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Walvax 2: cattolici, a che gioco vogliamo giocare?

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Ci eravamo lasciati parlando del comunicato emesso dalla Pontificia Accademia per la Vita insieme alla CEI e ai Medici Cattolici a proposito dei vaccini aventi al loro interno linee cellulari di feti abortiti negli anni ’70, e che secondo Paglia e compagnia bella sarebbero ormai troppo lontani per raggiungere, anche solo attraverso la riproduzione cellulare, i vaccini odierni debellando ogni impedimento morale.
Nel precedente articolo ci si era ripromessi di trattare in questa sede una linea cellulare molto più recente di cui né la PAV, né i vescovi e né i medici presunti cattolici hanno fatto menzione.
Si tratta della linea cellulare WALVAX 2, una nuova linea di cellule derivate da feti abortiti, utilizzata maggiormente per la produzione di vaccini a componenti virali.
Considerata l’esistente diminuzione di queste linee colturali nella filiera produttiva dei vaccini, nonostante la capacità di autoreplicarsi delle linee di cellule derivate da feti abortiti, alcuni scienziati cinesi hanno sviluppato questa linea.
 WALVAX 2 è derivato  dal tessuto polmonare di un feto di sesso femminile, di età gestazionale di circa tre mesi scelto tra 9 campioni di feti abortiti. Secondo uno dei primi studi pubblicati nel 2008 circa, gli scienziati hanno notato che le cellule WALVAX 2 si replicano più rapidamente rispetto alle linee cellulari già esistenti e a cui il documento della PAV fa riferimento.
Per diversi anni, sopratutto dopo che i fattacci sono venuti a galla e gli armadi sono stati rovesciati dei propri scheletri, le aziende farmaceutiche implicate in questo abominio di cannibalismo cellulare hanno voluto insistere sul fatto che gli aborti non sono effettuati per produrre intenzionalmente delle linee cellulari destinate alla produzione dei vaccini. A questo si sono aggiunti fior fior di bioeticisti “cattolici” per ribadire questo concetto assurdo.
Tutti comunque, in primis le case farmaceutiche impegolate nello smercio di cellule ottenute da sacrifici umani avevano promesso che si sarebbero fermati, eppure nulla da allora è cambiato, nonostante tutti lo vogliano far credere – Chiesa compresa.
I metodi poi sono ancora peggiori nel caso di questa linea: gli autori dello studio hanno effettivamente interrotto la gravidanza in nove donne cinesi, facendo peraltro una ricerca accurata dei genitori fino a quando non hanno trovato quello giusto. Le donne sono state costrette effettuare un parto abbondantemente prematuro, con la tecnica chiamata“water bagging” (versione rapida del parto in acqua) che rende certa la nascita di feti vivi, i cui organi intatti sono stati immediatamente inviati ai laboratori per prelevarne le cellule. È chiaro? Feti vivi, abortiti fra il 2º e il 4º mese circa per ottenere WALVAX 2.
Lo studio tiene a precisare che “tutte le nove madri hanno accettato di abortire i loro bambini“. Chiunque però abbia un minimo di conoscenza rispetto all’oscura pratica degli aborti forzati in Cina, fra corruzione farmaceutica e vaccini mortali, sa che la fonte può tranquillamente considerarsi inaffidabile e falsa nella descrizione. Inutile dire poi che anche se così fosse non è la volontà o la non volontà a creare lo scempio immorale. A tutto questo va aggiunto che più le linee di cellule fetali sono autorizzate a riprodursi, come accede nel WALVAX 2 che sostituirebbe le precedenti linee, più è probabile che esse diventino fortemente oncogene. In parole povere il “bugiardino” di questa nuova linea cellulare potrebbe prevedere come effetto collaterale il cancro. Niente di che!
Si fece carico di parlarne a più riprese la Dr.ssa Theresa Deisher, ricercatrice in Fisiologia Cellulare e Molecolare presso la Stanford University, incolpando i frammenti di DNA fetale umano presenti nei vaccini come una delle cause d’insorgenza dell’autismo correlata alla pratica vaccinale. Allo stesso modo, la Dr.ssa Theresa Deisher incolpa i frammenti di DNA fetale umano presenti nei vaccini come una delle cause d’insorgenza di cancro infantile.
Le aziende farmaceutiche e persino qualche pupazzo servilista di etica poco benevola e molto malevola, insistitono a rassicurare i consumatori di vaccini di massa che gli aborti non sono effettuati per produrre intenzionalmente delle linee cellulari destinate alla produzione dei vaccini. Eppure gli studi resi noti da CDC, (Centers for Disease Control) e l’NCBI il National Center for Biotechnology Information (Centro Nazionale per le Informazioni Biotecnologiche degli Stati Uniti), parlano apertamente di WALVAX 2 e delle altre linee cellulari che lo hanno preceduto. In uno degli articoli troviamo detto quanto segue: “Abbiamo sviluppato un nuovo ceppo di cellule diploidi umane, Walvax-2, che abbiamo derivato dal tessuto polmonare di un feto di 3 mesi”. E ancora: “Abbiamo ottenuto 9 feti attraverso uno screening rigoroso basato su criteri di inclusione accuratamente specificati (vedi sezione Metodi). Il ceppo di Walvax-2 ha soddisfatto tutti questi criteri e si è rivelata la migliore linea cellulare dopo un’attenta valutazione. Quindi è stato usato per creare un ceppo di cellule diploidi umane. Walvax-2 è stato derivato da un tessuto polmonare fetale, simile a WI-38 e MRC-5, ed è stato ottenuto da un feto femminile di 3 mesi”.
Anche riguardo alla “qualità” del feto a cui si accennava prima, l’NCBI non si fa problemi a descrivere nel dettaglio le modalità di ricerca e di sperimentazione ottenute anche grazie al Dipartimento Ginceologico di Yunnan: “Il materiale fetale è stato fornito dal Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Yunnan, con accordi legali ed etici del donatore. Prima dello studio, abbiamo utilizzato criteri di inclusione rigorosa e completa per garantire un ceppo di cellule di alta qualità: 1) età gestazionale da 2 a 4 mesi; 2) l’induzione del lavoro con il metodo del bagaglio d’acqua”.
Cosa dire di questo abominio sacrificale? Se prima ci trovavamo davanti a 16 vaccini contenenti linee cellulari di feto abortito (volontariamente o non volontariamente che sia non fa alcuna differenza se non sul piano della coercizione in salsa cinese), oggi non sappiamo quanti altri vaccini possano esser stati prodotti con WALVAX 2, e di certo non avremo chi verrà a riferircelo. Possiamo solo sapere che le cellule di WALVAX 2 si riproducono molto più velocemente rispetto a quelle precedenti di cui si è trattato nel precedente articolo (MRC-5 e WI-38).
Solitamente le linee cellulari sono soggette al limite di Hayflick, limite scientifico che prende il nome dal ricercatore Leonard Hayflick, coniatore della regola che impone un numero massimo di divisioni cellulari (si presume siano più o meno 50) a cui possono andare incontro le cellule. Il Dott. Hayflick ha determinato che una popolazione di cellule normali si riproduce solo un numero finito di volte prima di terminare a riprodursi. In contrasto con questa regola, però, alcune cellule possono essere immortalate. Tutto ciò può avvenire sol quando le cellule sono sottoposte ad una qualche mutazione che gli permette di riprodursi all’infinito.
Questo è il motivo per cui WALVAX 2 ha sostituito le “scadenti” linee colturali che lo hanno preceduto.
Ci troviamo di fronte al ripristino totale del sacrifico umano, quello ben illustrato nell’undecimaQuaestio del Malleus Maleficarum («Il martello delle streghe»), e cioè il manuale che Heinrich Kraemer redasse nel lontano1486; così vi è scritto: «quod obstetrices malefice conceptus in utero diversis modis interimunt aborsum procurant et ubi hoc non faciunt demonibus natos infantes offerunt». Che tradotto così suona,: «Le streghe ostetriche in diversi modi uccidono nell’utero i concepiti, provocano l’aborto, e se non fanno questo, offrono ai diavoli i bambini appena nati». I dettagli anche qui vengono illustrati con grande minuziosità, un po’ come nel caso degli scienziati cinesi che parlano delle 9 donne scelte per l’aborto: «La verità esposta sopra viene provata al tempo stesso da quattro orribili atti compiuti sia sui bambini ancora nell’utero materno sia sui neonati. Siccome i diavoli devono eseguirli per mezzo delle donne e non degli uomini, quell’omicida si dà da fare per trovare alleati fra le donne più che fra gli uomini». 
Il Malleus è di un’attualità  terribile, esso anticipando di gran passo non solo il problema dell’aborto e del  femminismo propedeutico, ma anche quello del cannibalismo biotecnologico da staminali embrionali. «il bambino – ci ricorda la lettura – veniva ucciso e divorato, dopo che ne era stato bevuto il sangue». 
Così funziona oggi con i vaccini fatti con linee cellulari provenienti da embrioni abortiti, persino quelli testati e voluti da vari personaggi di spicco quali Presidenti americani ed altri illustri scienziati portantini del marcio sottosuolo necrocultore – si pensi ad esempio al virus contro l’Ebola, fortemente voluto da Barack Obama e ottenuto dalla linea cellulare HEK-293 generata da un rene di un bambino abortito.
Forse queste cose andrebbero ricordate ai PAViani di Roma, ai Paglia e ai Galantino ( anche loro collusi con l’industria farmaceutica?).
Forse, oltre a ricordare che l’aborto è una piaga demoniaca sarebbe ora di rammentare ai cattolici che, essendo l’aborto e gli altri abomini bioetici meccanismi necessari al commercio con i demoni, le legislazioni nazionali che promuovono l’aborto aumentano verticalmente l’attività demoniaca nella Nazione interessata. Forse, forse, sarebbe bene che i cattolici iniziassero a capire che inoculare cellule di bimbi abortiti nei nostri figli neonati è la cooperazione più ovvia all’opera di sterminio del corpo e dell’anima attuata da Satana.
È, in fondo, picchiare forte il “martello delle streghe” su una civiltà votata alla morte.

 

 

Cristiano Lugli

 

Articolo apparso in precedenza qui.

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Terza dose per tutti a gennaio. Se pensate che sia l’ultima siete degli ebeti irrecuperabili

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«Verosimilmente la terza dose sarà necessaria per tutti».

 

«Entro l’anno si procederà a somministrare la terza dose per anziani e personale sanitario. Poi da gennaio al resto della popolazione, scaglionato in base a quando è stata somministrata la prima e la seconda dose».

 

Per annunciare l’estensione della siringa genetica, hanno mandato avanti il sottosegretario Sileri. Personaggio cui non dispiace andare sui media e dire la propria, ha fatto capolino a Radio Capital, dove ha spiegato che pure chi ha fatto il vaccino Johnson&Johnson « avrà bisogno di un richiamo in tempi brevi», anche se ci avevano detto che il J&J era monodose.

 

«Entro l’anno si procederà a somministrare la terza dose per anziani e personale sanitario. Poi da gennaio al resto della popolazione, scaglionato in base a quando è stata somministrata la prima e la seconda dose»

Dicono che la questione del J&J sia all’esame della Commissione tecnico consultiva dell’AIFA, a cui il ministero della Salute ha chiesto un parere. AIFA ne dovrebbe discutere il 28 ottobre, tuttavia, che importa? La politica getta già il cuore oltre l’ostacolo, assieme al vostro deltoide, la vostra libertà, e la vostra genetica cellulare.

 

Tranquilli: se avete fatto J&J, tra le ipotesi vi è (dicono delle indiscrezioni) la possibilità che per la nuova inoculazione venga utilizzato un vaccino a mRna, Pfizer o Moderna: mix and match, il mischiotto vaccinale, una bestemmia per cui si veniva irrisi nella FAQ sanitarie, ora è divenuto prassi – in attesa che divenga dogma (del resto, quale notizia migliore per il cartello farmaceutico? Fanno contenti tutti… un po’ a  me un po’ a te).

 

«È auspicabile sia condivisa da tutta Europa, considerando il boom di contagi in alcuni paesi europei» assicura il sottosegretario grillista, che considera anche il tragico fatto che «aumenta il rischio che si diffondano nuove varianti».

 

Ma non disperate: «il green pass obbligatorio lo toglieremo, ma non ora. Bisogna procedere per gradi. Prima toglieremo l’obbligo del distanziamento, poi le mascherine e infine il green pass».

 

«Il vaccino obbligatorio non servirebbe, non convincerà i no vax a vaccinarsi». Irredimibili. Nessuno lo avverta che i no vax votarono in massa il suo partito, e senza il loro voti lui forse non sarebbe lì.

 

Ettolitri di mRNA (più qualche virus-vettore) sulla materia biologica italiana

Intanto, però, ettolitri di mRNA (più qualche virus-vettore) sulla materia biologica italiana. A partire, secondo il calendario EMA, dagli immunocompromessi – cioè quelli per i quali fino a due anni fa ci dicevano di vaccinarci in quanto essi non potevano farlo. Poi, dicono, gli over 80 – una categoria che un tempo la medicina non considerava nemmeno per la vaccinazione.

 

Pare stia saltando fuori un dato importante: sei mesi tra le somministrazioni – a meno che non abbiate ricevuto il J&J, in quel caso AIFA potrebbe dare semaforo verde a inocularsi un altro brand senza aspettare, indipendentemente dall’età.

 

Bisogna capire che, arrivati a questo punto e con davanti il volto di Sileri, la campagna vaccinale è di fatto divenuto un test di intelligenza.

 

Fare la terza dose e credere che sia l’ultima significa trovarsi in uno stato di ebetudine preoccupante, che non sappiamo quanto curabile (del resto in questo momento non sapremmo di  che medico dirvi di fidarvi).

 

Fare la terza dose e non aspettarsi una quarta (magari durante l’anno) e poi una quinta, una sesta, etc. – insomma, un cambio gomme stagionale biomolecolare  – vuol dire non aver capito nulla di nulla, vuol dire essere ebeti oltre ogni limite tollerabile.

Fare la terza dose e non aspettarsi una quarta (magari durante l’anno) e poi una quinta, una sesta, etc. – insomma, un cambio gomme stagionale biomolecolare  – vuol dire non aver capito nulla di nulla, vuol dire essere ebeti oltre ogni limite tollerabile.

 

Non che già un anno fa non ci fossero persone, anche semplici, che lo avevano compreso. Ricordate il simpatico culturista canadese nel 2020?

 

 

«E poi, indovinate, ragazzi… una volta che ti fai il vaccino come uno scemo che non sa nulla, loro ti diranno: “Ci dispiace, ma il vaccino non era efficace come pensavamo, quindi adesso devi ancora portare la mascherina, devi ancora subire il tracciamento dei contatti, devi ancora tenerti tutte le restrizioni e il distanziamento sociale, e devi farti sempre il vaccino».

 

Incredibile, è andata proprio così.

 

«Se voi idioti non lo avete ancora capito è un ciclo perpetuo, dal quale non si esce mai, ed è un modo per prendere i tuoi diritti, le tue libertà, chiudere la tua attività economica, prendersi la tua ricchezza».

 

L’mRNA diventerà una parte integrante (e costante) delle vostre vite

Siamo entrati nel ciclo, non ne usciremo mai.

 

L’mRNA diventerà una parte integrante (e costante) delle vostre vite.

 

Lo abbiamo detto: l’antinfluenzale diventerà mRNA.

 

Abbiamo anche ipotizzato: tutti i vaccini diventeranno vaccini mRNA.

 

Vi obbligheranno al siero genico per malattie che ancora non avevano un vaccino, come l’AIDS.

 

Vi costringeranno a farlo per il vostro bene e quello di chi vi sta intorno. Dovrete farvi inoculare ogni tot, pena la perdita di alcuni diritti, se non tutti: abbiamo visto, ci hanno chiesto se possono farlo con un referendum chiamato COVID, il sì è stato un plebiscito.

 

Siamo entrati nel ciclo cosmico del vaccino perpetuo, dove gli uomini sono corrotti e mentitori, e dove viene richiesto ripetutamente il sacrificio delle vostre carni sin nella loro essenza più intima – la genetica.

E quindi, farete un vaccino, due, tre, dieci, venti. Ogni anno, Ogni semestre, ogni bimestre. Ogni settimana. Ogni volta che lo decideranno loro, gli dèi di questa era oscura, del Kali Yuga vaccinale.

 

Siamo entrati nel ciclo cosmico del vaccino perpetuo, dove gli uomini sono corrotti e mentitori, e dove viene richiesto ripetutamente il sacrificio delle vostre carni sin nella loro essenza più intima – la genetica.

 

Svegliamoci da questo incantesimo.

 

Perché non è detto che altrimenti riusciremo a sopravvivere a questa mostruosa pazzia.

 

 

 

 

 

 

 

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Caso Colombari: il green pass può aumentare i contagi?

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Il green pass può aumentare il contagio di COVID-19?

 

È la domanda, logica, che sorge dal recente caso recente di Martina Colombari

 

La bella showgirl Martina Colombari, ex Miss Italia, in un’intervista al Corriere della Sera racconta di essersi accorta, grazie ad un tampone fatto per girare un film, di essere positiva al COVID. Il problema è che aveva fatto le due dosi del vaccino. Era quindi, teoricamente, «completamente» immunizzata.

 

Lungi dal fermare il contagio, il green pass può potenzialmente moltiplicarlo

La riccionese racconta di avere avvertito i sintomi del raffreddore mentre si trovava dalla famiglia in Romagna, ma non si è preoccupata perché «ho fatto la seconda dose di vaccino due mesi fa». Motivo per cui continua a fare la vita di sempre, girando e incontrando persone: il green pass vaccinale serve per dare questa libertà.

 

Lo scorso venerdì, dopo essersi sottoposta ad un tampone molecolare per le riprese di un film, scopre di essere positiva. L’attrice si mette in isolamento e comincia «un giro di messaggi con tutte le persone che ho visto». Viene detto che sarebbero interessati anche due ristoranti: né questi né Colombari hanno alcuna colpa, perché a certificare l’immunità c’era un documento dello Stato, il green pass.

 

Il sito del giornalista Nicola Porro si occupa del caso e tira le conclusioni logiche necessarie.

 

«Com’è possibile sia successo? Semplice: ovunque Colombari andasse la facevano entrare perché poteva esibire quel green pass che gli esperti “indicano come una specie di via libera“».

 

«Questo dimostra, se davvero ve ne fosse ancora il bisogno, che il lasciapassare non serve a bloccare l’epidemia. Tutt’altro. È uno strumento surrettizio per costringere alla vaccinazione, chiaro, ma nient’altro».

Quindi, lungi dal fermare il contagio, il green pass può potenzialmente moltiplicarlo.

 

«Nessuno si è posto il problema che il vaccinato potesse essere comunque positivo. E infatti, lasciata libera dal passaporto verde, Martina in realtà stava portando a spasso il virus. Se non avesse lavorato per il cinema o per la tv, ma per una normale azienda, il tampone “extra” non lo avrebbe fatto (“tanto ho il green pass”) e avrebbe partecipato da infetta a chissà quanti altri incontri sociali».

 

Il certificato verde è «ininfluente dal punto di vista epidemiologico, può anzi essere potenzialmente dannoso: apre le porte della socialità a tutti i vaccinati, pure quelli infetti. Potenziali “bombe” virologiche, col bollino del green pass».

«Questo dimostra, se davvero ve ne fosse ancora il bisogno, che il lasciapassare non serve a bloccare l’epidemia. Tutt’altro. È uno strumento surrettizio per costringere alla vaccinazione, chiaro, ma nient’altro».

 

Il certificato verde è «ininfluente dal punto di vista epidemiologico, può anzi essere potenzialmente dannoso: apre le porte della socialità a tutti i vaccinati, pure quelli infetti. Potenziali “bombe” virologiche, col bollino del green pass».

 

C’è da ricordare, simmetrico, il caso della cantante Mietta, che ha dovuto rinunciare ad essere presente ad un programma TV a causa dell’infezione COVID. Contro Mietta, non vaccinata, si è scatenata una vera «caccia alle streghe», con tanto di virologo inquisitore che la interroga, via social, su quali sono i motivi del suo mancato inchino al dogma vaccinale. La privacy, sì. è un miraggio lontano, perfino per i VIP.

 

 

 

 

Immagine di Bruno Cordiali via Flickr pubblicate su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)

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La Cina inizia a vaccinare i bambini dai 3 anni

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La Cina ha cominciato a vaccinare i bambini dai 3 agli 11 anni. Lo riferisce il quotidiano britannico Daily Mail.

 

La campagna sarebbe stata implementato dopo casi di contagio in varie province della Repubblica Popolare. I governi locali hanno quindi già dato comunicazione ai cittadini che i bambini dai 3 anni dovranno vaccinarsi.

Secondo i dati forniti, la Cina ha vaccinato il 76% della popolazione. Negli ultimi mesi il governo ha messo in atto un inasprimento nelle misure di contrasto ai nuovi focolai sorti di recente.

 

La Cina già produce due vaccini, il Sinopharm e il Sinovac. Tali sieri sono stati criticati all’estero, dove la Cina ha esportato miliardi di dosi, e dove, per esempio dal Sudamerica, sono fioccate accuse di inefficace del farmaco. Mesi fa la Cina era stata incoronata regina dell’export vaccinale globale.

Attualmente ad essere interessate nella nuova campagna vaccinale sarebbero le province di Hubei, Fujian e Hainan; si aggiungono singole città nella provincia di Zhejiang e nella provincia di Hunan che hanno emesso annunci simili.

 

La Cina aveva già dato l’approvazione ai due vaccini lo scorso giugno, consentendo al Sinopharm e al Sinovac di essere somministrato dai 3 ai 17 anni. Tuttavia, le autorità cinese hanno vaccinato solo i bambini da 12 anni in su, almeno fino a quando i governi stranieri hanno iniziato la somministrazione ai bambini nei loro Paesi.

Ad esempio, la vicina Cambogia usa sia il siero Sinovac e il siero Sinopharm nei bimbi  dai 6 agli 11 anni, mentre le autorità cilene hanno recentemente approvato Sinovac per i bambini di sei anni.

 

L’Argentina ha approvato il vaccino Sinopharm per bambini dai 3 anni.

 

La Cina a esportato lo scorso settembre 1,2 miliardi di dosi, dice il ministero degli Esteri pechinese.

 

Sinovac a settembre ha avviato uno studio sull’efficacia con 14 mila bambini-cavie da più Paesi.

 

 

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