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Epidemie

Epidemia, vaccini, sovranità

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La quarantena a mezza via imposta dal governo delle incertezze che chiude la porta quando il ladro è già entrato e i buoi già belli che fuggiti ci offre l’occasione per riflettere sulle grandi falle che il nostro Paese mostra non appena l’asticella si alza e supera la comune ordinarietà quotidiana.

 

Mentre assistiamo ad uno scenario surreale che muta di giorno in giorno grazie ad un Governo senza attributi e con il livello di testosterone più basso che la Repubblica abbia mai conosciuto, c’è chi si scaglia contro l’irresponsabilità degli italiani rei di essere andati al parco o al mare quando nelle bozze di decreti sfuggiti in una notte di mezzo inverno non si capiva nulla di quello che si dovesse fare. 

 

Il miraggio della della prevenzione tout court ha brutalmente fallito

Ma torniamo al virus che sta mettendo in ginocchio il mondo intero e che purga le Borse come nemmeno il crollo delle Torri Gemelle era riuscito a fare.

 

Il Coronavirus viene dall’estero: non è razzismo, è un fatto. Nessuno potrà mai sapere se si poteva bloccare o no alla frontiera (noi, tuttavia, propendiamo decisamente per il sì), ma è un fatto che fino a gennaio 2020 chi chiedeva controlli agli ingressi e quarantena all’arrivo veniva tacitato come «fascio-leghista-seminatore-di-odio» da ridicolizzare; oggi sottoposti a controlli e quarantena ci sono circa 10 milioni di italiani.

Il Coronavirus viene dall’estero: non è razzismo, è un fatto. chi chiedeva controlli agli ingressi e quarantena all’arrivo veniva tacitato come «fascio-leghista-seminatore-di-odio» da ridicolizzare; oggi sottoposti a controlli e quarantena ci sono circa 10 milioni di italiani

 

Il virus è molto contagioso – ed anche questo è un fatto. Ha una virulenza che nessuno probabilmente si sarebbe aspettato. Ha colpito e colpirà svariate migliaia di persone – per ora – ma le previsioni ci dicono che potrebbe arrivare ad infettare il 60% della popolazione mondiale, tanto che inizia ad aver paura persino la Germania sui possibili numeri del contagio.

 

Parecchie persone hanno ed avranno bisogno di assistenza medica e ad oggi circa l’8,6% delle persone contagiate in Italia (877 su 10.149 ) necessità di terapia intensiva, e quindi di posti letto in rianimazione.

 

Se adeguatamente curati i decessi potrebbero anche essere pochi, ma il tasso di mortalità per le persone anziane, che si trova già oltre il 21%, potrebbe salire ancora di più se venissero a mancare i posti in terapia intensiva per assistere tutti a causa dell’espansione troppo rapida e potente dell’infezione.

 

Il problema, dunque, potremmo dire che non è nella malattia di per sé incurabile, ma nelle scarse risorse di uomini e mezzi messi in campo per curarla e, soprattutto, nell’idea utilitarista che il più debole potrà essere sacrificato dinanzi all’altare del Male Minore, in virtù dell’allocazione in un contesto di grave carenza (shortage) delle risorse sanitarie.

Il problema non è nella malattia di per sé incurabile, ma nelle scarse risorse di uomini e mezzi messi in campo per curarla, nell’idea utilitarista che il più debole potrà essere sacrificato dinanzi all’altare del Male Minore

 

I posti letto negli ospedali italiani sono stati tagliati in modo significativo a partire dal 1990 in poi, fino a ridurli di circa un quarto sotto governi di ogni colore politico.

 

Le regioni coinvolte per prime, cioè Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna sono sostanzialmente simili da questo punto di vista: anche questo è un fatto, perché i tagli alla Sanità prodotti negli ultimi dieci anni sotto il segno dell’Europa dei “NO!” e delle linee guida irrevocabili, attraverso le quali indirizzare gli investimenti sempre a danno del popolo e della sovranità dello Stato, hanno prodotto la situazione di totale emergenza in cui ora ci troviamo.

 

Un’emergenza che non conosce confini e che rivela finalmente il volto oscuro del Sistema Sanitario per il quale tanto ci si è vantati in questi anni.

 

I tagli alla Sanità prodotti negli ultimi dieci anni sotto il segno dell’Europa hanno prodotto la situazione di totale emergenza in cui ora ci troviamo

Nell’ultimo triennio l’assistenza medica di base è stata demandata a misure preventive con grande ricorso ai vaccini, tanto da renderli in parte obbligatori e comunque sempre, o quasi, raccomandati. 

 

Al punto che, per il piano nazionale vaccinazioni 2017-2019 – una legge in culto della dea Siringa – la legge di Bilancio 2017 ha stanziato 100 milioni di euro per il 2017, 127 milioni di euro per il 2018 e 186 milioni di euro per 2019 perché i cosiddetti «esperti del settore» assicuravano che questo era un «investimento» sicuro ed efficace (come no!).

 

A queste già enormi e dispendiose risorse utilizzate per un fiero e degno totalitarismo vaccinal-democratico si sono poi aggiunti ulteriori fondi delle regioni. 

L’assistenza medica di base è stata demandata a misure preventive con grande ricorso ai vaccini

 

Oggi tutti possono osservare ed apprezzare, aldilà di come la si pensi sul tema, quanto sia stato fruttuoso un investimento da quasi mezzomiliardo di euro in 3 anni.

 

Si trattava di una politica sbagliata allora ed ancor più adesso perché un vaccino è tuttalpiù, almeno idealmente una prevenzione ad una malattia nota e, nella quasi totalità dei casi, curabile e gestibile.

 

Per il piano nazionale vaccinazioni 2017-2019  la legge di Bilancio 2017 ha stanziato 100 milioni di euro per il 2017, 127 milioni di euro per il 2018 e 186 milioni di euro per 2019 perché i cosiddetti «esperti del settore» assicuravano che questo era un «investimento» sicuro ed efficace

Parimenti, un rafforzamento della capacità assistenziale del SSN a tutti i livelli, da quelli di base fino alla terapia intensiva, è un presidio utile a fronteggiare pericoli ignoti e quindi imprevedibili per definizione, che sono poi i veri pericoli come l’attuale emergenza, ancora una volta, dimostra.

 

Il miraggio della della prevenzione tout court ha brutalmente fallito, e oggi fanno seriamente sorridere gli appelli «all’epidemia di morbillo» lanciati dalla Lorenzin per sostenere la sua legge (a proposito: dov’è finita la massima esperta di virologia? Sta rincorrendo il coronavirus che saltella?), se messi a confronto con una epidemia vera, che mette a dura prova tutto il sistema sanitario, anche nella Regione più forte (e ricordiamocelo, quando arriverà il vaccino per il Coronavirus e l’infezione sarà già passata, in un modo o nell’altro, che nulla è gratis e che ogni scelta comporta dei rischi e degli effetti collaterali).

 

Il SSN è stato inoltre oggetto dell’avvento delle politiche «socio-sanitarie», cioè è stato sistematicamente depredato per finanziare iniziative, campagne e spese di progetti che avevano molto poco a che fare con la sanità e molto a che fare con la politica, ridenominata, per l’occasione, «sociale».

Oggi fanno seriamente sorridere gli appelli «all’epidemia di morbillo» lanciati dalla Lorenzin per sostenere la sua legge se messi a confronto con una epidemia vera

 

Si sono messe a carico del bilancio del SSN spese assistenziali come i costi per promuovere o comunque normalizzare la «disforia di genere» o il cambio di sesso.

 

Lo Stato, i governi tutti che lo hanno fatto ed i cittadini che quantomeno in maggioranza lo hanno permesso, hanno accettato politiche europee ed internazionali di austerità che hanno contribuito a compromettere il SSN in nome di una solidarietà internazionale che oggi, nel momento del bisogno, è stata smentita dai fatti.

Si sono messe a carico del bilancio del SSN spese assistenziali come i costi per promuovere o comunque normalizzare la «disforia di genere» o il cambio di sesso

 

L’Italia non ha messo in quarantena chi proveniva direttamente o indirettamente dalle zone infette per rispondere ad una folle ideologia antirazzista (le visite di solidarietà del sindaco di Milano Beppe Sala a Chinatown, le ricordate, vero?), ma oggi gli italiani prontamente messi in quarantena e rifiutati da quella comunità europea ed internazionale che doveva esserci solidale sono tanti. 

 

L’Italia si è aperta al mercato ma oggi le vengono negate le mascherine dagli altri stati europei. 

Siamo davanti alla più grande sconfitta della globalizzazione che la storia abbia mai conosciuto

 

L’Italia chiede aiuto economico per famiglie ed imprese e l’Europa mette all’ordine del giorno la firma del MES, prevista per lunedì 16 marzo prossimo come primo punto all’ordine del giorno per l’incontro dell’eurogruppo – e quello dell’emergenza COVID-19 al terzo.

 

Sono fatti che dimostrano come la globalizzazione, l’Unione degli Stati in una comunità indirizzata verso un preciso orientamento politico ed economico, sia palesemente fallimentare.

Una sovranità nazionale che ci permetta indipendenza: politica, economica, familiare, biologica così da garantire autosufficienza soprattutto nei settori strategici come quello sanitario, negli strumenti che durante un’emergenza nazionale non possono mancare

 

Siamo davanti alla più grande sconfitta della globalizzazione che la storia abbia mai conosciuto.

 

Questo dovrebbe farci riflettere sulla urgente necessità di tornare ad una sovranità nazionale che ci permetta indipendenza: politica, economica, familiare, biologica così da garantire, per logica conseguenza, autosufficienza soprattutto nei settori strategici come quello sanitario e portando così le aziende biomediche ad investire, supportate dai governi, negli strumenti che durante un’emergenza nazionale non possono mancare e non possono essere attesi o, peggio, contesi all’interno di un mercato internazionale che non conosce regole o corsie preferenziali.

 

Come dicevamo all’inizio, però, la mancanza di testosterone è uno dei problemi che più affigge la nostra società effeminata.

 

Finché non risolveremo questo non risolveremo mai alcuna emergenza geo-politica e sanitaria. Non riacquisteremo mai, cioè, quella sovranità nobile che appartiene agli uomini veri e capaci di governare un popolo.

 

 

Cristiano Lugli

 

 

 

 

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Epidemie

Epidemia da vaccino: il governo britannico ammette che il nuovo focolaio di poliomielite è «probabilmente» causato dal vaccino

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Un nuovo focolaio del virus della poliomielite è stato identificato a Londra, in Inghilterra, per la prima volta dal 1984. Lo hanno riportato vari media.

 

Secondo l’Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito (UKHSA), una versione mutata del virus della poliomielite è stata rintracciata nel sistema fognario di Londra da aprile.

 

Sebbene nessun caso sia stato confermato e nessun individuo sia stato ricoverato in ospedale per paralisi, gli esperti affermano che trovare lo stesso patogeno nell’Est e nel Nord della capitale inglese segnala un focolaio.

 

Nonostante il governo del Regno Unito abbia ammesso che nessun caso è stato confermato, ha emesso un’emergenza nazionale.

 

I funzionari sanitari britannici stanno ora esortando i cittadini a controllare i registri vaccinali dei loro figli per assicurarsi che siano aggiornati.

 

«L’ultimo caso di poliomielite contratto in Gran Bretagna risale al 1984 e il Paese è stato dichiarato libero dalla poliomielite nel 2003. Prima dell’introduzione di un vaccino negli anni ’50, le epidemie avrebbero provocato la paralisi di migliaia di persone ogni anno e centinaia di deceduti» ha scritto il quotidiano Sun riporta»

Tuttavia, secondo l’UKHSA, sarebbe stato stato in primo luogo il vaccino antipolio orale a innescare l’epidemia.

 

L’agenzia ritiene che una persona del Pakistan, dell’Afghanistan o della Nigeria abbia rilasciato il virus attraverso le feci dopo essere stata vaccinata per via orale contro la poliomielite.

 

Un epidemiologo consulente presso l’UKHSA, la dottoressa Vanessa Saliba ha affermato che il rischio per il pubblico è basso e ha riconosciuto che il caso probabilmente deriva da un vaccino contro la poliomielite.

 

«Il poliovirus derivato dal vaccino è raro e il rischio per il pubblico in generale è estremamente basso», ha affermato. «Il poliovirus derivato dal vaccino ha il potenziale per diffondersi, in particolare nelle comunità in cui l’assorbimento del vaccino è inferiore».

 

« In rare occasioni può causare paralisi in persone che non sono completamente vaccinate , quindi se tu o tuo figlio non siete in regola con le vaccinazioni contro la poliomielite è importante contattare il vostro medico di famiglia per recuperare il ritardo o se non siete sicuri controllate il vostro rosso prenotare» ha aggiunto la dottoressa Saliba.

 

Ricapitolando, la narrativa dell’establishment è che il vaccino sta causando l’epidemia, quindi le persone devono fare il vaccino per proteggersi dall’epidemia indotta dallo stesso vaccino.

 

Non una grinza.

 

In un segmento di Sky News caricato su Twitter mercoledì, un analista ha dichiarato: ûÈ probabile che sia successo che qualcuno che ha viaggiato in uno di questi Paesi che è stato vaccinato contro la poliomielite è tornato e quel vaccino è diventato presente nelle loro feci e in qualche modo ha mutato e infettato altre persone».


 

Come riportato da Renovatio 21, nel novembre del 2019, i media globali e la stessa OMS hanno ammesso che i focolai poliomielite indotta da vaccini, con casi più numerosi di quelli da poliomielite selvaggia.

 

Della diffusione della polio da vaccino, quando si vantava l’eradicazione della polio selvaggia, è stata accusata la campagna vaccinale africana di Bill Gates.

 

Il problema epidemiologico causato dal vaccino è tale che tra il 2019 e il 2020 è stata istituita una «Strategia per la risposta al poliovirus derivato da vaccino circolate di tipo 2020-202)» ad opera dell’Iniziativa Globale per l’Eradicazione della Polio (GPEI). Della situazione ha dato notizia anche il ministero della Salute italiano.

 

Children’s Health Defense, il gruppo di Robert F. Kennedy jr., ha pubblicata dettagliate analisi mettendo in questione anche il sistema di diagnosi, che forse mascheravano la vera entità del problema.

 

Su un altro versante, c’è da ricordare come sia stato detto che le campagne di vaccino antipolio in India abbiano provocato 490 mila casi di paralisi.

 

Il vaccino polio ha una storia piuttosto controversa. Invitiamo il lettore a leggerla nell’articolo sul tema pubblicato due anni fa da Renovatio 21.

 

 

 

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Epidemie

Focolaio di vaiolo delle scimmie a Los Angeles dopo il Gay Pride

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Los Angeles registra 22 casi di vaiolo delle scimmie dopo gli eventi legati al Pride Month, poiché i funzionari sanitari affermano che l’epidemia è dilagante tra la comunità gay. Lo riporta il Daily Mail.

 

«Chiunque può contrarre e diffondere il vaiolo delle scimmie, ma alcuni dei recenti casi identificati sono stati tra gay, bisessuali e altri uomini che hanno rapporti sessuali con uomini che hanno partecipato a grandi eventi in cui potrebbe essersi verificata l’esposizione al vaiolo delle scimmie», ha affermato il Dipartimento della Salute Pubblica di Los Angeles e in un comunicato.

 

L’avvertimento arriva dopo un mese di celebrazioni del Pride in città che includevano l’evento intitolato Pride in the Park l’11 giugno, un concerto che ha attirato oltre 20.000 persone e includeva un’esibizione della cantante ex-Disney Christina Aguilera e la parata omosessuale per la città avvenuta il 12 giugno.

 

Secondo il Los Angeles Times, migliaia di persone hanno affollato le strade della città per celebrare il ritorno della sfilata dopo una pausa di due anni a causa del lockdown COVID-19.

 

Al 2 giugno, c’erano solo tre casi di vaiolo delle scimmie in tutta la California, aveva detto allora NBC News.

 

Ora ci sarebbero 51 casi di vaiolo delle scimmie segnalati in tutto lo Stato e 199 casi a livello di tutti gli USA, secondo l’ente di controllo epidemiologico americano CDC.

 

Los Angeles si è affrettata ad offrire un vaccino chiamato JYNNEOS agli «individui a più alto rischio di vaiolo delle scimmie». Il JYNNEOS è stato approvato per la prima volta dall’ente regolatorio FDA nel 2019.

 

A New York, epicentro delle celebrazioni del mese dell’orgoglio omosessuale, si sono registrati 35 casi

 

«La maggior parte dei primi casi negli Stati Uniti riguardava persone appena tornate da un viaggio all’estero. Ma la malattia si è diffusa rapidamente, soprattutto tra i gay» scrive il Daily Mail.

 

«In tutto il mondo, i funzionari sanitari hanno già avvertito che c’è un picco nei casi di vaiolo delle scimmie nelle comunità maschili gay e bisessuali».

 

«Il vaiolo delle scimmie, originario dell’Africa occidentale, è stato rilevato più di 3.000 volte in 40 paesi dove quest’anno non si trova in genere» nota la testata londinese.

 

Circa due settimane fa, la sanità britannica aveva dichiarato che il 99% dei casi di monkeypox avvenivano tra uomini gay.

 

Un funzionario dell’OMS ha dichiarato che nonostante tutto i festeggiamenti omosessualisti devono continuare. Andy Seale, un consulente strategico del Dipartimento dell’OMS per i programmi globali di HIV, epatite e infezioni sessualmente trasmissibili, ha poi aggiunto che le marce LGBT sarebbero «adatte alle famiglie». Abbiamo visto…

 

L’ente mondialista della Sanità ha poi promesso, per rimuovere qualsiasi eventuale stigma razzista, di cambiare il nome al vaiolo delle scimmie.

 

Come riportato da Renovatio 21, il CDC ha comunicato che sarebbe in corso tra i gay della Florida anche un’epidemia di meningococco, considerata una delle peggiori della storia USA.

 

 

 

 

Immagine di DV ROSS via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)

 

 

 

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L’epidemia di meningococco tra i gay in Florida è una delle peggiori nella storia degli USA: CDC

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Il Centers for Disease Control and Prevention (CDC) sta indagando su uno dei peggiori focolai di meningococco tra uomini gay e bisessuali nella storia degli Stati Uniti, secondo un recente comunicato stampa. Lo riporta Fox News.

 

Le autorità stanno correndo ai ripari chiedendo ai partecipanti delle sfilate per l’orgoglio omosessuale di vaccinarsi quanto prima.

 

«A causa dell’epidemia in Florida e del numero di eventi Pride che si terranno in tutto lo stato nelle prossime settimane, è importante che gli uomini gay e bisessuali che vivono in Florida vengano vaccinati e coloro che si recano in Florida parlino con il proprio medico per ottenere un Vaccino MenACWY»  ha affermato il dott. José R. Romero, direttore del Centro nazionale per l’immunizzazione e le malattie respiratorie.

 

L’agenzia sanitaria ha riportato almeno 24 casi e 6 decessi tra uomini gay e bisessuali legati a questa malattia, con circa la metà dei casi di focolaio tra uomini ispanici.

 

I casi relativi all’attuale focolaio sono la maggior parte tra coloro che vivono nello Stato della Florida , ma hanno anche colpito alcuni che si sono recati nello Stato.

 

I sintomi tipici della meningite possono iniziare come sintomi simil-influenzali che progrediscono rapidamente in febbre, mal di testa e torcicollo poiché i batteri infettano il rivestimento protettivo del cervello e del midollo spinale.

 

La setticemia meningococcica, nota anche come meningococco, provoca sanguinamento nella pelle e in altri organi mentre i batteri si moltiplicano e distruggono le pareti dei vasi sanguigni, il che spesso porta a un’eruzione cutanea violacea nelle fasi successive della malattia.

 

I sintomi della setticemia includono anche affaticamento, vomito, diarrea, estremità fredde, respiro rapido e forti dolori muscolari, articolari, toracici o addominali.

 

Si tratta di un’ulteriore brutta notizia epidemiologica per la comunità omosessuale mondiale, già accostata da istituzioni sanitarie ai casi di vaiolo delle scimmie scoppiati di recente., dove gli omosessuali, ha dichiarato la Sanità britannica, rappresenterebbero ora il 99% dei casi.

 

L’OMS sta tuttavia prendendo provvedimenti contro lo stigma del vaiolo delle scimmie: l’ente sanitario mondialista si appresta a cambiare il nome della malattia, una mossa che certamente aiuterà a sconfiggerla subito.

 

 

 

 

 

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