Connettiti con Renovato 21

Epidemie

Morte in culla e vaccino esavalente

Pubblicato

il

 

 

Esistono degli studi pubblicati da riviste scientifiche che hanno esaminato la possibile relazione tra la cosiddetta Sindrome della Morte in Culla (chiamata per lo più con l’acronimo anglofodono SIDS: Sudden Infant Death Syndrome, «Sindrome della morte improvvisa del bambino») e le iniezioni dell’esavalente, il vaccino che dovrebbe prevenire 6 diverse malattie, molto diffuso – se non obbligatorio – in vari Stati europei e negli USA

 

Esistono degli stud pubblicati da riviste scientifiche che hanno esaminato la possibile relazione tra Sindrome della Morte in Culla e il vaccino esavalente

«Per esempio, in uno studio è dichiarato che i bambini avevano 23 volte in più le probabilità di morire nel giro di 2 giorni dopo la loro quarta dose di vaccino esavalente, se compariamo il numero con quello che ci si dovrebbe aspettare», scrive il libro Miller’s Review of Critical Vaccine Studies.

 

In un altro studio, i bimbi avevano un rischio incrementato di due volte di morire nel giro di due settimane dopo la prima dose di esavalente o in seguito alla somministrazione congiunta di 6 vaccini individuali.

 

Le autopsie di bambini morti dopo aver ricevuto l’iniezione di vaccino esavalente «hanno mostrato tracce anomale nel cervello, comprese neuropatologie anormali».

 

«Per esempio, in uno studio è dichiarato che i bambini avevano 23 volte in più le probabilità di morire nel giro di 2 giorni dopo la loro quarta dose di vaccino esavalente»

Lo studio tedesco

C’è per esempio l’articolo scientifico intitolato «Sudden and unexpected deaths after the administration of hexavalent vaccines (diphtheria, tetanus, pertussis, poliomyelitis, hepatitis B, Haemophilius influenzae type b): is there a signal?» («Decessi improvvisi e imprevisti dopo la somministrazione di vaccini esavalenti (difterite, tetano, pertosse, poliomielite, epatite B, Haemophilius influenzae di tipo b): c’è un segnale?»).

 

Lo studio fu pubblicato sul numero 164 di Eur J Pediatr de 2005, alle pagine 61-69; gli autori sono il dottor R. von Kries, il dottor A.M. Toschke ed altri 7 ricercatori.

 

Il paper dà conto delle morti di bambini poco dopo la somministrazione dell’esavalente, analizzando quindi i rischi di morte in bambini piccoli tra gli uno e i 28 giorni dopo la puntura.

 

La ratio standard di mortalità (Standard Mortality Ratio, o SMR) si alzava improvvisamente nel secondo anno di vita, dove la possibilità di morte del bambino aumentava dopo un giorno (SMR=31.3) o dopo 2 giorni (SMR 23.5) dalla somministrazione dell’esavalente.

 

Lo studio tedesco diceva che la mortalità si alzava improvvisamente nel secondo anno di vita, dove la possibilità di morte del bambino aumentava dopo un giorno  o dopo 2 giorni  dalla somministrazione dell’esavalente

«Questi risultati basati su segnalazioni spontanee – scrivono i ricercatori nello studio – costituisce un segnale di uno dei due vaccini esavalenti che sui quali dovrebbe essere intensificata la sorveglianza riguardo alle morti inaspettate a seguito della vaccinazione».

 

L’ulteriore studio tedesco «A modified self-controlled case series method to examine association between multidose vaccinations and death», comparso su Stat Med 2011 30 (6) (pp.666-667), ri-analizzava studi precedenti sulla correlazione tra vaccini multidose e morte con un nuovo metodo statistico chiamato «self-controlled case series method» (SCCS).

 

La nuova analisi ha trovato che  per gli infanti raddoppiava rischio di di morte improvvisa nei 3 giorni dopo aver ricevuto una seconda dose di vaccino pentavalente o esavalente (stima di rischio=2,56).

 

Dice l’Abstract dello studio:

Le autopsie di bambini morti dopo aver ricevuto l’iniezione di vaccino esavalente «hanno mostrato tracce anomale nel cervello, comprese neuropatologie anormali»

«Per mezzo di uno studio su 300 uSUD [unexplained sudden unexpected death, «morte improvvisa inaspettata e inspiegabile», NdR], è stato possibile rilevare un aumento del rischio di 16 volte dopo la 4a dose con una potenza di almeno il 90%. Un aumento del rischio generale di 2 volte dopo la vaccinazione potrebbe essere rilevato con una potenza dell’80%».

 

Lo studio italiano

«Sudden Unexpected Deaths and Vaccinations during the First Two Years of Life in Italy: A Case Series Study» («Morti e vaccinazioni improvvise improvvise durante i primi due anni di vita in Italia: un caso di studio») è un paper comparso su PloS One il 26 gennaio 2011. Gli autori sono un nutrito gruppo di italiani.

 

«Nel nostro studio – scrivono gli autori – solo la prima dose, che viene somministrata quando l’incidenza di SUD [Sudden unexpected death, «morte improvvisa inaspettata», NdR] è maggiore, sembra avere un aumento minore, sebbene statisticamente significativo, del rischio di SUD»

 

«Solo» tre bimbi morti. Nel caso la causa fosse il vaccino, ci chiediamo, bisogna ritenere questo sacrificio accettabile? Secondo quale giurisprudenza? Secondo quale filosofia?

«Nell’analisi per dose, è stato raggiunto un RR (Rate ratio, una misura di differenza relativa utilizzata in Epidemiologia per confrontare i tassi di incidenza degli eventi che si verificano in un dato momento) statisticamente significativo per la prima dose nel periodo di rischio 0–7 giorni dopo qualsiasi vaccinazione»

 

Gli autori concludono il saggio scrivendo di considerare i loro risultati «globalmente rassicuranti», specie dopo l’allarme provocato dal sopracitato studio tedesco: «a differenza del segnale tedesco, in cui l’aumento del rischio riguardava la quarta dose (neonati nel secondo anno di vita), nel nostro studio solo la prima dose, che viene somministrata quando l’incidenza di SUD è maggiore, sembra portare un minore, sebbene statisticamente significativo, aumento del rischio di SUD».

 

Ci pare di capire che gli italiani dicano ai tedeschi: i bambini – statisticamente –possono morire alla prima puntura, non alla quarta. Purtroppo non ci pare humor nero.

 

«Nel periodo 2005-2009, tre morti sono state riportate entro due settimane dalla somministrazione di un prodotto esavalente, su di circa 2,5 milioni di neonati vaccinati e 7,5 milioni di dosi».

 

«Solo» tre morti. Nel caso la causa fosse il vaccino, ci chiediamo, bisogna ritenere questo sacrificio accettabile? Secondo quale giurisprudenza? Secondo quale filosofia?

 

 

Continua a leggere

Bizzarria

«L’unica cosa che manca è l’invasione di zombi»: il premier spagnuolo per una volta tiene ragione

Pubblicato

il

Da

Il premier spagnuolo Pedro Sanchez parla di invasione zombi, che sostiene sia l’unica cosa che il suo Paese non ha affrontato in questi anni. Si potrebbe trattare della prima e unica volta che dice una cosa giusta.

 

Durante un’intervista a TVE, il Sanchez ha spiegato che da quando è entrato in carica nel 2018, il suo governo ha dovuto affrontare un assalto di questioni come la pandemia di COVID-19, l’eruzione del vulcano La Palma, la tempesta Filomena, il vaiolo delle scimmie, nonché il conflitto in Ucraina e il successivo conseguenze economiche.

 

Alla domanda sui sondaggi inclementi per il suo governo, il primo ministro del Regno borbonico ha affermato di aver compreso la frustrazione e la rabbia della gente e di lavorare per «invertire questi sondaggi».

 

Anche la Spagna è stata colpita dalle conseguenze economiche della congiuntura. Come riportato dall’Istituto nazionale di Statistica spagnolo, l’inflazione al consumo nel Paese è balzata al 10,7% a luglio, mentre i prezzi dell’elettricità sono aumentati del 49%, del carburante e del gas del 23,9% e dei generi alimentari del 13,5% negli ultimi 12 mesi.

 

Come riportato da Renovatio 21, già sei mesi fa in Ispagna erano partiti con il razionamento nei supermercati. Il Regno è tuttavia meno esposto nei confronti del gas russo rispetto a Germania e Italia, acquistando il gas in larga parte dall’Algeria. Come segnalato su questo sito, a causa di frizioni diplomatiche con Madrid che avrebbe fatto (inusualmente) dichiarazioni pro Marocco nello scontro tra Rabat e Algeri (che nessun giornale, ovviamente sta riportando), gli algerini hanno improvvisamente alzato dell’8% il costo degli idrocarburi mandati in Spagna, dando così una bella dimostrazione di affidabilità anche ai nuovi clienti, gli italiani, arrivati con il cappello in mano in Maghreb per sostituire il gas russo.

Tornando al Sanchez, il governo spagnuolo ha precedentemente affermato di non avere alcun protocollo in atto per un’apocalisse di zombi, a differenza di paesi come Stati Uniti e Regno Unito, che hanno ufficialmente confermato di avere piani di emergenza in atto – e  non scherziamo: in il piano del Pentagono contro gli zombi si chiama CONOP 888.

 

Come sa il lettore, Renovatio 21 ritiene che l’immensa quantità di film e serie sugli zombi degli ultimi anni sia servita a preparare la popolazione mondiale ad una situazione dove si possa comodamente sterminare i malati come si fa con gli zombi, mitragliandoli o facendoli a pezzi con la motosega, con conseguente ampia riduzione della popolazione terrestre.

 

Se avete presente l’odio fatto crescere nella società contro i no-vax untori sapete di cosa stiamo parlando, alcuni commenti sui social, da parte di zelanti particelle della massa vaccina, andavano proprio in questa direzione.

 

In pratica, gli zombi siamo noi.

 

Ciò detto, Renovatio 21 non vi lascia senza ricordare una curiosità: come noto la parola zombi deriva dalle pratiche di magia nera vudù di Haiti; meno nota, ma molto insistita su questo sito, è la connessione tra i Clinton e Haiti, divenuta di fatto loro catastrofico feudo.

 

I Clinton vi trascorsero la luna di miele, assistendo ad una cerimonia del «papa» del vudù Max Beauvoir – probabilmente l’uomo al mondo che riguardo agli zombi la sapeva più lunga.

 

Bille Hillary parteciparono ad un rito vudù del «re degli zombi»:

 

«Gli spiriti arrivarono, e possederono una donna e un uomo – ricorda il Bill nella sua autobiografia My Life – L’uomo si strofinò una torcia sul suo corpo e camminò sui carboni ardenti senza essere bruciato. La donna, nella frenesia, urlava ripetutamente, poi prese un pollo vivo e gli staccò la testa a morsi».

 

La strana passione dei Clinton per le cose haitiane fu al centro anche di un video elettorale che circolava anni fa-

 

 

Si dice che alcuni manufatti haitiani furono poi trasferiti alla Casa Bianca, almeno fino a che, dicono voci non confermate, non arrivò Melania Trump, che avrebbe fatto eseguire un «esorcismo» presso la casa del presidente.

 

Si tratta solo di voci.

 

È vera invece la storia, segnalata da Renovatio 21 tre anni fa, di una signora fuori forma che ha sposato un bambolotto zombie.

 

Così come è vera la storia dell’ameba-mangia cervello, che ha ucciso un bambino in Nebraska poche settimane fa. I prioni sarebbero invece alla base anche di un’epidemia del 2019 di cervi-zombie:  ai poveri ungulati, già martoriati dalle zecche portatrici di Lyme che ritengono il loro manto peloso il luogo migliore per accoppiarsi,  viene «mangiato» il cervello da proteine infette, ingenerando così nelle tenere bestie cornute comportamenti di zomberia pura.

 

 

 

 

 

Continua a leggere

Armi biologiche

Il dottor Peter McCullough afferma che il COVID è un’arma biologica creata da un’«operazione del governo» USA

Pubblicato

il

Da

Il COVID-19 è un’«arma biologica» di cui è responsabile il governo federale degli Stati Uniti, secondo il dottor Peter McCullough, eminente critico dell’establishment.

 

Internista, cardiologo ed epidemiologo noto per aver analizzato e commentato gli sviluppi dell’epidemia di COVID e la sua risposta politica, McCullough ha rilasciato una recente intervista alla giornalista Kristi Leigh per discutere del libro di cui è coautore con John Leake, The Courage to Face COVID- 19 («Il coraggio di affrontare il COVID-19»).

 

«È stata un’operazione del governo che ha creato SARS-CoV-2 e la proteina spike», dichiara nell’intervista il dottor McCullough. «È il governo degli Stati Uniti che lo ha fatto. E stavano lavorando sulla minaccia e sulla risposta (…) era tutto pianificato (…) il SARS-CoV-2 è un’arma biologica».


 

All’inizio della pandemia, la teoria secondo cui il COVID ha avuto origine in un laboratorio cinese piuttosto che nella natura è stata  condannata come disinformazione: Renovatio 21 fu bandita dai social per aver anche solo riportato qualcuno che ventilava la possibilità che il virus potesse essere una bioarma. La presenza di militari cinesi nel complesso, è fuor di dubbio, dopo e pure prima dello scoppio dell’epidemia..

 

Tuttavia a metà del 2021, con l’aumento di prove sempre più inconfutabili, il mainstream ha iniziato a riconoscere la possibilità che un virus da laboratorio colpisca subito la città – Wuhano – dove è sito quello che è praticamente il laboratorio di massi sicurezza biologica in Cina.

 

A febbraio 2022 l’ex direttore del CDC Robert Redfield arrivò a dire  la versione di Fauci sull’origine del COVID, cioè quella per cui sarebbe partito dal pipistrello,  è «antitetica alla realtà».

 

Lo scorso maggio, i membri repubblicani della House Intelligence Committee degli Stati Uniti hanno pubblicato un rapporto trovando «prove circostanziali significative» che il COVID si è diffuso fuggendo dall’Istituto di Virologia di Wuhan cinese e il senatore repubblicano degli Stati Uniti Rand Paul del Kentucky ha assunto un ruolo di primo piano nel investigando sul direttore uscente del National Institute of Allergy & Infectious Diseases (NIAID) e consigliere della Casa Bianca per il COVID, il dottor Anthony Fauci, sulla sua supervisione nel presunto ruolo del governo degli Stati Uniti.

 

Sotto Fauci, il NIAID ha approvato il finanziamento per EcoHealth Alliance per esplorare la ricerca sul guadagno di funzione (GoF), che comporta il rafforzamento intenzionale dei virus per studiare meglio i loro potenziali effetti sui coronavirus in diversi siti, incluso il WIV.

 

Fauci e i suoi difensori hanno insistito sul fatto che il lavoro approvato dal NIAID non era una ricerca di guadagno di funzione e non avrebbe potuto portare a COVID, ma a gennaio gli investigatori conservatori del Project Veritas hanno rilasciato documenti che hanno ottenuto dimostrando che, prima di passare al NIAID, EcoHealth aveva precedentemente presentato la sua richiesta di finanziamento alla Defense Advanced Research Projects Agency’s (DARPA), che l’ha respinta sulla base del fatto che il progetto avrebbe violato una moratoria preesistente sulla ricerca sul GoF e non ha tenuto conto dei suoi potenziali rischi.

 

Da allora, le e-mail trapelate hanno rivelato che i migliori ricercatori del NIAID, del National Institutes of Health (NIH), del Wellcome Trust di Londra e dell’Erasmus University Medical Center dei Paesi Bassi erano a conoscenza della possibilità di una perdita di laboratorio già nel febbraio 2020, ma temevano pubblicamente riconoscere comprometterebbe «la scienza e l’armonia internazionale».

 

A maggio, il direttore ad interim del NIH Lawrence Tabak ha ammesso al Congresso che l’agenzia ha limitato la disponibilità di dati sulle prime sequenze genomiche di COVID-19, informazioni che potrebbero aiutare a stabilire le origini del virus, su richiesta degli scienziati della Cina comunista.

 

Come riportato da Renovatio 21, la sequenza cronologica della pandemia presenta varie coincidenze e aberrazioni.

 

Otto mesi fa il deputato repubblicano dell’Alabama Mo Brooks disse in TV che il COVID era un’«arma biologica creata nel laboratorio di armi biologiche di Wuhan del Partito Comunista Cinese».

 

 

 

Immagine screenshot da Rumble

Continua a leggere

Animali

COVID, studio israeliano assolve il pipistrello

Pubblicato

il

Da

Un team di ricercatori dello Stato ebraico assolve il pipistrello.

 

Non ci sono prove convincenti che colleghino i chirotteri allo scoppio della pandemia di COVID-19, hanno scoperto scienziati israeliani dell’Università di Tel Aviv dopo aver esaminato numerosi articoli scientifici sulle malattie infettive. Lo riporta RT.

 

«Due anni dopo lo scoppio della pandemia, non sappiamo ancora con certezza quale sia l’origine esatta della variante COVID-19»,  ha dichiarato la dottoressa Maya Weinberg, autrice principale dello studio, che è stato pubblicato nel numero di agosto di iScience.

 

Secondo la Weinberg, incolpare i pipistrelli della pandemia costituisce una «teoria erronea» che «non era basata su prove scientifiche sufficienti e convincenti e ha causato stress e confusione inutili in tutto il mondo».

 

Il possesso di anticorpi per il nuovo coronavirus da parte dei pipistrelli non significa necessariamente che la malattia sia stata trasmessa all’uomo da loro; ciò dimostra solo che gli animali sono stati in grado di sopravvivere alla malattia e sono diventati resistenti ad essa, ha detto la dottoressa israeliana.

 

«I pipistrelli hanno un sistema immunitario altamente efficace che consente loro di affrontare relativamente facilmente virus considerati letali per altri mammiferi».

 

La ricercatrice ha affermato che il suo team ha studiato documenti sull’origine di circa 100 virus, tra cui COVID-19, SARS ed Ebola, scoprendo che quasi la metà delle affermazioni riguardanti i pipistrelli al loro interno erano «basate sull’incidenza di anticorpi o test PCR, piuttosto che isolamento effettivo di virus identici. Inoltre, molti dei risultati riportati non sono convincenti».

 

L’assoluzione, insomma, andrebbe ben oltre il solo COVID. Un’assoluzione totale, per non aver commesso il fatto.

 

Anzi, potremmo avere qui un caso di odiosa discriminazione: «in generale, i pipistrelli sono erroneamente concepiti come serbatoi di molte malattie contagiose», ha detto la Weinberga, che ha sottolineato come, al contrario, gli scienziati «devono studiare in modo approfondito le capacità immunologiche antivirali dei pipistrelli e quindi ottenere mezzi nuovi ed efficaci per far fronte alla lotta dell’umanità contro le malattie contagiose, l’invecchiamento e il cancro».

 

Noi capiamo bene se lo studio voglia significare una semplice negazione della teoria dello spillover uomo-animale o più largamente voglia negare che il virus possa derivare dai pipistrelli di laboratorio, cioè dall’Istituto di Virologia di Wuhano, luogo di lavoro della mitica Shi Zhengli, anche detta «batwoman».

 

Come riportato da Renovatio 21, dopo aver a lungo negato la presenza di pipistrelli nel laboratorio wuhaniano, sono emerse prove incontrovertibile della loro presenza, così come di «incidenti» di ricercatori morsi dalle bestie violanti, che in un caso orinarono addosso al povero scienziato cinese.

 

Al Pentagono i ricercatori di Wuhan, finanziati in vari modi dal contribuente USA, avevano chiesto milioni di dollari per inserire nei pipistrelli «proteine chimeriche spike COVID con nanoparticelle ipodermiche».

 

Mezzo anno fa il ministero della Difesa russo ha rivelato che il Pentagono eseguiva esperimenti sui coronavirus da pipistrelli nei laboratori che finanziava in Ucraina.

 

Nel frattempo, gli scienziati di Wuhano non hanno aspettato e a inizio anno hanno segnalato di aver trovato un nuovo coronavirus di babbastriglio, stavolta in Africa – mica in Cina, no.

Continua a leggere

Più popolari