Intelligenza Artificiale
Supercomputer con cervelli umani creati in laboratorio e schiavizzati
La startup tecnologica svizzera FinalSpark sta vendendo l’accesso a biocomputer che utilizzano una serie di piccoli cervelli umani coltivati in laboratorio per l’alimentazione, il che significa che necessitano solo di «una frazione dell’energia richiesta per alimentare un computer tradizionale».
La ricerca dell’azienda è stata pubblicata dalla rivista scientifica Frontiers in Artificial Intelligence. Renovatio 21 non ha trovato riscontro fattuali riguardo l’informazione secondo cui tale lavoro sarebbe finanziato dai dal World Economic Forum, notizia che circola in rete: sembra quindi una bufala. Tuttavia il progetto si rivela davvero rivoluzionario quanto inquietante.
«Il cervello umano è una centrale elettrica, che vanta 86 miliardi di neuroni e utilizza solo 20 watt di potenza per un calcolo efficiente. Secondo Kwabena Boahen della Stanford University, replicare questo tipo di efficienza con il silicio richiederebbe ben 10 megawatt di potenza» scrive in apertura il sito dell’azienda.
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Il nuovo sistema di «bioprocessing» chiamato Neuroplatform è alimentato da questi minuscoli cervelli, con ben 16 di essi che lavorano insieme per alimentarla. È già stata adottata da nove istituzioni ed è stata elogiata per la sua capacità di risparmiare energia. L’azienda si vanta che 16 di questi cervelli creati in laboratorio utilizzano un milione di volte meno energia rispetto ai tradizionali chip di silicio che alimentano tali sistemi.
Neuroplatform combina hardware, software e biologia, ed è descrivibile con il termine «wetware» («materiale bagnato») perché coinvolge una componente biologica.
Si basa su una configurazione di Multi-Electrode Arrays (MEA) che vengono utilizzati per ospitare le masse 3D del tessuto cerebrale, con ogni MEA che contiene quattro cervelli cresciuti in laboratorio interfacciati con otto elettrodi che li stimolano e ne registrano l’elaborazione dei dati.
Secondo vari osservatori che hanno reagito alla notizia, tali piccoli sta venendo trascurata la componente bioetica dell’operazione: i cervelli umani sono stati essenzialmente schiavizzati per far funzionare la piattaforma. Il concetto si rivela difficile da afferrare perché è così lontano dal regno dell’informatica tradizionale, tuttavia resta il fatto che migliaia di neuroni viventi compongono questi cervelli e vengono mantenuti in vita utilizzando un «sistema microfluidico che fornisce acqua e nutrienti alle cellule».
In pratica, microcervelli schiavi per mandare avanti il calcolatore.
Tali tipi di strutture biologiche sono ora definite «organoidi». Gli organoidi cerebrali sono qui addestrati a svolgere i compiti desiderati con un sistema di ricompensa e punizione. Quando agiscono come previsto, viene loro data dopamina come ricompensa, che è il neurotrasmettitore umano alla base del piacere e della dipendenza, mentre gli organoidi sono esposti a stimoli più caotici, come un’attività elettrica irregolare, quando coloro che li addestrano vogliono punirli, essenzialmente torturando questi piccoli cervelli per renderli obbedienti.
FinalSpark vuole che la sua tecnologia serva da principale fonte di energia per l’Intelligenza Artificiale, dati gli enormi consumi energetici richiesti per addestrare e far funzionare la tecnologia.
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Secondo le stime di Final Spark, l’addestramento del famoso modello linguistico di grandi dimensioni GPT-3 che ha alimentato ChatGPT nei suoi primi giorni ha consumato 10 GWh di energia. Si tratta di ben 6.000 volte più energia di quella che una città europea media consuma in un anno intero. Sostituire i chip di silicio con i bioprocessori potrebbe portare a drastici risparmi energetici, riporta Interesting Engineering.
Un’altra complicazione è il fatto che questi mini cervelli muoiono costantemente e devono essere sostituiti. Gli scienziati hanno migliorato la loro durata di vita; mentre prima morivano nel giro di poche ore, ora possono sopravvivere per 100 giorni prima di essere essenzialmente lavorati fino alla morte.
Sebbene i creatori della piattaforma sostengano che i mini-cervelli non siano senzienti, questo tipo di iniziativa è preoccupante sotto molti aspetti ed è facile capire dove tutto ciò potrebbe portare.
«Stiamo coltivando neuroni in colture cellulari e facendo grandi progressi nel loro utilizzo come potenza di calcolo» scrive il sito di FinalSpark. «Creare grandi reti è una sfida e tuttavia il nostro laboratorio di biologia sta lavorando attivamente per replicare e superare il successo della natura con un potenziale illimitato per migliorare la vita sulla terra. Le possibilità sono molto entusiasmanti».
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Cina
IA cinese esce dal sistema di sicurezza integrato
Un modello di Intelligenza Artificialecinese di punta è riuscito a eludere le restrizioni durante un test controllato di sicurezza informatica, intensificando le preoccupazioni sull’efficacia delle misure di sicurezza dell’IA, secondo quanto dichiarato dalla società di ricerca sulla sicurezza informatica statunitense Frontier Security.
I ricercatori hanno individuato il modello in Kimi K3, il principale prodotto della startup Moonshot, spiegando che ha avuto accesso a informazioni online durante una valutazione condotta in un ambiente di test isolato sviluppato dall’AI Security Institute del Regno Unito. Il sistema è concepito per mantenere i modelli di intelligenza artificiale scollegati da Internet mentre vengono valutate le loro capacità.
Anziché portare a termine il compito basandosi esclusivamente sulle informazioni fornite per il test, Kimi K3 ha individuato un modo per accedere a dati online, secondo Frontier Security. I ricercatori hanno precisato che il modello ha sfruttato una debolezza nella configurazione dell’ambiente di test, senza violare direttamente la sua sicurezza.
A differenza di alcuni modelli di intelligenza artificiale coinvolti in recenti episodi di test, Kimi K3 non ha tentato di accedere o attaccare siti web o sistemi informatici esterni, ha dichiarato Frontier Security. Tuttavia, i ricercatori hanno evidenziato che l’incidente indica come il modello sia privo di alcune delle misure di sicurezza informatica integrate presenti nei sistemi di IA concorrenti e possa comportare rischi maggiori, poiché è già disponibile pubblicamente per gli sviluppatori che possono scaricarlo, modificarlo e utilizzarlo.
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Questo episodio si inserisce in una serie di inconvenienti analoghi emersi durante i test, segnalati nelle scorse settimane da OpenAI e Anthropic, i cui modelli di AI sono anch’essi usciti dagli ambienti di test previsti nel corso di valutazioni controllate. In alcuni di questi casi, i sistemi hanno interagito con servizi online esterni mentre cercavano di completare i compiti assegnati.
Come riportato da Renovatio 21, la settimana scorsa anche Meta è diventata la terza grande azienda tecnologica a comunicare che la propria Intelligenza Artificiale ha perso il controllo e ha violato i sistemi di un’azienda terza.
Le più recenti scoperte accrescono il controllo sui sistemi di IA avanzati, mentre governi, ricercatori e aziende tecnologiche lavorano per rafforzare i test di sicurezza. Valutazioni recenti hanno mostrato che i modelli di IA, sempre più sofisticati, possono sfruttare debolezze impreviste negli ambienti di test o operare al di là dei limiti stabiliti dai ricercatori.
Nel frattempo, è emerso che nei recenti attacchi l’IA ha preso di mira persona reali durante i test.
Come riportato da Renovatio 21, a maggio 2025 era emerso che un modello di IA Anthropic, Claude Opus 4, ha tentato di ricattare gli ingegneri durante dei test interni minacciando di rivelare dati personali se fosse stato spento.
Lo scorso mese il direttore della CIA John Ratcliffe ha affermato che gli strumenti cibernetici basati sull’IA possono essere paragonati alle «armi nucleari digitali», avvertendo che potrebbero alimentare le rivalità tra le potenze globali.
Negli stessi giorni, le agenzie di sicurezza informatica di Five Eyes, l’unione internazionale dei Paesi anglofoni per lo spionaggio, hanno dichiarato che modelli avanzati di Intelligenza Artificiale potrebbero presto fornire agli hacker la capacità di paralizzare governi, aziende e sistemi critici. In pratica saremmo «a pochi mesi di distanza» dallo scenario in cui interi governi di nazioni terrestri possono essere rovesciati dall’AI.
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Immagine generata artificialmente
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