlo dal proprio vissuto a costo di mettere a nudo le proprie vergogne.

Quanta paura può fare un martire innocente. Tanta da azzerare persino la pietà, esteriore e interiore, in chi dovrebbe essere, della pietà cristiana, il dispensatore di professione.

 

Basti pensare che, quando Alfie è potuto tornare a casa, da morto, qualche giorno prima del suo funerale, il vescovo di Liverpool, che già tanto si era speso a sostegno dell’ospedale degli orrori, ha vietato a tutti i preti della diocesi di andare a casa dei genitori per portare loro conforto e recitare un rosario.

 

Quanta paura può fare un martire innocente. Tanta da azzerare persino la pietà, esteriore e interiore, in chi dovrebbe essere, della pietà cristiana, il dispensatore di professione.

 

Una cellula sana di un mondo malato

 

Combattendo la sua guerra contro i cattivi, Alfie ci ha mostrato uno scenario da vertigine. Può sembrare il set di un film di fantascienza, ma ci siamo finiti dentro davvero con le nostre vite, e per le nuove generazioni tutto questo orrore è in predicato di assumere le sembianze sinistre della normalità.

Può sembrare il set di un film di fantascienza, ma ci siamo finiti dentro davvero con le nostre vite, e per le nuove generazioni tutto questo orrore è in predicato di assumere le sembianze sinistre della normalità.

 

L’uccisione di Alfie Evans, certo, è stata la prova generale del cosiddetto aborto post-natale. Quello teorizzato da Peter Singer («Se il feto non ha lo stesso diritto alla vita di una persona, ci sembra allora che non lo abbia neanche il neonato, e che la vita di un neonato abbia così meno valore di quello che ha la vita di un maiale, di un cane o di uno scimpanzè per l’animale non umano») e sul quale si è costruito una fama, derivativa e funesta, il duo bioetico nostrano Minerva-Giubilini.

 

Ma l’uccisione di Alfie Evans non è solo questo.

 

Egli è stato martire di un’altra guerra epocale, una guerra di cui pochi, quasi nessuno, ha ancora contezza: la guerra per la sostituzione della stirpe dell’uomo.

Egli è stato martire di un’altra guerra epocale, una guerra di cui pochi, quasi nessuno, ha ancora contezza: la guerra per la sostituzione della stirpe dell’uomo.

Egli è stato martire di un’altra guerra epocale, una guerra di cui pochi, quasi nessuno, ha ancora contezza: la guerra per la sostituzione della stirpe dell’uomo.

 

Alfie doveva morire perché era il figlio naturale di una giovanissima coppia inglese non abbiente e poco istruita, e non era sufficientemente sano – o forse lo era e poi qualcosa è cambiato…

 

La regia ha allora impartito il suo ordine categorico:

 

«Cari genitori, vostro figlio è difettoso, rottamatelo. Prima o dopo la nascita, fa lo stesso, basta sia eliminato (i pezzi di ricambio, peraltro, possono sempre tornare utili). La tecnica è in grado di offrirvene uno di qualità migliore, e con garanzia. Affidatevi alla scienza che ve lo fabbrica in provetta, selezionandolo con le caratteristiche desiderate”. Fivet, designer babies, CRISPR-CAS9: l’ingegneria genetica permette oggi di scegliere la propria discendenza e di produrla artificialmente (sulla carta) più sana e più forte, senza subire l’alea connessa alla roulette russa della natura».

 

Ma qualcosa è andato storto, alla regia, perché i due ragazzini non abbienti e poco istruiti dei sobborghi inglesi non hanno abboccato al piano predisposto per loro, hanno osato ribellarsi sul serio e hanno saputo opporre una resistenza eroica, oltre ogni immaginazione e oltre ogni umana possibilità. Come solo uno strumento della Provvidenza divina può fare.

 

Hanno difeso la vita del loro figlio malato fino a stanare tutte le responsabilità e a scoprire tutti gli altari rovesciati eretti dalla schiera dei senza-dio.

 

Il potere è inciampato in una giovane coppia rimasta incredibilmente preservata dal germe antinatalista, contraccettivo, eugenetico ed eutanasico che ha aggredito l’occidente suicida.

Il potere è inciampato in una giovane coppia rimasta incredibilmente preservata dal germe antinatalista, contraccettivo, eugenetico ed eutanasico che ha aggredito l’occidente suicida.

 

Per Thomas e Kate Evans, Alfie era semplicemente il loro bambino, una sacra creatura di Dio da amare da curare e da proteggere, non una suppellettile difettata e intercambiabile al mercato della vita come il mondo vuole rendere i bambini: oggetti utili a colmare esigenze emotive, affettive e, se del caso, sessuali, di adulti vuoti e disperati.

 

A ben guardare, dunque, è la scienza riprogenetica il vero perno su cui si regge la proposta di business zootecnico per la famiglia moderna, e l’eutanasia infantile è solo la componente complementare del piano diabolico.

 

L’Inghilterra e l’invasione degli ultracorpi

 

Che la nostra non sia una ricostruzione immaginifica e strampalata, lo dimostra la storia recente del piccolo Charlie Gard, anche lui messo a morte in Inghilterra sotto lo sguardo straziato di un mondo ancora refrattario ad accettare l’abominio dell’uccisione deliberata di un bambino.

 

I genitori di Charlie, giovani fotogenici e slegati quanto basta dalla dottrina cattolica, erano la coppia ideale per realizzare senza saperlo questa forma di trasbordo biologico inavvertito per cui, rinunciato a un figlio, se ne cerca un altro con garanzia di qualità.

la scienza riprogenetica il vero perno su cui si regge la proposta di business zootecnico per la famiglia moderna, e l’eutanasia infantile è solo la componente complementare del piano diabolico.

 

Si parlava per Charlie di malattia mitocondriale.

 

Come ricorda il Daily Mail in una intervista alla signora Gard, “qualsiasi bambino concepito naturalmente potrebbe avere da una a quattro probabilità di patire la stessa difficile condizione di Charlie”; e Connie Gard di rimando spiega: «Avremmo bisogno di avere un tipo di fecondazione in vitro chiamato diagnosi genetica preimpianto, noto come PGD, in cui vengono sottoposti a screening gli embrioni per questa condizione».

 

Così il fratellino di Charlie sarà verosimilmente prodotto in laboratorio e, dopo la tragedia in mondovisione, i Gard diventeranno, loro malgrado, la famiglia-poster della provetta onnipotente.

 

Di più: è molto probabile che verrà loro proposta la Three Parents IVF, ossia la fecondazione in provetta con donazione di mitocondri da soggetto terzo rispetto alla coppia. In pratica, l’ovulo fecondato avrà il nucleo di una donna e i mitocondri di un’altra: tre DNA per una creatura.

Gli effetti a lungo termine sono ovviamente sconosciuti, ma chi siamo noi per giudicare la scienza e il progresso.

Così il fratellino di Charlie sarà verosimilmente prodotto in laboratorio e, dopo la tragedia in mondovisione, i Gard diventeranno, loro malgrado, la famiglia-poster della provetta onnipotente.

 

Ora, le storie di Charlie e di Alfie non sono avvenute in Inghilterra per una sfortunata coincidenza: l’Inghilterra possiede un ente apposito che si occupa di provette, la Human Fertilization and Embryology Authority (HFEA).

 

Come qualsiasi consorzio statale o privato di bioetica, esso agisce come una sorta di ufficio permessi.

 

Proprio quest’anno, l’HFEA ha detto sì per due casi di Three parents IVF, che nella neolingua orwelliana dell’uomo prodotto in laboratorio si chiama anche «donazione mitocondriale» (l’utero in affitto, nella neolingua, è GPA, «gestazione per altri»).

 

Ma la connessione geografica ha radici ben più profonde, perché proprio a Londra si è consumato il grande tradimento della Cristianità ad opera di un potere corrotto e sanguinario come quello di Enrico VIII, re adultero e assassino.

 

L’Inghilterra, improvvisamente trovatasi priva del fondamento della religione, cercò subito di sostituirlo con qualcos’altro: la scienza. Ecco Newton, ecco le filosofie empiriste, il tutto con un afflato esoterico di cui non diremo qui, ma che porta con sé un preciso connotato sulfureo.

 

La cosiddetta modernità, nata in Inghilterra dallo sfregio a Cristo e al suo Regno, trova oggi il suo nuovo compimento scientifico, sino al livello micrologico, con la fabbricazione di umani al di fuori del concepimento e la correlativa strage di embrioni. (Il sesso e la crudeltà erano, alla fine, i peccati di Enrico VIII…).

 

La FIVET, come noto, moltiplica per venti i numeri dell’aborto: per ogni bambino che arriva fra le braccia della famigliola «pianificata», si ammazzano (si scartano, si disintegrano, si congelano) almeno una ventina di embrioni.

La FIVET, come noto, moltiplica per venti i numeri dell’aborto: per ogni bambino che arriva fra le braccia della famigliola «pianificata», si ammazzano (si scartano, si disintegrano, si congelano) almeno una ventina di embrioni.

 

L’obiettivo della modernità travestita da progresso è desessualizzare la procreazione, interrompere la continuità umana e sostituirla con la programmazione di una stirpe slegata dalla sacra unione tra un uomo e una donna ed estranea al susseguirsi delle generazioni.

 

Estranea, cioè, alla «tradizione», ovvero al tramandarsi, secondo una catena naturale, del testo più antico: il DNA.

 

L’incarnazione rinnegata

Non ci vuole molto per capire che questa è la vera guerra in corso. La guerra al concepito. Cioè a quel momento, unico e irripetibile, in cui la vita umana si forma e si trasmette.

 

Et incarnatus est. Lo si diceva in ginocchio, una volta, quando la Chiesa onorava davvero Cristo e i suoi martiri.

 

Perché la chiesa ha autorizzato l’uccisione di Alfie? Perché quella che regna oggi è la chiesa anticoncezionale che ha dichiarato guerra al concepimento, cioè al tramite per il quale Dio stesso venne sulla Terra.

L’obiettivo della modernità travestita da progresso è desessualizzare la procreazione, interrompere la continuità umana e sostituirla con la programmazione di una stirpe slegata dalla sacra unione tra un uomo e una donna ed estranea al susseguirsi delle generazioni. Estranea, cioè, alla «tradizione», ovvero al tramandarsi, secondo una catena naturale, del testo più antico: il DNA.

 

Di più: è la chiesa che non vuole martiri, perché i martiri sono il seme dei cristiani.

 

Tra convegni di ingegneria genetica in Cappella Sistina e proclami malthusiani della Pontificia Accademia per la Vita, è evidente come questa gerarchia sia ormai sfacciatamente impegnata nella diffusione della Necrocultura secondo i dettami dell’agenda mondialista.

 

Il che implica il rinnegamento dei principi cardine su cui si regge tutto l’impianto della morale cristiana.

 

Sotto attacco è la «tradizione» realizzata proprio attraverso il concepimento; il libro della genetica trasmesso di generazione in generazione con la legge naturale della vita è il testo sacro che vogliono manomettere i biomodernisti della provetta.

 

Ma alla fine di questa analisi, spregiudicata solo in apparenza, tocca ancora un passaggio ulteriore, perché è inevitabile porsi a questo punto un interrogativo teologico, di cui vogliamo lasciare la risposta a chi legge.

 

Se lo spirito si incarna nel corpo al momento del concepimento della nuova vita (così come venne annunziato alla Vergine Maria), ci chiediamo: per i bambini fabbricati in laboratorio da mani umane, che ne è dell’anima?

 

Il Catechismo della Chiesa Cattolica, al numero 366 recita:

«La Chiesa insegna che ogni anima spirituale è creata direttamente da Dio – non è “prodotta” dai genitori – ed è immortale: essa non perisce al momento della sua separazione dal corpo nella morte, e di nuovo si unirà al corpo al momento della risurrezione finale».

 

Nell’orizzonte, reale e attuale, che abbiamo tratteggiato, Alfie è stata un’estrema, imprevista resistenza al modello di bambino intercambiabile proposto – e ove necessario imposto – alla famigliola moderna interprete obbligata della pianificazione genitoriale (che in inglese, si dice per l’appunto planned parenthood).

 

L’esercito di creature di laboratorio è pronto a invadere il nostro mondo, già despiritualizzato a morte.

Alfie è stata un’estrema, imprevista resistenza al modello di bambino intercambiabile proposto – e ove necessario imposto – alla famigliola moderna interprete obbligata della pianificazione genitoriale

 

Ecco l’invasione degli ultracorpi: le provette, i frigoriferi, le leggi 40, servivano solo a questo.

 

Grazie ad Alfie Evans, alla sua dolcissima mamma e al suo papà di tempra antica, abbiamo vissuto il compatimento autentico di un dolore cocente e abbiamo potuto ammirare, in questo dolore, la forza invincibile della natura umana toccata dalla grazia.

 

Alfie ha donato la vita per smascherare il male nel mondo, e per vincerlo. Davanti alla sua missione non possiamo che inchinarci e metterci, ciascuno per la propria piccola parte, sotto la stessa insegna del piccolo gladiatore.

 

L’insegna della Vita secondo il volere di Dio e non dell’uomo.

 

L’insegna di quella umanità decisa a resistere all’invasione delle creature sintetiche e del principe del mondo.

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Bioetica

I dilemmi bioetici dei medici francesi in missione militare nel Sahel

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Renovatio 21 traduce questo articolo di Bioedge.

 

 

 

I medici nei Paesi sviluppati si occupano sempre di questioni etiche, ma raramente sono drammatiche o strazianti. Un articolo su BMC Medical Ethics descrive alcune delle questioni etiche che devono affrontare i medici che lavorano con i militari francesi in Mali e Ciad nell’Operazione Barkhane.

 

Ci sono circa 200 medici e infermieri con i militari francesi dispiegati nella regione del Sahel. L’obiettivo della Francia è aiutare a combattere il terrorismo islamico, oltre a contribuire allo sviluppo politico ed economico.

 

I Paesi di quest’area sono tra i più poveri al mondo. Una cifra dice tutto. La cifra globale per i letti ospedalieri è di 26 per 10.000 persone. In Mali è 1 – e gli ospedali sono nelle città, lontano dalla maggior parte della popolazione.

 

Tutte le decisioni difficili relative al trattamento dei civili o dei prigionieri (PUC).

 

Le seguenti citazioni sono tratte da interviste realizzate dagli autori dell’articolo.

 

Chi serve un medico militare?

 

«È discutibile quanto senso abbia portare un’arma e uno stetoscopio nella stessa borsa. Mi vedo come un supporto, non come un combattente. La mia arma è lì solo per autodifesa».

 

Chi dovrebbero curare?

 

«Ho dovuto fare i conti con risorse limitate. Il primo giorno, ho in mente questa immagine di me e i miei 25 coupon di consulenza in mano e diverse centinaia di persone intorno, e ho dovuto scegliere. L’infermiera ciadiana stava dicendo: “devi fare i soldati locali”, e ho avuto 30 bambini che morivano».

 

I civili gravemente malati dovrebbero essere curati?

 

«Una volta ho avuto un paziente con un’escara dell’anca ulcerata con esposizione ossea; abbiamo deciso di non curarlo nonostante fosse giovane, perché questo ci avrebbe portato in un percorso di cura che non saremmo stati in grado di portare a termine, con notevoli tempi di personale e costi di materiale».

 

Chi viene curato per primo: soldati francesi o civili nemici?

 

«Si è posta la domanda su quale scelta avremmo fatto se fossero arrivate due vittime, tra un paziente francese e un nemico. Se le loro condizioni fossero state simili o anche se le condizioni del paziente francese fossero state meno gravi, avremmo operato prima il ferito francese. Anche se per motivi normativi o etici ci venisse detto che non dovremmo farlo, lo avremmo fatto comunque. Compromettere l’esito funzionale di un compagno per curare una vittima nemica, non sarebbe stato apprezzato dagli altri soldati sulla scena e sarebbe stato difficile a livello personale».

 

Chi determina il livello di cura: i generali oi medici?

 

«Le istruzioni che abbiamo ricevuto dalle autorità militari erano di concentrarsi sulla quantità, vedere il maggior numero di pazienti possibile. Avevano visto mio caso, mi hanno detto che non stavo andando abbastanza veloce, che avrei dovuto vedere 70 pazienti in due ore. Non ero d’accordo. Avrebbero dovuto esserci meno persone per non fare scorciatoie. I pazienti sanno bene che se gli dai solo una scatola di pillole, non è abbastanza. …Questo potrebbe essere ingenuo da parte mia, ma ero lì per i pazienti. So che il MAC [assistenza medica, ndr] è una politica per rendere accettabile la presenza delle truppe. Non c’è bisogno di medici in questo».

 

I combattenti nemici dovrebbero ricevere lo stesso livello di cure?

 

«Riguardo al trattamento di un PUC, ho sentito dai miei subordinati: “perché stiamo trattando i terroristi: ce l’hanno chiesto!” Alcuni pensavano che non dovessimo trattarli. C’era anche il razzismo. Non tutti hanno buone intenzioni. Questo mi tornerà presto in mente e farei un punto con la squadra per ricordare a tutti le regole».

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

 

Immagine di Mission de l’ONU a Mali via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0 Generic (CC BY-NC-SA 2.0)

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Bioetica

I medici stanno tradendo per profitto il loro giuramento?

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Renovatio 21 traduce questo articolo di Bioedge.

 

 

Un reumatologo australiano e un chirurgo ortopedico hanno scritto una dura condanna della medicina moderna come «non adatta allo scopo» e un pericolo per la salute umana.

 

In Hippocrasy: How Doctors are Betraying loro Oath, Rachelle Buchbinder e Ian Harris affermano che «l’assistenza medica moderna è progettata per massimizzare il numero di incontri con il sistema, prescrivendo, operando, testando e scansionando costantemente e dando priorità al business rispetto alla scienza. È un sistema pieno di incentivi perversi e conseguenze indesiderate che producono assistenza sanitaria senza necessariamente migliorare la salute dei destinatari di tale assistenza».

 

Una dura condanna della medicina moderna come «non adatta allo scopo» e un pericolo per la salute umana

Il libro è strutturato attorno a una versione moderna del giuramento di Ippocrate, con un capitolo su ciascuno dei dieci impegni.

 

La loro lista di trattamenti che spesso sembrano essere più legati al portafoglio dei medici che al benessere del paziente è lunga: imaging non necessario, oppiacei, chirurgia per mal di schiena non grave; chirurgia artroscopica per artrosi del ginocchio; decompressione subacromiale per il dolore alla spalla; iniezioni di plasma ricco di piastrine per tendinopatie e artrosi; vertebroplastica per fratture vertebrali acute; stent cardiaco per l’angina stabile, screening dell’antigene prostatico specifico per il cancro alla prostata e trattamento eccessivo nelle cure di fine vita».

 

«L’assistenza medica moderna è progettata per massimizzare il numero di incontri con il sistema, prescrivendo, operando, testando e scansionando costantemente e dando priorità al business rispetto alla scienza. È un sistema pieno di incentivi perversi e conseguenze indesiderate che producono assistenza sanitaria senza necessariamente migliorare la salute dei destinatari di tale assistenza

Scrivono sul BMJ che:

 

«I medici devono capire che i loro pregiudizi personali e la mancanza di rigore scientifico stanno contribuendo allo spreco e ai danni della medicina moderna e distolgono le risorse dalla fornitura di cure efficaci. Nessuna singola soluzione funzionerà isolatamente, ma tutti dobbiamo iniziare a porre domande che mettano in discussione lo status quo. Coloro che hanno il potere devono anche affrontare gli incentivi perversi e gli interessi acquisiti inerenti a un sistema che promuove più medicine».

 

 

 

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Autopsia-show a pagamento, mercificazione di un cadavere «donato alla Scienza»

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Renovatio 21 traduce questo articolo di Bioedge.

 

 

La vedova di un 95enne veterano di guerra della Louisiana i morto di COVID-19 è rimasta scioccata nello scoprire che il corpo di suo marito, che aveva donato alla scienza, è finito su un tavolo di dissezione durante un evento di Portland (Oregon) i cui biglietti costavano 500 dollari.

 

David Saunders è morto ad agosto e sua moglie Elsie ha cercato di donare il suo corpo alla Louisiana State University. Era stato rifiutato perché era morto di COVID-19.

 

Lo ha quindi dato a una società di Las Vegas chiamata Med Ed Labs, che lo ha venduto a una società chiamata Death Science che tiene corsi e conferenze pubbliche sulla morte: dissezione, sepoltura, imbalsamazione, decadimento, indagini sulla scena del crimine e altre caratteristiche macabre.

 

Questa azienda ha ospitato una lezione di dissezione dalle 9 alle 17 (con una pausa pranzo) usando il corpo del signor Saunders nella sala da ballo di un hotel Marriott.

 

 

Un evento chiamato The Oddities and Curiosities Expo, che si è tenuto il giorno prima della lezione di dissezione, ha fornito una piattaforma di biglietteria per idare una sbirciata al cadavere.

 

«Per quanto mi riguarda, è orribile, immorale e non ho le parole per descriverlo», ha dichiarato la vedova . «Ho tutte queste scartoffie che dicono che il suo corpo sarebbe stato usato per la scienza, niente riguardo alla commercializzazione della sua morte»

Promette mostre di «tassidermia, esemplari conservati, opere d’arte originali, pezzi ispirati all’horror/Halloween, oggetti d’antiquariato, stranezze artigianali, dispositivi medici ciarlatani, vestiti inquietanti, gioielli strani, teschi/ossa, oggetti da collezione funerari e molto altro … qualcosa di strano per tutti».

 

La lezione di dissezione faceva parte dello spirito dell’Expo, anche se non era un evento ufficiale.

 

«Per quanto mi riguarda, è orribile, immorale e non ho le parole per descriverlo», ha dichiarato la vedova . «Ho tutte queste scartoffie che dicono che il suo corpo sarebbe stato usato per la scienza, niente riguardo alla commercializzazione della sua morte».

 

E un direttore di pompe funebri locale ha detto: «Ero totalmente inorridito. Tutto il nostro staff era inorridito dal fatto che questo fosse quello che era successo a un gentiluomo che lui e la sua famiglia pensavano che il suo corpo fosse destinato al progresso degli studenti di medicina».

 

 

 

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