Connettiti con Renovato 21

Intelligence

«Se dovrò morire per questo, morirò sul campo». Il discorso di Robert Kennedy all’Arco della Pace

Pubblicato

il

 

Renovatio 21 pubblica la trascrizione del discorso di Robert F. Kennedy jr. tenuto all’Arco della Pace a Milano sabato 13 novembre 2021. 

 

 

 

Nessun governo nella storia dell’umanità ha mai lasciato il potere volontariamente.

 

Il potere che ci hanno rubato negli ultimi mesi non ce lo ridaranno indietro.

 

Hanno preso la nostra libertà d’espressione, hanno chiuso le chiese, hanno annullato procedimenti giudiziari nei confronti delle multinazionali, non importa negligenti, sconsiderate, non importa quanto grave sia il tuo danno: non puoi denunciare quelle aziende.

 

Ci hanno levato il diritto di proprietà negli Stati Uniti, chiudendo milioni di attività per un anno, senza compensazione e senza giusto processo.

 

Il green pass, è il loro colpo di Stato. Il green pass è il modo in cui consolidano il loro potere sulle vostre vite

Ci hanno tolto il diritto di essere liberi e il diritto di non essere perquisiti o sorvegliati dal governo. Negli Stati Uniti tutti questi diritti sono elencati nella nostra Carta dei diritti.

 

E uno dei più importanti di quei diritti, oltre a quello della libera espressione, che è oramai andato, è  il diritto di partecipare nel processo legislativo.

 

Quando un governo voleva fare una legge, deve pubblicare la legge, deve proporre la legge deve spiegare le basi scientifiche di quella legge, deve fare un’analisi costi-benefici di quella legge e spiegarla al pubblico, così da avere commenti, e avere udienza in cui la gente può opporsi alla legge. Gente come me, che porta i nostri scienziati e esperti, e studi scientifici – ed è tutto trasparente. Tutte queste tutele sono state obliterate. Oggi la legge è quello che dice un uomo, il massimo dottore in America, Anthony Fauci.

 

Il green pass non è una misura sanitaria, è uno strumento per il controllo totalitario dei vostri spostamenti, del vostro conto bancario, i vostri movimenti, ogni aspetto della vostra vita

Nel marzo 2020 Tony Fauci disse al mondo che le mascherine non erano efficaci, che erano scientificamente inutili. Due mesi dopo, ha ordinato ad ogni americano di infilarsi una mascherina. Non ci ha dato nessuno studio scientifico che gli ha fatto cambiare idea. Ci ha semplicemente detto: questa è la nuova legge, fate quello che vi è ordinato.

 

Tutti questi diritti per cui i fondatori della nostra Patria sono morti, sacrificando i loro averi e i loro mezzi di sostentamento, ci hanno dato la Carta dei diritti, e tutti questi diritti, in 20 mesi, sono stati annientati. Tolti al popolo americano, e non solo agli americani, questo è un colpo di Stato globale, contro la democrazia liberale in tutto il pianeta.

 

E tutti questi diritti, che ci sono stati tolti dal governo… ci hanno detto che era temporaneo, solo due settimane e sarebbe stato tutto finito. In realtà potete vedere tutti cosa sta succedendo: hanno preso quei diritti e non li ridaranno mai indietro a meno che non siamo noi a farglielo fare.

 

E il green pass, è il loro colpo di Stato. Il green pass è il modo in cui consolidano il loro potere sulle vostre vite.

 

Vorrei chiedere, a tutte le persone della stampa che sono qui oggi: se il green pass riguarda la salute pubblica, perché non è emesso dal ministero della Salute? Viene emesso dal ministero delle Finanze. Pensano che siamo stupidi?

Il green pass non è una misura sanitaria, è uno strumento per il controllo totalitario dei vostri spostamenti, del vostro conto bancario, i vostri movimenti, ogni aspetto della vostra vita.

 

Questa non è una nuova idea. È la stessa idea che hanno usato in Germania nel 1937. Hanno emesso un lasciapassare per le persone che volevano controllare. E quando il governo sudafricano dell’Apartheid voleva controllare la popolazione nera del Sud Africa, qual è la cosa più importante che hanno fatto? Hanno emesso un green pass.

 

Vorrei chiedere, a tutte le persone della stampa che sono qui oggi: se il green pass riguarda la salute pubblica, perché non è emesso dal ministero della Salute? Viene emesso dal ministero delle Finanze. Pensano che siamo stupidi?

 

Questo è un modo di controllare il vostro danaro. Una volta che avete il vostro green pass, e loro hanno la moneta digitale, se qualcuno vi dice di non uscire da Milano, e voi andate in gita a Bologna, il vostro danaro non funzionerà a Bologna

Questo è un modo di controllare il vostro danaro. Una volta che avete il vostro green pass, e loro hanno la moneta digitale, se qualcuno vi dice di non uscire da Milano, e voi andate in gita a Bologna, il vostro danaro non funzionerà a Bologna. Se il governo vi dice «non comprate la pizza», loro possono fare in modo che il vostro green pass vi impedisca di pagare una pizza in pizzeria. Possono controllare ogni aspetto della vostra vita.

 

Vi dicono: abbiamo fatto un green pass, per essere sicuri che ognuno sia vaccinato. Ma ammettono: i vaccini non impediscono la trasmissione. Il vaccino non ti impedisce di prendere la malattia. Il vaccino non può fermare la pandemia. Allora, perché hanno bisogno che noi ci vacciniamo, se il vaccino non ferma la trasmissione?

 

Vi parlerò di vaccini solo per due minuti. La gente dice che sono contro i vaccini. Io non sono contro i vaccini.  Io sono solo contro i cattivi vaccini. Non vi dirò cosa pensa Robert Kennedy. Vi dirò cosa la Pfizer ha detto alla FDA degli Stati Uniti. Pfizer è l’unica azienda che ha un vaccinato approvato negli USA. Pfizer doveva avere uno studio di tre anni, ma fu accorciato a sei mesi e poi hanno dato il vaccino al gruppo di controllo.

 

Se fai il vaccino, hai il 500% di rischio di un attacco cardiaco mortale in 6 mesi

Perché hanno finito lo studio in soli sei mesi? Perché hanno appreso che gli anticorpi spariscono in sei mesi, e il vaccino non fornisce più protezione. Così hanno ridotto lo studio a sei mesi invece che tre anni. Hanno preso tutti i dati che avevano per quei sei mesi e li hanno dati alla FDA. La tabella più importante è quella che indica tutte le cause di morte: quante persone sono morte nel gruppo vaccinato, quante persone sono morte nel gruppo placebo, durante quei sei mesi… Questa tabella è chiamata S4. Potete andare a verificare.

 

Questo è quello che dicono i numeri. C’erano 22 mila persone nel gruppo vaccinato: in sei mesi, uno è morto di COVID. Nel gruppo placebo c’erano 22 mila persone: due sono morte di COVID, in sei mesi. Questo ha permesso ha Pfizer di dire al pubblico americano che il vaccino è efficace al 100% – perché 2 è il 100% di uno.

 

La maggior parte degli americani, e degli italiani, quando sentono che il vaccino è efficace al 100%, pensano: «se faccio il vaccino, ho il 100% di possibilità di non morire di COVID». Non è quello che significa. Quello che vuol dir è che devono inoculare 22 mila vaccini per proteggere una persona dalla morte per COVID. Questo significa che devono essere sicuri che il vaccino stesso non uccida nemmeno una persona – perché se uccide una persona, si cancella l’intero beneficio.

 

Questa è la cosa più importante: nel gruppo vaccinato 20 persone, nei 6 mesi,  sono morte di diverse cause. 20 persone su 22 mila. Nel gruppo di controllo, solo 14 persone sono morte, sempre su 22 mila. Questo significa che se ti fai il vaccino hai il 48% di possibilità in più di morire nei prossimi 6 mesi rispetto alle possibilità che hai se non lo fai.

 

L’unica ragione per cui la gente non capisce quello che ho detto, e ancora sostiene i vaccini, è la manipolazione della paura

Questi sono numeri Pfizer, non miei.

 

Ecco come sono morte le persone. Nel gruppo di controllo nei 6 mesi una persona è morta di infarto. Nel gruppo vaccinato in 6 mesi  5 persone sono morte di attacco cardiaco.

 

Ciò significa, che se fai il vaccino, hai il 500% di rischio di un attacco cardiaco mortale in 6 mesi.

 

Ciò significa anche che per ogni persona che è al sicuro dalla morte di COVID tramite il vaccino, 4 muoiono di infarto. Questa non è una buona politica di salute pubblica. La sanità pubblica riguarda il salvare le vite. Questo invece riguarda il controllo. Il controllo della nostra società e il controllo dei nostri bambini.

 

L’Evento 201 fu una simulazione di una pandemia di coronavirus che ha avuto luogo a New York nell’ottobre 2019. Ora noi sappiamo che il COVID stava circolando a Wuhan il 12 settembre 2019. Quindi, un mese dopo, c’è una pandemia simulata di coronavirus a New York

L’unica ragione per cui la gente non capisce quello che ho detto, e ancora sostiene i vaccini, è la manipolazione della paura.

 

Questa è semplice matematica. Se ci guardi dentro, ti impaurisce più il vaccino che il COVID. Ma il governo e le aziende farmaceutiche hanno un metodo per spegnere il cervello delle persone, in modo tale che non sono più capaci della semplice matematica.

 

E questo strumento è la paura. La paura paralizza il nostro pensiero critico. Fa in modo che crediamo che fare quello che ci ordinano si l’unico modo di salvare le nostre vite. È chiamata «Sindrome di Stoccolma». I carcerieri chiudono un’intera nazione per un anno, la gente diventa grata ai suoi aguzzini, e crede che l’unica maniera di vivere la vita sia nell’assoluta obbedienza.

 

Farò un’ultima considerazione. Quante persone qui hanno sentito parlare dell’Evento 201? Se non ne avete sentito parlare, dovreste andare a cercarlo su YouTube.

 

L’Evento 201 fu una simulazione di una pandemia di coronavirus che ha avuto luogo a New York nell’ottobre 2019. Ora noi sappiamo che il COVID stava circolando a Wuhan il 12 settembre 2019. Quindi, un mese dopo, c’è una pandemia simulata di coronavirus a New York. I partecipanti erano le aziende dei social media, i media, Johnson & Johnson, la grande azienda dei vaccini, ed era ospitata da tre persone: Bill Gates; George Gao, che era direttore del centro per il controllo delle malattie cinese; Avril Haines, vicedirettore della CIA. Avril Haines è in questo momento la spia numero uno degli USA, è il capo dell’Agenzia di Sicurezza Nazionale di Joe Biden: è passata dall’Evento 201 all’essere la spia di più alto livello del nostro Paese.

 

Ora è il nostro dovere, il dovere di ciascuno in questa folla, uscire, combattere, resistere, resistere, resistere, resistere

Alzate la mano se sapete che la CIA è un’agenzia di salute pubblica. Io ne sono stato sorpreso. Perché la CIA non si occupa di salute pubblica. La CIA si occupa di colpi di Stato. Tra il 1947 e il 2000 la CIA è stata coinvolta il 73 colpi di Stato, la maggior parte dei quali contro democrazie – un terzo dei Paesi del mondo.

 

Se voi guardate all’Evento 201, non c’era discussione riguardo la salute pubblica. Nessuno parlava di come dare la vitamina D alla gente, o come facciamo in modo che la gente perda peso, come ci assicuriamo che mangino buon cibo, come riconvertiamo la medicina per curare le persone, come mettiamo in quarantena in malati, come preserviamo i diritti costituzionali… non una parola è stata detta riguardo alla salute pubblica.

 

Invece, quello di cui discutevano, era come usare la pandemia come pretesto per imporre un controllo totalitario e decostruire la democrazia.

 

Hanno speso un quarto di giornata parlando di come essere sicuri che a nessuno sia permesso di diffondere la voce che il coronavirus pandemico sia prodotto in laboratorio. Questo in ottobre 2019…

 

Hanno parlato di come rinchiudere la popolazione. Come obbligare a fare vaccini sperimentali. Come essere sicuri che i neri non comincino a resistere, perché nel nostro Paese i neri sono molto sospettosi nei confronti dell’establishment medico… Erano molto preoccupati di una loro resistenza.

 

Quando ho fatto ricerche per il mio libro, ho scoperto che l’Evento 201 non si è avuto una volta sola. Abbiamo trovato 20 diverse simulazioni pandemiche a partire dal dal 2000. Una cosa che avevano in comune: Bill Gates era coinvolto. Tony Fauci era coinvolto. E in ognuna, la CIA era coinvolta. La CIA ha scritto la sceneggiatura. Ufficiali di alto livello della CIA hanno partecipato a ognuna delle simulazioni di pandemia.

 

Riappropriarci del nostro governo, riappropriarci delle nostre vite, riappropriarci della nostra libertà, per i nostri figli, per il nostro Paese, e per tutte le generazioni future

Coinvolgevano centinaia di migliaia di persone. Erano condotte in maniera segreta. Usavano operatori di prima linea, addestravano poliziotti, sistemi ospedalieri, aziende di pubblica utilità, in Europa, in Italia, in Germania, in Canada, in Australia, tutti allo stesso tempo, per dare una risposta alla pandemia che non era una risposta di salute pubblica. Era l’utilizzo della pandemia per qualcos’altro.

 

Così, si sono esercitati ancora, ancora e ancora: come usare la pandemia come pretesto per imporre un controllo totalitario e per distruggere la democrazia liberale in tutto il pianeta.

 

Uno degli esperimenti che hanno trovato, è stato l’esperimento Milgram, un esperimento della CIA del 1961. Ciò che scoprì la CIA è che se un ufficiale medico potente ordina alle persone di fare qualcosa di sbagliato, qualcosa che viola la loro coscienza, che viola i loro valori primari, il 67% delle persone obbediranno all’autorità invece che ai propri valori. Il 67% delle persone era ipnotizzato dalla paura e portato a obbedire ad una figura di autorità.

 

Tuttavia, il 33% delle persone non obbediscono. E voi siete il 33%.

 

Il nostro lavoro è partire da oggi e raggiungere i nostri fratelli e sorelle, le persone che sono ancora ipnotizzate, e dire loro che noi lotteremo per la loro libertà, fino a che non saranno capaci di lottare per loro stessi.

 

Quando andiamo via oggi dobbiamo raggiungere i fratelli e le sorelle del 67% ancora ipnotizzati, e dobbiamo dire loro: dovete amare la vostra libertà più di quanto abbiate paura di un germe.

 

Vi posso dire questo: io starò al vostro fianco, e se dovrò morire per questo, morirò sul campo

Quest’anno abbiamo visto la distruzione della Costituzione americana. Quella Costituzione è stata scritta da un gruppo di persone che comprendevano il fatto che ci sono cose peggiori che morire. E che hanno messo le loro vite in prima linea, le loro proprietà, le loro carriere, il loro sostentamento, per lottare per la libertà e per quei diritti che abbiamo perso negli ultimi 20 mesi.

 

Ora è il nostro dovere, il dovere di ciascuno in questa folla, uscire, combattere, resistere, resistere, resistere, resistere.

 

Riappropriarci del nostro governo, riappropriarci delle nostre vite, riappropriarci della nostra libertà, per i nostri figli, per il nostro Paese, e per tutte le generazioni future.

 

Vi posso dire questo: io starò al vostro fianco, e se dovrò morire per questo, morirò sul campo.

 

 

Robert F. Kennedy jr. 

 

 

 

 

Immagine screenshot da YouTube

Guerra cibernetica

Davos ha avvertito: attacco informatico e collasso sistemico del complesso finanziario globale

Pubblicato

il

Da

Renovatio 21 pubblica la traduzione di questo articolo apparso suUnlimited Hangout

 

 

 

 

Un rapporto pubblicato l’anno scorso dalla WEF-Carnegie Cyber ​​Policy Initiative chiede la fusione delle banche di Wall Street, dei loro regolatori e delle agenzie di Intelligence, se necessario, per affrontare un presunto attacco informatico imminente che farà crollare il sistema finanziario esistente.

 

 

Nel novembre 2020, il World Economic Forum e Carnegie Endowment for International Peace hanno coprodotto un rapporto che avvertiva che il sistema finanziario globale era sempre più vulnerabile agli attacchi informatici.

 

I consulenti del gruppo che ha prodotto il rapporto includevano rappresentanti della Federal Reserve, della Banca d’Inghilterra, del Fondo monetario internazionale, giganti di Wall Street come JPMorgan Chase e colossi della Silicon Valley come Amazon.

 

L’inquietante documento è stato pubblicato pochi mesi dopo che il World Economic Forum aveva condotto una simulazione di un evento del genere, un attacco informatico che mette in ginocchio il sistema finanziario globale

L’inquietante documento è stato pubblicato pochi mesi dopo che il World Economic Forum aveva condotto una simulazione di un evento del genere, un attacco informatico che mette in ginocchio il sistema finanziario globale, in collaborazione con la più grande banca russa, che dovrebbe dare il via alla trasformazione economica di quel paese, lanciando la propria valuta digitale sostenuta dalla banca centrale.

 

Di recente, la più grande organizzazione di condivisione di informazioni del settore finanziario, il Financial Services Information Sharing and Analysis Center (FS-ISAC), i cui membri noti includono la Bank of America, Wells Fargo e Citigroup, ha avvertito che hacker e criminali informatici sono pronti ad attaccare congiuntamente il sistema finanziario globale.

 

Il CEO di questa organizzazione aveva precedentemente dato lo stesso avvertimento, che è stato pubblicato nel rapporto del World Economic Forum-Carnegie Endowment (WEF-Carnegie).

 

Tali simulazioni coordinate e avvertimenti da parte di coloro che dominano l’attuale sistema finanziario in difficoltà sono ovviamente motivo di preoccupazione, soprattutto considerando che il World Economic Forum è ben noto per la sua simulazione Event 201 su una pandemia globale di coronavirus che ha avuto luogo pochi mesi prima della Crisi COVID-19.

 

Il World Economic Forum è ben noto per la sua simulazione Event 201 su una pandemia globale di coronavirus che ha avuto luogo pochi mesi prima della Crisi COVID-19

Da allora, la crisi COVID-19 è stata citata come la principale giustificazione per accelerare quella che viene definita la trasformazione digitale del settore finanziario e di altri settori, che il World Economic Forum e i suoi partner promuovono da anni. 

 

La loro ultima previsione di un evento apocalittico, un attacco informatico che ferma l’attuale sistema finanziario e avvia il suo collasso sistemico, se si verificasse, sarebbe il passo finale e necessario per ottenere l’esito desiderato del Forum di un cambiamento diffuso alla valuta digitale e una maggiore governance globale dell’economia internazionale.

 

Dato che gli esperti hanno avvertito dall’ultima crisi finanziaria globale che il collasso dell’intero sistema era inevitabile, a causa della cattiva gestione della banca centrale e della dilagante corruzione di Wall Street, un attacco informatico fornirebbe anche lo scenario perfetto per smantellare l’attuale sistema in difficoltà, poiché assolverebbe le banche centrali e le istituzioni finanziarie corrotte da ogni responsabilità. 

 

La crisi COVID-19 è stata citata come la principale giustificazione per accelerare quella che viene definita la trasformazione digitale del settore finanziario e di altri settori, che il World Economic Forum e i suoi partner promuovono da anni

Fornirebbe anche una giustificazione per le politiche incredibilmente preoccupanti promosse nel rapporto WEF-Carnegie, come una maggiore fusione di agenzie di intelligence e banche al fine di «proteggere» meglio le infrastrutture finanziarie critiche.

 

Considerando il precedente delle simulazioni e dei rapporti passati del WEF con la crisi COVID-19, vale la pena esaminare tutte le loro simulazioni, avvertimenti e politiche desiderate. 

 

 

L’iniziativa di politica informatica WEF-Carnegie

Il Carnegie Endowment for International Peace è uno dei think tank di politica estera più influenti negli Stati Uniti, con legami stretti e persistenti con il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, ex presidenti degli Stati Uniti, corporazioni americane e clan di oligarchi americani come i Pritzkers of Hyatt Hotels. 

 

Gli attuali amministratori del Carnegie Endowment includono dirigenti di Bank of America e Citigroup, nonché altre influenti istituzioni finanziarie.

 

Nel 2019, lo stesso anno dell’Evento 201, il Carnegie Endowment ha lanciato la sua Cyber ​​Policy Initiative con l’obiettivo di produrre una«”strategia internazionale per la sicurezza informatica e il sistema finanziario globale 2021-2024».

 

La loro ultima previsione di un evento apocalittico, un attacco informatico che ferma l’attuale sistema finanziario e avvia il suo collasso sistemico, se si verificasse, sarebbe il passo finale e necessario per ottenere l’esito desiderato del Forum di un cambiamento diffuso alla valuta digitale e una maggiore governance globale dell’economia internazionale

Questa strategia è stata pubblicata pochi mesi fa, nel novembre 2020, e, secondo il Carnegie Endowment, è stata creata da «esperti leader di governi, banche centrali, industria e comunità tecnica» al fine di fornire una «sicurezza informatica internazionale a più lungo termine e una strategia» specifica per il sistema finanziario.

 

L’iniziativa è una conseguenza degli sforzi passati del Carnegie Endowment per promuovere la fusione di autorità finanziarie, industria finanziaria, forze dell’ordine e agenzie di sicurezza nazionale, che è sia una delle principali raccomandazioni del rapporto di novembre 2020 che una conclusione di una «tavola rotonda di alto livello del 2019» tra la Carnegie Endowment, il FMI e i governatori delle banche centrali. 

 

La Carnegie Endowment aveva anche collaborato con l’FMI, SWIFT, Standard Chartered e FS-ISAC per creare una «cassetta degli strumenti per lo sviluppo di capacità di resilienza informatica» per le istituzioni finanziarie nel 2019.

 

Nello stesso anno, la Carnegie Endowment ha anche iniziato a tracciare «l’evoluzione del il panorama delle minacce informatiche e gli incidenti che coinvolgono le istituzioni finanziarie» in collaborazione con BAE Systems, il più grande produttore di armi del Regno Unito. Secondo il Carnegie Endowment, questa collaborazione continua nel presente.

 

Nel gennaio 2020, i rappresentanti del Carnegie Endowment hanno presentato la loro Cyber ​​Policy Initiative all’incontro annuale del World Economic Forum, dopo il quale il Forum ha ufficialmente collaborato con la Carnegie Endowment all’iniziativa.

 

I consulenti del progetto ora congiunto WEF-Carnegie includono rappresentanti di banche centrali, tra cui la Federal Reserve statunitense e la Banca centrale europea; alcune delle banche più note di Wall Street come Bank of America e JPMorgan Chase; organizzazioni delle forze dell’ordine come Interpol e il Secret Service degli Stati Uniti; colossi aziendali come Amazon e Accenture; e istituzioni finanziarie globali tra cui il Fondo monetario internazionale e SWIFT (la società per le telecomunicazioni finanziarie interbancarie mondiali). 

 

Altri importanti consulenti includono l’amministratore delegato e capo del Centro per la sicurezza informatica del WEF, Jeremy Jurgens, che è stato anche un attore chiave nella simulazione Cyber ​​Polygon, e Steve Silberstein, CEO del Financial Services Information Sharing and Analysis Center.

 

 

Non una questione di se ma di quando

Il rapporto di novembre 2020 della Cyber ​​Policy Initiative è ufficialmente intitolato Strategia internazionale per proteggere meglio il sistema finanziario. Inizia osservando che il sistema finanziario globale, come molti altri sistemi, sta «attraverso una trasformazione digitale senza precedenti, accelerata dalla pandemia di coronavirus».

 

Quindi avverte:

 

«Gli attori malintenzionati stanno approfittando di questa trasformazione digitale e rappresentano una minaccia crescente per il sistema finanziario globale, la stabilità finanziaria e la fiducia nell’integrità del sistema finanziario. Gli attori maligni utilizzano le capacità informatiche per rubare, interrompere o minacciare in altro modo le istituzioni finanziarie, gli investitori e il pubblico. Questi attori includono non solo criminali sempre più audaci, ma anche stati e aggressori sponsorizzati dallo stato».

 

A seguito di questo avvertimento di «attori maligni», il rapporto aggiunge che «voci chiave sempre più preoccupate stanno suonando l’allarme». Rileva che Christine Lagarde della Banca centrale europea ed ex del FMI ha avvertito nel febbraio 2020 che «un attacco informatico potrebbe innescare una grave crisi finanziaria». Un anno prima, alla riunione annuale del WEF, il capo della banca centrale giapponese aveva previsto che «la sicurezza informatica potrebbe diventare il rischio più grave per il sistema finanziario nel prossimo futuro».

 

Jamie Dimon, presidente e CEO di JPMorgan Chase, ha etichettato gli attacchi informatici come forse «la più grande minaccia per il sistema finanziario degli Stati Uniti»

Rileva inoltre che nel 2019, Jamie Dimon, presidente e CEO di JPMorgan Chase, ha etichettato gli attacchi informatici come forse «la più grande minaccia per il sistema finanziario degli Stati Uniti».

 

Non molto tempo dopo l’avvertimento di Lagarde nell’aprile 2020, il Financial Stability Board della Bank for International Settlements ha affermato che «gli incidenti informatici rappresentano una minaccia per la stabilità del sistema finanziario globale» e che «un grave incidente informatico, se non adeguatamente contenuto, potrebbe seriamente sconvolgere i sistemi finanziari, comprese le infrastrutture finanziarie critiche, portando a più ampie implicazioni sulla stabilità finanziaria».

 

Il rapporto quindi conclude minacciosamente che «una cosa è chiara: non è una questione di se accadrà un incidente grave, ma di quando»

Gli autori del rapporto WEF-Carnegie aggiungono a queste preoccupazioni che «lo sfruttamento delle vulnerabilità informatiche potrebbe causare perdite agli investitori e al pubblico in generale» e portare a danni significativi alla fiducia del pubblico e alla fiducia nell’attuale sistema finanziario. 

 

Rileva inoltre, oltre a colpire in modo significativo il pubblico in generale, questa minaccia avrebbe un impatto sia sui Paesi ad alto reddito che sui paesi a reddito medio-basso, il che significa che l’impatto sulle masse sarebbe di portata globale.

 

Il rapporto quindi conclude minacciosamente che «una cosa è chiara: non è una questione di se accadrà un incidente grave, ma di quando».

 

 

Garantire il controllo della narrativa

Un’altra sezione del rapporto descrive in dettaglio le raccomandazioni per controllare la narrativa nel caso in cui si verifichi un attacco informatico così paralizzante.

 

Il rapporto raccomanda specificamente che «le autorità finanziarie e l’industria dovrebbero assicurarsi di essere adeguatamente preparate per operazioni di influenza e attacchi ibridi che combinano operazioni di influenza con attività di hacking dannoso» e che «applicano le lezioni apprese dalle operazioni di influenza mirate ai processi elettorali a potenziali attacchi alle istituzioni finanziarie».

 

Il rapporto raccomanda specificamente che «le autorità finanziarie e l’industria dovrebbero assicurarsi di essere adeguatamente preparate per operazioni di influenza e attacchi ibridi che combinano operazioni di influenza con attività di hacking dannoso»

Prosegue raccomandando che «le principali società di servizi finanziari, banche centrali e altre autorità di vigilanza finanziaria», i cui rappresentanti hanno fornito consulenza per il rapporto WEF-Carnegie, «identifichino un unico punto di contatto all’interno di ciascuna organizzazione per coinvolgere le piattaforme di social media in caso di crisi».

 

Gli autori del rapporto sostengono che, «in caso di crisi», come un devastante attacco informatico al sistema bancario globale, «le società di social media dovrebbero amplificare rapidamente le comunicazioni delle banche centrali» in modo che le banche centrali possano «smascherare le informazioni false» e «calmare i mercati».

 

Dichiara inoltre che «le autorità finanziarie, le società di servizi finanziari e le società tecnologiche [presumibilmente comprese le società di social media] dovrebbero sviluppare un chiaro piano di comunicazione e risposta incentrato sulla capacità di reagire rapidamente».

 

In particolare, sia Facebook che Twitter sono elencati nell’appendice del rapporto come «stakeholder del settore» che sono «coinvolti» con l’iniziativa WEF-Carnegie.

 

Gli autori del rapporto sostengono che, «in caso di crisi», come un devastante attacco informatico al sistema bancario globale, «le società di social media dovrebbero amplificare rapidamente le comunicazioni delle banche centrali» in modo che le banche centrali possano «smascherare le informazioni false» e «calmare i mercati»

Il rapporto afferma inoltre che è necessario un coordinamento premeditato per una tale crisi tra banche e società di social media in modo che entrambe le parti interessate possano «determinare quale gravità della crisi richiederebbe una comunicazione amplificata».

 

Il rapporto chiede inoltre alle società di social media di collaborare con le banche centrali per «sviluppare percorsi di escalation simili a quelli sviluppati sulla scia delle passate interferenze elettorali, come si è visto negli Stati Uniti e in Europa».

 

Naturalmente, quei «percorsi di escalation» hanno comportato un’ampia censura sui social media. Il rapporto sembra riconoscerlo quando aggiunge che «è necessario un rapido coordinamento con le piattaforme di social media per organizzare la rimozione dei contenuti».

 

Pertanto, il rapporto chiede alle banche centrali di colludere con le piattaforme di social media per pianificare gli sforzi di censura che verrebbero attuati se si verificasse una crisi sufficientemente grave nei mercati finanziari.

 

Per quanto riguarda le «operazioni di influenza», il rapporto le divide in due categorie: quelle che si rivolgono alle singole imprese e quelle che si rivolgono ai mercati in generale. 

 

Il rapporto chiede alle banche centrali di colludere con le piattaforme di social media per pianificare gli sforzi di censura che verrebbero attuati se si verificasse una crisi sufficientemente grave nei mercati finanziari

Per quanto riguarda la prima categoria, il rapporto afferma che «gli attori organizzati diffonderanno voci fraudolente per manipolare i prezzi delle azioni e generare profitti in base a quanto il prezzo delle azioni è stato spostato artificialmente».

 

Aggiunge che, in queste operazioni di influenza, «aziende e lobbisti utilizzano campagne di astroturfing, che creano una falsa apparenza di supporto di base, per offuscare il valore di un marchio concorrente o tentare di influenzare le decisioni politiche abusando delle richieste di commenti pubblici online». Le somiglianze tra quest’ultima affermazione e il fenomeno WallStreetBets di gennaio 2021 sono evidenti.

 

Per quanto riguarda la seconda categoria di «operazioni di influenza», il rapporto definisce queste operazioni come «probabilmente eseguite da un attore politicamente motivato come un gruppo terroristico o persino uno stato-nazione».

 

Aggiunge che «questo tipo di operazione di influenza può mirare direttamente al sistema finanziario per manipolare i mercati, ad esempio diffondendo voci su decisioni di mercato da parte delle banche centrali» e diffondendo «false informazioni che non fanno riferimento direttamente ai mercati finanziari ma che fa reagire i mercati finanziari».

 

Dato che il rapporto afferma che la prima categoria di operazioni di influenza pone un rischio sistemico scarso mentre la seconda «può comportare un rischio sistemico», sembra probabile che l’evento previsto dal rapporto WEF-Carnegie comporterebbe affermazioni di quest’ultimo da parte di un «gruppo terrorista» o «Stato-nazione».

 

In particolare, il rapporto in diverse occasioni cita la Corea del Nord come probabile colpevole. Si sofferma anche sulla probabilità che media artificiali o deepfake facciano parte di questo evento devastante del sistema nelle economie emergenti e/o nei paesi ad alto reddito che stanno attraversando una crisi finanziaria.

 

Considerando che il rapporto WEF-Carnegie fa riferimento a uno scenario analogo alla situazione di WallStreetBets nel gennaio 2021, uno sforzo guidato dai banchieri per etichettare falsamente un futuro contraccolpo della base come artificiale e colpa di un «gruppo terroristico» o Stato-nazione non dovrebbe essere escluso

Un rapporto separato di giugno 2020 dell’iniziativa WEF-Carnegie è stato pubblicato specificamente sul tema dei deepfake e del sistema finanziario, osservando che tali attacchi sarebbero probabilmente trapelati durante una crisi finanziaria più ampia per «amplificare» le narrazioni dannose o «simulare il contraccolpo dei consumatori di base contro un marchio mirato».

 

Aggiunge che «le aziende, le istituzioni finanziarie e i regolatori governativi che affrontano le crisi delle pubbliche relazioni sono particolarmente vulnerabili ai deepfake e ai media artificiali».

 

Alla luce di queste affermazioni, vale la pena sottolineare che i cattivi attori all’interno del sistema attuale potrebbero sfruttare questi scenari e teorie per dipingere un vero e proprio contraccolpo di base contro una banca o una società come una artificiale «operazione di influenza» perpetrata da «criminali informatici» o da uno Stato. 

 

Considerando che il rapporto WEF-Carnegie fa riferimento a uno scenario analogo alla situazione di WallStreetBets nel gennaio 2021, uno sforzo guidato dai banchieri per etichettare falsamente un futuro contraccolpo della base come artificiale e colpa di un «gruppo terroristico» o Stato-nazione non dovrebbe essere escluso.

 

 

«Riduzione della frammentazione»”: fusione delle banche con i loro regolatori e agenzie di Intelligence

Data l’inevitabilità di questo evento distruttivo, come previsto dagli autori del rapporto WEF-Carnegie, è importante concentrarsi sulle soluzioni proposte nel rapporto, poiché diventeranno immediatamente rilevanti quando questo evento si verificherà.

 

Alcune delle soluzioni proposte sono attese da un documento politico collegato al WEF, come un aumento dei partenariati pubblico-privato e un maggiore coordinamento tra le organizzazioni regionali e internazionali, nonché un maggiore coordinamento tra i governi nazionali.

 

Tuttavia, la principale «soluzione» al centro di questo rapporto, e anche al centro degli altri sforzi dell’iniziativa WEF-Carnegie, è la fusione delle banche aziendali, delle autorità finanziarie che le controllano, delle società tecnologiche e della sicurezza nazionale.

 

Gli autori del rapporto sostengono che la principale vulnerabilità del sistema finanziario globale al momento è «l’attuale frammentazione tra le parti interessate e le iniziative» e che mitigare questa minaccia al sistema globale sta nel ridurre quella «frammentazione». 

 

Gli autori sostengono che il modo per risolvere il problema richiede la massiccia riorganizzazione di tutti gli «stakeholder» attraverso un maggiore coordinamento globale.

 

Il rapporto rileva che «il distacco tra la finanza, la sicurezza nazionale e le comunità diplomatiche è particolarmente pronunciato» e richiede un’interazione molto più stretta tra i tre elementi.

 

Si afferma quindi:

 

«Ciò richiede ai Paesi non solo di organizzarsi meglio a livello nazionale, ma anche di rafforzare la cooperazione internazionale per difendersi, indagare, perseguire e idealmente prevenire attacchi futuri. Ciò implica che il settore finanziario e le autorità finanziarie devono interagire regolarmente con le forze dell’ordine e altre agenzie di sicurezza nazionale in modi senza precedenti, sia a livello nazionale che internazionale».

 

«Le agenzie di sicurezza nazionali consultino i fornitori di servizi cloud critici [come Amazon Web Services, partner della WEF-Carnegie Cyber ​​Policy Initiative] per determinare come la raccolta di informazioni potrebbe essere utilizzata per aiutare a identificare e monitorare potenziali attori di minacce significative e sviluppare un meccanismo per condividere informazioni sulle minacce imminenti» con le aziende tecnologiche

Alcuni esempi di queste necessarie interazioni «senza precedenti» tra banche e sicurezza nazionale sono inclusi nelle raccomandazioni del rapporto.

 

Ad esempio, il rapporto afferma che «i governi dovrebbero utilizzare le capacità uniche delle loro comunità di sicurezza nazionale per aiutare a proteggere le FMI [infrastrutture del mercato finanziario] e i sistemi commerciali critici». 

 

Chiede inoltre che «le agenzie di sicurezza nazionali consultino i fornitori di servizi cloud critici [come Amazon Web Services, partner della WEF-Carnegie Cyber ​​Policy Initiative] per determinare come la raccolta di informazioni potrebbe essere utilizzata per aiutare a identificare e monitorare potenziali attori di minacce significative e sviluppare un meccanismo per condividere informazioni sulle minacce imminenti» con le aziende tecnologiche.

 

Il rapporto afferma inoltre che «l’industria finanziaria dovrebbe dare il proprio peso agli sforzi per affrontare la criminalità informatica in modo più efficace, ad esempio aumentando la sua partecipazione agli sforzi delle forze dell’ordine”.

 

Bank of America ha condiviso informazioni private con il governo federale senza la conoscenza o il consenso dei suoi clienti, portando i critici ad accusare la banca di «agire efficacemente come un’agenzia di intelligence»

Su quest’ultimo punto, vi sono indicazioni che ciò sia già iniziato. Ad esempio, Bank of America, la seconda banca più grande degli Stati Uniti e parte della WEF-Carnegie Cyber ​​Policy Initiative e FS-ISAC, è stata segnalata come «attivamente ma segretamente impegnata con le forze dell’ordine statunitensi nella caccia a estremisti» in seguito agli eventi del 6 gennaio a Capitol Hill. 

 

In tal modo, Bank of America ha condiviso informazioni private con il governo federale senza la conoscenza o il consenso dei suoi clienti, portando i critici ad accusare la banca di «agire efficacemente come un’agenzia di intelligence».

 

Probabilmente la parte più preoccupante del rapporto, tuttavia, è il suo invito a unire l’apparato di sicurezza nazionale e l’industria finanziaria e quindi utilizzarlo come modello per fare lo stesso con altri settori dell’economia. 

 

Afferma che «proteggere il sistema finanziario internazionale può essere un modello per altri settori», aggiungendo che «concentrarsi sul settore finanziario fornisce un punto di partenza e potrebbe aprire la strada a una migliore protezione di altri settori in futuro».

 

Se tutti i settori dell’economia si fondessero con la sicurezza nazionale, creerebbe una realtà in cui nessuna parte della vita umana quotidiana non è controllata da queste due entità già molto potenti

Se tutti i settori dell’economia si fondessero con la sicurezza nazionale, creerebbe una realtà in cui nessuna parte della vita umana quotidiana non è controllata da queste due entità già molto potenti.

 

Questo è un piano chiaro per creare il tecnofascismo su scala globale.

 

Come chiarisce questo rapporto WEF-Carnegie, la ricetta per inventare un simile incubo è già stata tracciata in coordinamento con le stesse istituzioni, banche e governi che attualmente controllano il sistema finanziario globale.

 

Non solo il controllo aziendale globale è un obiettivo, ma, come sottolineato nell’articolo di Unlimited Hangout su Cyber ​​Polygon, il World Economic Forum e molti dei suoi partner hanno effettivamente un interesse nel collasso sistemico dell’attuale sistema finanziario. 

 

Inoltre, molte banche centrali hanno recentemente proposto sistemi di valuta digitale che possono raggiungere una rapida adozione di massa solo se il sistema esistente crolla.

 

Dato che questi sistemi sono destinati ad essere integrati con gli ID biometrici e i cosiddetti passaporti vaccinali attraverso il WEF e la Vaccine Credential Initiative sostenuta da Big Tech, vale la pena considerare i tempi del previsto lancio di tali sistemi per determinare quando ciò prevede ed è probabile che si verifichi un evento presumibilmente inevitabile.

 

Con questo nuovo sistema finanziario così profondamente interconnesso con i cosiddetti sforzi per le credenziali, il previsto attacco informatico al settore finanziario si verificherebbe probabilmente nel momento in cui faciliterebbe al meglio l’adozione del nuovo sistema economico e la sua integrazione nei sistemi di credenziali attualmente promossi come via d’uscita dalle restrizioni legate al COVID-19.

 

 

Whitney Webb

 

 

 

 

 

Immagine di batjorge via Deviantart pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 3.0 Unported (CC BY-NC-ND 3.0)

Continua a leggere

Geopolitica

Analista strategico turco arrestato per spionaggio a favore dell’Italia. Cosa sta succedendo?

Pubblicato

il

Da

 

 

Metin Gürcan, un ex capitano delle forze armate che oggi svolge il lavoro di analista strategico, è stato arrestato a fine Novembre con l’accusa di «spionaggio politico e militare» a favore dell’Italia.

 

Gürcan, che secondo Radio Radicale era pedinato dai servizi turchi dal 2020, è stato prelevato nella sua abitazione di Istanbul dalla polizia.

 

Lo hanno accusato di aver fornito analisi strategiche ai diplomatici italiani e spagnoli operanti nella capitale Ankara. Gürcan avrebbe ammesso davanti ai giudici di aver consegnato ad ambasciate estere studi a pagamento, ma utilizzando solo OS, cioè quelle che nel gergo dell’Intelligence si chiamano le open sources, cioè le «fonti aperte» come giornali, riviste, post e video pubblicati su Internet etc. Ciò quindi lo metterebbe al riparo dall’accusa di aver tradito segreti militari.

 

Secondo quanto si apprende, l’ex militare avrebbe incontrato un diplomatico del Regno di Spagna presentandogli grafici su «Turchia, Iraq, Iran, Siria, Afghanistan, Libia e occasionalmente Grecia e Ucraina». In cambio avrebbe ottenuto 400 euro mensili.

 

Il 6 gennaio 2020 Gürcan avrebbe incontrato un ufficiale dell’ambasciata d’Italia nel parcheggio di un centro commerciale della capitale turca. Sarebbe seguiti altri due incontri, stesso luogo. Avrebbe quindi ricevuto 500 euro.

 

C’è l’ombra di una purga politica che potrebbe rendere le accuse di spionaggio un mero pretesto per l’arresto: Gürcan è fondatore di Deva, un partito che si oppone al «sultano» Erdogan.

 

L’uomo sostiene quindi di aver condiviso con i diplomatici europei le sue idee sulla politica interna turca in quanto personaggio politico.

 

Si tratta di un arresto pesante, con accuse pesanti anche al nostro Paese.

 

Perché sta accadendo tutto questo? Una risposta potrebbe essere il Trattato del Quirinale.

Perché sta accadendo tutto questo? Una risposta potrebbe essere il Trattato del Quirinale.

 

Come riportato da Renovatio 21, il Trattato del Quirinale, firmato da pochi giorni, è un accordo che stringe enormemente le relazioni tra Francia e Italia – a discapito dell’Italia, ovviamente, che dispone di un esercito che è la metà di quello di Parigi e che non dispone di testate termonucleari.

 

Il trattato prevede una cooperazione su vari fronti, da quello economico a quello spaziale.

Tuttavia, c’è tutta una serie di questioni non propriamente espresse che sono sottointese al Trattato.

 

Uno degli effetti immediati dell’accordo franco-italiano potrebbe essere un grosso cambio di marcia in Libia, Paese ridotto al collasso proprio da un intervento francese (con contorni di politica interna parigina piuttosto speciosi, ed oscuri). E in Libia si gioca al momento una delle più grandi scommesse per il futuro della Turchia.

 

Uno degli effetti immediati dell’accordo franco-italiano potrebbe essere un grosso cambio di marcia in Libia, e in Libia si gioca al momento una delle più grandi scommesse per il futuro della Turchia

Come noto, gli italiani hanno sostenuto caparbiamente – ma senza mai chiudere la porta agli avversari – il GNA, ossia il governo di Tripoli, riconosciuto dall’ONU. I francesi hanno sempre sostenuto (ufficialmente, solo a livello politico, non militare) le forze del LNA, cioè il generale Haftar – il quale gode di un supporto che include anche russi, egiziani, emiratini e, si mormora, perfino israeliani.

 

La Turchia si frappose inserendosi con il ruolo di protettore del GNA di Tripoli: vi portò migliaia di mercenari, alcuni veterani del macello siriano, e tanta tecnologia militare, tra cui temibili droni di sua produzione. Con il suo intervento, la Turchia scalzò di fatto  l’Italia da storico partner principale di Tripoli: l’immagine plastica fu la chiusura di un ospedale italiano all’aeroporto di Misurata per farvi una base militare turca.

 

Ora, con l’accordo tra italiani e francesi, Erdogan può temere qualche sorpresa in Libia, dove ci si appresta ad andare alle elezioni.

 

L’arresto di Gürcan potrebbe quindi essere un segnale in questa direzione? Si tratta di un avvertimento?

 

Come riportato da Renovatio 21 in vari articoli, la Turchia erdoganiana si trova in una immane crisi economica e in un vicolo cieco diplomatico, attivo su fronti – curdo, libico, ucraino, armeno – in grado di far saltare i nervi a tante potenze regionali e non solo.

 

L’Interpol ha arrestato in Turchia un dirigente ISIS questa primavera.

 

Gli scontri in Nagorno-Karabakh, dove Erdogan supporta apertamente e materialmente l’Azerbaigian contro il armeni, stanno riprendendo in queste settimane.

 

Avendo visto l’attivismo turco di questi ultimi mesi, perfino in Afghanistan, Uuna reazione ancora più violenta da parte di Ankara, di modo anche da distrarre la popolazione sempre più frustrata, non ci pare completamente da escludere.

 

 

 

Continua a leggere

Epidemie

Coincidenza: il Congresso americano ha votato per l’mRNA nei vaccini poche settimane prima della pandemia

Pubblicato

il

Da

 

 

Una legge progettata per aggiornare gli stanziamenti finanziari degli Stati Uniti è stata significativamente modificata dalla Camera dei rappresentanti il ​​17 dicembre 2019 e approvata dal Senato americano.

 

Il testo stilato dalla FDA (Sec 605 Biological Product Definition) verteva sulla «definizione di “prodotto biologico”» e del valore legale del termine «proteina». Nel testo sono citati la tecnologia genetica RNA così come i vaccini.

 

Nella definizione proposta, «prodotto biologico significa un virus, siero terapeutico, tossina, antitossina, vaccino, sangue, emocomponente o derivato, prodotto allergenico, proteina o prodotto analogo, o arsfenamina o derivato di arsfenamina (o qualsiasi altro composto organico trivalente di arsenico), applicabile alla prevenzione, al trattamento o alla cura di una malattia o condizione degli esseri umani».

 

Clamorosa coincidenza: pochi giorni dopo la legge votata dai parlamentari USA, viene lanciata l’idea, finanziata con miliardi e miliardi di dollari del contribuente, di utilizzare l’mRNA nei vaccini contro il COVID.

Al contempo, veniva definita la parola «proteina» come « un qualsiasi polimero di alfa amminoacidi con una sequenza specifica e definita di dimensioni maggiori di 40 amminoacidi». Più sopra era specificato quindi che «”proteina” si riferisce a catene contenenti una sequenza specifica e definita di amminoacidi, generalmente fornita da una corrispondente sequenza di DNA o RNA»

 

Il testo è quindi votato come tale nella legge promulgata il 20 dicembre 2019. H.R.1865 – Further Consolidated Appropriations Act, 2020, in cui peraltro si stanziavano denari per una futura «emergenza pandemica»

 

«Per un importo aggiuntivo per le spese necessarie per preparare o rispondere a una pandemia di influenza, $ 260.000.000; di cui $ 225.000.000 sono disponibili fino ad esaurimento, per le attività che comprendono il sviluppo e acquisto di vaccini, antivirali, cure mediche necessarie forniture, diagnostica e altri strumenti di sorveglianza: forniti, (…) i fondi possono essere utilizzati per il costruzione o ristrutturazione di strutture di proprietà privata per il produzione di vaccini contro l’influenza pandemica e altri farmaci biologici, se il il segretario ritiene che tale costruzione o ristrutturazione sia necessaria per garantire forniture sufficienti di tali vaccini o prodotti biologici».

 

Si tratta di parole di grande valore, soprattutto considerando alla data in cui venivano redatte: il 20 dicembre 2019

 

La Cina, dopo un lungo processo di cover-up del quale è ancora accusata, rendeva noto al mondo l’esistenza del COVID a cavallo tra fine dicembre e i primi di gennaio.

 

Tuttavia sappiamo che l’Intelligence di vari Paesi, compresa quella americana pure informata da dissidenti cinesi (lo sostiene il documentario della giornalista americana Sharri Markson) avevea captato vasti segnali di ciò che stava succedendo negli ospedali a Wuhan e fors’anche a Pechino. Una scioccante rivelazione di un dissidente del PCC vuole che il virus fosse messo in circolazione a Wuhan già ad ottobre in occasione dei Giochi mondiali militari.

 

Resta la clamorosa coincidenza: pochi giorni dopo la legge votata dai parlamentari USA, viene lanciata l’idea, finanziata con miliardi e miliardi di dollari del contribuente, di utilizzare l’mRNA nei vaccini contro il COVID.

 

Sui rapporti tra l’ente sanitario nazionale americano diretto da Fauci e il laboratorio di Wuhan sono emersi quest’anno particolari sempre più preoccupanti, che vanno dal danaro fornito agli scienziati cinesi per lo studio di manipolazione genetica del coronavirus del pipistrello alle continue menzogne raccontate per coprire tutto.

 

Su Renovatio 21 già un anno e mezzo fa pubblicavamo un articolo di Robert Kennedy jr. che, con mesi di anticipo, metteva in fila un bel po’ di strane coincidenze «americane» nel virus di Wuhan.

 

Questa però, le batte tutte.

 

 

 

 

 

Immagine di DragoR37 via Deviantart pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.0 Unported (CC BY-SA 3.0)

 

 

Continua a leggere

Più popolari