Epidemie
Morte in culla e vaccino esavalente
Esistono degli studi pubblicati da riviste scientifiche che hanno esaminato la possibile relazione tra la cosiddetta Sindrome della Morte in Culla (chiamata per lo più con l’acronimo anglofodono SIDS: Sudden Infant Death Syndrome, «Sindrome della morte improvvisa del bambino») e le iniezioni dell’esavalente, il vaccino che dovrebbe prevenire 6 diverse malattie, molto diffuso – se non obbligatorio – in vari Stati europei e negli USA
Esistono degli stud pubblicati da riviste scientifiche che hanno esaminato la possibile relazione tra Sindrome della Morte in Culla e il vaccino esavalente
«Per esempio, in uno studio è dichiarato che i bambini avevano 23 volte in più le probabilità di morire nel giro di 2 giorni dopo la loro quarta dose di vaccino esavalente, se compariamo il numero con quello che ci si dovrebbe aspettare», scrive il libro Miller’s Review of Critical Vaccine Studies.
In un altro studio, i bimbi avevano un rischio incrementato di due volte di morire nel giro di due settimane dopo la prima dose di esavalente o in seguito alla somministrazione congiunta di 6 vaccini individuali.
Le autopsie di bambini morti dopo aver ricevuto l’iniezione di vaccino esavalente «hanno mostrato tracce anomale nel cervello, comprese neuropatologie anormali».
«Per esempio, in uno studio è dichiarato che i bambini avevano 23 volte in più le probabilità di morire nel giro di 2 giorni dopo la loro quarta dose di vaccino esavalente»
Lo studio tedesco
C’è per esempio l’articolo scientifico intitolato «Sudden and unexpected deaths after the administration of hexavalent vaccines (diphtheria, tetanus, pertussis, poliomyelitis, hepatitis B, Haemophilius influenzae type b): is there a signal?» («Decessi improvvisi e imprevisti dopo la somministrazione di vaccini esavalenti (difterite, tetano, pertosse, poliomielite, epatite B, Haemophilius influenzae di tipo b): c’è un segnale?»).
Lo studio fu pubblicato sul numero 164 di Eur J Pediatr de 2005, alle pagine 61-69; gli autori sono il dottor R. von Kries, il dottor A.M. Toschke ed altri 7 ricercatori.
Il paper dà conto delle morti di bambini poco dopo la somministrazione dell’esavalente, analizzando quindi i rischi di morte in bambini piccoli tra gli uno e i 28 giorni dopo la puntura.
La ratio standard di mortalità (Standard Mortality Ratio, o SMR) si alzava improvvisamente nel secondo anno di vita, dove la possibilità di morte del bambino aumentava dopo un giorno (SMR=31.3) o dopo 2 giorni (SMR 23.5) dalla somministrazione dell’esavalente.
Lo studio tedesco diceva che la mortalità si alzava improvvisamente nel secondo anno di vita, dove la possibilità di morte del bambino aumentava dopo un giorno o dopo 2 giorni dalla somministrazione dell’esavalente
«Questi risultati basati su segnalazioni spontanee – scrivono i ricercatori nello studio – costituisce un segnale di uno dei due vaccini esavalenti che sui quali dovrebbe essere intensificata la sorveglianza riguardo alle morti inaspettate a seguito della vaccinazione».
L’ulteriore studio tedesco «A modified self-controlled case series method to examine association between multidose vaccinations and death», comparso su Stat Med 2011 30 (6) (pp.666-667), ri-analizzava studi precedenti sulla correlazione tra vaccini multidose e morte con un nuovo metodo statistico chiamato «self-controlled case series method» (SCCS).
La nuova analisi ha trovato che per gli infanti raddoppiava rischio di di morte improvvisa nei 3 giorni dopo aver ricevuto una seconda dose di vaccino pentavalente o esavalente (stima di rischio=2,56).
Dice l’Abstract dello studio:
Le autopsie di bambini morti dopo aver ricevuto l’iniezione di vaccino esavalente «hanno mostrato tracce anomale nel cervello, comprese neuropatologie anormali»
«Per mezzo di uno studio su 300 uSUD [unexplained sudden unexpected death, «morte improvvisa inaspettata e inspiegabile», NdR], è stato possibile rilevare un aumento del rischio di 16 volte dopo la 4a dose con una potenza di almeno il 90%. Un aumento del rischio generale di 2 volte dopo la vaccinazione potrebbe essere rilevato con una potenza dell’80%».
Lo studio italiano
«Sudden Unexpected Deaths and Vaccinations during the First Two Years of Life in Italy: A Case Series Study» («Morti e vaccinazioni improvvise improvvise durante i primi due anni di vita in Italia: un caso di studio») è un paper comparso su PloS One il 26 gennaio 2011. Gli autori sono un nutrito gruppo di italiani.
«Nel nostro studio – scrivono gli autori – solo la prima dose, che viene somministrata quando l’incidenza di SUD [Sudden unexpected death, «morte improvvisa inaspettata», NdR] è maggiore, sembra avere un aumento minore, sebbene statisticamente significativo, del rischio di SUD»
«Solo» tre bimbi morti. Nel caso la causa fosse il vaccino, ci chiediamo, bisogna ritenere questo sacrificio accettabile? Secondo quale giurisprudenza? Secondo quale filosofia?
«Nell’analisi per dose, è stato raggiunto un RR (Rate ratio, una misura di differenza relativa utilizzata in Epidemiologia per confrontare i tassi di incidenza degli eventi che si verificano in un dato momento) statisticamente significativo per la prima dose nel periodo di rischio 0–7 giorni dopo qualsiasi vaccinazione»
Gli autori concludono il saggio scrivendo di considerare i loro risultati «globalmente rassicuranti», specie dopo l’allarme provocato dal sopracitato studio tedesco: «a differenza del segnale tedesco, in cui l’aumento del rischio riguardava la quarta dose (neonati nel secondo anno di vita), nel nostro studio solo la prima dose, che viene somministrata quando l’incidenza di SUD è maggiore, sembra portare un minore, sebbene statisticamente significativo, aumento del rischio di SUD».
Ci pare di capire che gli italiani dicano ai tedeschi: i bambini – statisticamente –possono morire alla prima puntura, non alla quarta. Purtroppo non ci pare humor nero.
«Nel periodo 2005-2009, tre morti sono state riportate entro due settimane dalla somministrazione di un prodotto esavalente, su di circa 2,5 milioni di neonati vaccinati e 7,5 milioni di dosi».
«Solo» tre morti. Nel caso la causa fosse il vaccino, ci chiediamo, bisogna ritenere questo sacrificio accettabile? Secondo quale giurisprudenza? Secondo quale filosofia?
Epidemie
Avanzamenti della Commissione COVID. Intervista al dottor Giacomini
La Commissione parlamentare COVID sta andando avanti. Mercoledì alla Camera dei Deputati vi è stata un’udienza riguardante i danni da vaccino. Vi ha partecipato il dottor Dario Giacomini, presidente dell’associazione ContiamoCi!, che si è spesa sin dall’inizio per riportare il dibattito pubblico nell’alveo di una corretta comunicazione scientifica, tutelando al contempo i diritti costituzionali calpestati durante il biennio pandemico.
Dottor Giacomini, di cosa si è parlato ieri in Commissione?
Abbiamo portato della documentazione che dimostrava che le istituzioni, nello specifico il ministero della Salute, già dal 2021 conoscevano il problema degli eventi avversi. Le circolari ministeriali già riconoscevano l’esistenza della questione.
Quali effetti avversi erano già noti al ministero della Salute?
Oltre alle possibili reazioni allergiche legati alla composizione del siero, erano note alcune patologie quali la sindrome da perdita capillare, la sindrome di Guillain-Barré, le miocarditi, le pericarditi, la sindrome trombotica trombocitopenica.
Può farci un esempio di un documento che già conteneva questa informazione?
La circolare del ministero della Salute del 4 agosto 2021. Siamo ad otto mesi dal lancio della vaccinazione nazionale.
E cosa ha fatto il ministero?
Il ministero conosceva queste cose. Ma diceva che la vaccinazione doveva andare avanti: semplicemente, suggeriva di cambiare marca di vaccino. In pratica, le reazioni ai sieri non implicavano la sospensione della vaccinazione, ma il cambio di etichetta del siero: se ti ha fatto male il Pfizer, fai il Moderna.
Perché non si sono fermati?
Posso dire che il ministero sembrava più preoccupato dal garantire inderogabilmente la continuazione della campagna vaccinale nazionale invece che la salute del singolo cittadino a cui pure veniva riconosciuto ufficialmente un danno da vaccino. La stessa questione si è avuta con le donne in gravidanza. Si decise di proseguire con le donne incinte nonostante l’assenza totale di studi riguardo gli effetti su questa popolazione. La stessa circolare insiste che qualora il soggetto fosse guarito dalla malattia, cioè avesse l’immunità naturale, il titolo anticorpale non va ritenuto un parametro di esclusione dalla vaccinazione COVID.
Cioè secondo la circolare se avevi fatto la malattia dovevi comunque fare il vaccino?
Sì, dovevi farti il vaccino per avere gli anticorpi – anticorpi vaccinali, quindi indotti artificialmente su un frammento del patogeno – e invece gli anticorpi prodotti dall’immunità naturale non possono essere presi in considerazione. La sensazione è che bisognava vaccinare davvero tutti.
Perché?
Il sospetto che mi viene è che non bisognava avere una popolazione di controllo, cioè un gruppo di persone non vaccinate – parliamo di decine di milioni di cittadini che erano guariti e quindi avevano l’immunità naturale. Essi avrebbero dimostrato che si poteva sopravvivere al virus senza il siero. La politica invece doveva dimostrare la qualità salvifica della vaccinazione. Senza gruppo di controllo dei guariti, che sono stati inoculati anche loro, non è possibile nessun raffronto e quindi si può portare avanti la narrazione del vaccino unico strumento per uscire dalla pandemia.
Aiuta Renovatio 21
Quali altri elementi vi sono in questo processo?
Un altro elemento che ci fa capire come potrebbe esserci stata consapevolezza dei possibili eventi avversi anche letali è lo scudo penale stabilito con l’articolo 3 del DL 44/2021: si normava il fatto che qualora vi fosse un evento avverso anche mortale il medico vaccinatore sarebbe stato esentato da qualsiasi responsabilità, era sufficiente che avesse rispetto per le linee guida e le circolari ministeriali.
A cosa ha portato tutto questo?
Tutto questo ha portato ad una profonda sfiducia da parte del cittadino nei confronti delle istituzioni e della scienza medica, perché la regia politica ed ideologica diviene evidente, così come l’omissione di informazioni che pure erano presenti nella comunicazioni all’interno delle istituzioni. Ricordiamo com’erano quei mesi: c’era la censura e se dicevi le stesse cose contenute nella circolare ministeriali venivi etichettato come pericoloso «no-vax».
Quindi i sieri sono «sicuri ed efficaci»?
Questi farmaci per la loro stessa composizione possono avere effetti avversi: l’mRNA può raggiungere tutti i tessuti e non conosciamo le diverse reazioni di questi alla sostanza. Tutto questo era noto ma non si poteva comunicare all’esterno perché non si doveva spegnere quello che il ministro Speranza avrebbe definito, in una registrazione della riunione del CTS a seguito della morte di Camilla Canepa, l’«entusiasmo vaccinale».
Cosa è successo durante l’udienza?
Dopo la relazione mia e del vicepresidente di ContiamoCi! Marco Cosentino, vi è stato l’intervento della senatrice del PD Ylenia Zambito. Ha avuto il coraggio di dire che non c’era alcun obbligo vaccinale. Mi è toccato ricordarle, insieme all’onorevole Bagnai, che non solo l’obbligo c’era, ma c’era pure sanzioni amministrative, sproporzionate ed irragionevoli, che avevano portato alla fame milioni di cittadini che non potevano più lavorare. Tantissimi si sono piegati a questa «coercizione amministrativa», che per quanto mi riguarda era solo un enorme «ricatto».
Solo un ricatto?
Di più. Per me quello che c’è stato è stata una guerra civile. Per la prima volta, lo Stato ha disconosciuto milioni dei suoi cittadini e li ha perseguitati solo perché volevano liberamente decidere riguardo al proprio corpo – cosa peraltro sancita dall’articolo 32 della Costituzione.
Dicono che la vaccinazione ha salvato milioni di vite.
Quand’anche fosse vero, il salvare le milioni di vite non può passare attraverso il sacrificio coatto di una minoranza che viene mandata a morire. Lo Stato non lo può fare. La Costituzione su questo è chiara. Dovevi assumerti il rischio, di una malattia da reazione avversa o perfino della morte, senza alternativa. Dovevi accettare la roulette russa. Tutto questo facendoti pure firmare un consenso informato che informato non era.
I politici vaccinisti stanno cambiando idea?
Ho avuto l’impressione che le forze politiche che in quegli anni hanno avallato la discriminazione e la coercizione oggi non possono più difendere queste posizioni, cercando di mettere nel dimenticatoio quella stagione. Del resto sono posizioni indifendibili: la letteratura scientifica, i casi sanitari in tutto il Paese, la Costituzione – di cui si sono detti paladini nell’ultimo referendum – violata in tantissime sue parti. Rispetto al 2024 quando andammo in Commissione COVID la prima volta, quando erano belli agguerriti, mi sono parsi più sulla difensiva, più remissivi. Hanno le armi spuntate: di fronte a relazioni rigorose e pacate non hanno la possibilità di controbattere nulla.
Quale valore ha la Commissione in questo momento?
I lavori della Commissione continuano ad essere silenziati dalla grande stampa. Invece un evento che ha sconvolto la vita di tutti gli italiani, comunque la si pensi, non può essere messo in un cassetto da chiudere per sempre. Abbiamo un obbligo civile, morale di analizzare tutto quello che è successo e far emergere le verità che sono state taciute, al fine di dare ai cittadini gli elementi. Se siamo ancora in una democrazia, dobbiamo avere il coraggio di cercare la verità. Qualsiasi siano le conclusioni che arriveranno alla fine di questo percorso.
Cosa vuole dire ai lettori di Renovatio 21?
Che il perno deve essere il lavoratore, l’uomo che fa, che crea il proprio destino. Quindi invitiamo tutti a sostenere l’azione del sindacato DI.CO.SI. ContiamoCi! per difendere il diritto al lavoro che non deve mai più essere calpestato nel nome di una spinta emergenziale, che, guarda caso, oggi si sta riproponendo in altre forme. Perché il fine ultimo metapolitico di tutto questo è quello di spogliare l’uomo della sua libertà. Togliere il lavoro significa togliere la libertà, e quindi avere un popolo facilmente controllabile di schiavi.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine della Presidenza della Repubblica Italiana via Wikimedia; fonte Quirinale.it; immagine modificata
Epidemie
Pfizer vuole il vaccino contro il Lyme, mentre aumentano le zecche e le allergie alla carne dalla sindrome alfa-gal
Sostieni Renovatio 21
Aiuta Renovatio 21
Indurre l’intolleranza alla carne con la bioingegneria umana. Per il bene dell’ambiente
Parola del dottor Matthew Liao, bioeticista legato al World Economic Forum Sottotitoli di Renovatio 21 pic.twitter.com/J83Q1YUMuD — Renovatio 21 (@21_renovatio) August 23, 2023
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Epidemie
Virus sconosciuto e per il quale non esiste un vaccino si sta diffondendo negli Stati Uniti
Secondo i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie, il metapneumovirus umano (HMPV) si sta diffondendo negli Stati Uniti, in particolare in California e nella regione dei Grandi Laghi. Lo riporta Epoch Times.
I sintomi includono tosse, febbre e congestione nasale e, a differenza di virus respiratori più noti, per l’HMPV non esistono vaccini o trattamenti conosciuti, ha affermato il CDC.
I pazienti ricoverati in ospedale ricevono in genere cure di supporto, o ossigeno se necessario, e liquidi per via endovenosa per prevenire o trattare la disidratazione.
Dei test nazionali risultati positivi ai virus respiratori nella settimana conclusasi il 28 febbraio, il 5% è risultato positivo all’HMPV, la percentuale più alta per l’HMPV da metà 2025. La percentuale è inferiore a quella dell’influenza e del virus respiratorio sinciziale (VRS), ma superiore a quella del COVID-19, secondo il National Respiratory and Enteric Virus Surveillance System.
Sostieni Renovatio 21
La California e il Nuovo Jersey sono tra gli stati che hanno recentemente segnalato casi di HMPV. Secondo l’ente di controllo epidemico statunitense CDC, casi sono stati registrati in tutte le regioni del paese.
Specialisti affermano che i sintomi sono solitamente lievi, ma che il virus può portare a complicazioni più gravi, in particolare nei bambini piccoli, negli anziani e in altre persone con un sistema immunitario più debole.
Secondo uno studio pubblicato a febbraio, i ricercatori della Facoltà di Sanità Pubblica dell’Università di Pittsburgh e di altre istituzioni hanno affermato che l’HMPV inizia solitamente a circolare più tardi nella stagione rispetto all’influenza e al virus respiratorio sinciziale.
Gli scienziati hanno scoperto che il virus raggiunge il picco anche più tardi, spesso ad aprile, e affermano che lo studio dimostra che l’HMPV è «una causa importante» di sintomi respiratori sia nei bambini che negli adulti.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Arte2 settimane faDalla Passione di Gibson alla conversione a Cristo. Renovatio 21 intervista Luca Lionello
-



Occulto6 giorni faGli USA sono sotto il controllo di cinque demoni-generali: parla l’esorcista
-



Pensiero5 giorni faPerché Trump attacca il papa?
-



Misteri2 settimane faIl vicepresidente Vance: gli alieni sono in realtà demoni
-



Pensiero6 giorni faPresidenti USA ricattati da Israele: Tucker Carlson risponde a Trump
-



Spirito1 settimana faIl Pentagono minaccia il papato con la cattività di Avignone. Perché la notizia esce ora?
-



Storia1 settimana faVaccini, la storia del movimento anti-obbligo dell’epoca vittoriana
-



Epidemie1 settimana faAvanzamenti della Commissione COVID. Intervista al dottor Giacomini














