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Harry, Meghan e l’assassinio di Lady Diana

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Ha tenuto banco sui media di tutto il mondo l’intervista dei duchi Enrico Windsor e della moglie Meghan, i duchi di Sussex.

 

Come noto, i due dopo essere «fuggiti» da Londra ed essersi esonerati dagli impegni della famiglia reale, si sono concessi ai microfoni di Oprah Winfrey, la più famosa, e potente, conduttrice TV americana.

 

I due dopo essere «fuggiti» da Londra ed essersi esonerati dagli impegni della famiglia reale, si sono concessi ai microfoni di Oprah Winfrey, la più famosa, e potente, conduttrice TV americana. La scelta è piuttosto interessante

La scelta è piuttosto interessante. Nessuno si è mai fermato davvero ad analizzare la portata del personaggio.

 

La Winfrey, che gode di un patrimonio spaventoso, è già nota per essere membro delle massime cerchie del potere globale. È riportato che nel 2009 si ritrovò a Nuova York, sotto un manto di segretezza, con alcune delle persone più ricche del mondo per  un incontro senza precedenti «per vedere come possono unirsi per fare di più»: tra gli ospiti c’erano Bill Gates, l’investitore ultramiliardario suo amico William Buffett, il creatore della CNN e antinatalista convinto Ted Turner, il multimiliardario sindaco Michael Bloomberg e ovviamente anche George Soros. Insomma, la gente di quelle cenette a base di conversazioni sul controllo della popolazione – chiodo fisso anche degli Windsor – di cui vi ha scritto talvolta Renovatio 21.

 

I duchi, insomma, per dipanare il loro piano si sono rivolti a una figura introdotta nei poteri maggiori. Nella discussione, ricordiamo, potrebbero aver fatto anche un mezzo, timido, anonimo accenno al caso Epstein, parlando delle difese montate da Buckingham Palace per proteggere un altro non specificato membro della Casa Reale.

 

Tuttavia la Winfrey è altresì conosciuta per una caratteristica specifica: è nera. E già in passato aveva giocato, anche d’improvviso, la carta razziale: nel 2013 urlò al mondo la sua indignazione per essere stata, a suo dire, maltrattata in una boutique svizzera dove voleva comprare una borsetta da 38 mila dollari. Dirigenti del turismo elvetico si scusarono profusamente.

La Winfrey, che gode di un patrimonio spaventoso, è già nota per essere membro delle massime cerchie del potere globale

 

La carta della razza è stata ovviamente giocata anche qui, calcolata per avere l’impatto massivo nel circuito dei media drogato ora come non mai da concetti come il «razzismo sistemico» (cioè l’idea che qualsiasi struttura sociale americana sia viziata dal razzismo, compresa l’adozione di bambini neri da parte di coppie bianche) e dalle giustificazioni per le devastazioni di movimenti come Black Lives Matter (con rapporti più o meno diretti alle Fondazioni di Soros e alla campagna elettorale di Biden).

 

Il mondo si è diviso sulla sincerità della confessione: i media sono inorriditi per la possibilità di avere una Casa Reale britannica razzista: ma come, la stessa che ha trattato così bene indiani e irlandesi con quelle carestie, gli zulu, i cinesi con le due guerre dell’oppio? Quella stessa gente che a suon di ONG ed enti pubblici implementa programmi di sterilizzazione conclamati in India e chissà dove altro?

 

Un’altra parte dell’opinione pubblica si è polarizzata contro Meghan, definita arrampicatrice e falsa – è, del resto, un’attrice. Il presentatore TV Piers Morgan è stato di fatto licenziato per aver espresso un giudizio severo nei confronti della duchessa.

 

Il mondo si è diviso sulla sincerità della confessione: i media sono inorriditi per la possibilità di avere una Casa Reale britannica razzista: ma come, la stessa che ha trattato così bene indiani e irlandesi con quelle carestie, gli zulu, i cinesi con le due guerre dell’oppio?

Vale la pena, tuttavia, di ricordare che altri esempi di persone in fuga da Casa Windsor non sono finiti esattamente bene. Su tutti, un caso molto vicino al principe Enrico: quello della Madre Diana.

 

 

La rete profonda di Dodi Al-Fayed

È passato oramai quasi un quarto di secolo, e davvero pochi ci pensano ancora (Enrico e il fratello erede al trono Guglielmo in teoria ogni tanto ci dovrebbero pensare).

 

Tuttavia, bisogna ricordare che all’epoca, perfino in certa stampa mainstream, di dubbi ve ne fossero pochi: la morte di Diana fu  innescata dal suo matrimonio programmato (con tanto di mistero sull’anello da 260 mila dollari comprato a Montecarlo presso un gioielliere italiano) con Dodi al-Fayed, un musulmano, un atto che avrebbe posto la loro potenziale prole musulmana – futuri fratellastri dei principi William e Harry–- nella linea di successione reale. 

 

Bisogna ricordare che all’epoca, perfino in certa stampa mainstream, di dubbi ve ne fossero pochi: la morte di Diana fu  innescata dal suo matrimonio programmato con Dodi al-Fayed

Nonostante di recente sia stato rivendicata, tra i discendenti di Maometto, pure la regina Elisabetta (!), l’idea di un musulmano che entra nel casato con il suo stesso sangue (quello del padre Mohamed, uomo d’affari spregiudicato che aveva scalato misteriosamente le classifiche dei paperoni di Londra) poneva problemi evidenti a chiunque avesse presente la dinamica della storia.

 

Aggiungiamo un dettaglio sfuggito a tutti all’epoca e pure oggi che si parla tanto di cose saudite: Dodi era figlio di Samira Khasoggi, sorella di Adnan Khashoggi, trafficante d’armi saudita e playboy internazionale (con prede ambitissime come Farrah Fawcett, Raquel Welch, Brooke Shields e Lory Del Santo) che fu per un certo periodo considerato l’uomo più ricco del mondo.

 

Dodi era quindi cugino di primo grado di Jamal Khashoggi, l’editorialista del Washington Post che secondo la CIA fu squartato al consolato saudita di Istanbul su ordine del principe di Riyadh Mohammed bin Salman, il celebre amico di Matteo Renzi.

Dodi era figlio di Samira Khasoggi, sorella di Adnan Khashoggi, trafficante d’armi saudita e playboy internazionale che fu per un certo periodo considerato l’uomo più ricco del mondo

 

La famiglia Khashoggi, prima di cadere in disgrazia con l’ascesa di MbS, era stata praticamente tra le più potenti in Arabia Saudita, con rapporti eccellenti, grazie ai traffici di zio Adnan, con elementi dello Stato profondo americano (fu coinvolto nello scandalo Iran-Contra) e con mezzo mondo – per esempio con le Filippine del presidente Ferdinand Marcos.

 

Diana, quindi, in casa non si stava portando solo un boyfriend islamico, ma un pezzo di finanza e di geopolitica enorme, con accenti wahabiti e statunitensi.

 

La confessione del «Soldato N»

A scoppio ritardato, qualche elemento di questo caso tremendo – una macchina sfasciata sotto un tunnel parigino, tra i flash dei paparazzi subito incolpati di tutto – in questi decenni è emerso.

 

Dodi era quindi cugino di primo grado di Jamal Khashoggi, l’editorialista del Washington Post che secondo la CIA fu squartato al consolato saudita di Istanbul su ordine del principe di Riyadh Mohammed bin Salman, il celebre amico di Matteo Renzi

Nel 2013, ad esempio, emersero sui giornali prove della corte marziale del sergente Danny Nightingale, cecchino della British Special Air Services (SAS), cioè le forze speciali.

 

Nightingale fu condannato per possesso illegale di una pistola Glock 17 e munizioni. Una lettera presentata alla corte afferma che un ex collega SAS e coinquilino di Nightingale, qualcuno identificato solo come «Soldato N» e che è un testimone chiave dell’accusa, affermava che il SAS era dietro la morte incidente automobilistico di Diana.

 

Il soldato N stava anche scontando una pena detentiva per possesso illegale di armi da fuoco nella casa che condivideva con Nightingale; la lettera in questione era stata scritta dalla suocera del Soldato N. 

 

La sconvolgente lettera di 8 pagine – passata per la Royal Military Police, la polizia militare del Regno – affermava che il Soldato N si vantava del fatto che le forze speciali avessero assassinato la Principessa Diana. Il soldato N fu in seguito bollato come «unreliable», non affidabile. La storia pian piano si stemperò.

 

Nel 2008 l’inchiesta ufficiale arrivò alla conclusione che Diana e Fayed morirono per colpa di Monsieur Paul, l’autista, che era ubriaco, oltre ai diversi paparazzi le cui telecamere con flash nel tunnel avevano fatto perdere al Paul il controllo del veicolo.

Una lettera presentata alla corte scrive che tale «Soldato N» affermava che il SAS era dietro la morte incidente automobilistico di Diana

 

Il Paul era il responsabile della sicurezza per il lussuoso hotel Ritz-Carlton di Parigi, ma era anche stato il pilota presidenziale dell’aereo del presidente François Mitterand.

 

La suocera del Soldato N aveva inviato una lettera all’ufficiale in comando del Soldato N nel settembre 2011, in cui rivelava le vanterie del genero riguardo al supposto SAS killer di principesse.

 

Parlando della figlia ex moglie di N, la suocera scriveva che il genero alla moglie «le diceva che era stato il XXX ad organizzare la morte della principessa Diana e che è stato nascosto».

La NSA fu costretta a riconoscere di avere più di 1.000 pagine di informazioni sulla defunta principessa Diana

 

La principessa intercettata

Wayne Madsen sostiene che la NSA americana (l’agenzia di spionaggio dei segnali con hacking ed intercettazioni varie – quella di Snowden, per intenderci) monitorava le comunicazione di Lady D. L’idea può non essere balzana: i cosiddetti Five Eyes, cioè i servizi segreti uniti dei Paesi dell’anglosfera (USA, UK, Canada, Nuova Zelanda, Australia) usano questa tattica per spiare sui proprio cittadini: il britannico Government Communications Headquarters (GCHQ), la controparte in Albione dell’NSA, non può spiare sui cittadini del Regno, ma l’NSA, che poi ovviamente passa le informazioni a chi di dovere, sì.

 

Di fatto, questa è la conclusione a cui arrivò nel dicembre 2006 Lord Stevens , un ex Commissario della Polizia Metropolitana di Londra: Diana era monitorata dalla National Security Agency (NSA) al momento della sua morte.

 

Secondo una ricostruzione, c’entrerebbe il traffico d’armi e i alcuni segreti indicibili

Secondo la famosa trasmissione di reportage TV USA 60 minutes, nel 1999 la NSA fu costretta a riconoscere di avere più di 1.000 pagine di informazioni sulla defunta principessa Diana.

 

Negli anni si sono susseguite tuttavia anche altre piste.

 

La pista del traffico nucleare

L’assassinio potrebbe essere stato perpetrato non dall’Mi6, il servizio segreto estero di Londra, ma da agenti di altri Paesi – magari Paesi alleati.

 

Secondo una ricostruzione, c’entrerebbe il traffico d’armi e i alcuni segreti indicibili.

L’aver pestato qualche piede dietro alla proliferazione potrebbe aver fatto scattare la condanna a morte di Diana una condanna a morte.

 

Lady Diana aveva fatto del divieto delle mine terrestri la sua causa personale; girando il mondo per la sua crociata avrebbe «ottenuto informazioni dettagliate sulla proliferazione legale e illegale delle mine terrestri in tutte le loro forme, comprese quelle chimiche e nucleari» scrive WMR.

 

L’aver pestato qualche piede dietro alla proliferazione potrebbe aver fatto scattare la condanna a morte di Diana una condanna a morte.

 

Ricorderete  David Kelly, esperto di armi di distruzione di massa del Ministero della Difesa Britannico – se ne parla ad abundatiam nel libro di Maurizio Blondet La strage dei genetisti.

 

Tre armi nucleari sudafricane sarebbero state vendute a «investitori privati» con il denaro iniziale proveniente dalle casse del governo britannico

Kelly poteva essere a conoscenza dello stesso circuito di contrabbando di armi che Diana aveva scoperto. Kelly era con probabilità consapevole della proliferazione di armi nucleari che coinvolge tre bombe atomiche sudafricane assemblate con l’aiuto di scienziati israeliani nell’impianto segreto di Pelindaba, vicino a Pretoria.

 

Ispettori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) che avevano visitato Pelindaba e l’Armaments Corporation of South Africa (ARMSCOR), un ente di proprietà statale, avevano invitato il mondo a credere che le armi nucleari del Sud Africa fossero state tutte smantellate dal regime bianco oramai in uscita – con la puerile e un po’ insultante scusa che ai neri, con probabilità, non volevano lasciare armi di tale potenza.

 

Tuttavia, tre armi nucleari sudafricane sarebbero state vendute a «investitori privati» con il denaro iniziale proveniente dalle casse del governo britannico.

 

Ci sono indicazioni che una delle bombe sia stata infine venduta alla Corea del Nord. Anche qui, si tratterebbe di un segreto talmente enorme, talmente inconfessabile, da garantire il principessicidio

Ci sono indicazioni che una delle bombe sia stata infine venduta alla Corea del Nord. Anche qui, si tratterebbe di un segreto talmente enorme, talmente inconfessabile, da garantire il principessicidio.

 

Sempre considerando, che la regina mai amò Lady Diana Spencer.

 

Storie di cani e cavalli

Si racconta in certi ambienti, che un giovane aristocratico nostrano aveva un giorno incontrato la regina e, con adolescente impudenza, aveva saltato ogni protocollo e rivolto una domanda direttissima alla sovrana.

 

Per di più si trattava proprio della domanda sbagliata, quella che chi aveva preparato l’incontro si era premurato di non fare: non parlate di Lady D.

 

Il nobile ragazzino sbottò impudente: «perché odiate Lady Diana», disse.

 

La regina reagì in modo secco: mandò via tutti, compresi, secondo questo racconto, i famigli del discolo – voleva parlare da sola con l’impudente. Così, lasciati soli, gli rispose: «Devi sapere che ci sono due cose che piacciono agli Windsor, i cani e i cavalli. E Diana purtroppo non è né un cane né un cavallo. E ora, se non ti dispiace, vorrei che portassero del tè».

 

La famiglia reale, e l’universo oscuro che sta dietro al suo potere, può considerarli più sacrificabili di un animale di compagnia

Vera o no che sia questa storia, si tratta esattamente di ciò che Enrico e la moglie debbono imparare: nemmeno loro non sono né cavalli né cani.

 

Quindi la famiglia reale, e l’universo oscuro che sta dietro al suo potere, può considerarli più sacrificabili di un animale di compagnia.

 

 

Roberto Dal Bosco

 

 

 

 

 

Foto di Mark Jones via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0). Modifiche di filtro e montaggio con foto di pubblico dominio

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Un’implosione demografica è imminente

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Nonostante le profezie apocalittiche sulla sovrappopolazione a partire dagli anni ’70, i dati effettivi mostrano che sta cominciando ad accadere esattamente il contrario: un calo sempre rapido del tasso di natalità, che, nella maggior parte delle regioni del mondo, sta scendendo o è sceso al di sotto tasso di sostituzione.

 

 

Per la prima volta nella storia mondiale, il numero di persone che hanno più di 65 anni è maggiore del numero di bambini di età inferiore ai 5 anni. Nel mondo ci sono più anziani che bambini piccoli. Questa statistica ha portato Phil Lawler, giornalista e direttore del sito di informazione Catholic Culture, a parlare di un’imminente «implosione demografica».

 

La sproporzione è particolarmente drammatica nei paesi più sviluppati, i cui tassi di natalità sono stati ridotti al minimo, mentre i progressi della medicina hanno portato ad un aumento dell’aspettativa di vita, che fa aumentare la percentuale di anziani.

 

La maggior parte dei Paesi europei è quindi al di sotto del tasso di natalità di rinnovamento della popolazione. Quasi ovunque si è cercato di compensare questo squilibrio con un afflusso di immigrati, al fine di evitare un invecchiamento ancora più rapido della popolazione.

 

Altre parti del mondo si sono gradualmente unite al campo dei Paesi che invecchiano. Tre anni fa, il tasso di natalità in America Latina è sceso al di sotto del tasso di sostituzione di 2,1 figli per donna. L’Asia è compresa tra 2,1 e 2,2 bambini per donna e l’Oceania è di circa 2,4 bambini per donna. Solo l’Africa mantiene un tasso di natalità fiorente.

 

Il direttore di Catholic Culture sottolinea che «è improbabile che la tendenza si inverta presto», soprattutto perché le coppie si sposano sempre più tardi, se non del tutto, e tendono a rimandare le gravidanze, per motivi professionali o di qualità della vita.

 

Negli Stati Uniti, l’età media del matrimonio delle donne è aumentata da 25 a 28 anni dal 2000.

 

Se la popolazione mondiale è talvolta diminuita nel corso della storia a causa di guerre o pestilenze, la tendenza attuale è diversa, perché è dovuta non tanto a fattori esterni quanto a fattori interni alla società e alla sua mentalità.

 

L’edonismo, il declino della famiglia e del matrimonio, la banalizzazione della sessualità, la professionalizzazione delle donne e il costo della vita sono stati affiancati negli ultimi anni da tendenze ideologiche che portano a ritenere che gli esseri umani stessi siano una minaccia per il pianeta.

 

Molti giovani, convinti dalla propaganda della sovrappopolazione e da altre moderne ossessioni, credono fermamente che avere figli sia in qualche modo antiecologico. Tutto questo, messo insieme, significa che «non c’è modo di evitare una massiccia contrazione» della popolazione, secondo il signor Lawler.

 

Possiamo quindi concludere che «i profeti del giorno del giudizio che mettevano in guardia contro le terribili conseguenze della sovrappopolazione avevano torto». In particolare, è diventato chiaro che «Paul Ehrlich, il celebre autore di The Population Bomb, che ha predetto carestie mondiali negli anni ’70 (…), si sbagliava».

 

Le sue opinioni e quelle di pensatori simili hanno scatenato un panico molto simile a quello che si vede oggi sul cambiamento climatico, dicendo che i disastri erano inevitabili anche se fossero state adottate misure drastiche per ridurre la popolazione, ma allo stesso tempo chiedendo che queste misure fossero prese.

 

Eravamo minacciati da un’esplosione demografica e sta accadendo proprio il contrario: una «implosione demografica», ovvero il rapido e generalizzato calo delle nascite, che sembra molto difficile da evitare.

 

 

Articolo previamente apparso su FSSPX.news

 

 

 

 

Immagine di Tzapquiel via Deviantart pubblica su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 3.0 Unported (CC BY-NC-SA 3.0)

 

 

 

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Il pianeta non ha più bisogno di una «vasta maggioranza» della popolazione: parla il filosofo di Davos

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Il filosofo israeliano Yuval Noah Harari, considerato uno dei principali consiglieri del World Economic Forum di Davos, ha recentemente dichiarato che, grazie al progresso della tecnologia, il mondo non ha «bisogno della stragrande maggioranza».

 

Lo Harari ha fatto la dichiarazione audace in un’intervista con Chris Anderson, capo del popolare gruppo di media TED, dove ha ribadito alcune sue passate previsioni riguardo la «classe inutile» di umani «non impiegabili».

 

Harari ha spiegato che ci stiamo allontanando dal XX secolo, quando i «grandi eroi» delle narrazioni prevalenti dei sistemi politici erano sempre «persone comuni». Nel XXI secolo, dice il pensatore amico di Schwab, le persone «non fanno più parte della storia del futuro». Le persone, secondo Harari, sono state sostituite dall’Intelligenza Artificiale (AI) e da un’economia ad alta tecnologia.

 

L’intellettuale israeliano ha quindi presentato l’ipotesi che l’ansia di essere sostituiti nell’economia futura dall’IA e da una classe «tecnologica» altamente istruita sia in parte alla radice della «disillusione e del contraccolpo del mondo contro l’ordine liberale».

 

«Parte di quello che potrebbe succedere è che le persone si rendono conto – e hanno ragione nel pensare che, “Il futuro non ha bisogno di me. … Forse se sono simpatici, mi getteranno delle briciole, come il reddito di base universale”. Ma psicologicamente è molto peggio sentirsi inutili che sentirsi sfruttati», ha illustrato lo Harari.

 

«Ora, avanziamo rapidamente all’inizio del 21° secolo, quando non abbiamo bisogno della stragrande maggioranza della popolazione», ha continuato il vegano Harari, «perché il futuro riguarda lo sviluppo di tecnologie sempre più sofisticate, come l’Intelligenza Artificiale e la bioingegneria».

 

Harari ha aggiunto che «queste tecnologie renderanno sempre più ridondante (…) tutto ciò che le persone stanno ancora facendo che è utile» e quindi «permetteranno di sostituire le persone».

 

Riguardo a nuovi lavori creati dal progresso, «non è chiaro se molti umani saranno in grado di farli, perché richiederanno competenze elevate e molta istruzione».

 

Come nota Lifesitenews, Harari nell’intervista arriva al punto di suggerire che la ricchezza dovrebbe essere ridistribuita a livello globale, in modo che i profitti delle società tecnologiche negli Stati Uniti e in Cina possano beneficiare le persone nei paesi meno avanzati nel dominio tecnologico.

 

«Direi che il problema più grande in assoluto non è a livello nazionale. È a livello globale», ha affermato l’autore calvo e occhialuto, che ha aggiunto che mentre può immaginare la ridistribuzione della ricchezza dai «giganti della tecnologia in California» alle «madri in Pennsylvania», non vede che la ricchezza venga ridistribuita in «Honduras, Messico o Brasile».

 

Tale pensiero tocca non esplicitamente il tema del crollo dello Stato-nazione come traguardo della globalizzazione (di cui Davos è capitale), un’indebolimento dei governi sui territori peraltro visibile con la politica del confine meridionale USA lasciato spalancato da Biden

 

Nel suo libro Sapiens. Da animali a dèi: Breve storia dell’umanità lo Harari afferma che «l’Homo sapiens governa il mondo perché è l’unico animale che può credere in cose che esistono puramente nella sua stessa immaginazione, come gli dei, gli Stati, il denaro e i diritti umani».

 

Il filosofo gay israeliano ha portato avanti il concetto anche di recente, quando è arrivato ad affermare che «dovremmo abituarci all’idea che non siamo più anime misteriose», ma «animali hackerabili».

 

Come riportato negli anni da Renovatio 21, è da diverso tempo che Harari – ospitato con tutti gli onori nei consessi più importanti del pianeta, dalla Silicon Valley a Davos – parla di useless class, classe inutile.

 

«Quando un secolo fa veniva lanciata una rivoluzione contro lo sfruttamento, si sapeva che quando il male peggiora, non possono sparare a tutti noi perché hanno bisogno di noi», ha raccontato a fine 2019 in un teatro di San Francisco davanti a 3.500 persone.

 

«Siete totalmente sacrificabili», ha detto al pubblico di tecno-eletti californiani, che faceva partire applausi scroscianti.

 

Questo, ha spiegato Harari in seguito, è il motivo per cui la Silicon Valley è così entusiasta del concetto di reddito di base universale o di sussidi pagati alle persone indipendentemente dal fatto che lavorino. Si tratta dell’idee economica scimmiottata dal reddito di cittadinanza grillina, che in realtà è solo un’assistenzialismo spinto in grado di creare feudi elettorali di parassiti.

 

«Ora aumenta la sensazione che ci sono tutte queste élite che proprio non hanno bisogno di me. Ed è molto peggio essere irrilevanti che essere sfruttati» aveva detto Harari.

 

«In qualità di massimo consigliere del capo e fondatore del WEF Klaus Schwab, l’opinione di Harari secondo cui il mondo ora ha un’abbondanza di persone “inutili”, insieme al suo aperto degrado degli esseri umani come equivalenti agli animali, solleva la questione se gli obiettivi del WEF siano plasmato da tale visione e, in caso affermativo, in quale misura» scrive Lifesitenews.

 

La domanda che si pone: l’appoggio di Davos, ONU e di ogni altra sigla transnazionale alla riduzione dei combustibili fossili è pensato proprio per ingenerare una crisi economica e energetica che limiti le nascite e provochi più morti?

 

La «transizione ecologica» è la maschera di un programma di depopolazione?

 

E l’avallo dato da Schwab e dai suoi minions WEF – che dovrebbe, in teoria, occuparsi di economia… – ai lockdown e a sistemi di controllo elettronico della popolazione, parimenti, riguardano un futuro di nascite e morti totalmente programmate?

 

È questo il succo del Grande Reset?

 

Ritorniamo ad Harari, per capire da che parte sta, rispetto alla politica corrente, il pensatore israeliano omosessuale vegano.  Durante la pandemia di COVID-19, in seguito al taglio dei finanziamenti americani all’OMS deciso dal  presidente Trump, Harari aveva annunciato che lui e suo «marito» avrebbero donato un milione di dollari all’OMS attraverso Sapienship, la loro società di «impatto sociale».

 

Bel nome della fondazione, che pare pure ben finanziata (dire certe cose, a quanto sembra, paga benissimo).  Tuttavia non che il personaggio sia attaccato davvero all’Homo Sapiens: «l’Homo sapiens come li conosciamo scomparirà in un secolo o giù di lì» ha dichiarato nel 2017.

 

L’uomo sparirà, ma prima sarà dissolta la useless class, di cui lo scrivente e il lettore fanno probabilmente parte.

 

Tranquilli, stanno approntando una dolce via di uscita dal pianeta.

 

«Ancora una volta penso che la domanda più grande forse nell’economia e nella politica dei prossimi decenni sarà cosa fare con tutte queste persone inutili» dice lo Harari in un video ancora visibile in rete., dove racconta di un futuro imminente dove diventerà comune «produrre esseri umani», così da rendere nullo il bisogno di mano d’opera perfino nel terzo mondo. Resta quindi il problema di tutta questa umanità in eccedenza.

 


 

«Il problema è più la noia e cosa fare con loro… come troveranno un senso nella vita quando sono fondamentalmente privi di significato, senza valore…  la mia ipotesi migliore al momento è una combinazione di droghe e videogiochi come soluzione».

 

Avete letto bene.

 

Questo è il programma che l‘oligarcato avrà per voi.

 

Sterilizzati e narcotizzati, pronti per Netflix e la Playstation ad vitam, 0 meglio, ad mortem: cioè fino a che non decideranno di eutanatizzarvi, o magari di cancellarvi con una bomba atomica.

 

 

 

 

 

 

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Vaccini COVID e fertilità, prove di effetti devastanti su maschi e femmine

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Renovatio 21 traduce questo articolo di Joseph Mercola pubblicato da Lifesitenews. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

 

 

 

I primi vaccini di COVID sono stati lanciati a dicembre 2020 e non ci è voluto molto prima che medici e scienziati iniziassero a mettere in guardia sui possibili effetti riproduttivi.

 

Tra questi c’era Janci Chunn Lindsay, Ph.D., direttore di tossicologia e biologia molecolare per Toxicology Support Services LLC, che nell’aprile 2021 ha presentato un commento pubblico al Comitato consultivo dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC) degli Stati Uniti su Pratiche di immunizzazione (ACIP), evidenziando l’alto potenziale di effetti avversi sulla fertilità.

 

In precedenza ho intervistato Lindsay nel 2021. Quell’articolo non è aggiornato con le nuove informazioni, ma l’intervista è un buon manuale per le informazioni che condivide di seguito. In molti modi, ha predetto ciò che ora stiamo osservando. 

 

Ha sottolineato che ci sono prove credibili che i vaccini COVID possono reagire in modo incrociato con la sincitina e i geni riproduttivi nello sperma, negli ovuli e nella placenta in modi che potrebbero compromettere i risultati riproduttivi. «Potremmo potenzialmente sterilizzare un’intera generazione», aveva avvertito.

 

Lindsay aveva anche sottolineato che le segnalazioni di irregolarità mestruali significative ed emorragie vaginali nelle donne che avevano ricevuto le iniezioni erano già migliaia, e che anche questo era un segnale di sicurezza che non doveva essere ignorato.

 

 

4 donne su 10 vaccinate dal COVID segnalano irregolarità mestruali

A quanto pare, le prime segnalazioni di irregolarità mestruali non erano un colpo di sfortuna. Indagini più recenti hanno confermato che, infatti, molte donne sperimentano irregolarità mestruali dopo le vaccinazioni.

 

Come riportato da NBC News a metà luglio 2022:

 

«Un’analisi pubblicata sulla rivista Science Advances ha rilevato che il 42% delle persone con cicli mestruali regolari ha affermato di sanguinare più pesantemente del solito dopo la vaccinazione. Nel frattempo, il 44% non ha segnalato alcun cambiamento e circa il 14% ha segnalato un periodo più leggero».

 

«Tra le persone senza mestruazioni, ad esempio quelle post-menopausa o che usano determinati contraccettivi a lungo termine, lo studio suggerisce che molte persone hanno sperimentato una svolta o un’emorragia inaspettata dopo i loro vaccini COVID».

 

Altre categorie di persone che hanno riportato emorragie da rottura anormali includevano il 39% di quelle in trattamento con ormoni di affermazione del genere, il 71% delle donne che assumevano contraccettivi a lunga durata d’azione e il 66% delle donne in postmenopausa.

 

Le donne anziane, quelle che usavano la contraccezione ormonale, erano state incinte in precedenza o avevano diagnosi di endometriosi, fibromi o sindrome dell’ovaio policistico avevano maggiori probabilità di sperimentare un’emorragia più pesante del normale dopo le loro vaccinazioni.

 

 

Le irregolarità mestruali sono irrilevanti?

Vale la pena notare che gli studi COVID non hanno chiesto alle partecipanti informazioni sulle loro mestruazioni e non hanno raccolto alcun dato sull’impatto riproduttivo. 

 

Eppure, nonostante questa chiara mancanza di raccolta di dati, la narrativa ufficiale è che tutto va bene: i vaccini sono sicuri e non influiranno sulla fertilità.

 

Come fanno a saperlo? Non lo sanno, ed è questo che rende tali affermazioni così eclatanti. A peggiorare le cose, i media che riportano questi risultati continuano a insistere sul fatto che le irregolarità mestruali post- vaccini sono «normali» e non un segno che la capacità riproduttiva sia stata influenzata. 

 

Ad esempio, Science scrive:

 

«Chiarire la questione è fondamentale. “È importante sapere”, afferma Victoria Male, immunologa riproduttiva presso l’Imperial College di Londra. “Diciamo che hai ricevuto il vaccino e il giorno dopo ti sei sentito davvero male come capita ad alcune persone”».

 

«Se non fossi stata informata della possibilità di febbre, dolori muscolari e altri effetti che si dissipano rapidamente, “saresti davvero preoccupata”, ha detto». 

 

Illuminare la possibilità di irregolarità mestruali e confermare che non rappresentano un rischio per la salute aiuta anche a combattere la diffusa disinformazione che i vaccini COVID-19 compromettono la fertilità, affermano Victoria Male e altri.

 

Ancora una volta, nessuno sa se i vaccini influiscano sulla fertilità o meno per il semplice fatto che non è stato studiato. Nessuno studio significa nessun dato, il che significa nessuna conoscenza. È così semplice. Qualsiasi affermazione contraria si basa su pura congettura e supporre non è scienza.

 

E, mentre il ciclo mestruale di una donna può fluttuare, i cambiamenti improvvisi storicamente non sono stati spazzati via come irrilevanti. 

 

Al contrario, le mestruazioni improvvisamente anormali sono state elencate come un potenziale segno di cose come:

 

  • Cancro dell’utero e/o del collo dell’utero

 

 

  • Disfunzioni tiroidee e/o disturbi dell’ipofisi che influiscono sull’equilibrio ormonale

 

  • Infezione e/o malattia

 

 

 

Anche la durata del ciclo mestruale è influenzata

La ricerca pubblicata il 1 aprile 2022 sulla rivista Obstetrics and Gynecology ha anche trovato un’associazione tra il vaccino COVID e i cambiamenti nella durata del ciclo mestruale. 

 

Il cambiamento è stato minimo – circa un giorno in meno rispetto alla pre-iniezione dopo la seconda dose – e non è stato ritenuto di grande preoccupazione.

 

Tuttavia, nella mia mente, il cambiamento indica che qualcosa sta accadendo. La domanda è cosa?

 

 

L’infezione può sopprimere la funzione ovarica

Alcuni ricercatori hanno suggerito che le irregolarità mestruali osservate nelle pazienti di sesso femminile con COVID e vaccinate COVID allo stesso modo possono essere attribuite a una risposta immunitaria alla proteina spike.

 

Nel gennaio 2021, uno studio cinese pubblicato su Reproductive BioMedicine Online ha rilevato che il 28% delle donne in età riproduttiva non vaccinate con diagnosi di COVID-19 ha avuto un cambiamento nella durata del ciclo, il 19% ha avuto cicli prolungati e il 25% ha avuto un cambiamento nel volume del sangue mestruale.

 

I ricercatori hanno ipotizzato che «i cambiamenti delle mestruazioni di queste pazienti potrebbero essere la conseguenza di cambiamenti transitori degli ormoni sessuali» causati da una temporanea soppressione della funzione ovarica durante l’infezione.

 

La dott.ssa Natalie Crawford, specialista della fertilità, ha suggerito che le irregolarità mestruali osservate nelle pazienti di sesso femminile con COVID-19 possono essere collegate a una risposta immunitaria cellulare e poiché l’iniezione COVID indica al tuo corpo di produrre la proteina spike SARS-CoV-2, a cui risponde il tuo sistema immunitario, gli effetti del vaccino possono essere simili all’infezione naturale. 

 

In un editoriale del BMJ del 2021, Male, citata da Science sopra, ha presentato un punto di vista simile:

 

 «Sono stati segnalati cambiamenti mestruali dopo che sia l’mRNA che l’adenovirus hanno portato i vaccini COVID-19, suggerendo che, se esiste una connessione, è probabile che sia il risultato della risposta immunitaria alla vaccinazione piuttosto che di un componente specifico del vaccino. Anche la vaccinazione contro il papillomavirus umano (HPV) è stata associata a cambiamenti mestruali».

 

«I meccanismi biologicamente plausibili che collegano la stimolazione immunitaria con i cambiamenti mestruali includono influenze immunologiche sugli ormoni che guidano il ciclo mestruale o effetti mediati dalle cellule immunitarie nel rivestimento dell’utero, che sono coinvolte nell’accumulo ciclico e nella rottura di questo tessuto. La ricerca che esplora una possibile associazione tra i vaccini COVID-19 e i cambiamenti mestruali può anche aiutare a capire il meccanismo».

 

Ciò non significa che le irregolarità mestruali non abbiano conseguenze, però. Dopotutto, sembra che abbiamo a che fare con un virus artificiale e l’mRNA nei vaccini che programmano la produzione di proteine ​​spike è geneticamente ingegnerizzato su di esso.

 

Forse è per questo che una percentuale maggiore di donne segnala irregolarità mestruali a seguito del vaccino COVID, rispetto alla percentuale di donne che subiscono irregolarità a seguito di infezione naturale?

 

Potrebbe anche valere la pena esaminare i parallelismi tra i disturbi della coagulazione del sangue segnalati – sia in alcuni casi COVID-19 che post-vaccinazione COVID-19 – e la malattia di Von Willebrand, una condizione cronica che impedisce la normale coagulazione del sangue, che induce così mestruazioni eccessivamente pesanti. 

 

 

Aborti spontanei, morti fetali e nati morti sono saliti alle stelle

Le irregolarità mestruali non sono l’unico segnale di sicurezza. 

 

Anche gli aborti spontanei, le morti fetali e i nati morti sono aumentati dopo il lancio dei vaccini COVID. Nel novembre 2021, il Lions Gate Hospital di North Vancouver, British Columbia (BC), ha partorito 13 sorprendenti bambini nati morti in un periodo di 24 ore e tutte le madri avevano ricevuto il vaccino COVID.

 

In un mese tipico, potrebbe esserci un bambino nato morto in ospedale, quindi 13 nati morti in 24 ore sono qualcosa di molto insolito. La Scozia ha anche registrato un aumento insolito dei tassi di mortalità infantile. Nel mese di settembre 2021 sono morti almeno 21 bambini di età inferiore alle 4 settimane, un tasso di 4,9 ogni 1.000 nascite. 

 

Storicamente, il tasso di mortalità medio tra i neonati in Scozia è di circa 2 per 1.000 nascite.

 

Eppure, nonostante i nati morti siano aumentati dopo l’introduzione dei vaccini COVID – invece di aumentare in anticipo – gli studi che collegano i nati morti all’infezione da SARS-CoV-2 sono stati utilizzati per incoraggiare le donne incinte a farsi vaccinare.

 

Quindi, fondamentalmente, è stato scoperto che l’infezione stessa può causare mortalità (e sappiamo che la proteina spike del virus è la parte che causa la maggior parte dei problemi), eppure vogliono che tu creda che la proteina spike prodotta dall’iniezione in qualche modo ha un impatto protettivo sulla gravidanza.

 

Questa linea di ragionamento si sgretola ulteriormente se si considera che gli scienziati ora affermano che le irregolarità mestruali post-vaccini sono probabilmente dovute a risposte immunitarie che sorgono in risposta sia al virus che ai vaccini.

 

Se è vero, allora perché il vaccino contro il COVID non dovrebbe essere in grado di causare anche nati morti in misura uguale o maggiore rispetto al virus?

 

 

Non ci sono dati a supporto dei vaccini COVID per le donne in gravidanza

I funzionari sanitari sono fermamente convinti che le donne incinte ricevano un’iniezione di COVID-19, ma i dati non supportano la sua sicurezza. 

 

Lo studio sponsorizzato dal CDC pubblicato sul New England Journal of Medicine (NEJM) che è stato ampiamente utilizzato per supportare la raccomandazione degli Stati Uniti per l’iniezione alle donne in gravidanza è stato corretto nell’ottobre 2021, con la correzione che afferma:

 

 «Nelle note a piè di pagina della tabella, il seguente contenuto avrebbe dovuto essere aggiunto alla nota a piè di pagina: “Non era disponibile alcun denominatore per calcolare una stima del rischio per gli aborti spontanei, perché al momento della presente relazione non era ancora disponibile un follow-up di 20 settimane per 905 delle 1224 partecipanti vaccinate entro 30 giorni prima del primo giorno dell’ultima mestruazione ciclo o nel primo trimestre. Inoltre, qualsiasi stima del rischio dovrebbe tenere conto del rischio specifico della settimana gestazionale di aborto spontaneo”».

 

 

Il vaccino COVID colpisce anche la fertilità maschile

Altre ricerche recenti hanno scoperto che il vaccino Pfizer COVID «altera temporaneamente la concentrazione dello sperma e il conteggio della motilità degli spermatozoi» negli uomini.

 

Come notato dagli autori:

 

«Lo sviluppo delle vaccinazioni COVID-19 rappresenta un notevole risultato scientifico. Tuttavia, sono state sollevate preoccupazioni riguardo al loro possibile impatto negativo sulla fertilità maschile…»

 

«Trentasette SD [donatori di sperma] provenienti da tre banche del seme che hanno fornito 216 campioni sono stati inclusi in quello studio di coorte multicentrico longitudinale retrospettivo. La vaccinazione BNT162b2 includeva due dosi e il completamento della vaccinazione era programmato 7 giorni dopo la seconda dose».

 

«Lo studio comprendeva quattro fasi: T0 – controllo basale pre-vaccinazione, che comprendeva 1–2 campioni iniziali per SD; T1, T2 e T3: valutazioni rispettivamente a breve, medio e lungo termine. Ciascuno includeva 1–3 campioni di sperma per donatore forniti rispettivamente 15–45, 75–125 e oltre 145 giorni dopo il completamento della vaccinazione…»

 

«Le misurazioni ripetitive hanno rivelato una diminuzione della concentrazione spermatica del -15,4% su T2 (CI -25,5%–3,9%, p = 0,01) portando a una riduzione della conta mobile totale del 22,1% (CI -35% – -6,6%, p = 0,007) rispetto a T0».

 

«Allo stesso modo, l’analisi del solo primo campione di sperma e della media dei campioni per donatore ha portato a riduzioni della concentrazione e della conta mobile totale (TMC) su T2 rispetto a T0 – declino mediano rispettivamente di 12 milioni/ml e 31,2 milioni di spermatozoi mobili, … alla prima valutazione del campione e declino mediano di 9,5 × 106 e 27,3 milioni di spermatozoi mobili … all’esame medio dei campioni. La valutazione T3 ha dimostrato un recupero globale senza…

 

«Questo studio longitudinale incentrato sulla SD dimostra la concentrazione temporanea selettiva degli spermatozoi e il deterioramento del TMC 3 mesi dopo la vaccinazione, seguiti da un successivo recupero verificato da diverse analisi statistiche».

 

Come per i problemi mestruali delle donne, gli autori attribuiscono questi effetti negativi negli uomini a una «risposta immunitaria sistemica» al vaccino COVID. Tuttavia, mentre affermano che la capacità riproduttiva degli uomini si riprenderà in circa tre mesi, questo potrebbe comunque essere un enorme problema.

 

Ricorda, i vaccini mRNA sono raccomandati a intervalli di tre mesi per la serie originale e da allora in poi i booster vengono raccomandati a intervalli variabili. Se distruggi lo sperma di un uomo per tre mesi ogni volta che riceve un vaccino COVID, riduci significativamente la probabilità che abbia un figlio per buona parte di un dato anno.

 

 

In corso un massiccio spopolamento

Che sia accidentale o intenzionale, il fatto è che ora stiamo assistendo a un brusco calo dei nati vivi insieme a un altrettanto improvviso aumento delle morti in eccesso tra gli adulti. Il risultato finale sarà una riduzione della popolazione mondiale.

 

Sembra inevitabile a questo punto e la tempistica di queste tendenze corrisponde al rilascio di queste iniezioni sperimentali di trasferimento genico COVID. Ad esempio, la Germania ha recentemente pubblicato dati che mostrano un calo del 10% del tasso di natalità durante il primo trimestre del 2022.

 

 

Il grafico del tasso di natalità in tempo reale per la Svezia sembra più o meno lo stesso:

 

 

Anche altri Paesi stanno assistendo a riduzioni inaspettate del tasso di natalità, a nove mesi dall’inizio della campagna di vaccinazione di massa contro il COVID. 

 

Tra gennaio e aprile 2022, il tasso di natalità della Svizzera è stato del 15% inferiore al previsto, quello del Regno Unito del 10% e quello di Taiwan del 23%.

 

In un articolo di Counter Signal del 5 luglio 2022, Mike Campbell ha riportato le preoccupazioni espresse dal deputato ungherese Dúró Dóra durante un discorso parlamentare:

 

«A gennaio di quest’anno è successo qualcosa che non accadeva da decenni. Il tasso di natalità è diminuito del 20% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. E ciò che è ancora più preoccupante è che anche la fertilità è diminuita, cosa che non si vedeva dal 2011…»

 

«[Un] ricercatore presso il KRTK Institute of Economics sottolinea che questo drastico calo è avvenuto solo nove mesi dopo l’inizio delle vaccinazioni di massa COVID in Ungheria».

 

Dopo aver approfondito la questione, Campbell ha scoperto che nei cinque Paesi con la più alta assunzione di vaccini COVID, la fertilità è diminuita in media del 15,2%, mentre i cinque paesi con la più bassa assunzione del vaccino COVID hanno visto una riduzione media di appena il 4,66%. 

 

Anche gli Stati Uniti mostrano segni di un calo dei nati vivi.

 

I dati provvisori del North Dakota mostrano un calo del 10% a febbraio 2022, una riduzione del 13% a marzo e una riduzione dell’11% ad aprile, rispetto ai mesi corrispondenti del 2021.

 

Di seguito è riportato un grafico di Birth Gauge su Twitter che confronta i dati sulla nascita dal vivo per 2021 e 2022 in un gran numero di Paesi.

 

Assumiti la responsabilità della tua salute

In questo momento, le donne non vengono avvertite dei rischi di aborto spontaneo, irregolarità mestruali e potenziali problemi di fertilità e nati morti, anche se tutti questi segnali di sicurezza sono palesemente evidenti. 

 

Come specialista ostetrico-ginecologo, il dottor James Thorp, ha dichiarato a The Epoch Times nell’aprile 2022:

 

«Ho visto molte, molte, molte complicazioni nelle donne in gravidanza, nelle mamme e nei feti, nei bambini, nella prole, nella morte del feto, nell’aborto spontaneo, nella morte del feto dentro la mamma… Quello che ho visto negli ultimi due anni è senza precedenti».

 

Tragicamente, i medici sono sottoposti a un ordine di bavaglio in tutto il mondo. Allontano i pazienti dai vaccini COVID rischiando di perdere la licenza medica. Questo mette i pazienti in una situazione incredibilmente rischiosa, poiché la maggior parte si affida ai loro medici per dire loro la verità. 

 

Pochi si aspettano che i medici mentano o nascondano loro informazioni salvavita semplicemente per proteggere la propria carriera. Quindi, siamo in tempi senza precedenti in più di un modo.

 

Ciò significa che non hai scelta, in realtà, se non quella di fare le tue ricerche e valutare i rischi nel miglior modo possibile. Ci sono tonnellate di dati là fuori: dati che i media mainstream non toccheranno e, se lo fanno, insistono ancora che gli eventi avversi non sono un segno di pericolo. In tali situazioni, devi semplicemente indossare il tuo limite di pensiero e pensarci bene.

 

Al 15 luglio 2022, il Vaccine Adverse Event Reporting System (VAERS) statunitense aveva registrato 1.350.947 segnalazioni di eventi avversi a seguito del vaccino COVID, inclusi 29.635 decessi, e ci sono prove che le segnalazioni vengono cancellate dal sistema a migliaia. Puoi saperne di più leggendo «Migliaia di morti e reazioni avverse cancellate da VAERS».

 

I segnali di sicurezza provenienti dai vaccini COVID superano qualsiasi altra cosa nella storia medica. Nessun farmaco o vaccino è mai stato associato a tante lesioni e decessi, inclusi danni ai nascituri.

 

A questo punto, sembra che stiamo assistendo a un certo evento di spopolamento.

 

La domanda allora è: sei disposto ad accettare i rischi?

 

Sei disposto a rischiare la tua fertilità, anche se solo temporaneamente?

 

Sei disposto a rischiare la vita del tuo bambino?

 

Sei disposto a rischiare la tua stessa vita?

 

In caso contrario, la risposta è semplice. Non fare il vaccino e se ne hai già fatti uno o due (o tre), non farne mai più un altro.

 

 

Joseph Mercola

 

 

 

Pubblicato originariamente da Mercola .

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

 

 

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