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Sosia di Adolfo Hitler convocato in tribunale: oltre il cosplay, la grande lezione della storia

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Stefan Wijkamp, ritenuto sosia di Adolfo Hitler, è stato chiamato a presentarsi davanti a un tribunale tedesco con l’accusa di incitamento all’odio, secondo quanto riferito dal quotidiano germanico Bild.

 

Il Wijkamp, cittadino neerlandese, negli ultimi anni si era recato più volte in Germania per partecipare a manifestazioni di estrema destra.

 

Domenica, il Bild ha citato Matthias Bieling, vicepresidente del tribunale distrettuale di Monaco di Vestflaia (che per qualche ragione ora gli italiani chiamano col nome tedesco Münster), il quale ha confermato che la prima udienza del caso è fissata per venerdì prossimo, 24 luglio.

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Secondo il tabloide berlinese, le autorità tedesche hanno contestato un’intervista rilasciata da Wijkamp a uno YouTuber durante una manifestazione di estrema destra a Monaco di Vestflalia la scorsa estate. Nell’intervista, il Wijkamp avrebbe affermato che il suo «amore per la Germania si chiama Adolfo Hitler», che l’esponente olandese ha descritto come una «meraviglia mondiale senza eguali» e un «genio».

 

Nella Germania odierna, la glorificazione pubblica della Germania nazista e dei suoi leader non è considerata un’espressione protetta ed è punibile con una pena detentiva fino a tre anni o con una multa. L’apologia e la propaganda della Germania nazista non sono regolate da una singola «legge» isolata, ma da vari specifici articoli del Codice Penale Tedesco (Strafgesetzbuch o StGB), inseriti nel quadro della tutela dell’ordine democratico

 

Ad esempio, l’articolo 130 StGB («Volksverhetzung», cioè «Incitamento all’odio») punisce l’incitamento all’odio contro segmenti della popolazione, ma contiene commi specifici (introdotti e inaspriti nel tempo) per colpire il neonazismo; l’articolo 86a StGB («Uso di simboli di organizzazioni incostituzionali») vieta tassativamente l’esibizione in pubblico, la diffusione, la produzione o l’importazione di simboli legati al nazismo come le bandiere con la svastica, le rune delle SS, l’emblema del teschio (Totenkopf), il saluto nazista (braccio teso accompagnato dai classicissimi «Heil Hitler» o «Sieg Heil») e persino slogan ufficiali del regime. La pena prevista arriva a tre anni di reclusione.

 

Ancora: l’articolo 86 StGB («Diffusione di mezzi di propaganda di organizzazioni incostituzionali») vieta la diffusione, la produzione, l’importazione o l’esportazione di materiale cartaceo, digitale o audiovisivo che promuova gli obiettivi di partiti o organizzazioni dichiarate incostituzionali, inclusa l’ideologia nazionalsocialista. Renovatio 21 ipotizza che per decenni milioni di tedeschi si siano resi colpevoli dell’infrazione di tale articolo quando, in vacanza sulla costa adriatica (Lignano, Jesolo, Sottomarina, Riccione, etc,) hanno golosamente comperato copie del Mein Kampf, il libro-manifesto che lanciò la carriera dell’Hitlerro, simbolo del credo nazionalsocialista proibitissimo in patria.

 

Grandi serque di bancarelle e negozietti improvvisati nei lungomare della villeggiatura veneto-romagnola approntavano, tra i libri italiani a metà prezzo, anche moltissime copie del libro hitleriano in lingua tedesca, copertina con la svasticona sia in versione brossura che in copertina rigida in pelle. Va pure ricordato che quando ancora Amazon non era presente in Europa, il libro che sul sito americano i tedeschi acquistavano di più era… il lettore indovini.

 

Qualora Wijkamp non si presentasse in tribunale, potrebbe essere emesso un mandato di arresto a suo nome, ha riferito Bild-Zeituing, citando un avvocato specializzato in diritto penale e dell’immigrazione.

 

Secondo quanto riportato dalla stampa, il sosia dello Hitler avrebbe frequentato raduni di estrema destra nella vicina Germania almeno dal 2017. Si dice addirittura che si sia unito al partito «Die Rechte – Partei für Volksabstimmung, Souveränität und Heimatschutz» («La Destra – Partito per il Referendum, la Sovranità e la Sicurezza Nazionale»), ora dissolto, e che abbia fatto parte del suo consiglio direttivo per un certo periodo.

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La storia dello Wijkamp, tuttavia, ci porta molto oltre il cosplay.

 

Secondo l’enciclopedia online all’inizio degli anni ’90, lo Wijkamp era coinvolto nel movimento Centrum Democraten, ma in seguito passò al Nederlandse Volks-Unie. L’uomo, nato nel 1967, cominciò ad acquisire notorietà nei Paesi Bassi nel 2001 quando partecipò a una manifestazione di estrema destra a Kerkrade vestito dallo Hitler. Alle elezioni comunali del 2002, divenne il candidato principale del partito a Landgraaf. Dopo che il partito ottenne appena lo 0,2% dei voti, fu espulso dal partito – tuttavia, secondo un comunicato stampa sul sito web dell’NVU, Wijkamp si dimise personalmente.

 

Nel novembre 2008 lo Wijkamp furono condannati per aver fatto il saluto nazista durante una manifestazione neonazista a Lommel, in Belgio, l’anno precedente. Nell’estate del 2010, fu arrestato a una manifestazione nazista a Nieuw-Scheemda dopo essersi rifiutato di andarsene su ordine del sindaco.

 

Non si tratta dell’unico caso di sosia del pittore austriaco. Proprio nel luogo di nascita del cancelliere tedesco, a Branau, in Austria, nel 2017 fu arrestato un venticinquenne sosia che si faceva chiamare Harald Hitler.

 

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La faccenda si complica quando si pensa alla fotografia del 1954 circa, resa pubblica dalla CIA, raffigurante un ex ufficiale delle SS in compagnia di quello che sembra essere decisamente Adolfo Hitler, ma che ci dicono essere il sosia Adolf Schüttelmayor, all’epoca ritenuto dagli americani un possibile alias di Hitler in persona sopravvissuto.

 

 

La foto scattata in Colombia nel dopoguerra dall’agente Phillip Citroen, e alimenta ancora oggi le teorie per cui Hitler sarebbe sopravvissuto e fuggito in Sudamerica (da cui la famosa barzelletta dove Merz lo va a trovare in un villaggio della foresta amazzonica per chiedergli di tornare e risolvere i problemi del Paese ma il vecchio Hitler accetta solo ad una condizione: «cattivi, stavolta!»)

 

Ora, è chiaro al lettore che in realtà nessuno di costoro assomiglia davvero allo Hitler, perché – esattamente come Trump per la chioma bionda irrealistica – egli ha saputo trasformare un tratto unico, il baffetto (cui volendo si può aggiungere il capello col riportino), in un brand di potenza devastante: se mettete il baffetto quadrato sotto non solo a qualsiasi persona, ma a quasliasi cosa, essa diventa magicamente «Hitler»

 

Ne sa qualcosa Amazon, che anni fa dovette cambiare un logo di una sua app perché varie persone avevano iniziato a sostenere che esso ricordava la faccia del Fuhrer.

 

Ricordiamo al lettore di Renovatio 21, ancora una volta, la legge di Godwin. Mike Godwin, informatico pioniere delle prime reti tra computer (quella che utilizzava lui si chiamava Usenet, antesignana di Internet) ebbe a formulare una inviolabile legge per cui «mano a mano che una discussione su Usenet si allunga, la probabilità di un paragone riguardante i nazisti o Hitler si avvicina ad 1».

 

È come dire: Hitler è una maledizione semiotica da cui il mondo potrebbe non guarire mai. A meno che i giornali ed alcuni committenti, che chissà perché vogliono che ci ricordiamo di lui (con giorni specifici ad inizio anno dedicati alla sua demonizzazione), non la piantino – oppure, la buttiamo là, potrebbero commettere l’errore di iniziare a fare loro stessi quello che ha fatto Hitler, in modo da far uscire tutti dall’incantesimo del baffetto che appare ubiquamente.

 

Sappiamo bene che ciò non succederà: ma quando mai le vittime poi diventano carnefici? Quando mai chi subisce un genocidio, poi lo perpetra a sua volta? Quando mai chi viene schiacciato dal suprematismo razziale, poi si mette a praticarlo su piano genetico-religioso?

 

Per fortuna, l’umanità impara sempre dalla sua storia.

 

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Immagine screenshot da YouTube

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Migliaia di brasiliani hanno votato «six-seven» alle ultime elezioni

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Oltre 3.500 elettori brasiliani si sono visti annullare il voto nelle elezioni presidenziali di domenica per aver scritto «six-Seven» come nome del loro candidato preferito sulla macchina per il voto elettronico. Lo riporta il portale brasiliano Poder 360.   In questa tornata elettorale oltre alla presenza di diversi candidati «scherzosi» o di protesta, il trend social «six-seven» sembra aver fatto una breve apparizione al primo turno delle elezioni presidenziali, il cui risultato ha automaticamente portato al ballottaggio del 25 ottobre tra il senatore conservatore Flávio Bolsonaro e il presidente socialista uscente Luiz Inácio Lula da Silva.   Secondo quanto riportato da Poder 360, 3.539 dei oltre 125 milioni di voti espressi nelle elezioni presidenziali di domenica erano per il numero «67», che non corrispondeva a nessuno dei candidati presidenziali presenti sulla scheda elettorale, ognuno dei quali ha il proprio numero.

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Poder 360 ha sottolineato che è impossibile determinare quali dei 3.539 voti presidenziali espressi con la dicitura «Sei Sette» siano stati inseriti a causa della tendenza virale, quali siano stati espressi come forma di protesta e quali siano stati veri e propri errori.   Da 30 anni il Brasile utilizza le macchine per il voto elettronico nelle sue elezioni. L’attuale versione del sistema richiede agli elettori di inserire il numero di scheda corretto per il candidato per cui desiderano votare. Nel caso del primo turno delle elezioni presidenziali di domenica, ad esempio, gli elettori dovevano inserire il numero «22» per votare Flavio Bolsonaro del Partito Liberale (PL), oppure il numero «13» per votare Luiz Inácio Lula da Silva del Partito dei Lavoratori (PT), partito di estrema sinistra al governo.   Poiché ad alcun candidato presidenziale era stato assegnato il numero di scheda elettorale «67», votare con quel numero rendeva di fatto nullo il voto, in quanto non attribuibile ad alcun candidato, scrive Breitbart.   Gli stessi numeri di scheda elettorale per Bolsonaro e Lula saranno utilizzati al ballottaggio del 25 ottobre. Quel giorno gli elettori brasiliani dovranno digitare «22» per votare Bolsonaro o «13» per votare Lula.   Votare con qualsiasi altra combinazione di numeri al ballottaggio comporterà l’annullamento del voto. La campagna di Bolsonaro si è impegnata a fondo per dare grande risalto al numero 22 del candidato sulla scheda elettorale, attraverso spot e materiale promozionale ufficiali. In Brasile il voto è obbligatorio per gli adulti di età compresa tra i 18 e i 70 anni, mentre è facoltativo per i minori di 16 e 17 anni e per gli analfabeti. Presentare un documento d’identità valido al seggio elettorale è un requisito indispensabile per poter votare.

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Nelle elezioni generali di domenica oltre 125 milioni di elettori brasiliani hanno espresso sei voti diversi: per il presidente della Repubblica, i governatori statali, i primi e i secondi senatori e i deputati federali dei rispettivi stati. Mentre per votare il candidato presidenziale era sufficiente digitare un numero corretto di due cifre, per votare i deputati e i senatori bisognava inserire una sequenza più lunga di numeri per ogni voto.   Pertanto le autorità elettorali brasiliane hanno raccomandato agli elettori di portare con sé un piccolo elenco precompilato con i numeri di tutti i candidati per cui desideravano votare, al fine di velocizzare la procedura, fornendo un modello di facile stampa per agevolare ulteriormente gli elettori. Nelle elezioni di domenica oltre 20.500 candidati si sono contesi i rispettivi seggi, ognuno con un proprio numero di scheda elettorale.   In Brasile le macchine per il voto offrono agli elettori la possibilità di correggere o modificare il proprio voto prima di premere il pulsante verde che conferma e finalizza la scelta. Il nome e l’immagine del candidato selezionato vengono visualizzati dalla macchina prima che l’elettore prema il pulsante verde. Secondo quanto riportato, circa 1,9 milioni di voti sono stati espressi con il numero «00», una pratica diffusa da tempo in Brasile per esprimere un voto di protesta («nullo»). Gli elettori hanno anche la possibilità di esprimere un voto «bianco», ovvero di non votare per nessuno dei candidati, premendo l’apposito pulsante bianco della macchina.   Ad agosto diversi media brasiliani hanno osservato che numerosi candidati al Congresso federale si sono avvalsi del fatto che i loro numeri di scheda elettorale terminassero con «Sei Sette» per sfruttare la tendenza virale sui social media a fini di campagna elettorale. Secondo O Globo, alcuni candidati hanno eseguito il gesto associato alla tendenza per creare quella che il giornale ha definito «un’aura da contadino».   Il gesto del «Sei Sette», legato al meme che ha iniziato a diffondersi sui social media alla fine del 2024, è stato utilizzato da altri politici internazionali, celebrità e persino da papa Leone XIV in persona, che ha eseguito il gesto o fatto riferimento al meme diverse volte in apparizioni pubbliche.  

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Donna ebbra commette atti osceni autogeni in volo: indaga l’FBI

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Una donna del Maryland è stata arrestata nel sud della Florida il mese scorso dopo essere stata sorpresa a masturbarsi su un volo in evidente stato di ebbrezza, secondo quanto riferito dall’ufficio dello sceriffo di Miami-Dade. Lo riporta la testata locale News 6.

 

In un rapporto sull’incidente gli agenti hanno affermato di essere stati chiamati per un «disturbo» su un aereo appena atterrato all’aeroporto internazionale di Miami la notte dell’11 settembre.

 

Secondo quanto riportato, il volo era decollato da Baltimora, ma circa 20 minuti dopo il decollo, un’assistente di volo ha appreso che una passeggera, identificata come una signora di 46 anni, si era tolta i pantaloni e aveva iniziato a masturbarsi emettendo quelli che sono stati definiti come «suoni inappropriati», che immaginiamo essere quelli collegati al sesso autogeno.

 

«L’addetto ha dichiarato di essersi avvicinato alla signora e di averle intimato di rimettersi i pantaloni, cosa che la signora Inzer ha fatto senza ulteriori incidenti», si legge nel rapporto.

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Secondo quanto riferito dagli agenti, la signora si è poi addormentata durante il resto del volo. Tuttavia, quando gli investigatori l’hanno interrogata, hanno scoperto che emanava un forte odore di alcol e aveva gli occhi iniettati di sangue, hanno riferito gli agenti.

 

La signora «ha dichiarato che il suo volo ha subito un ritardo di due ore a Baltimora e, di conseguenza, ha bevuto diversi drink prima di imbarcarsi», prosegue il rapporto. «La signora ha affermato di non ricordare cosa sia successo durante il volo perché si è addormentata».

 

L’ufficio dello sceriffo della contea di Miami-Dade ha dichiarato a News 6 che l’FBI ha preso in carico il caso, poiché l’incidente è avvenuto durante il volo.

 

Casi di masturbazione pubblica, condotti da persone non certificate come psicopatiche, sono in grande aumento, anche con esiti tristi ed infausti.

 

Il 1° luglio 2021 Christina Revels-Glick, residente a Savannah e all’epoca di 34 o 35 anni a seconda delle fonti, fu segnalata da altri bagnanti su una spiaggia di Tybee Island, in Georgia, che dicevano di averla vista masturbarsi con un vibratore.

 

La Revels-Glick fu arrestata per atti osceni e condotta disordinata, due reati minori, e rilasciata poco dopo. Nel video della bodycam, diffuso in seguito, disse di aver agito perché era stressata. Le immagini furono rilanciate da tabloid e social, e la donna finì al centro di una forte derisione pubblica

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Nel giugno 2024 un podcast di cronaca nera ne aveva annunciato il ritrovamento senza vita. Secondo i rapporti del medico legale, Christina è morta suicida (ferita d’arma da fuoco alla testa) mesi dopo l’arresto e la diffusione delle immagini.

 

Al di fuori di questi casi di atti pubblici, una gogna mediatica fatta di scherno ed oscenità non dissimile è quella che in Italia subì la giovane partenopea Tiziana Cantone, partita da video privati diffusi online divenuti infelicemente virali al punto da generare meme e perfino merchandising. La Cantone si suicidò per impiccagione nel settembre 2016. La famiglia ha lottato per anni per rimuovere i video da internet. La tragedia agì come incentivo per l’approvazione unanime dell’emendamento sul cosiddetto revenge porn (DDL n. S. 1200), altresì noto come «Codice rosso».

 

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Donna si denuda in volo in un aereo di linea e commette «atti indecenti»

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La scorsa settimana, venerdì sera tardi, le forze dell’ordine floridiane hanno intercettato un volo dell’American Airlines al suo arrivo all’aeroporto internazionale di Miami, in seguito a segnalazioni riguardanti una passeggera che si era spogliata e aveva commesso «atti indecenti» durante il volo.   Secondo i dati pubblici di tracciamento dei voli, il volo American Airlines 1779 è decollato dall’aeroporto internazionale di Baltimora/Washington Thurgood Marshall (BWI) poco dopo le 21:00 EDT di venerdì 11 settembre 2025, con quasi due ore di ritardo rispetto all’orario di partenza previsto. Il volo è atterrato a Miami intorno alle 23:23 EDT.   Mentre l’Airbus A319 era in rotta verso la Florida, gli assistenti di volo hanno allertato l’equipaggio della cabina di pilotaggio riguardo a un problema che coinvolgeva un passeggero nella fila 9.

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Il messaggio ACARS indicava che l’incidente doveva essere segnalato al Centro Operativo Integrato di American Airlines e che si doveva richiedere l’intervento delle forze dell’ordine.   Secondo il servizio di tracciamento voli Flightera, il volo ha proseguito per Miami senza deviazioni ed è arrivato al Gate D2 del Terminal N. AirLive ha riferito che agenti delle forze dell’ordine erano in attesa al gate e che il passeggero è stato preso in custodia.   Non è ancora chiaro quali misure specifiche abbia adottato l’equipaggio di cabina durante il volo per gestire il disturbo.   In rete circolano ulteriori video che mostrano atti di nudismo su altri aerei statunitensi, come quello capitato nel volo Houston-Phoenix, ripreso da qualche passaggero esterefatto.   L’episodio aeronautico può inquadrarsi nel fenomeno più ampio, diffusamente discusso da Renovatio 21, dell’uomonudismo, ossia la comparsa in luoghi pubblici di persone ignude – fenomeno certo aiutato, sulle strade italiane, dalla catastrofe migratoria, tanto più che è forse il caso di parlare di «anarconudismo».   Renovatio 21 a breve sarà conto dei più sviluppi dell’uomonudismo sul territorio nazionale.   SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine di Venkat Mangudi via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic  
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