Economia
Il CEO del grande banco di criptovalute Binance si dimette e si dichiara colpevole
Binance Holdings Ltd. e il suo amministratore delegato Changpeng Zhao si sarebbero dichiarato colpevoli rispetto a accuse penali e civili in un accordo negoziato martedì con il Dipartimento di Giustizia USA, riporta il Wall Street Journal.
Come parte dell’accordo, il Zhao – conosciuto nell’ambiente come «CZ» – si dimetterà dalla sua posizione e riconoscerà le violazioni dei requisiti antiriciclaggio. L’accordo coinvolge diversi organismi di regolamentazione, tra cui il Dipartimento del Tesoro e la Commodity Futures Trading Commission.
Questa risoluzione consente a Binance di mantenere le proprie operazioni, affrontando una serie di accuse che vanno dal riciclaggio di denaro alle frodi bancarie e alle violazioni delle sanzioni. Lo sviluppo si svolge in un contesto di maggiore controllo sul settore delle criptovalute da parte del Dipartimento di Giustizia, di enti governativi e di legislatori.
Binance Coin (BNB), la criptovaluta associata all’ecosistema Binance, ha registrato un calo significativo di oltre l’8% in risposta alla notizia dell’imminente accordo. L’asset digitale aveva raggiunto il picco di cinque mesi all’inizio della giornata, alimentato dalle anticipazioni che il Dipartimento di Giustizia americano avrebbe annunciato formalmente un accordo con l’exchange.
Per gran parte di quest’anno, Binance, il più grande cambio di criptovalute al mondo, ha dovuto affrontare un crescente controllo da parte delle autorità statunitensi, culminato in un’indagine penale che ha preso di mira sia l’exchange che il suo CEO.
I termini dell’accordo riportati indicano che Zhao dovrebbe pagare multe per un totale di 4,3 miliardi di dollari, che coprono gli accordi per le accuse civili sollevate dalle autorità di regolamentazione, come rivelato dal Wall Street Journal.
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La notizia arriva dopo la condanna di Sam Bankman-Fried per il crack del cripto-banco FTX. Alex Mashinsky, il fondatore ed ex amministratore delegato della fallita società di criptovalute Celsius Network, è stato arrestato cinque mesi fa.
Come riportato da Renovatio 21, Binance ad inizio anno aveva subito un significativo deflusso di fondi. In seguito, l’organo di controllo sulla Borsa di Wall Street (la nota SEC) aveva chiesto ad un tribunale federale di emettere un ordine restrittivo per congelare le attività statunitensi di Binance. Il banco, cinque mesi fa, è stato vietato in Nigeria. Un anno fa era andato in bancarotta anche il banco di criptovalute BlockFi.
Da un anno si registra un crollo gli investimenti sulle società basate sulle crypto, mentre un’altra grande società di criptovalute, Coinbase, ha minacciato di lasciare gli USA.
Come ripetuto da Renovatio 21, tutto il caos recente attorno ai Bitcoin – con crack, arresti e pure con qualche morto – pare avere questo fine: l’introduzione definitiva della moneta virtuale da Banca Centrale, cioè il bitcoin di Stato, che non tollererà come concorrente né il contante né le criptovalute, e che renderà obsolete ed inutili le banche: ogni transazione, ogni danaro del sistema apparterrà ad una piattaforma di Stato (o, nel caso dell’euro digitale, Super-Stato) che verrà usata anche per controllarvi, sorvegliando ed impedendo i vostri acquisti nelle modalità previste dal danaro programmabile (limitazioni di tempo, spazio, qualità dell’oggetto acquistato, etc.).
Alla Bitcoin conference dello scorso maggio, il candidato presidente Robert F. Kennedy jr. ha dichiarato chiaramente che se eletto presidente difenderà il Bitcoin, perché convinto del suo valore di libertà dopo aver visto come il governo Trudeau avesse cancellato i conti correnti e perfino le riserve in criptovalute dei camionisti che protestavano contro l’obbligo vaccinale.
Kennedy ha quindi attaccato le CBDC, le monete digitali di Stato, pronte ad essere lanciate ovunque, come sistema di controllo della popolazione.
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Immagine di Web Summit via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Cina
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Economia
AfD chiede un accordo sul diesel con la Russia
Due partiti di opposizione tedeschi hanno chiesto il ripristino dei rapporti economici con la Russia, seguendo l’esempio del presidente statunitense Donald Trump che ha concluso un accordo sul diesel con Mosca, contestando la politica di sanzioni del cancelliere Friedrich Merz in un momento in cui l’impennata dei prezzi dei carburanti aumenta la pressione sulla maggiore economia europea.
Il partito di destra Alternativa per la Germania (AfD) e l’Alleanza Sahra Wagenknecht (BSW), di sinistra, che insieme detengono la maggioranza nel parlamento dello Stato orientale della Sassonia-Anhalt, stanno preparando una risoluzione congiunta che chiede la fine delle sanzioni contro la Russia e del sostegno finanziario a Kiev, in un clima di crescente frustrazione per la politica estera di Berlino e per le sue conseguenze economiche.
«Anche la Germania ha bisogno di un accordo sul diesel con la Russia», ha dichiarato Claudia Wittig, vicecapogruppo del partito BSW in Parlamento, secondo quanto riportato dai media tedeschi.
Wittig ha definito «uno scandalo» i prezzi del carburante presso le stazioni di servizio tedesche, sostenendo che le sanzioni «hanno fallito su tutta la linea» e stanno danneggiando principalmente la Germania stessa. Ha insistito sul fatto che Berlino dovrebbe andare oltre un accordo una tantum sul carburante e riprendere le importazioni regolari di petrolio e gas russi per aiutare a salvare l’industria tedesca.
«Abbiamo bisogno di politiche che pensino più a Köthen che a Kiev», aveva detto Wittig in precedenza, riferendosi a una città tedesca in Sassonia-Anhalt. «Non possiamo più permetterci questa guerra».
Anche la co-leader dell’AfD, Alice Weidel, ha elogiato l’accordo di Trump con Mosca, accusando Merz di minare l’economia tedesca con sanzioni e costose importazioni di gas naturale liquefatto.
«Ecco come si fa!» ha scritto su X sabato. «Mentre Merz rovina la Germania con sanzioni e il costoso GNL, Trump pratica la realpolitik. Gli interessi tedeschi invece dell’escalation!»
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L’iniziativa giunge dopo che venerdì Trump ha raggiunto un accordo a sorpresa con il presidente russo Vladimir Putin per alleviare la carenza globale di gasolio. Washington ha successivamente sospeso le sanzioni sulle esportazioni di gasolio russo, consentendo al Paese di immettere sul mercato internazionale centinaia di migliaia di tonnellate di carburante.
Trump ha ripetutamente accusato il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj di aver aggravato la crisi energetica globale prendendo di mira le raffinerie petrolifere russe, nonostante i suoi avvertimenti. Sabato ha suggerito che gli ucraini dovrebbero sostituire il loro leader, accusando Zelens’kyj di aver rifiutato numerose opportunità per risolvere il conflitto.
La risoluzione congiunta sarà sottoposta al voto del parlamento della Sassonia-Anhalt a Magdeburgo il 14 ottobre. AfD e BSW detengono insieme la maggioranza dopo le elezioni regionali di settembre, sebbene l’assemblea legislativa statale non abbia l’autorità di revocare le sanzioni federali o dell’UE contro la Russia. L’iniziativa segna anche un’ulteriore violazione del «muro di protezione» politico che da tempo la Germania erige nei confronti dell’AfD, partito che i partiti tradizionali hanno cercato di escludere dal potere nonostante il suo crescente consenso.
Il governo di Merz ha respinto qualsiasi prospettiva di allentamento della sua posizione anti-russa e ha promesso di imporre sanzioni ancora più severe. Il portavoce del governo, Stefan Kornelius, ha insistito sabato sul fatto che il sostegno di Berlino a Kiev è «incrollabile». La co-leader del Partito dei Verdi, Franziska Brantner, ha criticato duramente l’accordo di Trump con Putin, definendolo il culmine della «spietatezza».
Il cancelliere, la cui popolarità è crollata a tal punto da dover affrontare richieste di dimissioni anche all’interno del suo stesso partito, è stato oggetto di crescenti critiche per l’impatto delle sue politiche. Wagenknecht lo aveva precedentemente accusato di aver trasformato i cittadini tedeschi in «mucche da mungere per l’Ucraina».
Mosca ha accusato Merz di comportarsi più come un «cancelliere ucraino» che come un leader tedesco.
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Immagine di Alexander Noé via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Economia
Trump: Russia e Ucraina concordano su un cessate il fuoco nel settore energetico
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