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Big Pharma e la decostruzione della Costituzione. Parla Robert Kennedy jr.

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Robert F. Kennedy Jr.  è intervenuto alla trasmissione TV Tucker Carlson Today per discutere del suo nuovo libro The Real Anthony Fauci: Bill Gates, Big Pharma, and the Global War on Democracy and Public Health.

 

Kennedy ha parlato con il conduttore Tucker Carlson dell’imposizione di durante l’era del coronavirus «bizzarri controlli totalitari, una decostruzione della Costituzione».

 

«L’aumento della censura, l’aumento della soppressione della libertà religiosa, dei diritti di proprietà, la chiusura di un milione di attività senza giusto risarcimento o giusto processo, l’abolizione dei processi con giuria, che sono garantiti dal sesto e dal settimo emendamento per qualsiasi azienda di vaccini che ti fa male, tutto questo – e l’ascesa di una sorta di stato di sorveglianza e tracciamento, è una preoccupante per il popolo, sia democratico che repubblicano», ha detto Kennedy.

Kennedy ha parlato con il conduttore Tucker Carlson dell’imposizione di durante l’era del coronavirus «bizzarri controlli totalitari, una decostruzione della Costituzione»

 

Kennedy ha affermato che i suoi anni di pratica come avvocato di temi ambientali hanno mostrato come le agenzie governative si impegnano nella «corporate capture», il  un fenomeno in cui l’industria privata usa la sua influenza politica per assumere il controllo dell’apparato decisionale dello Stato.

 

A volte «le industrie  prendono il controllo sulle agenzie che dovrebbero regolarle e sostanzialmente le trasformano in burattini».

 

«Lavoro sui problemi dei vaccini dal 2005… la FDA ottiene il 45% del suo budget dalle aziende di vaccini e dalla industria del farmaco».

 

A volte «le industrie  prendono il controllo sulle agenzie che dovrebbero regolarle e sostanzialmente le trasformano in burattini».

Kennedy ha paragonato quell’idea a una situazione ipotetica in cui l’EPA – l’ente di protezione dell’ambiente del governo USA –sia  assistita fiscalmente da società di combustibili fossili.

 

RFK ha anche affermato di aver incrociato la strada con il consulente medico di Biden Anthony Fauci più volte nel corso degli anni, a causa del ruolo del defunto zio Edward «Ted» Kennedy , senatore democratico del Massachusetts di lunga data e ex presidente del Comitato per la Salute e l’Istruzione del Senato.

 

«L’agenzia di Tony Fauci possiede metà del brevetto Moderna e sta per guadagnare miliardi e miliardi di dollari dalle vendite del vaccino Moderna», ha affermato Kennedy. Sul tema della lotta per il brevetto mRNA tra governo e Moderna, e sul conflitto di interessi pubblico-privato di Fauci, Renovatio 21 ha pubblicato un articolo oggi.

 

Kennedy ha raccontato  che la sua famiglia e la burocrazia sanitaria federale hanno «intrecci» vecchi di decenni che risalgono a sua nonna, Rose Fitzgerald-Kennedy:

 

Un’eco di questi temi è rimbombato a Milano sabato scorso quando Kennedy ha parlato davanti a migliaia di persone all’Arco della Pace:, indicando un «colpo di Stato planetario» contro la democrazia liberale.

Lo zio di RFK, Ted Kennedy, «ha scritto i budget per Tony Fauci, Francis Collins e tutte queste agenzie per anni. Alcune delle istituzioni chiave all’interno dell’NIH e dell’HHS prendono il nome dai membri della mia famiglia. Quindi, avevo una prospettiva unica su ciò che stava accadendo all’inizio del 2020, ed ero in grado di prevedere come avrebbero gestito questo, come avrebbero soppresso; osservavo Tony: conoscevo Tony Fauci da anni».

 

Un’eco di questi temi è rimbombato a Milano sabato scorso quando Kennedy ha parlato davanti a migliaia di persone all’Arco della Pace:, indicando un «colpo di Stato planetario» contro la democrazia liberale.

 

«La pandemia come pretesto per imporre un controllo totalitario e decostruire la democrazia».

 

«Il green pass, è il loro colpo di Stato. Il green pass è il modo in cui consolidano il loro potere sulle vostre vite… Il green pass non è una misura sanitaria, è uno strumento per il controllo totalitario dei vostri spostamenti, del vostro conto bancario, i vostri movimenti, ogni aspetto della vostra vita»

 

 

 

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È il Nuovo Ordine dell’Anticristo. E il vaccino è il suo filtro magico

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Abbiamo raccolto il pensiero di un sacerdote che da sempre è stato vicino a Renovatio 21 e ai suoi collaboratori. Egli non poche volte in questi anni ci ha aiutati nel discernimento di varie situazioni dal punto di vista morale, religioso, storico.

 

Questa volta al sacerdote abbiamo chiesto riguardo al tempo presente. 

 

Gli abbiamo posto la domanda più generica possibile, quella che la maggior parte degli uomini raziocinanti si stanno ponendo:

 

Che cosa sta succedendo?

 

La risposta è, al contempo, chiarissima ed abissale.

 

«La cosa più ovvia che possiamo dire, e la più indiscutibile, è la rivelazione dell’esistenza di un Ordine Mondiale. Un qualcosa che agisce ovunque allo stesso modo»

«La cosa più ovvia che possiamo dire, e la più indiscutibile, è la rivelazione dell’esistenza di un Ordine Mondiale. Un qualcosa che agisce ovunque allo stesso modo: non importa la latitudine, il Paese, il sistema politico in cui ci si trova. In ogni luogo, sta accadendo la medesima cosa».

 

«Questa onnipervadenza dell’Ordine Mondiale si esprime anche nella sua accettazione in ogni dove. In qualche modo, dappertutto, tutti quanti devono rendergli omaggio: nessun Paese, nemmeno la Cina o la Russia, si è permesso una narrativa differente da quella ufficiale, quella che informa in modo uniforme il pianeta; né esistono politiche alternative a quelle ufficiali che possano essere seguite. Il risultato è la mancanza totale di possibilità di fuga: non esiste un Paese dove rifugiarsi».

 

Non esiste, cioè, un luogo in cui ripararsi dal diluvio delle siringhe mRNA, che ora diverrà legge: l’obbligo è pronto a essere caricato in ogni Paese del mondo, Europa in testa.

 

Chiediamo al sacerdote: come è stato possibile?

 

Come è possibile che sia passata l’idea che bisogna vaccinare ogni persona al mondo?

 

«Nella sua irrazionalità, questo provvedimento di vaccinare chiunque senza eccezioni possibili (anche immunodepressi, donne incinte, bambini) è comprensibile solo in un’ottica religiosa»

«Nella sua irrazionalità, questo provvedimento di vaccinare chiunque senza eccezioni possibili (anche immunodepressi, donne incinte, bambini) è comprensibile solo in un’ottica religiosa. È decifrabile solo in senso religioso, altrimenti è illogico, incomprensibile, quindi non accettabile dalla mente umana. Perché chiunque sa che è impossibile che una medicina, quale che sia, sia universale. E si arriva a negare l’evidenza sui suoi effetti principali (come l’efficacia che si dirada in intervalli sempre più brevi) o secondari, sui quali si tace in modo sempre più tracotante, proprio perché si tratta di un rito, che risponde a un altro ordine di cose».

 

Stiamo pensando non solo alle migliaia di malori di cui si è riempito il mondo; pensiamo ai calciatori che ovunque crollano sul campo di gioco con la mano al cuore.

 

Tuttavia non è di cronaca che vogliamo sentir parlare.

 

Vogliamo chiedere del verso senso di quello che sta accadendo – il senso metafisico, metastorico, spirituale. O, possiamo intuire, il senso «apocalittico» della vaccinazione universale.

 

«Un primo termine per definirla potrebbe essere “Grande Iniziazione collettiva”. Se si tratta di un rito religioso, come abbiamo detto, esso serve a far entrare chi vi si sottopone in un altro spazio di esistenza, il Nuovo Ordine. La perversione del Battesimo. Un rito iniziatico attraverso cui però deve passare l’umanità nella sua interezza».

 

Questa è una spiegazione, che avevamo ipotizzato su Renovatio 21 anche prima della pandemia, quando con la legge Lorenzin cominciò a saltar fuori il termine «battesimo laico», e vedevamo come il principale consorzio iniziatico conosciuto, fosse della partita da tempo.

 

 «Forse quella Grande Iniziazione non è la spiegazione più esauriente. Forse è più adatto parlare di incantesimo. Un grande incantesimo in vista della venuta dell’anticristo»

Tuttavia, ascoltando il nostro sacerdote, capiamo che può esserci di più, molto di più.

 

 «Forse quella Grande Iniziazione non è la spiegazione più esauriente. Forse è più adatto parlare di incantesimo. Un grande incantesimo in vista della venuta dell’anticristo».

 

Perché un «incantesimo?»

 

«Perché per molti esso avviene senza colpe personali. L’apostasia, il ripudio totale del proprio credo, richiede un’adesione convinta. Molti di coloro che ricevono il siero non hanno colpa personale, non fanno un atto peccaminoso volontario».

 

Continui per favore.

 

«C’è chi insiste nel ricordare come non dobbiamo dire “vaccino” ma “siero genico”. Vero, ma forse dovremmo proprio passare al termine filtro»

«Questo vuol dire che non è richiesto di commettere direttamente un peccato, ma di ricevere materialmente qualcosa, una sorta di… filtro. C’è chi insiste nel ricordare come non dobbiamo dire “vaccino” ma “siero genico”. Vero, ma forse dovremmo proprio passare al termine filtro».

 

Un filtro? Come quello delle streghe? Quelli usati per le fatture

 

«Sì. E come in tutte le fatture, non sai cosa mettono nel filtro. E puoi riceverne gli effetti negativi anche senza tua colpa personale».

 

Il pensiero di chi conosce la realtà sulle linee cellulari umane con le quali vengono prodotto i vaccini va immediatamente al Malleus Maleficarum, il manuale degli inquisitori del XV secolo, dove era segnato apertamente come nelle pozioni le streghe mettessero sangue di bambini abortiti…

 

«Gli incantesimi scimmiottano i sacramenti – quindi hanno sempre una parte materiale. Il fatto che ci siano elementi umani nel filtro è fondamentale».

 

E cosa fa quindi questo filtro?

 

«È possibile che questa specie di “filtro” possa provocare effetti preternaturali in vista della grande fascinazione che sarà propria dell’anticristo. Se le parole incantanti dell’anticristo possono essere viste come la “forma” sacramentale, l’elemento materiale potrebbe essere questo medesimo filtro»

«È possibile che questa specie di “filtro” possa provocare effetti preternaturali in vista della grande fascinazione che sarà propria dell’anticristo. Se le parole incantanti dell’anticristo possono essere viste come la “forma” sacramentale, l’elemento materiale potrebbe essere questo medesimo filtro».

 

«Forse, quindi, non è corretto parlare di “marchio”, quello dell’Apocalisse. Forse quello è un’altra realtà. L’unico incantesimo “universale” previsto dalla Scrittura è infatti proprio questo: quello dell’Uomo di Iniquità, il Figlio della Perdizione, che raggiungerà quasi tutti».

 

Egli dunque illuderà il mondo con i suoi filtri?

 

«Non esattamente. L’anticristo affascinerà con le parole. Come simia Dei, egli vorrà seguire, invertendolo, l’esempio di Cristo. L’anticristo incanterà tutti, o quasi. Il Signore si esprime con un paradosso: “perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno segni e portenti per ingannare, se fosse possibile, anche gli eletti” (Mc 13, 22). L’inganno universale, se fosse possibile, includerebbe anche i non-ingannabili per definizione, gli eletti. Ecco quindi che il Vangelo ci fa capire che molti saranno vittime inconsapevoli, ingannate, dell’Anticristo; altri invece ne saranno i complici, gli anticristi, appunto, per partecipazione».

 

Ma chi saranno gli anticristi? Scopriamo quindi il pensiero dell’abate Adso da Montier-en-Der (913-992), autore del Libellus de Antichristi, un trattato che medita sulla venuta dell’Iniquo.

 

 Modificare il DNA umano, cioè l’ordine biologico materiale dei figli di Dio, è di per sé un’azione anticristica, portata avanti da anticristi? «Sì»

«Adsone dice che “anticristo” in senso minore è chiunque combatte la regola del proprio ordine. E questo a livello ecclesiastico, storico, umano. Dice che vi sono figure storiche anticristiche come Nerone, Diocleziano, Antioco, che hanno prefigurato l’Uomo di Iniquità. Una cosa è essere peccatori, magari per fragilità; un’altra è combattere apertamente l’ordine divino: chi lo fa è precursore dell’uomo dell’anomia che catalizzerà tutto il male nei tempi ultimi».

 

Cambiare l’ordine presente per sostituirlo con il Nuovo Ordine. Negli Stati, nelle cellule della materia vivente.

 

Non possiamo non pensare alla modifica genetica come alla battaglia per eccellenza contro «il proprio ordine». Il logos primigenio della vita umana, il suo codice genetico, è ora sotto attacco da parte di uomini potentissimi e determinati.

 

Stiamo pensando a Bill Gates che di recente ha gettato una volta di più la maschera per reclamizzare urbi et orbi la bioingegneria CRISPR, che altro non è che la guerra alla genetica umana così come regolata dall’ordine naturale.

 

Possiamo dire che questa guerra genetica è una lotta «contro la regola del proprio ordine», come detto da Adsone? Modificare il DNA umano, cioè l’ordine biologico materiale dei figli di Dio, è di per sé un’azione anticristica, portata avanti da anticristi?

 

«Sì».

 

«Gli anticristi saranno iniziati, sì, perché essi daranno la loro adesione volontaria al Regno dell’Iniquo. Tantissimi invece vi entreranno senza colpa. Questa potrebbe essere la funzione del vaccino»

Qui potrebbe tornare il discorso dell’iniziazione anticristica.

 

«Gli anticristi saranno iniziati, sì, perché essi daranno la loro adesione volontaria al Regno dell’Iniquo. Tantissimi invece vi entreranno senza colpa. Questa potrebbe essere la funzione del vaccino. Di fatto, non parlerei qui di “marchio”, ma di pozione, filtro magico. Il marchio di cui parla l’Apocalisse potrebbe essere un’ulteriore realtà non ancora svelata».

 

Una magia alla quale saranno sottoposti tutti?

 

«Ci saranno gli anticristi, ma ci saranno anche le vittime. Ecco, queste offriranno, tramite il filtro, una partecipazione quasi involontaria, saranno predisposti alla fascinazione. Del resto si tratta dell’Incantamento, che è un modo in cui viene descritto il Regno dell’Anticristo. L’Anticristo dovrà incantare tutti, quasi tutti – perfino, se fosse possibile, gli eletti. Le mie sono solo ipotesi ovviamente, riflessioni sparpagliate sulla Scrittura e sulla realtà. Non sono profeta, cerco solo di pormi delle domande».

 

«Ci saranno gli anticristi, ma ci saranno anche le vittime. Ecco, queste offriranno, tramite il filtro, una partecipazione quasi involontaria, saranno predisposti alla fascinazione. Del resto si tratta dell’Incantamento, che è un modo in cui viene descritto il Regno dell’Anticristo»

Basta. Abbiamo abbastanza materiale per meditare per settimane. Mesi. Anni.

 

Cosa sta adorando il mondo, quindi, in questo momento?

 

Sappiamo dove trovare le risposte.

 

«Il loro re era l’angelo dell’Abisso, che in ebraico si chiama Perdizione, in greco Sterminatore». (Ap, 9 11)

 

 

Roberto Dal Bosco

 

 

 

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Immagine di pedrodonini via Deviantart pubblica su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 3.0 Unported (CC BY-NC-ND 3.0)

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Ernst Jünger e l’era distopica delle mascherine

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Ernst Jünger (1895-1998) fu letterato e filosofo tedesco che partecipò come militare ad ambo le guerre mondiali.

 

Al primo conflitto mondiale dedicò il libro Nelle tempeste d’acciaio, una sorta di diario della guerra dove venne ferito quattordici volte.

 

Ancora oggi è molto pubblicato e diffuso, vuoi perché lo dicono parte di una fronda contro Hitler, vuoi perché, ufficiale della Wehrmacht, stazionò nella Parigi occupata intrattenendosi con la crème degli intellò dell’epoca: Jean Cocteau, Pablo Picasso, Henri de Montherlant, Sacha Guitry, Gaston Gallimard, Colette, Louis-Ferdinand Céline – tutto un demi-monde lasciato intravedere dal libro La decade dell’illusione del prostituto omosessuale collaborazionista della Gestapo Maurice Sachs.

 

Tra i tanti libri di Jünger molti sono veri e propri romanzi utopici-distopici, come Eumeswil, Heliopolis, Sulle scogliere di marmo, oggi tutti introvabili o costosissimi.

 

Tuttavia è con il saggio L’operaio (1932) che lo scrittore si fa ricordare. Vi tratta di una società oramai strangolata dalla tecnica, dove l’individualismo borghese e il romanticismo non possono che morire. Vi si creerà, spiega, una nuova figura, quella dell’«operaio»: egli perderà i vincoli della classe sociale e sarà in grado di dominare in modo costruttivi la tecnica invece che subirla. L’operaio è visto quindi come forza elementare che distruggerà la società borghese, la liberaldemocrazia, il contratto sociale.

 

Der Arbeiter, come si chiama originariamente il libro, eserciterà un’influenza costante e duratura sull’intellighenzia europea, soprattutto sulla destra: il guru postfascista Julius Evola dedicò all’operaio jungeriano un intero volume,  (1960). Armin Mohler , uno degli architetti della Nuova Destra , parla di «Bibbia del realismo eroico».

 

«Non è casuale la funzione che da qualche tempo la maschera ricomincia ad avere nella vita quotidiana. Essa appare in molteplici sembianze»

Ebbene, è a pagina 36 del libro di Jünger (edizione italiana) che si può trovare un’affermazione profetica rispetto al nostro tempo.

 

Jünger infatti tratta dell’uso della maschera.

 

«Non è casuale la funzione che da qualche tempo la maschera ricomincia ad avere nella vita quotidiana. Essa appare in molteplici sembianze, nei luoghi in cui fa irruzione lo specifico carattere di lavoro: può essere la maschera antigas, con la quale si tenta di equipaggiare intere popolazioni, o la maschera a casco per gli sport e le alte velocità, come quella dei motociclisti e degli automobilisti, oppure la maschera protettiva per il lavoro in ambienti minacciati da radiazioni, esplosioni o diffusione di narcotici».

 

«È da supporre che alla maschera saranno assegnati ancora altri e diversi compiti, oggi intuibili – per esempio, nell’ambito di un’evoluzione in cui la fotografia acquisti il ruolo di un’arma offensiva applicata in politica»

«È da supporre che alla maschera saranno assegnati ancora altri e diversi compiti, oggi intuibili – per esempio, nell’ambito di un’evoluzione in cui la fotografia acquisti il ruolo di un’arma offensiva applicata in politica».

 

È andata così. La maschera ha assunto un nuovo compito: quello di significare la sottomissione dell’individuo al nuovo ordine biotico.

 

Quanto all’ambito di evoluzione della fotografia come arma ipotizzato dallo scrittore tedesco, il problema della maschera verrà risolto: gli algoritmisti della face recognition lavorano alacramente per rendere identificabili le persone anche quando indossano la mascherina.

 

«Data l’improvvisa ubiquità della maschera facciale nel 2020, in tutto il mondo e in un numero crescente di contesti sociali, è impossibile evitare la conclusione che questo sia proprio il tipo di sviluppo che Jünger aveva in mente» scrive Thomas Crew in  articolo dell’anno scorso intitolato The Dystopian Age of the Mask («l’era distopica delle mascherine»).

 

«La nostra disponibilità a oscurare il volto riflette le tendenze disumanizzanti che, per Jünger, sono alla base dell’era moderna. Rappresenta un’altra tappa del degrado dell’individuo che si è esplicitata nella Prima Guerra Mondiale»

«La nostra disponibilità a oscurare il volto riflette le tendenze disumanizzanti che, per Jünger, sono alla base dell’era moderna. Rappresenta un’altra tappa del degrado dell’individuo che si è esplicitata nella Prima Guerra Mondiale».

 

«Che sia un pezzo di materiale sul campo di battaglia o un ingranaggio nella macchina dell’economia di guerra, l’età moderna ha l’abitudine di ridurre l’essere umano a un oggetto funzionale. Tutto ciò che è “non essenziale” – tutto ciò che ci rende umani – viene allegramente scartato».

 

Tutto vero, tutto giusto.

 

Per il mondo moderno, se non indossi la mascherina, sei un «no vax», uno scarto della società, passibile di multe, arresti, denunce.

 

Come ripetiamo da mesi, i non-mascherati (e non-vaccinati, cioè non-sottomessi) sono oggi un segmento della popolazione che i poteri costituiti hanno accettato di poter sacrificare. Non servono i loro soldi, le loro opinioni, i loro voti. Vanno repressi, zittiti, disintegrati, e basta. Sacrificati.

 

Questa è la funzione totalitaria della mascherina che Jünger poteva appena intuire. Perché il totalitarismo in corso è diverso da quello del XX secolo: se la prende con un segmento della popolazione a doppia cifra percentuale, e dal popolo pretende atti di fedeltà a livello biomolecolare, pena una schiavitù da lager moderno.

 

 

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Primo Levi, «ogni tempo ha il suo fascismo»

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Ogni tempo ha il suo fascismo: se ne notano i segni premonitori dovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità e la capacità di esprimere ed attuare la sua volontà.

 

A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col terrore dell’intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l’informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l’ordine, ed in cui la sicurezza dei pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti.

 

 

Da  «Un passato che credevamo non dovesse tornare più», Corriere della sera, 8 maggio 1974.

 

Ora in Primo Levi, L’asimmetria e la vita, Einaudi, Torino 2002.

 

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