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La PAV e i vaccini: cannibalismo di feti umani & co.

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La tematica dei vaccini che oggi riempie i blog, le camere e i senati ha un aspetto davvero inquietante e di cui finora non si era mai parlato all’interno di questa rubrica: oltre a tutte le varie sfaccettature circa le reazioni avverse, la coercizione di stato, le farse sull’immunità di gregge e via di scorrendo, esiste qualcosa di molto più inquietante che implica una riflessione morale per i cattolici affiatati a sostenere la santa efficacia dei vaccini. 
È cosa ormai comprovata e scientificamente ammessa che certuni vaccini sono stati preparati con cellule provenienti da feti umani abortiti volontariamente. La cosa è talmente gravosa dal punto di vista morale che nel 2005 la Pontificia Accademia per la Vita fu costretta ad emettere un documento con annesse riflessioni rispetto a questa tematica così delicata
 . Lasciando perdere le conclusioni tratte dal documento, è bene soffermarsi sull’aspetto morale a proposito dell’utilizzo di vaccini con linee cellulari provenienti da procurato aborto, che dalla PAV (quella del 2005, è bene ribadirlo) viene ricordata come cooperazione al male formale o materiale, secondo la tradizionale teologia morale:
“La prima distinzione di principio che può essere fatto è quella fra formale e la cooperazione di materiale. La cooperazione formale si esegue quando l’agente morale coopera con l’azione immorale di un’altra persona, condividendo la cattiva intenzione della seconda. D’altra parte quando un agente morale coopera con l’azione immorale di un’altra persona, senza condividere la sua cattiva intenzione è il caso della cooperazione di materiale. 
La cooperazione di materiale può essere divisa ulteriormente nelle categorie di immediata (diretta) e mediata (indiretta), distinguendo se la cooperazione è nell’esecuzione dell’azione peccaminosa per se, o se l’agente agisce adempiendo alle condizioni – od offrendo strumenti o prodotti – che rendono possibili il commettere l’atto immorale. Inoltre, forme della cooperazione immediata e la cooperazione remota possono essere distinte, in relazione alla “distanza” tra (sia esso nelle condizioni di spazio temporale o collegamento di materiale) l’atto della cooperazione e l’atto peccaminoso commesso da qualcun altro. La cooperazione di materiale immediata è immediata sempre, la cooperazione di materiale mediata può essere immediata o remota”.

 

Il documento si sofferma poi parecchio sulla cooperazione formale – fra le due ovviamente la più grave -, tuttavia questo non è fondamentale ai fini del nostro discorso: è ovvio che qui trattasi di cooperazione materiale mediata.
Per farla breve e parlando chiaro: questa cooperazione al male – nel caso specifico dei vaccini – può essere lecita nonostante l’atto immorale adottato volontariamente da chi produce i vaccini. Però attenzione, questo è ciò che sostanzialmente il documento sui vaccini della PAV cerca di fare passare, esprimendo come motivo giustificante il rischio di salute non solo del singolo, ma anche della collettività:
“Comunque, se questi ultimi [i bambini NdA] sono a rischio di pericoli considerevoli alla loro salute, i vaccini con problemi morali che sono destinati a loro possono essere usati su una base provvisoria. La ragione morale è che il dovere di evitare la cooperazione di materiale passiva non è obbligatorio se c’è inconvenienza grave. Inoltre, noi troviamo, in tale caso, una ragione proporzionale per accettare l’uso di questi vaccini nella presenza del pericolo di favorire l’espansione dell’agente patologico, a causa della mancanza di vaccinazione di bambini”. 

 

Anche in chiusura di documento, nell’essenziale riassunto finale, viene ribadito lo stesso concetto:
“(…) Tale cooperazione accade in un contesto di coercizione morale della coscienza di genitori che sono costretti a scegliere di agire contro la loro coscienza o altrimenti, mettere la salute dei loro bambini e della popolazione nell’insieme a rischio. Questa è una scelta alternativa ed ingiusta che deve essere eliminata al più presto possibile”.

 

Dalle argomentazioni precedenti e da quelle di battuta finale, la PAV ribadisce che questa cooperazione può essere giustificabile – giacché non cooperazione formale e volontaria – laddove il rischio di astenersi per ragioni morali compromettesse la salute dei propri figli e di tutta la popolazione come già detto. Praticamente si dà per scontato che non vaccinare i propri figli, a prescindere dal movente, voglia dire mettere in pericolo la società. Questo non solo è erroneo da un punto di vista statistico, ma lo è anche da un punto di vista reale: non siamo dinnanzi a nessuna epidemia e questo comporta che ci sia una responsabilità ancor maggiore per chi decide di cooperare a questo male anche se in maniera materiale, mediata e passiva. La situazione alla quale l’Europa si trova davanti non è una situazione che segnali rischi di epidemie mortali o simili cose; tutt’altro. Ecco perché la questione si fa molto più spinosa, tenendo pure presente che i vaccini riallacciati a queste linee cellulari sono fra i più comuni (vaccini trivalenti MPR di tutto il mondo, vaccini contro la Varicella, vaccini contro l’Epatite-A, vaccini contro l’Herpes zoster, alcuni vaccini contro la Rabbia ed ancora in alcuni vaccini contro la Poliomielite, di cui dopo vedremo i precisi nomi delle linee).
Si è parlato fino ad ora di un documento datato 2005, a seguito del quale non vi è più stato un pronunciamento ufficiale della Chiesa. La CEI, a dire di quest’ultimo documento, auspicava che questa produzione illecita smettesse. Arrivati al 2017, ben dodici anni dopo, con un decreto che rende obbligatori dieci vaccini e altri li consiglia ancora fortemente, il problema si ripropone con una portata gigantesca, fino al punto di spingere grandi gruppi di cattolici a mobilitarsi per chiedere al Papa che possa essere riconosciuta l’obiezione di coscienza per i cattolici aventi figli in età vaccinale. Il motivo dell’aborto procurato implica ovviamente una muraglia etica – nonostante tutte le premesse – da parte di coloro i quali tengono alla difesa integrale della vita.
Per quanto in casi straordinari risulterebbe apparentemente lecito cooperare con questo male, salvo fatto che come detto qui non ci sarebbe giustificazione alcuna vista la zona “epidemia free”,questo non potrebbe mai lasciare indifferente una coscienza, ma anzi la turberebbe con grande morso morale ed etico.

 

Ecco ciò che ha spinto questi cattolici a rivolgersi direttamente al Papa per ottenere una sorta di “dispensa” dai vaccini incriminati. Il proposito non solo non ha ricevuto una risposta diretta, ma si è pure imbattuto nella risposta dell’attuale Presidente della Pontificia Accademia della Vita, il signor Vincenzo Paglia, che con una nota rilanciata qualche giorno fa anche da AgenSIR- uno dei più grandi organi di informazioni della CEI – ha respinto le obiezioni rassicurando tutti sulla infallibilità dei vaccini e sulla loro “pulizia” morale ed anche scientifica:
“Il difetto di vaccinazione della popolazione implica il grave rischio sanitario di diffusione di pericolose e spesso letali malattie infettive, debellate in passato, proprio grazie all’uso dei vaccini, come, ad esempio, il morbillo, la rosolia e la varicella”. 

 

Così inizia la nota, e casualmente si scorge subito che la lingua batte là dove il dente vuole: l’esaltazione del vaccino contro il morbillo e la rosolia, il famoso MMR tanto calato nell’uso comune dopo gli studi pubblicati dal Dottor Wakefield in Inghilterra.
Ma la nota diffusa dalla PAV insieme all’Ufficio nazionale Cei per la pastorale della salute e all’Associazione medici cattolici italiani (Amci) non si limita ad avvalorare il rischio di epidemie inesistenti quali il morbillo e altre malattie come la varicella, ma continua affermando che non ci sono più problemi morali nell’uso di alcuni vaccino: “nel passato i vaccini possono essere stati preparati da cellule provenienti da feti umani abortiti, oggi però le linee cellulari utilizzate sono molto distanti dagli aborti originali: i vaccini a cui si fa riferimento, fra quelli maggiormente in uso in Italia, sono quelli contro la rosolia, la varicella, la poliomielite e l’epatite A. Va considerato che oggi non è più necessario ricavare cellule da nuovi aborti volontari, e che le linee cellulari sulle quali i vaccini in questione sono coltivati derivano unicamente dai due feti abortiti originariamente negli Anni Sessanta del Novecento”. 

 

La mancanza di contenuti, la banalità scientifica e morale con cui si è stesa questa nota è agghiacciante. E vediamo subito perché.
Per comprendere il problema è necessario anzitutto capire quali siano le due linee cellulari contenute nei vaccini a cui la PAV fa riferimento: il primo è della linea WI-38 (Istituto di Winstar 38), contenente fibroblasti diploidi di polmone umano, provenienti da un feto femmina che è stato abortito perché “la famiglia aveva troppi bambini” (G. al di et di Sven., 1969). Fu preparato e sviluppato da Leonard Hayflick nel 1964 (L. Hayflick, 1965; G. al di et di Sven., 1969). WI-38 è usato per la preparazione del vaccino storico RA 27/3 contro la rosolia (S.A. Al di et di Plotkin 1965).
La seconda linea di cellula umana è MRC-5 (Consiglio di Ricerca Medico 5) (umano, polmone, embrionale), con fibroblasti di polmone umano che provengono da un feto maschio di 14 settimane abortito per “ragioni psichiatriche” da una donna di 27 anni nel Regno Unito. MRC-5 è stato preparato e sviluppato da J.P. Jacobs nel 1966 (J.P. Al di et di Jacobs 1970).
Queste linee cellulari hanno prodotto questi specifici vaccini prodotti dalle seguenti case farmaceutiche (con la qual collaborazione il Ministro Lorenzin ha costruito il recente decreto) :
-vaccini monovalenti contro la rosolia Meruvax® (Merck U.S.), Rudivax® (Sanofi Pasteur, Fr.), ed Ervevax® (RA 27/3) (GlaxoSmithKline, Belgio);
– vaccino combinato contro la rosolia ed il morbillo, commercializzato col nome di M-R-VAX®(Merck, Stati Uniti) e Rudi-Rouvax® (AVP, Francia);
– vaccino combinato contro la rosolia e gli orecchioni introdotti sul mercato sotto il nome di Biavax® (Merck, U.S.),
– vaccino combinato MMR (morbillo, orecchioni, rosolia) contro la rosolia, gli orecchioni ed il morbillo, introdotto sul mercato sotto il nome di M-m-R® II (Merck, Stati Uniti), R.O.R.®, Trimovax® (Sanofi Pasteur, Fr.), e Priorix® (GlaxoSmithKline Regno Unito)(quest’ultimo usato attualmente in ITALIA, sottoposto a revisione nel 2004, dopo le gravi reazioni avverse causate dal MORUPAR).
-2 vaccini contro l’epatite A. Uno prodotto dalla Merck (VAQTA) e l’altro prodotto dalla GlaxoSmithKline (HAVRIX), entrambi sono preparati con la linea MRC-5;
– vaccino contro la varicella di pollo (il vaccino sta al pollo come la cavia sta al bambino) Varivax®, prodotto da Merck che usa WI-38 e MRC-5;
– vaccino contro la poliomielite, il vaccino contenente virus di polio inattivato Poliovax®(Aventis-Pasteur, Fr.) che usa MRC-5;
– vaccino contro la rabbia, Imovax®, prodotto da Aventis Pasteur, raccolto da celle diploidi umane ed infette, con ceppo di MRC-5;
-vaccino contro il vaiolo, AC AM 1000, preparato da Acambis che usa MRC-5, usato (pare) solo a livello sperimentale.

 

Ora, fatti nostri questi dati c’è da chiedersi con quale certezza la PAV possa presumere che le linee cellulari utilizzate per la composizione di questi vaccini possa essere talmente lontana da sollevare da ogni tipo di problema morale.
In più, anche se ciò fosse vero e le linee cellulari oggi esistenti risalissero ad embrioni umani morti non per aborto volontario, ci sarebbe da chiedersi con quale coraggio vada proclamata la liceità morale davanti al cannibalismo di cellule umane, volontario o involontario che sia. Tuttavia per la linea “pagliana” questo potrebbe essere più che normale, la vita essendo ormai stata sostituita con il suo contrario: la morte.

 

Un altro dato interessante sfugge nuovamente al Paglia e alla CEI, riguardante una nuova linea cellulare, molto più recente, che nella nota pro-vax non viene fatta comparire: manco l’ombra di una menzione.
Per ragioni di spazio parleremo però di questa nuova e recente linea in una prossima puntata della nostra rubrica. La paglia da bruciare non ci mancherà.

 

 

Cristiano Lugli

 

 

Articolo apparso precedentemente qui.

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Chiesta la pena di morte per la madre accusata per i due gemelli deceduti 8 giorni dopo la vaccinazione

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.

I pubblici ministeri dell’Idaho chiedono la pena di morte per Andrea Shaw, accusata di aver ucciso i suoi due gemelli piccoli otto giorni dopo che avevano ricevuto le vaccinazioni di routine. La Shaw nega le accuse. In base a una legge entrata in vigore nel luglio 2026, la fucilazione è il principale metodo di esecuzione in Idaho. L’avvocato di Shaw, Joseph Filicetti, ha definito «oltraggiosa» la richiesta della pena di morte da parte dell’accusa.

 

I pubblici ministeri dell’Idaho chiederanno la pena di morte per Andrea Shaw , una giovane madre accusata di aver ucciso i suoi due gemelli piccoli, alzando drasticamente la posta in gioco in un caso penale che ha attirato l’attenzione nazionale.

 

In un avviso depositato alla fine della scorsa settimana presso il Tribunale del Terzo Distretto Giudiziario dell’Idaho, il vice procuratore della contea di Payette, Ryon Sirucek, ha identificato quattro circostanze aggravanti previste dalla legge che i pubblici ministeri intendono utilizzare per giustificare la pena capitale qualora Shaw venisse condannata per omicidio di primo grado.

 

In base a una legge entrata in vigore nel luglio 2026, la fucilazione è il principale metodo di esecuzione nello stato dell’Idaho. La legge è stata emanata in seguito a un tentativo fallito, avvenuto nel 2024, di giustiziare un uomo di 73 anni tramite iniezione letale.

 

I pubblici ministeri devono dimostrare almeno una circostanza aggravante prevista dalla legge prima che Shaw possa essere considerata passibile della pena di morte. In caso di condanna, sarà una giuria a stabilire se tali circostanze sussistano.

Secondo quanto riportato nel documento, i pubblici ministeri hanno individuato quattro circostanze aggravanti: che Shaw avrebbe commesso due omicidi contemporaneamente; che gli omicidi sarebbero stati «particolarmente efferati, atroci o crudeli, manifestando una depravazione eccezionale»; che avrebbe mostrato «un totale disprezzo per la vita umana»; e che la sua condotta dimostra una propensione a commettere omicidi che la renderebbe una minaccia continua per la società.

 

La Shaw è stata incriminata da un gran giurì e arrestata il 30 giugno con l’accusa di aver soffocato deliberatamente i suoi gemelli, deceduti il ​​1° maggio 2025. I pubblici ministeri sostengono che Shaw abbia ucciso i bambini mentre dormivano nello stesso letto. Il suo processo inizierà l’11 gennaio 2027.

 

La Shaw, che si è dichiarata non colpevole, ha sempre negato le accuse. Ha ipotizzato che la morte dei suoi gemelli possa essere stata causata dai vaccini ricevuti durante una visita medica di routine poco più di una settimana prima del decesso.

 

Secondo i documenti depositati in tribunale dalla sua difesa, la Shaw portò i gemelli al pronto soccorso il 24 aprile 2025, il giorno dopo aver ricevuto le vaccinazioni di routine, perché erano letargici e avevano le labbra blu.

 

Secondo quanto riportato nel documento, il medico del pronto soccorso che ha curato i bambini ha diagnosticato loro una «reazione post-vaccinazione».

 

I bambini rimasero malati nei giorni precedenti la loro morte e la Shaw chiese ripetutamente un consulto medico.

 

Né la polizia né la procura hanno reso pubbliche le prove che, a loro avviso, supportano l’affermazione secondo cui la Shaw avrebbe ucciso deliberatamente i suoi figli piccoli. L’atto d’accusa del gran giurì è secretato e non accessibile al pubblico, e i referti del medico legale non sono stati resi pubblici.

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La cauzione di Shaw era stata inizialmente fissata a 2 milioni di dollari. Un giudice distrettuale della contea di Payette, in Idaho, ha successivamente revocato la cauzione, che è a discrezione del giudice nei casi di pena capitale.

 

Commentando le affermazioni dell’accusa, Mary Holland, CEO di Children’s Health Defense (CHD), ha dichiarato:

 

«Non ci sono elementi di cui siamo a conoscenza che suggeriscano che lei rappresenti una minaccia per la società, né riteniamo che vi siano prove a sostegno dell’accusa di aver ucciso i suoi figli, come lei stessa ha affermato. Siamo fermamente convinti della sua innocenza».

 

L’avvocato di Shaw, Joseph Filicetti, ha definito «oltraggiosa» l’intenzione dell’accusa di chiedere la pena di morte. Ha dichiarato a The Defender: «Non c’è alcuna possibilità che una giuria giunga a una conclusione in questo caso al di là di ogni ragionevole dubbio, quindi non credo che [la pena di morte] verrà nemmeno presa in considerazione».

 

Nel frattempo, Rick Jaffe, consulente esterno di CHD, si è unito la scorsa settimana al team di difesa legale di Shaw in qualità di co-difensore.

 

Jaffe è l’avvocato principale di una causa intentata da CHD all’inizio di quest’anno, in cui si accusa l’American Academy of Pediatrics (AAP) di aver gestito per decenni un sistema di frode ai danni delle famiglie americane in merito alla sicurezza del calendario vaccinale infantile.

 

La Shaw è il principale querelante nella causa intentata da CHD contro l’AAP.

 

Brenda Baletti

Ph.D.

 

© 19 ottobre 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

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Vaccini

«Propaganda ingannevole»: scienziata afferma che il vaccino contro l’HPV non previene il cancro

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.   La scienziata specializzata in vaccini Lucija Tomljenović, Ph.D., ha dichiarato a Mary Holland, CEO di Children’s Health Defense, che Gardasil non offre una protezione significativa al di là dei regolari screening per il cancro cervicale e che i suoi rischi «superano nettamente» i benefici. Ha inoltre messo in dubbio le prove che suggeriscono che il vaccino prevenga il cancro cervicale e ha sollevato preoccupazioni sui possibili legami con la POTS, la sindrome da stanchezza cronica e altre patologie.   Il vaccino Gardasil non offre una protezione significativa al di là dei regolari screening per il cancro cervicale e i suoi rischi «superano nettamente» i benefici, ha dichiarato questa settimana a Mary Holland, CEO di Children’s Health Defense (CHD) , la scienziata specializzata in vaccini Lucija Tomljenović, Ph.D. , durante la trasmissione CHD.TV.   Tomljenović ha affermato che Gardasil, l’unico vaccino contro il papillomavirus umano (HPV) attualmente disponibile negli Stati Uniti, non previene il cancro cervicale, ma lo screening di routine per il cancro cervicale previene i decessi.   Anche se il vaccino offrisse una certa protezione contro il cancro, ha affermato, non è stato dimostrato che migliori i risultati ottenuti dai programmi di screening.   «È solo uno scenario di fantasia», ha detto Tomljenović riguardo all’idea che Gardasil offra benefici reali.   Ciononostante, i funzionari sanitari statunitensi continuano a raccomandare la vaccinazione contro l’HPV, nonostante le crescenti revisioni sulla sicurezza che alimentano il dibattito sul vaccino.   Merck, l’azienda produttrice di Gardasil, ha recentemente accettato di pagare 50 milioni di dollari per risolvere oltre 200 cause legali relative a presunti danni causati dal vaccino. L’azienda sta inoltre sviluppando un vaccino sperimentale contro l’HPV, progettato per colpire ulteriori ceppi virali ad alto rischio.   Tomljenović, che ha prestato servizio come perito nel contenzioso relativo al Gardasil , ha affermato che gli ultimi sviluppi hanno fatto ben poco per risolvere le preoccupazioni di lunga data.   «È sempre la solita storia, che viene solo ribadita», ha detto. «Il problema principale del Gardasil è che non è efficace come affermato, né sicuro».   Holland ha condiviso le sue preoccupazioni. «Fino all’arrivo sul mercato dei vaccini contro il COVID, il vaccino contro l’HPV era di gran lunga il più pericoloso», ha affermato.

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«Tutta questa propaganda fa semplicemente schifo»

Gardasil agisce su sette dei 14 tipi di HPV classificati ad alto rischio di cancro.   Tuttavia, «i dati degli studi clinici, e persino quelli epidemiologici, non dimostrano che prevenga effettivamente il cancro cervicale», ha affermato Tomljenović.   Anche se il vaccino offrisse una certa protezione contro il rischio di cancro, «la domanda chiave è: può migliorare quanto già ottenuto con i programmi di screening regolari?», ha chiesto. «La risposta è no».   Tomljenović ha indicato diverse ragioni per cui il vaccino non è vantaggioso per le donne che si sottopongono già a screening di routine:  
  • Copertura limitata : Gardasil non è efficace contro tutti i tipi di HPV ad alto rischio associati al cancro cervicale.
  • Nessun trattamento per la malattia già in atto : il vaccino non può curare un’infezione da HPV già presente, lesioni precancerose o il cancro.
  • Nessuna protezione contro i tumori HPV-negativi : il vaccino non può prevenire i tumori della cervice uterina, dell’ano, del pene o della vulva che non sono correlati all’HPV.
  • Preoccupazioni sull’uso dei contraccettivi : Tomljenović ha citato una ricerca che suggerisce che la vaccinazione contro l’HPV potrebbe aumentare il rischio di cancro cervicale nelle donne che assumono contraccettivi orali a lungo termine.
  I Pap test di routine rilevano le alterazioni delle cellule cervicali che possono essere monitorate o trattate prima che si trasformino in cancro. Lo screening e le visite ginecologiche regolari hanno contribuito a mantenere bassa la mortalità per cancro cervicale nei paesi sviluppati, ha affermato Tomljenović. Ha citato un tasso di mortalità annuale negli Stati Uniti di circa due decessi ogni 100.000 donne.   Tomljenović sostenne che, affinché la vaccinazione eliminasse tali decessi, Gardasil avrebbe dovuto proteggere da tutti i tumori rilevanti, compresi quelli non causati dall’HPV.   «Non c’è bisogno di essere uno scienziato con un dottorato di ricerca per capire che tutta questa propaganda è semplicemente disgustosa», ha detto.

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Holland: Merck «aveva i dati» da analizzare, ma «ha scelto di non farlo»

Durante il contenzioso relativo al Gardasil, Tomljenović ha affermato di aver analizzato le segnalazioni di eventi avversi e di aver identificato segnali di sicurezza significativi per patologie quali la sindrome da tachicardia ortostatica posturale (POTS), un disturbo che colpisce il sistema nervoso autonomo, e la sindrome da stanchezza cronica.   Ha affermato che gli esperti di farmacovigilanza della Merck, specialisti che monitorano e analizzano i potenziali problemi di sicurezza di farmaci e vaccini, hanno confermato alcuni di questi segnali.   «Avevano dei dati che hanno analizzato e che mostravano segnali estremamente significativi di segnalazioni sproporzionate per patologie come la POTS, la sindrome da stanchezza cronica e una serie di altre condizioni», ha affermato Tomljenović. «Ma, sapete, queste cose non vengono rese pubbliche. È solo grazie a questa azione legale che siamo riusciti a ottenere questi dati».   Holland ha messo in dubbio che i produttori di vaccini e le agenzie sanitarie abbiano indagato a sufficienza su tali segnali, paragonando la situazione al monitoraggio della sicurezza del vaccino contro il COVID-19.   «La loro farmacovigilanza… era discutibile», ha affermato. «Proprio come abbiamo visto durante la pandemia di COVID, avevano a disposizione dati che avrebbero potuto analizzare, ma hanno scelto di non farlo».   Tomljenović ha affermato che altri effetti collaterali segnalati associati al Gardasil includono artrite, lupus e altre malattie autoimmuni, sclerosi multipla e problemi ginecologici, tra cui disturbi mestruali e infertilità.   «Questi sono anche gli eventi avversi che osserviamo con i vaccini contro il COVID», ha affermato.   Ha fatto notare che le persone con COVID lungo possono manifestare sintomi simili alla sindrome da stanchezza cronica e alla POTS. «Quindi, ancora una volta, si tratta di reazioni avverse simili a quelle che osserviamo con Gardasil».

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«Le adolescenti non muoiono di cancro cervicale»

Tomljenović ha criticato l’ordine esecutivo del 10 agosto del presidente Donald Trump che ha rivisto le raccomandazioni federali sui vaccini infantili . Sebbene le modifiche abbiano ridotto il numero di vaccini raccomandati di routine, la vaccinazione contro l’HPV è rimasta nell’elenco.   Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti ha invitato il pubblico a presentare osservazioni sulle raccomandazioni riviste. Tomljenović ha affermato che lei e altri critici hanno presentato obiezioni al mantenimento della vaccinazione contro l’HPV come raccomandazione di routine.   «I rischi superano chiaramente i benefici», ha affermato. «Le adolescenti non muoiono di cancro cervicale… Ma ci sono stati diversi casi di adolescenti decedute a seguito della vaccinazione contro l’HPV».   Tomljenović ha citato il caso di Christina Tarsell, morta nel 2008 dopo aver ricevuto il vaccino Gardasil. La famiglia di Tarsell ha ricevuto un risarcimento tramite il Programma nazionale di risarcimento per danni da vaccino.   Nel frattempo, Merck sta testando un vaccino sperimentale, V540B, progettato per estendere la copertura ad altri tipi di HPV ad alto rischio.   Tomljenović ha promesso di continuare a contestare l’uso del vaccino. «Il mio motto è che si perde solo quando ci si arrende», ha affermato. «Io non mi arrendo».   Jill Erzen   © 15 ottobre, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.   Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

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Vaccini

Vaccinazione, il video in cui il futuro papa Leone parlava di «atto d’amore»

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Il futuro Papa Leone XIV incoraggiò la vaccinazione contro il COVID-19 come un «atto d’amore» in un video del 2021 recentemente riscoperto, nonostante i gravi problemi morali legati all’uso di cellule fetali abortite nei vaccini e i dubbi, poi confermati, sulla loro efficacia. Lo riporta LifeSite.

 

Nel filmato, archiviato sul sito web Un Católico Perplejo, l’allora vescovo Robert Prevost di Chiclayo, in Perù, affermò di voler «incoraggiare tutti a partecipare alle campagne di vaccinazione in corso in diverse parti della regione», secondo una traduzione in inglese delle sue dichiarazioni.

 

«Impegnatevi al massimo. È molto importante che tutti noi facciamo questo sforzo per vaccinarci. È qualcosa che aiuta noi stessi ed è anche un servizio agli altri, perché solo così potremo abbassare il tasso di contagio, proteggendoci da quella terza ondata che è già stata preannunciata», ha detto il futuro capo della Chiesa cattolica, ribadendo poi le parole del defunto Papa Francesco che definiva la vaccinazione contro il COVID un «atto d’amore».

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Molti all’epoca hanno rilevato che la retorica dell’«atto d’amore» lanciata da Bergoglio si scontrasse con l’obbligo: un «atto d’amore» forzato è di fatto un eufemismo per lo stupro.

 

Come noto, gli oppositori cattolici e non ai vaccini contro il COVID hanno sollevato obiezioni etiche all’assunzione dei vaccini, basate sulle modalità con cui sono stati sviluppati.

 

Secondo un’analisi dettagliata condotta dal Charlotte Lozier Institute, un’organizzazione pro-vita, Pfizer, Moderna e Johnson & Johnson hanno tutte utilizzato cellule fetali derivate da feti abortiti durante la fase di sperimentazione dei loro vaccini anti-COVID; Johnson & Johnson ha inoltre utilizzato queste cellule anche nelle fasi di progettazione, sviluppo e produzione.

 

Come ripetuto negli anni da Renovatio 21, la questione delle linee cellulari da aborto – usate dalla biomedicina non solo per i vaccini – è un fatto incontrovertibile, è sanitariamente pericoloso.

 

La rivista Science dell’American Association for the Advancement of Science e persino il sito di «fact-checking» di sinistra Snopes hanno ammesso il legame tra i vaccini e l’aborto, il che suscita in molti una forte avversione morale nei confronti di queste aziende.

 

Nonostante queste convinzioni, per le quali diversi cattolici fedeli hanno perso il lavoro, Leone continua nella tradizione di Francesco, che ha invitato in Vaticano l’ex responsabile COVID della Casa Bianca, Anthony Fauci, caduto in disgrazia, per promuovere i vaccini. Prima di assumere il pontificato, Leone avrebbe imposto la ricezione della Comunione sulla mano durante la pandemia e la Confessione per telefono, pratica invalida e sacrilega.

 

Da papa, Leone ha inoltre promosso altri vescovi che si sono schierati a favore dei vaccini anti-COVID, e punito severamente quanti vi si erano opposti: è il caso, lampante, di monsignor Joseph Strickland, strenuo nemico della vaccinazione con cellule di aborto, che è stato rimosso ex abrupto nel 2023 dalla sua diocesi di Tyler, Texas, dal dicastero per i Vescovi, di cui allora era prefetto Robert Prevost.

 

Come riportato da Renovatio 21, Leone in seguito ha promosso a vescovo il vicario don John Gomez, definito come il «giuda di Strickland».

 

 

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