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Sanità

Il ruolo paternalistico attribuito dagli Ordini delle professionali sanitari al Ministro della Salute: comunicato CIEB

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Renovatio 21 pubblica il comunicato del Comitato Internazionale per l’Etica della Biomedicina (CIEB).

 

 

Comitato Internazionale per l’Etica della Biomedicina

Parere sul ruolo paternalistico attribuito dagli Ordini delle professioni sanitarie e socio-sanitarie al Ministro della Salute

 

 

Pur nel silenzio dei media sta trapelando la notizia relativa alla lettera che i presidenti degli Ordini delle professioni sanitarie e socio-sanitarie hanno inviato al Ministro della Salute, in data 2 maggio 2022, per denunciare gli episodi in cui le Assemblee degli Ordini medesimi, convocate per la presentazione e l’approvazione dei bilanci consuntivi, sono diventate «teatro di scontro, con incresciose azioni di protesta messe in atto da alcuni iscritti contrari all’obbligo vaccinale».

 

Secondo i presidenti degli Ordini in questione, la problematica deriva «in buona parte» dalla disciplina introdotta dal Decreto-Legge n. 172/2021, con cui il legislatore ha posto a carico degli Ordini medesimi «la verifica dell’adempimento dell’obbligo vaccinale da parte degli iscritti»: compito coerente «con lo status di Enti sussidiari dello Stato» e che gli Ordini «hanno assolto con senso di responsabilità, sopportando un carico di lavoro improvviso, delicato e sovradimensionato rispetto alle dotazioni disponibili».

 

La mancata approvazione dei bilanci – che quindi non sarebbe riconducibile a «gestioni economico-finanziarie meritevoli di verifica o censura» e dunque a «motivazioni tecniche» – ha determinato «un imbarazzo istituzionale … che i singoli Ordini saranno costretti a gestire».

 

Questo cahier de doléances giustifica la richiesta, rivolta al «Legislatore e al Governo», di «sostenere l’azione degli Ordini, prevedendo idonei interventi per contrastare le tensioni in essere» e auspicando in particolare che tali interventi siano «concertati ed elaborati in modo organico» anche previa «convocazione urgente della Consulta permanente delle professioni sanitarie e socio-sanitarie».

 

Scopo del presente Parere non è investigare le cause della mancata approvazione dei bilanci in questione, problematica rispetto alla quale il CIEB si limita a rilevare due aspetti diversi ma correlati:

 

1) se, per esplicita ammissione degli stessi Ordini, dette cause sono riconducibili «in buona parte» a problemi collegati e conseguenti alla verifica dell’adempimento dell’obbligo vaccinale, non può escludersi a priori che esse non debbano essere ricondotte anche a problemi di natura gestionale, amministrativa e contabile: ragion per cui sarebbe opportuno fornire ai bilanci in questione la massima trasparenza, allo scopo di fugare qualsiasi dubbio di irregolarità;

2) se, ai sensi della legge 31 gennaio 2018, n. 3, gli Ordini professionali in questione, pur agendo quali «organi sussidiari dello Stato», sono «finanziati esclusivamente con i contributi degli iscritti, senza oneri per la finanza pubblica», ne consegue che: a) ogni iscritto, indipendentemente dalle convinzioni personali e dall’adempimento di eventuali obblighi di legge, può legittimamente contestare l’approvazione del bilancio mediante la partecipazione all’organo assembleare; b) l’asserito «carico di lavoro … sovradimensionato rispetto alle dotazioni disponibili» rende quanto mai necessaria proprio la verifica – e l’eventuale censura – del bilancio consuntivo.

 

Scopo del presente Parere è, invece, richiamare l’attenzione e promuovere la riflessione critica in merito alla questione cruciale sollevata dalla lettera richiamata in apertura, che probabilmente non avrebbe visto la luce in un momento storico diverso dall’attuale: ossia la formale richiesta di intervento del legislatore e del governo – in una fase in cui le due istituzioni tendono peraltro a identificarsi – per «contrastare le tensioni in essere» all’interno di organi che, pur rappresentando un retaggio corporativo del passato, costituiscono in ogni caso la sede istituzionale del dibattito e del confronto tra gli appartenenti alla medesima professione; dibattito e confronto da cui può logicamente derivare quella diversità di posizioni che è garanzia di pluralismo di ogni istituzione rappresentativa democraticamente eletta.

 

In questa prospettiva, la richiesta dell’intervento del legislatore e del governo assume una dimensione che va oltre quella meramente gestionale e una portata assai controversa nel contesto sempre più dibattuto della sicurezza, dell’efficacia e della utilità dei cosiddetti vaccini anti-COVID.

 

In altri termini, là dove la richiesta in questione provocasse l’effetto di tacitare per via legislativa le opinioni dissenzienti all’interno degli Ordini professionali, sarebbe inevitabile prendere atto dell’esistenza, in Italia, di una deriva totalitaria: ragion per cui appare doveroso che la lettera in questione sia pubblicamente censurata, senza indugi, dallo stesso Ministro della Salute e dal governo nella sua interezza.

 

Sulla base di queste considerazioni, il CIEB:

 

  • auspica che i media forniscano alla lettera dei presidenti degli Ordini delle professioni sanitarie e socio-sanitarie la necessaria diffusione allo scopo di favorirne la conoscenza e di stimolare l’analisi critica da parte dell’opinione pubblica;

 

  • invita gli Ordini in questione a fornire attuazione alle disposizioni della citata legge n. 3/2018, secondo cui gli stessi «assicurano l’indipendenza, l’autonomia e la responsabilità delle professioni … la salvaguardia dei diritti umani e del principi etici dell’esercizio professionale … al fine di garantire la tutela della salute individuale e collettiva»;

 

  • raccomanda agli Ordini medesimi di favorire – e non di ostacolare o stigmatizzare – un dibattito realmente informato e consapevole in merito agli effetti dei cosiddetti vaccini anti-Covid, non solo e ovviamente per favorire l’avanzamento delle conoscenze medico-scientifiche, ma anche per tenere conto della mutata sensibilità del corpo sociale e delle responsabilità che potrebbero configurarsi a seguito dell’accertamento di eventuali illeciti collegati e conseguenti alla campagna vaccinale;

 

  • sollecita il legislatore e il governo a individuare il potenziamento della medicina territoriale e di base quale obiettivo prioritario nell’ambito degli stanziamenti del PNRR, tenuto anche conto delle evidenze che lasciano presagire un incremento della domanda di prestazioni sanitarie correlate agli effetti avversi delle vaccinazioni in un contesto di crescente e diffuso disagio economico;

 

  • richiama il legislatore e il governo alla funzione di custodi della pari dignità sociale dei cittadini «senza distinzione di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali» (art. 3 della Costituzione) anche nella prospettiva di assicurare la salute «come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività» e non viceversa (art. 32 della Costituzione).

 

 

CIEB

 

17 maggio 2022

 

Il testo originale del Parere è pubblicato sul sito www.ecsel.org/cieb

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Sanità

Radiata la dottoressa Balanzoni. Tutta la nostra solidarietà

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La dottoressa Barbara Balanzoni, nota critica della vaccinazione mRNA e della giurisprudenza pandemica, è stata radiata dall’Ordine dei Medici.

 

Ne dà notizia la stessa dottoressa su un suo canale Telegram, caricando anche il documento della commissione dell’Albo dei Medici e Chirurghi che «al termine della sua ponderata e attenta riflessione (…) decide di comminare alla dottoressa Balanzoni Barbara (…) la sanzione della RADIAZIONE».

 

La decisione della commissione di radiare la dottoressa, si apprende, sarebbe stata presa all’unanimità.

 

Renovatio 21 alla dottoressa Barbara Balanzoni esprime tutta la solidarietà possibile.

 

È incredibile vedere come, anche fuori tempo massimo, l’epurazione vada avanti. Ieri il TAR della Lombardia in una sentenza considerava sproporzionata la misura che lascia senza stipendio e senza lavoro gli operatori sanitari che si sono sottratti alla vaccinazione sperimentale anti-COVID, domandando che sia la Corte Costituzionale a valutare la questione, avendo il TAR ravvisato evidenti profili di incostituzionalità nella legge.

 

Con ogni evidenza, la macchina non si ferma: ogni dissidenza va piegata, ogni opposizione cancellata.

 

Ci chiediamo altresì se siano stati radiati con la medesima velocità i vari chirurghi condannati per aver creato danni ai pazienti per operarli o tutta la serqua di dottori protagonisti di casi di malsanità conclamata.

 

La dottoressa Balanzoni è un caso forse unico di medico laureato anche in giurisprudenza; come giurista ha pubblicato anche un saggio tecnico-giuridico, La prova penale della responsabilità medica.

 

La dottoressa ha iniziato a lavorare come medico specialista nel 2004; nel 2012 è stata Ufficiale Medico del contingente italiano in Kosovo.

 

Radiare la Balanzoni e tutti gli altri medici che curano in scienza e coscienza, e esprimono in libertà il loro pensiero, ci pare un atto che definisce l’era in cui viviamo.

 

Chiediamo al lettore un pensiero, una preghiera per la dottoressa Balanzoni. Chiediamo al lettore di rendersi conto della portata di quello che accadendo.

 

Chiediamo al lettore di Renovatio 21, infine, di ricordare con un pensiero, una preghiera, per il dottor Roberto Gava, per finito nel tritacarne istituzionale ultravaccinista ancora prima del COVID, «protomartire», quindi, della tremenda situazione in cui versano le cose mediche ora.

 

Un ricordo anche per quei mesi di quattro anni fa, quando radiarono anche la dottoressa Lesmo, che oggi non è più con noi.

 

No, la macchina non si ferma. Perché la macchina è partita tanto, tanto tempo fa.

 

E, statene certi, non si fermerà da sola.

 

 

 

 

Immagine dal sito Barbarabalanzoni.it

 

 

 

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Epidemie

Studio sull’aumento dei decessi causati dai lockdown COVID

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Gli Stati Uniti hanno registrato quasi 170.000 morti in eccesso durante la pandemia, e si tratta di morti che non sono state causate dal virus stesso, poiché l’obesità, l’abuso di sostanze e altri assassini sono aumentati durante i lockdown imposti dal governo: è la tesi di un nuovo studio appena pubblicato.

 

Le cifre sono state rivelate in un rapporto pubblicato questo mese dal National Bureau of Economic Research (NBER). Il numero reale era probabilmente più alto, osserva lo studio, dato che la stima non include 72.000 persone morte con il virus, ma non necessariamente a causa di ciò.

 

Il rapporto ha suggerito che le morti in eccesso non dovute al COVID potrebbero essere state «danni collaterali delle scelte politiche». NBER ha indicato fattori come l’aumento della violenza armata, l’uso di droghe e alcol, il fumo e l’aumento di peso durante il lockdown.

 

«Troviamo particolarmente degno di nota il fatto che gli esiti sanitari non COVID non siano stati monitorati più da vicino, tra le altre cose, per determinare se le politiche COVID pubbliche o private li stessero aggravando», hanno affermato gli autori dello studio.

 

I ricercatori sostengono che mentre alcuni critici potrebbero incolpare le morti in eccesso sulle scelte personali, piuttosto che sulle politiche pubbliche, «questa non è una scusa per ignorare questo numero di vittime in aumento o mettere in secondo piano un esame di queste morti».

 

I decessi per cause indotte da droghe e alcol sono aumentati rispettivamente del 13% e del 28%, superando i livelli di base di un totale di 24.000 persone all’anno, ha affermato lo studio NBER.

 

Ci sono stati 32.000 decessi in eccesso all’anno per malattie circolatorie, circa il 4% al di sopra del valore di base, e i decessi causati da diabete o obesità sono stati del 10% superiori al previsto, con una media stimata di 15.000 casi aggiuntivi ogni anno.

 

Anche se i governi monitorano da vicino i casi e i decessi di COVID, sono stati offerti pochi dati su ciò che sta accadendo ai risultati sanitari a parte il virus, ha affermato NBER.

 

«C’è stata poca curiosità nel verificare se le politiche COVID pubbliche o private stessero aggravando i precedenti problemi di salute», hanno affermato gli autori, aggiungendo che i loro risultati sui danni alla salute subiti durante la pandemia erano «significativi e storici».

 

I decessi per COVID-19 colpiscono in modo schiacciante le persone anziane, ma i decessi non-COVID durante la pandemia sono aumentati in tutte le fasce di età degli adulti, ha scoperto NBER.

 

In effetti, i decessi per tutte le cause sono aumentati più nettamente tra i giovani adulti che tra gli anziani durante la pandemia.

 

«Altri dati su tossicodipendenze, sparatorie non fatali, aumento di peso e screening del cancro indicano un’emergenza sanitaria storica, ma in gran parte non riconosciuta», affermano gli autori dello studio.

 

I tassi pro capite di decessi non-COVIDin eccesso sono stati simili nei paesi dell’Unione Europea. Un’eccezione è stata la Svezia, dove i decessi non-COVIDsono scesi al di sotto dei livelli di base.

 

«Sospettiamo che alcune delle differenze internazionali siano dovute allo standard utilizzato per designare una morte come COVID, ma forse anche il risultato della Svezia è correlato alla riduzione al minimo dell’interruzione del normale stile di vita dei suoi cittadini», ha affermato NBER.

 

Uno studio della John Hopkins University pubblicato all’inizio di quest’anno ha suggerito che i lockdown COVID in tutto il mondo hanno impedito pochi, se non nessuno, decessi a causa del virus.

 

«Sebbene questa meta-analisi concluda che i lockdown hanno avuto effetti minimi o nulli sulla salute pubblica, hanno imposto enormi costi economici e sociali laddove sono stati adottati» scrivono gli autori dello studio.

 

«Di conseguenza, le politiche di lockdown sono infondate e dovrebbero essere respinte come strumento politico pandemico».

 

 

 

 

 

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Salute

Più di 3000 diabetici britannici sono morti a causa del lockdown

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È stato stimato che più di 3000 persone con diabete sono morte inutilmente perché non hanno potuto sottoporsi ai controlli durante i periodi di feroce lockdown imposti in Gran Bretagna. Lo riporta il quotidiano inglese Telegraph.

 

Uno studio del NHS ha rilevato che il passaggio all’assistenza sanitaria a distanza e una riduzione delle cure di routine nei primi 12 mesi della pandemia ha avuto conseguenze «assolutamente devastanti» per i diabetici, nelle parole di Chris Askew, amministratore delegato di Diabetes UK.

 

Lo studio ha rilevato che nel corso di poco meno di quattro mesi, i decessi non-COVID tra i diabetici sono aumentati dell’11%, provocando 3075 morti in eccesso, con un particolare aumento dei decessi per malattie cardiache.

 

La ricerca rivela inoltre che nel corso del 2020-2021 solo poco più di un quarto dei diabetici è stato in grado di sottoporsi a controlli completi presso il Servizio Sanitario Nazionale, rispetto a quasi la metà dell’anno precedente.

 

Lo studio, che è stato pubblicato su Lancet Diabetes and Endocrinology, ha anche riscontrato un enorme aumento del 66% dei tassi di mortalità per coloro che non sono stati in grado di ottenere controlli completi.

 

È detto inoltre nell’articolo che le cifre siano stime prudenti perché l’analisi ha confrontato i decessi in Inghilterra solo per due periodi di 15 settimane.

 

«I ricercatori hanno affermato che alcuni pazienti affetti da diabete potrebbero essersi tenuti lontani dagli appuntamenti per paura di contrarre il COVID» aggiunge il Telegraph.

 

I ricercatori «hanno aggiunto che l’interruzione dell’accesso alle cure di routine e il “riutilizzo della forza lavoro sanitaria” per concentrarsi sulla pandemia significava che i diabetici subivano “un doppio colpo di mortalità”».

 

La quantità di danni biologici inflitti alla popolazione con il lockdown è di fatto oramai incalcolabile, tanto che il professore di medicina di Stanford Jay Battacharya lo definisce come «l’evento più catastrofico di tutta la storia umana».

 

Esperti accademici delle prestigiose università USA Duke, Harvard e John Hopkins un anno fa hanno calcolato che i lockdown avrebbero procurato circa un milioni di morti in più. Tale tesi, due anni fa era già sulla bocca del ministro tedesco per la cooperazione e lo sviluppo economico Gerd Muller.

 

Secondo uno studio tedesco, i lockdown nel 2020 hanno portato ad un calo del 31% rispetto al trattamento degli infarti.

 

Il numero di patologie anche mentali di cui si sono ammalati soprattutto i bambini è stata oggetto di svariati articoli di questo sito. Il biennio pandemico ha creato un mondo di Baby gang spietatequozienti intellettivi ridotti, risse di massa che coinvolgono la popolazione giovanile di intere città, ritardi nelle relazioni e nell’apprendimento dei bambini piccoli, autolesionismoanoressiadisperazionesuicidio.

 

Come riportato da Renovatio 21, si sospetta che la misteriosa epidemia di epatite dei bambini possa essere causata da danni al sistema immunitario dovuti al lockdown.

 

È giusto inoltre ricordare come durante il lockdown lo Stato canadese dell’Ontario abbia registrato il più alto numero di morti per eutanasia.

 

 

 

 

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