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Epidemie

Epidemia, vaccini, sovranità

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La quarantena a mezza via imposta dal governo delle incertezze che chiude la porta quando il ladro è già entrato e i buoi già belli che fuggiti ci offre l’occasione per riflettere sulle grandi falle che il nostro Paese mostra non appena l’asticella si alza e supera la comune ordinarietà quotidiana.

 

Mentre assistiamo ad uno scenario surreale che muta di giorno in giorno grazie ad un Governo senza attributi e con il livello di testosterone più basso che la Repubblica abbia mai conosciuto, c’è chi si scaglia contro l’irresponsabilità degli italiani rei di essere andati al parco o al mare quando nelle bozze di decreti sfuggiti in una notte di mezzo inverno non si capiva nulla di quello che si dovesse fare. 

 

Il miraggio della della prevenzione tout court ha brutalmente fallito

Ma torniamo al virus che sta mettendo in ginocchio il mondo intero e che purga le Borse come nemmeno il crollo delle Torri Gemelle era riuscito a fare.

 

Il Coronavirus viene dall’estero: non è razzismo, è un fatto. Nessuno potrà mai sapere se si poteva bloccare o no alla frontiera (noi, tuttavia, propendiamo decisamente per il sì), ma è un fatto che fino a gennaio 2020 chi chiedeva controlli agli ingressi e quarantena all’arrivo veniva tacitato come «fascio-leghista-seminatore-di-odio» da ridicolizzare; oggi sottoposti a controlli e quarantena ci sono circa 10 milioni di italiani.

Il Coronavirus viene dall’estero: non è razzismo, è un fatto. chi chiedeva controlli agli ingressi e quarantena all’arrivo veniva tacitato come «fascio-leghista-seminatore-di-odio» da ridicolizzare; oggi sottoposti a controlli e quarantena ci sono circa 10 milioni di italiani

 

Il virus è molto contagioso – ed anche questo è un fatto. Ha una virulenza che nessuno probabilmente si sarebbe aspettato. Ha colpito e colpirà svariate migliaia di persone – per ora – ma le previsioni ci dicono che potrebbe arrivare ad infettare il 60% della popolazione mondiale, tanto che inizia ad aver paura persino la Germania sui possibili numeri del contagio.

 

Parecchie persone hanno ed avranno bisogno di assistenza medica e ad oggi circa l’8,6% delle persone contagiate in Italia (877 su 10.149 ) necessità di terapia intensiva, e quindi di posti letto in rianimazione.

 

Se adeguatamente curati i decessi potrebbero anche essere pochi, ma il tasso di mortalità per le persone anziane, che si trova già oltre il 21%, potrebbe salire ancora di più se venissero a mancare i posti in terapia intensiva per assistere tutti a causa dell’espansione troppo rapida e potente dell’infezione.

 

Il problema, dunque, potremmo dire che non è nella malattia di per sé incurabile, ma nelle scarse risorse di uomini e mezzi messi in campo per curarla e, soprattutto, nell’idea utilitarista che il più debole potrà essere sacrificato dinanzi all’altare del Male Minore, in virtù dell’allocazione in un contesto di grave carenza (shortage) delle risorse sanitarie.

Il problema non è nella malattia di per sé incurabile, ma nelle scarse risorse di uomini e mezzi messi in campo per curarla, nell’idea utilitarista che il più debole potrà essere sacrificato dinanzi all’altare del Male Minore

 

I posti letto negli ospedali italiani sono stati tagliati in modo significativo a partire dal 1990 in poi, fino a ridurli di circa un quarto sotto governi di ogni colore politico.

 

Le regioni coinvolte per prime, cioè Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna sono sostanzialmente simili da questo punto di vista: anche questo è un fatto, perché i tagli alla Sanità prodotti negli ultimi dieci anni sotto il segno dell’Europa dei “NO!” e delle linee guida irrevocabili, attraverso le quali indirizzare gli investimenti sempre a danno del popolo e della sovranità dello Stato, hanno prodotto la situazione di totale emergenza in cui ora ci troviamo.

 

Un’emergenza che non conosce confini e che rivela finalmente il volto oscuro del Sistema Sanitario per il quale tanto ci si è vantati in questi anni.

 

I tagli alla Sanità prodotti negli ultimi dieci anni sotto il segno dell’Europa hanno prodotto la situazione di totale emergenza in cui ora ci troviamo

Nell’ultimo triennio l’assistenza medica di base è stata demandata a misure preventive con grande ricorso ai vaccini, tanto da renderli in parte obbligatori e comunque sempre, o quasi, raccomandati. 

 

Al punto che, per il piano nazionale vaccinazioni 2017-2019 – una legge in culto della dea Siringa – la legge di Bilancio 2017 ha stanziato 100 milioni di euro per il 2017, 127 milioni di euro per il 2018 e 186 milioni di euro per 2019 perché i cosiddetti «esperti del settore» assicuravano che questo era un «investimento» sicuro ed efficace (come no!).

 

A queste già enormi e dispendiose risorse utilizzate per un fiero e degno totalitarismo vaccinal-democratico si sono poi aggiunti ulteriori fondi delle regioni. 

L’assistenza medica di base è stata demandata a misure preventive con grande ricorso ai vaccini

 

Oggi tutti possono osservare ed apprezzare, aldilà di come la si pensi sul tema, quanto sia stato fruttuoso un investimento da quasi mezzomiliardo di euro in 3 anni.

 

Si trattava di una politica sbagliata allora ed ancor più adesso perché un vaccino è tuttalpiù, almeno idealmente una prevenzione ad una malattia nota e, nella quasi totalità dei casi, curabile e gestibile.

 

Per il piano nazionale vaccinazioni 2017-2019  la legge di Bilancio 2017 ha stanziato 100 milioni di euro per il 2017, 127 milioni di euro per il 2018 e 186 milioni di euro per 2019 perché i cosiddetti «esperti del settore» assicuravano che questo era un «investimento» sicuro ed efficace

Parimenti, un rafforzamento della capacità assistenziale del SSN a tutti i livelli, da quelli di base fino alla terapia intensiva, è un presidio utile a fronteggiare pericoli ignoti e quindi imprevedibili per definizione, che sono poi i veri pericoli come l’attuale emergenza, ancora una volta, dimostra.

 

Il miraggio della della prevenzione tout court ha brutalmente fallito, e oggi fanno seriamente sorridere gli appelli «all’epidemia di morbillo» lanciati dalla Lorenzin per sostenere la sua legge (a proposito: dov’è finita la massima esperta di virologia? Sta rincorrendo il coronavirus che saltella?), se messi a confronto con una epidemia vera, che mette a dura prova tutto il sistema sanitario, anche nella Regione più forte (e ricordiamocelo, quando arriverà il vaccino per il Coronavirus e l’infezione sarà già passata, in un modo o nell’altro, che nulla è gratis e che ogni scelta comporta dei rischi e degli effetti collaterali).

 

Il SSN è stato inoltre oggetto dell’avvento delle politiche «socio-sanitarie», cioè è stato sistematicamente depredato per finanziare iniziative, campagne e spese di progetti che avevano molto poco a che fare con la sanità e molto a che fare con la politica, ridenominata, per l’occasione, «sociale».

Oggi fanno seriamente sorridere gli appelli «all’epidemia di morbillo» lanciati dalla Lorenzin per sostenere la sua legge se messi a confronto con una epidemia vera

 

Si sono messe a carico del bilancio del SSN spese assistenziali come i costi per promuovere o comunque normalizzare la «disforia di genere» o il cambio di sesso.

 

Lo Stato, i governi tutti che lo hanno fatto ed i cittadini che quantomeno in maggioranza lo hanno permesso, hanno accettato politiche europee ed internazionali di austerità che hanno contribuito a compromettere il SSN in nome di una solidarietà internazionale che oggi, nel momento del bisogno, è stata smentita dai fatti.

Si sono messe a carico del bilancio del SSN spese assistenziali come i costi per promuovere o comunque normalizzare la «disforia di genere» o il cambio di sesso

 

L’Italia non ha messo in quarantena chi proveniva direttamente o indirettamente dalle zone infette per rispondere ad una folle ideologia antirazzista (le visite di solidarietà del sindaco di Milano Beppe Sala a Chinatown, le ricordate, vero?), ma oggi gli italiani prontamente messi in quarantena e rifiutati da quella comunità europea ed internazionale che doveva esserci solidale sono tanti. 

 

L’Italia si è aperta al mercato ma oggi le vengono negate le mascherine dagli altri stati europei. 

Siamo davanti alla più grande sconfitta della globalizzazione che la storia abbia mai conosciuto

 

L’Italia chiede aiuto economico per famiglie ed imprese e l’Europa mette all’ordine del giorno la firma del MES, prevista per lunedì 16 marzo prossimo come primo punto all’ordine del giorno per l’incontro dell’eurogruppo – e quello dell’emergenza COVID-19 al terzo.

 

Sono fatti che dimostrano come la globalizzazione, l’Unione degli Stati in una comunità indirizzata verso un preciso orientamento politico ed economico, sia palesemente fallimentare.

Una sovranità nazionale che ci permetta indipendenza: politica, economica, familiare, biologica così da garantire autosufficienza soprattutto nei settori strategici come quello sanitario, negli strumenti che durante un’emergenza nazionale non possono mancare

 

Siamo davanti alla più grande sconfitta della globalizzazione che la storia abbia mai conosciuto.

 

Questo dovrebbe farci riflettere sulla urgente necessità di tornare ad una sovranità nazionale che ci permetta indipendenza: politica, economica, familiare, biologica così da garantire, per logica conseguenza, autosufficienza soprattutto nei settori strategici come quello sanitario e portando così le aziende biomediche ad investire, supportate dai governi, negli strumenti che durante un’emergenza nazionale non possono mancare e non possono essere attesi o, peggio, contesi all’interno di un mercato internazionale che non conosce regole o corsie preferenziali.

 

Come dicevamo all’inizio, però, la mancanza di testosterone è uno dei problemi che più affigge la nostra società effeminata.

 

Finché non risolveremo questo non risolveremo mai alcuna emergenza geo-politica e sanitaria. Non riacquisteremo mai, cioè, quella sovranità nobile che appartiene agli uomini veri e capaci di governare un popolo.

 

 

Cristiano Lugli

 

 

 

 

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Il dipartimento dell’Agricoltura e l’Esercito USA iniziano la costruzione di un impianto contro un parassita carnivoro

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Le autorità statunitensi hanno dato il via ai lavori per la costruzione di un impianto in Texas per la produzione di mosche sterili della Mycoplasma cynoplasma (NWS), un parassita che si nutre di carne e che si è diffuso in tutto il Messico, rappresentando una seria minaccia per il bestiame, la fauna selvatica e la salute pubblica degli Stati Uniti.

 

Situata nella base aerea di Moore, a Edinburg, la struttura «è in fase di costruzione con una tempistica serrata, progettata per espandere rapidamente la capacità di produzione nazionale di mosche sterili», ha dichiarato il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) in un comunicato del 17 aprile.

 

L’avvio delle operazioni iniziali è previsto per novembre 2027, con una produzione di 100 milioni di mosche sterili a settimana. «La costruzione proseguirà immediatamente dopo la fase operativa iniziale per portare la piena capacità produttiva a 300 milioni di mosche sterili a settimana», ha aggiunto il dipartimento.

 

Le mosche femmine della specie NWS depongono le uova negli orifizi o nelle ferite degli animali a sangue caldo, dalle quali in seguito si schiudono le larve. La larva si insinua in profondità nelle ferite, nutrendosi della carne dell’ospite.

 

La ferita si allarga man mano che si schiudono altre uova e altre larve si nutrono della carne, portando infine l’animale alla morte. Una singola mosca femmina può deporre fino a 3.000 uova nel corso della sua vita. Grandi sciami di questi parassiti provenienti dal Messico rappresentano una seria minaccia per l’industria zootecnica americana.

 

Attualmente, i casi attivi più vicini al confine tra Stati Uniti e Messico sono stati segnalati nello stato messicano di Nuevo León, situato a meno di 70 miglia dal confine.

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È possibile contrastare gli sciami di mosche NWS rilasciando maschi sterili nel gruppo. Quando i maschi si accoppiano con le femmine, depongono uova non fecondate. Col tempo, lo sciame si riduce, allontanando la minaccia.

 

Nella sua recente dichiarazione, l’USDA ha affermato di produrre già mosche sterili in uno stabilimento a Panama che produce 100 milioni di insetti a settimana. Inoltre, l’agenzia ha investito 21 milioni di dollari in uno stabilimento messicano, che dovrebbe entrare in funzione quest’estate.

 

L’impianto della base aerea di Moore, con una capacità produttiva massima di 300 milioni di mosche sterili a settimana, rafforza gli sforzi americani per contrastare la minaccia del NWS (Sindrome della mosca della frutta e della sabbia).

 

A partire dal 2 aprile, gli Stati Uniti hanno imposto restrizioni all’importazione di animali vivi (bovini, cavalli e bisonti) dal Messico a causa del parassita NWS. Oltre che negli animali, il virus NWS è noto per infettare anche gli esseri umani in rari casi.

 

Secondo un rapporto del 14 aprile dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie CDC), sono stati segnalati numerosi casi di questo tipo al di fuori degli Stati Uniti. «Nel 2023, Panama e Costa Rica hanno identificato un focolaio di NWS. Da allora, tutti i paesi dell’America Centrale e del Messico, dove la NWS era stata precedentemente tenuta sotto controllo, hanno identificato casi negli animali e nell’uomo», ha affermato il CDC. «Al 14 aprile 2026, questi paesi hanno segnalato quasi 168.000 casi di NWS negli animali e oltre 1.700 casi nelle persone».

 

Per quanto riguarda gli Stati Uniti, un caso confermato di infezione da NWS è stato riscontrato in una persona rientrata nel Paese da El Salvador.

 

L’infezione da Cocciniglia del Nuovo Mondo nell’uomo è generalmente non fatale se diagnosticata e trattata precocemente. Tuttavia, se non individuate e trattate precocemente, le infestazioni possono causare danni estesi ai tessuti e un dolore intenso e persistente in caso di lesioni ai nervi. Inoltre, se le larve penetrano negli organi vitali, possono insorgere complicazioni.

 

Nell’uomo, i sintomi includono dolore, sanguinamento della ferita, odore sgradevole intorno alla zona infetta e mancata guarigione naturale, con l’individuo che tende a percepire il movimento delle larve nella zona ferita.

 

Il CDC ha chiarito che le mosche NWS non sono state rilevate negli Stati Uniti e che non vi è «alcun rischio immediato di infestazione per le persone».

 

Come noto al lettore di Renovatio 21, la sterilizzazione via immissione di insetti geneticamente modificati è un tipo di operazione già programmata nel caso delle zanzare OGM, il cui uso dal controllo della popolazione parassitica si è esteso a quello della popolazione umana, con progetti di vaccinare le persone tramite zanzare bioingegnerizzate.

 

Le zanzare OGM sono state rilasciate in varie parti del pianeta, dall’Africa alle Hawaii alla Caliornia alla Florida al Brasile – dove la dengue, in seguito, è aumentata del 400%.

 

Anche nel caso delle zanzare è sensibile la presenza dell’esercito USA, oltre all’onnipresente Bill Gates.

 

Renovatio 21 da almeno un lustro ritiene la storia delle zanzare bioingegnerizzate – alle quali, ricordiamo en passant, lavorava anche il neo-onorevole professor Andrea Crisanti – come uno dei temi centrali del futuro prossimo.

 

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Epidemie

Avanzamenti della Commissione COVID. Intervista al dottor Giacomini

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La Commissione parlamentare COVID sta andando avanti. Mercoledì alla Camera dei Deputati vi è stata un’udienza riguardante i danni da vaccino. Vi ha partecipato il dottor Dario Giacomini, presidente dell’associazione ContiamoCi!, che si è spesa sin dall’inizio per riportare il dibattito pubblico nell’alveo di una corretta comunicazione scientifica, tutelando al contempo i diritti costituzionali calpestati durante il biennio pandemico.   Dottor Giacomini, di cosa si è parlato ieri in Commissione? Abbiamo portato della documentazione che dimostrava che le istituzioni, nello specifico il ministero della Salute, già dal 2021 conoscevano il problema degli eventi avversi. Le circolari ministeriali già riconoscevano l’esistenza della questione.   Quali effetti avversi erano già noti al ministero della Salute? Oltre alle possibili reazioni allergiche legati alla composizione del siero, erano note alcune patologie quali la sindrome da perdita capillare, la sindrome di Guillain-Barré, le miocarditi, le pericarditi, la sindrome trombotica trombocitopenica.   Può farci un esempio di un documento che già conteneva questa informazione? La circolare del ministero della Salute del 4 agosto 2021. Siamo ad otto mesi dal lancio della vaccinazione nazionale.   E cosa ha fatto il ministero? Il ministero conosceva queste cose. Ma diceva che la vaccinazione doveva andare avanti: semplicemente, suggeriva di cambiare marca di vaccino. In pratica, le reazioni ai sieri non implicavano la sospensione della vaccinazione, ma il cambio di etichetta del siero: se ti ha fatto male il Pfizer, fai il Moderna.   Perché non si sono fermati? Posso dire che il ministero sembrava più preoccupato dal garantire inderogabilmente la continuazione della campagna vaccinale nazionale invece che la salute del singolo cittadino a cui pure veniva riconosciuto ufficialmente un danno da vaccino. La stessa questione si è avuta con le donne in gravidanza. Si decise di proseguire con le donne incinte nonostante l’assenza totale di studi riguardo gli effetti su questa popolazione. La stessa circolare insiste che qualora il soggetto fosse guarito dalla malattia, cioè avesse l’immunità naturale, il titolo anticorpale non va ritenuto un parametro di esclusione dalla vaccinazione COVID.   Cioè secondo la circolare se avevi fatto la malattia dovevi comunque fare il vaccino? Sì, dovevi farti il vaccino per avere gli anticorpi – anticorpi vaccinali, quindi indotti artificialmente su un frammento del patogeno – e invece gli anticorpi prodotti dall’immunità naturale non possono essere presi in considerazione. La sensazione è che bisognava vaccinare davvero tutti.   Perché? Il sospetto che mi viene è che non bisognava avere una popolazione di controllo, cioè un gruppo di persone non vaccinate – parliamo di decine di milioni di cittadini che erano guariti e quindi avevano l’immunità naturale. Essi avrebbero dimostrato che si poteva sopravvivere al virus senza il siero. La politica invece doveva dimostrare la qualità salvifica della vaccinazione. Senza gruppo di controllo dei guariti, che sono stati inoculati anche loro, non è possibile nessun raffronto e quindi si può portare avanti la narrazione del vaccino unico strumento per uscire dalla pandemia.

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Quali altri elementi vi sono in questo processo? Un altro elemento che ci fa capire come potrebbe esserci stata consapevolezza dei possibili eventi avversi anche letali è lo scudo penale stabilito con l’articolo 3 del DL 44/2021: si normava il fatto che qualora vi fosse un evento avverso anche mortale il medico vaccinatore sarebbe stato esentato da qualsiasi responsabilità, era sufficiente che avesse rispetto per le linee guida e le circolari ministeriali.   A cosa ha portato tutto questo? Tutto questo ha portato ad una profonda sfiducia da parte del cittadino nei confronti delle istituzioni e della scienza medica, perché la regia politica ed ideologica diviene evidente, così come l’omissione di informazioni che pure erano presenti nella comunicazioni all’interno delle istituzioni. Ricordiamo com’erano quei mesi: c’era la censura e se dicevi le stesse cose contenute nella circolare ministeriali venivi etichettato come pericoloso «no-vax».   Quindi i sieri sono «sicuri ed efficaci»? Questi farmaci per la loro stessa composizione possono avere effetti avversi: l’mRNA può raggiungere tutti i tessuti e non conosciamo le diverse reazioni di questi alla sostanza. Tutto questo era noto ma non si poteva comunicare all’esterno perché non si doveva spegnere quello che il ministro Speranza avrebbe definito, in una registrazione della riunione del CTS a seguito della morte di Camilla Canepa, l’«entusiasmo vaccinale».   Cosa è successo durante l’udienza? Dopo la relazione mia e del vicepresidente di ContiamoCi! Marco Cosentino, vi è stato l’intervento della senatrice del PD Ylenia Zambito. Ha avuto il coraggio di dire che non c’era alcun obbligo vaccinale. Mi è toccato ricordarle, insieme all’onorevole Bagnai, che non solo l’obbligo c’era, ma c’era pure sanzioni amministrative, sproporzionate ed irragionevoli, che avevano portato alla fame milioni di cittadini che non potevano più lavorare. Tantissimi si sono piegati a questa «coercizione amministrativa», che per quanto mi riguarda era solo un enorme «ricatto».   Solo un ricatto? Di più. Per me quello che c’è stato è stata una guerra civile. Per la prima volta, lo Stato ha disconosciuto milioni dei suoi cittadini e li ha perseguitati solo perché volevano liberamente decidere riguardo al proprio corpo – cosa peraltro sancita dall’articolo 32 della Costituzione.   Dicono che la vaccinazione ha salvato milioni di vite. Quand’anche fosse vero, il salvare le milioni di vite non può passare attraverso il sacrificio coatto di una minoranza che viene mandata a morire. Lo Stato non lo può fare. La Costituzione su questo è chiara. Dovevi assumerti il rischio, di una malattia da reazione avversa o perfino della morte, senza alternativa. Dovevi accettare la roulette russa. Tutto questo facendoti pure firmare un consenso informato che informato non era.   I politici vaccinisti stanno cambiando idea? Ho avuto l’impressione che le forze politiche che in quegli anni hanno avallato la discriminazione e la coercizione oggi non possono più difendere queste posizioni, cercando di mettere nel dimenticatoio quella stagione. Del resto sono posizioni indifendibili: la letteratura scientifica, i casi sanitari in tutto il Paese, la Costituzione – di cui si sono detti paladini nell’ultimo referendum – violata in tantissime sue parti. Rispetto al 2024 quando andammo in Commissione COVID la prima volta, quando erano belli agguerriti, mi sono parsi più sulla difensiva, più remissivi. Hanno le armi spuntate: di fronte a relazioni rigorose e pacate non hanno la possibilità di controbattere nulla.   Quale valore ha la Commissione in questo momento? I lavori della Commissione continuano ad essere silenziati dalla grande stampa. Invece un evento che ha sconvolto la vita di tutti gli italiani, comunque la si pensi, non può essere messo in un cassetto da chiudere per sempre. Abbiamo un obbligo civile, morale di analizzare tutto quello che è successo e far emergere le verità che sono state taciute, al fine di dare ai cittadini gli elementi. Se siamo ancora in una democrazia, dobbiamo avere il coraggio di cercare la verità. Qualsiasi siano le conclusioni che arriveranno alla fine di questo percorso.   Cosa vuole dire ai lettori di Renovatio 21? Che il perno deve essere il lavoratore, l’uomo che fa, che crea il proprio destino. Quindi invitiamo tutti a sostenere l’azione del sindacato DI.CO.SI. ContiamoCi! per difendere il diritto al lavoro che non deve mai più essere calpestato nel nome di una spinta emergenziale, che, guarda caso, oggi si sta riproponendo in altre forme. Perché il fine ultimo metapolitico di tutto questo è quello di spogliare l’uomo della sua libertà. Togliere il lavoro significa togliere la libertà, e quindi avere un popolo facilmente controllabile di schiavi.  

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Immagine della Presidenza della Repubblica Italiana via Wikimedia; fonte Quirinale.it; immagine modificata
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Pfizer vuole il vaccino contro il Lyme, mentre aumentano le zecche e le allergie alla carne dalla sindrome alfa-gal

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Pfizer sta cercando l’approvazione normativa per un nuovo vaccino che, a suo dire, preverrebbe la malattia di Lyme, mentre diversi Stati si preparano alla peggiore stagione delle zecche di sempre, in un contesto di aumento delle allergie alla carne legate alla sindrome alfa-gal.

 

Il mese scorso, l’azienda ha pubblicato i dati della sperimentazione di fase 3 sull’efficacia del suo nuovo vaccino VALOR («Vaccino contro la malattia di Lyme per gli appassionati di attività ricreative all’aperto»), affermando che «ha dimostrato un’efficacia superiore al 70% nella prevenzione della malattia di Lyme in individui di età pari o superiore a cinque anni».

 

«Data l’efficacia clinicamente significativa (…) Pfizer è fiduciosa nel potenziale del vaccino e prevede di presentare la documentazione alle autorità regolatorie», si legge in un comunicato stampa.

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Secondo quanto riportato, quando una persona viene immunizzata con PF-07307405, il suo corpo produce anticorpi contro sei sierotipi di Borrelia OspA. Quando la zecca si nutre del sangue della persona vaccinata, questi anticorpi vengono ingeriti dalla zecca stessa durante il pasto di sangue. Il legame degli anticorpi indotti dal vaccino con la proteina OspA della Borrelia all’interno della zecca inibisce la capacità del batterio di fuoriuscire dalla zecca, impedendone la trasmissione all’ospite umano.

 

LYMErix, un vaccino simile per la prevenzione della malattia di Lyme, fu introdotto nel 1998 e ritirato dal mercato nel 2002 dopo che le segnalazioni di artrite e altri gravi problemi a lungo termine scatenarono cause legali e ne fecero crollare la domanda.

 

La notizia del prossimo vaccino contro la malattia di Lyme giunge mentre i residenti di gran parte degli Stati Uniti orientali vengono avvertiti che quest’estate potrebbe essere una delle peggiori stagioni per le zecche degli ultimi anni, con un forte aumento dei casi di malattia di Lyme e di sindrome alfa-gal, attribuiti rispettivamente alle zecche a zampe nere e alla zecca stella solitaria.

 

La Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health afferma che lo scorso maggio si è registrato un aumento del 30% degli accessi al pronto soccorso per malattie trasmesse dalle zecche rispetto all’anno precedente.

 

Mentre la malattia di Lyme può causare sintomi debilitanti come febbre, affaticamento e dolori articolari, l’intossicazione da alfa-gal è una condizione potenzialmente letale che può scatenare reazioni ritardate come l’anafilassi in seguito al consumo di carne rossa.

 

Ad esempio, la sindrome alfa-gal è stata indicata come causa din un caso degli anni scorsi. La saliva della zecca contiene una molecola di zucchero chiamata alfa-gal. Questa stessa molecola si trova nella carne di molti mammiferi, tra cui maiali e bovini. Il morso della zecca può scatenare una risposta immunitaria eccessiva, che porta a reazioni allergiche quando l’alfa-gal viene nuovamente a contatto con l’organismo. Alcune persone sviluppano orticaria, diarrea o vomito dopo aver mangiato un hamburger o della pancetta, o dopo aver consumato latticini.

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Alcuni stati stanno ora procedendo al monitoraggio della sindrome alfa-gal; il Massachusetts ha recentemente iniziato a consentire ai residenti di segnalare i casi, e un disegno di legge in Missouri sta seguendo il suo iter legislativo. Nel frattempo, altri stati stanno chiedendo un monitoraggio simile.

 

A chi pratica attività ricreative all’aperto viene raccomandato di prendere precauzioni quando si trova in aree boschive, tra cui coprirsi il collo, indossare abiti di colore chiaro, camicie a maniche lunghe, pantaloni lunghi e calze, e controllare regolarmente la presenza di zecche. La rivista TIME è arrivata a consigliare agli escursionisti di «considerare la possibilità di fissare con del nastro adesivo l’apertura degli scarponi o delle scarpe alle calze».

 

Esperti affermano che infilare i pantaloni nei calzini può sembrare ridicolo, ma non è una cattiva idea.

 

Come riportato da Renovatio 21, anni fa aveva destato scalpore la proposta di un bioeticista legato al WEF di bioingegnerizzare esseri umani con intolleranza alla carne in nome della lotta al cambiamento climatico.

 

Nella sua proposta il dottor Matthew Liao, direttore del Centro per la bioetica del College of Global Public Health presso la New York University, nominava specificatamente la zecca Lone Star.

 

«La gente mangia troppa carne. E se dovessero ridurre il loro consumo di carne, allora aiuterebbe davvero il pianeta», aveva dichiarato il professor Liao.

 

«Quindi ecco un pensiero. Quindi si scopre che ne sappiamo molto: abbiamo queste intolleranze», ha continuato il Liao. «Per esempio ho un’intolleranza al latte. E alcune persone sono intolleranti ai gamberi. Quindi forse possiamo usare l’ingegneria umana per dimostrare che siamo intolleranti a certi tipi di carne, a certi tipi di proteine ​​bovine».

 

«C’è questa cosa chiamata zecca Lone Star che se ti morde diventerai allergico alla carne. Quindi è qualcosa che possiamo fare attraverso l’ingegneria umana. Possiamo forse affrontare problemi mondiali davvero grandi attraverso l’ingegneria umana».

 


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Le zecche insomma, come le zanzare, potrebbero rientrare in un vasto programma eugenetico mondiale.

 

Le inquietanti dichiarazioni del bioeticista legato al WEF sono da collegarsi con recenti rivelazioni, sempre più credibili, di programmi di guerra biologica tramite le zecche: secondo alcuni, la malattia di Lyme potrebbe quindi essere uscita da un laboratorio americano che utilizzava le zecche come vettore epidemico-militare.

 

Va notato come le zecche, e la malattia di Lyme, si stiano diffondendo ora in tutta Europa, Italia compresa, così come ossessivi programmi vaccinali portati innanzi dalla regioni – si tratta, tuttavia, dell’encefalopatia, non del Lyme, per cui la protezione offerta è quantomeno limitata.

 

Lo scorso anno, un po’ a scoppio ritardato, il governatore della Florida Ron DeSantis ha pubblicamente respinto l’idea che gli esseri umani possano essere modificati geneticamente per sviluppare un’allergia alla carne rossa come un modo per limitare il consumo di carne e proteggere l’ambiente.

 

 

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