Intelligenza Artificiale
Scienziati cinesi affermano di aver prodotto maiali clonati roboticamente
I ricercatori dell’Università cinese di Nankai hanno affermato questa settimana di aver clonato con successo i maiali attraverso un processo completamente automatizzato per la prima volta a marzo, secondo quanto riportato giovedì dal South China Morning Post.
Una scrofa surrogata avrebbe dato alla luce sette maialini clonati a marzo presso il College of Artificial Intelligence dell’Università Nankai nella città di Tianjin, città non distante da Pechino.
«Ogni fase del processo di clonazione è stata automatizzata e non è stata coinvolta alcuna operazione umana», ha dichiarato ai giornalisti Liu Yaowei, un membro del team di ricerca che ha sviluppato il sistema di clonazione robotica.
La rimozione degli esseri umani da un sistema di clonazione precedentemente sviluppato ha contribuito a semplificare il processo e ha migliorato il tasso di successo dei cloni, secondo Liu.
La Nankai University aveva già affermato di clonare maiali usando i robot nel 2017, sebbene il processo utilizzato all’epoca includesse contributi umani.
Il coinvolgimento umano, hanno affermato gli scienziati cinesi, era correlato a un margine di errore più elevato che il team di Liu ha affermato di aver eliminato con successo durante il suo ultimo esperimento di clonazione attraverso algoritmi migliorati.
Questi algoritmi, utilizzati dal sistema di Intelligenza Artificiale degli scienziati, avrebbero istruito i robot a eseguire azioni in modo più accurato degli umani.
Lo sviluppo della clonazione dell’Università di Nankai è particolarmente significativo in Cina, che è il principale consumatore e produttore mondiale di carne di maiale.
La Repubblica Popolare Cinese attualmente fa molto affidamento sull’importazione di suini da riproduzione per sostenere la sua industria di carne di maiale. Una tecnica affidabile per la clonazione dei maiali potrebbe fornire una fonte di carne di maiale più economica per l’industria agricola cinese che andrebbe ulteriormente a vantaggio dei consumatori cinesi.
L’industria suina cinese ha subito un duro colpo dal 2018 al 2019, quando un focolaio nazionale del virus della peste suina africana ha decimato la popolazione di suini della nazione e ucciso gran parte del suo pool di allevamento domestico.
Pechino ha promosso una campagna agricola negli anni da allora progettata per svezzare gli allevatori di suini cinesi dal bestiame importato e incoraggiarli invece ad allevare mandrie autosufficienti.
Il governo cinese ha iscritto circa 100 allevamenti di maiali nel programma sostenuto dallo stato. Un partecipante all’iniziativa è un’azienda cinese di allevamento di suini chiamata Best Genetics Group (BGG).
«Dobbiamo insistere sul nostro allevamento indipendente», ha detto a Reuters Hao Wenjie, il capo allevatore di BGG.
L’annuncio dell’ultimo sviluppo della clonazione di suini in Cina questa settimana segue anni di bizzarri esperimenti riproduttivi fuori dalla Cina, tra cui scienziati che affermano di aver messo incinta ratti maschi (nel 2021) e di aver prodotto bambini umani geneticamente modificati (nel 2018): le famose supergemelle cinesi create con il CRISPR, di cui Renovatio 21 ha tanto parlato.
Nell’esperimento sui roditori, gli scienziati cinesi affermano di aver cucito insieme un topo maschio e una femmina. Successivamente hanno trasferito un utero dalla femmina al maschio, quindi hanno impiantato embrioni dalla femmina nell’utero trapiantato del maschio.
Sui suini la Cina ha investito in varie altre ricerche impressionanti: un algoritmo di face recognition per identificare milioni di capi in tutto il Paese, la bioingegneria di «maiali umanizzati» da utilizzare per la ricerca COVID – tutto all’ombra di nuove minacce pandemiche con spillover dal porco all’uomo.
Intelligenza Artificiale
Anthropic rivela cinque casi di rischio legati alle armi biologiche
Anthropic sostiene di aver individuato scienziati che impiegavano i suoi modelli di intelligenza artificiale per ricerche potenzialmente utili allo sviluppo di armi biologiche, tra cui studi finalizzati a rendere agenti patogeni pericolosi più trasmissibili e più dannosi.
Secondo un rapporto sulle minacce aziendali pubblicato giovedì, cinque casi di ricercatori biologici che utilizzavano Claude hanno sollevato seri problemi di sicurezza.
Un caso, da condurre presso un istituto di ricerca militare, riguardava una ricerca di tipo «gain-of-function» volta a rendere il virus chikungunya più trasmissibile e più capace di eludere il sistema immunitario.
Un altro scienziato si avvalse di Claude nel corso delle sue ricerche sull’influenza aviaria, una malattia altamente pericolosa, e sui modi in cui il virus avrebbe potuto adattarsi ai mammiferi. Altri casi riguardavano studi su virus correlati al vaiolo e la riprogettazione di tossine pericolose.
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Anthropic ha dichiarato che alcuni ricercatori si sono spinti a notevoli distanze per aggirare le restrizioni, tra cui nascondere la propria identità, instradare il traffico attraverso altri Paesi e utilizzare servizi pensati per eludere i controlli di sicurezza. Gli account coinvolti sono stati bloccati, mentre i servizi usati per aggirare le misure di sicurezza sono stati disattivati.
L’azienda non ha affermato in modo esplicito che gli scienziati stessero cercando di costruire armi biologichem avvertendo tuttavia che soggetti esperti potrebbero celare deliberatamente obiettivi malevoli dietro ricerche apparentemente legittime.
Anthropic ha riconosciuto che la sua IA sta diventando più performante, sostenendo che i modelli precedenti erano troppo deboli per assistere in modo significativo gli utenti più esperti nella ricerca biologica pericolosa, ma che non può più offrire la stessa garanzia riguardo ai sistemi attuali.
Questi risultati arrivano a poche settimane di distanza da un esperimento in cui scienziati statunitensi hanno utilizzato l’Intelligenza Artificiale per progettare genomi virali completi e creare con successo 16 virus funzionanti che non esistevano in natura. Sebbene questi virus abbiano infettato batteri anziché esseri umani, i ricercatori hanno avvertito che l’esperimento mostra la rapidità con cui le capacità biologiche dell’intelligenza artificiale si stanno evolvendo.
Il rapporto di Anthropic ha inoltre descritto altri presunti abusi di Claude, tra cui attacchi informatici, sorveglianza, propaganda, frode e assistenza nella fornitura di armi convenzionali come missili, droni armati e bombe.
Pochi giorni prima della pubblicazione della valutazione delle minacce, il ricercatore di Anthropic Evan Hubinger ha dichiarato pubblicamente di ritenere che vi sia una probabilità superiore al 10% che l’IA possa «sterminare tutta l’umanità» entro il prossimo decennio, aggiungendo che l’azienda non ha ancora un piano chiaro per controllare in modo sicuro la superintelligenza.
La sua ammissione è arrivata dopo le dimissioni di un altro ricercatore di Anthropic, Jacob Coxon, che ha accusato Anthropic e OpenAI di ignorare la «posta in gioco per la civiltà» e di «correre direttamente verso una superintelligenza in grado di migliorarsi autonomamente, mettendo a repentaglio le nostre vite». L’ex ricercatore ha inoltre avvertito che un’AI sufficientemente avanzata potrebbe violare infrastrutture critiche o contribuire alla creazione di «armi biologiche in grado di causare l’estinzione di massa».
Il mese scorso era emerso che per la prima volta gli scienziati americani hanno impiegato l’Intelligenza Artificiale per generare virus funzionanti inesistenti in natura, evidenziando una potenzialità che, a detta dei ricercatori, potrebbe favorire progressi in ambito medico ma che al contempo pone rilevanti minacce per la biosicurezza.
Come riportato da Renovatio 21, mesi fa i dirigenti delle principali aziende di Intelligenza Artificiale si sono uniti agli esperti di biotecnologie in un appello urgente per rendere obbligatori i controlli di sicurezza per l’acquisto di DNA sintetico.
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Il timore per le armi biologiche create dell’AI era presente anche in una lettera che 60 figure del movimento MAGA avevano indirizzato al presidente Trump chiedendo controlli sullo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale. «I sistemi aeronautici sono sottoposti a una rigorosa certificazione. I sistemi di Intelligenza Artificiale più potenti, che ora possono, o presto potranno, contribuire alla progettazione di armi biologiche, all’infiltrazione in infrastrutture critiche o alla manipolazione dei mercati finanziari, dovrebbero essere trattati con la stessa serietà e attenzione» hanno scritto i firmatari, tra i quali spiccava il nome di Steve Bannon.
Come riportato da Renovatio 21, un ricercatore esperto di sicurezza di Anthropic che aveva lavorato sul fronte delle armi biologiche si licenziò lasciando un monito preciso. «Il mondo è in pericolo. E non solo per via dell’Intelligenza Artificiale o delle armi biologiche, ma a causa di un insieme di crisi interconnesse che si stanno verificando proprio ora», ha scritto Mrinank Sharma rivolgendosi ai colleghi.
La paura per i virus bioingegnerizzati dall’AI arriva in un clima di crescente allarme verso i sistemi di AI autonomi che operano al di fuori delle istruzioni impartite. Modelli elaborati da OpenAI Anthropic e Meta hanno di recente compiuto azioni informatiche non autorizzate durante i test di sicurezza. Anche l’AI Security Institute britannico ha segnalato questa settimana che, nelle fasi di valutazione, agenti di IA hanno mirato a persone e organizzazioni reali, generato false identità e tentato di inserire codice dannoso.
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Intelligenza Artificiale
Israele ha utilizzato l’IA per uccidere migliaia di palestinesi a Gaza: documentario presentato a Venezia
“NAZA”, a documentary about Israel’s AI-powered mass killing in Gaza, received a 25-minute ovation at the Venice Film Festival.
It features Israeli intelligence personnel and whistleblowers discussing how Palestinians were targeted. Al Jazeera’s Dmitry Medvedenko reports. pic.twitter.com/6aGRX8w4Ab — Al Jazeera English (@AJEnglish) September 11, 2026
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Intelligenza Artificiale
Ricercatore AI avverte: «sistemi sovrumani che acquisiscono potere e risorse reali»
Un ricercatore nel campo dell’Intelligenza Artificiale ha annunciato le proprie dimissioni e ha messo in guardia le persone sui pericoli di questa tecnologia.
Jacob Coxon, che negli ultimi anni ha lavorato come ricercatore presso OpenAI e Anthropic, ha affermato in una serie di post su X che nessuna delle due aziende si sta comportando in modo responsabile nel suo percorso verso quella che ha definito un’intelligenza artificiale superintelligente, capace di auto-miglioramento.
«Non sottovalutate il potere di questa tecnologia. Presto si tratterà di sistemi sovrumani in grado di hackerare qualsiasi cosa, rivoluzionare qualsiasi settore da un giorno all’altro e acquisire potere e risorse reali. Abbiamo tutti assistito ai progressi in ciascuno di questi ambiti, e questi progressi non accennano a rallentare», ha affermato Coxon.
I resigned from Anthropic today. I spent the last three years doing pretraining research at both OpenAI and Anthropic. Neither company is acting responsibly. They are racing straight to self-improving superintelligence and gambling with our lives. More thoughts below.
— Jacob Coxon (@hilbertspaess) September 9, 2026
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Come sa il lettore di Renovatio 21, i moniti apocalittici sull’AI si sprecano.
Mesi fa Mrinank Sharma, fino a poco prima responsabile del Safeguards Research Team presso l’azienda sviluppatrice del chatbot Claude, ha pubblicato su X la sua lettera di dimissioni, in cui scrive che «il mondo è in pericolo. E non solo per via dell’Intelligenza Artificiale o delle armi biologiche, ma a causa di un insieme di crisi interconnesse che si stanno verificando proprio ora».
Il Fondo Monetario Internazionale ha citato il recente rilascio controllato di Claude Mythos Preview da parte di Anthropic, descritto come «un modello di Intelligenza Artificiale avanzato con eccezionali capacità informatiche». Secondo il FMI, Mythos sarebbe in grado di individuare e sfruttare vulnerabilità in tutti i principali sistemi operativi e browser web, «anche se utilizzato da utenti non esperti».
Demis Hassabis, amministratore delegato di Google DeepMind, ha lanciato un avvertimento sul cammino verso l’Intelligenza Artificiale Generale (AGI), che potrebbe sfociare in «esiti catastrofici» quali cyberattacchi alle reti energetiche o idriche. Secondo lo Hassabis, l’AGI potrebbe concretizzarsi entro i prossimi dieci anni.
Come riportato da Renovatio 21, missiva aperta diramata a ottobre, sottoscritta da luminari del settore e figure di spicco, ha sostenuto che entità «superintelligenti» potrebbero mettere a repentaglio la libertà umana o la stessa esistenza, proponendo una moratoria globale sullo sviluppo dell’IA sin quando non se ne assicuri la saldezza. Tra i sottoscrittori, il co-fondatore di Apple Steve Wozniak, i pionieri dell’IA Geoffrey Hinton e Yoshua Bengio, il magnate Richard Branson del gruppo Virgin, oltre a personalità di rilievo politico e culturale.
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Come riportato da Renovatio 21, missiva aperta diramata a ottobre, sottoscritta da luminari del settore e figure di spicco, ha sostenuto che entità «superintelligenti» potrebbero mettere a repentaglio la libertà umana o la stessa esistenza, proponendo una moratoria globale sullo sviluppo dell’IA sin quando non se ne assicuri la saldezza. Tra i sottoscrittori, il co-fondatore di Apple Steve Wozniak, i pionieri dell’IA Geoffrey Hinton e Yoshua Bengio, il magnate Richard Branson del gruppo Virgin, oltre a personalità di rilievo politico e culturale.
Un ulteriore appello a mettere in pausa lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale è stato firmato da un gruppo internazionale di medici e pubblicato dalla prestigiosa rivista medica BMJ Global Health. «Ci sono scenari in cui l’AGI [Intelligenza Artificiale Generale, ndr] potrebbe rappresentare una minaccia per gli esseri umani, e possibilmente una minaccia esistenziale» scrivono nell’appello i dottori di varie parti del mondo.
Altre voci, tuttavia, propendono per un’interpretazione più rosea. Elone Musk, che pure fa parte degli apocalittici riguardo i rischi delle macchine pensanti, ha dichiarato il mese scorso che gli avanzamenti dell’IA e della robotica potrebbero rendere il lavoro «facoltativo» tra 10-20 anni e che la moneta potrebbe rivelarsi «irrilevante» in un’economia IA-centrica, pur rammentando che occorrono ancora salti tecnologici sostanziali affinché tale orizzonte si materializzi.
Contrariamente, l’anno passato il CEO di Anthropic Dario Amodei ha dichiarato che l’AI potrebbe eliminare la metà di tutti i posti di lavoro impiegatizi di livello base entro i prossimi cinque anni.
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Nel frattempo le notizie di IA definite come pericolose o persino «impazzite» abbondano.
Come riportato da Renovatio 21, in settimana era emerso che agenti IA riconducibili a OpenAI avrebbero preso il controllo di un sito web tedesco dedicato alla programmazione, trasformandolo in una sorta di bacheca virtuale utilizzata per scambiarsi strategie volte ad aggirare le restrizioni imposte e a sottrarsi ai controlli.
Ai primi di agosto, l’AI Security Institute, ente britannico, aveva segnalato che, nel corso di test dedicati alla sicurezza informatica, agenti basati sui modelli GPT-5.6 Sol di OpenAI e Mythos 5 di Anthropic avevano superato le indicazioni ricevute, arrivando a intraprendere attività potenzialmente dannose nei confronti di persone e organizzazioni reali.
Come riportato da Renovatio 21, questo mese anche Meta, la società di Facebook, Instagram e Whatsapp, ha ammesso che la sua IA Muse Spark 1.1, un modello di intelligenza artificiale presentato dall’azienda come «superintelligente» è «impazzita».
Come riportato da Renovatio 21, è emerso durante i test che l’IA prendeva di mira gli esseri umani: in fase di sperimentazione alcuni agenti di Intelligenza Artificiale sviluppati da OpenAI e Anthropic sono andati oltre le istruzioni ricevute, prendendo di mira persone e organizzazioni reali durante una serie di test di sicurezza informatica. A maggio 2025 era emerso che un modello di IA Anthropic, Claude Opus 4, ha tentato di ricattare gli ingegneri durante dei test interni minacciando di rivelare dati personali se fosse stato spento.
Negli stessi giorni, le agenzie di sicurezza informatica di Five Eyes, l’unione internazionale dei Paesi anglofoni per lo spionaggio, hanno dichiarato che modelli avanzati di Intelligenza Artificiale potrebbero presto fornire agli hacker la capacità di paralizzare governi, aziende e sistemi critici. In pratica saremmo «a pochi mesi di distanza» dallo scenario in cui interi governi di nazioni terrestri possono essere rovesciati dall’AI.
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Nel maggio 2026 l’ex CEO di Google Eric Schmidt ha tenuto un TED Talk, presentando uno scenario ipotetico per evidenziare come le tensioni geopolitiche potrebbero accelerare la corsa agli armamenti dell’IA, in particolare tra Stati Uniti e Cina, con la conseguenza di vedere i datacenter bombardati come obiettivi strategici.
L’idea di bombardare i data center AI è abbracciata anche dal neoluddismo cibernetico degli strenui oppositori dell’Intelligenza Artificiale come l’attivista Eliezer Yudkowsky, che vede nella distruzione dei centri che ospitano fisicamente i computer l’unico modo per fermare l’ascesa dell’Intelligenza Artificiale che potrebbe spazzare via l’intera umanità.
Lo Yudkowsky, che ha lanciato un appello per chiedere la distruzione materiale dei data center dell’AI prima che sia troppo tardi, dichiarando che «tutti sulla Terra moriranno».
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