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Bioetica

Vaccino, religione, linee cellulari da feti abortiti: commento al comunicato della FSSPX americana

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Il distretto USA della Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX) ha fatto uscire nei giorni scorsi un comunicato intitolato «Can a Catholic in Good Conscience Receive a Coronavirus Vaccine?»

 

Si tratta di un documento che sta avendo molta eco anche dai noi, visto che pare essere in sostanza il primo in ambito tradizionalista a trattare direttamente il tema della liceità dei vaccini ed in particolare del venturo vaccino anti-COVID.

 

Come fedeli delle Sante Messe officiate dalla FSSPX dobbiamo dire purtroppo dire di essere stupiti e scandalizzati. Ancora peggio, tutti noi stiamo ricevendo telefonate e messaggi da altri fedeli disorientati, che ora si sentono smarriti e che quasi non riescono a credere che un tale documento possa avere una tale provenienza.

 

In questo scritto ci limiteremo a circoscrivere più che altro gli errori materiali del testo della FSSPX USA.

 

Premettiamo, innanzitutto, che il documento non rappresenterebbe l’intera FSSPX ma, a quanto dicono le nostri fonti, il solo distretto americano. La Casa Generalizia della FSSPX a Menzingen, infatti, non pare aver ancora detto nulla sull’argomento; al contempo, ci fanno notare, il distretto americano già in passato si era reso protagonista di singolari «fughe in avanti», come nel caso della comunione ai celiaci.

Il comunicato sul vaccino COVID non rappresenterebbe l’intera FSSPX ma, a quanto dicono le nostri fonti, il solo distretto americano

 

 

1. L’efficacia del vaccino

«Lo studio Pfizer / Biontech che ieri ha mostrato un’efficacia del 95% e il vaccino Moderna che ha riportato un’efficacia del 94%, sono sviluppati utilizzando metodi per creare una molecola sintetica realizzata in laboratorio» scrive il distretto americano.

 

Ebbene, ciò significa che il vaccino non è infallibile. È bene inoltre ricordarlo, perché si sta quindi assumendo un farmaco – che ha sempre effetti collaterali – a fronte della possibilità che si sia già immuni o che si possa, come accade alla quasi totalità dei casi, essere «asintomatici», cioè portatori sani e quindi, con buona probabilità, produttori di anticorpi (IgG) naturali. 

 

A tutto il documento della Fraternità statunitense sfugge infatti il principio di proporzionalità: assumere un vaccino non infallibile e con eventuali effetti collaterali, in cambio di cosa?  Della supposta immunità nei confronti di una malattia la cui mortalità si attesta attorno al 3% per i casi ad oggi archiviati, ma che, considerando la totalità dei casi attualmente attivi solo per l’1% della popolazione risultata positiva comporta conseguenze gravi per la propria salute?

Assumere un vaccino non infallibile e con eventuali effetti collaterali, in cambio di cosa?  Della supposta immunità nei confronti di una malattia la cui mortalità si attesta attorno al 3% per i casi ad oggi archiviati, ma che, considerando la totalità dei casi attualmente attivi solo per l’1% della popolazione risultata positiva comporta conseguenze gravi per la propria salute?

 

Senza il compulsivo allarmismo di media mainstream, virologi improvvisati da salotto TV e oscuri «filantropi» coi loro piani globali miliardari, in altri tempi non ci saremmo nemmeno accorti di una malattia che per il 97% dei casi risulta asintomatica e che colpisce, in media, una popolazione di età di pochissimo inferiore all’aspettativa di vita attuale, e per di più già affetta da comorbilità.

 

 

2. I vaccini mRNA

«I vaccini a mRNA, poiché sono sintetici, si sviluppano più rapidamente, da qui il rapido lancio di vaccini che normalmente richiederebbe molto più tempo» scrive il distretto USA.

 

Non ci è chiaro cosa si voglia affermare qui, ma ci preme ricordare che nessun vaccino a mRNA è mai stato approvato prima per l’uso sugli esseri umani.

 

Poiché non c’è mai stato un vaccino mRNA autorizzato prima, non sappiamo davvero quali saranno le lesioni. Poiché i vaccini sono stati sviluppati così rapidamente, con studi clinici così brevi, le lesioni a lungo termine sono completamente sconosciute.

 

Ci preme ricordare che nessun vaccino a mRNA è mai stato approvato prima per l’uso sugli esseri umani.

Sappiamo invece che nel caso del vaccino di Moderna, vi sono stati casi di reazione avversa, anche grave. Le testimonianze dei volontari sono state raccolte dalla CNBC.

 

«Dopo la prima dose ho avuto un po’ di nausea, ma niente in confronto alla seconda: ho avuto 40 di febbre e ho temuto di dover andare in ospedale» ha dichiarato un ventenne del Maryland. Alcuni hanno riferito di sentirsi letteralmente morire dopo la seconda dose inoculata. Gli effetti descritti dai volontari del vaccino di Moderna, da quanto risulta, sono praticamente identici a quelli rivelati dai volontari del vaccino di Pfizer.

 

Anche qui, ribadiamo la questione della proporzionalità: si corre il rischio del vaccino a fronte di quale vantaggio per la salute del paziente, che in genere supera la malattia senza alcun tipo di conseguenza e talvolta non è nemmeno cosciente di essere infetto?

 

Ricordiamo, inoltre, che lo stesso produttore Moderna ha ammesso in un documento visibile su un sito del governo USA che «alcuni aspetti dei nostri farmaci sperimentali possono indurre reazioni immunitarie sia dal mRNA sia dai lipidi (…)  ciascuna delle quali potrebbe causare gravi eventi avversi in uno o più dei nostri test clinici».

 

In breve: non sono sicuri di cosa vi vogliono iniettare, né lo possono essere, perché questa è una tecnologia totalmente nuova, e i dati sono talmente pochi e perlopiù sconosciuti da far rifiutare l’idea di vaccinarsi persino scienziati vaccinisti come Burioni e Crisanti, i quali ora parlano apertis verbis dell’attuale insufficienza dei dati forniti per questo vaccino.

 

Un vaccino che, ribadiamo ancora una volta, sfrutta una tecnologia genetica mai prima d’ora approvata per uso sugli esseri umani.

 

 

3.Vaccini e Chiesa

«Per quanto riguarda i vaccini o le terapie sviluppati sinteticamente o senza cellule fetali, la Chiesa ne consente e ne promuove l’uso, nello stesso modo in cui promuove, incoraggia e – sì – impone ai suoi figli di prendersi cura del proprio corpo con buon cibo e medicine» scrive il documento americano.

 

Ignoriamo da dove il distretto USA abbia preso quest’idea del legame tra la Chiesa – ma di quale Chiesa parlano? – e i vaccini

Ignoriamo da dove il distretto USA abbia preso quest’idea del legame tra la Chiesa – ma di quale Chiesa parlano? – e i vaccini, visto che uno dei pochi documenti ufficiali ad oggi disponibile è quello della Pontificia Accademia per la Vita prodotto nel 2005, atto sostanzialmente ad affrontare la dimensione del problema morale riguardante non pochi vaccini, come si può facilmente evincere dallo stesso titolo del documento in questione: «Riflessioni morali circa i vaccini preparati a partire da cellule provenienti da feti umani abortiti». 

 

Ci limitiamo ad accennare che negli ultimi due secoli e più la «vaccinazione universale», così chiamata dai seguaci, è stata un cavallo di battaglia di tanta massoneria, in Europa e non solo. L’ossessione per i vaccini — strane coincidenze — va al passo con quelli che poi vengono indicati come gli arconti del cambiamento sistemico in atto: pensate ai Gates, a e a tutte le fondazioni filo-massoniche che per decenni hanno finanziato l’OMS per portare avanti progetti sostanzialmente privati a beneficio dell’implementazione della vaccinazione di massa, specie nel terzo mondo, ovverosia la cavia geopolitica delle sperimentazioni farmacologiche, talvolta con esiti disatrosi, come il recente caso, amesso persino dall’OMS, della polio tornata in Africa proprio per mezzo del vaccino antipolio!.

 

Sottolineiamo – ricorre spesso in questo attesto – la strizzatina d’occhio al concetto di obbligo, qui suggerito come imposizione – sì – da parte della Chiesa ai suoi fedeli (!).

 

 

Ci limitiamo ad accennare che negli ultimi due secoli e più la «vaccinazione universale», così chiamata dai seguaci, è stata un cavallo di battaglia di tanta massoneria, in Europa e non solo

4.Vaccini e cellule di aborto:

Continua il comunicato della Fraternità USA:

 

«Per quanto riguarda i vaccini o le terapie sviluppate utilizzando cellule fetali, la Chiesa ne consente l’uso da parte del pubblico in generale, ma non la loro fabbricazione. Questa sembra essere un’affermazione contraddittoria – tuttavia, la Chiesa si rende conto che se non ci sono altri trattamenti disponibili per un problema di salute pubblica diffuso, oltre a quelli sviluppati da cellule abortite, la partecipazione del destinatario a questo peccato è materiale, non formale»

 

Ancora una volta non ci è chiaro a quale «Chiesa» faccia riferimento il distretto americano della FSSPX: il documento della Pontificia Accademia per la Vita del 2005? O quello invece emesso dalla PAV di Monsignor Paglia nel 2017 alla vigilia della legge Lorenzin?

 

Ci sembra in onestà che questo documento ricalchi più le direttive di Paglia che non quelle dei tempi di Giovanni Paolo II, un papa che i sacerdoti FSSPX americani dovrebbero quantomeno ricordare a partire dal 1988. 

Quale «Chiesa» faccia riferimento il distretto americano della FSSPX: il documento della Pontificia Accademia per la Vita del 2005? O quello invece emesso dalla PAV di Monsignor Paglia nel 2017 alla vigilia della legge Lorenzin?

 

Rimane poi un forte dubbio in riferimento ai termini con cui viene descritto o, meglio, percepito, il «problema di salute pubblica diffuso» qui descritto, e la risoluzione alla partecipazione del destinatario al peccato materiale ma non formale: in ogni caso vi è una sorta di cooperazione al male per ciò che in nessun modo può essere preso in considerazione come qualcosa di irrinunciabile. Il vaccino rientra in quel genere di farmaci iniettati a scopo teoricamente preventivo. Non si tratta quindi di una scelta di vita o di morte, dove la discussione morale potrebbe farsi più sottile, ma di qualcosa che potrebbe ipoteticamente, idealmente, prevenire una malattia che, sempre ipoteticamente (e mai così tanto come nel caso del COVID o di altre malattie per il quale il vaccino è già reso obbligatorio — si pensi alla varicella!) potrebbe causare alcune, eventuali ed ipotetiche conseguenze.

 

 

5. Trump e le linee cellulari fetali

Parlando delle linee cellulari derivate da aborti, scrivono: «Queste sono le stesse – o simili alle – cellule utilizzate nello sviluppo di altri vaccini, come il vaccino contro la rosolia, nonché trattamenti clinici di vario genere. Infatti, sono stati sviluppati anche i trattamenti farmacologici più efficaci del virus, Remdesivir e Regeneron, che hanno aiutato la guarigione del presidente Donald Trump dal Coronavirus, utilizzando cellule fetali».

Dobbiamo considerare lecita la pratica dell’uso di linee cellulari da aborto esiste da tempo perché già esistente e usata nella creazione di vari farmaci?

 

Significa dunque che, esistendo già questa immonda pratica – la cui diabolicità intrinseca speriamo possa essere ancora percepita dai sacerdoti rimasti cattolici in seno alla FSSPX – dobbiamo considerarla lecita?

 

Troviamo altresì scorretta la citazione del Presidente Trump a mo’ di testimonial per le linee cellulari fetali abortite. È la medesima mossa perseguita dal progressismo infame del New York Times, che attaccò Trump per la cura con il Regeneron. Alcuni, come la testata americana Breitbart, hanno messo in dubbio l’intera storia, ma ci preme qui significare  lo schema: Trump è stato attaccato dal quotidiano di Nuova York per aver messo limiti ai fondi federali alla ricerca con cellule di feto abortito; il distretto USA della Fraternità ci pare utilizzare la medesima storia per cercare di normalizzare l’uso di cellule da aborto per i suoi fedeli, visto che con certezza la quasi totalità dei fedeli americani della FSSPX ha votato Donald Trump.

 

Non si può poi non ricordare che nel giugno del 2019, sempre sotto l’amministrazione Trump, il Dipartimento della salute e dei servizi umani (HHS) degli Stati Uniti ha annunciato che non sarebbero più stati forniti finanziamenti per la ricerca ove vengono richiesti tessuti raccolti da vittime di aborto volontario — anche se, purtroppo, è stato consentito di continuare il finanziamento di nuove ricerche utilizzando cellule derivate dall’aborto raccolte prima della nuova regola HHS (e cioè HEK29 e Per.C6).

 

Da fedeli noi non abbiam dubbi che la continuazione di esperimenti e commerci farmaceutici delle linee cellulari da aborto sono l’abominio a cui il mondo anticristiano è votato con tutto il cuore, poiché consente la persistenza del sacrificio umano e dell’umiliazione dell’Imago Dei, come da programma del Principe di questo mondo e dei suoi soci

A margine, ci preme di ricordare di cosa stiamo parlando: da fedeli noi non abbiam dubbi che la continuazione di esperimenti e commerci farmaceutici delle linee cellulari da aborto sono l’abominio a cui il mondo anticristiano è votato con tutto il cuore, poiché consente la persistenza del sacrificio umano e dell’umiliazione dell’Imago Dei, come da programma del Principe di questo mondo e dei suoi soci.

 

 Non per niente il vaccino viene considerato da molti come una sorta di «battesimo laico» da impartire necessariamente ai bambini.

 

 

6. «I principi sono gli stessi nel 2020»

 «… In modo che laddove non vi siano alternative a tali vaccini e laddove la salute dei bambini o della comunità in generale lo richieda, non solo è consentito utilizzare tali vaccini per i quali non esiste alternativa, ma a volte anche obbligatorio».

 

Quali altri documenti del post-concilio dobbiamo ritenere giusti?

Il testo qui afferma che la fonte è il testo del PAV del 2005, e viene ribadito con evidenza che «I principi sono gli stessi nel 2020». Si tratta un documento della Chiesa conciliare che dobbiamo quindi accettare pedissequamente? Quali altri documenti del post-concilio dobbiamo ritenere giusti?

 

Obbligatorio, poi, lo richiediamo, in virtù di cosa? Di quale reale emergenza o urgenza stando ai dati che rappresentano il tasso di mortalità e di situazioni critiche, senza tenere conto del fatto che non tutti i sistemi sanitari sono uguali nel mondo? 

 

 

7. Linee cellulari 

«Una posizione rigorosa del tipo “nessuna cellula fetale”, è probabilmente impossibile per chiunque prenda le terapie moderne. Dato che queste cellule fetali sono in uso da quasi 5 decenni, è certo che accademici e aziende come Pfizer, Moderna, ecc. abbiano utilizzato le cellule fetali per portare avanti la propria ricerca. Anche se questo vaccino può essere sintetico, la ricerca che lo produce potrebbe aver utilizzato queste cellule»

 

Obbligatorio in virtù di cosa? Di quale reale emergenza o urgenza stando ai dati che rappresentano il tasso di mortalità e di situazioni critiche, senza tenere conto del fatto che non tutti i sistemi sanitari sono uguali nel mondo? 

Fa capolino qui, più che l’argomentazione della PAV 2005, quelle tipiche del pensiero vaccinale cattolico della PAV in era Paglia

 

Dicono «queste cellule fetali sono in uso da quasi 5 decenni, è certo che accademici e aziende come Pfizer, Moderna, ecc. abbiano utilizzato le cellule fetali per portare avanti la propria ricerca»: quindi va tutto bene? Dobbiamo accettare qualcosa perché tutto il mondo lo fa? 

 

Esiste, come sembravano dire i corifei della chiesa conciliare ai tempi della legge di obbligo vaccinale Lorenzin (2017), una sorta di decorrenza dei termini per quanto riguarda il peccato? Se un omicidio, un sacrificio umano, è compiuto qualche decennio fa, cade in prescrizione?

 

E ancora: è fuorviante dire che queste cellule esistono da 5 decenni. Esistono quantità di linee cellulari da feto abortito prodotte negli ultimi anni (un esempio la cinese Valvax 2), e le stesse vengono modificate nel tempo. Molte ricerche con tessuto fetale si sono susseguite, con le cliniche abortiste a procurare tessuti e organi fetali ai laboratori di ricerca. En passant facciamo notare che Kamala Harris, ora proiettata verso la Casa Bianca, ordinò raid e perquisizioni contro chi svelò il traffico di tessuti organici da aborto, la filiere che dal feticidio porta direttamente ai laboratori scientifici.

«Queste cellule fetali sono in uso da quasi 5 decenni»: esiste una sorta di decorrenza dei termini per quanto riguarda il peccato? Se un omicidio, un sacrificio umano, è compiuto qualche decennio fa, cade in prescrizione?

 

 

8. Il «vaccino sintetico»

Il documento cita quindi «lista, prodotta da Children of God for Life», una lista piuttosto esauriente stilata dall’associazione di Debi Vinnedge riguardo le linee cellulari nei vari vaccini COVID in sperimentazione; «di per sé uno sforzo lodevole» scrive il distretto, ma essa «mostra il vaccino Moderna come inaccettabile, anche se si tratta di un vaccino sintetico».

 

Il fatto che il vaccino di Moderna, basato su tecnologia mRNA, sia sintetico non esclude il fatto – come il Pfizer e come moltissimi altri — , che sia stato comunque testato su linee cellulari di feto abortito, in particolare nello sviluppo e nei test attraverso la linea cellulare HEK-293 nella proteina Spike.

 

Tutto ciò è ammesso dallo stesso distretto americano della FSSPX, epperò non tenendo conto che vi può essere già qui, di per sé, nella sua fabbricazione, una reale collaborazione con il Male. 

 

È fuorviante dire che queste cellule esistono da 5 decenni. Esistono quantità di linee cellulari da feto abortito prodotte negli ultimi anni

La spiegazione la fornisce la stessa associazione di Children of God for Life in un recente articolo, puntuale quanto preciso:

 

«Alcuni sostengono che poiché non ci sono cellule fetali abortite nei vaccini, essi sono moralmente leciti. Niente potrebbe essere più lontano dalla verità perché le cellule fetali abortite sono state sicuramente parte integrante nella realizzazione del vaccino di Moderna».

 

«Ora alcuni hanno sostenuto — continua CoG for Life — che alcuni dei brevetti che stiamo citando non sono per il vaccino vero e proprio, tuttavia ciò è del tutto irrilevante perché la tecnologia è stata stabilita utilizzando cellule fetali abortite. E non importa che le cellule non vengano utilizzate più e più volte nemmeno dal punto di vista morale. Questo vale anche per la proteina Spike prodotta utilizzando anche le cellule HEK-293. Una volta che la proteina è stata costruita, le cellule non vengono più utilizzate. Ma la proteina è usata, così come l’mRNA, ed entrambi sono stati ottenuti attraverso una tecnologia che si è servita di cellule fetali abortite, rendendo il vaccino assolutamente immorale dall’inizio alla fine».

 

 

Il fatto che il vaccino di Moderna, basato su tecnologia mRNA, sia sintetico non esclude il fatto – come il Pfizer e come moltissimi altri — , che sia stato comunque testato su linee cellulari di feto abortito, in particolare nello sviluppo e nei test attraverso la linea cellulare HEK-293 nella proteina Spike.

9. Obblighi cattolici

«I cattolici sono obbligati a istruirsi su questi argomenti» scrivono.

 

Curioso: e da chi il cattolico dovrebbe istruirsi, visto che – lo apprendiamo ora – c’è l’obbligo perfino di quello? Dai TG e dai giornali? Dalle riviste di virologia? Dai documenti della Chiesa conciliare? Dai consigli di Papa Francesco? Da Bill Gates? Dal distretto americano della FSSPX e dai suoi «esperti di genomica cattolica»?

 

Colpisce inoltre il fatto che la parola «obbligo» ricorra varie volte nel testo. Come mai? Quale legge divina o terrena prevede l’obbligo di cura? 

 

La realtà, è che nemmeno di cura stiamo parlando. Esiste quindi un comandamento che imponga la prevenzione, a maggior ragione se questa non è certa, non è sicura e, quel che è peggio, non è moralmente lecita?

Da chi il cattolico dovrebbe istruirsi, visto che – lo apprendiamo ora – c’è l’obbligo perfino di quello? Dai TG e dai giornali? Dalle riviste di virologia? Dai documenti della Chiesa conciliare? Dai consigli di Papa Francesco? Da Bill Gates? Dal distretto americano della FSSPX e dai suoi «esperti di genomica cattolica»?

 

 

10. Disinformazione

 

«La disinformazione che circonda questo vaccino è dilagante. Non lasciatevi ingannare facilmente né dagli ideali fondamentalisti protestanti che suppongono che qualsiasi cooperazione nella vaccinazione sia peccato, né dall’altra parte dai barbari sostenitori dell’uso di cellule fetali in ogni momento, per qualsiasi capriccio» denuncia la FSSPX USA.

 

Qui il distretto pare parlare come un mainstream media qualsiasi, come un Fact Checker di Facebook&Co, un sito anti-bufale a caso da quelli di Mentana in giù.

 

Rebus sic stantibus, con gli errori che abbiamo qui sottolineato, pensiamo che la disinformazione la stia facendo il distretto americano, che si risolve anche nell’insulto di considerare quelli come noi «fondamentalisti protestanti».

Colpisce inoltre il fatto che la parola «obbligo» ricorra varie volte nel testo. Come mai? Quale legge divina o terrena prevede l’obbligo di cura? 

 

Ci preme informare il distretto americano che gli studi più competenti sugli orrori delle linee cellulari fetali, con i loro effetti biologici oltre che morali, sono stati condotti da cattolici. 

 

Troviamo risibile, infine, l’idea di trovare un mezza via tra coloro «che suppongono che qualsiasi cooperazione nella vaccinazione sia peccato» e i «barbari sostenitori dell’uso di cellule fetali in ogni momento, per qualsiasi capriccio». Insomma, le cellule fetali da aborto vanno usate, ma con moderazione, magari solo per le occasioni particolari.

 

 

Conclusioni

In conclusione riteniamo questo documento confuso, fuorviante, inaccettabile, scandaloso: nel vero senso della parola, giacché ha generato e continua a generare scandalo fra i fedeli. Ciò è molto grave.

 

Pensiamo che la disinformazione la stia facendo il distretto americano, che si risolve anche nell’insulto di considerare quelli come noi «fondamentalisti protestanti»

Restiamo in attesa di chiarimenti, sia da parte del distretto USA – dove, immaginiamo, abbiano raccolto delle proteste – sia della Casa Generalizia della FSSPX a Menzingen, da cui attendiamo i rilievi per la parte formale, teologica, di questa problematica.

 

Di nostro, accenniamo solo a personali dubbi di carattere morale: come si può non definire cooperazione materiale l’accettazione di un orrore che – giocoforza – ne produrrà altri? Come si può non capire che l’accettazione delle cellule di aborto nel vaccino dei vaccini – il vaccino COVID – sposterà la Finestra di Overton verso la definitiva normalizzazione di questo cannibalismo scientifico?

 

Rimane inoltre aperto il problema cardine della proporzionalità, sopra al quale torniamo un’ultima perché lo riteniamo essere fondamentale: a fronte di quale emergenza obbligare i fedeli all’assunzione di un determinato farmaco di origine controversa e di cui non si conoscono del tutto gli effetti collaterali?

 

Le cellule fetali da aborto vanno usate, ma con moderazione, magari solo per le occasioni particolari?

E ancora: è accettabile che si sia gettato via il Codice di Norimberga e tutto il contorno di pensiero che assicurava la salute di coloro che si sottoponevano a sperimentazione, e ora si possa sperimentare anche sui bambini, senza che essi peraltro siano esposti al rischio COVID?

 

È legittimo che le Big Pharma coinvolte nella produzione del vaccino del secolo in tempi record saranno esonerate (come già lo sono) dalle richieste di danno da vaccino?

 

Possiamo fidarci di un farmaco fortemente sostenuto a suon di miliardi – non milioni – di dollari da individui e forze transnazionali che per anni, prima che riguardo ai vaccini, hanno predicato e soprattutto operato riguardo la riduzione della popolazione?

Come fedeli italiani troppo bene abbiamo imparato a conoscere il linguaggio del compromesso, ed ancora più importante, l’effetto perverso (quello sì con danni a lungo termine) del compromesso sulla vita umana

 

Comprendiamo che il distretto USA abbia attività da riavviare, scuole ed istituti da riaprire, tuttavia come fedeli italiani troppo bene abbiamo imparato a conoscere il linguaggio del compromesso, ed ancora più importante, l’effetto perverso (quello sì con danni a lungo termine) del compromesso sulla vita umana.

 

 

Roberto Dal Bosco

Cristiano Lugli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Bioetica

Vaiolo delle scimmie e «Biopandemismo»: parere CIEB

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Renovatio 21 pubblica il comunicato del Comitato Internazionale per l’Etica della Biomedicina (CIEB).

 

 

Comitato Internazionale per l’Etica della Biomedicina (CIEB)

Parere sul biopandemismo

 

La notizia a reti unificate della diffusione del cosiddetto vaiolo delle scimmie non può sorprendere quanti ricordano ciò che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) andava vaticinando fin dal dicembre 2020, ossia che il COVIDnon avrebbe costituito necessariamente la pandemia più preoccupante («COVID is not necessarily the big one»). (1)

 

Semmai, ciò che colpisce della nuova crisi sanitaria che si profila all’orizzonte – e che già delinea il ricorso all’apposito vaccino autorizzato dall’FDA statunitense nel 2019 – sono alcune singolari coincidenze temporali.

 

Anzitutto il cosiddetto vaiolo delle scimmie compare nel momento stesso in cui le misure restrittive imposte in forza dell’emergenza COVID stavano venendo meno, almeno apparentemente.

 

In secondo luogo la nuova crisi coincide con quella causata dal conflitto in Ucraina, che ha instillato nell’animo degli italiani l’ineluttabilità di future emergenze alimentari e/o energetiche, supinamente accettate soprattutto da quanti, provati da due anni e mezzo di restrizioni di varia portata, non hanno più la capacità o la volontà di esaminare criticamente la complessità di questi fenomeni, né le reciproche relazioni.

 

Un esempio di queste relazioni è fornito dalla possibile estensione all’approvvigionamento alimentare e/o energetico di meccanismi e strumenti premiali analoghi al green pass vaccinale, là dove si prospettassero situazioni di scarsità di cibo ed energia e quindi eventuali razionamenti di queste risorse, come ad esempio sta già accadendo in Iran. (2)

 

Analogamente, le ricorrenti grida di allarme in campo ambientale e climatico recentemente rilanciate dal Presidente del Consiglio – cui il Governo italiano ritiene di rispondere promuovendo una ambigua «transizione ecologica» finalizzata a gravare le PMI di nuovi oneri amministrativi e finanziari, più che a salvaguardare concretamente l’ecosistema – lasciano presagire che anche in questo campo troveranno applicazione gli strumenti premiali inaugurati con l’emergenza COVID.

 

Ma la coincidenza più significativa è senz’altro costituita dal fatto che il cosiddetto vaiolo delle scimmie emerge proprio nel momento in cui stanno per essere varati nuovi e controversi strumenti globali di azione sanitaria.

 

In questo senso va ricordato che a partire dal novembre 2020 – e dunque prima che l’OMS vaticinasse quanto ricordato in apertura – alcuni organismi internazionali, tra cui il Consiglio europeo e il G7, avevano invocato l’avvio, proprio in seno all’OMS, di negoziati volti all’adozione di uno strumento di diritto internazionale in grado di «rafforzare la prevenzione, la preparazione e la risposta alle pandemie».

 

Questi negoziati sono stati effettivamente avviati tra maggio e novembre 2021 e procedono ora a tappe forzate, tra il silenzio dei media e la conseguente indifferenza dell’opinione pubblica, tanto da far prevedere la redazione di una bozza di trattato entro il 1° agosto 2022 e l’approvazione del testo finale entro il 2024. (3)

 

L’entrata in vigore del nuovo strumento giuridico limiterà sensibilmente la sovranità degli Stati contraenti, perché attribuirà all’OMS competenze praticamente esclusive – e dunque in grado di scavalcare quelle nazionali – in materia di gestione delle epidemie e delle pandemie.

 

Nello stesso senso si indirizzano le proposte di emendamento all’International Health Regulations del 2005, che sono state portate all’attenzione dell’OMS il 12 aprile 2022 e che, se saranno approvate dall’Assemblea Generale di questa organizzazione, entreranno in vigore negli ordinamenti interni senza la necessità di esperire procedure nazionali di ratifica. (4)

 

Sulla base di queste considerazioni, il CIEB ritiene ineludibile evidenziare e stigmatizzare la tendenza di talune organizzazioni internazionali e di taluni apparati statali a far accettare come inevitabile la gestione di fenomeni emergenziali mediante un metodo di governance che il CIEB non esita a definire «biopandemismo», inteso come susseguirsi di situazioni di crisi di natura diversa, ma tutte finalizzate all’instaurazione di una condizione di emergenza permanente, che a sua volta serva da pretesto per l’introduzione di forme di controllo digitale e di gestione delle masse mediante metodi di governo neo-paternalistici ispirati ai principi dell’economia comportamentale.

 

Un’applicazione di questo metodo in ambito sanitario è fornita, sul piano europeo, dalla raccomandazione del Consiglio dell’Unione del 7 dicembre 2018, intitolata al «rafforzamento della cooperazione nella lotta contro le malattie prevenibili da vaccino». (5)

 

La raccomandazione, che ha già formato oggetto di un Parere del CIEB (6), equipara qualsiasi malattia prevenibile mediante vaccino ai «grandi flagelli» e invita gli Stati a elaborare e attuare piani di vaccinazione che comprendano non solo l’elaborazione di «informazioni elettroniche sullo stato vaccinale dei cittadini», ma anche «un approccio alla vaccinazione sull’intero arco della vita»: ed è sotto gli occhi di tutti che questa raccomandazione, pur non dispiegando effetti vincolanti sul piano giuridico, ha fornito le basi per la gestione normativa dell’emergenza COVIDvarata dagli Stati membri all’insegna dell’apodittica dichiarazione pronunciata da un altro organo dell’Unione, il Consiglio europeo, il 31 marzo 2021: «Ci saranno altre pandemie e altre gravi emergenze sanitarie. Il punto non è se succederà, ma quando». (7)

 

Ulteriore applicazione del metodo biopandemico può infine rinvenirsi nella proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio dell’Unione relativo alla produzione e alla messa a disposizione sul mercato di materiale riproduttivo vegetale, nota anche come Testo unico sul materiale riproduttivo vegetale, presentata nel 2013 e periodicamente rivitalizzata da certa stampa e da certa politica.

 

La disciplina prevista da tale proposta di regolamento, infatti, facendo leva sull’esigenza di salvaguardare la biodiversità e di assicurare efficaci controlli fitosanitari – a esclusivo vantaggio dei pochi soggetti in grado di sostenere i costi collegati e conseguenti a tali controlli, ossia le multinazionali agro-chimiche – produrrà l’effetto ultimo di limitare od ostacolare, prima di tutto sul piano culturale, le pratiche agricole volte alla riproduzione domestica delle sementi e alla coltivazione su piccola scala di varietà vegetali (cereali, ortaggi, frutta) che ancora oggi contribuiscono all’autosufficienza alimentare di intere comunità. (8)

Tutto ciò premesso, il CIEB:

 

1) esorta l’opinione pubblica a prendere coscienza della deriva verso il biopandemismo nelle sue diverse manifestazioni;

 

2) invita il Governo italiano a opporsi mediante il proprio voto nelle pertinenti sedi internazionali ed europee all’adozione di strumenti giuridici finalizzati a trasferire – in settori sensibilissimi quali la sicurezza sanitaria, alimentare, energetica e ambientale – porzioni di sovranità a organismi non eletti e portatori di conflitti d’interesse;

 

3) invita il Governo italiano a confutare la ricostruzione fornita dal presente Parere e a prendere esplicitamente posizione in merito.

 

CIEB

 

26 maggio 2022

 

 

La versione originale del Parere è pubblicata sul sito: www.ecsel.org/cieb

NOTE

1) Cfr. https://www.theguardian.com/world/2020/dec/29/who-warns-covid-19-pandemic-is-not-necessarily-the-big-one.

2) Cfr. https://todayuknews.com/economy/irans-raisi-cuts-back-on-bread-subsidies/.

3) Cfr. https://www.consilium.europa.eu/it/policies/coronavirus/pandemic-treaty/.

4) Cfr. https://apps.who.int/gb/ebwha/pdf_files/WHA75/A75_18-en.pdf#page=4.

5) Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea del 28 dicembre 2018, n. C-446, pag. 1 e ss.

6) Cfr. il Parere (n. 7) sul ruolo della Raccomandazione del Consiglio dell’Unione europea del 7 dicembre 2018 nel quadro della gestione dell’emergenza COVID.

7) Cfr. il comunicato stampa del Consiglio europeo del 31 marzo 2021.

8) Cfr. il documento COM(2013) 262 def. del 6 maggio 2013.

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Istituzione e libertà di coscienza

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Una delle questioni più difficili della bioetica contemporanea è la «libertà di coscienza istituzionale».

 

Una struttura sanitaria o una casa di cura in una democrazia liberale dovrebbe essere autorizzata a evitare pratiche come l’aborto o il suicidio assistito e l’eutanasia? Una delle obiezioni più forti contro la legislazione approvata la scorsa settimana nello stato australiano del Nuovo Galles del Sud è che gli ospedali religiosi, le case di cura e gli hospice saranno costretti a ospitare la «morte assistita» nei loro locali.

 

«Questa è essenzialmente un’imposizione autoritaria su quelle che sono, nella nostra società civile, associazioni di persone che si uniscono per uno scopo», ha affermato il parlamentare della Camera alta Greg Donnelly nel dibattito. «Imporre loro disposizioni in base alle quali, all’interno delle loro strutture, la vita delle persone sarà uccisa dal suicidio assistito o dall’eutanasia è assolutamente ripugnante ed è draconiano».

 

Ciò è smentito dai sostenitori della morte assistita, i quali affermano che l’autonomia individuale deve prevalere sulle regole di un’istituzione.

 

A un livello più teorico, si sostiene che le istituzioni non godono dei diritti di coscienza, come invece fanno gli individui. Questo è stato affermato con forza in (di tutti i luoghi) nella Notre Dame Law Review alcuni anni fa:

 

Infatti, coloro che sostengono il diritto di un medico cattolico di rifiutarsi di offrire cure mediche indicate devono ammettere il primato della tutela della coscienza del singolo medico.

 

Eppure questi stessi sostenitori propugnano il contrario, un trionfo istituzionale della coscienza individuale, quando un ospedale cattolico obbliga un medico non cattolico ad aderire alle Direttive, contrariamente alla moralità clinica del medico. Questa è l’ipocrisia intrinseca della legislazione sulla coscienza moderna.

 

Chiaramente, sono necessari alcuni chiarimenti per disfare le questioni che deriveranno dalla legalizzazione della «morte assistita» nelle giurisdizioni di tutto il mondo.

 

L’ultima pubblicazione del Protection of Conscience Project con sede in Canada è una guida molto utile, che traccia distinzioni ed esamina i precedenti per la coscienza istituzionale. L’articolo è lungo e difficile da riassumere, ma queste frasi indicano la deriva dell’argomento:

 

«Il concetto di libertà istituzionale di coscienza o di religione è stato ripetutamente esaminato e contestato almeno dall’inizio degli anni ’70».

 

«Affermare che strutture come ospedali e ospizi non possano fare affidamento su garanzie costituzionali di libertà di coscienza perché non sono individui sono insostenibili perché contraddette dalla storia giuridica e dalla pratica diffusa.

 

«Nella migliore delle ipotesi, forniscono una mascheratura superficiale per gli sforzi per costringere istituzioni riluttanti a fornire servizi moralmente contestati favoriti dai ricorrenti, o discriminazione antireligiosa, o entrambi».

 

Per il Progetto Protezione della Coscienza, il problema è più ampio della «morte assistita» o dell’aborto. Cerca di stabilire una serie di principi che possono essere applicati in ogni circostanza. Richiede una legislazione che tuteli quella che chiama «libertà di coscienza conservativa», cioè il rifiuto di fare ciò che si crede sia sbagliato, in opposizione alla «libertà di coscienza perfetta», cioè fare ciò che si crede sia giusto.

 

 

Michael Cook

 

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

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Bioetica

Conseguenze dell’aborto alla Corte Suprema USA

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Un certo numero di giornalisti e politici hanno emesso previsioni terribili su cosa accadrà se la Corte Suprema degli Stati Uniti abbatterà Roe v. Wade, cosa che ora sembra abbastanza probabile.

 

Il segretario al Tesoro degli Stati Uniti Janet Yellen ha detto a un’audizione della commissione bancaria del Senato che se le donne avessero perso il diritto di abortire, il Paese ne soffrirebbe economicamente. «Credo che eliminare il diritto delle donne a prendere decisioni su quando e se avere figli avrebbe effetti molto dannosi sull’economia e riporterebbe le donne indietro di decenni», ha affermato. «[Roe v. Wade] ha permesso a molte donne di finire la scuola», ha detto, secondo una trascrizione. «Ciò ha aumentato il loro potenziale di guadagno. Ha permesso alle donne di pianificare e bilanciare le loro famiglie e carriere. E la ricerca mostra anche che ha avuto un impatto favorevole sul benessere e sui guadagni dei bambini».

 

Il Wall Street Journal ha risposto in un editoriale che «Ms. Yellen trascura il contributo produttivo perduto dei bambini che non sono mai nati. Le persone sono risorse, fonte di invenzioni e nuove imprese. Il capitale umano è fondamentale per la crescita economica e una società dinamica. La Cina ha abbandonato la sua politica del figlio unico, che a volte includeva aborti forzati, perché prevede un calo demografico negli anni a venire».

 

La dott.ssa Lisa Harris, dell’Università del Michigan, ha descritto una serie di conseguenze nel New England Journal of Medicine per i medici. Tra queste: un aumento della mortalità materna «perché l’aborto è molto più sicuro del parto». «I medici possono esitare a trattare i pazienti con gravidanza extrauterina, inevitabile aborto spontaneo o rottura pre-vitalità delle membrane quando l’attività cardiaca fetale rimane». La formazione sull’aborto può essere annullata, con conseguenze deleterie per i pazienti.

 

L’industria della fecondazione in vitro è molto preoccupata per le conseguenze a lungo termine.

 

L’American Society for Reproductive Medicine, l’organismo principale per i medici della fertilità, ha dichiarato in una dichiarazione di essere molto preoccupata per «l’impatto sul campo della medicina riproduttiva, l’impatto sui mezzi di sussistenza dei nostri membri e l’impatto sull’accesso a cure mediche sicure per i pazienti». «Il pericolo più evidente è l’ambiguità sullo stato legale degli ovuli fecondati in vitro», ha dichiarato.

 

Secondo il Washington Post, altre procedure relative alla medicina della fertilità potrebbero essere a rischio, come la riduzione fetale o lo screening genetico degli embrioni.

 

Margaret Atwood, autrice di The Handmaid’s Tale , scrive in The Atlantic che la sua repubblica immaginaria di Gilead, un patriarcato profondamente misogino, sta diventando realtà. «Se l’opinione di Alito dovesse diventare la nuova legge, gli Stati Uniti dovrebbero essere sulla buona strada per stabilire una religione di stato. Il Massachusetts aveva una religione ufficiale nel XVII secolo. Aderendo ad esso, i puritani impiccano i quaccheri».

 

«L’opinione di Alito pretende di essere basata sulla Costituzione americana. Ma si basa sulla giurisprudenza inglese del 17° secolo, epoca in cui la credenza nella stregoneria causò la morte di molte persone innocenti… Allo stesso modo, sarà molto difficile confutare una falsa accusa di aborto. Il semplice fatto di un aborto spontaneo, o un reclamo da parte di un ex partner scontento, ti marchierà facilmente come un assassino. Le accuse di vendetta e dispetto proliferano, così come le denunce per stregoneria 500 anni fa».

 

 

Michael Cook

 

 

 

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