Immigrazione
Efferato omicidio di un adolescente francese da parte di una ghenga di immigrati
Il brutale pestaggio a morte di un ragazzo di 17 anni in Francia da parte di un gruppo di adolescenti, descritti online come una «banda di migranti», ha scatenato l’indignazione pubblica in tutto il Paese.
L’attacco, che le autorità hanno definito un’imboscata, è avvenuto venerdì scorso in un cantiere edile nella città meridionale di Narbonne. La vittima, identificata dai media come Louis, priva di sensi, è stata trovata dagli operai solo 14 ore dopo ed è deceduta tre giorni dopo a causa delle ferite riportate in un ospedale di Perpignan.
Secondo quanto riportato dal quotidiano regionale L’Independent, la polizia ha utilizzato filmati scioccanti girati dai presunti aggressori per identificare e arrestare cinque sospetti, tra cui due diciannovenni e tre minorenni. Il video, estremamente crudo, mostra aggressori dalla pelle scura che colpiscono la vittima con pugni, calci e pestoni alla testa.
🇫🇷 Photo of the brutal murderer of 17-year-old Louis from Narbonne
This ruthless monster brutally beat Louis, and then with a smile on his face arranged a photo session while in the background the 17-year-old Louis was gasping for breath, lying in his own blood. pic.twitter.com/zBGjpMK6G1
— Visegrád 24 (@visegrad24) June 24, 2026
🇫🇷 Horrifying video of the brutal beating of 17-year-old Louis in Narbonne, France
The video shows a group of migrants brutally beat Louis with kicks to the head, and then arrange a photo session against the background of the dying and bleeding Louis.
https://t.co/jz9MppVFW4— Visegrád 24 (@visegrad24) June 24, 2026
Uno dei malviventi viene ripreso mentre posa per la telecamera accanto all’adolescente gravemente ferito, che si sente ansimare e soffocare nel sangue.
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È emerso anche un video non verificato che si dice risalente a settimane prima, in cui il ragazzo è minacciato dalla teppa immigrata.
BREAKING:
A new video has emerged of the French 17-year-old bit Louis being beaten up by a group of migrants a few weeks ago.
Another video of a second, fatal beating from a few days ago went viral yesterday after it was announced that Louis had died. https://t.co/BpavKwLOrV
— Visegrád 24 (@visegrad24) June 25, 2026
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«Le prove raccolte suggeriscono che questi atti estremamente gravi siano stati premeditati e che l’imputato abbia teso una trappola alla vittima attirandola in un cantiere per picchiarla a morte», ha dichiarato il procuratore Jean-Philippe Rey durante una conferenza stampa.
Rey ha osservato che, in seguito alla morte della vittima, le accuse iniziali di tentato omicidio dovrebbero essere aggravate, aggiungendo che l’imputato potrebbe rischiare l’ergastolo.
Secondo il vice commissario di polizia di Narbonne, Ludovic Vinolas, i sospettati avevano «pochi o nessun precedente penale» e alcuni non erano residenti in città. Le autorità hanno affermato che potrebbero aver conosciuto la vittima tramite la rete di affidamento familiare della regione dell’Occitania, dove era stata collocata su richiesta della famiglia.
L’omicidio e l’estrema brutalità dell’attacco hanno scatenato indignazione online, con alcuni commentatori che sostengono che Louis, che era bianco, sia stato «linciato» da una banda di migranti provenienti dal Nord Africa. Le autorità non hanno rilasciato dichiarazioni sulla cittadinanza o sull’etnia dei sospettati.
Marine Le Pen ha affermato che il popolo francese si trova ad affrontare «una barbarie quotidiana che non può più essere minimizzata, sminuita o nascosta», aggiungendo che una vittoria del suo partito, il Rassemblement National, alle elezioni presidenziali del prossimo anno porrebbe fine alla «cecità ideologica di fronte a questa ferocia e a questa insopportabile ultraviolenza».
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Immagine da Twitter
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La Svezia contro la Spagna per l’amnistia ai migranti
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Immigrazione
Tra i migranti marocchini giunti in Spagna c’erano anche terroristi islamici: rapporto
Terroristi islamici avrebbero approfittato del disordinato afflusso di immigrati clandestini marocchini in Spagna per introdursi nel Paese. Lo riportano varie testate.
Euronews riferisce, citando El Español e altri giornali, che ufficiali del Commissariato Generale per l’Informazione (CGI) della Polizia Nazionale e del Quartier Generale dell’Intelligence della Guardia Civile (JIGC) hanno individuato, nelle immagini di sorveglianza dei migranti, una serie di «individui che erano stati precedentemente arrestati, condannati e successivamente deportati in Marocco per reati legati al terrorismo jihadista».
Ciò conferma le valutazioni degli esperti secondo cui le attività jihadiste tendono a diventare meno centralizzate, facilitando lo sfruttamento di situazioni come questa.
Ufficialmente il governo cerca di sdrammatizzare: il ministero dell’Interno ha dichiarato: «non abbiamo mai confermato tali notizie. Le forze di sicurezza spagnole svolgono un lavoro continuo di monitoraggio e contrasto al terrorismo jihadista in tutto il Paese, non solo a Ceuta. Il pubblico spagnolo e gli abitanti di Ceuta possono essere certi che gli arrivi del 30 luglio non rappresentano una minaccia per la sicurezza pubblica».
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Non si tratta di una novità, ma di una tremenda realtà sottaciuta dalla stampa e dalla politica immigrazionista: con gli immigrati arrivano attivamente anche terroristi già programmati per uccidere gli europei.
È il caso dei terroristi del Bataclan, dove nel 2015 operativi dell’ISIS hanno finto di essere profughi per sbarcare in Grecia e muoversi verso il centro Europa con documenti falsi.
La grande porta del jihadismo immigrato in Europa è, ovviamente, l’isola di Lampedusa.
L’attentato ai mercatini di Natale di Berlino del dicembre 2016 è stato compiuto da Anis Amri, un cittadino tunisino che era arrivato in Europa sbarcando a Lampedusa nel 2011, dove si era finto minore registrandosi con generalità false prima di radicalizzarsi durante la detenzione in un carcere italiano.
Un altro caso emblematico di infiltrazione è l’attentato del 29 ottobre 2020 all’interno della cattedrale di Nizza, perpetrato da Brahim Aouissaoui, un ventunenne tunisino sbarcato a Lampedusa circa un mese prima e giunto in Francia in modo irregolare poco prima di colpire.
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Immigrazione
Sacerdote invoca la «Reconquista» del Marocco dopo l’ondata di migranti islamici in Spagna
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«Ora stiamo assistendo a un’invasione. Non si tratta di rifugiati, no, questa è un’invasione dell’islamizzazione di massa dell’Europa», ha affermato il vescovo in un breve video. «E quindi questo è un piano politico globale dei potenti del mondo: distruggere l’Europa culturalmente e religiosamente, e in definitiva distruggere il cristianesimo in Europa».Bishop Schneider: “They are not refugees, they’re invaders who want to Islamize Europe. They want to destroy Europe’s religion and culture.” pic.twitter.com/vsblccWr8D
— Sign of the Cross (@CatholicSOTC) August 3, 2026
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