Controllo delle nascite
Harry, Meghan e l’assassinio di Lady Diana
Ha tenuto banco sui media di tutto il mondo l’intervista dei duchi Enrico Windsor e della moglie Meghan, i duchi di Sussex.
Come noto, i due dopo essere «fuggiti» da Londra ed essersi esonerati dagli impegni della famiglia reale, si sono concessi ai microfoni di Oprah Winfrey, la più famosa, e potente, conduttrice TV americana.
I due dopo essere «fuggiti» da Londra ed essersi esonerati dagli impegni della famiglia reale, si sono concessi ai microfoni di Oprah Winfrey, la più famosa, e potente, conduttrice TV americana. La scelta è piuttosto interessante
La scelta è piuttosto interessante. Nessuno si è mai fermato davvero ad analizzare la portata del personaggio.
La Winfrey, che gode di un patrimonio spaventoso, è già nota per essere membro delle massime cerchie del potere globale. È riportato che nel 2009 si ritrovò a Nuova York, sotto un manto di segretezza, con alcune delle persone più ricche del mondo per un incontro senza precedenti «per vedere come possono unirsi per fare di più»: tra gli ospiti c’erano Bill Gates, l’investitore ultramiliardario suo amico William Buffett, il creatore della CNN e antinatalista convinto Ted Turner, il multimiliardario sindaco Michael Bloomberg e ovviamente anche George Soros. Insomma, la gente di quelle cenette a base di conversazioni sul controllo della popolazione – chiodo fisso anche degli Windsor – di cui vi ha scritto talvolta Renovatio 21.
I duchi, insomma, per dipanare il loro piano si sono rivolti a una figura introdotta nei poteri maggiori. Nella discussione, ricordiamo, potrebbero aver fatto anche un mezzo, timido, anonimo accenno al caso Epstein, parlando delle difese montate da Buckingham Palace per proteggere un altro non specificato membro della Casa Reale.
Tuttavia la Winfrey è altresì conosciuta per una caratteristica specifica: è nera. E già in passato aveva giocato, anche d’improvviso, la carta razziale: nel 2013 urlò al mondo la sua indignazione per essere stata, a suo dire, maltrattata in una boutique svizzera dove voleva comprare una borsetta da 38 mila dollari. Dirigenti del turismo elvetico si scusarono profusamente.
La Winfrey, che gode di un patrimonio spaventoso, è già nota per essere membro delle massime cerchie del potere globale
La carta della razza è stata ovviamente giocata anche qui, calcolata per avere l’impatto massivo nel circuito dei media drogato ora come non mai da concetti come il «razzismo sistemico» (cioè l’idea che qualsiasi struttura sociale americana sia viziata dal razzismo, compresa l’adozione di bambini neri da parte di coppie bianche) e dalle giustificazioni per le devastazioni di movimenti come Black Lives Matter (con rapporti più o meno diretti alle Fondazioni di Soros e alla campagna elettorale di Biden).
Il mondo si è diviso sulla sincerità della confessione: i media sono inorriditi per la possibilità di avere una Casa Reale britannica razzista: ma come, la stessa che ha trattato così bene indiani e irlandesi con quelle carestie, gli zulu, i cinesi con le due guerre dell’oppio? Quella stessa gente che a suon di ONG ed enti pubblici implementa programmi di sterilizzazione conclamati in India e chissà dove altro?
Un’altra parte dell’opinione pubblica si è polarizzata contro Meghan, definita arrampicatrice e falsa – è, del resto, un’attrice. Il presentatore TV Piers Morgan è stato di fatto licenziato per aver espresso un giudizio severo nei confronti della duchessa.
Il mondo si è diviso sulla sincerità della confessione: i media sono inorriditi per la possibilità di avere una Casa Reale britannica razzista: ma come, la stessa che ha trattato così bene indiani e irlandesi con quelle carestie, gli zulu, i cinesi con le due guerre dell’oppio?
Vale la pena, tuttavia, di ricordare che altri esempi di persone in fuga da Casa Windsor non sono finiti esattamente bene. Su tutti, un caso molto vicino al principe Enrico: quello della Madre Diana.
La rete profonda di Dodi Al-Fayed
È passato oramai quasi un quarto di secolo, e davvero pochi ci pensano ancora (Enrico e il fratello erede al trono Guglielmo in teoria ogni tanto ci dovrebbero pensare).
Tuttavia, bisogna ricordare che all’epoca, perfino in certa stampa mainstream, di dubbi ve ne fossero pochi: la morte di Diana fu innescata dal suo matrimonio programmato (con tanto di mistero sull’anello da 260 mila dollari comprato a Montecarlo presso un gioielliere italiano) con Dodi al-Fayed, un musulmano, un atto che avrebbe posto la loro potenziale prole musulmana – futuri fratellastri dei principi William e Harry–- nella linea di successione reale.
Bisogna ricordare che all’epoca, perfino in certa stampa mainstream, di dubbi ve ne fossero pochi: la morte di Diana fu innescata dal suo matrimonio programmato con Dodi al-Fayed
Nonostante di recente sia stato rivendicata, tra i discendenti di Maometto, pure la regina Elisabetta (!), l’idea di un musulmano che entra nel casato con il suo stesso sangue (quello del padre Mohamed, uomo d’affari spregiudicato che aveva scalato misteriosamente le classifiche dei paperoni di Londra) poneva problemi evidenti a chiunque avesse presente la dinamica della storia.
Aggiungiamo un dettaglio sfuggito a tutti all’epoca e pure oggi che si parla tanto di cose saudite: Dodi era figlio di Samira Khasoggi, sorella di Adnan Khashoggi, trafficante d’armi saudita e playboy internazionale (con prede ambitissime come Farrah Fawcett, Raquel Welch, Brooke Shields e Lory Del Santo) che fu per un certo periodo considerato l’uomo più ricco del mondo.
Dodi era quindi cugino di primo grado di Jamal Khashoggi, l’editorialista del Washington Post che secondo la CIA fu squartato al consolato saudita di Istanbul su ordine del principe di Riyadh Mohammed bin Salman, il celebre amico di Matteo Renzi.
Dodi era figlio di Samira Khasoggi, sorella di Adnan Khashoggi, trafficante d’armi saudita e playboy internazionale che fu per un certo periodo considerato l’uomo più ricco del mondo
La famiglia Khashoggi, prima di cadere in disgrazia con l’ascesa di MbS, era stata praticamente tra le più potenti in Arabia Saudita, con rapporti eccellenti, grazie ai traffici di zio Adnan, con elementi dello Stato profondo americano (fu coinvolto nello scandalo Iran-Contra) e con mezzo mondo – per esempio con le Filippine del presidente Ferdinand Marcos.
Diana, quindi, in casa non si stava portando solo un boyfriend islamico, ma un pezzo di finanza e di geopolitica enorme, con accenti wahabiti e statunitensi.
La confessione del «Soldato N»
A scoppio ritardato, qualche elemento di questo caso tremendo – una macchina sfasciata sotto un tunnel parigino, tra i flash dei paparazzi subito incolpati di tutto – in questi decenni è emerso.
Dodi era quindi cugino di primo grado di Jamal Khashoggi, l’editorialista del Washington Post che secondo la CIA fu squartato al consolato saudita di Istanbul su ordine del principe di Riyadh Mohammed bin Salman, il celebre amico di Matteo Renzi
Nel 2013, ad esempio, emersero sui giornali prove della corte marziale del sergente Danny Nightingale, cecchino della British Special Air Services (SAS), cioè le forze speciali.
Nightingale fu condannato per possesso illegale di una pistola Glock 17 e munizioni. Una lettera presentata alla corte afferma che un ex collega SAS e coinquilino di Nightingale, qualcuno identificato solo come «Soldato N» e che è un testimone chiave dell’accusa, affermava che il SAS era dietro la morte incidente automobilistico di Diana.
Il soldato N stava anche scontando una pena detentiva per possesso illegale di armi da fuoco nella casa che condivideva con Nightingale; la lettera in questione era stata scritta dalla suocera del Soldato N.
La sconvolgente lettera di 8 pagine – passata per la Royal Military Police, la polizia militare del Regno – affermava che il Soldato N si vantava del fatto che le forze speciali avessero assassinato la Principessa Diana. Il soldato N fu in seguito bollato come «unreliable», non affidabile. La storia pian piano si stemperò.
Nel 2008 l’inchiesta ufficiale arrivò alla conclusione che Diana e Fayed morirono per colpa di Monsieur Paul, l’autista, che era ubriaco, oltre ai diversi paparazzi le cui telecamere con flash nel tunnel avevano fatto perdere al Paul il controllo del veicolo.
Una lettera presentata alla corte scrive che tale «Soldato N» affermava che il SAS era dietro la morte incidente automobilistico di Diana
Il Paul era il responsabile della sicurezza per il lussuoso hotel Ritz-Carlton di Parigi, ma era anche stato il pilota presidenziale dell’aereo del presidente François Mitterand.
La suocera del Soldato N aveva inviato una lettera all’ufficiale in comando del Soldato N nel settembre 2011, in cui rivelava le vanterie del genero riguardo al supposto SAS killer di principesse.
Parlando della figlia ex moglie di N, la suocera scriveva che il genero alla moglie «le diceva che era stato il XXX ad organizzare la morte della principessa Diana e che è stato nascosto».
La NSA fu costretta a riconoscere di avere più di 1.000 pagine di informazioni sulla defunta principessa Diana
La principessa intercettata
Wayne Madsen sostiene che la NSA americana (l’agenzia di spionaggio dei segnali con hacking ed intercettazioni varie – quella di Snowden, per intenderci) monitorava le comunicazione di Lady D. L’idea può non essere balzana: i cosiddetti Five Eyes, cioè i servizi segreti uniti dei Paesi dell’anglosfera (USA, UK, Canada, Nuova Zelanda, Australia) usano questa tattica per spiare sui proprio cittadini: il britannico Government Communications Headquarters (GCHQ), la controparte in Albione dell’NSA, non può spiare sui cittadini del Regno, ma l’NSA, che poi ovviamente passa le informazioni a chi di dovere, sì.
Di fatto, questa è la conclusione a cui arrivò nel dicembre 2006 Lord Stevens , un ex Commissario della Polizia Metropolitana di Londra: Diana era monitorata dalla National Security Agency (NSA) al momento della sua morte.
Secondo una ricostruzione, c’entrerebbe il traffico d’armi e i alcuni segreti indicibili
Secondo la famosa trasmissione di reportage TV USA 60 minutes, nel 1999 la NSA fu costretta a riconoscere di avere più di 1.000 pagine di informazioni sulla defunta principessa Diana.
Negli anni si sono susseguite tuttavia anche altre piste.
La pista del traffico nucleare
L’assassinio potrebbe essere stato perpetrato non dall’Mi6, il servizio segreto estero di Londra, ma da agenti di altri Paesi – magari Paesi alleati.
Secondo una ricostruzione, c’entrerebbe il traffico d’armi e i alcuni segreti indicibili.
L’aver pestato qualche piede dietro alla proliferazione potrebbe aver fatto scattare la condanna a morte di Diana una condanna a morte.
Lady Diana aveva fatto del divieto delle mine terrestri la sua causa personale; girando il mondo per la sua crociata avrebbe «ottenuto informazioni dettagliate sulla proliferazione legale e illegale delle mine terrestri in tutte le loro forme, comprese quelle chimiche e nucleari» scrive WMR.
L’aver pestato qualche piede dietro alla proliferazione potrebbe aver fatto scattare la condanna a morte di Diana una condanna a morte.
Ricorderete David Kelly, esperto di armi di distruzione di massa del Ministero della Difesa Britannico – se ne parla ad abundatiam nel libro di Maurizio Blondet La strage dei genetisti.
Tre armi nucleari sudafricane sarebbero state vendute a «investitori privati» con il denaro iniziale proveniente dalle casse del governo britannico
Kelly poteva essere a conoscenza dello stesso circuito di contrabbando di armi che Diana aveva scoperto. Kelly era con probabilità consapevole della proliferazione di armi nucleari che coinvolge tre bombe atomiche sudafricane assemblate con l’aiuto di scienziati israeliani nell’impianto segreto di Pelindaba, vicino a Pretoria.
Ispettori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) che avevano visitato Pelindaba e l’Armaments Corporation of South Africa (ARMSCOR), un ente di proprietà statale, avevano invitato il mondo a credere che le armi nucleari del Sud Africa fossero state tutte smantellate dal regime bianco oramai in uscita – con la puerile e un po’ insultante scusa che ai neri, con probabilità, non volevano lasciare armi di tale potenza.
Tuttavia, tre armi nucleari sudafricane sarebbero state vendute a «investitori privati» con il denaro iniziale proveniente dalle casse del governo britannico.
Ci sono indicazioni che una delle bombe sia stata infine venduta alla Corea del Nord. Anche qui, si tratterebbe di un segreto talmente enorme, talmente inconfessabile, da garantire il principessicidio
Ci sono indicazioni che una delle bombe sia stata infine venduta alla Corea del Nord. Anche qui, si tratterebbe di un segreto talmente enorme, talmente inconfessabile, da garantire il principessicidio.
Sempre considerando, che la regina mai amò Lady Diana Spencer.
Storie di cani e cavalli
Si racconta in certi ambienti, che un giovane aristocratico nostrano aveva un giorno incontrato la regina e, con adolescente impudenza, aveva saltato ogni protocollo e rivolto una domanda direttissima alla sovrana.
Per di più si trattava proprio della domanda sbagliata, quella che chi aveva preparato l’incontro si era premurato di non fare: non parlate di Lady D.
Il nobile ragazzino sbottò impudente: «perché odiate Lady Diana», disse.
La regina reagì in modo secco: mandò via tutti, compresi, secondo questo racconto, i famigli del discolo – voleva parlare da sola con l’impudente. Così, lasciati soli, gli rispose: «Devi sapere che ci sono due cose che piacciono agli Windsor, i cani e i cavalli. E Diana purtroppo non è né un cane né un cavallo. E ora, se non ti dispiace, vorrei che portassero del tè».
La famiglia reale, e l’universo oscuro che sta dietro al suo potere, può considerarli più sacrificabili di un animale di compagnia
Vera o no che sia questa storia, si tratta esattamente di ciò che Enrico e la moglie debbono imparare: nemmeno loro non sono né cavalli né cani.
Quindi la famiglia reale, e l’universo oscuro che sta dietro al suo potere, può considerarli più sacrificabili di un animale di compagnia.
Roberto Dal Bosco
Foto di Mark Jones via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0). Modifiche di filtro e montaggio con foto di pubblico dominio
Controllo delle nascite
Natalità giapponese ai minimi storici
A maggio, il ministero degli Affari Interni e delle Comunicazioni giapponese ha pubblicato dati che mostrano come il numero di bambini sotto i 15 anni nel Paese del Sol Levante sia sceso a un nuovo minimo storico: 13,29 milioni, ovvero 350.000 in meno rispetto all’anno precedente.
Per comprendere la portata e la drammaticità di ciò che sta accadendo, vale la pena ricordare che nel 1950, agli albori del miracolo economico giapponese, i bambini sotto i 15 anni rappresentavano il 35,1% della popolazione giapponese. Mezzo secolo dopo, nel 2000, la percentuale di bambini era scesa al 14,5%. Nel Paese risuonarono i campanelli d’allarme, furono introdotte misure, ma la tendenza non poté essere invertita. E ora, secondo i risultati del 2025, la percentuale di bambini sul totale della popolazione ha toccato un nuovo minimo storico, scendendo ad appena il 10,8%.
La riduzione del numero di figli nella società giapponese a livelli un tempo impensabili è legata al calo dei tassi di natalità, che in Giappone diminuiscono ancora più rapidamente che nei paesi sviluppati di America ed Europa. Il tasso di fertilità totale è sceso sotto 1,2 a livello nazionale, mentre a Tokyo il numero medio di figli per donna è calato a soli 0,99.
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A sua volta, il calo della fertilità è collegato al continuo declino del numero di matrimoni. In oltre 45 anni di ininterrotto calo del numero di figli, le giovani generazioni giapponesi sono diventate a loro volta molto più piccole. Ancora più importante, un numero crescente di giovani giapponesi non desidera affatto formare una famiglia, né tantomeno mantenere relazioni sessuali stabili.
La causa principale è considerata nel fatto che il Giappone è un paese di individualismo trionfante. Con la partecipazione di strateghi americani di ingegneria sociale, il Giappone ha creato un modello di modernizzazione accelerata costruito attorno a una tradizione nazionale svuotata e a un elevato tenore di vita come modello centrale di costruzione del significato della cultura di massa.
Come riportato da Renovatio 21, il premier nipponico tre anni fa aveva affermato che il Paese stava precipitando dal precipizio demografico.
Nel 2022 era emerso che la pandemia aveva portato a un nuovo minimo storico delle gravidanze con altri 20mila nati in meno.
I dati giapponesi nel periodo post-bellico indicavano l’aborto di circa un terzo dei concepiti, con casi allucinanti di infanticidi – che oggi la Finestra di Overton vuole che chiamiamo «aborti post-natali» – come quello di Miyuki Ishikawa, detta «Oni-sanba», ostetrica che avrebbe ucciso almeno 86 bambini (qualcuno parla di una cifra doppia) affidatile negli anni dell’immediato dopoguerra.
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Controllo delle nascite
Crollo delle nascite: Taiwan supera la Corea del Sud
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Controllo delle nascite
Dott. Michael Yeadon: il vaccino mRNA è un sistema di sterilizzazione che ha ucciso oltre 30 milioni di persone e devasterà varie generazioni
L’ex vicepresidente della divisione di ricerca sulle allergie e sulle malattie respiratorie della Pfizer, il dottor Michael Yeadon, ha appena pubblicato un video in cui spiega come le iniezioni di COVID fossero armi biologiche mirate a mutilare, massacrare e sterilizzare la popolazione umana.
«La cosa veramente importante di cui devo parlarvi è che deriva dal cuore della mia formazione e da decenni di applicazione nella ricerca di potenziali vulnerabilità tossiche in un farmaco. Era parte integrante della mia formazione individuare molecole e componenti che venivano selezionati per valide ragioni per raggiungere un obiettivo terapeutico, ma che potevano presentare rischi tossici» dice il medico.
«La prima è che ci è stato detto che queste molecole erano sequenze geniche che codificavano qualcosa chiamato proteina spike. La proteina spike, ci è stato detto, si trovava all’esterno di questo virus. Ora, non sono d’accordo, ma questo è quello che ci è stato detto. Un fumetto come una sfera con delle punte che fuoriuscivano. Ci è stato detto che questi vaccini codificavano la proteina, la proteina spike che si trovava all’esterno di questi virus. E questo avrebbe addestrato il sistema immunitario a combatterla».
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«Signore e signori, questo è un concetto davvero importante in immunologia. Viene insegnato a chiunque abbia una formazione in immunologia, come ho fatto io nella prima lezione. Cosa permette al corpo di trattarsi con gentilezza, se non di andare in guerra se viene scoperto qualcosa di anomalo nel corpo? E il concetto è “sé”, “non sé” o estraneo? Il mio corpo è sano in questo momento. Il mio sistema immunitario, che sorveglia ogni parte del mio corpo, è in pace con se stesso perché sa che tutto ciò che incontra appartiene a Mike Yeadon: a se stesso» spiega.
«Se mi iniettate una sequenza genetica che indurrà il mio corpo a produrre una proteina estranea che non sono io, una proteina virale, il mio corpo, ogni cellula del mio corpo che segue quell’istruzione, segnalerà al mio sistema immunitario che sono stato attaccato. E il mio sistema immunitario andrà in guerra, attaccherà e ucciderà ogni cellula che ha obbedito a quell’istruzione. Ed è quello che è successo, signore e signori, a ogni cellula di ogni tessuto, in ogni persona che è stata iniettata in questo modo».
«La tossicità che si sperimenterebbe varia enormemente perché alcune persone la assorbirebbero in modo efficiente, la copierebbero in modo efficiente, produrrebbero la proteina per lungo tempo, e temo che queste persone siano per lo più morte. Altre persone la assorbirebbero male, la trascriverebbero male, e solo per breve tempo, e queste persone sono vive, e poi c’è tutta una continuità nel mezzo».
«Ma il punto è che, se inietti un’istruzione che induce il tuo corpo a produrre una proteina estranea che non è il tuo, il tuo sistema immunitario la attaccherà. Signore e signori, lo sapete. Questo è il principio della compatibilità tissutale nei trapianti d’organo. Questo è il principio alla base del fallimento del trapianto di tessuto, del rigetto d’organo. Questo, signore e signori, è alla base di malattie autoimmuni come l’artrite reumatoide e molte altre, e di malattie neurologiche in cui il tuo corpo si autodistrugge» chiarisce lo Yeadon.
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«Questo è il primo principio che è stato progettato per le molecole di ogni azienda. Moderna, Pfizer, Johnson & Johnson AstraZeneca. Quindi, a metà del 2020, sapevo che erano progettati per causare danni. Quanto, non lo sapevo, non lo so ancora del tutto. Ma questo esperto vi dice che sono stati progettati per causare danni».
«Il secondo punto davvero importante da sottolineare è cosa è stato codificato in questi vaccini basati sui geni. Si suppone che i vaccini siano la proteina spike. Non sapevo cosa fosse la proteina spike, era una novità per me. Ma sono le punte sulla superficie esterna di questo presunto virus che non credo siano reali. Sono riuscito a trovare proteine simili. E ho scoperto che erano tutte note per essere tossine come neurotossine, cardiotossine e sostanze che stimolano la coagulazione del sangue».
«Quindi, di nuovo, la domanda è: perché codificare nel tuo medicinale utile qualcosa che, una volta espresso nel tuo corpo, ti danneggerebbe? Questa è la seconda domanda. Ce n’è una terza, ed è che quando l’ho scoperto, a fine 2020 o inizio 2021, devo dire, ho pianto» continua lo scienziato.
«Due dei prodotti realizzati da Pfizer e Moderna sono stati formulati. Ogni medicinale è formulato. Avrete familiarità con una compressa, che potrebbe essere rivestita con film o secca. Potrebbe essere una capsula di varie dimensioni. Potrebbe essere un liquido per iniezione, un inalatore. Tutti questi. Avete il principio attivo, ma è circondato e protetto da qualcosa che lo aiuta a svolgere il suo lavoro, si spera benefico. Due di questi prodotti sono stati avvolti in qualcosa chiamato nanoparticelle lipidiche o LNP».
«I lipidi sono grassi. Nano significa minuscole particelle, piccole gocce. Quindi erano avvolte in nanoparticelle lipidiche. Le ho cercate e ho pensato che fosse piuttosto interessante. Erano già state usate in alcuni farmaci oncologici. Ma ecco il punto. Come tossicologo, quando ho iniziato a fare ricerche, pensavo che queste cose fossero note per essere tossiche. E più approfondivo la ricerca, più mi sorprendevo. Le nanoparticelle lipidiche, ognuna di esse testata, è nota per promuovere l’assorbimento del loro carico, qualunque cosa stessero proteggendo, negli organi all’interno dell’addome, quelli che vengono chiamati organi viscerali e, in particolare, fegato e ovaie».
«Quindi, signore e signori, chi sceglie le nanoparticelle lipidiche per formulare questi materiali sapeva professionalmente che, una volta iniettato in donne e ragazze, questo materiale si sarebbe diffuso nel loro corpo, concentrandosi negli organi riproduttivi. E poi avrebbe fatto le due cose che ho appena descritto. Si sarebbe espresso e il corpo lo avrebbe riconosciuto come estraneo, uccidendo quelle cellule».
«Se espresso, causerebbe tossicità direttamente a quelle cellule. E vi chiedo, signore e signori, quale possibile motivazione potreste avere per farlo quando avreste potuto scegliere una mezza dozzina di altri mezzi per proteggere il farmaco? E devo dire che, a quel punto, sapevo profondamente nel profondo del mio cuore che le prime due osservazioni che avevo fatto non erano solo errori o cose del genere, ma che ne avrebbero corso i rischi» accusa il dottore.
«Queste tre cose insieme mi hanno fatto capire che qualcuno si è riunito in una stanza, qualcuno come me, e ha detto: Dottor Yeadon, progetti iniezioni che danneggeranno, uccideranno e ridurranno la fertilità nelle persone a cui le somministrerai. E le progetti in modo che non uccidano tutti, non danneggino tutti. Ma se le somministriamo a un numero sufficiente di persone, col tempo, ridurranno la fertilità e la salute e ridurranno la popolazione. Ed è questo che ho visto accadere intorno a me per cinque anni, da quel momento».
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Come noto ai lettori di Renovatio 21, non è la prima volta che il dottor Yeadon avanza questo tipo di accuse: ancora un anno fa lanciava l’allarme sul piano vaccinale, dicendo che ne è «sicuro», «non leggermente, ma sicuro». «Questi materiali sono stati progettati intenzionalmente danneggiare, mutilare e uccidere e ridurre la fertilità umana. Questo è il mio verdetto» aveva dichiarato pubblicamente, per poi dire che «se si sommano le bugie, la distruzione economica, l’omicidio e il danno intenzionale derivante dalle sostanze iniettabili, temo che l’unica conclusione a cui arrivo è che qualcuno lassù vuole ridurre la popolazione».
Come riportato da Renovatio 21, il 1° dicembre 2020, Yeadon con il medico tedesco Wolfgang Wodarg aveva presentato una petizione all’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) per l’immediata sospensione di tutti gli studi sul vaccino COVID-19 in Europa a causa di significativi problemi di sicurezza, inclusa la prevedibile possibilità che molte persone possano «sviluppare allergie, reazioni potenzialmente fatali alla vaccinazione».
In una lettera al sito canadese LifeSiteNews, lo Yeadon aveva riassunto scrivendo che «i presunti vaccini sono stati progettati per ferire, mutilare e uccidere. Molteplici tossicità evidenti sono state deliberatamente integrate nei loro progetti, con il risultato che ci sarebbero state grandi aspettative di coaguli di sangue, attacchi autoimmuni e tempeste di citochine in tutto il corpo, a seconda di dove andavano in un dato individuo».
«Infine, gli agenti mRNA sono stati formulati in nanoparticelle lipidiche, note dal 2012 per causare l’accumulo in alcuni visceri, in particolare nelle ovaie. Anche gli impatti negativi sulla fertilità erano virtualmente assicurati».
«Niente di tutto questo potrebbe essere difeso come involontario», ha concluso.
Il dottor Yeadon, tra gli unici ad insistere sin da subito sul problema dei rischi alla fertilità del vaccino COVID, non è nuovo a queste affermazioni forti sul siero genico, definito «omicidio di massa deliberato».
«Stanno venendo a prendere te e i tuoi figli» scrisse in un messaggio dell’anno scorso. «Ci sono ampie prove che stanno emergendo riguardo una paziente pianificazione a lungo termine. Mi dispiace tanto».
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