Oligarcato
Musk: i sostenitori miliardari di Kamala «terrorizzati» che «la lista Epstein diventi pubblica» se Trump vince
I sostenitori miliardari di Kamala Harris sono «terrorizzati» dal fatto che la cosiddetta lista dei clienti di Epstein possa essere resa pubblica se l’ex presidente Donald Trump riprenderà la Casa Bianca a novembre, ha affermato lunedì Elon Musk nella sua lunga intervista a Tucker Carlson.
«Penso che uno dei motivi per cui Kamala sta ottenendo così tanto sostegno è che se Trump vincesse, la lista dei clienti di Epstein diventerebbe pubblica», ha detto Musk durante un’intervista ad ampio raggio con Tucker Carlson.
“If Trump wins, that Epstein client list is going to become public.”@elonmusk explains why he thinks Kamala Harris receives so much support from the elites.
“Between Diddy and Epstein there’s probably several thousand hours of footage. pic.twitter.com/qBz2rbwIlW
— Tucker Carlson Network (@TCNetwork) October 7, 2024
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«E alcuni di quei miliardari dietro Kamala sono terrorizzati da questo esito», ha aggiunto.
Tucker ha chiesto: «Pensi che Reid Hoffman sia a disagio?”, riferendosi al capitalista di rischio e co-fondatore di LinkedIn.
«Sì. E Gates» ha risposto Elon, riferendosi al fondatore di Microsoft e finanziatore OMS Bill Gates, il cui enigmatico rapporto con Epstein è noto, ma di cui negli anni si sono scoperti sempre più dettagli disturbanti.
«Lo chiedo solo perché puoi semplicemente guardarli e pensare: quella lì è una persona nervosa» ha rintuzzato il Carlson.
Musk ha ricordato a Carlson con una risata che Hoffman in particolare era il suo vicepresidente dello sviluppo presso PayPal, l’azienda fondata da Musk con Peter Thiel ed altri ragazzi divenuti tutti grandi imprenditori di Internet (la cosiddetta «PayPal mafia») 24 anni fa.
«È terrorizzato da una vittoria di Trump», ha detto Musk.
Hoffman, insieme al proprietario dei Dallas Mavericks Mark Cuban, al co-fondatore di Netflix Reed Hastings, all’ex CEO di American Express Ken Chenault, all’ex CEO di Merck Ken Frazier e al CEO di Box Aaron Levine, la scorsa settimana ha lanciato la campagna «Business Leaders for Harris» che cercava di ritrarre Harris come il miglior candidato per il mondo degli affari.
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Hoffman aveva altresì dichiarato più o meno scherzosamente, con una frase che in seguito ha cercato di ritrattare, che Trump poteva divenire un martire, parole che dopo l’attentato al comizio di Butler suonano molto sinistre.
Come noto, dopo l’esperienza in PayPal, Hoffman creò il social network per professionisti Linkedin che vendette, per circa 26,2 miliardi di dollari liquidi, proprio all’azienda di un altro amico di Epstein, la Microsoft di Bill Gates.
In un recente podcast di Joe Rogan, il miliardario venture capitalist Peter Thiel, già socio di Musk e sponsor delle elezioni di Trump nel 2016 e del candidato vicepresidente JD Vance (che è stato suo dipendente in fondi di capitale di rischio) in questa campagna, aveva rivelato di aver conosciuto lui stesso Epstein tramite Hoffman, che glielo aveva presentato come il più grande esperto in questioni fiscali.
È riportato che Hoffman avrebbe frequentato Epstein. Al contempo, l’uomo ha finanziato la campagna contro Trump della giornalista E. Jean Carroll, che aveva accusato l’ex presidente di stupro e diffamazione.
Si presume che il defunto miliardario pedofilo Jeffrey Epstein fosse in possesso di registrazioni video segrete di molti degli ospiti ricchi e famosi della sua isola privata caraibica Little St. James, nella sua grande magione a Manhattan e nel suo ranch in Nuovo Messico: registrazioni che parrebbero tuttavia scomparse dopo che l’FBI ha fatto irruzione nelle sue proprietà.
Molti nomi affiliati a Epstein sono stati resi pubblici nel corso degli anni attraverso i registri di volo sull’aereo privato detto «Lolita Express», la sua rubrica e documenti giudiziari desecretati , in particolare in relazione al processo della sua complice Ghislaine Maxwell, condannata nel 2022 a 20 anni di carcere per aver portato avanti un piano durato anni con Epstein volto ad adescare e abusare sessualmente di ragazze minorenni. Il nome dell’ex presidente Clinton, secondo quanto riportato, compariva in 26 voli.
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Epstein e la Maxwell sono da vari osservatori sospettati di avere connessioni con l’Intelligence dello Stato di Israele.
Come riportato da Renovatio 21, Trump il mese scorso ha dichiarato che avrebbe preso in considerazione la possibilità di divulgare informazioni più schiaccianti sui soggetti associati a Epstein e alle sue attività criminali. L’ex presidente ha altresì lasciato intendere che avrebbe desecretato i file sull’assassinio del presidente Kennedy, tema quanto mai centrale della campagna ora che si è formata la coalizione con il nipote di JFK Robert F. Kennedy jr., che da sempre accusa la CIA della morte dello zio e dello stesso padre Robert Kennedy sr.
Musk ha anche avvertito che le elezioni del 2024 potrebbero essere le ultime legittime se Harris vincesse e si è lamentato che potrebbe essere arrestato dal regime di Harris e che X potrebbe essere rimosso dalla rete se Trump perdesse le elezioni.
«Se Trump perde, sono fottuto. Quanto pensi che durerà la mia condanna in prigione?» ha detto Musk ridendo all’inizio dell’intervista, che ha toccato tanti temi importanti tra politica più o meno occulta, vaccini, Intelligenza Artificiale, etc.
«Vedrò i miei figli? Non lo so. E ho massacrato Kamala senza sosta» ha detto senza trattenere le risate.
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Oligarcato
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Droga
Zelens’kyj e la cocaina, «segreto di Pulcinella»: parla l’ex portavoce
L’uso di droghe da parte del presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj è «un segreto di Pulcinella», ha affermato l’ex portavoce Yulia Mendel al Tucker Carlson Show.
Le accuse di consumo di stupefacenti erano emerse per la prima volta durante la campagna elettorale presidenziale del 2019, quando Zelens’kyj sconfisse Petro Poroshenko. Lo Zelens’kyj, ex attore, all’epoca aveva respinto le accuse definendole calunnie, ed entrambi i candidati si erano sottoposti a test per alcol e droghe.
La Mendel ha lavorato per Zelens’kyj dal 2019 al 2021 e in seguito è diventata molto critica nei confronti del suo ex capo. In un’intervista pubblicata lunedì, Carlson le ha chiesto se Zelensky facesse uso di droghe, al che Mendel ha risposto: «Questo è un segreto di Pulcinella».
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«Il fatto è che non l’ho mai visto assumere droghe. Tuttavia, mentre scrivevo il mio libro, ho incontrato molte persone che mi hanno confermato di averlo visto assumere droghe in diversi locali. Solo una persona l’ha visto assumere droghe nel 2021», ha affermato. Mendel ha aggiunto di aver appreso dell’esistenza di un presunto «fornitore» da una persona che lavorava presso Kvartal 95 Studio, la società di intrattenimento co-fondata da Zelens’kyj negli anni 2000.
«Tutte queste persone parlano di cocaina, sì», ha detto Mendel, aggiungendo che prima delle interviste Zelens’kyj aveva l’abitudine di passare 15 minuti in bagno e di uscirne «una persona diversa».
La Mendel ha descritto il suo ex capo come ossessionato dalla propria immagine pubblica, sia in patria che all’estero. Ha affermato che a un certo punto Zelens’kyj le disse: «Ho bisogno della propaganda di Goebbels, ho bisogno di migliaia di opinionisti», riferendosi al ministro della propaganda di Adolf Hitler, Joseph Goebbels.
La Mendel ha inoltre accusato Zelensky di aver mandato i critici, compresi i giornalisti, al fronte come punizione.
Gli oppositori politici, tra cui il sindaco di Kiev Vitaly Klitschko, hanno spesso accusato Zelens’kyj di abuso di potere. L’anno scorso, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha definito Zelens’kyj – il cui mandato presidenziale sarebbe scaduto nel 2024 – un dittatore per essersi rifiutato di indire nuove elezioni presidenziali.
Zelens’kyj ha sostenuto che le elezioni sono vietate dalla legge marziale e che sarebbe necessario un cessate il fuoco permanente con la Russia prima di poter tenere nuove consultazioni.
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La Mendel ora è stata messa nella lista nera dei nemici dell’Ucraina Mirotvorets. Nell’intervista ha parlato della sorte degli oppositore del regime di Kiev (che «somiglia a quello che abbiamo letto dell’URSS», ha detto), i queali spesso finiscono tartassati dai servizi, o in galera o misteriosamente morti.
L’ex portavoce ha accennato al caso del banchiere Alexander Adarich, precipitato dal quarto piano di un palazzo di Milano a febbraio. Secondo le indagini sarebbe morto per asfissia prima del lancio nel vuoto: secondo la Procura sarebbe stato il figlio ad organizzare il sequestro con dei complici.
La tesi della Mendel è che l’intenzione di Zelens’kyj è quella di continuare la guerra il più possibile: senza di essa, egli perderebbe tutto il suo potere, anche a fronte di quello che, dice, è il tracollo totale del suo consenso presso la popolazione stremata dal conflitto.
Carlson ha permesso alla Mendel di utilizzare gli ultimi minuti della trasmissione per mandare, in lingua russa, un messaggio al presidente russo Putin. Con la voce un po’ rotta dall’emozione, l’ex portavoce di Zelens’kyj ha detto che basta una parola per far finire le sofferenze nell’area di Kherson, da dove proviene, dove la gente è terrorizzata dai droni.
La donna dice inoltre di essere stata presente nell’unico incontro tra Putin e Zelens’kyj, nel quale quest’ultimo – appena eletto come il candidato che avrebbe riportato la pace con Mosca – avrebbe garantito di non voler entrare nella NATO.
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Immagine di pubblico dominio CCO via Flickr
Oligarcato
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