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CRISPR

L’Eugenetica cinese delle gemelle CRISPR

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Pochi giorni fa il ricercatore cinese Jiankui He, genetista della Southern University of Science and Technology di Shenzen, ha dichiarato al mondo di aver fatto nascere due gemelle geneticamente modificate. L’annuncio è stato fatto attraverso il canale YouTube del medico, che aveva rilasciato alcune anticipazioni all’agenzia Associated Press. L’esperimento avrebbe coinvolto sette coppie di cinesi adulti, i cui maschi sono portatori del virus HIV. Il fine di He era quello di far nascere due bambini con DNA modificato, per renderli resistenti al virus HIV dell’Aids.

 

Ventidue, a dire di He, gli embrioni sacrificati per questo esperimento disumano, sedici dei quali sarebbero stati modificati geneticamente attraverso una tecnica di «taglia e cuci» genetico.

 

Un’eugenetica positiva, fondata sulla selezione, sull’utile e sul «potenziamento», che mira a creare una società di «più che perfetti».

 

Si badi bene che la specie più resistente e inattaccabile rispetto al virus HIV è quella degli scimpanzé. Non sono pochi i laboratori di bioingegneria che hanno già pensato a come raggiungere la nuova frontiera della genetica preventiva: la frontiera dei bambini transgenici con geni di scimmia, immuni all’AIDS e ad altre malattie.

Un’eugenetica positiva, fondata sulla selezione, sull’utile e sul «potenziamento», che mira a creare una società di «più che perfetti».

 

Uomini vaccinati preventivamente. Vaccini umani.

 

Spaventa il livello di transumanesimo raggiunto sempre più velocemente, nel silenzio delle Accademie per la Vita.

 

Di tutto questo inferno bioetico, in particolare del caso cinese, abbiamo parlato con la dottoressa Martina Collotta, medico esperto di bioetica e in particolare delle nuove frontiere biotech attraverso le quali l’uomo tenta di sostituirsi a Dio, all’Incarnazione di Cristo, pronunciando orgogliosamente il proprio non serviam.

Uomini vaccinati preventivamente. Vaccini umani.

 

Dottoressa Collotta, il genetista cinese Jiankui He ha recentemente annunciato di aver fatto nascere due gemelle con DNA modificato per «proteggerle» dal virus HIV. Partiamo dal mezzo di comunicazione prescelto: perché un ricercatore dovrebbe presentare al mondo una nuova scoperta o un esperimento riuscito attraverso un video YouTube?

Tutto quello che ha a che fare con questa «scoperta» appare fortemente criticabile, proprio a partire dal modus operandi.

 

E allora? Tutti gli embrioni dovrebbero essere manipolati geneticamente perché l’AIDS scompaia?

Quando una ricerca viene ultimata, sia che si tratti di ricerca di base che di ricerca clinica, la prima ad essere informata deve essere la comunità scientifica, attraverso il mezzo della pubblicazione scientifica. Questo permette, prima di tutto, un «controllo di qualità» su quanto affermato dallo scienziato: come ha condotto l’esperimento? I dati che ha ottenuto sono verosimili? Se sono coinvolte persone, sono stati rispettati i criteri etici?

 

Solo se a queste domande si ottengono risposte positive, l’articolo che presenta la ricerca può essere preso in considerazione per la pubblicazione e, dunque, per l’ufficializzazione della scoperta, lasciando inoltre, sempre, lo spazio a critiche dei colleghi, dei pari, alle «peer review» in cui ogni altro scienziato può dire la sua circa il modo di condurre le ricerche e provare a sua volta a ripeterle per confermare o smentire i dati.

 

Saltare questo percorso obbligato, condiviso dalla comunità scientifica proprio per evitare le «fake news» della ricerca, significa essere consapevoli che qualcosa, nello studio condotto, non rispetta i canoni della scienza, non escludendo quelli etici che sono un elemento essenziale per la validità scientifica della ricerca stessa. Usare i canali non ufficiali equivale a farsi o a fare pubblicità, a destare scalpore; una trovata che arriva a colpire l’opinione pubblica senza filtri e che, per questo, può essere molto pericolosa.

 

Nel caso in cui si trattasse di un fake, a quale scopo tutto questo?

Considerando che He ha detto di aver modificato il DNA delle due bambine allo scopo di renderle immuni al contagio dell’HIV, pubblicizzare la sua scoperta – ammesso, appunto, che non sia una fake news -, equivarrebbe ad un tentativo di sdoganare le biotecnologie con un fine eugenetico. Nobile fine! Eliminare l’AIDS! Peccato che come ben sappiamo il fine non giustifica mai i mezzi.

 

L’HIV è un «mostro nero», è una malattia ad elevato valore simbolico, a impatto emotivo. Dire che ora abbiamo a disposizione un’arma, quella del «taglia e cuci» del DNA, che non si limita, per così dire, alla cura, ma addirittura evita il contagio, lo previene, significa far pensare che questa sia la soluzione ottimale

Perché proprio l’HIV?

È tutto molto ben studiato: l’HIV è un «mostro nero», è una malattia ad elevato valore simbolico, a impatto emotivo. Dire che ora abbiamo a disposizione un’arma, quella del «taglia e cuci» del DNA, che non si limita, per così dire, alla cura, ma addirittura evita il contagio, lo previene, significa far pensare che questa sia la soluzione ottimale.

 

Sembra proprio essere un ballon d’essai lanciato al solo scopo di far credere che l’eugenetica salverà il mondo dalle malattie infettive e da chissà che altro.

 

Tra l’altro, la trasmissione materno-fetale dell’HIV oggi è evitata dai farmaci, dunque, pur ipotizzando anche questa eventualità da prevenire, non vi sarebbe certo bisogno di intervenire sul DNA quando un esiste un trattamento molto meno invasivo e, soprattutto, moralmente lecito. Intervenire in questo modo sul genoma, significa voler prevenire un futuro contagio. E allora? Tutti gli embrioni dovrebbero essere manipolati geneticamente perché l’AIDS scompaia?

 

In Cina si consuma il nuovo transumanesimo della genetica. Perché secondo lei?

Una scienza senza etica conduce a qualsiasi aberrazione, non ultima quella del transumanesimo, della distruzione della persona umana con il fine di creare un uomo nuovo su misura, perfetto, indistruttibile… perfino immortale.

 

In Cina l’etica fatica ad entrare in qualsiasi campo, non solo quello della scienza purtroppo: pensiamo all’economia cinese e, soprattutto, pensiamo a di quale ideologia è impregnata la Cina tutta: il comunismo.

 

Non possiamo parlare di etica quando ci troviamo di fronte ad un’ideologia gnostica che vuole la distruzione dell’uomo. La Cina comunista è il terreno fertile per gli abomini della pseudo-scienza.

 

Inoltre, un’altra ragione sta in quanto detto inizialmente circa il modus operandi di He. La via ufficiale della trasmissione dei risultati delle ricerche scientifiche, in Cina, è spesso bypassata. Molte «fake news» della ricerca vengono proprio da lì. Non abbiamo gli strumenti per verificare se quanto affermato dagli scienziati cinesi sia stato davvero realizzato o meno, ma resta il fatto che l’impatto sull’opinione pubblica rimane. Che sia un falso o che sia stato fatto un altro triste passo verso qualcosa di mostruoso, le coscienze vengono scosse, turbate e falsamente commosse da drammi umani – come appunto il contagio da HIV – che la genetica promette di far dimenticare.

Non abbiamo gli strumenti per verificare se quanto affermato dagli scienziati cinesi sia stato davvero realizzato o meno, ma resta il fatto che l’impatto sull’opinione pubblica rimane.

 

Tornando alle due bambine, dal punto di vista medico, è possibile che il macabro esperimento di He sia riuscito pienamente, ovvero che queste due bambine saranno preservate dall’eventuale virus HIV?

Mettiamo da parte, per un attimo, l’etica, e fermiamoci alla sola scienza biomedica.

 

Due sono i principali ostacoli al successo di un tale esperimento: il primo è la tecnica usata, la CRISPR; il secondo è l’intervento sull’embrione per arrivare ad un essere umano nato vivo e vitale.

 

La CRISPR è un «taglia e cuci» del DNA, sono delle forbici molecolari capaci di individuare un bersaglio di DNA complementare ad uno «stampo», tagliare in tutto o parte il gene bersaglio e sostituirlo con un gene modificato.

 

Peccato che la capacità di riconoscere lo stampo non è un perfetto modello chiave-serratura, e la CRISPR taglia anche «a caso», taglia bersagli simili a quello cercato, sostituisce in maniera imperfetta, «chiude» il DNA tagliato prima che sia stato sostituito correttamente.

Peccato che la capacità di riconoscere lo stampo non è un perfetto modello chiave-serratura, e la CRISPR taglia anche «a caso», taglia bersagli simili a quello cercato, sostituisce in maniera imperfetta, «chiude» il DNA tagliato prima che sia stato sostituito correttamente.

 

Gli errori che può generare sono ancora moltissimi, allo stato attuale della ricerca. Che il «taglia e cuci» di He sia stato tanto preciso, ho i miei dubbi… Quali le conseguenze a lungo termine di tali errori? Tumori, disturbi dello sviluppo, malattie neurodegenerative… Non sappiamo. Proprio perché fino ad ora la ricerca ufficiale non si è spinta tanto oltre. La CRISPR fa ancora parte della ricerca di base, non ne conosciamo gli effetti a lungo termine.

 

Tutto questo fa capire il perché sia inverosimile anche che l’intervento sull’embrione sia andato a buon fine: partire da poche cellule (He, ovviamente, si è ben guardato dal dirci a quale stadio sarebbe intervenuto), modificarle, pretendere che queste, senza errori fatali, continuino il loro sviluppo indisturbate dando vita a due esseri umani vivi, vitali e sani, è quantomeno improbabile. Le fasi dello sviluppo embrionario sono delicate in natura, figuriamoci quando si interviene artificialmente in maniera così massiccia.

 

Lasciando pure un margine di plausibilità, resta il fatto che, per aver ottenuto un successo su di un embrione, quanti altri sarebbero andati persi – ovvero quanti esseri umani uccisi – per permettere un tale risultato?

 

Pare che i ricercatori cinesi non si vogliano fermare all’HIV. Si è parlato anche di colera e vaiolo…

Ogni agente patogeno, virale o batterico, ha uno o più specifici recettori nell’organismo. Questi recettori, per lo più, sono proteine presenti sulla membrana delle cellule, usati per riconoscere sostanze circolanti, ormoni, piccole molecole… tutto quanto riguarda la comunicazione da un distretto all’altro dell’organismo e da cellula a cellula.

 

I recettori per virus e batteri, dunque, non nascono certo per questo; non nascono per permettere un’infezione, ma sono piuttosto presenti fisiologicamente nel nostro organismo per svolgere diverse funzioni necessarie all’omeostasi.

Per aver ottenuto un successo su di un embrione, quanti altri sarebbero andati persi – ovvero quanti esseri umani uccisi – per permettere un tale risultato?

 

Eliminarli o modificarli porta inevitabilmente delle conseguenze, in una sorta di imprevedibile effetto domino, che può essere positivo o negativo.

 

Forse modificare il recettore per l’agente di una malattia infettiva ci renderà immuni a quella malattia, ma chissà che quella modifica non ci renda molto più suscettibili ad un altro patogeno, o alteri irreversibilmente la fisiologica comunicazione intercellulare.

 

Vero o non vero il progresso della tecnica spaventa. Dove vogliono arrivare?

L’obiettivo? L’oltreuomo, il superuomo nietzschiano sono gli obiettivi del transumanesimo e del postumanesimo. Non si tratta solo di «bambini OGM», di «designer baby», si tratta di una nuova concezione della persona umana che, di fatto, viene privata della sua natura.

 

Non siamo più di fronte alla persona nella sua complessità, nella sua natura voluta e creata da Dio come sinolo di anima e corpo. Siamo di fronte all’uomo-macchina di un novello scientismo, un uomo ridotto al suo genoma. Un uomo da tagliare, smontare, correggere e rimontare verso una perfezione che non sarà mai abbastanza perfetta. Tutto questo riecheggia la follia del trapianto di testa. È una sorta di folle corsa verso l’immortalità, fuggendo dalle malattie e dalla limitatezza della nostra creaturalità. Dimenticando che immortale, la nostra anima lo è già!

Non siamo più di fronte alla persona nella sua complessità, nella sua natura voluta e creata da Dio come sinolo di anima e corpo. Siamo di fronte all’uomo-macchina di un novello scientismo, un uomo ridotto al suo genoma. Un uomo da tagliare, smontare, correggere e rimontare verso una perfezione che non sarà mai abbastanza perfetta.

 

Quanti sono gli embrioni sacrificati sull’altare della ricerca e del progresso della tecnica?

Troppi. Non credo sia possibile fare una stima anche solo approssimativa di quanti embrioni vengono sacrificati perché distrutti o congelati. Le stime, di fatto, sono opera di chi quegli embrioni li «fabbrica» e li tratta come materiale biologico di scarto. Come fare a credere alla loro obiettività?

 

Jiankui He potrebbe essere il capro espiatorio per overtonizzare ancora di più la prassi dell’eugenetica positiva?

He si è sicuramente prestato a questo gioco antiumano, forse perché alla ricerca di fama e successo, per non dire di denaro. È molto probabile che si tratti di una semplice pedina, mossa dagli interessi delle compagnie biotech senza etica – e di aziende biotecnologiche He ne possiede due – e dai loro ideologi intenzionati a presentarci un progresso sempre positivo, sempre teso a fare del bene, sempre rivolto al miglioramento dell’uomo.

L’eugenetica biotecnologica è l’arma di una pseudo-scienza che non conosce il limite etico, al punto di presentarsi sotto una veste «etica», quasi moralista: il fine è buono, anzi ottimo! Prevenire, non solo curare. Rendere perfetti, non solo migliorare. Superuomini, non solo uomini.

E chi non abbraccia questa sedicente morale, pecca di crudeltà, condannando l’uomo alla sua naturale imperfezione, alla malattia e alla morte.

Chi quegli embrioni li «fabbrica» li tratta come materiale biologico di scarto

 

La tecnica avanza sempre di più, ad una velocità spropositata. Sembra però non esserci più un argine bioetico, né cattolico né tanto meno laico e soprattutto giuridico capace di arginare questa macchina di morte. Quali rimedi?

L’argine non può esistere «fuori», nell’etica della scienza, nella legge, negli interessi economici che, alla fin fine, guidano la ricerca più dello stesso interesse scientifico.

 

L’argine si è rotto dentro di noi. Si è rotto l’argine della coscienza che giudica secondo la sola vera ed autentica legge morale, si è rotto travolto dalla corrente dell’etica della situazione, dal buonismo del fine che giustifica i mezzi, dal pensiero liquido che non risparmia nemmeno il mondo cattolico.

 

O ritorniamo a costruire l’argine etico alla luce della legge che Dio ha scritto nei nostri cuori e che la Tradizione e il Magistero di sempre non hanno fatto altro che aiutarci a meglio comprendere ed applicare, o soccomberemo anche noi al solito triste «chi sono io per giudicare?».

 

Cristiano Lugli

 

 

Pubblicato previamente su Riscossa Cristiana

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CRISPR

Primo trapianto di cuore da maiale geneticamente modificato con geni umani

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Un americano di 57 anni con una condizione cardiaca pericolosa per la vita è diventato la prima persona al mondo a ricevere con successo un cuore trapiantato da un maiale geneticamente modificato con geni umani.

 

Il paziente  ha ricevuto il cuore venerdì presso l’Università del Maryland Medical Center di Baltimora. Lo riporta il Washington Post.

 

L’ente regolatore americano Food and Drug Administration (FDA) ha concesso l’autorizzazione d’urgenza per lo xenotrapianto attraverso il suo provvedimento di «uso compassionevole» che consente di utilizzare prodotti sperimentali al di fuori della sperimentazione clinica nei casi in cui il paziente presenta una condizione grave o pericolosa per la vita.

 

Venerdì mattina, i chirurghi hanno rimosso il cuore dal maiale – che è stato fornito da Revivicor, un’azienda di medicina rigenerativa con sede a Blacksburg, in Virginia – e lo hanno inserito in un dispositivo per preservarlo fino a quando non è stato trapiantato al paziente.

 

Il video diffuso dall’ospedale mostrava il dispositivo, un contenitore delle dimensioni di un microonde, portato in sala operatoria su un carrello.

 

 

La pelle e le valvole cardiache dei maiali – che sono per certi versi biologicamente simili agli esseri umani e ai primati, il che li rende candidati ideali per i trapianti – sono state trapiantate con successo nell’uomo in passato.

 

Un tipo di virus trasportato nelle cellule dei suini in grado di infettare le cellule umane aveva impedito a lungo i trapianti di organi completi, ma nel 2015 i ricercatori hanno utilizzato con successo una tecnica di modifica genetica chiamata CRISPR per rimuovere il virus dal DNA delle cellule dei suini.

 

Il «donatore» suino era un OGM, una creatura modificata nella genetica, persino con l’inserti genetici umani.

 

Il maiale il cui cuore è stato trapiantato aveva tre geni «eliminati» che avrebbero causato il rigetto dell’organo, oltre a un altro gene per prevenire la crescita eccessiva del tessuto cardiaco del maiale. Sono quindi stati inseriti sei geni umani che inducono l’organo ad essere accettato dal sistema immunitario del ricevente.

 

Come riportato da Renovatio 21, a novembre i chirurghi della NYU Langone Health hanno trapiantato un rene da un maiale geneticamente modificato della stessa azienda di quello utilizzato venerdì nel corpo di una persona morta ma «mantenuta» in vita, qualsiasi cosa questo voglia dire. Avevano inoltre eseguito la medesima procedura a settembre e il mese scorso avevano affermato che entrambe le procedure avevano avuto successo.

 

Mentre lo xenotrapianto tradizionale, il processo di trapianto di organi o tessuti animali nell’uomo, ha una storia lunga e spesso infruttuosa, le nuove tecnologie di modifica genetica lo stanno rendendo più praticabile.

 

Il maiale geneticamente modificato nell’operazione della scorsa settimana è stato fornito da Revivicor, una delle numerose aziende biotecnologiche che lavorano per sviluppare organi di maiale da trapiantare nell’uomo.

 

Oltre a Revivicor, nel settore sta operando anche l’onnipresente scienziato harvardiano George Church, già noto come pioniere della tecnica di editing genetico CRISPR, per il progetto di «de-estinguere» il mammuth e anche per la sua proposta di una app di incontri stile Tinder basata però sulla compatibilità genetica (cioè, eugenetica) delle persone.

 

Come riporta Technology Review, Church ha cofondato una società, eGensisis , che sta lavorando sull’utilizzo dell’editing genetico CRISPR per rendere gli organi animali praticabili per il trapianto umano, sebbene «la sua ambiziosa scala temporale proposta sia in ritardo».

 

Il maiale «umanizzato» geneticamente usato nel trapianto è definibile come una creatura transgenica.

 

Come emerso settimane fa, la Cina sta utilizzando «maiali umanizzati» nella ricerca sul COVID.

 

Grazie al semaforo verde assicurato dalle istituzioni (per esempio, la Casa Bianca di Biden, o la stessa FDA), la scienza biomedica sta facendo un grande uso anche di «topi umanizzati», ossia roditori nei quali sono stati inseriti geni umani o direttamente trapiantati tessuti di feto abortito. Topi umanizzati sarebbero stati usati anche nel laboratorio di Wuhan, di modo da renderli contagiabili da malattie umane.

 

Come riportato da Renovatio 21, il tema della crescita di organi umani negli animali è un tema di ricerca che usa come giustificazione la carenza di organi umani per i trapianti.

 

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CRISPR

Bill Gates vi consiglia i regali di Natale. Compresa la bioingegneria CRISPR

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Non basta che, grazie al movimento di miliardi di euro, egli possa influenzare la stampa, i governi, l’industria farmaceutica, i social media, la rete elettrica, il clima, le telecomunicazioni, l’agricoltura, l’ecosistema delle zanzare, l’energia nucleare, la politica sanitaria mondiale.

 

Bill Gates vuole iniettarsi anche nel vostro Natale. Dopo avervi consigliato i vaccini COVID – da lui stesso finanziati e creati da case farmaceutiche di cui lui stesso è socio con le sue Fondazioni – ora vuole consigliarvi anche quali libri regalare a Natale.

 

Non fa una grinza: seguendo la concezione secondo cui le idee sono virus (che si comportano in modo concepibile secondo l’evoluzionismo genetico, come nel caso del significato originario della parola meme spiegato nel libro dell’ateo Richard Dawkins nel suo libro Il gene egoista), egli vuole controllare anche questo contagio, l’epidemia ideologica.

 

Bill Gates vuole iniettarsi anche nel vostro Natale

Gates ha ripetute volte spinto sui media – che, come sappiamo, foraggia – il fatto di essere un avido lettore che consuma almeno un libro a settimana. Continui articoli sul New York Times tornano a ripetercelo ossessivamente: il Billo legge tantissimo, il Billo vi consiglia questo libro, etc.

 

Ecco quindi che nel suo canale YouTube, Gate Notes, compare questo incredibile spottone librario natalizio.

 

 

Colpisce, innanzitutto, la vasta ricchezza della produzione, che può sfuggire se l’attenzione si ferma sul giaccone a quadri, stile sempliciotto dell’America profonda, sfoggiato da Bill (di per sé, giù questo è un messaggio…)

 

Il prezzo di una produzione del genere non sappiamo immaginarlo, ma nel caso non abbiano lavorato tutti gratis perché convinti della bontà del progetto planetario dell’uomo di Seattle, forse non parliamo nemmeno più di decine di migliaia di dollari

Il lettore osservi bene: hanno ricreato scenograficamente un’intera via di un classico Paesino della provincia statunitense.

 

Multicamera, la presenza un dolly – cioè di una gru munita di macchina da presa – ben percepibile.

 

Hanno assunto attori, registi, comparse, aiuto registi, segretari di produzione, costumisti: un tizio è vestito da astronauta (un costume facile da trovare, no?), un altro tizio è vestito da Shakespeare, con incunabolo in mano. Eserciti di Babbi Natale che schettinano giù per la via come ad un Santacon alcolico.

 

Le vetrine dei negozi allestite con una cura che Luchino Visconti lèvati – in un negozio, ad un certo punto, vediamo in esposizione dei cervelli (!), un’altra vetrina contiene un essere umano, ma si tratta di un umanoide protagonista di un libro che vuole raccomandare.

 

Tutto intorno, gli alberelli illuminati, luci soffuse, mobilio d’epoca, vecchi robot giocattolo, teschi, piatti d’epoca, trenini elettrici, perfino un kinetoscopio. Hanno piazzato perfino una macchina che sparasse la neve finta –  tutto, chiaramente, ricreato in uno studio di produzione, con un saporate artifciale delle immagini che non si capisce neppure quanto sia involontario.

 

Ci sono animazioni grafiche, effetti speciali, immagini girate e postprodotte in modo leccatissimo.

 

Il prezzo di una produzione del genere non sappiamo immaginarlo, ma nel caso non abbiano lavorato tutti gratis perché convinti della bontà del progetto planetario dell’uomo di Seattle, forse non parliamo nemmeno più di decine di migliaia di dollari, sborsati invece di fare un video magari con telefono e maglioncino in cui parla a braccio – quello che oggi fa chiunque, perché chiunque capisce che oggi vince, più che il danaro e la produzione kolossal, l’autenticità della propria persona e del proprio messaggio.

 

«Autenticità» è una parola ovviamente sconosciuta a William Henry Gates III.

 

Per la seconda volta in un mese, torna a fare propaganda al processo in cui la vita perde la sua autenticità: la bioingegneria CRISPR.

Il quale, di fatto, per la seconda volta in un mese, torna a fare propaganda di quanto di più inautentico vi sia al mondo, cioè il processo stesso in cui la vita perde la sua autenticità: la bioingegneria CRISPR.

 

Ovviamente, tra i cinque libri che Billo consiglia per il Natale 2021, non può mancare Code Breakers, la storia della ricercatrice scopritrice del CRISPR Jennifer Doudna e degli altri scienziati che «hanno scoperto un nuovo modo di modificare il DNA, chiamato CRISPR». Notate che il libro è presentato come una grande, decoratissima e pannosa torta di compleanno; la parola CRISPR è immersa tra i canditi, i volti dei rivoluzionari bioingegneri sono piazzati sopra morbide, innocenti, inoffensive tortine cupcake attorniate da spirali del DNA.

 

 

Se qualcuno ha già detto detto che modificare geneticamente i bambini «sarà come vaccinarli», qui si va molto oltre: il sottotesto è che la modifica genetica sarà bella e piacevole come l’atto di mangiare un dolce – «piece of cake» è l’espressione americana per dire quando una cosa risulta davvero facile da farsi.

 

«Verrà solo utilizzato per curare le malattie, o per fare bambini più intelligenti ed attraenti? Cosa faremo con questo strumento straordinario?»

«Verrà solo utilizzato per curare le malattie, o per fare bambini più intelligenti ed attraenti? Cosa faremo con questo strumento straordinario?» si domanda Gates nella sua réclame libraria natalizia, ma non si risponde.

 

La sua risposta, in realtà, l’aveva già consegnata alle nostre meditazioni  qualche settimana fa quando Gates lanciò il video che specificatamente parlava del libro su Doudna e il CRISPR, attaccandoci – lestamente – l’annuncio che le sue Fondazioni ci stanno investendo da tempo tanto danaro.

 

 

Anche gli altri libri consigliati da Gates hanno un loro perché inquietante. Si parla degli studi sulla mente umana e sull’implementazione di robot umanoidi in società – il contenuto dell’ultimo romanzo (che deve essergli piaciuto tantissimo) di Kazuo Ishiguro, Klara e il sole. Il Nobel anglo-giapponese Ishiguro è peraltro l’autore dello struggente, e sommamente distopico, Never et me go (in italiano, Non lasciarmi; divenuto anche un film) che narra di un mondo dove alcuni bambini vengono clonati e cresciuti in collegio solo per divenire poi «donatori» dei trapianti di organi.

 

Tuttavia, è sul CRISPR che bisogna restare concentrati.

 

La nuova era dell’umanità sintetica ha come personaggio catalizzatore l’uomo Microsoft. Il Babbo Natale onnipotente del mondo trasformato fin dentro al codice della vita.

Bill Gates-Santa Claus sotto l’albero di Natale dell’umanità vuole farci trovare impachettata la bioingeneria di ogni creatura terrestre. Per comunicarcelo, non ci fa uno, ma due spot, pure costosissimi.

 

Metà del mondo lo detesta e vorrebbe vederlo arrestato. Lui, forte dei suoi miliardi e del suo potere politico infinito, tira dritto con la sua slitta di renne-Frankestein con quei suoi «regali» genetici che vuole distribuire ad ogni famiglia del mondo.

 

Del resto lo sapevamo: la nuova era dell’umanità sintetica ha come personaggio catalizzatore l’uomo Microsoft. Il Babbo Natale onnipotente del mondo trasformato fin dentro al codice della vita.

 

«Oh oh oh».

 

 

Immagini screenshot da YouTube

 

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La Cina crea «maiali umanizzati» da utilizzare nella ricerca sul COVID

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Il più grande istituto di ricerca del paese avrebbe sviluppato «maiali umanoidi» mutanti che sono suscettibili al ceppo umano del coronavirus utilizzando la più importante tecnologia di editing genetico al mondo.

 

Una volta sviluppati, i maiali verranno utilizzati come cavia da esperimenti per gli scienziati che testano nuovi rimedi in fase di sviluppo per combattere il COVID.

 

Uno studio pubblicato ad agosto ha mostrato che i ricercatori dell’Istituto di Microbiologia dell’Accademia Cinese delle Scienze (IMCAS) hanno spiegato come gli scienziati hanno utilizzato CRISPR, uno strumento di modifica genetica recentemente reclamizzato in modo aperto da Bill Gates, per rimuovere le protezioni genetiche che consentono ai maiali di non infettarsi con il virus umano.

 

Gli scienziati hanno utilizzato CRISPR, uno strumento di modifica genetica, per rimuovere le protezioni genetiche che consentono ai maiali di non infettarsi con il virus umano

Supportati da diversi fondi nazionali, inclusi i programmi chiave di ricerca e sviluppo della Cina e la National Natural Science Foundation, i risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Cell Discovery.

 

Il progetto ha chiaramente il pieno sostegno del Partito Comunista Cinese: l’istituto di ricerca fa parte dell’Accademia delle Scienze Cinese, che nel suo genere è la più grande organizzazione mondiale, e rappresenta un braccio formale del governo cinese.

 

Perché i maiali? Il Global Times, giornale di lingua inglese alle dirette dipendenze del Partito Comunista Cinese, ha in realtà una spiegazione abbastanza convincente.

 

«Le linee cellulari e i modelli animali esistenti sulle cavie e su alcuni primati utilizzati per la simulazione dell’infezione da COVID-19 non possono catturare le caratteristiche chiave della fisiologia umana e quindi limitare l’accuratezza dei test sull’efficacia di vaccini e farmaci».

 

Lo studio di maiali «geneticamente umanizzati» è per la Cina risalente. Un paper sulla bioingegnerizzazione di maiali umanizzati a produrre insulina è stato pubblicato ancora nel 2016 sul Journal of Molecular Cell Biology.

 

Gli USA producono apertamente maiali umanizzati per studiare le malattie. Per esempio, un team della Iowa State University ha trasferito con successo componenti del sistema immunitario umano in maiali privi di un sistema immunitario funzionante, cosa da creare  un «potenziale per accelerare la ricerca medica in molte aree, compresa la ricerca sui virus e sui vaccini, nonché le terapie contro il cancro e le cellule staminali» scrive la testata interuniversitaria USA The Conversation.

 

I maiali umanizzati arrivano su di una scena dove è ben presente da anni un altro tipo di creatura chimerica da esperimento, il topo umanizzato

I maiali sono oggetto di esperimenti sempre più impressionanti. Circa tre anni fa emerse la notizia di scienziati statunitensi che avevano «rianimato» le cellule del sistema nervoso di un suino morto. Sempre in USA, alcuni ricercatori avevano messo in piedi un esperimento per mantenere vivo il cervello di alcuni maiali fuori dal loro corpo. L’anno scorso il miliardario di Tesla Elon Musk aveva presentato al mondo i risultati della sua ulteriore startup Neuralink: un maiale a cui era stato impiantato nel cervello un microchip. Nel corso di questo autunno vi è stata la notizia del rene di maiale geneticamente modificato trapiantato per la prima volte in un paziente umano.

 

I maiali umanizzati arrivano su di una scena dove è ben presente da anni un altro tipo di creatura chimerica da esperimento, il topo umanizzato (humanized mouse), il cui uso pare essere certo anche negli oscuri esperimenti celeberrimo Istituto di virologia di Wuhan.

 

Detto anche «modello murino umanizzato», il topo viene xenotrapiantato con cellule umane oppure bioingegnerizzato per esprimere geni umani, così da poter rappresentare materiale sperimentale che replica per quanto possibile le condizioni fisiologiche umane. In particolare, la grande differenza tra animali da esperimento come roditori e primati e l’essere umano riguarda il sistema immunitario, che con «l’umanizzazione» del topo viene quindi reso più simile a quello dell’uomo.

 

Come scritto varie volte su questo sito, tessuti fetali da aborto trafficati più o meno legalmente in USA sono finiti spesse volte per essere trapiantati sui topi, di modo da creare, appunto, i topi umanizzati. Sarebbe coinvolta perfino la FDA, l’ente regolatorio per i farmaci in America.

 

Tutto, ovviamente, per la Scienza. La quale, senza dubbio, altro non è che la religione terrifica del mondo moderno, un culto con i suoi mostri e i suoi sacrifici umani

Come riportato da Renovatio 21, l’amministrazione Biden ha riacceso la ricerca scientifica con topi umanizzati con organi di feto abortito.

 

L’umanizzazione dei topi, quindi, spesso significa la disumanizzazione di un essere umano, che viene ucciso prima ancora di nascere, e squartato quando è ancora vivo.

 

Tutto, ovviamente, per la Scienza. La quale, senza dubbio, altro non è che la religione terrifica del mondo moderno, un culto con i suoi mostri e i suoi sacrifici umani.

 

 

 

 

Immagine d’archivio

 

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