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Big Pharma

Vaccini e conflitti di interessi: possiamo fidarci dell’OMS?

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Renovatio 21 pubblica quest’articolo dell’analista geopolitico William F. Engdhal sul disastro dell’OMS, ora dinanzi agli occhi di tutti, al punto che poche ore fa il presidente USA Trump avrebbe minacciato di tagliare i fondi dell’ente ONU preposto alla salute internazionale. Dei problemi legati alla presidenza dell’OMS avevamo già pubblicato un articolo ulteriore, «Chi è Tedros?», sempre a firma di Engdahl.

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º.  Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

L’organizzazione più influente al mondo con responsabilità nominale per la salute globale e le questioni epidemiche è l’Organizzazione mondiale della sanità delle Nazioni Unite, l’OMS, con sede a Ginevra. Ciò che pochi sanno sono gli effettivi meccanismi del suo controllo politico, gli scioccanti conflitti di interesse, la corruzione e la mancanza di trasparenza che permeano l’agenzia che dovrebbe essere la guida imparziale per superare l’attuale pandemia di COVID-19. Quanto segue è solo una parte di ciò che è venuto alla luce pubblica.

 

Pochi sanno sono gli effettivi meccanismi del suo controllo politico, gli scioccanti conflitti di interesse, la corruzione e la mancanza di trasparenza che permeano l’agenzia che dovrebbe essere la guida imparziale per superare l’attuale pandemia di COVID-19

Dichiarazione pandemica?

Il 30 gennaio Tedros Adhanom, direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità delle Nazioni Unite, ha dichiarato un’emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale o PHIEC.

 

Ciò è avvenuto due giorni dopo l’incontro di Tedros con il presidente cinese Xi Jinping a Pechino per discutere del drammatico aumento dei casi gravi di un nuovo coronavirus a Wuhan e nelle aree circostanti che avevano raggiunto proporzioni drammatiche.

 

Annunciando la sua dichiarazione di emergenza PHIEC, Tedros ha elogiato le misure di quarantena cinesi, misure altamente controverse nella salute pubblica e mai tentate in tempi moderni con intere città, per non parlare dei Paesi. Allo stesso tempo, Tedros, curiosamente, ha criticato altri paesi che si stavano muovendo per bloccare i voli verso la Cina per contenere la strana nuova malattia, portando ad accuse con cui stava indebitamente difendendo la Cina.

 

Annunciando la sua dichiarazione di emergenza PHIEC, Tedros ha elogiato le misure di quarantena cinesi, misure altamente controverse nella salute pubblica e mai tentate in tempi moderni con intere città, per non parlare dei Paesi

I primi tre casi a Wuhan sono stati segnalati, ufficialmente, il 27 dicembre 2019, un mese prima. Tutti i casi sono stati diagnosticati con polmonite «novella» o una nuova forma di coronavirus SARS. È importante notare che il più grande movimento di persone dell’anno, il capodanno lunare e il festival di primavera della Cina, durante i quali circa 400 milioni di cittadini si spostano in tutta la terra per unirsi alle famiglie, è stato dal 17 gennaio all’8 febbraio.

 

Il 23 gennaio alle 2:00,  giorni prima dell’inizio dei festeggiamenti del nuovo anno, le autorità di Wuhan hanno dichiarato alle ore 10 un blocco senza precedenti dell’intera città di 11 milioni di abitanti. A quel punto, centinaia di migliaia se non diversi milioni di residenti erano fuggiti nel panico per evitare la quarantena.

 

Quando il 30 gennaio l’OMS dichiarò la sua emergenza sanitaria pubblica di preoccupazione internazionale, erano state perse preziose settimane per contenere la malattia. Eppure Tedros ha elogiato efficacemente le misure cinesi «senza precedenti» e ha criticato altri paesi per aver posto lo «stigma» sui cinesi tagliando i viaggi.

 

Tedros, curiosamente, ha criticato altri paesi che si stavano muovendo per bloccare i voli verso la Cina per contenere la strana nuova malattia, portando ad accuse con cui stava indebitamente difendendo la Cina

In riferimento alla diffusione COVID-19 di Wuhan e al motivo per cui l’OMS non l’ha definita una pandemia, il portavoce dell’OMS, Tarik Jasarevic, ha dichiarato: «Non esiste una categoria ufficiale (per una pandemia) … L’OMS non utilizza il vecchio sistema di 6 fasi – che vanno dalla fase 1 (cioè nessuna segnalazione di influenza animale che causa infezioni umane) alla fase 6 (cioè una pandemia) – del quale alcune persone potrebbero avere familiarità con l’H1N1 nel 2009. 

 

Quindi, in una sorta di faccia a faccia, l’11 marzo, Tedros Adhanom annunciò per la prima volta che l’OMS definiva la nuova malattia coronavirus, ora ribattezzata COVID-19, una «pandemia globale». A quel punto l’OMS ha dichiarato che ci sono stati più di 118.000 casi di COVID-19 in 114 paesi, con 4.291 morti.

 

La falsa pandemia OMS del 2009

 

A partire da un precedente fiasco con scandalo OMS nel 2009 con la sua dichiarazione di una pandemia globale intorno all’«influenza suina», o  come veniva definita «H1N1», l’OMS decise di abbandonare l’uso del termine pandemia. Il motivo è indicativo della corruzione endemica dell’istituzione dell’OMS.

 

Solo poche settimane prima delle notizie nel 2009 di un giovane bambino messicano infettato da un nuovo virus di «influenza suina» H1N1 a Veracruz, l’OMS aveva tranquillamente cambiato la definizione tradizionale di pandemia.

2009, influenza suina H1N1: quando l’allora direttore generale dell’OMS  Margaret Chan dichiarò ufficialmente un’emergenza pandemica globale di Fase 6, si innescarono programmi di emergenza nazionali tra cui miliardi di dollari di acquisti governativi di presunti vaccini H1N1

 

Non era più necessario che una malattia segnalata fosse estremamente diffusa in molti paesi ed estremamente letale o debilitante. Deve solo essere diffusa, come l’influenza stagionale, nel caso gli «esperti» dell’OMS vogliano dichiarare la pandemia. Per l’OMS  i sintomi di H1N1 erano gli stessi di un brutto raffreddore.

 

Quando l’allora direttore generale dell’OMS, la dott.ssa Margaret Chan, dichiarò ufficialmente un’emergenza pandemica globale di Fase 6, si innescarono programmi di emergenza nazionali tra cui miliardi di dollari di acquisti governativi di presunti vaccini H1N1.

 

Alla fine della stagione influenzale del 2009 si scoprì che i decessi dovuti all’H1N1 erano minuscoli rispetto alla normale influenza stagionale. Il dott. Wolfgang Wodarg, un medico tedesco specializzato in pneumologia, era allora presidente dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa. Nel 2009 chiese un’indagine su presunti conflitti di interesse che circondavano la risposta dell’UE alla pandemia di influenza suina.

Il professor Albert Osterhaus,  la persona al centro della pandemia mondiale di influenza suina H1N1 «Influenza A» del 2009 come consulente chiave dell’OMS sull’influenza, si era personalmente posizionato per profittare dei miliardi di euro dei vaccini presumibilmente mirati a H1N1

 

Anche il Parlamento olandese scoprì che il professor Albert Osterhaus dell’Università Erasmus di Rotterdam, la persona al centro della pandemia mondiale di influenza suina H1N1 «Influenza A» del 2009 come consulente chiave dell’OMS sull’influenza, si era personalmente posizionato per profittare dei miliardi di euro dei vaccini presumibilmente mirati a H1N1.

 

Molti degli altri esperti scientifici dell’OMS che consigliarono al dottor Chan di dichiarare la pandemia ricevevano denaro direttamente o indirettamente da Big Pharma, tra cui GlaxoSmithKline, Novartis e altri importanti produttori di vaccini.  La dichiarazione di pandemia di influenza suina dell’OMS era un falso. Il 2009-10 ha visto l’influenza più lieve al mondo da quando la medicina ha iniziato a seguirla. I giganti farmaceutici  nel processo hanno preso miliardi.

 

È stato dopo lo scandalo della pandemia del 2009 che l’OMS ha smesso di usare la dichiarazione di pandemia in 6 fasi ed è passata ad una «Emergenza sanitaria pubblica di preoccupazione internazionale»,  totalmente vaga e confusa.

 

La dichiarazione di pandemia di influenza suina dell’OMS era un falso. Il 2009-10 ha visto l’influenza più lieve al mondo da quando la medicina ha iniziato a seguirla. I giganti farmaceutici nel processo hanno preso miliardi

Ma ora, Tedros e l’OMS hanno deciso arbitrariamente di reintrodurre il termine pandemia, ammettendo però che sono ancora nel mezzo della creazione di una nuova definizione del termine. «Pandemic» innesca più paura di «Emergency Health Public of International Concern».

 

Il SAGE dell’OMS è ancora in conflitto

Nonostante gli enormi scandali sul conflitto di interessi del 2009-10 che collegano Big Pharma all’OMS, oggi l’OMS sotto Tedros ha fatto ben poco per ripulire la corruzione e i conflitti di interesse.

 

L’attuale gruppo di esperti scientifici dell’OMS (SAGE) è pieno di membri che ricevono fondi «finanziariamente significativi» dai principali produttori di vaccini o dalla Bill and Melinda Gates Foundation (BGMF) o dal Wellcome Trust.

 

Nell’ultima pubblicazione dell’OMS dei 15 membri scientifici di SAGE, non meno di 8 avevano dichiarato interesse, per legge, a potenziali conflitti. In quasi tutti i casi il significativo finanziatore finanziario di questi 8 membri di SAGE includeva la Bill and Melinda Gates Foundation, Merck & Co. (MSD), l’alleanza per i vaccini GAVI (un gruppo di vaccini finanziato da Gates), BMGF Global Health Scientific Advisory Committee, Pfizer, Novovax, GSK, Novartis, Gilead e altri importanti produttori di vaccini farmaceutici  Questo per quanto riguarda l’obiettività scientifica indipendente presso l’OMS.

 

L’attuale gruppo di esperti scientifici dell’OMS (SAGE) è pieno di membri che ricevono fondi «finanziariamente significativi» dai principali produttori di vaccini o dalla Bill and Melinda Gates Foundation (BGMF) o dal Wellcome Trust

Gates e OMS

 

Il fatto che molti dei membri del SAGE dell’OMS abbiano legami finanziari con la Gates Foundation è altamente rivelatore, anche se non sorprendente. Oggi l’OMS è finanziata principalmente non dai governi membri delle Nazioni Unite, ma da quella che viene definita una «partnership pubblico-privato» in cui dominano le società di vaccini private e il gruppo di entità sponsorizzate da Bill Gates.

 

Nell’ultimo rapporto finanziario disponibile dell’OMS, per il 31 dicembre 2017, poco più della metà del budget del fondo generale dell’OMS da più di 2 miliardi di dollari proveniva da donatori privati ​​o agenzie esterne come la Banca mondiale o l’UE.

 

I maggiori finanziatori privati ​​o non governativi dell’OMS sono di gran lunga la Bill and Melinda Gates Foundation insieme all’alleanza per i vaccini GAVI, finanziata da Gates, il fondo globale avviato da Gates per la lotta contro AIDS, tubercolosi e malaria (GFATM). Questi tre hanno fornito all’OMS oltre 474 milioni di dollari.

 

I maggiori finanziatori privati ​​o non governativi dell’OMS sono di gran lunga la Bill and Melinda Gates Foundation insieme all’alleanza per i vaccini GAVI, finanziata da Gates, il fondo globale avviato da Gates per la lotta contro AIDS, tubercolosi e malaria (GFATM). Questi tre hanno fornito all’OMS oltre 474 milioni di dollari. A confronto, il governo degli Stati Uniti, ha donato all’OMS 401 milioni di dollari 

La sola Bill and Melinda Gates Foundation ha dato all’OMS  l’enorme cifra di 324.654.317 di dollari. In confronto, il più grande donatore statale dell’OMS, il governo degli Stati Uniti, ha donato all’OMS 401 milioni di dollari.

 

Tra gli altri donatori privati ​​troviamo i produttori di vaccini e farmaci leader a livello mondiale tra cui Gilead Science (che attualmente sta premendo per avere il suo farmaco come trattamento per COVID-19), GlaxoSmithKline, Hoffmann-LaRoche, Sanofi Pasteur, Merck Sharp e Dohme Chibret e Bayer AG.

 

I produttori di farmaci hanno donato decine di milioni di dollari all’OMS nel 2017. Questo sostegno privato all’industria dei vaccini per l’agenda dell’OMS da parte della Fondazione Gates e Big Pharma è più di un semplice conflitto di interessi.

 

Si tratta di fatto di un dirottamento di alto livello dell’agenzia delle Nazioni Unite responsabile del coordinamento delle risposte mondiali alle epidemie e alle malattie. Inoltre, la Gates Foundation, la più grande del mondo con circa $ 50 miliardi, investe i suoi dollari esentasse in quegli stessi produttori di vaccini tra cui Merck, Novartis, Pfizer, GlaxoSmithKline.

 

In questo contesto, non dovrebbe sorprendere il fatto che il politico etiope, Tedros Adhanom, sia diventato capo dell’OMS nel 2017. Tedros è il primo direttore dell’OMS non medico, nonostante la sua insistenza nell’usare il Dr. come titolo. È un dottore in filosofia di salute comunitaria per una «ricerca che investiga gli effetti delle dighe nella trasmissione della malaria nella regione del Tigray in Etiopia».

 

I produttori di farmaci hanno donato decine di milioni di dollari all’OMS nel 2017. Questo sostegno privato all’industria dei vaccini per l’agenda dell’OMS da parte della Fondazione Gates e Big Pharma è più di un semplice conflitto di interessi.

Tedros, che è stato anche ministro degli Affari esteri dell’Etiopia fino al 2016, ha incontrato Bill Gates quando era ministro della salute etiope ed è diventato presidente del Fondo globale collegato a Gates contro l’HIV/AIDS, tubercolosi e malaria.

 

Sotto Tedros, la famigerata corruzione e conflitti di interesse presso l’OMS sarebbero continuati, persino cresciuti. Secondo un recente rapporto dell’Australian Broadcasting Corporation, nel 2018 e nel 2019 sotto Tedros, l’OMS Health Emergencies Program, la sezione responsabile della risposta globale COVID-19, è stata citata con il più alto rating di rischio rilevando il «fallimento nel finaziare adeguatamente il  programma e le operazioni di emergenza [rischi] e l’inadeguata consegna dei risultati a livello nazionale».

 

Il reportage dell’ABC ha inoltre scoperto che c’è stato anche un «aumento delle accuse di corruzione interna in tutta l’organizzazione, con l’individuazione di molteplici schemi volti a frodare ingenti somme di denaro dall’organismo internazionale». Non molto rassicurante.

 

Un reportage dell’Australian Broadcasting Corporation ha inoltre scoperto che c’è stato anche un «aumento delle accuse di corruzione interna in tutta l’organizzazione, con l’individuazione di molteplici schemi volti a frodare ingenti somme di denaro dall’organismo internazionale»

All’inizio di marzo l’Università di Oxford ha smesso di usare i dati dell’OMS su COVID-19 a causa di ripetuti errori e incoerenze che l’OMS ha rifiutato di correggere. I protocolli di test dell’OMS per i test del coronavirus sono stati più volte citati da vari paesi, tra cui la Finlandia, per difetti, falsi positivi e altri difetti.

 

Questa è l’OMS di cui ora ci dovremmo fidare per guidarci nella peggiore crisi sanitaria del secolo.

 

 

William Engdahl

 

 

 

All’inizio di marzo l’Università di Oxford ha smesso di usare i dati dell’OMS su COVID-19 a causa di ripetuti errori e incoerenze che l’OMS ha rifiutato di correggere. I protocolli di test dell’OMS per i test del coronavirus sono stati più volte citati da vari paesi, tra cui la Finlandia, per difetti, falsi positivi e altri difetti

 

 

F. William Engdahl è consulente e docente di rischio strategico, ha conseguito una laurea in politica presso la Princeton University ed è un autore di best seller sulle tematiche del petrolio e della geopolitica. È autore, fra gli altri titoli, di Seeds of Destruction: The Hidden Agenda of Genetic Manipulation («Semi della distruzione, l’agenda nascosta della manipolazione genetica»), consultabile anche sul sito globalresearch.ca.

 

Questo articolo, tradotto e pubblicato da Renovatio 21 con il consenso dell’autore, è stato pubblicato in esclusiva per la rivista online New Eastern Outlook e ripubblicato secondo le specifiche richieste.

 

Renovatio 21 offre la traduzione di questo articolo per dare una informazione a 360º.  Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

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Alimentazione

Pfizer sospende la nuova pillola dimagrante dopo che i pazienti hanno riscontrato gravi effetti collaterali

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La nuova pillola sperimentale per la perdita di peso della Pfizer ha funzionato nel raggiungere il suo obiettivo dichiarato, ma con alla perdita di peso si sono aggiunti effetti collaterali così gravi che la ricerca è stata interrotta.

 

In un comunicato stampa, il colosso farmaceutico ha affermato che avrebbe interrotto gli studi clinici sul danuglipron, la sua pillola dimagrante da prendere due volte al giorno. Questo farmaco utilizza un meccanismo simile a semaglutide, perché un’ampia percentuale delle persone che l’hanno assunto nelle prime due fasi sperimentali ha avuto disturbi gastrointestinali ed effetti indesiderati come nausea e diarrea.

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«Mentre gli eventi avversi più comuni erano lievi e di natura gastrointestinale coerenti con il meccanismo, sono stati osservati tassi elevati (fino al 73% di nausea; fino al 47% di vomito; fino al 25% di diarrea)», si legge nel comunicato stampa. «Tassi di interruzione elevati, superiori al 50%, sono stati osservati con tutte le dosi rispetto a circa il 40% con il placebo».

 

«Al momento, la formulazione di danuglipron due volte al giorno non avanzerà negli studi di Fase 3» scrive il comunicato.

 

Come il semaglutide, il principio attivo dei famosissimi iniettabili Ozempic e Wegovy, il danuglipron è un agonista del recettore del peptide-1 (GLP-1) simile al glucagone, il meccanismo esatto è oggetto di dibattito ma che a livello generale si ritiene imiti la sensazione di pienezza nell’intestino. Sebbene le iniezioni di semaglutide – che solo negli ultimi anni sono state approvate in USA per la perdita di peso – siano sempre più in voga, anch’esse possono avere alcuni importanti effetti collaterali gastrointestinali.

 

Con la popolarità degli iniettabili di semaglutide è arrivata una crescente spinta a trovare un modo per ottenere gli effetti del farmaco sotto forma di pillola. Fino a quando Pfizer non ha deciso di interrompere i suoi studi, il danuglipron sembrava destinato a diventare il prossimo grande passo nel trattamento della perdita di peso, soprattutto considerando che i risultati di studi precedenti suggerivano che fosse efficace quanto Ozempic.

 

L’azienda a fronte degli investimenti fatti e dei possibili grandi guadagni, ha sostenuto nella sua dichiarazione che, sebbene stia interrompendo i test sul danuglipron, sta ancora cercando di immettere sul mercato una pillola dimagrante.

 

«I risultati degli studi in corso e futuri sulla formulazione a rilascio modificato di danuglipron una volta al giorno forniranno informazioni su un potenziale percorso da seguire con l’obiettivo di migliorare il profilo di tollerabilità e ottimizzare sia la progettazione che l’esecuzione dello studio», ha affermato il dottor Mikael Dolsten, direttore scientifico e presidente di Pfizer.

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«Lo sviluppo futuro di danuglipron si concentrerà su una formulazione una volta al giorno, con dati farmacocinetici attesi nella prima metà del 2024» annuncia il comunicato Pfizer.

 

Come riportato da Renovatio 21, il semaglutide – commercializzato come Ozempic – sta rivoluzionando il settore farmaceutico e si annuncia, secondo alcuni analisti, come quello che potrebbe divenire il farmaco più venduto della storia. Il fenomeno potrebbe avere consegue trasformative per la società e l’economia: la banca d’affari Morgan Stanley ha pubblicato un rapporto sull’impatto dei farmaci contro l’obesità sui produttori di cibo spazzatura.

 

Il problema degli effetti collaterali tuttavia è già stato posto.

 

Come riportato da Renovatio 21, oltre al pericolo per le donne incinte, vi sarebbe un’inchiesta in corso per stabilire se esiste una possibile correlazione tra l’assunzione del semaglutide e l’ideazione di pensieri suicidi.

 

Una recente intervista di Tucker Carlson ad un ex dirigente di enti di regolazione del farmaco ha aperto numerosi dubbi riguardo gli effetti avversi del farmaco e riguardo alla bontà dell’intera filiera industrial-sanitario-statale che si prepara a sostenerne la massima diffusione.

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Big Pharma

Sciroppo uccide i bambini usbechi. Dietro, un fiume di corruzione

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Renovatio 21 pubblica questo articolo su gentile concessione di AsiaNews. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.   Al processo per lo scandalo del Dok-1 Maks sta emergendo che i produttori indiani corrompevano regolarmente gli operatori sanitari in tutto il Paese, per raccomandare il preparato ai pazienti. Nel frattempo il presidente Mirziyoyev ha sostituito il ministro della Salute ma senza indicare quali nuove misure verranno adottate.   Il tribunale di Taškent ha ripreso le sessioni del processo sullo scandalo dello sciroppo Dok-1 Maks, la cui assunzione ha portato 18 bambini all’invalidità permanente, mentre in tutto le persone che hanno subito gravi conseguenze sono ormai una settantina. Sono stati aggiunti altri nomi alla lista delle persone accusate, che sono attualmente 23.   L’accusa evidenzia come dopo l’assunzione del farmaco 16 bambini abbiano ricevuti traumi molto seri, e tre siano morti direttamente dopo l’assunzione dello sciroppo.   Lo scorso agosto è divenuto evidente che il numero delle persone colpite dall’assunzione del farmaco della compagnia indiana Marion Biotech sia di molto superiore a quanto si supponesse. Se all’inizio del 2023 si parlava di una ventina di bambini coinvolti, oggi quelli accertati sono almeno 65, come ha riferito in tribunale l’ex-primario del centro plurifunzionale della regione di Samarcanda, il dottor Mamaktul Azizov.

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Il presidente del tribunale, Musa Jusipov, ha inserito nell’elenco degli accusati 17 persone, e nei prossimi giorni verranno esaminate tutte le rispettive posizioni. Secondo la Corte suprema dell’Uzbekistan, come pubblicato agli atti dello scorso 1° dicembre, una parte della documentazione è stata inviata agli organi inquirenti «per rivedere le conclusioni accusatorie e approfondire le azioni processuali integrative, relative al coinvolgimento di altre persone nello stato di accusa».   Finora gli accusati sono 21 persone, compreso l’ex-direttore dell’Agenzia per lo sviluppo farmaceutico e direttore della compagnia Quramax Medikal, un cittadino indiano, insieme a diversi altri a lui collegati, in tutto 16 uomini e 5 donne contro i quali sono state presentate le accuse da parte del Servizio per la sicurezza nazionale dell’SGB.   Alla compagnia sono state ritirate le licenze per il commercio di prodotti farmaceutici. La procura ha dichiarato che i distributori del Dok-1 Maks avevano pagato tangenti ai funzionari locali, nella misura di 33 mila dollari, per rinunciare alle verifiche obbligatorie del preparato da immettere sul mercato, che è stato così registrato come accessibile sul mercato interno dell’Uzbekistan.   Inoltre è stato chiarito che gli imprenditori indiani che hanno prodotto il mortale sciroppo corrompevano regolarmente gli operatori sanitari in tutto il Paese, per raccomandare il preparato ai pazienti.   Un rappresentante del comitato fiscale che ha testimoniato al processo ha spiegato che i produttori hanno pagato in tutto 5 miliardi e 57 milioni di som (circa mezzo milione di dollari) ai medici che raccomandavano lo sciroppo, e che aiutavano al suo acquisto. Le infermiere hanno ricevuto 122 milioni di som (circa 10 mila dollari), mentre i farmacisti hanno percepito 2 miliardi e 345 milioni di som (quasi 200 mila dollari). Oltre un milione di dollari è stato poi distribuito a vari altri collaboratori per la diffusione del farmaco.   L’anno scorso, secondo le informazioni diffuse da Radio Ozodlik, le autorità dello Stato indiano settentrionale dell’Uttar-Pradesh avevano autorizzato la Marion Biotech a rinnovare la produzione, ma dopo le morti di massa dei bambini in Uzbekistan lo sciroppo per la tosse è stato bloccato.   Nel frattempo, il presidente dell’Uzbekistan Šavkat Mirziyoyev ha sostituito il ministro della Salute, nominando come sostituto provvisorio Asilbek Khudajarov: in una riunione «in spirito critico» alla presenza del primo ministro Abdulla Aripov, è stato licenziato il ministro Amrillo Inojatov, senza ulteriori chiarimenti sui futuri programmi del ministero.   Invitiamo i lettori di Renovatio 21 a sostenere con una donazione AsiaNews e le sue campagne. Renovatio 21 offre questo articolo per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.  

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Big Pharma

L’Australia si scusa con le vittime della talidomide. Quando lo farà per quelle di lockdown e vaccini?

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Il primo ministro australiano Anthony Albanese ha offerto le scuse nazionali alle vittime della talidomide, il farmaco contro la nausea mattutina che ha causato difetti alla nascita in circa 100.000 bambini in tutto il mondo. Le scuse segnano la prima volta che il governo australiano riconosce un ruolo nello scandalo.

 

«Ai sopravvissuti – ci scusiamo per il dolore che la talidomide ha inflitto a ognuno di voi ogni giorno. Ci dispiace. Siamo più dispiaciuti di quanto possiamo dire», ha detto Albanese mercoledì in Parlamento a un gruppo di sopravvissuti.

 

«Queste scuse si inseriscono in uno dei capitoli più oscuri della storia della medicina australiana», ha affermato.

 

Sviluppata dalla casa farmaceutica tedesca Grunenthal, la talidomide fu commercializzata tra il 1957 e il 1961 come cura per la nausea mattutina durante la gravidanza e come sonnifero che non crea dipendenza. Poco dopo essere stata immessa sul mercato, si è scoperto che la talidomide causava difetti alla nascita, inclusi arti accorciati o mancanti, mentre altre gravidanze venivano interrotte prematuramente dal farmaco e alcuni bambini esposti al farmaco nell’utero morivano prima di raggiungere la pubertà.

 

Le stime del Thalidomide Trust suggeriscono che circa 100.000 bambini con talidomide sono nati in tutto il mondo. Non è chiaro quanti siano stati colpiti in Australia, ma un rapporto del Senato di Canberra del 2019 ha rilevato che il 20% dei casi nel Paese avrebbe potuto essere evitato se il governo avesse agito prima per ritirare il farmaco dalla circolazione. Il governo non ha mai ammesso la responsabilità, ma ha offerto ai sopravvissuti pagamenti una tantum fino a 500.000 dollari australiani (332.000 dollari) e un risarcimento annuale fino a 60.000 dollari australiani nel 2019.

 

Schemi di risarcimento simili sono stati implementati in Canada nel 1991 e nel Regno Unito nel 2010. Grunethal riconosce il suo ruolo nello scandalo, ma non ha mai ammesso la responsabilità legale. Diversi funzionari della Grunethal furono accusati di omicidio colposo alla fine degli anni ’60, ma l’azienda si accordò in via stragiudiziale e accettò di contribuire ad una fondazione di beneficenza per le vittime.

 

 

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Come riportato da Renovatio 21, cinque anni fa moriva in Australia il dottor William McBride, che fu tra i primi medici a dare l’allarme sulla talidomide – in pratica, un eroe che salvò chissà quanti bambini. Nonostante il suo ruolo fosse riconosciuto, per delle meccaniche che abbiamo imparato a conoscere quando si tratta di grandi interessi farmaceutici, il medico fu tuttavia attaccato ed emarginato nel corso del tempo, fino ad essere radiato dall’ordine dei medici – un’altra procedura che, purtroppo, abbiamo imparato a conoscere.

 

Nella primavera del 1961, al Crown Street Women’s Hospital di Sydney, in Australia, il Dr. McBride, un ostetrico, fece nascere un bambino che aveva malformato le braccia e altri problemi. Nel giro di poche settimane ne aveva visti altri due. In una lettera pubblicata sulla rivista medica The Lancet che in dicembre, notò che ciò che sembrava connettere le pazienti era un farmaco che aveva prescritto per la nausea mattutina, la talidomide (nota in Australia come Distaval).

 

Dopo aver fondato un’organizzazione di ricerca, la Fondazione 41, con un premio in denaro che aveva ricevuto da un istituto francese per il suo ruolo nella questione della talidomide, McBride fu oggetto di roventi polemiche. Negli anni Ottanta la sua ricerca sui possibili effetti dannosi di un altro farmaco, il Bendectin, fu messa in discussione e fu coinvolto in una lunga battaglia per difendere la sua reputazione.

 

McBride ed i suoi sostenitori credevano fermamente che le compagnie farmaceutiche stessero cercando di zittirlo, al punto da ipotizzare che stessero monitorando le sue telefonate: «ci sono crepitii ogni volta che parlo al telefono, che improvvisamente svaniscono o diminuiscono», disse al Sun-Herald di Sydney nel 1988. «Potrebbe non essere nulla, ma le compagnie farmaceutiche sono conosciute per ricorrere a metodi drastici per screditare coloro che appaiono in tribunale contro di loro».

 

«Non pensava che una compagnia farmaceutica non sarebbe stata felice di sentirlo quando ha detto: “C’è qualcosa di sbagliato nel tuo farmaco’” – ha detto la figlia Catherine McBride all’Australian  –Pensava che avrebbe risparmiato loro un sacco di soldi».

 

Durante le controversie che seguirono, il dottor McBride sostenne di essere stato vittima di una campagna di Big Pharma per screditarlo. Nel 1987, per esempio, gli fu contestato l’uso dei conigli negli esperimenti e i relativi risultati. «Stiamo combattendo per alcuni conigli – disse al Sun-Herald – cosa è più importante – la vita di un bambino o quanto un coniglio ha bevuto in un esperimento?».

 

Fu così, che dopo tanti attacchi, nel 1993 un tribunale ordinò la sua radiazione registro medico dello Stato australiano del Nuovo Galles del Sud, impedendogli di praticare la medicina. Tuttavia, la radiazione dall’ordine finì per essere cancellata. McBride vinse il diritto di esercitare nuovamente la medicina nel 1998, anche se con diverse condizioni, tra cui quella di non condurre ricerche.

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Ora, che il governo australiano chieda scusa alle vittime della talidomide è sicuramente positivo.

 

Tuttavia, ci chiediamo: quando chiederà scusa per la mostruosità raggiunta dal Paese durante il biennio pandemico?

 

Quando chiederà scusa per la repressione mostruosa contro la sua popolazione?

 

Quando chiederà scusa per la violenza delle forze dell’ordine portata – e autorizzatafin dentro le automobili e persino le case delle famiglie?

 

Quando chiederà scusa per gli ordini che proibivano baci e abbracci a capodanno, i regali di Natale, e perfino le conversazioni?

 

Quando chiederà scusa per gli ordini ai nonni australiani di non avvicinarsi ai loro nipoti?

 

Quando chiederà scusa per gli insulti ai non vaccinati definiti dalle autorità sanitarie come «infelici» e «soli» per tutta la loro vita?

 

Quando chiederà scusa per la polizia che aggrediva perfino i bambini?

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Quando chiederà scusa per l’apartheid biotica effettiva implementata perfino nei supermercati?

 

Quando chiederà scusa per l’invito alla delazione per i vicini «anti-governo o teorici del complotto del vaccino COVID», che era ripetuto fino a pochi mesi fa?

 

Quando chiederà scusa per i lager?

 

Quando chiederà scusa per Melbourne, città offesa sino al parossismo, trasformatasi in una vera zona di guerra?

 

Quando chiederà scusa per le persone picchiate in strada perché prive di «documenti vaccinali»?

 

Quando chiederà scusa per i danni biologici che il vaccino sta producendo, come attestano gli interventi vari medici e qualche parlamentare, sugli australiani?

 

A tali domande non sappiamo rispondere, se non con un’esortazioni a coloro che agli antipodi sono rimasti umani: non facciamo passare altri 60 anni prima di vedere riconosciuta, a parole, la giustizia, la verità.

 

Chi ha ordito la catastrofe deve essere portato dinanzi alle sue responsabilità il prima possibile. In Australia come in Italia e in tutto il mondo.

 

Per quanto ci riguarda, lo abbiamo già detto: noi non dimentichiamo nulla.

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Immagine di NCP14053 via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic

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