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Vaccini

La PAV e i vaccini: cannibalismo di feti umani & co.

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La tematica dei vaccini che oggi riempie i blog, le camere e i senati ha un aspetto davvero inquietante e di cui finora non si era mai parlato all’interno di questa rubrica: oltre a tutte le varie sfaccettature circa le reazioni avverse, la coercizione di stato, le farse sull’immunità di gregge e via di scorrendo, esiste qualcosa di molto più inquietante che implica una riflessione morale per i cattolici affiatati a sostenere la santa efficacia dei vaccini. 
È cosa ormai comprovata e scientificamente ammessa che certuni vaccini sono stati preparati con cellule provenienti da feti umani abortiti volontariamente. La cosa è talmente gravosa dal punto di vista morale che nel 2005 la Pontificia Accademia per la Vita fu costretta ad emettere un documento con annesse riflessioni rispetto a questa tematica così delicata
 . Lasciando perdere le conclusioni tratte dal documento, è bene soffermarsi sull’aspetto morale a proposito dell’utilizzo di vaccini con linee cellulari provenienti da procurato aborto, che dalla PAV (quella del 2005, è bene ribadirlo) viene ricordata come cooperazione al male formale o materiale, secondo la tradizionale teologia morale:
“La prima distinzione di principio che può essere fatto è quella fra formale e la cooperazione di materiale. La cooperazione formale si esegue quando l’agente morale coopera con l’azione immorale di un’altra persona, condividendo la cattiva intenzione della seconda. D’altra parte quando un agente morale coopera con l’azione immorale di un’altra persona, senza condividere la sua cattiva intenzione è il caso della cooperazione di materiale. 
La cooperazione di materiale può essere divisa ulteriormente nelle categorie di immediata (diretta) e mediata (indiretta), distinguendo se la cooperazione è nell’esecuzione dell’azione peccaminosa per se, o se l’agente agisce adempiendo alle condizioni – od offrendo strumenti o prodotti – che rendono possibili il commettere l’atto immorale. Inoltre, forme della cooperazione immediata e la cooperazione remota possono essere distinte, in relazione alla “distanza” tra (sia esso nelle condizioni di spazio temporale o collegamento di materiale) l’atto della cooperazione e l’atto peccaminoso commesso da qualcun altro. La cooperazione di materiale immediata è immediata sempre, la cooperazione di materiale mediata può essere immediata o remota”.

 

Il documento si sofferma poi parecchio sulla cooperazione formale – fra le due ovviamente la più grave -, tuttavia questo non è fondamentale ai fini del nostro discorso: è ovvio che qui trattasi di cooperazione materiale mediata.
Per farla breve e parlando chiaro: questa cooperazione al male – nel caso specifico dei vaccini – può essere lecita nonostante l’atto immorale adottato volontariamente da chi produce i vaccini. Però attenzione, questo è ciò che sostanzialmente il documento sui vaccini della PAV cerca di fare passare, esprimendo come motivo giustificante il rischio di salute non solo del singolo, ma anche della collettività:
“Comunque, se questi ultimi [i bambini NdA] sono a rischio di pericoli considerevoli alla loro salute, i vaccini con problemi morali che sono destinati a loro possono essere usati su una base provvisoria. La ragione morale è che il dovere di evitare la cooperazione di materiale passiva non è obbligatorio se c’è inconvenienza grave. Inoltre, noi troviamo, in tale caso, una ragione proporzionale per accettare l’uso di questi vaccini nella presenza del pericolo di favorire l’espansione dell’agente patologico, a causa della mancanza di vaccinazione di bambini”. 

 

Anche in chiusura di documento, nell’essenziale riassunto finale, viene ribadito lo stesso concetto:
“(…) Tale cooperazione accade in un contesto di coercizione morale della coscienza di genitori che sono costretti a scegliere di agire contro la loro coscienza o altrimenti, mettere la salute dei loro bambini e della popolazione nell’insieme a rischio. Questa è una scelta alternativa ed ingiusta che deve essere eliminata al più presto possibile”.

 

Dalle argomentazioni precedenti e da quelle di battuta finale, la PAV ribadisce che questa cooperazione può essere giustificabile – giacché non cooperazione formale e volontaria – laddove il rischio di astenersi per ragioni morali compromettesse la salute dei propri figli e di tutta la popolazione come già detto. Praticamente si dà per scontato che non vaccinare i propri figli, a prescindere dal movente, voglia dire mettere in pericolo la società. Questo non solo è erroneo da un punto di vista statistico, ma lo è anche da un punto di vista reale: non siamo dinnanzi a nessuna epidemia e questo comporta che ci sia una responsabilità ancor maggiore per chi decide di cooperare a questo male anche se in maniera materiale, mediata e passiva. La situazione alla quale l’Europa si trova davanti non è una situazione che segnali rischi di epidemie mortali o simili cose; tutt’altro. Ecco perché la questione si fa molto più spinosa, tenendo pure presente che i vaccini riallacciati a queste linee cellulari sono fra i più comuni (vaccini trivalenti MPR di tutto il mondo, vaccini contro la Varicella, vaccini contro l’Epatite-A, vaccini contro l’Herpes zoster, alcuni vaccini contro la Rabbia ed ancora in alcuni vaccini contro la Poliomielite, di cui dopo vedremo i precisi nomi delle linee).
Si è parlato fino ad ora di un documento datato 2005, a seguito del quale non vi è più stato un pronunciamento ufficiale della Chiesa. La CEI, a dire di quest’ultimo documento, auspicava che questa produzione illecita smettesse. Arrivati al 2017, ben dodici anni dopo, con un decreto che rende obbligatori dieci vaccini e altri li consiglia ancora fortemente, il problema si ripropone con una portata gigantesca, fino al punto di spingere grandi gruppi di cattolici a mobilitarsi per chiedere al Papa che possa essere riconosciuta l’obiezione di coscienza per i cattolici aventi figli in età vaccinale. Il motivo dell’aborto procurato implica ovviamente una muraglia etica – nonostante tutte le premesse – da parte di coloro i quali tengono alla difesa integrale della vita.
Per quanto in casi straordinari risulterebbe apparentemente lecito cooperare con questo male, salvo fatto che come detto qui non ci sarebbe giustificazione alcuna vista la zona “epidemia free”,questo non potrebbe mai lasciare indifferente una coscienza, ma anzi la turberebbe con grande morso morale ed etico.

 

Ecco ciò che ha spinto questi cattolici a rivolgersi direttamente al Papa per ottenere una sorta di “dispensa” dai vaccini incriminati. Il proposito non solo non ha ricevuto una risposta diretta, ma si è pure imbattuto nella risposta dell’attuale Presidente della Pontificia Accademia della Vita, il signor Vincenzo Paglia, che con una nota rilanciata qualche giorno fa anche da AgenSIR- uno dei più grandi organi di informazioni della CEI – ha respinto le obiezioni rassicurando tutti sulla infallibilità dei vaccini e sulla loro “pulizia” morale ed anche scientifica:
“Il difetto di vaccinazione della popolazione implica il grave rischio sanitario di diffusione di pericolose e spesso letali malattie infettive, debellate in passato, proprio grazie all’uso dei vaccini, come, ad esempio, il morbillo, la rosolia e la varicella”. 

 

Così inizia la nota, e casualmente si scorge subito che la lingua batte là dove il dente vuole: l’esaltazione del vaccino contro il morbillo e la rosolia, il famoso MMR tanto calato nell’uso comune dopo gli studi pubblicati dal Dottor Wakefield in Inghilterra.
Ma la nota diffusa dalla PAV insieme all’Ufficio nazionale Cei per la pastorale della salute e all’Associazione medici cattolici italiani (Amci) non si limita ad avvalorare il rischio di epidemie inesistenti quali il morbillo e altre malattie come la varicella, ma continua affermando che non ci sono più problemi morali nell’uso di alcuni vaccino: “nel passato i vaccini possono essere stati preparati da cellule provenienti da feti umani abortiti, oggi però le linee cellulari utilizzate sono molto distanti dagli aborti originali: i vaccini a cui si fa riferimento, fra quelli maggiormente in uso in Italia, sono quelli contro la rosolia, la varicella, la poliomielite e l’epatite A. Va considerato che oggi non è più necessario ricavare cellule da nuovi aborti volontari, e che le linee cellulari sulle quali i vaccini in questione sono coltivati derivano unicamente dai due feti abortiti originariamente negli Anni Sessanta del Novecento”. 

 

La mancanza di contenuti, la banalità scientifica e morale con cui si è stesa questa nota è agghiacciante. E vediamo subito perché.
Per comprendere il problema è necessario anzitutto capire quali siano le due linee cellulari contenute nei vaccini a cui la PAV fa riferimento: il primo è della linea WI-38 (Istituto di Winstar 38), contenente fibroblasti diploidi di polmone umano, provenienti da un feto femmina che è stato abortito perché “la famiglia aveva troppi bambini” (G. al di et di Sven., 1969). Fu preparato e sviluppato da Leonard Hayflick nel 1964 (L. Hayflick, 1965; G. al di et di Sven., 1969). WI-38 è usato per la preparazione del vaccino storico RA 27/3 contro la rosolia (S.A. Al di et di Plotkin 1965).
La seconda linea di cellula umana è MRC-5 (Consiglio di Ricerca Medico 5) (umano, polmone, embrionale), con fibroblasti di polmone umano che provengono da un feto maschio di 14 settimane abortito per “ragioni psichiatriche” da una donna di 27 anni nel Regno Unito. MRC-5 è stato preparato e sviluppato da J.P. Jacobs nel 1966 (J.P. Al di et di Jacobs 1970).
Queste linee cellulari hanno prodotto questi specifici vaccini prodotti dalle seguenti case farmaceutiche (con la qual collaborazione il Ministro Lorenzin ha costruito il recente decreto) :
-vaccini monovalenti contro la rosolia Meruvax® (Merck U.S.), Rudivax® (Sanofi Pasteur, Fr.), ed Ervevax® (RA 27/3) (GlaxoSmithKline, Belgio);
– vaccino combinato contro la rosolia ed il morbillo, commercializzato col nome di M-R-VAX®(Merck, Stati Uniti) e Rudi-Rouvax® (AVP, Francia);
– vaccino combinato contro la rosolia e gli orecchioni introdotti sul mercato sotto il nome di Biavax® (Merck, U.S.),
– vaccino combinato MMR (morbillo, orecchioni, rosolia) contro la rosolia, gli orecchioni ed il morbillo, introdotto sul mercato sotto il nome di M-m-R® II (Merck, Stati Uniti), R.O.R.®, Trimovax® (Sanofi Pasteur, Fr.), e Priorix® (GlaxoSmithKline Regno Unito)(quest’ultimo usato attualmente in ITALIA, sottoposto a revisione nel 2004, dopo le gravi reazioni avverse causate dal MORUPAR).
-2 vaccini contro l’epatite A. Uno prodotto dalla Merck (VAQTA) e l’altro prodotto dalla GlaxoSmithKline (HAVRIX), entrambi sono preparati con la linea MRC-5;
– vaccino contro la varicella di pollo (il vaccino sta al pollo come la cavia sta al bambino) Varivax®, prodotto da Merck che usa WI-38 e MRC-5;
– vaccino contro la poliomielite, il vaccino contenente virus di polio inattivato Poliovax®(Aventis-Pasteur, Fr.) che usa MRC-5;
– vaccino contro la rabbia, Imovax®, prodotto da Aventis Pasteur, raccolto da celle diploidi umane ed infette, con ceppo di MRC-5;
-vaccino contro il vaiolo, AC AM 1000, preparato da Acambis che usa MRC-5, usato (pare) solo a livello sperimentale.

 

Ora, fatti nostri questi dati c’è da chiedersi con quale certezza la PAV possa presumere che le linee cellulari utilizzate per la composizione di questi vaccini possa essere talmente lontana da sollevare da ogni tipo di problema morale.
In più, anche se ciò fosse vero e le linee cellulari oggi esistenti risalissero ad embrioni umani morti non per aborto volontario, ci sarebbe da chiedersi con quale coraggio vada proclamata la liceità morale davanti al cannibalismo di cellule umane, volontario o involontario che sia. Tuttavia per la linea “pagliana” questo potrebbe essere più che normale, la vita essendo ormai stata sostituita con il suo contrario: la morte.

 

Un altro dato interessante sfugge nuovamente al Paglia e alla CEI, riguardante una nuova linea cellulare, molto più recente, che nella nota pro-vax non viene fatta comparire: manco l’ombra di una menzione.
Per ragioni di spazio parleremo però di questa nuova e recente linea in una prossima puntata della nostra rubrica. La paglia da bruciare non ci mancherà.

 

 

Cristiano Lugli

 

 

Articolo apparso precedentemente qui.

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«La FDA non ha mai veramente approvato il vaccino Pfizer COVID»: parla il senatore USA Ron Johnson

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La Food and Drug Administration (FDA) non ha mai approvato il vaccino Pfizer-BioNTech attualmente disponibile negli Stati Uniti, secondo quanto dichiarato dal senatore repubblicano statunitense Ron Johnson del Wisconsin, ospite nel programma di Fox News condotto da Tucker Carlson.

 

«Questi richiami sono guidati dallo specchietto per le allodole della FDA per cui ora abbiamo un vaccino approvato. Non abbiamo un vaccino approvato in America», ha sostenuto Johnson al Tucker Carlson Tonight.

 

«L’hanno fatto per il Comirnaty – è disponibile, immagino, in Europa, ma il vaccino Pfizer disponibile negli Stati Uniti non è approvato dalla FDA – ha un’autorizzazione all’uso di emergenza», cioè quella che in USA chiamano EUA.

 

«L’hanno fatto per il Comirnaty – è disponibile, immagino, in Europa, ma il vaccino Pfizer disponibile negli Stati Uniti non è approvato dalla FDA – ha un’autorizzazione all’uso di emergenza»

Il senatore repubblicano ha aggiunto di aver inviato una lettera alla FDA giorni dopo che l’agenzia ha approvato il vaccino Pfizer COVID marchiato come Comirnaty, che è «legalmente distinto» dal vaccino di Pfizer che rimane sotto EUA negli Stati Uniti, secondo la FDA.

 

Un foglio informativo della FDA per il vaccino Pfizer-BioNTech pubblicato ad agosto ha descritto le due dosi come «legalmente distinti con alcune differenze che non influiscono sulla sicurezza o sull’efficacia» e ha affermato che i vaccini «possono essere usati in modo intercambiabile».

 

I rappresentanti di Pfizer hanno affermato che tali distinzioni si riferiscono a differenze di produzione, come l’uso di siti diversi o materiali di fornitori diversi, ma non alla formulazione.

 

«Non c’è dubbio che l’azione della FDA porterà a più richiami di vaccinazione e una maggiore pressione su coloro che attualmente scelgono di non vaccinarsi», ha dichiarato il senatore Johnson nella sua lettera al capo della FDA, Janet Woodcock, datata il 26 agosto scorso.

 

«Non c’è dubbio che l’azione della FDA porterà a più richiami di vaccinazione e una maggiore pressione su coloro che attualmente scelgono di non vaccinarsi»

«C’è una fornitura sufficiente negli Stati Uniti del vaccino della Comirnaty per garantire che coloro che vengono vaccinati su obbligo ricevano la versione approvata dalla FDA? O è più probabile (o certo) che saranno vaccinati usando il vaccino somministrato nell’ambito della riedizione dell’EUA?»

 

«Mi aspetto di ricevere una risposta a questo numero limitato di domande entro e non oltre il 30 agosto 2021», aveva detto a Woodcock. «Le sue risposte sono cruciali per gli americani che ora saranno costretti a prendere decisioni potenzialmente in grado di alterare la vita in risposta agli obblighi drofessionali, militari ed educativi che le sue lettere del 23 agosto 2021 hanno attivato».

 

«Se c’è una fornitura insufficiente di vaccini Comirnaty per coloro che soccombono alla coercizione dei mandati, la FDA di fatto non sta approvando i mandati sui vaccini utilizzando i vaccini EUA?»

 

«Perché stanno mentendo al pubblico americano? Questa è una domanda seria da porsi. Stiamo distruggendo il nostro sistema sanitario con questi vaccini».

Johnson ha detto a Tucker Carlson che la FDA non ha ancora risposto alle sue domande. «Perché stanno mentendo al pubblico americano? Questa è una domanda seria da porsi», ha detto, aggiungendo che «stiamo distruggendo il nostro sistema sanitario con questi vaccini».

 

L’amministrazione Biden ha ripetutamente utilizzato l’approvazione di Comirnaty da parte della FDA per spingere la vaccinazione obbligatoria contro il COVID-19.

 

«Dei quasi 80 milioni di americani idonei che non sono stati vaccinati, molti hanno affermato di essere in attesa dell’approvazione della Food and Drug Administration, la FDA. Bene, il mese scorso la FDA ha concesso tale approvazione», aveva detto il Biden il mese scorso sugli obblighi di vaccinazione per tutti i lavoratori federali e per le grandi imprese private.

 

«Quindi, il tempo dell’attesa è finito».

 

Biden e la sua amministrazione hanno utilizzato l’approvazione per togliere argomenti alla coercizione vaccinale. Ma l’approvazione è una mezza fake news

In pratica, Biden e la sua amministrazione hanno utilizzato l’approvazione per togliere argomenti alla coercizione vaccinale. Ma l’approvazione è una mezza fake news, pare dire il senatore Johnson, ancora oggi senza risposte da parte delle autorità che ha interrogato nell’ambito del suo mandato di rappresentante del popolo americano.

 

La storia della doppia presentazione FDA di Pfizer-BioNtech è stata raccontata in dettaglio in un articolo di William Engdahl tradotto e pubblicato da Renovatio 21, «Lo scandalo dietro la falsa approvazione FDA del vaccino Pfizer».

 

 

 

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Terza dose per tutti a gennaio. Se pensate che sia l’ultima siete degli ebeti irrecuperabili

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«Verosimilmente la terza dose sarà necessaria per tutti».

 

«Entro l’anno si procederà a somministrare la terza dose per anziani e personale sanitario. Poi da gennaio al resto della popolazione, scaglionato in base a quando è stata somministrata la prima e la seconda dose».

 

Per annunciare l’estensione della siringa genetica, hanno mandato avanti il sottosegretario Sileri. Personaggio cui non dispiace andare sui media e dire la propria, ha fatto capolino a Radio Capital, dove ha spiegato che pure chi ha fatto il vaccino Johnson&Johnson « avrà bisogno di un richiamo in tempi brevi», anche se ci avevano detto che il J&J era monodose.

 

«Entro l’anno si procederà a somministrare la terza dose per anziani e personale sanitario. Poi da gennaio al resto della popolazione, scaglionato in base a quando è stata somministrata la prima e la seconda dose»

Dicono che la questione del J&J sia all’esame della Commissione tecnico consultiva dell’AIFA, a cui il ministero della Salute ha chiesto un parere. AIFA ne dovrebbe discutere il 28 ottobre, tuttavia, che importa? La politica getta già il cuore oltre l’ostacolo, assieme al vostro deltoide, la vostra libertà, e la vostra genetica cellulare.

 

Tranquilli: se avete fatto J&J, tra le ipotesi vi è (dicono delle indiscrezioni) la possibilità che per la nuova inoculazione venga utilizzato un vaccino a mRna, Pfizer o Moderna: mix and match, il mischiotto vaccinale, una bestemmia per cui si veniva irrisi nella FAQ sanitarie, ora è divenuto prassi – in attesa che divenga dogma (del resto, quale notizia migliore per il cartello farmaceutico? Fanno contenti tutti… un po’ a  me un po’ a te).

 

«È auspicabile sia condivisa da tutta Europa, considerando il boom di contagi in alcuni paesi europei» assicura il sottosegretario grillista, che considera anche il tragico fatto che «aumenta il rischio che si diffondano nuove varianti».

 

Ma non disperate: «il green pass obbligatorio lo toglieremo, ma non ora. Bisogna procedere per gradi. Prima toglieremo l’obbligo del distanziamento, poi le mascherine e infine il green pass».

 

«Il vaccino obbligatorio non servirebbe, non convincerà i no vax a vaccinarsi». Irredimibili. Nessuno lo avverta che i no vax votarono in massa il suo partito, e senza il loro voti lui forse non sarebbe lì.

 

Ettolitri di mRNA (più qualche virus-vettore) sulla materia biologica italiana

Intanto, però, ettolitri di mRNA (più qualche virus-vettore) sulla materia biologica italiana. A partire, secondo il calendario EMA, dagli immunocompromessi – cioè quelli per i quali fino a due anni fa ci dicevano di vaccinarci in quanto essi non potevano farlo. Poi, dicono, gli over 80 – una categoria che un tempo la medicina non considerava nemmeno per la vaccinazione.

 

Pare stia saltando fuori un dato importante: sei mesi tra le somministrazioni – a meno che non abbiate ricevuto il J&J, in quel caso AIFA potrebbe dare semaforo verde a inocularsi un altro brand senza aspettare, indipendentemente dall’età.

 

Bisogna capire che, arrivati a questo punto e con davanti il volto di Sileri, la campagna vaccinale è di fatto divenuto un test di intelligenza.

 

Fare la terza dose e credere che sia l’ultima significa trovarsi in uno stato di ebetudine preoccupante, che non sappiamo quanto curabile (del resto in questo momento non sapremmo di  che medico dirvi di fidarvi).

 

Fare la terza dose e non aspettarsi una quarta (magari durante l’anno) e poi una quinta, una sesta, etc. – insomma, un cambio gomme stagionale biomolecolare  – vuol dire non aver capito nulla di nulla, vuol dire essere ebeti oltre ogni limite tollerabile.

Fare la terza dose e non aspettarsi una quarta (magari durante l’anno) e poi una quinta, una sesta, etc. – insomma, un cambio gomme stagionale biomolecolare  – vuol dire non aver capito nulla di nulla, vuol dire essere ebeti oltre ogni limite tollerabile.

 

Non che già un anno fa non ci fossero persone, anche semplici, che lo avevano compreso. Ricordate il simpatico culturista canadese nel 2020?

 

 

«E poi, indovinate, ragazzi… una volta che ti fai il vaccino come uno scemo che non sa nulla, loro ti diranno: “Ci dispiace, ma il vaccino non era efficace come pensavamo, quindi adesso devi ancora portare la mascherina, devi ancora subire il tracciamento dei contatti, devi ancora tenerti tutte le restrizioni e il distanziamento sociale, e devi farti sempre il vaccino».

 

Incredibile, è andata proprio così.

 

«Se voi idioti non lo avete ancora capito è un ciclo perpetuo, dal quale non si esce mai, ed è un modo per prendere i tuoi diritti, le tue libertà, chiudere la tua attività economica, prendersi la tua ricchezza».

 

L’mRNA diventerà una parte integrante (e costante) delle vostre vite

Siamo entrati nel ciclo, non ne usciremo mai.

 

L’mRNA diventerà una parte integrante (e costante) delle vostre vite.

 

Lo abbiamo detto: l’antinfluenzale diventerà mRNA.

 

Abbiamo anche ipotizzato: tutti i vaccini diventeranno vaccini mRNA.

 

Vi obbligheranno al siero genico per malattie che ancora non avevano un vaccino, come l’AIDS.

 

Vi costringeranno a farlo per il vostro bene e quello di chi vi sta intorno. Dovrete farvi inoculare ogni tot, pena la perdita di alcuni diritti, se non tutti: abbiamo visto, ci hanno chiesto se possono farlo con un referendum chiamato COVID, il sì è stato un plebiscito.

 

Siamo entrati nel ciclo cosmico del vaccino perpetuo, dove gli uomini sono corrotti e mentitori, e dove viene richiesto ripetutamente il sacrificio delle vostre carni sin nella loro essenza più intima – la genetica.

E quindi, farete un vaccino, due, tre, dieci, venti. Ogni anno, Ogni semestre, ogni bimestre. Ogni settimana. Ogni volta che lo decideranno loro, gli dèi di questa era oscura, del Kali Yuga vaccinale.

 

Siamo entrati nel ciclo cosmico del vaccino perpetuo, dove gli uomini sono corrotti e mentitori, e dove viene richiesto ripetutamente il sacrificio delle vostre carni sin nella loro essenza più intima – la genetica.

 

Svegliamoci da questo incantesimo.

 

Perché non è detto che altrimenti riusciremo a sopravvivere a questa mostruosa pazzia.

 

 

 

 

 

 

 

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Caso Colombari: il green pass può aumentare i contagi?

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Il green pass può aumentare il contagio di COVID-19?

 

È la domanda, logica, che sorge dal recente caso recente di Martina Colombari

 

La bella showgirl Martina Colombari, ex Miss Italia, in un’intervista al Corriere della Sera racconta di essersi accorta, grazie ad un tampone fatto per girare un film, di essere positiva al COVID. Il problema è che aveva fatto le due dosi del vaccino. Era quindi, teoricamente, «completamente» immunizzata.

 

Lungi dal fermare il contagio, il green pass può potenzialmente moltiplicarlo

La riccionese racconta di avere avvertito i sintomi del raffreddore mentre si trovava dalla famiglia in Romagna, ma non si è preoccupata perché «ho fatto la seconda dose di vaccino due mesi fa». Motivo per cui continua a fare la vita di sempre, girando e incontrando persone: il green pass vaccinale serve per dare questa libertà.

 

Lo scorso venerdì, dopo essersi sottoposta ad un tampone molecolare per le riprese di un film, scopre di essere positiva. L’attrice si mette in isolamento e comincia «un giro di messaggi con tutte le persone che ho visto». Viene detto che sarebbero interessati anche due ristoranti: né questi né Colombari hanno alcuna colpa, perché a certificare l’immunità c’era un documento dello Stato, il green pass.

 

Il sito del giornalista Nicola Porro si occupa del caso e tira le conclusioni logiche necessarie.

 

«Com’è possibile sia successo? Semplice: ovunque Colombari andasse la facevano entrare perché poteva esibire quel green pass che gli esperti “indicano come una specie di via libera“».

 

«Questo dimostra, se davvero ve ne fosse ancora il bisogno, che il lasciapassare non serve a bloccare l’epidemia. Tutt’altro. È uno strumento surrettizio per costringere alla vaccinazione, chiaro, ma nient’altro».

Quindi, lungi dal fermare il contagio, il green pass può potenzialmente moltiplicarlo.

 

«Nessuno si è posto il problema che il vaccinato potesse essere comunque positivo. E infatti, lasciata libera dal passaporto verde, Martina in realtà stava portando a spasso il virus. Se non avesse lavorato per il cinema o per la tv, ma per una normale azienda, il tampone “extra” non lo avrebbe fatto (“tanto ho il green pass”) e avrebbe partecipato da infetta a chissà quanti altri incontri sociali».

 

Il certificato verde è «ininfluente dal punto di vista epidemiologico, può anzi essere potenzialmente dannoso: apre le porte della socialità a tutti i vaccinati, pure quelli infetti. Potenziali “bombe” virologiche, col bollino del green pass».

«Questo dimostra, se davvero ve ne fosse ancora il bisogno, che il lasciapassare non serve a bloccare l’epidemia. Tutt’altro. È uno strumento surrettizio per costringere alla vaccinazione, chiaro, ma nient’altro».

 

Il certificato verde è «ininfluente dal punto di vista epidemiologico, può anzi essere potenzialmente dannoso: apre le porte della socialità a tutti i vaccinati, pure quelli infetti. Potenziali “bombe” virologiche, col bollino del green pass».

 

C’è da ricordare, simmetrico, il caso della cantante Mietta, che ha dovuto rinunciare ad essere presente ad un programma TV a causa dell’infezione COVID. Contro Mietta, non vaccinata, si è scatenata una vera «caccia alle streghe», con tanto di virologo inquisitore che la interroga, via social, su quali sono i motivi del suo mancato inchino al dogma vaccinale. La privacy, sì. è un miraggio lontano, perfino per i VIP.

 

 

 

 

Immagine di Bruno Cordiali via Flickr pubblicate su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)

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