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Vaccini

Walvax 2: cattolici, a che gioco vogliamo giocare?

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Ci eravamo lasciati parlando del comunicato emesso dalla Pontificia Accademia per la Vita insieme alla CEI e ai Medici Cattolici a proposito dei vaccini aventi al loro interno linee cellulari di feti abortiti negli anni ’70, e che secondo Paglia e compagnia bella sarebbero ormai troppo lontani per raggiungere, anche solo attraverso la riproduzione cellulare, i vaccini odierni debellando ogni impedimento morale.
Nel precedente articolo ci si era ripromessi di trattare in questa sede una linea cellulare molto più recente di cui né la PAV, né i vescovi e né i medici presunti cattolici hanno fatto menzione.
Si tratta della linea cellulare WALVAX 2, una nuova linea di cellule derivate da feti abortiti, utilizzata maggiormente per la produzione di vaccini a componenti virali.
Considerata l’esistente diminuzione di queste linee colturali nella filiera produttiva dei vaccini, nonostante la capacità di autoreplicarsi delle linee di cellule derivate da feti abortiti, alcuni scienziati cinesi hanno sviluppato questa linea.
 WALVAX 2 è derivato  dal tessuto polmonare di un feto di sesso femminile, di età gestazionale di circa tre mesi scelto tra 9 campioni di feti abortiti. Secondo uno dei primi studi pubblicati nel 2008 circa, gli scienziati hanno notato che le cellule WALVAX 2 si replicano più rapidamente rispetto alle linee cellulari già esistenti e a cui il documento della PAV fa riferimento.
Per diversi anni, sopratutto dopo che i fattacci sono venuti a galla e gli armadi sono stati rovesciati dei propri scheletri, le aziende farmaceutiche implicate in questo abominio di cannibalismo cellulare hanno voluto insistere sul fatto che gli aborti non sono effettuati per produrre intenzionalmente delle linee cellulari destinate alla produzione dei vaccini. A questo si sono aggiunti fior fior di bioeticisti “cattolici” per ribadire questo concetto assurdo.
Tutti comunque, in primis le case farmaceutiche impegolate nello smercio di cellule ottenute da sacrifici umani avevano promesso che si sarebbero fermati, eppure nulla da allora è cambiato, nonostante tutti lo vogliano far credere – Chiesa compresa.
I metodi poi sono ancora peggiori nel caso di questa linea: gli autori dello studio hanno effettivamente interrotto la gravidanza in nove donne cinesi, facendo peraltro una ricerca accurata dei genitori fino a quando non hanno trovato quello giusto. Le donne sono state costrette effettuare un parto abbondantemente prematuro, con la tecnica chiamata“water bagging” (versione rapida del parto in acqua) che rende certa la nascita di feti vivi, i cui organi intatti sono stati immediatamente inviati ai laboratori per prelevarne le cellule. È chiaro? Feti vivi, abortiti fra il 2º e il 4º mese circa per ottenere WALVAX 2.
Lo studio tiene a precisare che “tutte le nove madri hanno accettato di abortire i loro bambini“. Chiunque però abbia un minimo di conoscenza rispetto all’oscura pratica degli aborti forzati in Cina, fra corruzione farmaceutica e vaccini mortali, sa che la fonte può tranquillamente considerarsi inaffidabile e falsa nella descrizione. Inutile dire poi che anche se così fosse non è la volontà o la non volontà a creare lo scempio immorale. A tutto questo va aggiunto che più le linee di cellule fetali sono autorizzate a riprodursi, come accede nel WALVAX 2 che sostituirebbe le precedenti linee, più è probabile che esse diventino fortemente oncogene. In parole povere il “bugiardino” di questa nuova linea cellulare potrebbe prevedere come effetto collaterale il cancro. Niente di che!
Si fece carico di parlarne a più riprese la Dr.ssa Theresa Deisher, ricercatrice in Fisiologia Cellulare e Molecolare presso la Stanford University, incolpando i frammenti di DNA fetale umano presenti nei vaccini come una delle cause d’insorgenza dell’autismo correlata alla pratica vaccinale. Allo stesso modo, la Dr.ssa Theresa Deisher incolpa i frammenti di DNA fetale umano presenti nei vaccini come una delle cause d’insorgenza di cancro infantile.
Le aziende farmaceutiche e persino qualche pupazzo servilista di etica poco benevola e molto malevola, insistitono a rassicurare i consumatori di vaccini di massa che gli aborti non sono effettuati per produrre intenzionalmente delle linee cellulari destinate alla produzione dei vaccini. Eppure gli studi resi noti da CDC, (Centers for Disease Control) e l’NCBI il National Center for Biotechnology Information (Centro Nazionale per le Informazioni Biotecnologiche degli Stati Uniti), parlano apertamente di WALVAX 2 e delle altre linee cellulari che lo hanno preceduto. In uno degli articoli troviamo detto quanto segue: “Abbiamo sviluppato un nuovo ceppo di cellule diploidi umane, Walvax-2, che abbiamo derivato dal tessuto polmonare di un feto di 3 mesi”. E ancora: “Abbiamo ottenuto 9 feti attraverso uno screening rigoroso basato su criteri di inclusione accuratamente specificati (vedi sezione Metodi). Il ceppo di Walvax-2 ha soddisfatto tutti questi criteri e si è rivelata la migliore linea cellulare dopo un’attenta valutazione. Quindi è stato usato per creare un ceppo di cellule diploidi umane. Walvax-2 è stato derivato da un tessuto polmonare fetale, simile a WI-38 e MRC-5, ed è stato ottenuto da un feto femminile di 3 mesi”.
Anche riguardo alla “qualità” del feto a cui si accennava prima, l’NCBI non si fa problemi a descrivere nel dettaglio le modalità di ricerca e di sperimentazione ottenute anche grazie al Dipartimento Ginceologico di Yunnan: “Il materiale fetale è stato fornito dal Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Yunnan, con accordi legali ed etici del donatore. Prima dello studio, abbiamo utilizzato criteri di inclusione rigorosa e completa per garantire un ceppo di cellule di alta qualità: 1) età gestazionale da 2 a 4 mesi; 2) l’induzione del lavoro con il metodo del bagaglio d’acqua”.
Cosa dire di questo abominio sacrificale? Se prima ci trovavamo davanti a 16 vaccini contenenti linee cellulari di feto abortito (volontariamente o non volontariamente che sia non fa alcuna differenza se non sul piano della coercizione in salsa cinese), oggi non sappiamo quanti altri vaccini possano esser stati prodotti con WALVAX 2, e di certo non avremo chi verrà a riferircelo. Possiamo solo sapere che le cellule di WALVAX 2 si riproducono molto più velocemente rispetto a quelle precedenti di cui si è trattato nel precedente articolo (MRC-5 e WI-38).
Solitamente le linee cellulari sono soggette al limite di Hayflick, limite scientifico che prende il nome dal ricercatore Leonard Hayflick, coniatore della regola che impone un numero massimo di divisioni cellulari (si presume siano più o meno 50) a cui possono andare incontro le cellule. Il Dott. Hayflick ha determinato che una popolazione di cellule normali si riproduce solo un numero finito di volte prima di terminare a riprodursi. In contrasto con questa regola, però, alcune cellule possono essere immortalate. Tutto ciò può avvenire sol quando le cellule sono sottoposte ad una qualche mutazione che gli permette di riprodursi all’infinito.
Questo è il motivo per cui WALVAX 2 ha sostituito le “scadenti” linee colturali che lo hanno preceduto.
Ci troviamo di fronte al ripristino totale del sacrifico umano, quello ben illustrato nell’undecimaQuaestio del Malleus Maleficarum («Il martello delle streghe»), e cioè il manuale che Heinrich Kraemer redasse nel lontano1486; così vi è scritto: «quod obstetrices malefice conceptus in utero diversis modis interimunt aborsum procurant et ubi hoc non faciunt demonibus natos infantes offerunt». Che tradotto così suona,: «Le streghe ostetriche in diversi modi uccidono nell’utero i concepiti, provocano l’aborto, e se non fanno questo, offrono ai diavoli i bambini appena nati». I dettagli anche qui vengono illustrati con grande minuziosità, un po’ come nel caso degli scienziati cinesi che parlano delle 9 donne scelte per l’aborto: «La verità esposta sopra viene provata al tempo stesso da quattro orribili atti compiuti sia sui bambini ancora nell’utero materno sia sui neonati. Siccome i diavoli devono eseguirli per mezzo delle donne e non degli uomini, quell’omicida si dà da fare per trovare alleati fra le donne più che fra gli uomini». 
Il Malleus è di un’attualità  terribile, esso anticipando di gran passo non solo il problema dell’aborto e del  femminismo propedeutico, ma anche quello del cannibalismo biotecnologico da staminali embrionali. «il bambino – ci ricorda la lettura – veniva ucciso e divorato, dopo che ne era stato bevuto il sangue». 
Così funziona oggi con i vaccini fatti con linee cellulari provenienti da embrioni abortiti, persino quelli testati e voluti da vari personaggi di spicco quali Presidenti americani ed altri illustri scienziati portantini del marcio sottosuolo necrocultore – si pensi ad esempio al virus contro l’Ebola, fortemente voluto da Barack Obama e ottenuto dalla linea cellulare HEK-293 generata da un rene di un bambino abortito.
Forse queste cose andrebbero ricordate ai PAViani di Roma, ai Paglia e ai Galantino ( anche loro collusi con l’industria farmaceutica?).
Forse, oltre a ricordare che l’aborto è una piaga demoniaca sarebbe ora di rammentare ai cattolici che, essendo l’aborto e gli altri abomini bioetici meccanismi necessari al commercio con i demoni, le legislazioni nazionali che promuovono l’aborto aumentano verticalmente l’attività demoniaca nella Nazione interessata. Forse, forse, sarebbe bene che i cattolici iniziassero a capire che inoculare cellule di bimbi abortiti nei nostri figli neonati è la cooperazione più ovvia all’opera di sterminio del corpo e dell’anima attuata da Satana.
È, in fondo, picchiare forte il “martello delle streghe” su una civiltà votata alla morte.

 

 

Cristiano Lugli

 

Articolo apparso in precedenza qui.

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Cancro

Moderna avvia la sperimentazione del vaccino antitumorale a mRNA mentre gli esperti mettono in guardia sui rischi

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

Moderna sta sviluppando un vaccino a mRNA per pazienti affetti da tumori solidi in stadio avanzato o metastatico, ha annunciato la scorsa settimana l’azienda. Il prodotto è ancora nelle prime fasi della sperimentazione clinica di Fase 1, ma alcuni esperti avvertono già che l’iniezione potrebbe comportare dei rischi, tra cui quello di provocare la formazione di nuovi tumori.

 

Moderna sta sviluppando un vaccino a mRNA per pazienti affetti da tumori solidi in stadio avanzato o metastatico, ha annunciato la scorsa settimana l’azienda. Il prodotto è ancora nelle prime fasi della sperimentazione clinica di Fase 1, ma alcuni esperti avvertono già che l’iniezione potrebbe comportare dei rischi, tra cui quello di provocare la formazione di nuovi tumori.

 

In un comunicato stampa, Moderna ha affermato che l’mRNA-4200 si differenzia dagli altri vaccini contro il cancro in fase di sviluppo in quanto è concepito come una «terapia antigenica pronta all’uso» che può essere utilizzata su molti pazienti.

 

Secondo la casa farmaceutica, l’mRNA-4200 fornisce istruzioni alle cellule del corpo per produrre sette proteine ​​comunemente presenti nei tumori. L’obiettivo è aiutare il sistema immunitario a imparare cosa attaccare.

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La sperimentazione clinica valuterà l’mRNA-4200 da solo o in combinazione con Keytruda (pembrolizumab), un anticorpo monoclonale approvato per i pazienti oncologici, in un gruppo di partecipanti. L’altro gruppo riceverà una dose di mRNA-4106, un altro vaccino antitumorale a mRNA sviluppato da Moderna.

 

Complessivamente, 42 pazienti affetti da diversi tipi di tumori solidi, tra cui melanoma, tumore alla vescica, tumore alla cervice uterina, tumore al colon-retto, tumore allo stomaco e tumore alle ovaie, parteciperanno alla sperimentazione clinica.

 

David Berman, MD, Ph.D., responsabile dello sviluppo di Moderna, ha dichiarato in un comunicato che la sperimentazione clinica di mRNA-4200 riflette «l’impegno costante dell’azienda nell’ampliare il potenziale dell’immunoterapia oncologica al di là degli approcci a bersaglio singolo».

 

Tuttavia, diversi esperti medici e scientifici avvertono che l’mRNA-4200 potrebbe comportare rischi significativi per la salute pubblica, rischi che Moderna non ha ancora rivelato completamente perché non ha specificato quali siano le sette proteine ​​tumorali che il vaccino mRNA-4200 produrrà.

 

Secondo l’immunologa e biochimica Jessica Rose, Ph.D., «antigeni specifici non divulgati ostacolano una valutazione indipendente e completa» della sicurezza del prodotto. Ha definito «una cattiva idea» lo sviluppo di un vaccino antitumorale che potrebbe di per sé provocare la crescita di tumori.

 

Diversi altri esperti avvertono che il processo di sviluppo temporaneo di proteine ​​o frammenti proteici, comuni anche a molti tumori, potrebbe a sua volta provocare lo sviluppo di tumori, altre forme di cancro o altri rischi per la salute.

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La piattaforma mRNA è considerata «non sicura e inefficace»

Nel vaccino mRNA-4200, l’mRNA ha lo scopo di istruire alcune cellule a produrre temporaneamente proteine ​​comunemente associate ai tumori. Il sistema immunitario riconoscerebbe quindi e attaccherebbe le cellule associate a tali proteine.

 

Ma Brian Hooker, Ph.D., responsabile scientifico di Children’s Health Defense (CHD), ha avvertito che questo processo può a sua volta portare al cancro. Ha affermato:

 

«Sembra – ed è – controintuitivo promuovere una terapia contro il cancro che a sua volta causa il cancro. Esistono diversi modi in cui la tecnologia a mRNA può favorire lo sviluppo del cancro, e si è osservato un aumento senza precedenti di tumori aggressivi in ​​tutto il mondo dall’introduzione del vaccino a mRNA contro il COVID-19».

 

«L’immunosoppressione innata, gli acidi nucleici esogeni e i contaminanti specifici in grado di replicarsi nei mammiferi presenti nelle fiale del vaccino anti-COVID sono già stati collegati al cancro, e presumibilmente nessuno di questi elementi cambierebbe in una nuova formulazione».

 

Altri scienziati hanno affermato che la crescita cellulare innescata dal vaccino mRNA-4200 di Moderna potrebbe non rimanere confinata in una sola parte del corpo o non mantenersi a livelli tali da consentire al sistema immunitario di contrastarla. Per questo motivo, l’analista Jon Fleetwood ha dichiarato che lo studio clinico di Moderna solleva «evidenti interrogativi sulla sicurezza e sul consenso informato».

 

Fleetwood ha citato due studi recenti: uno pubblicato nel 2021 sul Journal of Extracellular Vesicles e una revisione del 2023 sulla rivista Pharmaceutics. Gli studi indicano che le cellule che producono una proteina bersaglio possono rilasciare vescicole extracellulari – particelle delimitate da membrana – che potrebbero trasportare tale proteina al di fuori delle cellule e oltre la sede di destinazione nell’organismo.

 

La farmacologa e biologa Hélène Banoun, Ph.D., ha affermato che tutte le terapie antitumorali che prevedono l’immunizzazione del paziente contro gli antigeni presenti sulle cellule tumorali comportano dei rischi. Ha dichiarato:

 

«Le cellule mutanti resistenti agli anticorpi diretti contro specifiche proteine ​​tumorali acquisiranno un vantaggio competitivo e prolifereranno. Dopo un certo periodo di tempo, il tumore sfuggirà agli effetti della terapia mirata».

 

«Questo è ciò che generalmente accade con questo tipo di terapia: si osserva una riduzione del tumore per alcune settimane o mesi, dopodiché la crescita del tumore riprende se il paziente non è riuscito a eliminarlo completamente».

 

Per gli enti regolatori, tuttavia, la differenza relativa nei tassi di sopravvivenza è in genere «sufficiente perché le autorità sanitarie approvino questo tipo di terapia», ha affermato Banoun.

 

Secondo Banoun, mRNA-4200 è un esempio di prodotto di terapia genica, e tali prodotti sono stati collegati all’insorgenza del cancro.

 

«Uno degli effetti collaterali attesi, da monitorare con particolare attenzione con le GTP, è l’induzione di tumori, il che è paradossale per un trattamento destinato a curare il cancro», ha affermato Banoun.

 

Per i prodotti di terapia genica, è importante «studiare nello specifico la loro biodistribuzione all’interno del corpo del soggetto trattato e la loro escrezione nell’ambiente», ha affermato Banoun. Tuttavia, la sperimentazione clinica di Moderna «non include queste indagini», almeno stando alle informazioni disponibili al pubblico.

Rose si è detta d’accordo. Ha affermato che prodotti come mRNA-4200 «rappresentano strategie “pan-tumorali”» intese a colpire il cancro in modo ampio, e che questo tipo di terapie comporta un rischio perché «la stessa piattaforma di nanoparticelle lipidiche e mRNA si è dimostrata pericolosa e inefficace» nei vaccini contro il COVID-19.

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La riprogrammazione del sistema immunitario comporta il rischio di indurre malattie autoimmuni.

Nei vaccini a mRNA contro il COVID-19, le nanoparticelle lipidiche (LNP) veicolano l’mRNA alle cellule umane. Tuttavia, è stato riscontrato che le LNP trasferiscono quantità eccessive di mRNAproteina spike e contaminanti del DNA ad altre cellule e in tutto il corpo, anche al di fuori dell’area di trattamento prevista.

 

Rose ha affermato che tra i potenziali eventi avversi figurano le malattie autoimmuni e il rilascio di citochine, una condizione in cui il corpo rilascia troppe proteine ​​di segnalazione immunitaria troppo rapidamente, causando una risposta immunitaria eccessiva che può danneggiare tessuti e organi sani.

 

Secondo Karl Jablonowski, Ph.D., ricercatore senior del CHD, «Riprogrammare il sistema immunitario comporta sempre il rischio di indurre malattie autoimmuni».

 

«Esiste un gruppo di proteine ​​che sono spesso presenti sulle cellule cancerose. Le chiamiamo antigeni tumorali. Se si riesce a istruire il sistema immunitario a distruggere le cellule che esprimono queste proteine, il cancro potrebbe essere sconfitto dalle difese naturali» ha aggiunto.

 

Tuttavia, «una persona affetta da cancro avrà un rapporto rischio-beneficio drasticamente diverso»ì rispetto a una persona sana», ha affermato Jablonowski. «Moderna non ha mai ammesso un’eccessiva contaminazione da DNA nei vaccini contro il COVID-19, né una contaminazione da DNA all’interno delle nanoparticelle lipidiche (LNP), né il fallimento della DNasi [che degrada il DNA extracellulare] nel degradare tale contaminazione».

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Gli esperti mettono in guardia dal rischio di perdita di peso

Fleetwood ha scritto che ci sono anche dubbi sul fatto che il vaccino mRNA-4200 «o i suoi prodotti possano essere rilasciati dal ricevente originale ad altri attraverso esosomi o vescicole extracellulari nei fluidi corporei escreti».

 

Banoun ha concordato. Gli esosomi «possono passare nei fluidi corporei ed essere espulsi», ha affermato, un processo che è stato osservato con i vaccini a mRNA contro il COVID-19.

 

«Questo è ciò che accade con gli mRNA anti-COVID, che passano nel latte materno e probabilmente anche in altri fluidi corporei. È quindi teoricamente possibile che questi prodotti possano essere trasmessi ad altri individui attraverso il rilascio di sostanze», ha affermato Banoun.

 

Hooker ha affermato di dubitare che Moderna terrà conto dei noti problemi di sicurezza relativi alla tecnologia mRNA nelle sue sperimentazioni cliniche per i vaccini antitumorali a mRNA.

 

«Dubito che qualsiasi studio clinico sui vaccini antitumorali a mRNA tenga conto di tali problematiche, soprattutto per quanto riguarda le conseguenze a lungo termine di queste iniezioni».

 

«Purtroppo, abbiamo un intero settore che nega e/o mente sui pericoli della tecnologia mRNA, e l’inevitabile sviluppo di nuovi tipi di terapie e profilassi porterà con sé gli effetti collaterali delle iniezioni originali e potrebbe persino causare danni maggiori».

 

Il vaccino mRNA-4200 è uno dei diversi vaccini antitumorali a mRNA che Moderna sta sperimentando.

 

All’inizio di quest’anno, un vaccino antinfluenzale a mRNA della Moderna ha ricevuto l’approvazione unanime da un comitato della Food and Drug Administration (FDA) statunitense per la potenziale approvazione per gli adulti di età pari o superiore a 50 anni, nonostante le preoccupazioni sulla sicurezza e la bassa efficacia.

 

Le preoccupazioni relative alla sicurezza della tecnologia mRNA hanno indotto un gruppo di scienziati a presentare lo scorso anno una petizione alla FDA per la sospensione o il ritiro dal mercato dei prodotti a base di mRNA.

 

Michael Nevradakis

Ph.D.

 

© 20 luglio 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

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Immagine di Governor Tom Wolf via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic

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Vaccini

Neonato muore, la grande farmaceutica interrompe la sperimentazione del vaccino RSV dicendo che non c’è correlazione

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.   Nell’ottobre del 2024, l’azienda produttrice di vaccini Sanofi ha interrotto la sperimentazione clinica del suo vaccino contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) destinato a neonati e bambini piccoli. Secondo documenti ottenuti tramite una richiesta di accesso agli atti, un bambino è deceduto durante la sperimentazione. Tuttavia, l’azienda non ha segnalato alcun problema di sicurezza relativo al vaccino, affermando invece di aver interrotto la sperimentazione perché il vaccino non si era dimostrato efficace come sperato.   Nell’ottobre del 2024, l’azienda produttrice di vaccini Sanofi ha interrotto la sperimentazione clinica di un vaccino contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) destinato a neonati e bambini piccoli. Secondo i documenti ottenuti tramite una richiesta di accesso agli atti (Freedom of Information, FOI), un bambino è deceduto durante la sperimentazione.   La notizia che Sanofi avesse interrotto la sperimentazione è passata quasi inosservata, ricevendo solo una breve menzione su Fierce Biotech. L’azienda non ha segnalato alcun problema di sicurezza con il vaccino, affermando invece di aver interrotto la sperimentazione perché il vaccino non si era dimostrato efficace come sperato.   «Il profilo di sicurezza è risultato accettabile e l’IDMC [Comitato indipendente di monitoraggio dei dati] non ha rilevato alcun segnale di peggioramento della malattia respiratoria associata al vaccino», ha dichiarato l’azienda.   La malattia respiratoria potenziata associata al vaccino, o VAERD, è una grave malattia respiratoria che si sviluppa quando un bambino vaccinato, che non ha mai contratto il virus respiratorio sinciziale (RSV), viene esposto al virus e sviluppa una forma più grave di RSV rispetto a quella che avrebbe avuto se non avesse ricevuto il vaccino.

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Un portavoce di Sanofi, che ha confermato la morte del bambino a The Defender, ha dichiarato che il piccolo soffriva di una cardiopatia congenita. «La nostra analisi, supportata dall’IDMC, è che il vaccino candidato non sia stata la causa principale dell’evento».   Una ricerca pubblicata sul Pediatric Infectious Disease Journal indica che la maggior parte dei bambini che muoiono a causa del virus respiratorio sinciziale (RSV) presenta comorbilità come cardiopatie o malattie polmonari congenite.   I neonati affetti da malformazioni congenite avrebbero dovuto essere esclusi dallo studio e i partecipanti avrebbero dovuto essere valutati per la presenza di patologie preesistenti , secondo i criteri di esclusione della sperimentazione clinica.   Il portavoce ha inoltre affermato che l’azienda produttrice del vaccino pubblicherà i risultati della sperimentazione in una rivista scientifica sottoposta a revisione paritaria, ma non ha potuto specificare quando la pubblicazione sarà definitiva e disponibile.   Nel maggio 2026, The Defender ha presentato una richiesta ai sensi del Freedom of Information Act (FOIA) alla Food and Drug Administration (FDA) statunitense per ottenere le comunicazioni relative al decesso segnalato, inclusa una lettera «Dear Investigator» inviata da Sanofi il 13 dicembre 2024, che faceva riferimento a una sospensione della sperimentazione a causa di un «SAE fatale», ovvero un evento avverso grave.   Tali lettere vengono in genere utilizzate per notificare formalmente ai medici informazioni importanti che hanno un impatto immediato su una sperimentazione clinica.   La lettera, emessa dall’Autorità nazionale per la ricerca sanitaria del Servizio sanitario britannico (NHSHRA), rivela che è stato segnalato almeno un evento avverso grave: il decesso di un neonato.   L’NHSHRA ha rivelato l’esistenza della lettera nella sua risposta alla richiesta di accesso agli atti, che è stata condivisa con The Defender.   Tuttavia, nonostante le richieste di chiarimento, l’NHSHRA si è rifiutata di fornire la lettera o qualsiasi dettaglio sulla lettera o sulla morte del neonato, spingendo The Defender a presentare una richiesta FOIA alla FDA.   La FDA dovrebbe essere in possesso del rapporto perché la maggior parte degli studi clinici condotti secondo le normative federali statunitensi richiede agli sponsor degli studi clinici di segnalare all’agenzia qualsiasi reazione avversa grave e inattesa, nonché qualsiasi reazione avversa sospetta, fatale o potenzialmente letale, inattesa.   La FDA non ha ancora preso atto della richiesta FOIA presentata da The Defender né ha risposto.

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I documenti relativi alla sperimentazione di Sanofi hanno classificato la VAERD come «a rischio molto basso e teorico»

Sanofi ha sponsorizzato lo studio di fase 3 «PEARL» per testare il suo vaccino intranasale contro il virus respiratorio sinciziale (RSV), RSVt, su bambini sani di età compresa tra i 6 e i 22 mesi.   Il vaccino RSVt è un vaccino a virus vivo attenuato contenente una forma geneticamente modificata del virus respiratorio sinciziale (RSV).   La sperimentazione di fase 3 ha fatto seguito a una sperimentazione di fase 2 di dimensioni inferiori, che aveva riportato risultati «promettenti» e nessuna problematica di sicurezza.   La sperimentazione di fase 3, che ha coinvolto 6.300 bambini negli Stati Uniti e in tutto il mondo, ha confrontato il vaccino con un placebo. Ai bambini sono state somministrate due dosi di vaccino e sono stati monitorati per la sicurezza per 24 mesi dopo le vaccinazioni.   Secondo il database federale delle sperimentazioni cliniche, Sanofi ha avviato lo studio nel 2023. La sperimentazione avrebbe dovuto concludersi nel 2027, ma Sanofi l’ha interrotta nel 2024.   Secondo un sito web dedicato alla sperimentazione, il compenso per la partecipazione allo studio variava. Un centro che testava il vaccino in Nebraska offriva ai partecipanti 3.750 dollari.   I documenti di consenso informato , ottenuti anch’essi tramite richieste di accesso agli atti, includevano informazioni su «disagi e rischi». L’elenco comprendeva possibili sintomi di raffreddore o altri sintomi lievi.   I documenti riportavano inoltre che la VAERD rappresentava un «rischio potenziale», ma sottolineavano che si trattava di «un rischio molto basso e teorico».   Nella sua dichiarazione a The Defender, Sanofi ha affermato che nell’ambito del suo programma di vaccinazione contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) per i bambini piccoli «non è stata osservata alcuna evidenza di malattia respiratoria potenziata associata al vaccino (VAERD) nei bambini che hanno ricevuto il vaccino sperimentale e hanno completato il follow-up per almeno una stagione di RSV».   L’azienda ha inoltre affermato che il bambino deceduto durante la sperimentazione non è morto a causa di una malattia correlata al virus respiratorio sinciziale (RSV).

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La morte dei neonati getta una lunga ombra sulla ricerca del vaccino contro il virus respiratorio sinciziale

I ricercatori del National Institutes of Health (NIH) svilupparono per la prima volta un vaccino sperimentale contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) all’inizio degli anni Sessanta. Somministrarono il vaccino a oltre 50 bambini in un ospedale noto per la sua popolazione di pazienti prevalentemente afroamericana.   Quasi la metà dei neonati ha sviluppato l’infezione da virus respiratorio sinciziale (RSV) e 10 di loro hanno richiesto il ricovero in ospedale, un dato che il dottor Robert Chanock, ricercatore del NIH e responsabile dello studio, ha successivamente ammesso essere «probabilmente al di fuori della norma».   Anziché interrompere il programma, i ricercatori hanno collaborato con Pfizer (allora Wyeth) per creare una versione più concentrata del vaccino, nota come Lotto 100.   Nell’inverno del 1965-66, i ricercatori selezionarono 31 dei bambini più piccoli di una delle cliniche dell’ospedale per testare il vaccino del lotto 100.   Alle famiglie non è stato comunicato che i neonati sarebbero stati inclusi in una sperimentazione clinica, né che una precedente sperimentazione non aveva avuto successo. Non sono state inoltre informate dei rischi associati al vaccino.   Due dei neonati, Victor King di 4 mesi e Ross Hambrick di 2 mesi, sono deceduti a causa di gravi malattie respiratorie contratte per via del virus respiratorio sinciziale (VAERD). I decessi si sono verificati durante la seconda stagione del virus respiratorio sinciziale (RSV) successiva alla somministrazione del vaccino.   All’inizio di quest’anno, le famiglie, a cui non era mai stata comunicata la causa della morte dei loro bambini, hanno intentato causa contro il governo federale.

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L’esito disastroso delle prime sperimentazioni ha bloccato lo sviluppo del vaccino contro il virus respiratorio sinciziale per decenni.

Nessun vaccino contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) è stato immesso sul mercato fino al 2023, quando la FDA ha approvato due vaccini contro l’RSV, prodotti da Pfizer e GSK, per l’uso negli adulti più anziani, e il vaccino a base di anticorpi monoclonali Beyfortus per combattere l’RSV nei neonati e nei bambini piccoli.   Le iniezioni di anticorpi monoclonali non sono vaccini, bensì anticorpi destinati a fornire una protezione temporanea contro un virus.   GSK ha dovuto interrompere le sperimentazioni sulle donne in gravidanza a causa di un segnale di sicurezza relativo al parto prematuro.   Nell’agosto del 2023, le autorità regolatorie hanno approvato il vaccino contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) della Pfizer per le donne in gravidanza nel terzo trimestre. Il vaccino è destinato a proteggere i neonati. Tuttavia, i dati post-marketing mostrano che il vaccino della Pfizer è anche collegato a parti prematuri.   Durante la sperimentazione clinica del Beyfortus, l’anticorpo monoclonale che è stato poi approvato per i neonati, 12 bambini sono morti . Tuttavia, i ricercatori dello studio hanno affermato che i decessi sembravano non essere correlati al prodotto.   Un’indagine condotta da The Defender ha inoltre rilevato che almeno due decessi infantili segnalati al Vaccine Adverse Event Reporting System (VAERS) erano collegati al vaccino Beyfortus.   Tuttavia, il presunto successo di quelle sperimentazioni cliniche sul virus respiratorio sinciziale (RSV) ha aperto le porte alla ricerca sui vaccini contro l’RSV, anche per i bambini piccoli , negli ultimi cinque anni.

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I vaccini a mRNA contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) di Moderna per neonati hanno attivato un segnale di sicurezza nella VAERD (malattia respiratoria acuta associata alla ventilazione meccanica)

Nel 2023, la FDA ha dato il via libera a Moderna per procedere con la sperimentazione clinica , denominata Rhyme Trial, volta a testare la sicurezza e l’immunogenicità dei suoi due farmaci sperimentali a mRNA contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) in bambini di età compresa tra 5 e 23 mesi.   Lo studio ha ricevuto l’approvazione dopo che la FDA ha accelerato la procedura di approvazione dei vaccini contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) di Moderna nel 2021, un processo che velocizza lo sviluppo e l’approvazione di un farmaco.   I risultati condivisi in un documento informativo della FDA indicano che, anziché proteggere i neonati come previsto, il vaccino ha probabilmente causato tassi più elevati di malattia grave da virus respiratorio sinciziale (RSV) tra i neonati vaccinati arruolati negli studi clinici di Fase 1, innescando un potenziale segnale di sicurezza relativo alla malattia erpetica associata al vaccino (VAERD) nei bambini piccoli.   Le preoccupazioni erano così serie che il documento informativo della FDA ha stabilito la sospensione dell’arruolamento in tutti gli studi clinici sui vaccini contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) per neonati e bambini di età inferiore ai 2 anni, e per bambini di età compresa tra i 2 e i 5 anni che non avevano mai contratto l’infezione da RSV.   Nel luglio 2024, Moderna dovette interrompere la sperimentazione. Pochi mesi dopo, anche la sperimentazione di Sanofi venne sospesa.   «È una coincidenza notevole che Sanofi abbia interrotto questo ampio studio di fase 3 che coinvolgeva 6.300 bambini piccoli poco dopo che la sperimentazione del vaccino a mRNA contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) di Moderna sui neonati sotto i 2 anni è stata sospesa a seguito del ricovero in ospedale di alcuni bambini vaccinati affetti da VAERD, soprattutto considerando che studi precedenti avevano mostrato risposte anticorpali incoraggianti al vaccino vivo somministrato per via nasale», ha dichiarato a The Defender il dottor Peter Selley, medico di base britannico ed esperto di vaccini contro l’RSV.   «È tragico che la risposta alla richiesta di accesso agli atti suggerisca che ci sia stato un decesso tra i neonati vaccinati poco prima che la sperimentazione venisse interrotta», ha affermato.   Moderna ha recentemente aggiornato la tempistica per il completamento dello studio Rhyme, interrotto a causa della pandemia, posticipandola dal 2026 al 2029. Ciò consentirà all’azienda di determinare se in futuro si verificheranno eventi avversi correlati al vaccino. Tuttavia, significa anche che i risultati dello studio non saranno disponibili per un’analisi approfondita per diversi anni.   La FDA non ha risposto alla richiesta di informazioni del The Defender in merito all’eventuale sospensione delle iscrizioni ai trial clinici del vaccino contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) nei bambini entro la data di pubblicazione.   Tuttavia, il sito web federale sulle sperimentazioni cliniche mostra alcuni studi sui vaccini contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) nei neonati o nei bambini come soggetti attivi e in fase di reclutamento.   Brenda Baletti Ph.D.   © 17 luglio 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.   Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.  

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Vaccini

La Germania revoca la raccomandazione di vaccinazione anti-COVID per le persone sane

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.

 

Secondo il Comitato permanente tedesco per le vaccinazioni, la vaccinazione di routine contro il COVID-19 non è più necessaria per gli adulti sani perché la maggior parte delle persone ha sviluppato un’immunità ibrida – tramite vaccinazione, infezione o entrambe – e le infezioni gravi da COVID-19 sono ormai rare al di fuori dei gruppi ad alto rischio.

 

Dalla scorsa settimana, la Germania non raccomanda più la vaccinazione contro il COVID-19 per le persone sane di età inferiore ai 75 anni, comprese le donne in gravidanza. Le nuove raccomandazioni rappresentano un cambiamento significativo rispetto alle precedenti linee guida del Paese, che prevedevano richiami annuali per gli adulti dai 60 anni in su.

 

Secondo il Comitato permanente tedesco per le vaccinazioni (STIKO), la vaccinazione di routine contro il COVID-19 non è più necessaria per gli adulti sani, poiché la maggior parte delle persone ha sviluppato un’immunità ibrida – tramite vaccinazione, infezione o entrambe – e le infezioni gravi da COVID-19 sono ormai rare al di fuori dei gruppi ad alto rischio.

 

La vaccinazione contro il COVID-19 è ancora raccomandata per gli adulti dai 75 anni in su, le persone ad alto rischio, i residenti di strutture di assistenza a lungo termine, alcuni operatori sanitari e le persone che si prendono cura di individui ad alto rischio di infezione, nonché per le donne in gravidanza che presentano fattori di rischio medici significativi o complicazioni durante la gravidanza.

 

Le nuove linee guida rappresentano «un riconoscimento indiretto del fatto che ulteriori vaccinazioni non siano utili», poiché l’immunità naturale è efficace nel proteggere la popolazione dall’infezione, ha affermato Harald Walach, Ph.D., fondatore e direttore del Change Health Science Institute in Germania e professore associato di ricerca presso l’Università Kazimieras Simonavicius in Lituania.

 

«Meglio tardi che mai», ha detto Walach.

 

Il tossicologo tedesco Helmut Sterz, in precedenza ricercatore per importanti aziende farmaceutiche, ha definito le nuove linee guida una «farsa politica» del Robert Koch Institute (RKI), l’equivalente tedesco dei Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) e l’organizzazione madre di STIKO.

 

Sterz ha affermato che l’RKI, «ente dipendente dal governo», ha adottato le nuove raccomandazioni perché «non può più continuare a raccontare bugie alla popolazione» sulla sicurezza o sulla necessità dei vaccini contro il COVID-19.

 

Questi cambiamenti si verificano in un contesto di calo delle vaccinazioni contro il COVID-19 in diversi paesi europei. Tale calo ha indotto Pfizer a citare in giudizio Polonia e Romania e a congelare parte dei suoi fondi, dopo che i governi di questi paesi avevano annullato i contratti per le dosi di vaccino contro il COVID-19, adducendo come motivazione la bassa domanda.

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Gli esperti affermano che le nuove raccomandazioni non sono sufficienti.

Diversi sviluppi significativi hanno indotto STIKO a modificare le proprie raccomandazioni sulla vaccinazione contro il COVID-19, secondo quanto riportato dal quotidiano tedesco Die Zeit.

 

L’aumento dell’immunità ibrida nella popolazione, la minore gravità delle infezioni da COVID-19, il continuo calo dei decessi e dei ricoveri ospedalieri dovuti al COVID-19 e la natura mutevole del SARS-CoV-2, che ora presenta le caratteristiche di un virus respiratorio stagionale, sono stati fattori determinanti nella decisione di STIKO.

 

STIKO ha citato il fatto che «oltre il 95% della popolazione adulta possiede un’ampia immunità derivante da infezioni pregresse o vaccini» come prova del fatto che gli adulti sani di età pari o inferiore a 75 anni sono ben protetti contro le infezioni gravi da COVID-19.

 

Sterz ha affermato che, sebbene la nuova politica dia ragione ai sostenitori dell’immunità naturale, l’efficacia di questa strategia nel conferire immunità non dovrebbe essere confusa con la protezione che si presume sia fornita dai vaccini contro il COVID-19.

 

«Le persone che sono state vaccinate contro il COVID-19 non hanno mai sviluppato un’immunità duratura e solida contro questo virus creato dall’uomo», ha affermato Sterz.

 

Il rapporto di STIKO ha citato dati che mostrano una significativa riduzione dei decessi tra le stagioni influenzali 2023-24 e 2025-26. I ricoveri ospedalieri sono diminuiti da circa 135.000 a 50.000. I decessi sono calati da circa 4.300 a meno di 900 nello stesso periodo.

 

Secondo STIKO, dei casi rimanenti, la maggior parte si è verificata negli anziani, con circa l’80% dei ricoveri e il 97% dei decessi tra le persone di età pari o superiore a 60 anni. Il carico maggiore si è registrato tra le persone di età pari o superiore a 80 anni.

 

Le nuove raccomandazioni rappresentano «un passo nella giusta direzione», ha affermato il dottor Clayton J. Baker, medico internista. Tuttavia, ha suggerito che anche i gruppi di popolazione identificati come a rischio non necessitano di richiami annuali.

 

Ha affermato che continuare a raccomandare le vaccinazioni alle persone di 75 anni e oltre «perpetua la falsa convinzione che i virus respiratori stagionali richiedano richiami annuali, una falsità confermata dai pessimi risultati del vaccino antinfluenzale annuale».

 

Sterz ha suggerito che il calo dei ricoveri e dei decessi, ufficialmente attribuito alla minore gravità del virus SARS-CoV-2 e all’immunità ibrida diffusa, sia in realtà dovuto alla minore adesione alla vaccinazione contro il COVID-19.

 

«Forse perché le persone sono diventate sempre più restie a farsi vaccinare», ha detto Sterz.

 

Secondo i dati del RKI citati da Eurosurveillance, solo il 20,9% delle persone di età pari o superiore a 60 anni in Germania ha ricevuto il vaccino contro il COVID-19 durante la stagione influenzale 2024-2025, nonostante le linee guida ufficiali del Paese.

 

Questi dati contrastano con le cifre del RKI, secondo le quali l’85,3% degli adulti di età pari o superiore a 60 anni aveva ricevuto la prima dose di richiamo e il 39% aveva ricevuto una seconda dose di richiamo.

 

Sterz ha suggerito che le autorità sanitarie pubbliche tedesche abbiano a lungo esagerato la gravità e il rischio del COVID-19. «Direi che è stato così fin dall’inizio. La pandemia è stata creata principalmente dai risultati (falsi positivi) dei test PCR», ha affermato Sterz.

 

Uno studio sottoposto a revisione paritaria, di cui Walach è coautore e pubblicato lo scorso anno su Frontiers in Epidemiology, ha rilevato che solo circa 1 test PCR positivo su 7 in Germania durante la pandemia di COVID-19 indicava un’effettiva infezione da coronavirus che aveva innescato una risposta anticorpale.

 

Come Baker, anche Sterz ha suggerito che i gruppi «a rischio» per i quali STIKO continua a raccomandare la vaccinazione contro il COVID-19 dovrebbero scegliere di non vaccinarsi. Sterz ha sottolineato i potenziali rischi dei vaccini a mRNA.

 

«Il sistema immunitario di queste persone deve essere potenziato con metodi naturali e non indebolito da un vaccino inefficace e pericoloso», ha affermato Sterz.

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Un rapporto tedesco evita di trattare gli eventi avversi legati al vaccino anti-COVID

Secondo il rapporto di STIKO, i casi gravi di COVID-19 durante la gravidanza sono ormai rari e le donne incinte sane corrono un rischio paragonabile a quello delle donne sane della stessa fascia d’età.

 

STIKO continua a raccomandare la vaccinazione contro il COVID-19, tuttavia, per le donne in gravidanza affette da diabete, ipertensione, immunodeficienza, malattie croniche significative o complicazioni legate alla gravidanza.

 

Sterz ha suggerito che la nuova politica avrebbe dovuto essere raccomandata fin dall’inizio della campagna di vaccinazione contro il COVID-19.

 

«Perché questa non è stata la strategia fin dall’inizio? Vaccinare le donne incinte con un vaccino sconosciuto e non adeguatamente valutato è stato un atto medico criminale», ha affermato Sterz.

 

Sterz ha citato i «documenti Pfizer», pubblicati nel 2024 e analizzati da ricercatori indipendenti. I documenti riportavano decessi correlati al vaccino, gravi eventi avversi tra le donne in gravidanza e danni irreversibili alla salute riproduttiva nei dati delle sperimentazioni cliniche del vaccino anti-COVID-19 originale di Pfizer-BioNTech.

 

Il rapporto di STIKO non affronta gli eventi avversi correlati alla vaccinazione contro il COVID-19, né per le donne in gravidanza né per altri gruppi di popolazione. Ciò nonostante i continui dubbi sulla sicurezza della tecnologia del vaccino a mRNA, che secondo alcuni scienziati mette a rischio le persone, e le richieste di sospensione della sua somministrazione.

 

Walach ha suggerito che probabilmente alla base delle nuove linee guida di STIKO vi sono preoccupazioni in materia di sicurezza, anche se tali preoccupazioni non sono esplicitamente menzionate nel rapporto.

 

«Credo che stia diventando sempre più evidente che le iniezioni di mRNA siano problematiche. Pur senza ammetterlo esplicitamente, è probabile che questa percezione sia alla base di tale raccomandazione», ha affermato Walach. «Ci sono state diverse richieste affinché la STIKO cambiasse la propria politica. Sembra che alla fine abbiano ceduto», ha aggiunto Walach.

 

Un sondaggio condotto in Germania nell’ottobre del 2024 ha rilevato che 1 intervistato su 6 ha riferito di aver riscontrato effetti collaterali dopo aver ricevuto il vaccino contro il COVID-19.

 

Documenti interni dell’RKI, resi pubblici da un informatore anonimo nel luglio 2024, hanno dimostrato che l’organizzazione aveva ignorato i problemi di sicurezza del vaccino contro il COVID-19, cercando di saltare la fase 3 della sperimentazione del vaccino Pfizer-BioNTech e di immettere il prodotto «direttamente sul mercato per un’ampia applicazione».

 

I documenti hanno inoltre dimostrato che la vaccinazione di massa dei bambini e altre politiche adottate durante la pandemia non si basavano su considerazioni razionali o scientifiche, bensì su fattori politici.

 

Walach ha affermato che le linee guida di STIKO non sono sufficienti e che dovrebbero invece «esprimere una raccomandazione generale di non utilizzare l’mRNA per alcun vaccino».

 

Il mese scorso, un comitato della Food and Drug Administration (FDA) statunitense ha votato all’unanimità per raccomandare l’approvazione del vaccino antinfluenzale a mRNA di Moderna per le fasce d’età 50-64 e 65+. L’approvazione definitiva da parte della FDA è in sospeso.

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Stati Uniti e Regno Unito tra i paesi che hanno allentato le raccomandazioni sul vaccino anti-COVID

Le nuove raccomandazioni della Germania giungono mentre anche altri Paesi hanno allentato le proprie linee guida sui vaccini contro il COVID-19.

 

Nel dicembre 2025, il Comitato congiunto britannico per la vaccinazione e l’immunizzazione ha pubblicato nuove linee guida per offrire i vaccini contro il COVID-19 solo agli adulti di età pari o superiore a 75 anni, ai residenti delle case di cura e alle persone immunocompromesse di età pari o superiore a 6 mesi.

 

Tali modifiche sono seguite all’adozione, da parte del CDC, di nuove linee guida sui vaccini contro il COVID-19 nell’ottobre 2025, basate sulle raccomandazioni formulate dal Comitato consultivo sulle pratiche di immunizzazione (ACIP) nel settembre dello stesso anno, quando il comitato votò per raccomandare un «processo decisionale individuale» per la vaccinazione contro il COVID-19 per le persone di età compresa tra i 6 mesi e i 64 anni.

 

Nel giustificare il proprio voto, l’ACIP ha sottolineato che il rapporto rischio-beneficio della vaccinazione è più favorevole per coloro che sono a maggior rischio di infezioni gravi da COVID-19.

 

Nel maggio 2025, il CDC ha smesso di raccomandare il vaccino contro il COVID-19 per i bambini sani e le donne in gravidanza sane. Questo cambiamento ha spinto l’ American Academy of Pediatrics e altre associazioni mediche a citare in giudizio il Segretario alla Salute degli Stati Uniti Robert F. Kennedy Jr. e il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti.

 

Henrick Karoliszyn

 

© 13 luglio 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

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