Connettiti con Renovato 21

Fertilità

Vaccino, l’effetto collaterale del sanguinamento uterino preoccupa l’inventore della tecnologia mRNA

Pubblicato

il

 

 

 

«Sento continuamente di parlare di dismenorrea e di «flusso pesante» come effetto collaterale del vaccino. Il fatto è che il «flusso pesante» può effettivamente essere un aborto spontaneo occulto. Questo evento avverso sembra essere totalmente trascurato da CDC e FDA. Sono preoccupato. Questo riguarda la riproduzione», ha twittato il dottor Robert Malone il 4 luglio.

 

L’inventore della tecnologia mRNA, che è alla base di almeno due dei vaccini COVID, ha affermato di essere preoccupato per il numero di donne che riferiscono di sanguinamento uterino eccessivo come effetto collaterale del vaccino.

 

Il dottor Robert Malone ha affermato che l’emorragia uterina a «flusso pesante» può effettivamente essere il risultato di un «aborto spontaneo occulto», ovvero un aborto spontaneo che si verifica nelle prime fasi della gravidanza, con la donna ancora ignara di essere incinta

In un tweet del 4 luglio 2021, il dottor Robert Malone ha affermato che l’emorragia uterina a «flusso pesante» può effettivamente essere il risultato di un «aborto spontaneo occulto», ovvero un aborto spontaneo che si verifica nelle prime fasi della gravidanza, con la donna ancora ignara di essere incinta.

 

In un altro tweet dello stesso giorno, Malone ha nuovamente affermato di essere stato contattato da donne che hanno fatto un vaccino COVID e che ora stanno avendo un’eccessiva emorragia uterina. 

 

Il dottor Malone è uno scienziato riconosciuto a livello internazionale nei settori della virologia, dell’immunologia e della biologia molecolare. Ha vent’anni di esperienza di leadership in industrie farmaceutiche e biotecnologiche, università e organizzazioni governative e non governative.

 

Ha quasi 100 pubblicazioni sottoposte a revisione paritaria e ha recentemente acquisito ulteriore notorietà poiché ha iniziato a mettere in discussione pubblicamente la narrativa sulla distribuzione del vaccino mRNA ai bambini.

Al 25 aprile 2021  25.000 donne avevano risposto al loro sondaggio online e riportato storie di mestruazioni interrotte e anormali dopo essere state vaccinate contro il COVID

 

Malone non è l’unico preoccupato per la marea crescente di donne che segnalano problemi mestruali. Sia la dott.ssa Katherine Lee, ricercatrice post-dottorato nella divisione dei servizi di sanità pubblica presso la Washington University School of Medicine di St. Louis, sia la collega dott.ssa Kathryn Clancy, professore associato presso l’Università dell’Illinois Urbana-Champaign, hanno ricevuto un vaccino COVID e hanno avuto un sanguinamento mestruale anormale. +

 

Insieme hanno iniziato ulteriori ricerche sugli effetti collaterali mestruali di questo vaccino. Al 25 aprile 2021, secondo il DailyMail, 25.000 donne avevano risposto al loro sondaggio online e riportato storie di mestruazioni interrotte e anormali dopo essere state vaccinate contro il COVID.  

 

Nel Regno Unito, il programma di segnalazione Yellow Card, ha registrato 2.233 segnalazioni di «disturbi riproduttivi e del seno» dopo che le donne hanno subito  l’inoculazione dei sieri AstraZeneca e Pfizer. Il sistema ha riportato, al 5 aprile, 1.465 reazioni che hanno coinvolto il sistema riproduttivo femminile, 19 «aborti spontanei», 5 travagli prematuri e 2 nati morti. 

 

I rapporti includevano:

 

Nel Regno Unito, il programma di segnalazione Yellow Card, ha registrato 2.233 segnalazioni di «disturbi riproduttivi e del seno» dopo che le donne hanno subito  l’inoculazione dei sieri AstraZeneca e Pfizer. Il sistema ha riportato, al 5 aprile, 1.465 reazioni che hanno coinvolto il sistema riproduttivo femminile, 19 «aborti spontanei», 5 travagli prematuri e 2 nati morti

  • 255 casi di sanguinamento uterino anomalo
  • 242 segnalazioni di insolito dolore e gonfiore al seno
  • 182 donne che hanno avuto mestruazioni assenti o ritardate
  • 175 casi di mestruazioni abbondanti
  • 165 casi di emorragia vaginale
  • 55 segnalazioni di gonfiore genitale, lesioni, eruzioni cutanee o ulcerazioni
  • 19 casi di emorragia postmenopausale
  • 12 casi di menopausa precoce o «artificiale»

 

I Centers for Disease Control and Prevention (CDC) affermano che «sono disponibili dati limitati sulla sicurezza dei vaccini COVID-19 per donne in gravidanza». Tuttavia, nonostante ciò, il CDC raccomanda che «se sei incinta, puoi ricevere un vaccino contro il Covid-19». Affermano che «le donne incinte e recentemente incinte hanno maggiori probabilità di ammalarsi gravemente di Covid-19 rispetto alle donne che non son o in stato interessante».

 

Secondo il sito web Pfizer, i «dati disponibili sul vaccino Pfizer-BioNTech COVID-19 somministrato a donne in gravidanza sono insufficienti per informare sui rischi associati al vaccino in gravidanza. Se sei incinta, parlane e confrontati con il tuo medico».

 

In Italia, secondo segnalazioni arrivate a Renovatio 21, alcuni enti sanitari e professionali non stanno considerando pienamente i rischi segnalati almeno dallo scorso dicembre, pretendendo la vaccinazione di tutte le donne, anche in fase di allattamento.

In Italia, secondo segnalazioni arrivate a Renovatio 21, alcuni enti sanitari e professionali non stanno considerando pienamente i rischi segnalati almeno dallo scorso dicembre, pretendendo la vaccinazione di tutte le donne, anche in fase di allattamento.

 

Ci è stato inoltre segnalato che alcuni siti hanno indicato come possibile disinformazione gli articoli di Renovatio 21 che discutevano dell’impatto del vaccino sulla fertilità e sull’opportunità di vaccinare le donne in gravidanza.

 

 

 

 

 

 

Continua a leggere

Essere genitori

I bambini concepiti in riproduzione assistita possono essere a maggior rischio di asma ed eczema

Pubblicato

il

Da

 

 

I bambini nati da donne che hanno subito un trattamento per la fertilità sono associati a un aumentato rischio di sviluppare asma, eczema e altre allergie correlate, nonostante la predisposizione dei genitori. Lo riporta BioNews.

 

Uno studio pubblicato su Human Reproduction ha determinato che i bambini le cui madri hanno ricevuto un trattamento per la fertilità avevano il 55% in più di probabilità di avere un respiro ansimante persistente all’età di tre anni rispetto ai loro coetanei concepiti naturalmente.

 

Dai sette ai nove anni di età, i bambini avevano il 56% in più di probabilità di sviluppare l’asma accertato da un medico.

 

Inoltre, avevano il 69% in più di probabilità di sviluppare eczema e il 46% in più di probabilità che venissero prescritti medicinali per allergie rispetto ai bambini concepiti senza trattamento per la fertilità.

 

La dottoressa Edwina Yeung del National Institute of Child Health and Human Development di Bethesda, nel Maryland, e dei colleghi ricercatori hanno studiato 5034 madri, in 57 contee di New York, e i loro 6171 bambini nati tra il 2008 e il 2010.

 

2056 bambini avevano preso parte a un questionario di follow-up per vedere se l’asma o eventuali allergie persisteva. Erano annotati quindi i trattamenti per la fertilità a cui sono state sottoposte tutte le madri, inclusa la fecondazione in vitro e l’induzione dell’ovulazione (tramite orale o iniettabili).

 

Questo studio ha indicato un potenziale collegamento di un esito biologico condiviso tra i trattamenti per la fertilità e i bambini concepiti dal loro utilizzo, che sviluppano l’asma. Sebbene il meccanismo sia sconosciuto, i ricercatori hanno teorizzato che ciò potrebbe aver causato nel feto concepito livelli ormonali al di fuori del normale intervallo fisiologico.

 

Tuttavia, i ricercatori ipotizzano anche che quelle madri che hanno subito un trattamento per la fertilità potrebbero avere maggiori probabilità di ricevere diagnosi dai medici per conto dei loro figli. Ciò potrebbe essere dovuto al loro background socioeconomico più elevato o perché è più probabile che cerchino assistenza medica a causa di precedenti trattamenti per la fertilità.

 

Si tratta dell’ennesimo studio che mette in luce i problemi sanitari dei bambini creati in laboratorio, nonostante alcune recenti ricerche vogliano invece significare l’opposto, e cioè che i bambini ottenuti via riproduzione artificiale siano in realtà superbambini con migliore qualità della vita.

 

Da un punto di vista etico, va sempre ricordato che per ogni bambini in provetta che viene messo in braccio alla coppia borghese (omologa, eterologa: quale differenza?) possono essere creati e scartati, distrutti o congelati embrioni nel numero delle decine.

 

Come riportato da Renovatio 21, è ora chiaro che, anche a livello di titoli di borsa, la produzione (e la distruzione) in provetta di esseri umani è un business lucroso assai.

 

 

 

Continua a leggere

Contraccezione

Pillole anticoncezionali maschili sperimentate entro l’anno

Pubblicato

il

Da

Gli scienziati affermano di aver creato una pillola anticoncezionale per gli uomini e potrebbero iniziare la sperimentazione umana già quest’anno. Lo riferisce il sito americano Gizmodo.

 

I ricercatori dell’Università del Minnesota hanno sviluppato il composto, soprannominato GPHR-529, come forma di pillola maschile non ormonale. Nei test, sono stati in grado di mantenere sterili i topi di laboratorio per quattro o sei settimane con un’efficacia del 99%. 

 

L’equipe ora spera di condurre prove umane per la pillola entro la fine del 2022.

 

Sebbene in passato ci siano state pillole anticoncezionali maschili in fase di sviluppo e sperimentazioni sull’uomo, spesso utilizzano trattamenti ormonali – un processo che prende di mira e diminuisce il testosterone – per raggiungere la sterilità, che può provocare effetti collaterali indesiderati come diminuzione del desiderio sessuale e colesterolo alto. 

 

Poiché la pillola del team dell’Università del Minnesota non è ormonale, potrebbe ottenere i risultati desiderati senza impoverire gli uomini del loro prezioso testosterone. 

 

«Dal momento che gli uomini non devono subire le conseguenze della gravidanza, la soglia per gli effetti collaterali delle pillole anticoncezionali è piuttosto bassa», ha detto a Gizmodo il dottor Abdullah Al Noman, ricercatore capo dello studio e studente laureato in chimica medicinale alla UM.

 

«Ecco perché stiamo cercando di sviluppare pillole anticoncezionali non ormonali per evitare effetti collaterali ormonali».

 

Gli scienziati affermano inoltre che anche i topi non erano più sterili dopo aver smesso di assumere GPHR-529 dopo quattro o sei settimane. Quindi gli effetti sarebbero tutti potenzialmente temporanei per gli uomini che lo assumono. 

 

La creazione di un contraccettivo medico per uomini – chiamato negli anni dalla stampa italiana «il pillolo» – non ha mai dato esiti positivi, scrive Futurism. Negli anni essa ha generato effetti collaterali indesiderati e ha perfino creato, involontariamente, il consumo ricreativo di certe sostanze – i SARM (acronimo che sta per modulatori selettivi dei recettori degli androgeni) – presso atleti e culturisti quando si è scoperto che taluni di questi farmaci sperimentali potevano aiutare i muscoli. I SARM, di fatto, sono considerati l’alternativa moderna ai derivati sintetici del testosterone, cioè agli steroidi. Alcuni SARM hanno effetti sterilizzanti, altri inducono, esattamente come gli steroidi, alla soppressione del testosterone naturale – cioè la compromissione materiale della fonte della maschilità.

 

Nuove tecniche di contraccezione maschile sono già in fase di sperimentazione, ma con possibili gravi conseguenze per l’uomo, come nanomateriali magnetici iniettati nei testicoli. Questa tecnica sviluppata da scienziati cinesi consiste nell’iniettare nanomateriali magnetici, usando magneti esterni per guidare le particelle nei  testicoli, e poi usando un altro campo magnetico per riscaldare i genitali al punto tda  temporaneamente fermare la produzione sperma.

 

Tutti questi avanzamenti nella sterilizzazione altro non sono che parte di un progetto di indebolimento dell’uomo (e del maschio) e la conseguente denatalità.

 

Senza contraccettivi, vi sarebbe quindi la sovrappopolazione?

 

La sovrappopolazione, il lettore di Renovatio 21 lo sa, è un mito tossico artificiale iniettato nel mondo moderno dai potentati della Necrocultura.

 

Non solo la sovrappopolazione non esiste – l’intera umanità di 7 miliardi di individui potrebbe, utilizzando gli spazi che usa quotidianamente, risiedere in Texas! – ma è la denatalità la minaccia che dobbiamo affrontare ora.

 

Il magnate Elon Musk ci sta avvertendo in merito: «Penso che uno dei maggiori rischi per la civiltà sia il basso tasso di natalità e il rapido calo del tasso di natalità». 

 

 

 

 

 

Continua a leggere

Fertilità

Le donne che perdono il rivestimento uterino sono aumentate nel 2021: ricerca

Pubblicato

il

Da

Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

 

Tre membri del team di Children’s Health Defense hanno condotto una ricerca per un documento pubblicato il 21 aprile sulla Gazette of Medical Sciences che mostra un aumento delle segnalazioni di «perdita di decidua basale» durante il 2021, rispetto al periodo pre-pandemia.

 

 

Tre membri del team di difesa della salute dei bambini – Brian Hooker, Ph.D., Chief Scientific Officer, Sue Peters, Ph.D., Senior Research Fellow e Heather Ray, amministratore scientifico – hanno condotto una ricerca per un articolo pubblicato il 21 aprile sulla Gazette of Medical Sciences.

Hooker, Peters e Ray hanno lavorato con My Cycle Story, un progetto di ricerca multidisciplinare e collaborativo che ha coinvolto 13 scienziati e medici, a un sondaggio che ha riscontrato un aumento nel 2021 dei rapporti di «perdita di decidua basale».

 

La perdita deciduale del gesso si riferisce a una condizione in cui l’intero rivestimento dell’utero viene passato in una volta.

 

Un perdita deciduale può verificarsi quando una cessazione dei livelli di progesterone provoca la perdita di supporto per il rivestimento endometriale decidualizzato. Ciò provoca un distacco sincronizzato dell’intero rivestimento, che poi passa attraverso la cervice e la vagina.

 

Il sondaggio My Cycle Story su 6.049 femmine ha rilevato 292 casi segnalati di muta deciduale tra il 16 maggio 2021 e il 31 dicembre 2021.

 

I risultati dell’indagine, che è stata condotta sui social media, sono in contrasto con il periodo pre-pandemia, dove sono stati trovati un totale di 40 casi nella letteratura medica negli ultimi 109 anni.

 

L’indagine è stata avviata sulla base dei dati di precedenti indagini che suggeriscono un aumento delle irregolarità mestruali dall’inizio della pandemia di COVID-19.

 

Man mano che le risposte al sondaggio si accumulavano, è diventato evidente che le donne stavano segnalando una varietà di sintomi insoliti, molti dei quali gravi, e che la muta decidua era prevalente nelle risposte al sondaggio.

 

Gli autori dello studio hanno affermato attraverso i metadati di Google un aumento del 2.000% dei termini di ricerca «decidual cast shedding» durante i primi due trimestri del 2021.

 

Gli autori hanno anche concluso che sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere i fattori coinvolti nell’aumento dell’eliminazione del calco deciduo nel 2021.

 

Il team di My Cycle Story cerca di sviluppare una comprensione più profonda di questo fenomeno e di altre irregolarità mestruali associate alla pandemia.

 

 

 

© 25 aprile 2022, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

Continua a leggere

Più popolari