Armi biologiche
Robert Kennedy: Fauci e le armi biologiche dagli USA a Wuhan e oltre
Durante un’apparizione al The Jimmy Dore Show – il programma YouTube del comico americano Jimmy Dore – questa settimana Robert F. Kennedy Jr. ha toccato una varietà di argomenti, dai profitti pandemici di Bill Gates a, soprattutto, Anthony Fauci e il suo ruolo nella creazione del coronavirus che ha sconvolto il mondo.
«Gates e Fauci dicevano a quel tempo, se lo prendi [il COVID], non puoi passarlo a tua nonna; non puoi passarlo a nessun altro» dice Kennedy parlando della pressione posta alla popolazione per sottoporsi a vaccini genici sperimentali.
Kennedy ritiene che Gates e Fauci potrebbe aver visto i dati e dunque saputo che le iniezione mRNA non avrebbero impedito la diffusione del virus e che chiunque avesse fatto il vaccino sarebbe diventato «una fabbrica di varianti mutanti o varianti di fuga».
«È la stessa cosa se dai a qualcuno antibiotici subterapeutici», ha dichiarato l’avvocato figlio di Robert Kennedy. «Quella persona ora è una fabbrica di batteri resistenti agli antibiotici. Genererà selettivamente varianti di fuga che possono sfuggire a quel vaccino. Un vaccino incompleto non è quello che vuoi fare nel mezzo di una pandemia».
.@RobertKennedyJr and @jimmy_dore talk about how Bill Gates made a profit from spreading lies about the effectiveness of the COVID mRNA vaccines and later confessed that the vaccines were not effective after he sold his stocks:
"Every one of those three things he said would get… https://t.co/EzXYTIsUCa pic.twitter.com/rycct1jcTH
— kanekoa.substack.com (@KanekoaTheGreat) March 14, 2023
Il fondatore di Children’s Health Defense ha quindi detto a Dore che il dottor Anthony Fauci sarebbe stato responsabile dello sviluppo di armi biologiche statunitensi sotto il Pentagono per oltre vent’anni.
Kennedy ha affermato che il Pentagono aveva prelevato 2,2 miliardi di dollari di finanziamenti dal Patriot Act nel 2002 e li avrebbe dati al NIH di Fauci, il che equivale a un aumento del 68% per la sua agenzia per impegnarsi nello sviluppo di armi biologiche per conto del Dipartimento della Difesa USA.
Questo, secondo Kennedy, è il mento in cui Fauci «ha iniziato a fare tutto questo Gain of Function», ossia a praticare la bioingegneria sui patogeni.
Successivamente, Kennedy racconta come l’allora presidente Barack Obama, dopo una lettera da parte di scienziati che paventavano una pandemia uscita da questo tipo di esperimenti, avesse bandito su territorio USA la ricerca sul guadagno di funzione, inducendo così a spostare le sue operazioni di guerra biologica all’estero, anche a Wuhan, in Cina, in Ucraina, dove vi sarebbero «40 laboratori», e in Africa.
.@RobertKennedyJr tells @jimmy_dore that Dr. Anthony Fauci has been in charge of developing bioweapons for the Pentagon since 2002, and in 2014, three viruses escaped from US labs, so he moved his bioweapons research to the Wuhan lab:
"They took the money that Cheney gave them… https://t.co/mNEK8xCYYE pic.twitter.com/8pZPr1Vusl
— kanekoa.substack.com (@KanekoaTheGreat) March 14, 2023
Si tratta di affermazioni sconvolgenti (oltre che di accuse pesantissime). Il CEO di Twitter Elon Musk ha chiesto in un tweet all’ufficio dedicato della piattaforma di verificare la dichiarazione. Al momento in cui scriviamo, il video è ancora su.
Kennedy e Dore hanno sottolineato la peculiare decisione del Dipartimento della Difesa americano e della CIA degli Stati Uniti di insegnare agli scienziati militari cinesi come utilizzare come arma virus come il coronavirus.
«Fauci ha finanziato lo studio che ha insegnato agli scienziati militari cinesi, tutto in Cina è a duplice uso, quel laboratorio è un laboratorio militare e ha insegnato loro la tecnologia all’avanguardia per costruire armi di distruzione di massa», ha detto RFK Jr. «In altre parole, lo studio su come creare i cloni e come creare una proteina spike che potrebbe attaccarsi a un polmone umano e trapiantarlo su un coronavirus».
Secondo Kennedy, che fa nomi e cognomi, una cosa presumibilmente insegnata agli scienziati cinesi era come nascondere le prove della manomissione umana durante l’esame delle sequenze dei ceppi virali.
Arrivando al nocciolo della questione, Kennedy ha domandato perché la CIA stia usando gruppi di facciata per finanziare un progetto che insegna agli scienziati militari cinesi comunisti come creare clandestinamente armi di distruzione di massa.
Il nipote di JFK nota che nell’ottobre 2019, l’ex direttore della CIA e attuale direttore dell’Intelligence nazionale americana Avril Haines aveva incontrato il capo dell’autorità per le epidemie cinese George Gao per pianificare come avrebbero usato i social media per censurare i cittadini se si fosse verificata un’ipotetica epidemia.
Il COVID-19 colpiva il mondo solo pochi mesi dopo. Come ricorda Kennedy, è possibile che si fosse a conoscenza del virus in quanto in quel momento il virus già circolava in Cina.
.@RobertKennedyJr tells @jimmy_dore the CIA, DOD, and Tony Fauci taught Chinese military scientists how to build weapons of mass destruction. Then Bill Gates, a former CIA director, and China's CDC director collaborated on how to censor a lab leak at Event 201 in Oct. 2019:… https://t.co/5zRXqq5JUv pic.twitter.com/qYANxt4ZT2
— kanekoa.substack.com (@KanekoaTheGreat) March 13, 2023
Durante un’altra parte dell’intervista, viene ricordato il fatto che Bill Gates è uno dei principali finanziatori dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
Kennedy ha spiegato il modo in cui l’amministrazione Biden è destinata a cedere la sovranità americana all’OMS firmando un trattato sulla pandemia che conferisce all’organo non eletto il controllo sugli Stati Uniti se viene dichiarata una pandemia.
Ciò avviene mentre Gates e l’OMS ricercano ogni virus possibile con il potenziale per poi rilasciarne uno, dichiarare una «emergenza» e ignorare le leggi delle nazioni del mondo.
.@RobertKennedyJr tells @jimmy_dore that Bill Gates funds the WHO and supports the Global Virome Project, which collects and weaponizes dangerous viruses in 150 bio labs worldwide, and Joe Biden is granting the Gates-controlled WHO unrestricted power to declare pandemics:… https://t.co/UcdtXN2F6H pic.twitter.com/REFqY5PewG
— kanekoa.substack.com (@KanekoaTheGreat) March 14, 2023
Kennedy durante l’incontro rivendica di aver saputo, e aver scritto, riguardo all’inefficacia del virus già dal maggio 2020, avendo visto i dati degli esperimenti inglesi Oxford/AstraZeneca, sostenuto da Gates, sulle scimmie, che si erano comunque ammalate nonostante il vaccino. Renovatio 21 lo può confermare: puntualmente abbiamo in quei giorni tradotto e pubblicato l’articolo in merito vergato RFK.
Kennedy è il fondatore del gruppo Children’s Health Defense, i cui articoli Renovatio 21 traduce da oramai 5 anni.
Kennedy era riconosciuto come critico delle politiche vaccinali anni prima del COVID, e durante questi anni ha lottato contro la follia pandemica – dai lockdown ai vaccini genici sperimentali – venendo acclamato dalle folle di tutto il mondo: abbiamo visto i suoi stupendi discorsi a Berlino nel 2020 e a Milano nel 2021, dove poneva peraltro questioni che andavano ben al di là dei sieri, ma dello stato post-costituzionale in cui si ritrovano le Nazioni occidentali, dove stanno per essere impiegati ulteriori strumenti di controllo come il denaro programmabile.
Già nell’aprile 2020 Kennedy, come riportato da Renovatio 21, accusava la collusione tra gli enti sanitari USA e il laboratori di Wuhan. La politica e i media sarebbero arriva alla questione quasi due anni dopo…
Kennedy ha pubblicato un libro suil COVID e dottor Fauci,The Real Anthony Fauci che, nonostante la censura, ha venduto oltre un milione di copie nel 2022.
Kennedy non ha avuto paura di nulla, denunciando la catastrofe sanitaria presente ancora prima della pandemia – questo gli è costato non solo la depiattaformazione dai social, di essere ripudiato da una parte della sua stessa famiglia. Soprattutto, Robert Kennedy jr. non ha avuto paura di denunciare quella che sembra il grande nemico della sua «nobile» famiglia, la CIA, il cui ruolo nell’omicidio dello zio e del padre potrebbe emergere sempre più.
Negli anni scorsi è arrivato a credere e a dire di non essere convinto della colpevolezza di quello che è considerato l’assassino del Padre, Sirhan Sirhan.
Come riportato da Renovatio 21, sembrava che nel 2016, appena eletto, Trump avesse inizialmente messo Kennedy (che lo aveva denunciato tre volte in cause ambientali relative a campi di golf creati dal Donald) a capo di un progetto per considerare la pericolosità dei vaccini, per poi non mandare avanti la cosa. Secondo quanto riportato, Trump avrebbe altresì cercato di organizzare un incontro di Kennedy con Bill Gates, ma quest’ultimo avrebbe per qualche ragione rifiutato.
Gates anni dopo sarebbe divenuto oggetto delle critiche di Kennedy non solo per il sostegno ai piani vaccinali mondiali, ma anche per il progetto di controllo digitale portato avanti in questi anni, e la repentina e immane espansione degli investimenti del Gates anche nell’ambito di agricoltura e alimentazione.
Come riportato da Renovatio 21, la settimana scorsa, Kennedy sta valutando la possibilità di sfidare Biden alle primarie democratiche per la Casa Bianca 2024.
Immagine di Maxlovestoswim via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0)
Armi biologiche
Gli scienziati creano virus con l’Intelligenza Artificiale
Per la prima volta gli scienziati americani hanno impiegato l’Intelligenza Artificiale per generare virus funzionanti inesistenti in natura, evidenziando una potenzialità che, a detta dei ricercatori, potrebbe favorire progressi in ambito medico ma che al contempo pone rilevanti minacce per la biosicurezza.
Uno studio apparso giovedì sulla rivista Science riferisce che i team dell’Università di Stanford e del Broad Institute del MIT e di Harvard hanno utilizzato l’IA per ideare migliaia di genomi virali completi.
Quasi 300 di questi progetti sono stati poi sintetizzati in laboratorio e sottoposti a test, riuscendo a ottenere 16 virus vitali.
Si trattava di batteriofagi, organismi che colpiscono esclusivamente i batteri e non l’uomo, elaborati a partire da un fago naturale denominato ΦX174. Alcune delle varianti create dall’IA si sono rivelate più efficaci di quelle presenti in natura nell’eliminare ceppi di E. coli diventati resistenti.
L’IA era già stata ampiamente applicata alla progettazione di singoli geni e proteine, ma i ricercatori hanno dichiarato che questa rappresenta la prima prova concreta della capacità dei modelli generativi di concepire un intero genoma virale operativo.
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Fatemeh Vafaee, docente di biotecnologie presso l’Università del Nuovo Galles del Sud, ha precisato che i batteriofagi non costituiscono un rischio per gli esseri umani, ma ha evidenziato come tale capacità sollevi interrogativi sulla sicurezza futura.
«Non si tratta tanto di chiedersi “dovremmo preoccuparci di questo virus”, quanto piuttosto ‘l’intelligenza artificiale è ormai in grado di fare tutto questo’», ha dichiarato ad Al Jazeera, invocando una più rigorosa supervisione.
Gli esperti hanno tuttavia sottolineato che la creazione di agenti patogeni umani pericolosi resta assai più complessa rispetto a quella di batteriofagi relativamente semplici.
Come riportato da Renovatio 21, due mesi fa i dirigenti delle principali aziende di Intelligenza Artificiale si sono uniti agli esperti di biotecnologie in un appello urgente per rendere obbligatori i controlli di sicurezza per l’acquisto di DNA sintetico.
Il timore per le armi biologiche create dell’AI era presente anche in una lettera che 60 figure del movimento MAGA avevano indirizzato al presidente Trump chiedendo controlli sullo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale. «I sistemi aeronautici sono sottoposti a una rigorosa certificazione. I sistemi di Intelligenza Artificiale più potenti, che ora possono, o presto potranno, contribuire alla progettazione di armi biologiche, all’infiltrazione in infrastrutture critiche o alla manipolazione dei mercati finanziari, dovrebbero essere trattati con la stessa serietà e attenzione» hanno scritto i firmatari, tra i quali spiccava il nome di Steve Bannon.
Come riportato da Renovatio 21, un ricercatore esperto di sicurezza di Anthropic che aveva lavorato sul fronte delle armi biologiche si licenziò lasciando un monito preciso. «Il mondo è in pericolo. E non solo per via dell’Intelligenza Artificiale o delle armi biologiche, ma a causa di un insieme di crisi interconnesse che si stanno verificando proprio ora», ha scritto Mrinank Sharma rivolgendosi ai colleghi.
La paura per i virus bioingegnerizzati dall’AI arriva in un clima di crescente allarme verso i sistemi di AI autonomi che operano al di fuori delle istruzioni impartite. Modelli elaborati da OpenAI, Anthropic e Meta hanno di recente compiuto azioni informatiche non autorizzate durante i test di sicurezza. Anche l’AI Security Institute britannico ha segnalato questa settimana che, nelle fasi di valutazione, agenti di IA hanno mirato a persone e organizzazioni reali, generato false identità e tentato di inserire codice dannoso.
Nessuno di questi episodi ha riguardato la ricerca biologica, ma hanno alimentato preoccupazioni sul fatto che sistemi IA sempre più evoluti possano accedere a strumenti potenti, compresi quelli destinati alla progettazione di virus.
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L’esperimento si colloca inoltre all’interno di un rinnovato confronto negli Stati Uniti sulla ricerca ad alto rischio sui virus e sulle origini del COVID-19.
L’ipotesi che la pandemia sia scaturita da un incidente di laboratorio all’Istituto di Virologia di Wuhan, finanziato dagli Stati Uniti, è tornata al centro del dibattito politico americano dopo il recente interrogatorio al Congresso dell’ex consigliere della Casa Bianca per il coronavirus Anthony Fauci.
Giovedì Fauci è stato sanzionato per oltraggio al Senato da una commissione perché si è rifiutato di rispondere a domande sulle origini del COVID-19 e sui finanziamenti americani alla ricerca sul coronavirus a Wuhan, utilizzando, forse impropriamente, per ben 111 volte il Quinto emendamento della Costituzione USA, che dà diritto a restare in silenzio per non autoincriminarsi.
Anche la ricerca biologica finanziata dagli Stati Uniti all’estero è finita sotto la lente dopo che l’ex direttrice dell’Intelligence nazionale Tulsi Gabbard ha divulgato documenti che attestano il sostegno di Washington a laboratori biologici in Ucraina impegnati nello studio di agenti patogeni pericolosi, con alcune strutture coinvolte in ricerche di tipo «guadagno di funzione».
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Armi biologiche
Trump vieta la maggior parte, ma non tutte, le «ricerche pericolose di guadagno di funzione»
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Il nuovo quadro di supervisione si concentra su due tipologie di ricerca.
In un articolo pubblicato sul Wall Street Journal, il direttore del NIH, Jay Bhattacharya, ha affermato che la nuova politica promuove la ricerca nel campo delle scienze biologiche, riducendo al minimo il rischio di un’altra pandemia. «La nuova politica preserva i benefici della ricerca nel campo delle scienze biologiche, definendo al contempo le aree a maggior rischio, tra cui la prevenzione di perdite accidentali o intenzionali nei laboratori e le sanzioni per le pratiche irresponsabili», ha scritto. La politica non vieta del tutto la ricerca sul guadagno di funzione e non pone fine alla ricerca sulla salute biologica finanziata a livello federale in altri paesi. Piuttosto, definisce due categorie di ricerca «che presentano il rischio più elevato». Tra queste rientrano la «ricerca pericolosa con acquisizione di funzione (DGOF)» e la «ricerca internazionale di interesse (IROC)». DGOF si riferisce alla ricerca che potenzia gli agenti biologici «in modi che li rendono più pericolosi». IROC si riferisce alla ricerca nel campo delle scienze biologiche finanziata a livello federale e condotta in altri Paesi, che, secondo la nuova normativa, deve essere svolta da enti affidabili sotto la supervisione degli Stati Uniti. La DGOF è vietata, ma la ricerca che potenzialmente potrebbe essere DGOF è consentita previa valutazione da parte di un ente terzo indipendente. Le attività IROC sono vietate, ma sono consentite le attività IROC che potrebbero ragionevolmente rappresentare una minaccia per la salute e la sicurezza pubblica o per la sicurezza nazionale, previa valutazione della capacità dell’istituto di ricerca di garantire la supervisione. La normativa prevede che i ricercatori principali debbano valutare se la loro ricerca soddisfa tali definizioni e, in caso affermativo, debbano completare una valutazione del rischio e creare un piano di mitigazione del rischio. Gli enti di ricerca che propongono o finanziano tali ricerche devono anche valutarne i rischi e garantire un’adeguata supervisione. Saranno tenuti a disporre di una specifica infrastruttura per la valutazione dei rischi e dei benefici. In caso di mancata segnalazione dei rischi, saranno soggetti a sanzioni. Anche gli enti federali di finanziamento saranno tenuti a esaminare le proposte di ricerca potenzialmente rischiose. Tale ricerca dovrà essere valutata da un comitato di revisione indipendente che condurrà delle analisi, formulerà raccomandazioni di finanziamento e elaborerà un piano di mitigazione dei rischi. Il direttore dell’Intelligence nazionale e i segretari dell’Agricoltura, degli Affari Esteri e della Sanità supervisioneranno il processo di attuazione. Gli istituti che ricevono finanziamenti federali per le scienze biologiche istituiranno enti di revisione istituzionale per svolgere il lavoro.Iscriviti al canale Telegram ![]()
Un decennio di polemiche sulla ricerca rischiosa
La ricerca sul guadagno di funzione è da tempo oggetto di controversie. I sostenitori affermano che tale ricerca permette agli scienziati di ridurre i rischi di pandemie causate da nuovi agenti patogeni, manipolando i virus per comprenderli meglio, valutarne i potenziali pericoli e la trasmissibilità e sviluppare vaccini per proteggersi da essi. I critici sostengono che i nuovi agenti patogeni possono fuoriuscire dai laboratori e causare emergenze sanitarie pubbliche o pandemie, come la pandemia di COVID-19, e che nessuna misura di controllo o mitigazione può scongiurare tale rischio. Avvertono inoltre che la ricerca sul guadagno di funzione ha un potenziale di «dual use» («duplice uso»): gli agenti patogeni possono essere utilizzati per la ricerca e lo sviluppo di armi biologiche. Nel 2011 scoppiò una controversia quando il National Science Advisory Board for Biosecurity bloccò due studi riguardanti virus H5N1 modificati per renderli più trasmissibili, temendo che malintenzionati potessero replicare il lavoro per causare un’epidemia tra gli esseri umani, secondo uno studio pubblicato su The Lancet Infectious Diseases. Nel 2014, diverse violazioni nei laboratori del governo statunitense, tra cui possibili esposizioni all’antrace per i dipendenti dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC), negligenza nella gestione di fiale di vaiolo presso il NIH e la distribuzione accidentale da parte del CDC di virus influenzali manipolati, hanno scatenato proteste tra gli scienziati e portato a cambiamenti nelle politiche. L’amministrazione Obama ha sospeso gli esperimenti di potenziamento funzionale fino a quando i potenziali benefici e rischi non fossero stati valutati meglio. La sospensione è stata revocata nel 2017, quando il NIH ha annunciato la ripresa dei finanziamenti per alcune ricerche di tipo «gain-of-function». L’HHS ha pubblicato il «Framework for Guiding Funding Decisions about Proposed Research Involving Enhanced Potential Pandemic Pathogens» (Quadro di riferimento per le decisioni di finanziamento relative a proposte di ricerca che coinvolgono agenti patogeni con potenziale pandemico potenziato ), che ha fornito gli standard per la supervisione di tali ricerche. La preoccupazione pubblica per la ricerca sul guadagno di funzione è esplosa con l’inizio della pandemia di COVID-19, che molti scienziati e investigatori del governo statunitense ritengono sia iniziata con una fuga di un virus utilizzato per il guadagno di funzione presso l’Istituto di Virologia di Wuhan, finanziato dagli Stati Uniti. Tuttavia, Fauci e il dottor Francis Collins, allora a capo del NIH, sostenevano che il virus avesse «origini naturali», ovvero che si fosse trasmesso dagli animali all’uomo.Aiuta Renovatio 21
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Armi biologiche
Il dottore delle armi biologiche sudafricane perde l’appello. Ricordiamo i progetti segreti per i vaccini sterilizzanti
Il cardiologo di Città del Capo, il dottor Wouter Basson, divenuto famoso per essere stato a capo di un programma segreto di guerra chimica e biologica durante l’apartheid, non è riuscito nel suo ultimo tentativo di evitare un procedimento disciplinare.
All’inizio di quest’anno l’Alta Corte del Gauteng, a Pretoria, ha respinto la richiesta del settantacinquenne Basson di sospendere definitivamente il procedimento dinanzi al Consiglio delle professioni sanitarie del Sudafrica (HPCSA). Basson ha quindi presentato ricorso in appello, che è stato anch’esso respinto. La corte ha ritenuto che le quattro accuse a suo carico siano talmente gravi da richiedere un processo immediato e che un eventuale appello in tal senso non avrebbe avuto successo.
Nel dicembre 2013 Basson è stato giudicato colpevole di condotta non professionale a seguito di un procedimento disciplinare avviato per esaminare le denunce relative alle sue azioni nei primi anni ’80, quando guidava l’iniziativa del governo dell’apartheid per la guerra chimica e biologica, nota come Project Coast («Progetto Costa»).
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Il procedimento di condanna a suo carico è iniziato nel gennaio 2015, ma è stato sospeso a causa di una serie di fattori, tra cui procedimenti legali per la ricusazione dei membri della commissione. Il procedimento nei suoi confronti non si è concluso fino ad oggi.
Basson, ora cardiologo che esercita nella provincia del Capo Occidentale, ha prestato servizio nelle Forze di Difesa Sudafricane (SADF) dal 1980 al 1995. Tra il 2000 e il 2001 sono state presentate denunce contro Basson all’HPCSA in merito a presunta condotta non professionale. Le denunce si riferiscono al suo coinvolgimento nelle SADF durante gli anni Ottanta, in qualità di responsabile del Progetto Coast.
Nei primi anni 2000 Basson dovette affrontare 67 capi d’accusa, ma fu assolto da tutti nel 2005. Estratti delle prove presentate da Basson durante il suo processo penale sono stati presentati al tribunale dall’HPCSA durante la sua richiesta di sospensione del procedimento. Ha inoltre presentato la dichiarazione giurata del professor Steven Miles, che fungerà da perito nel procedimento disciplinare.
Le quattro accuse che Basson dovrà affrontare includono il coordinamento, tra il 1986 e il 1988 e nel 1992, della produzione su larga scala di diverse droghe e gas lacrimogeni in qualità di responsabile di progetto presso la Delta G. Tra queste, la produzione di metaqualone, noto anche come Mandrax, un sedativo. Gli effetti tipici includono rilassamento, euforia e sonnolenza, oltre a una riduzione della frequenza cardiaca e respiratoria. Dosi più elevate possono causare depressione, mancanza di coordinazione muscolare e difficoltà di eloquio. Un sovradosaggio può provocare delirio, convulsioni, ipertonia e morte per arresto respiratorio, ha osservato la corte.
Durante il processo penale Basson testimoniò che queste sostanze, compresi i gas, erano state create per il controllo della folla. All’epoca dichiarò: «Bisogna spezzare la coesione della folla». Spiegò che i manifestanti che inalavano i gas «volevano solo tornare a casa, sdraiarsi e morire».
Tuttavia in sua difesa si sostenne che l’intenzione non era quella di ferire o uccidere persone; al contrario, le sue intenzioni erano opposte. Si affermò che, in presenza di una folla violenta, si sarebbe potuto disperderla con la forza o tentare di sviluppare una sostanza in grado di neutralizzare l’aggressività. Miles, tuttavia, riassunse le prove presentate alla corte, sostenendo che le azioni di Basson erano immorali in quanto aveva prodotto grandi quantità di tossine potenzialmente letali.
La conclusione principale di Miles fu che Basson, in quanto medico in attività, aveva violato l’etica della professione medica partecipando alla produzione di droghe e gas lacrimogeni, utilizzando queste sostanze chimiche nei mortai e fornendo tranquillanti alle vittime.
Basson, nella sua richiesta di autorizzazione a ricorrere in appello, contestò il fatto che la corte avesse preso in considerazione il parere di Miles nel ritenere che dovesse essere sottoposto al procedimento disciplinare, affermando che questi fatti non erano contenuti in una dichiarazione giurata, ma la corte ha respinto tale argomentazione, ritenendo che le accuse rimanessero gravi.
La corte ha inoltre respinto la sua tesi secondo cui avrebbe subito un pregiudizio se l’udienza si fosse svolta dopo tutti questi anni.
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Come riportato da Renovatio 21, ul «Progetto Costa» sudafricano esiste un rapporto ONU intitolato Project Coast: il programma di guerra chimica e biologica dell’apartheid, che conteneva scenari ben più inquietanti di quelli scritti qui sopra. Ad esempio, la creazione di un vaccino anti-fertilità.
«C’era qualche interazione tra Roodeplaat Research Laboratories (RRL) e Delta G [laboratori di armi biologiche e chimiche], con Delta G che ha preso parte ad alcuni dei progetti di biochimica RRL RRL, facendo test su animali di alcuni prodotti targati proprio Delta G. Un esempio di questa interazione ha riguardato il lavoro di anti-fertilità. Secondo i documenti di RRL [Roodeplaat Research Laboratories], la struttura aveva un certo numero di progetti registrati volti a sviluppare un vaccino anti-fertilità» scrive il documento delle Nazioni Unite.
«Questo è stato un progetto personale del primo amministratore delegato di RRL, il dott. Daniel Goosen. Goosen, che aveva fatto ricerche sui trapianti di embrioni, disse alla TRC che lui e Basson avevano discusso la possibilità di sviluppare un vaccino anti-fertilità che possa essere somministrato in modo selettivo, senza la conoscenza del ricevente. L’intenzione, disse, era di somministrarla a donne sudafricane, a loro insaputa».
A quel tempo, la tecnologia sembrava non essere sufficientemente matura per realizzare le ambizioni del regime dell’apartheid. Oggi l’eugenetica vaccinale di massa potrebbe essere divenuta realtà globale con il COVID, dove i problemi alla fertilità dei vaccinati (inclusi sintomi evidenti come le disfunzioni mestruali e aborti spontanei) sono stati discussi sin dal lancio dell’operazione di immunizzazione mondiale e, ancora prima, nelle campagne per altri sieri come quello per ‘HPV.
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Immagine di Cvanrooyen via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported
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