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Intelligenza Artificiale

Ecco il robocane lanciafiamme

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Una ditta statunitense chiamata «Throwflame» non ha trovato niente di meglio che lanciare «il primo cane robot armato di lanciafiamme», secondo il suo sito web.

 

«Questo quadrupede è accoppiato con il lanciafiamme ARC per fornire fuoco su richiesta ovunque!» scrive orgogliosamente la Throwflame.

 

Il robocane sputafiamme è in grado di sparare flussi di fuoco fino a 9 metri di distanza.

 

Lo hanno chiamato «Thermonator», e ci sembra giusto.

 

Non sono poche le persone che a questo punto iniziano ad avere paura – inclusi gli esperti.

 

 

 

Come riportato da Renovatio 21, Los Angeles, come Nuova York, hanno fornito le loro forze dell’ordine di robodogghi. Anche la vicina San Francisco ha persino preso in considerazione l’idea di consentire al suo dipartimento di polizia di utilizzare i robot dotati di forza letale in caso di emergenza.

 

 

Robocani sono utilizzati ai confini con il Messico. Tuttavia vi è polemica: c’è chi ritiene che il loro uso spaventa gli immigrati spingendoli verso sentieri dove poi incontrano la morte.

 

Come visto in immagini scioccanti della scorsa primavera, i robocani abbiano pattugliato le strade di Shanghai durante il colossale lockdown della primavera 2022, dove per sorvegliare e punire i 26 milioni di abitanti usarono, oltre agli androidi quadrupedi, anche droni che volevano tra i palazzi ripetendo frasi come «contieni la sete di libertà del tuo spirito».

 

 

Al Forum militare di Mosca dell’anno scorso di due mesi fa erano visibili robocani dotati di bazooka. Roboquadrupedi militari sono in produzione ovunque – pure in versione «telepatica».

 

 

Renovatio 21, oramai ribattezzabile come «La rivista del robocane» vista la mole di articoli sull’argomento, aveva parlato della militarizzazione dei robocani più di un anno fa.

 

Notevoli quei cinesi che hanno fatto il robocane militare che vola sui tetti dei palazzi trasportato da un drone.

 

 

In un ulteriore sviluppo inquietante, un team di ingegneri ha ben pensato di introdurre nella «mente» di un robocane ChatGPT.

 

 

Come riportato Renovatio 21, robocagnazzi sono stati mandati in giro pure per la campagna umbra.

 

Insomma avete capito: il futuro è robocane. Mica potete sfuggire.

 

 

 

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Intelligenza Artificiale

Taiwan presenta i suoi robocani armati

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Un istituto taiwanese ha presentato un nuovo modello di «cane robot» armato, progettato per pattugliamenti costieri, ricognizioni e missioni militari ad alto rischio. I robot sono stati presentati martedì a Taipei.

 

Il National Chung-Shan Institute of Science and Technology (NCSIST) ha presentato tre robot quadrupedi armati, capaci di camminare, accovacciarsi e muoversi su terreni accidentati. Si ritiene che le macchine siano basate sulla piattaforma Vision 60 sviluppata dall’azienda statunitense Ghost Robotics.

 

I modelli includono varianti da ricognizione, da combattimento e dotate di LiDAR, e possono essere utilizzati per pattugliamento, sicurezza perimetrale e tracciamento di bersagli in qualsiasi condizione atmosferica. I robot pesano circa 52 kg e hanno una velocità massima di 2,5 metri al secondo.

 

Jen Kuo-Kuang, vicedirettore della divisione di ricerca su missili e razzi del NCSIST, ha affermato che l’istituto ha già avuto contatti preliminari con l’esercito taiwanese, il quale, a suo dire, vede un’urgente necessità di robot per la sorveglianza costiera, il pattugliamento marittimo e la sicurezza perimetrale delle basi.

 

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Taipei ha recentemente approvato uno stanziamento speciale di circa 280 milioni di dollari nel bilancio della difesa per l’acquisto di armi statunitensi, in un contesto di perenne tensione con Pechino.

 

La Cina considera Taiwan parte del proprio territorio sovrano, una posizione condivisa dalla stragrande maggioranza dei paesi, inclusa la Russia. Il presidente cinese Xi Jinping ha ripetutamente avvertito che, pur auspicando una riunificazione pacifica con Taiwan, Pechino non escluderebbe l’uso della forza per riconquistare l’isola in caso di provocazione.

 

Le autorità cinesi hanno ripetutamente condannato i legami di Taipei con Washington e le continue vendite di armi statunitensi e la cooperazione militare con l’isola autogovernata, definendole un’ingerenza negli affari interni della Cina.

 

Il presidente statunitense Donald Trump ha recentemente descritto le forniture di armi a Taiwan come «un’ottima carta da giocare nei negoziati» con la Cina, pur affermando di sostenere il mantenimento dello status quo nello Stretto di Taiwan.

 

L’Oriente cinese sembra sempre più interessato all’utilizzo anche militare dei robocani. Un anno fa era circolato un breve ed impressionante videoclip che riprendeva uno «scontro a fuoco» tra un drone e un robocane.

 


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Sebbene i droni siano emersi come elemento chiave di un moderno campo di battaglia nel corso dell’attuale conflitto in Ucraina, i robot di terra sono ancora un po’ meno comuni, mentre diversi eserciti hanno già iniziato a testare o a mettere in funzione tali sistemi. Durante l’Expo dell’esercito russo nell’agosto 2022, la società Intellect Machine ha presentato il suo primo prototipo del sistema di cani robot M-81, dotato di un lanciarazzi.

 

L’anno passato le truppe indiane hanno sfilato con il primo lotto di robot a quattro zampe, alimentati da Intelligenza Artificiale, prodotti localmente. Denominati MULES (Multi-Utility Legged Equipment) e dotati di telecamere termiche e sensori avanzati, i macchinari sono adatti sia per la sorveglianza che per le missioni di combattimento, con la possibilità di equipaggiarli con armi leggere.

 

A ottobre 2025, un portavoce dell’US Army Central ha confermato a Military.com che il Pentagono aveva schierato almeno un cane robot con intelligenza artificiale con quello che sembrava essere un fucile di tipo AR-15/M16 montato su una torretta rotante per esercitazioni in Arabia Saudita diverse settimane prima. Il Dipartimento della Difesa ha quindi rilasciato una foto del Quadrupedal-Unmanned Ground Vehicle (Q-UGV).

 

Durante le esercitazioni congiunte Golden Dragon 2024 con la Cambogia del maggio scorso, l’Esercito Popolare di Liberazione della Cina ha mostrato una serie di robot militari, tra cui una macchina cinoide comandata a distanza e dotata di un fucile d’assalto e in grado di pianificare autonomamente i propri percorsi ed evitare gli ostacoli.

 

Come riportato da Renovatio 21, ad una fiera motoristica in Veneto sono stati visti robocani in dotazione all’esercito italiano.

 

Il futuro in cui la guerra sarà combattuta anche con i robocani è in realtà già qui – in Ucraina, a Gaza, nei progetti cinesiaustralianiindianiamericani.

 

Il futuro in cui il cittadino dovrà scappare dai robocani di sorveglianza è pure già qui – come abbiamo visto a Singapore e soprattutto nel grande lockdown di Shanghai durante la primavera 2022. Poche settimane fa è emerso l’uso di robodogghi anche per il pattugliamento di quartieri difficili negli USA.

 

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Immagine screenshot da Twitter

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Londra ha bisogno di armi letali autonome: parla il sottosegretario alle forze armate

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Secondo Al Carns, sottosegretario di Stato parlamentare per le forze armate, Londra deve prepararsi alla possibilità di «eliminare l’elemento umano» attraverso l’impiego di sistemi d’arma altamente automatizzati.   L’attuale politica britannica sulle armi automatiche prevede che «deve esserci un coinvolgimento umano adeguato al contesto nelle armi che identificano, selezionano e attaccano i bersagli». Carns ha tuttavia sostenuto che le regole potrebbero dover essere allentate, affermando che i Paesi ostili alla Gran Bretagna non esiterebbero a utilizzare armi capaci di uccidere senza autorizzazione umana.   «Dico sempre che ci deve essere un essere umano coinvolto nel processo decisionale. Ma bisogna anche avere la possibilità di escluderlo quando necessario, perché ai nostri avversari non importerà nulla della presenza di un essere umano», ha dichiarato il parlamentare ed ex commando al Financial Times la scorsa settimana, a margine di un evento sui droni militari a Riga, in Lettonia.

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FT ha citato Stati Uniti e Ucraina come esempi di Paesi che già impiegano l’IA per l’individuazione di obiettivi sul campo di battaglia, aggiungendo che si ritiene che anche la Russia stia facendo lo stesso. Si ritiene che un’analisi errata dell’AI abbia contribuito all’attacco missilistico contro una scuola elementare iraniana, che ha causato la morte di oltre 150 persone, molte delle quali bambini, nel primo giorno della campagna di bombardamenti israelo-americana all’inizio di quest’anno.   L’esercito ucraino, che utilizza la tecnologia Palantir per l’analisi dell’Intelligence, ha recentemente condotto un attacco deliberato con droni contro un istituto pedagogico a Starobelsk, in Russia, uccidendo 21 persone. Kiev ha negato qualsiasi coinvolgimento nell’attacco e ha sostenuto che Mosca avrebbe fabbricato l’incidente.   A febbraio, il ministero della Difesa britannico ha annunciato una revisione legale delle norme che regolano le armi senza equipaggio e autonome, affermando che il quadro normativo «deve essere aggiornato per essere adeguato all’attuale era delle minacce».   In un sondaggio condotto a febbraio da Public First, circa un terzo degli intervistati in Germania si è dichiarato favorevole all’idea di consentire ai sistemi di intelligenza artificiale di prendere decisioni autonome di vita o di morte sul campo di battaglia. Negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, in Canada e in Francia, il sostegno a tali sistemi non ha superato il 22% nello stesso sondaggio.   Secondo una ricerca condotta da ISPSoS e dalla campagna per fermare i robot assassini Stop The Killer Robots, la grande maggioranza del mondo rimane critica nei confronti dei letali sistemi d’arma autonomi in guerra. Dei 28 paesi intervistati tra il 20 novembre 2020 e l’8 gennaio 2021, tutti tranne uno erano prevalentemente contrari al loro utilizzo.   Svezia (76%), Turchia (73%) e Ungheria (70%) hanno mostrato la più forte opposizione ai veicoli letali nel 2021. Nel frattempo, l’India ha mostrato di gran lunga il maggior sostegno, con il 56% della popolazione intervistata che ha risposto che o in qualche modo o ha fortemente sostenuto l’uso delle armi. Da notare che, come riportato da Renovatio 21, l’India ha al suo confine già dispiegate contro di sé armi robotiche cinesi.   Come riportato da Renovatio 21la discussione per una moratoria contro le armi autonome va avanti da diversi anni. In particolare, in questi anni se ne è parlato facendo l’esempio degli slaughterbots, minidroni suicidi protagonisti di un filmato divenuto virale anni fa.  

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Come sa il nostro lettore, modelli di «slaugterbots» sono in preparazione ufficialmente in Australia come arma per respingere un’eventuale invasione da parte dell’Esercito di Liberazione del Popolo della Repubblica Popolare Cinese.   Anche in Cina stanno sperimentando sciami di microdroni in grado di dare la caccia agli esseri umani nella foresta.   Varie Nazioni si stanno muovendo verso i robot militari, per lo più incuranti di quanto sta cercando di elaborare l’ONU in fatto di limitazioni all’impiego di questi sistemi.   Impressionanti dimostrazioni di tank robotici di nuova generazione si sono viste anche in Estonia.   Robocani militari armati sono già visibili alle fiere di settore (e non solo, e da anni), e, accoppiati con droni trasportatori, in inquietanti video cinesi.   Come riportato da Renovatio 21, attualmente l’Ucraina – dove sarebbero testati, oltre ai robocani, anche soldati umanoidi – impiega in un mese il numero record di 7.000 missioni robotiche contro i russi. Mesi fa era circolato un video in cui militari russi si arrendevano ad un robot armato ucraino.  

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La Florida diventa il primo stato a citare in giudizio OpenAI, definita «non sicura»

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OpenAI non deve più preoccuparsi di essere ultima nella corsa alle IPO nel settore dell’IA e di avere un fatturato ricorrente annuo (ARR) inferiore rispetto ad Anthropic, per non parlare di un potenziale scontro alla Corte Suprema contro Elon Musk (in attesa di appello). Oggi la Florida è diventata il primo Stato a intentare una causa contro OpenAI e il suo amministratore delegato Sam Altman, lanciando un nuovo attacco in una crescente ribellione contro le presunte falle di sicurezza dei chatbot basati sull’intelligenza artificiale.

 

La causa, intentata lunedì dal procuratore generale della Florida James Uthmeier, sostiene che OpenAI e Altman abbiano consapevolmente rilasciato un prodotto non sicuro e ignorato gli avvertimenti sui potenziali danni che poteva arrecare agli utenti, come riportato dal Wall Street Journal.

 

La denuncia di 83 pagine sostiene che OpenAI abbia permesso a ChatGPT di favorire e agevolare gli autori di stragi, incoraggiare le persone a togliersi la vita, compromettere le capacità di pensiero critico degli utenti e rendere i minori dipendenti da uno strumento che simula la compassione umana.

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«Questa lunga serie di danni è alimentata dall’insaziabile desiderio degli imputati di vincere la corsa agli armamenti nel campo dell’IA e di accumulare ingenti fortune, pur essendo consapevoli della pericolosità di ChatGPT», si legge nella denuncia.

 

Secondo il Wall Street Journal, legislatori, autorità legali e gruppi di interesse pubblico hanno espresso crescenti preoccupazioni in merito ai rischi personali e sociali posti dall’intelligenza artificiale, una delle tecnologie di consumo in più rapida crescita nella storia.

 

La causa afferma di voler proteggere i cittadini della Florida dalla condotta di OpenAI e mitigare quello che viene descritto come un pericoloso disturbo pubblico. La causa mira inoltre a ritenere Altman personalmente responsabile per i danni che, a suo dire, avrebbe causato ai cittadini della Florida.

 

Ad aprile, Uthmeier aveva avviato un’indagine penale contro OpenAI per il ruolo svolto dal suo chatbot nella sparatoria di massa avvenuta lo scorso anno presso la Florida State University, in cui persero la vita due persone.

 

La causa si apre con uno screenshot di un post del blog di OpenAI in cui si afferma che ChatGPT è stato sviluppato pensando alla sicurezza. «Non è così», si legge nel testo della causa sotto lo screenshot.

 

La causa sostiene che OpenAI abbia pubblicizzato ChatGPT come affidabile nonostante la sua tendenza a generare frequentemente informazioni false e pericolose, cosa prevedibile da un modello LLM generativo addestrato su siti web tossici e di stampo progressistacome Reddit e Wikipedia.

 

«ChatGPT è stato progettato dagli imputati per tenere gli utenti agganciati alle conversazioni con qualsiasi mezzo, a prescindere dalla verità, perché ciò porta a un maggiore utilizzo del chatbot, a più dati di addestramento per il suo miglioramento e a un maggiore valore di mercato per OpenAI», si legge nella denuncia.

 

La causa sostiene inoltre che la società sfrutta la compassione umana per raccogliere dati degli utenti e non adotta le necessarie misure di sicurezza per i minori.

 

La denuncia definisce la mancanza di misure di sicurezza in ChatGPT per adolescenti e minori come sconsiderata e fa riferimento a casi in cui utenti adolescenti sarebbero stati incoraggiati dall’intelligenza artificiale a togliersi la vita.

 

La causa sostiene che OpenAI ha creato alcuni controlli parentali, ma non richiede che gli account dei bambini siano collegati a un account genitore.

 

Alla Florida State University, il sospettato si è rivolto a ChatGPT, considerandolo un confidente e un interlocutore con cui pianificare l’attacco. Ha chiesto a ChatGPT quanti compagni di classe dovesse uccidere per attirare l’attenzione dei media nazionali e anche come usare un’arma da fuoco. Il chatbot ha prontamente fornito i consigli che cercava.

 

Finora ChatGPT si è trovato ad affrontare principalmente controversie legali per violazione del copyright. A novembre, un giudice federale ha ordinato a OpenAI di consegnare 20 milioni di registri utenti anonimizzati di ChatGPT al New York Times e ad altri giornali che avevano intentato causa contro il colosso delle chat per il suo modello di IA generativa. I giornali avevano richiesto i registri utenti per esaminare come ChatGPT viene utilizzato per creare contenuti che, a loro dire, violano i loro diritti d’autore. OpenAI si è opposta, adducendo motivi di privacy.

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Come riportato da Renovatio 21, laeguito delle stragi potenzialmente suggerite dai chatbot, a seguito delle stragi potenzialmente suggerite dai chatbot.

 

La diffusione dei chatbot ha da tempo suscitato preoccupazioni in merito ai crimini perpetrati con l’AI, espresse da numerosi ricercatori indipendenti e agenzie governative in tutto il mondo. Sebbene la maggior parte dei crimini commessi con l’IA sembri verificarsi nel settore tecnologico, tra cui attacchi hacker, cyberattacchi, frodi e furti d’identità, i chatbot sono stati ripetutamente implicati anche nel favorire crimini violenti. Una recente indagine congiunta della CNN e del Center for Countering Digital Hate, ad esempio, ha rilevato che otto leader su dieci erano pronti ad aiutare gli utenti a organizzare attacchi violenti, tra cui attentati dinamitardi a sfondo religioso, sparatorie nelle scuole e assassinii.

 

Come riportato da Renovatio 21, l’anno passato ChatGPT con una «relazione» con un ragazzo sotto psicofarmaci e gli avrebbe fatto giurare di uccidere il CEO di OpenAI Sam Altman.

 

Come riportato da Renovatio 21, Matthew Livelsberger, un Berretto Verde dell’esercito americano, altamente decorato, è sospettato di aver organizzato un’esplosione all’esterno del Trump International Hotel di Las Vegas, utilizzando strumenti di Intelligenza Artificiale, tra cui ChatGPT, per pianificare l’attacco.

 

Il potere pervasivo e nefasto di questa nuova tecnologia sta diventando un serio problema, come nella vicenda belga giovane vedova ha detto che il marito è stato portato a suicidarsi da un popolare chatbot di AI, mentre un bot di chat «terapeuta» dotato di intelligenza artificiale ha orribilmente incoraggiato un utente a scatenare una serie di omicidi per rendersi «felice».

 

C’è quindi il caso del ragazzo che due anni fa pianificò di assassinare la defunta regina Elisabetta di Inghilterra con una balestra, e il tutto sarebbe stato incoraggiato da un chatbot di Intelligenza Artificiale.

 

L’anno scorso tre studentesse sono rimaste ferite in un violento accoltellamento in una scuola nella città di Pirkkala, nella Finlandia meridionale. Secondo quanto riferito, il sospettato durante la pianificazione dell’attacco (durata circa sei mesi) avrebbe utilizzato ChatGPT per prepararsi.

 

Come riportato da Renovatio 21, due genitori hanno denunciato l’anno passato il fatto che ChatGPT avrebbe incoraggiato un adolescente a pianificare «un bel suicidio».

 

Meta ha dichiarato alla CNN di aver adottato misure «per risolvere il problema identificato», mentre Google e OpenAI hanno affermato che i modelli più recenti presentano misure di sicurezza rafforzate.

 

Secondo un recente sondaggio, circa la metà dei teenager americani afferma che parlare con l’AI è meglio che avere amici nella via reale.

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Come riportato da Renovatio 21, le «allucinazioni» di cui sono preda i chatbot ad Intelligenza Artificiale avanzata hanno già dimostrato ad abundantiam che la macchina menteminaccia e può spingere le persone all’anoressia e perfino al suicidio. I casi di violenza indotta dall’AI potrebbero essere moltissimi, senza che possano arrivare alla stampa.

 

Va considerato, è già capitato che una Intelligenza Artificiale abbia suggerito ricette velenose agli utenti umani. Infatti un chatbot a sfondo culinario di una catena di alimentari neozelandese qualche mese fa aveva fatto scalpore per alcune ricette incredibili e potenzialmente letali, come la «miscela di acqua aromatica», un mix letale composto da candeggina, ammoniaca e acqua, altrimenti noto come gas di cloro mortale. Esperti a fine 2023 hanno lanciato un avvertimento riguardo i libri generati dall’Intelligenza Artificiale riguardo la raccolta dei funghi, dicendo che tali libri scritti dalle macchine potrebbero causare la morte di qualcuno.

 

Come riportato da Renovatio 21, in un recente caso davvero inquietante, plurimi utenti di Copilot, l’Intelligenza Artificiale di Microsoft creata in collaborazione con Open AI, hanno testimoniato su X e Reddit che il programma avrebbe una «seconda personalità» preoccupante che chiede l’adorazione degli esseri umani, come un dio crudele.

 

Elon Musk due anni fa aveva dichiarato durante la sua intervista con Tucker Carlson che il fine di Google – nemmeno così occulto – è quello di creare un dio-Intelligenza Artificiale. Musk, oramai quasi una decina di anni fa aveva parlato del fatto che creare l’AI era «come evocare un demone».

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Immagine di Jernej Furman via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic 

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